31 luglio 2010

FIRENZE NON ALLINEATA OSPITE DEGLI STATUTO!

Ieri sera, durante il concerto degli Statuto alla Fortezza da basso di Firenze, una folta delegazione di ragazzi appartenenti alla Firenze non allineata e dissidente è stata gioiosamente ricevuta sul palco da Oskar&C durante l'esecuzione da parte della mods band torinese dello storico anthem RAGAZZO ULTRA' . Gli ultras fiorentini hanno esposto uno striscione contro la tessera dopo che Oskar ne aveva introdotto le ragioni e la lotta. Severo cipiglio e disappunto fra le fila della Sezione Stadio della Di.gos al gran completo mischiata fra il pubblico ma individuabile dall'alone che i funzionari si portano appresso ovunque, come il famoso spot contra l'AIDS di alcuni anni fa.
Raid riuscito, danze, applausi, sorrisi e slogan contro il calcio omologato.
Grazie ultras, grazie STATUTO.
LA VERA FIRENZE NON FA LA TESSERA!
Domenico Mungo

BOBO LA TESSERA LA FAI TU E 4 MENTECATTI

In fuga dagli stadi. Dopo aver abdicato nel modo peggiore al Mondiale, l'Italia registra un crollo del numero degli abbonamenti. Se si eccettua l'Inter, campione d'Europa e d'Italia, e il Bari, tutte le altre squadre sono alle prese con un'emorragia di tifosi: ne mancano, rispetto ad un anno fa di questi tempi, almeno 40 mila all'appello. Uno su cinque, in media, non ha rinnovato la tessera. Il caso più eclatante riguarda la Lazio: appena 1.600 abbonati (l'80% in meno rispetto al 30 luglio 2009), cifra misera anche per un club di serie C. La Juventus segna una riduzione del 22,5%. Se il disamore si può capire, dopo la stagione scorsa dei bianconeri, nel caso della Roma, protagonista invece di un campionato comunque esaltante, il deficit del 30% è più eclatante. La Fiorentina piange un crollo addirittura del 45%, mentre il Milan, che la crisi l'aveva avvertita dodici mesi in anticipo con un dimezzamento dei fedelissimi nel 2009, conferma la tendenza negativa: 15.000 sottoscrizioni, il 14% in meno.

Il mondiale in Sudafrica ha contribuito a deprimere gli appassionati, ma sono altri elementi ad influire maggiormente: la crisi economica, naturalmente, ma anche un calciomercato che certo non accende entusiasmi in nessuna tifoseria. Anzi. Le magre campagne acquisti di questi mesi non invogliano al sacrificio economico: se risparmia il presidente, figuriamoci il tifoso. Maltrattato per tutto l'anno e di nuovo blandito e corteggiato quando si tratta di metter mano al portafoglio, chiedendo un atto di fede cieca. Le leggi anti-violenza sono un altro deterrente, sia per il pubblico "normale" che per quello militante. Sempre più i disagi. Alle code domenicali ai tornelli, alle gradinate inospitali e ai servizi scadenti, si aggiunge ora anche la tessera del tifoso. Meglio vedere la partita in tv, che oltre tutto si può acquistare a prezzi sempre inferiori: i pacchetti alle pay tv sono più convenienti, rispetto al passato.

La tessera del tifoso, obbligatoria per sottoscrivere abbonamenti e acquistare biglietti di settore ospiti, ha incontrato la dura opposizione di gran parte del mondo ultras. Sono 13 le curve di serie A che hanno scelto per protesta di non abbonarsi, ritenendo la tessera una forma di schedatura, una limitazione alla libertà. A Roma rimarrà deserta mezza Curva Sud, cuore del tifo giallorosso, se il trend verrà confermato. A Napoli - dove gli abbonamenti non sono ancora in vendita - il dissenso dovrebbe spopolare entrambe le curve del San Paolo. Gruppi divisi a Firenze e Palermo, contrari ma tesserati a Verona. La tifoseria dell'Inter è l'unica ad aderire per convinzione, anche se il record di sottoscrizioni è del Milan: oltre 210.000 in un anno.

La media spettatori sulle tribune italiani (25.192 nella scorsa stagione), nonostante una crescita del 17% negli ultimi 5 anni, sembra così destinata a rimanere al di sotto di quella dei grandi paesi calcistici europei: Germania (42.490) e Inghilterra (34.088) sono lontanissime, la Spagna (27.654) resta avanti e la vittoria mondiale la terrà al riparo da rimonte. Campionati che pure godono di una copertura televisiva simile alla nostra e di leggi ancor più repressive per le tifoserie. Quindi sarebbe forse il caso di interrogarsi una volta di più - anziché nascondersi dietro al paravento della tv - sulla qualità dello spettacolo che le società allestiscono e sulla vivibilità dei luoghi in cui, si fa per dire, goderselo. (31 luglio 2010)

ALLA FACCIA DI BOBO

Le amichevoli estive con la fine in rissa stanno diventando una brutta abitudine. Dopo il Cagliari nella gara contro il Bastia, ieri è stata la volta del Catania contro i greci dell'Iraklis. E' nel secondo tempo che è scoppiato il putiferio con qualche intervento duro di troppo da una parte e dall'altra che fa scaldare gli animi. Quando l'arbitro espelle Barrientos parte un infuocato confronto a centrocampo tra i giocatori delle due squadre. D'accordo con i capitani e con gli allenatori, il direttore di gara decide di mandare tutti sotto la doccia.

