08 ottobre 2010

LA TDT UCCIDE IL CALCIO

di MATTEO PINCI
ROMA - Un silenzio stampa imposto, una società in vendita e in crisi sotto il profilo sportivo e non solo, fiaccata da sempre meno silenziose guerre interne. Questa la drammatica (sportivamente parlando) immagine che offre all’occhio dell’osservatore esterno la Roma di oggi. E che non può non riverberarsi anche sul pubblico. Il crollo degli abbonamenti – che tra l’altro ha colpito tutta Italia – non è una novità. Lo è, semmai, la sempre più scarsa affluenza dei tifosi giallorossi all’Olimpico, passato in pochi mesi da teatro dell’epica sfida tricolore all’Inter, a desolato specchio di un club sull'orlo del baratro.

IN FUGA DALL’OLIMPICO – “Vogliamo riportare la gente allo stadio”, era il motto con cui Ranieri dodici mesi fa, muoveva a Trigoria i primi passi da tecnico romanista. Missione riuscita soltanto a metà. Perché dopo l’illusione dell’ultima parte della scorsa stagione, il sogno di uno stadio sempre pieno è già un lontano ricordo. Non è bastata la rincorsa all’Inter. Non è bastata nemmeno una campagna acquisti che ha portato all’Olimpico Borriello, Adriano, Simplicio e Burdisso, ad evitare la diaspora da stadio. Quattro gare davanti ai propri tifosi dall’inizio della stagione a oggi. Tre di campionato con Cesena, Bologna e Inter e una di Champions contro il Cluj. Due vittorie, due pareggi e nessuna sconfitta: non un bottino ricchissimo, ma neanche
da lacrime agli occhi. Ad assistervi, però, non più di 31 mila 700 spettatori ogni gara, con il picco di Roma-Inter (38.726, mai così pochi per questa sfida negli ultimi 13 anni).

MAI COSÌ MALE – Un’affluenza decisamente al di sotto delle medie del campionato scorso, concluso con 41 mila spettatori a partita. Facile facile la differenza: sono sin qui 10 mila i romanisti che hanno abbandonato il proprio posto sugli spalti a distanza di pochi mesi, da maggio a oggi. Ma se la rincorsa all’Inter aveva inevitabilmente gonfiato il numero di “aficionados” nelle ultime gare della scorsa annata, non si può certo dire lo stesso per la stagione precedente, quando nonostante un campionato deludente, chiuso al sesto posto, la media di spettatori ogni gara era di 41 mila e 800 unità. E negli ultimi 5 anni la media sfiora i 40 mila a partita. Parlare di Tessera del tifoso e di contestazione alla società non basta più. Chi acquisterà il club, oltre a occuparsi di far quadrare i conti (ahi!), dovrà interrogarsi anche su come riportare la gente all’Olimpico. E, non è detto che basti tornare a parlare di stadi di proprietà. La lezione dello scorso anno è chiara: per riempire la Curva, serve una squadra vincente.

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