11 ottobre 2010

BERGAMASCHI

BERGAMO – E’ successa una cosa brutta, nel finale della partita vinta dall’Atalanta contro il Torino. Nella Curva Pisani, allo stadio Comunale di Bergamo, si è scatenato un piccolo parapiglia che ai più magari è sfuggito, vista la concitazione della partita, ma che è impossibile da non rimarcare.
Tra abbonati e spettatori paganti, la cornice di pubblico per la sfida contro i granata poteva contare su oltre 20.000 spettatori: per la prima volta, da quando Percassi è tornato in sella alla Dea, Bergamo ha risposto così bene.
A parte qualche incitamento iniziale, il sostegno canoro non raggiungeva i livelli del passato tant’è che ad inizio ripresa è stato lo stesso Cristiano Doni, dal campo, a richiamare i tifosi ad alzare il volume.
Senza il coordinamento dello zoccolo duro degli ultras, da sempre contrari alla tessera del tifoso e colpiti da altri provvedimenti restrittivi dopo i fatti di Alzano, è palese la difficoltà nell’organizzazione dei cori nei momenti topici della partita, soprattutto al Comunale: a Modena, tanto per fare un esempio, gli oltre 300 bergamaschi al seguito si sono fatti sentire parecchio e la squadra ne ha beneficiato.
Tornando alla partita contro il Torino, quando mancavano meno di cinque minuti al novantesimo un ragazzo ha preso coraggio e si è issato sulla balconata spalle al campo per spronare gli altri tifosi con uno dei cori più importanti che si sentono a Bergamo: il “Forza Atalanta”.
Buona la risposta degli altri curvaioli, interessante anche il risultato canoro. Tutti contenti per il primo barlume di riorganizzazione del tifo? Macchè, qualcuno ha voluto rovinare tutto.
Un ristretto gruppo di persone difficile da quantificare, ha pensato bene di contestare il tifoso che si è impegnato per far cantare la Curva a favore dell’Atalanta (in quel momento sull’1-1) e si è arrivati addirittura alle mani. Chi non ha visto nulla in quei due o tre minuti di parapiglia al centro della Pisani (sembra che in soccorso del novello lancia-cori altri siano intervenuti e che in tutto fossero una trentina i protagonisti della bruttissima scena), avrà sicuramente udito il “buffoni-buffoni” che è stato ripetuto ed anche il “solo l’Atalanta” urlato a gran voce poco prima del gol del “Tir” è arrivato forte e chiaro.
Il successo dei nerazzurri, gli applausi al fischio finale e il boato del pubblico al momento del 2-1 non possono cancellare un episodio sgradevole, condannabile e sicuramente grave perchè, come avevo già scritto nelle settimane passate, uno stadio pieno ha bisogno di coordinazione: se qualcuno si vuole impegnare per riorganizzare, dal punto di vista canoro, qualcosa che oggi non è più come in passato l’Atalanta non può che trarne beneficio. Tutto il resto, permettetemi, viene dopo.
Fabio Gennari

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