30 luglio 2010

SIMBOLI

Verona. Il derby tra Hellas Verona e Chievo per l'uso dei simboli, dei colori, degli stemmi che è esploso ieri a suon di comunicati, coinvolge anche i tifosi più vip e il mondo istituzionale e politico oltre a scatenare i tifosi sul blog del nostro sito (www.larena,it). In particolare, vengono stigmatizzate le minacce al presidente del Chievo contenute nelle scritte comparse allo stadio Bentegodi («Fatti la scorta») e dalle quali l'Hellas non ha preso le distanze.
Ieri il sindaco Flavio Tosi, tifoso gialloblù, commentando la vicenda ha voluto infatti fare una distinzione. «Gli aspetti sono due. Uno è quello dell'uso dei simboli e dei colori sociali», spiega, «e io penso che sia giusto che ognuno utilizzi quelli che storicamente gli appartengono. L'altro è quello delle minacce, che ovviamente sono da condannare. Su questo caso valuterà la Digos, ma io condivido la posizione del presidente Campedelli. Le minacce con lo sport non c'entrano nulla. Sono quanto di più antisportivo ci sono».
Il presidente della Provincia Giovanni Miozzi invita alla responsabilità e alla serenità affinché il campionato cominci nel giusto clima: «Chievo ed Hellas sono entrambe l'orgoglio della città e della nostra provincia: infatti, nonostante siano differenti per tifoseria, storia e tradizioni, portano tutte e due il nome e i colori di Verona in giro per l'Italia e per il mondo. La città chiede, perciò, loro di non incorrere in diatribe e polemiche dannose per ciascun veronese e di riversare la carica, la grinta e l'entusiasmo su una sana competizione calcistica, che rappresenta la base per la buona riuscita di un'attività sportiva».
Miozzi ricorda che «il calcio è fondamentalmente un gioco, un modo di stare insieme, di divertirsi e di fare squadra. Porgo, inoltre, la mia solidarietà umana a Luca Campedelli, presidente del Chievo, per le minacce ricevute: sfociare nell'insulto personale non è corretto in nessun caso. Lo sport si basa sul rispetto dell'altro, perciò episodi come questi, su cui la Digos sta indagando, esulano dal vero spirito del tifoso e certamente non migliorano il rapporto, finora collaborativi e di leale competizione, tra le due società».
Sullo scontro tra le due società calcistiche Hellas e Chievo che ricordiamo militano rispettivamente nella Lega Pro e in serie A, interviene anche il capogruppo del Pd, Stefania Sartori con un appello alle due società a ritrovare lo spirito sportivo riportando il confronto sul piano della corretta dialettica pubblica: «In una città che periodicamente mostra il suo volto più violento non possono essere sottovalutati episodi di minacce e di aperta ostilità come quelle che recentemente sono state rivolte al presidente Campedelli, a cui non può non andare la solidarietà di tutto il mondo, non solo sportivo, scaligero – dice Sartori – ma allo stesso tempo bisogna fare attenzione a non arroventare troppo il clima; è necessario che società e tifosi sappiano ritrovare la via di un confronto pacifico e sportivo senza il bisogno di mostrare i muscoli l'un l'altro. I simboli di Verona sono di tutti i veronesi e vanno onorati con azioni positive che sappiano dare lustro a tutta la città e non trattati come oggetti di contesa faziosa» aggiunge.
Prende le distanze dalle scritte minacciose nei confronti di Campedelli anche Alberto Lomastro, presidente dell'associazione culturale Verona Hellas. «È doveroso chiarire che, contrariamente a quanto scritto, i "capi della tifoseria" non avallano minacce di alcun tipo nei confronti del presidente Campedelli, tantomeno il sottoscritto. Alcuni episodi del passato», ricorda, «come la targa commemorativa dello scudetto imbrattata in Curva Sud nel 2002 o la denominazione "Hellas Verona 1991" utilizzata dallo speaker in occasione dell'ultimo derby in Serie A, hanno contribuito ad alimentare un clima di tensione del quale nessuno sentiva il bisogno. Gli ultimi episodi non hanno fatto altro che riaccendere questa polemica e portare allo scambio di comunicati tra le due società».

BRAVO STADERINI

La tessera del tifoso «non è obbligatoria nè esiste per legge: è solo una iniziativa commerciale della Lega Calcio imposta dal ministro sotto la minaccia di far giocare a porte chiuse le partite». È quanto affermano il segretario dei Radicali Mario Staderini e il senatore Marco Perduca, sottolineando che «gli effetti che questa 'fidelizzazione' sortirà, saranno la diserzione del programma di decine di migliaia di persone, che però vorranno andar comunque allo stadio, rendendo ancor piu difficile la gestione dell'ordine pubblico e la devoluzione di compiti pubblici al privato. Tv a pagamento e i violenti ringraziano».
«Non sappiamo a chi si rivolgesse il Ministro Maroni quando ha lamentato che sulla tessera del tifoso son state dette parole di troppo - dicono Staderini e Perduca - è certo che nessuno al Viminale s'è degnato di rispondere alle interrogazioni parlamentari che abbiamo presentato dal settembre scorso. Nè tantomeno si capisce quali siano le stupidaggini che hanno circondato la fantomatica tessera, perchè se c'è una cosa certa, e molto seria, è la totale assenza di un quadro normativo circa questa presunta 'fidelizzazionè». «Se l'intenzione di questa iniziativa è quella di estirpare la violenza dagli stadi privilegiando il tifo 'buonò - concludono i Radicali - non si capisce come possano contribuire Fs e Autogrill nè tantomeno si capisce come un qualcosa di totalmente incerto e affidato a ordinanze prefettizie possa esser considerata una risposta strutturale ai problemi del tifo violento che nessuno nega esistere»

PREMIATE GABRIELE SANDRI !

Sono aperte le candidature per il Premio Europeo Tifosi di Calcio 2010, riconoscimento che vanta il sostegno UEFA e viene assegnato a chi si distingue nel creare un'atmosfera positiva all'interno degli stadi.
Nato nel 2005, il premio è aperto a tutti i gruppi calcistici continentali e intende promuovere l'avvicinamento fra opposte tifoserie e il rispetto verso avversari e ufficiali di gara, oltre a combattere ogni manifestazione di razzismo e xenofobia e a condannare la violenza sia fisica che verbale.
L'obiettivo è quello di cambiare la mentalità dei tifosi creando un'atmosfera festosa all'interno degli stadi. I premi degli scorsi cinque anni sono stati assegnati a gruppi che hanno mostrato comportamenti amichevoli ed ospitali verso i tifosi ospiti, lavorato sull'educazione dei giovani tifosi in accordo con i veri valori del calcio e contribuito all'ottenimento di migliori infrastrutture per assistere alle partite per i tifosi portatori di handicap.
I vincitori passati sono: Peña Multicolor (Spagna), The Amalgamation of Northern Ireland Supporters Clubs (Irlanda del Nord), Genoa Club for Children (Italia), National Association for Disabled Supporters (Regno Unito) e Média-Pitchounes de Toulouse (Francia). Nel 2006 e stato reso uno speciale omaggio ai tifosi della Germania per il loro comportamento esemplare nel corso della Coppa del Mondo FIFA.
Gli organizzatori hanno invitato i candidati a presentarsi per l'edizione 2010 del premio inviando una e-mail all'indirizzo di posta elettronica info@supportersaward.com o all'indirizzo di posta ordinaria European Football Supporters Award, 5 avenue du Col Vert, B-1170 Bruxelles, Belgio, entro il 31 ottobre.
Per ulteriori dettagli, clicca qui. Come in passato il premio - che verrà consegnato ai vincitori a novembre - sarà di 6.000 euro.

