15 ottobre 2010

INTER-TOTHENHAM

ENRICO FRANCESCHINI

LONDRA  -  Un nuovo problema investe il calcio italiano. In vista della partita di San Siro contro l'Inter della settimana prossima per la Champions League, il Tottenham ha avvertito i suoi tifosi di non portare allo stadio bandiere con la stella di David. L'avviso è da ieri sul sito del club londinese, con la motivazione che le autorità di polizia italiana hanno emesso il provvedimento, apparentemente per ragioni di sicurezza. Ovvero, in sostanza, nel timore che il simbolo dell'ebraismo e dello stato di Israele possa attirare attacchi e violenze contro la tifoseria del Tottenham da parte di tifosi dell'Inter o fanatici antisemiti. Un nuovo sintomo della violenza che minaccia lo sport in generale  e in particolare in Italia, all'indomani del pandemonio scatenato dai nazionalisti serbi a Genova in occasione della gara contro la nazionale italiana.

   "Le autorità italiane ci hanno avvertito che le bandiere con la stella di David non potranno entrare allo stadio e potranno essere confiscate", si legge sul sito del Tottenham. "Vi preghiamo di rispettare questa richiesta". Nel pomeriggio la prefettura di Milano ha negato che qualsiasi autorità di polizia italiana abbia dato disposizione di vietare l'esposizione di bandiere con la Stella di Davide.

Il Tottenham, una delle cinque squadre di Londra che giocano nella Premier League, è uno storico club della capitale, con un basto seguito soprattutto nella parte orientale della città, l'East End, un vasto quartiere
di operai e immigrati. E' la zona in cui arrivarono anche le prime ondate di immigrazione ebraica e in cui ancora oggi vivono una parte degli ebrei londinesi. Ma non è solo questo il motivo per cui la stella di Davide è diventata uno dei simboli della squadra. Vari dirigenti del club sono di origine ebraica, come il presidente David Levy. E poco per volta anche i tifosi non ebrei hanno cominciato a considerare questa immagine come il simbolo della squadra.

   A sventolarlo, allo stadio, sono sia ebrei che non ebrei, e tutti i fans del Tottenham vengono comunemente chiamati "Yids", abbreviazione del termine Yiddish, la lingua un tempo parlata dalla grande maggioranza degli ebrei nell'Europa centrale e orientale. Un termine di cui i tifosi del Tottenham vanno orgogliosi, ma che può anche essere usato in senso dispregiativo e come insulto. L'identificazione del club londinese con l'ebraismo, in effetti, ha attirato anche in passato contro il Tottenham manifestazione di antisemitismo, in modo analogo a quanto avviene a un'altra grande squadra di calcio europea associato con l'ebraismo, l'Ayax di Amsterdam.

   Ma è apparentemente la prima volta che i tifosi vengono ammoniti a non esibire le bandiere con la stella di David in una trasferta. "Mi sembra francamente assurdo", commenta Vittorio Pavoncello, presidente del Maccabi Italia. "Le bandiere con la stella di David sono uno dei simboli del Tottenham da quando è nata la squadra. Caso mai da vietare sono quelli che insultano quei simboli". Ma evidentemente le autorità italiane, dopo il caos di Genova, temono altri incidenti. Anche se, in questo modo, l'impressione che trapela, specie all'estero, è quella di un calcio italiano incontrollabile, in cui i violenti fanno quello che vogliono e un simbolo pacifico deve essere nascosto per non offendere i facinorosi, gli antisemiti, i razzisti. (15 ottobre 2010)

1 commento:

Anonimo ha detto...

ma vai ia vai ia ora la gente sta impazzendo... comunicato per evitare l esposizione di bandiere ebraiche...san siro covo di nazisti... c è tre pischelli che fanno il saluto romano... va ia