27 ottobre 2010

BOLOGNA-JUVENTUS

Il Bologna è uscito indenne dalla sfida contro la Juve, ma non alcuni suoi tifosi. Diversi supporter rossoblù — non ultras ma semplici appassionati — sono stati malmenati in curva San Luca dai tifosi bianconeri poco prima dell’inizio della gara, mentre le squadre entravano in campo.
GLI SCONTRI - Scontri non violentissimi, anche se qualcuno è dovuto ricorrere alle cure dei medici, ma che hanno coinvolto una trentina di persone. Tafferugli figli della tessera del tifoso. Sì, perchè mentre gli juventini possessori della fatidica tessera erano entrati nel settore blindato riservato agli ospiti, quelli senza tessera e appartenenti alle frange più violente della tifoseria bianconera (Drughi, Viking, eccetera) si sono posizionati nello spicchio di San Luca dove solitamente vanno, indisturbati, i bolognesi. Domenica invece, con la solita e preannunciata «invasione» di bianconeri romagnoli, la San Luca era tutta juventina. Tranne quei trenta bolognesi che sono stati incautamente fatti entrare lì dagli steward.
I RACCONTI - Diversi i racconti raccolti in queste ore dalle radio e dalle tv locali (Punto Radio, Casa Cotti) e giunti anche a club rossoblù. «Ci siamo presentati regolarmente all’ingresso della curva San Luca, con il biglietto nominale in quel settore. Eravamo in tutto una decina di persone — racconta un tifoso — ma non un gruppo che si recava assieme allo stadio. Ci hanno perquisito, e ci hanno fatto entrare. Una volta dentro, abbiamo subito capito che la parte di curva a noi riservata era occupata da moltissimi tifosi della Juve. Solo quando oramai eravamo sui gradoni ci siamo resi conto che non si trattava dei tifosi "normali". (...) In poco tempo ci siamo trovati addosso queste persone e sono volati calci e schiaffi, con noi c’era se non sbaglio anche un papà con suo figlio. Qualcuno è rimasto contuso. Chiaramente non siamo rimasti sorpresi da questo, nella legge ultrà non si entra in una curva rivale con le sciarpe della propria squadra, il problema è che non sapevamo che lì c’erano gli ultras juventini. (...) Perché allora gli steward ci hanno fatti entrare?». Fra l’altro poco prima il gruppo Contro Tendenza, solitamente in San Luca, era stato invitato dagli steward ad andare (cosa avvenuta) nella curva Bulgarelli. «Noi eravamo una decina e già al primo controllo ci sono i primi problemi — racconta un altro tifoso — Ci sequestrano delle ridicole bandierine per via dei colori, rosso e blu, ma non le sciarpe. Poi, vedendo la presenza di ultras bianconeri, a disagio ci spostiamo vicino ai distinti dove siamo stati "rincorsi" dagli juventini che ci volevano menare. Scappavano anche gli steward (infatti è entrata in azione la polizia, ndr). Un tizio a volto coperto mi si è attaccato al collo con altri due che gli davano una mano: mi hanno rotto cellulare, occhiali, strappato il cappuccio della giacca e ho preso un pugno di striscio. Intanto c’erano altri accerchiamenti... Perché non è stata garantita la nostra sicurezza?». «Queste purtroppo sono le conseguenze negative della Tessera del tifoso. Dispiace — dice Pier Giovanni Ricci, direttore gestionale del Bologna — per quanto successo, ma non incolperei più di tanto gli steward che fanno davvero quello che possono. Stiamo sperimentando la Tessera del tifoso e per ora ci sono solo dei "contro" e non dei "pro". Anche stamani abbiamo fatto una riunione in Questura per capire come e dove migliorare, anche per evitare situazione imbarazzanti come quella di domenica. Noi facciamo di tutto per garantire la sicurezza. Gestire situazioni così, che potrebbero verificarsi di nuovo quando arrivano squadre con molti tifosi, è difficile. Per questo insieme ad altre società, che lamentano gli stessi problemi, auspichiamo quanto prima un incontro con tutti». Per mettere a posto le cose, certo. Eppure proprio ieri Maroni ha detto che la Tessera del tifoso è un successo: ci sono meno incidenti e più spettatori. «Non so. Io dico: meno politica, più operatività».
Fernando Pellerano

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