LIVORNO ULTRAS CONTRO LA TESSERA

Livorno, 30 luglio 2010 - "Non abbonarti, no alla Tessera". Così recitava lo striscione con il quale gli ultrà della curva nord si sono presentati al lancio della campagna abbonamenti del Livorno. Che quest’anno tirasse una cattiva aria lo si era già capito dai molti cartelli di dissenzo che ultimamente sono 'apparsi' in tutta la città e infatti la protesta si è concretizzata con un’irruzione di massa nella sala stampa dello stadio. Le lamentele sono frutto del fatto che, da quest’anno, chiunque voglia fare l’abbonamento o andare in trasferta nei settori ospiti, dovrà sottoscrivere anche la tessera del tifoso, che a Livoro si chiamerà 'Triglia Card'. Gli ultrà hanno sonoramente espresso il proprio no alla tessera che, a dir loro, "non è una fidelity card, come si vuole far credere. La vera fedeltà alla squadra, infatti, non si dimostra con una carta legata ad una banca tramite il circuito Mastercard, chi tiene davvero al Livorno lo ha seguito in tutte le trasferte da sempre".

Altro motivo di protesta in tutto il mondo delle curve, non solo quella labronica, è che la tessera ha un chip che 'scheda' il tesserato e lo segue ovunque esso si sposti. Un’alternativa utile che la società amaranto avrebbe dovuto fare, a detta dei tifosi, era quella di abbassare i prezzi dei biglietti, troppo elevati per la serie B, perché "così è stato incentivato il tesseramento alla Triglia Card". A rispondere alla protesta sono stati Gardini, Casali e Sighieri affermando che questa era l’unica maniera possibile per essere conformi alle altre 126 società di calcio che hanno accettato la decisione del ministro Maroni. "Il Livorno — conclude il dg Gardini — ha sempre cercato di andare incontro ai tifosi. Infatti offrirà la possibilità a chi vuole abbonarsi, di ricevere la tessera in omaggio (altrimenti il suo costo è di 12 euro, ndr) e sta studiando la maniera per agevolare i possessori della Card con convenzioni con altri enti e associazioni come Trenitalia e Autogrill".

Opinioni discordanti anche tra i club: Umberto Sansoni, presidente del 'Porto', è d’accordo con la protesta degli ultrà perché «questa è la maniera per far rimanere a casa le persone e specialmente i giovani che vogliono andare in trasferta". Una voce fuori dal coro viene da Giorgio Alberigi, presidente del 'Villaggio': "Non mi dà noia, quando si preleva al bancomat o si rilasciano i segnali col cellulare si è schedati e ‘controllati’ ugualmente! Sono 30 anni che seguo il Livorno e continuerò a farlo, anche con la tessera".

MARONI LEVATI DAI MARONI

Il 'sogno' del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, è togliere dagli stadi italiani le barriere di protezione e le reti che dividono i settori. L'obiettivo di rendere le strutture italiane simili a quelle di molti paesi europei, come ad esempio l'Inghilterra, può essere raggiunto ("entro la fine della legislatura, cioè nei prossimi tre anni", dice il titolare del Viminale) grazie ai provvedimenti adottati dal Viminale e dalle società sportive.

Maroni, in occasione della firma di un protocollo d'intesa con Ferrovie dello Stato e la società Autogrill, ha fatto il punto delle nuove norme a un mese dall'inizio del campionato, in cui per la prima volta verrà introdotta la tessera del tifoso: "Non è una schedatura né un mezzo per controllare, ma uno strumento per favorire il tifoso buono e lasciar fuori dallo stadio chi ci va con altri scopi, che non c'entrano nulla con i valori dello sport". La strada per arrivare a questo punto non è stata facile, come ribadisce lo stesso ministro: "Le pressioni sono state forti e arrivare qui non è stato facile. Ma ci siamo riusciti e la decisione presa dalle società di aderire al progetto mi fa essere ottimista e pensare che arriveremo presto all'eliminazione della violenza negli stadi".

Maroni ha risposto anche a chi voleva un commento sui limiti posti alla presenza di calciatori extracomunitari nei club italiani: "Come ministro dell'interno posso solo dire che il limite posto agli extracomunitari che giocano
nel nostro campionato ci dà la possibilità di lavorare un po' meno perché riduce da due a uno i controlli".

Sulla violenza negli stadi si è espresso anche il capo della polizia, Antonio Manganelli, dicendo che lo scopo della polizia è "strappare le radici del fenomeno riguardante la violenza negli stadi, e proprio per questo abbiamo varato un pool investigativo centrale per l'individuazione dei violenti che abbiano a che fare con aree della criminalità organizzata". Secondo i dati resi noti da Manganelli l'introduzione degli steward ha portato a una netta diminuzione della violenza: "Negli ultimi anni, grazie all'introduzione degli steward, sono calati notevolmente gli incidenti negli stadi, così che oggi abbiamo una riduzione delle forze di polizia all'interno delle strutture di circa il 35%". L'unico motivo di preoccupazione per il capo della polizia è legato a una lieve crescita della violenza nella seconda parte dell'ultima stagione calcistica. (30 luglio 2010)

CAGASOTTO

Fiorentina-Padova, amichevole in programma nel pomeriggio, è stata annullata. La comunicazione alle due società è stata data mercoledì sera dalla Questura di Bolzano, che ha preferito cancellare la sfida per ragioni di sicurezza.

Nella giornata di oggi, infatti, è previsto l'arrivo a Dobbiaco di alcuni tifosi del Verona, pronti a festeggiare l'anniversario del gemellaggio con i tifosi viola. La rivalità tra i veronesi e i patavini avrebbe potuto portare a degli scontri che, trattandosi di una gara amichevole, erano facilmente evitabili con la più semplice delle soluzioni: l'annullamento della partita.

"Se è stato deciso così - ha spiegato Mihajlovic - evidentemente c'era qualche problema. Peccato, sarebbe stato importante fare questa partita contro una squadra di serie B, ma non è colpa nostra". La Fiorentina tornerà in campo sabato prossimo, a Londra, contro il Tottenham.

