16 ottobre 2010

I VOSTRI ETILOMETRI NON FERMERANNO LA NOSTRA SETE

Verona. Dopo i gravi fatti accaduti a Genova in cui una falange militarizzata della tifoseria serba ha dato la peggiore visione di una tifoseria calcistica, il sindacato di polizia Ugl sta effettuando una verifica sull'organizzazione del sistema sicurezza di quella partita, ma anche sulla situazione veronese.
E a questo riguardo propone di fare l'etilotest ai tifosi che entrano al Bentegodi visto che il regolamento prevede che non si possa stare all'interno della struttura se si è in stato d'ebbrezza.
Così come altrettanto vero è, sottolineano i poliziotti, decine di tifosi entrano allo stadio ubriachi fradici. Basta osservare quanta birra viene venduta fuori dallo stadio nel prepartita.
Il ministro dell'Interno Maroni ha inserito nel programma relativo alla prevenzione della violenza negli stadi la tessera del tifoso che permette di identificare tutti i tifosi che volessero recarsi in trasferta con la propria squadra, ma nel caso di trasferte europee, come avvenuto a Genova, non ancora a tutt'oggi previsto.
«A Verona, grazie al lavoro certosino e più volte certificato per la qualità dell'intelligenze della Digos e per la direzione dell'ordine pubblico, certe situazioni limite non si sarebbero verificate», dice il vicesegretario regionale dell'Ugl Rodolfo Fabrin, «rimane ancora molto da fare e un elemento da noi definito primario, purtroppo, allo stato attuale non viene preso ancora in considerazione. Si tratta, per l'appunto della presenza di tifosi che giungono all'ingresso dello stadio già sotto l'influenza degli effetti dell'alcol, che ne assumono a grande quantità in quanto consapevoli che i propri freni inibitori vengono azzerati consentendo loro di porre in essere non solo azione di semplici disturbo, ma di abbandonarsi ad atti inconsulti che sfociano in aggressioni violente con conseguenti gravi risvolti di ordine e sicurezza pubblica», evidenzia il sindacalista.
«Già ad un precedente incontro sindacale con il prefetto abbiamo evidenziato come la causa scatenante di fatti di intolleranza e violenza che avvengono dentro e fuori lo stadio sia da addebitare allo stato di ebbrezza in cui versano molti tifosi chiedendo un effettivo intervento dell'autorità, che allo stato attuale in merito non si è fatto ancora sentire. Per noi Il fattore principale è applicare effettivamente il regolamento d'uso dello stadio, valutandone la specifica competenza tra i vari attori che partecipano agli eventi, ogni uno per la propria responsabilità», evidenzia il sindacalista.
Fabrin annuncia, infine, la richiesta di avere un contatto con il dottor Giovanni Serpelloni, consulente del ministro Giovanardi, padre del progetto Drugs on street, i controlli su strada che le nostre forze dell'ordine continuano a realizzare per evitare che ci si metta ubriachi al volante. Nè al volante, nè allo stadio.
Alessandra Vaccari

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