21 ottobre 2010

LETTERA A LECCEPRIMA.IT

Di seguito, il testo della mail di un nostro lettore, firmato, anche se egli stesso ha preferito l’anonimato, e che ha posto la questione inviando le stesse considerazioni anche alla Lega calcio italiana e alle società di Juventus e Lecce. Oggetto: la tessera del tifoso, che, come più volte evidenziato sulle colonne del nostro giornale, prima ancora che entrasse in vigore, è un sistema che fa acqua da tutte le parti. Ebbene, ecco la sua applicazione pratica, nel racconto di una giornata all’Olimpico di Torino. A voi lettori le considerazioni.

***

Sono residente a Bologna, ma di origine salentina e titolare di regolare tessera del tifoso con l’unione sportiva Lecce. E vorrei fare delle segnalazioni. In realtà ancora non sono in possesso della tessera vera e propria,ma della ricevuta rilasciata al momento della richiesta,che però la sostituisce a tutti gli effetti,come specificato su tutti i siti delle società di calcio.

Mi chiedo. Una persona, soggetta a Daspo, fa comunque la richiesta della tessera. Le viene rilasciata comunque la ricevuta della richiesta, perché non penso che chi prende la richiesta sappia del Daspo a cui la persona è soggetta. Quando la stessa persona va a comprare il tagliando, presentando la ricevuta di richiesta, riesce a comprare il biglietto,perché la ricevitoria che lo emette si sincera solo che l’acquirente ne sia in possesso non potendo sapere dalla ricevuta se lo stesso possa o meno comprarlo.

Quindi già qui la tessera non servirebbe al suo scopo: evitare che le persone soggette a Daspo vadano in trasferta. Fino a quando la ricevuta continuerà ad essere valida per evitare questa contraddizione?

Vado avanti con le mie segnalazioni.
Deciso di seguire la mia squadra in trasferta a Torino,mi reco in una ricevitoria autorizzata del circuito Lis-Ticket, per compare il tagliando dedicato al settore ospiti. Mi viene chiesta la tessera. Gli presento la ricevuta. Non mi viene fatto il biglietto perché, secondo il titolare della ricevitoria, è obbligatoria la tessera. Gli faccio presente che è la ricevuta originale rilasciata dalla stessa società e che dappertutto e scritto che sostituisce la tessera fino a quando al richiedente non arrivi quella originale. Non vuole sentire ragione, dicendo che non mette a rischio la sua licenza di commerciante.

Il giorno dopo mi reco presso un’altra ricevitoria autorizzata e riesco a comprare il biglietto senza nessun problema. Come fa a funzionare lo strumento, se nemmeno gli addetti al lavoro sanno come funziona?

Mi reco allo stadio ed entro nel settore ospiti. Sono a conoscenza che all’esterno dello stadio ci sono tifosi ospiti senza tessera o senza biglietto. Ad un quarto d’ora dall’inizio della gara li fanno entrare, sistemandoli in un piccolo spazio affianco al settore ospiti, in cui noi eravamo, però in tribuna, in mezzo ai tifosi di casa, circondati da una decina di steward.

Secondo voi non è poco sicuro?

Viene di nuovo a mancare lo scopo della tessera: la sicurezza. A dieci minuti dalla fine della partita, il megafono avvisa gli occupanti del settore ospiti di rimanere nel loro settore fino a nuovi ordini, come sempre. Però, mi sono chiesto: ma quali tifosi ospiti? Come faranno a tenere dentro gli ospiti sistemati in tribuna?

Finisce la partita. Incredibilmente, i tifosi ospiti della tribuna, escono dall’impianto insieme ai tifosi di casa con la possibilità di entrare in contatto sia dentro che fuori lo stadio. Ma non era proprio questo che si voleva evitare? Viene di nuovo meno lo scopo della tessera: la sicurezza. Gli occupanti del settore ospiti, non più di cinquanta, sono stati tenuti dentro allo stadio fino alle 17.30. Abbiamo avuto uno scambio di opinioni con le forze dell’ordine che erano appena fuori dall’impianto. Anche loro non si spiegavano una situazione simile. Cosi com’è la tessera sarebbe solo una presa in giro.

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