NESSUNA TESSERA CI FERMERA'

GIANLUCA ODDENINO
TORINO
Le chiamano amichevoli, ma ultimamente i classici test estivi delle squadre di serie A hanno ben poco di amichevole. Risse in campo tra giocatori, scontri tra tifosi rivali fuori dallo stadio e una partita annullata per «problematiche legate all’ordine pubblico» sono le voci recenti di un bollettino sempre più preoccupante per lo stato di salute del pallone italiano. L’ultimo caso si è registrato con Fiorentina-Padova, amichevole prevista per oggi pomeriggio a Dobbiaco (paesino di tremila anime in Val Pusteria) ma cancellata dal calendario per le rimostranze fatte dalla Questura di Bolzano. «Quello stadio - spiega Giuseppe Tricarico, capo gabinetto della Questura bolzanina - era troppo piccolo e senza quei requisiti minimi per poter ospitare un evento con almeno mille tifosi in arrivo». Tifosi divisi da fede politica e avversari per gemellaggi incrociati: la curva della Fiorentina, infatti, è alleata con quella del Verona, a sua volta storica avversaria degli ultrà del Padova.

Una miscela esplosiva in un campetto di paese dove non ci sono vie di fuga, senza ingressi separati, con una tribuna piccola tutta da verificare e cataste di legna al fianco dell’impianto. Troppi i pericoli. «Nella specifica commissione provinciale per gli spettacoli - prosegue Tricarico - sono state sollevate delle perplessità ed è stato proposto lo stadio di Bolzano come alternativa, ma gli organizzatori hanno preferito annullare la partita». Una prevenzione particolare, anche perché gli incidenti di Parma-Spal di domenica scorsa a Levico Terme (Trento) erano ancora vivi nella memoria dei funzionari di polizia. Un ferito e alcune auto distrutte hanno macchiato una partita che ha visto le due tifoserie separate durante la gara da un cordone di carabinieri e steward, ma in contatto all’esterno dell’impianto. I dirigenti delle due squadre avevano provato a calmare gli animi: prima gli appelli a mezzo stampa, poi lo scambio di maglie e gagliardetti in mezzo al campo fra tifosi, infine lo spiegamento di steward, arrivati apposta dall’Emilia, per controllare con i carabinieri ogni movimento sospetto sugli spalti. Tutto inutile, perché al termine della partita gli scontri non sono mancati al punto di costringere Parma e Spal a restare per oltre un’ora all’interno dello stadio prima di avere l’autorizzazione a lasciare lo stadio.

Tensioni, paure, vecchi conti da regolare e un clima che non si svelenisce neanche d’estate. Gli ultrà non sono mai in ferie, ma neanche i giocatori scherzano visto che l’amichevole Cagliari-Bastia è stata sospesa al 75’ per una mega-rissa in campo provocata dal nervosismo dei corsi. Una serata da Far West che Bisoli, tecnico dei sardi, non dimenticherà facilmente. «Mi dispiace per quello che è successo - ha commentato -, soprattutto per il pubblico che è venuto a vederci ed è andato via prima che la partita finisse». E sabato, ad Arbus, il Cagliari giocherà una nuova amichevole con una squadra corsa: l’Ajaccio. L’attenzione è alta in Sardegna, mentre il Viminale, che oggi presenterà a Roma l’accordo con Ferrovie e Trenitalia sulla «tessera del tifoso», monitora la situazione generale e ha alzato la soglia di verifica.

Per Pescara-Roma dell’8 agosto c’è già un allarme a causa di antiche ruggini tra le tifoserie. Ogni estate, però, ha fatto registrare momenti difficili. L’anno scorso, a Cuneo, gli ultrà di Genoa e Nizza si scontrarono duramente mettendo alla prova la polizia, ma tre casi in cinque giorni è una statistica che fa riflettere. Soprattutto in quelle questure «minori» che tra luglio e agosto ospitano i club di serie A per ritiri e partite.

PRIMI DATI SU ABBONAMENTI E TESSERE

Mappa completa, squadra per squadra.

Le offerte dei Club e le risposte dei tifosi, favorevoli e contrari.

Oggi Maroni annuncia novità: ad agosto un nuovo decreto sicurezza per gli stadi?


DI MAURIZIO MARTUCCI

Per la tessera del tifoso c’è un programma che va avanti e sarà applicato nei tempi previsti. Il 30 luglio ci sarà un importante annuncio”. L’ha ribadito il Ministro Maroni a Milanello, nel caotico raduno rossonero del contestatissimo Berlusconi. Novità in vista anche dopo ferragosto, parola di Mantovano, Sottosegretario all’Interno: “A fine agosto probabilmente il governo emanerà un decreto in materia di sicurezza, sicurezza in generale. Sarà un provvedimento di vasta portata. Ma sappiamo che il campionato inizia a fine agosto”. Indiscrezioni vogliono un nuovo giro di vite per il mondo del calcio, con club e stadi in affanno per adeguarsi alla burocratizzazione del Programma Tessera del Tifoso, emanato dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive con l’avallo di FIGC e CONI. Non senza polemiche, deregulation liberticida e contro-misure adottate da curve e tribune in mobilitazione crescente.

BARI

Matarrese ha lanciato Fedeltà Biancorossa, “la carta multifunzionale che rappresenta la voglia di vivere la passione per il Bari fuori e dentro lo stadio”.Vale 3 anni, è gratis con l'abbonamento, 6 euro senza. Clausola atipica nel contratto: si chiede un'autocertificazione di assenza di condanne penali e carichi pendenti, mentre sul sito ufficiale del club c'è scritto: “ai varchi sarà sufficiente esibirla per essere autorizzati ad entrare”. Cioè? Senza la neo-tessera barese niente autorizzazione d'accesso al S. Nicola e in altri stadi? Con oltre 500 trasferte alle spalle, il leader ultrà Alberto Savarese, in arte “Parigino”, dice: “Non siamo d’accordo, non possiamo accettare ulteriori restrizioni. Non è possibile pagare un pre-biglietto oltre a quello nominale! Finiremo per lasciare gli stadi vuoti e poi vedremo la risposta delle pay-tv: dove andranno ad esultare i giocatori al momento del gol?

