22 ottobre 2010

FATTORE MENTI

Che fine ha fatto il fattore Romeo Menti? Se lo chiedono in tanti, soprattutto i tifosi della Juve Stabia. In questa stagione lo stadio delle Vespe è diventato terra di conquista per le rivali della squadra allenata da Braglia. In passato la Juve Stabia ha costruito i suoi successi soprattutto al Romeo Menti, da tutti considerato un fortino inespugnabile. Gli avversari, al solo pensiero di mettere piede nell’impianto di via Cosenza, avvertivano un certo timore per la bolgia sugli spalti. Il fiato sul collo dei tifosi diventava una cappa opprimente che finiva con il penalizzare i giocatori di turno. Oggi la situazione si è ribaltata. Il Romeo Menti, in questo campionato, sta diventando un campo che sembra mettere pressione soprattutto ai calciatori di Braglia. Probabilmente, i nuovi acquisti, dei quali molti sono ragazzi alle prime esperienze in Prima Divisione, inconsciamente avvertono la responsabilità di giocare a Castellammare. Questo non può essere un alibi visto che negli ultimi anni lo stadio stabiese ha perso quell’effetto suggestivo che riusciva a incutere paura agli avversari. La realtà è un’altra. La tifoseria gialloblù, a parte gli ultras della curva Sud, si è come distaccata. Nemmeno l’anno scorso, nel campionato vinto dalla Juve Stabia, lo stadio Menti ha registrato picchi di presenze, anzi. I vari appelli dei calciatori non sono mai stati accolti e la squadra di Rastelli ha vinto il campionato quasi tra l’indifferenza di buona parte della tifoseria, che dopo la retrocessione ha voltato le spalle al club di Manniello e Giglio. In questa stagione si è registrata un’inversione di tendenza della Juve Stabia. Il Romeo Menti, dopo le prime nove giornate, è diventato terreno di conquista per tutti. Nelle cinque partite casalinghe gli uomini di Braglia hanno vinto solo due volte contro Siracusa e Viareggio. Tre le sconfitte interne. La prima contro il Foligno alla seconda giornata. Quella è stata la peggior partita stagionale disputata dalla Juve Stabia. Un esordio casalingo con la sconfitta 0-2 contro il modesto Foligno di Matrecano. Altro ko, ma stavolta immeritato, è stato quello contro il Foggia di Zeman, alla sesta giornata. Una partita che la Juve Stabia ha dominato per oltre un’ora e che ha perso 2-0 dopo essersi vista negare un calcio di rigore evidente per una trattenuta in area su Mbakogu. Il Foggia, fino a quel punto in imbarazzo, ha saputo assestare due colpi di grazia alle vespe con Sau e Insigne. Alla fine della partita contro i pugliesi ci furono applausi scroscianti dal pubblico del Menti ai calciatori della Juve Stabia. Poi la sconfitta di domenica scorsa contro il sorprendente Gela di Provenza. Squadra seconda in classifica ma che a Castellammare non ha certo offerto chissà che gioco spettacolare. La Juve Stabia, però, ci ha messo del suo costruendo poche occasioni e sprecandole. Al Gela è bastato mettere appena il naso fuori dalla propria area per mandare al tappeto Maury e compagni. Primato negativo in Italia. La Juve Stabia si riscopre la squadra che, numeri alla mano, ha perso il maggior numero di partite interne dalla A alla Seconda Divisione. Un primato che condivide con il Sassuolo (serie B), Como (Prima Divisione) e quattro club di Seconda Divisione (Casale, Vibonese, Milazzo, Campobasso e Catanzaro).

Fonte: resport

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