15 ottobre 2010

LA TENSIONE

di FULVIO BIANCHI
Ultrà, ora l'allarme si sposta sul campionato

ROMA - L'allarme, adesso, si sposta sul campionato: dopo i fatti di Genova, c'è molta tensione fra le tifoserie, soprattutto nella frangia ultrà che rifiuta la tessera del tifoso. I sostenitori del Genoa hanno già detto che sabato andranno comunque a Roma, per la gara contro la squadra di Ranieri, anche senza biglietti e senza "tessera". La questura romana è in allarme, anche perché in passato ci sono stati incidenti con feriti fra le due tifoserie. Sepp Blatter ha detto che in "Inghilterra non sarebbe successo quello che è accaduto a Genova" e Giancarlo Abete gli ha subito risposto: "Da Blatter mi sarei piuttosto aspettato che avesse ricordato le qualità morali degli arbitraggi del 2002...". Riferimento a Moreno, appena arrestato per spaccio di droga. Zamparini e De Laurentiis invece se la prendono con Maroni. Dice il patron del Palermo: "Certo, è stata una gestione all'italiana... Ma quello che dicono i politici ci fa ridere, altro che tessera del tifoso. Che c'entra? Se arrivavano 2000 serbi, occupavano Roma... Piantavano tende e bandiere. I politici non hanno capito niente: i tornelli colpiscono solo le persone per bene. Adesso che succederà? Semplice: la polizia sarà in assetto di guerra negli stadi e quindi esagererà dall'altra parte". Per Aurelio De Laurentiis, patron de Napoli, invece a Napoli, "è mancato lo stato, ed è gravissimo che sia accaduto...".

I presidenti di calcio di serie A inoltre ricordano
al mondo politico che da anni aspettano una legge sugli stadi, bloccata alla Camera. "Vedete cosa succede senza nuovi stadi", ha tuonato oggi Claudio Lotito, presidente della Lazio capolista. Lui è fra i "falchi": nella riunione informale della Lega di A ha proposto addittura il licenziamento, con decisione unilaterale, dei calciatori in caso di infortunio, della durata minima di tre mesi. Gli altri club si sono opposti: possibile che in dicembre il sindacato indica uno sciopero dei giocatori.

Gianni Petrucci, presidente Coni, invece si schiera invece al fianco di Abete, che ha già salvato anche dopo il flop sudafricano: "La Figc non ha nulla da rimproverarsi. Per questo non tempo sanzioni Uefa. Questi sono episodi che vanno oltre ogni logica e oltre ogni civiltà umana: devo comunque ringraziare il Ministro Maroni, il capo della Polizia e le forze dell'ordine per quanto hanno fatto". A Nyon, sede Uefa, è silenzio e lavoro: il 28 ottobre si riunisce la disciplinare, Platini è sempre stato contro la tessera del tifoso ("nessuna schedatura a livello europeo") ma preferisce, per ora, non replicare a Maroni. Il n.1 del calcio europeo ribadisce la 'tolleranza zero'. Ma quell'arsenale visto in tribuna a Marassi ha destato impressione...

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