BOLOGNA

Arricchita da iniziative meritocratiche pro fedeltà di spesa dei tifosi, la Siamo Rossoblù varia dai 5 ai 12 euro e, con PIN e password, funziona da carta bancaria prepagata ricaricabile: il titolare stipula il contratto con il gruppo Intesa Sanpaolo e per il prelievo agli sportelli automatici ha un limite di 500 euro giornalieri. A differenza delle altre card, tra le cause ostative della black list non c'è la Legge 1423 del 1956 (diffida del Questore per ozio, vagabondaggio, droga e sfruttamento prostituzione) ma solo DASPO e condanna per reati da stadio. Ma i gruppi organizzati della Curva Andrea Costa non si abbonano: “Sarà la dimostrazione di come la curva, coerentemente alle lotte portate avanti contro il calcio moderno, le pay-tv, la repressione ed il business, ne vuole uscire a testa alta e non limitarsi a fare la marionetta. Cercheremo di essere sempre presenti in casa ed in trasferta nei settori che troveremo disponibili, perché il sostegno alla squadra non dovrà mai mancare, convinti che questi sacrifici siano necessari per ridare in mano il calcio ai sentimenti”.

BRESCIA

Nemmeno la Curva Nord si tessera. Lo chiarisce Diego Piccinelli, portavoce degli Ultras Brescia 1911: “La tessera del tifoso è un'imposizione, una soluzione caduta dall'alto. Si tratta dell'ennesima soluzione sbagliata che allontanerà i tifosi dallo stadio. Il messaggio che sta uscendo è poi discriminante e sbagliato. Sembra che chi non aderisce sia un violento. Non si capisce invece che in palio non c'è una partita per la coreografia migliore, ma la dignità di ogni cittadino, che non vuole entrare in uno stadio consapevole di essere stato schedato. La tessera trasformerà i tifosi in clienti, con molti doveri e pochi diritti. Dietro la maschera della sicurezza si nasconde un valore economico”. Le neo-promosse rondinelle hanno Cuore Biancazzurro, ma in fretta e furia corrono ai ripari per garantire l'agibilità dello Stadio Rigamonti: “Stiamo lavorando in modo serrato”, dice l'Assessore comunale ai lavori pubblici. Si stima oltre un milione di euro per un restyling da Serie A e l'installazione di 4 tornelli, comprati nel 2005 (Decreto Pisanu) ma da nottetempo in magazzino. Si aggiungono ai 12 già esistenti.

CAGLIARI

Gratis per gli abbonati, 20 euro per i senza. “La Cagliari Card è la nuova fidelity card creata dalla Cagliari Calcio per rispondere alle recenti determinazioni dell'Osservatorio Manifestazioni Sportive e del Ministero degli Interni. Si tratta di uno strumento nuovo creato per consentire ai tifosi rossoblu di seguire il Cagliari anche nelle trasferte chiuse ai tifosi ospiti e di poter accedere allo stadio in modo più agevole tramite tornelli dedicati.” Quali accessi privilegiati? Finora al S. Elia non se ve vede l'ombra e la tifoseria rossoblù, come le altre, dubita che la tessera consentirà l'automatica visione di tutte le trasferte, comprese quelle che il CASMS giudicherà ad alto rischio. Però in molti l'hanno acquistata ugualmente e la fisiologica amputazione, almeno in Sardegna, dovrebbe contenersi in qualche centinaio di defezioni: gli irriducibili del libero pensiero di curva.

CATANIA

“Uno stadio senza tifo è molto più triste di uno stadio senza partite di calcio”. E' lo slogan che il 24 Luglio ha animato nella città etnea il raduno nazionale del tifo organizzato: oltre 400 partecipanti in rappresentanza di 60 diverse realtà, convenuti a confronto per un meeting sulla direttiva di Maroni. Netta la posizione catanese, contraria alla Cuore Rossazzurro (3.000 richieste, 10 euro ognuna, circuito MasterCard, gratis per i titolari della carta della finanziaria Agos). Annunciato un anno intero di clamoroso boicottaggio. Tutti fuori il Massimino: “Gli ultras catanesi dicono no alla tessera e hanno deciso di alzare un muro contro chi ci vuole privare della nostra libertà: per questo a Catania è stato deciso, con non poca tristezza, che oltre a non tesserarsi per l'intera stagione, verranno sospese tutte le attività legate al tifo. Il tutto si trasferirà all'esterno dell'impianto. Ci teniamo, inoltre, a precisare che la nostra non è una resa, ma un modo civile per dire no a chi ci vuole cancellare”.

CESENA

Tra i piccoli club, l'ufficio marketing che più di altri non s'è fatto trovare impreparato. Ha cavalcato per tempo il nuovo business, diversificando l'offerta di servizi per i titolari della Cesena Card: carta di credito prepagata ricaricabile gestita dalla Banca Romagna Cooperativa, programmi loyalty nel circuito Cesena Shop, accesso internet e creazione di mini siti web, streaming e wap per guardare sul cellulare le interviste ai beniamini bianconeri. Ma anche autocertificazione alla questura per l'assenza di carichi pendenti e condanne penali, oltre a DASPO e solite cause restrittive. “No alla tessera!”, scenografia con migliaia di cartoncini e linea di condotta della Curva Mare, avvalorata da un dibattito in Palazzo del Capitano: “Chiediamo al Cesena e al Presidente Campedelli di permettere ai tifosi di usufruire del meccanismo di prelazione già adottato dalle tifoserie di Genoa e Sampdoria. Ribadiamo la nostra intenzione di seguire e sostenere sempre e comunque il nostro Cesena, senza però rinunciare alla nostra dignità”.

CHIEVO VERONA

Si chiama Noi del Chievo Card e i clivensi gli hanno dedicato pure un sito web. Insieme al Sassuolo (Serie B), il Chievo è l'unico ad aver riportato sul modulo d’adesione l'uso dell'RFID, il micro-chip con tecnologia di identificazione a radio frequenza a distanza installato nelle fidelity card, per cui il Garante della Privacy già nel 2005 prescrisse necessarie clausole di legittimità e informativa, invero eluse nella totalità dei contratti. A tutela del trattamento dei dati personali, l'Associazione Difesa Consumatori Sportivi è ricorsa al garante, ma il gruppo dei North Side 1994 ha comunque aderito al progetto: “Siamo nati per sostenere il Chievo, siamo nati per tifare in casa e in trasferta. Riteniamo la tessera del tifoso arbitraria ed una grave restrizione della libertà personale. Però non troviamo soluzioni diverse da quella di sottoscrivere, nostro malgrado, questa assurda tessera e quindi rinnovare anche l'abbonamento. Da sempre l'unica battaglia, essere sempre al fianco della nostra maglia!

FIORENTINA

Orgoglio Viola della discordia, nonostante le 18.000 richieste di partecipazione e gli accordi tra fratelli Della Valle, aziende emettitrici (Intesa Sanpaolo e Banca Cassa Risparmio Firenze) e Questura (Modello Firenze è lo slogan dell'ex Questore Tagliente, fautore di un dialogo legalitario con alcuni tifosi della Curva Fiesole). Il dettagliatissimo regolamento d'uso dello Stadio Franchi sembra però una mannaia penzolante, pronta a colpire arbitrariamente quando meno te l’aspetti: come per i sottoposti a DASPO, perderanno la tessera del tifoso quanti sosteranno in prossimità di passaggi, ingressi e uscite dell’impianto, quanti si attarderanno nei corridoi dello stadio o ne deturperanno la struttura, oppure quanti intimoriranno arbitro e avversari o anche solo getteranno spazzatura fuori dagli appositi contenitori. Parte della Fiesole ha aderito al programma e il Collettivo Autonomo Viola si rifiutò di sfilare in corteo a Roma il 14 Novembre 2009 nella marcia nazionale promossa dal fronte del “No alla tessera”. Ma il blocco fiorentino non è comunque unito: diversi striscioni anti-tessera sono apparsi in città, mentre lo storico gruppo Ultras Viola 1973 si è sciolto: “Siamo arrivati a questa decisione perché non esistono più i presupposti per portare avanti un gruppo di tifosi organizzati. Tra leggi, restrizioni e la tessera del tifoso, il movimento ultras è finito”. Nello stadio del rione San Frediano ieri sera c'è stato un dibattito aperto a tutti. Tema: “Svuotamento del Franchi e tessera: favorevoli e contrari a confronto”.

GENOA

Dalla Lanterna giungono i risultati migliori del dialogo tra società e tifosi, frutto di un percorso senza imposizioni né ricatti. Buon senso comune cerca di arginare una prevedibile emorragia di presenze a Marassi. Il club di Preziosi ha DNA Genoa, non sottoscrivibile ad agosto (toccata già quota 15.000). Ma per i dissidenti del movimentismo organizzato della Gradinata Nord c'è una strada rivoluzionaria, alternativa alla carta caldeggiata da Maroni. “La tifoseria organizzata del Genoa ribadisce la propria netta e ferma opposizione alla schedatura di massa dei supporters calcistici. Sperando che la nostra sia ancora una democrazia nella quale sia possibile fare cose semplici e antiche come andare allo stadio a vedere una partita di calcio senza dover sottostare a soffocanti burocrazie, invitiamo tutti i tifosi del Genoa ad avvalersi della facoltà concessa dalla società di utilizzare l’abbonamento della stagione 2009/2010 come diritto di prelazione per poter acquistare il biglietto del proprio settore”. Sulla scia dell’Inghilterra, dove la facoltativa tessera del tifoso non è obbligatoria per l'abbonamento ma funzione da priority card per l'acquisto di biglietti in prevendita.

INTERNAZIONALE

I latini la definirebbero una coincidentia oppositorum. L'Inter Campione d'Europa è stata tra le prime a dotarsi della tessera del tifoso, la Siamo Noi, Banca Popolare di Milano, circuito MasterCard, 10 euro. La Curva Nord 1969 è tra le prime (e sinora l'unica se intesa come unità di gruppi di una sola curva) ad aver sposato la tessera, seppur con riserva. Un accoglimento diffidente, pronunciato a bocca storta ma criticato ugualmente dal resto del panorama del tifo nazionale. A Milano vanno dritti per la loro strada, certi della scelta che non abbandona il campo: “Non sentiamo il bisogno di essere definiti tifosi ufficiali e non sentiamo il bisogno di farci imporre una carta di credito per assistere alle gare in trasferta della nostra squadra. Ci interessa unicamente seguire l’Inter senza dover essere costretti a dimostrare di avere la fedina penale pulita, quasi dovessimo accedere ad un concorso per entrare in Polizia o in Magistratura. Del resto, che ormai gli stadi siano divenuti una specie di zona franca ed i tifosi cittadini di serie B, per il controllo dei quali è possibile porre in essere leggi speciali al di fuori di qualsiasi garanzia costituzionale, è da tempo principio assodato. La tessera del tifoso non rappresenta pertanto che l’ultima invenzione in questo senso che, ancora una volta, sta a confermare l’assoluto fallimento di una politica di repressione posta in essere dalle Istituzioni. Tuttavia il nostro primo obiettivo, ancora oggi dopo quarantuno anni, è quello di sostenere l’FC Internazionale ad ogni costo. La nostra sarà una battaglia e una lotta alla sopravvivenza che intendiamo continuare tutti insieme proprio dove non ci vogliono: dentro lo stadio!

JUVENTUS

Juventus Member è il programma della squadra più scudettata d’Italia. Tre versioni: Stadium (Visa Electron), Premium (Carta SI, gratis per abbonati, 42 euro agli altri) e International (residenti all’estero), una segmentazione orientata al modello marketing del calcio inglese: per i 11.400 fedeli sottoscrizione di un codice etico, prelazione nella prevendita di biglietti,community dedicata sui forum internet, eventi con i giocatori, foto autografate e sconti sul merchandising. I Drughi Bianconeri della Curva Sud di Torino hanno adottato una terza via, né favorevole, né contraria: “ogni nostro tesserato è libero di prendere la decisione che riterrà più opportuna, non ci saranno imposizioni ne da una parte ne dall’altra, ma consigliamo comunque a tutti di documentarsi a 360° prima di fare scelte affrettate ed azzardate”. Diversa la posizione dei Drughi sezione Roma: “Questo gruppo non aderisce alla tessera del tifoso”.

LAZIO

Non basta la pubblicità del Marc’Aurelio in Campidoglio, sciarpa laziale al collo:Millenovecento (emessa da Poste Italiane, circuito MasterCard) ha numeri impressionanti, da minimo storico. Appena 1.600 richieste contro i 27.000 abbonati dell’anno scorso e i 40.000 dell’era Mancini. L’Olimpico è a serio rischio diserzione. La tessera del tifoso è aggravata dall’estenuante contestazione alla presidenza Lotito. La piazza romana è stanca di questa gestione e la Curva Nord contesta con modalità radicale anche l’iniziativa Maroni: no alla tessera e no al biglietto. In pratica: basta con lo stadio! “Noi siamo ultras da sempre! E lo siamo in quanto individui che amano la libertà. Un tempo il sistema tolse i giovani dalle piazze e li mise in uno stadio per controllarli e circoscrivere la loro voglia di ribellione. Oggi quello stesso sistema ha completamente debellato le aggregazioni giovanili di massa per le strade delle nostre città. Non spariremo, perché la Lazio siamo noi. Semplicemente non saremo più lì”. Stessa analisi, ma diversa sintesi, per il Sodalizio della Tribuna Tevere: “non ci tessereremo e non faremo la tessera del tifoso. Proponiamo alla Lazio di garantire ai vecchi abbonati il diritto di prelazione a prezzo bloccato sui biglietti casalinghi. Questa richiesta è il nostro urlo d’amore per difendere la dignità e la coscienza del tifoso laziale”.

LECCE

Contro il vostro calcio-controllo, ultrà Lecce rifiuta la tessera”. Il testo del volantino, rinvenuto tra le vie barocche della città salentina, che rigetta l’USLecce Card (VISA Electron) nonostante la diano gratis con l’abbonamento nell’anno della riconquistata promozione: invitiamo tutti quanti hanno a cuore il mondo ultras e la propria libertà personale a non aderire, rifiutando una schedatura forzata. Siamo disposti a seguire i nostri colori – sia in casa che fuori – anche rimanendo fuori dallo stadio”. Ma il Presidente giallorosso Semeraro ha comunque teso la mano al pubblico più caldo, offrendo ai senza tessera l’opzione della prelazione sui biglietti. Come Genoa e Samp: non entriamo nel merito della vicenda ma vogliamo salvaguardare i nostri tifosi che, in tutta libertà, rinunciano alla sottoscrizione dell’abbonamento a causa della tessera del tifoso. Di più non possiamo fare”.

MILAN

Oltre 200.000 card postalizzate gratuitamente un anno fa. Poi l’errore dell’assenza di foto, codice a barre e micro-chip RFID. E l’annullamento ai sottoposti a DASPO o condanne per reati da stadio, con tanto di lettera di scuse per la svista. Infine la nuova Cuore Rossonero, carta multifunzionale Intesa Sanpaolo, circuito Maestro. E’ una ricaricabile con l’attribuzione di “Punti Stella”, secondo la logica “più spendi, più sei tifoso” ma pure del riconoscimento della militanza da stadio, divisa per 3 fasce di provenienza geografica: vieni regolarmente a San Siro da Sicilia o Calabria? In omaggio 950 stelle. Sei lombardo e segui solo 3 gare di Champions League? Solo 60 stelle. E da qui privilegi e sconti del 15% al Milan Megastore. Il sito dell’Alternativa Rossonera pubblicizza la tessera del tifoso. Su quello della Curva Sud Milano invece non se ne parla ma Giancarlo Capelli, alias “Barone” per la Sud, si oppone al progetto già fallito nell’ingombrante precedente di Genoa-Milan del 9 Maggio 2010. Tessera del tifoso alla mano, 371 milanisti rinunciarono alla trasferta di Marassi. Il Prefetto ligure optò per le porte chiuse, motivi d’ordine pubblico.

NAPOLI

Poste Italiane ha l’esclusiva della vendita della tessera del tifoso azzurro. Si parte. Anzi, no: al primo giorno di emissione Napoli in tilt, non per ressa da folla. Gli uffici postali hanno chiuso, congelando ogni procedura, richiamando uno per uno i primi sottoscrittori, invitati a ritirarsi le pratiche. E intanto la città è tappezzata da volantini, manifesti, scritte e striscioni di opposizione: “napoletani, non ci abboniamo, non ci tesseriamo. Firmato Curva A”, “dal 1979 preferiamo essere, vaffanculo tessere, firmato Fedayn”. Dalla Procura partenopea giungono segnali inquietanti e un magistrato ha addirittura proposto di estendere il DASPO ai camorristi: “ultrà non sempre è sinonimo di criminale, ma a Napoli certi gruppi camorristici non sono estranei alla gestione delle attività illecite che ruotano attorno allo stadio”. Nonostante le critiche, la teoria del procuratore Giovanni Melillo suona come un innalzamento del livello di guardia (e di repressione): “il Daspo dovrebbe poter essere applicato anche a quanti, pur non essendo stati protagonisti diretti di comportamenti violenti negli stadi, abbiano riportato condanne, anche non definitive, per gravi delitti: rapina, estorsione, traffico di stupefacenti e, in generale, reati di criminalità organizzata”.

PALERMO

La tessera del tifoso è un ricatto, un’intimidazione vera e propria del Ministro Maroni. Certi poliziotti non vedono l’ora di menare le mani. L’Italia è uno stato di Polizia. I governanti conoscono solo le limitazioni della libertà”. Sono le scoppiettanti parole di Maurizio Zamparini, Presidente dissidente del Palermo, promotore a malincuore della Goal Member, 5 anni di validità, 10 euro, circuito VISA Electron, diffusione gestita dalla List Ticket del gruppo Lottomatica, 30 giorni di visione gratuita della pay per view Dahlia TV. Emulando l’azzurro De Rossi, il fantasista Miccoli ha definito la tessera “una cazzata”, ma i suoi tifosi si sono però divisi: le Brigate Rosanero la sottoscrivono (“non piace a nessuno, ma la faremo”, ha detto il responsabile Salvo Giordano) e sinora si contano 10.000 richieste, tra cui si autoescludono i ragazzi dei Warriors, che abdicano l’abbonamento per l’acquisto di biglietti in ogni singola gara.

PARMA

Blu, tessera del tifoso crociato con anomalia etica: insieme alla Samp, è l’unica senza banca. Il Presidente Ghirardi ha sposato il male minore: “le banche restano fuori. Non speculeremo. Non faremo accordi con banche: nessuno pensi che il Parma si arricchisca sulla pelle dei tifosi”. Perché in realtà la carta di credito Parma Agos Ducato già c’è e non ha voluto replicare un prodotto esistente. In Emilia c’è una tifoseria tra le più consapevoli e sensibili al tema, trattato in dibattiti pubblici, interventi tv, striscioni e volantini. I Boys non si abbonano: “Discordia, perché la tessera del tifoso non mette d’accordo chi è pro e chi è contro, anzi il rischio è che si venga a creare una spaccatura, cosa che bisogna evitare fra tifosi. Si esce sconfitti sia con la tessera in tasca che non. Noi però non vogliamo piegarci e rimaniamo noi stessi. Sicuramente il tifo si può fare con o senza abbonamento in tasca. Per tifare ci vuole la presenza, la voce, le mani, il colore e la passione. Per essere tifosi basta solamente dirlo. Per essere spettatori basta guardare la partita: anche da abbonati”.

ROMA

Striscioni di dissenso issati sul Grande Raccordo Anulare, tam-tam radiofonico ininterrotto, manifestazione a Trigoria, disobbedienza civile con raccolta di vecchi abbonamenti. La Curva Sud è mobilitata contro l’AS Roma Club Privilege(VISA Electron, 15 euro), già nel nome in contrasto con benefici e privilegi tra società e tifosi vietati dalla legge del 2007 post-Raciti e dal Codice di Giustizia Sportiva FIGC. La Sensi voleva estenderla pure ai giornalisti, Ordine e sindacato si sono opposti e l’idea è tramontata. Ma non le polemiche: i favorevolisti (sinora meno di 15.000) sono stati invitati ad abbonarsi al di fuori del settore più caldo: “Tutti i gruppi della Sud continueranno a seguire la squadra in casa e in trasferta ogni qualvolta ci sarà anche un solo spiraglio per farlo. Tutti i tifosi, anche non appartenenti ai gruppi, che hanno deciso di dire no alla tessera del tifoso avranno la possibilità di unirsi alla nostra lotta e continuare ad andare allo stadio da persone libere. Invitiamo chi ha già aderito alla tessera a rispettare la storia e la tradizione della nostra Curva Sud prendendo posto in settori dello stadio diversi da quest’ultimo.

SAMPDORIA

Nonostante l’offerta di risparmio per telefonia, rifornimento benzina ERG (sponsor ufficiale) e l’opzione della carta ERG Più, le 15.000 Samp Card sinora staccate sono lontane dai 20.402 abbonati del 2009/10. E la società, parola del direttore generale Sergio Gasparin, l’ha capito bene: “Per coloro che non la sottoscriveranno, nel rispetto di chi, in tanti anni, è stato vicino ai nostri colori, abbiamo deciso, in occasione di ogni partita interna, di garantire un periodo di prelazione per l’acquisto dei tagliandi dello stesso posto e settore in cui erano abbonati nella stagione scorsa”. Una vittoria degli Ultras Tito Cucchiaroni, in Gradinata Sud dal lontano 1969: “Il prossimo anno saremo ancora lì, su quegli stessi gradoni che ci hanno visto crescere, soffrire, urlare, esultare, piangere. Contro chi ci voleva divisi, contro chi voleva abbattere la nostra voglia di aggregazione, il nostro modo di essere, la nostra storia e tradizione. Contro di loro e la loro maledetta tessera si è alzato forte, chiaro, deciso, e categorico il nostro NO! Il prossimo anno acquisteremo di domenica in domenica il biglietto. Avremo tre giorni di prelazione per l’acquisto, diritto che ci siamo guadagnati negli anni, sempre al fianco della Sampdoria, abbonandoci sempre e comunque. Un diritto garantito nella stessa maniera a tutti coloro che erano abbonati in qualsiasi settore dello stadio e che hanno scelto di dire, come noi, NO alla tessera del tifoso. Abbiamo avuto la conferma che le battaglie si vincono restando uniti, credendo profondamente in ciò per cui si combatte. Nessuno potrà mai incatenare la nostra fede. Rimbombi ovunque il nostro urlo di libertà!”

UDINESE

Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia, gruppo Intesa Sanpaolo, è l’emettitrice di Udinese My Passion, meno di 2.000 richieste, ricaricabile PayPass di MasterCard, 18 euro extra abbonamento, 2 euro per ogni singolo prelievo in altre banche. L’Associazione Udinese Club e gli ultras delle Zebrette hanno chiesto di uscire dal programma tessera del tifoso usufruendo del diritto di priorità sui biglietti: “la mia libertà a 3 euro”, lo slogan coniato sul costo della prelazione. La società di Pozzo deve ancora rispondere. Intanto dal confronto nel Parco del Cormor è emersa la volontà dei ragazzi della Curva Nord di non tesserarsi. Sul sito dei Friulani al Seguito c’è un sarcastico fotomontaggio di immagini: stadio col pubblico, stadio senza pubblico. E’ l’ipotesi (chissà quanto remota) di un prima e dopo l’introduzione della tessera del tifoso.

E POI…

Staremo a vedere. Tra un mese inizia la nuova Serie A, spalmata con partite al venerdì, sabato, domenica alle 12:30, lunedì sera, telecamere negli spogliatoi e interviste nell'intervallo tra i due tempi di gioco. Prima di andare al mare, negli anni ’70 si faceva a gara per pronosticare l’autunno caldo. A partire dagli anticipi del 28 Agosto, si è praticamente certi di un Campionato caldissimo. E non certo per colpa di un’insolazione da spiaggia senza ombrellone…

Maurizio Martucci

(FONTE: Rinascita, 30 Luglio 2010, p. 8-9-10)

MUNGO ALLA FRANCESE

Intervista comparsa su So Foot.com
per chi conosce il francese e per chi vuole impararlo
dm


Italie - Série A

« Les banderoles vulgaires cachent une forme de poésie »

29 juillet 2010
Domenico Mungo est le directeur éditorial de Supertifo, mythique magazine de culture ultras depuis 1985. À l’occasion de la sortie de deux de ses livres, il répond à nos questions.

Domenico, tu as récemment écrit un livre qui s’appelle "Noi odiamo tutti", "Nous détestons tout le monde"…

C’est une idée que j’ai eue il y a trois ans, et j’ai pu réalisé ce projet avec l’aide de Vincenzo Abbatantuono et Gabriel Viganò. L’idée était simple : recenser les banderoles dans les stades de football italien depuis la fin des années 60 jusqu’à aujourd’hui. En fait, il y avait eu des précédents. Sur Mediaset, une chaîne de télévision, une émission faisait état de certaines banderoles. Mais l’accent était mis sur des choses plutôt bénignes (par exemple, « Del Piero épouse moi »), ce genre de choses. Les supporters passaient donc surtout pour des clowns ou des gens simplets, gentillets. Au contraire, nous avons voulu dresser un tableau exhaustif de toutes ces banderoles dans les virages, sans effacer l’aspect violent, politique, et politiquement incorrect de la chose.

Pourquoi les banderoles, en particulier ?

Les banderoles ont une symbolique forte. En Italie, de nombreux décrets concernent chaque année le monde des tribunes. Et les banderoles ont été le premier objet à être interdit dans les stades. Maintenant, il faut demander des autorisations, etc. Pourtant, elles ont toujours été la voix des ultras.

Pourquoi ce titre ?

Tout simplement parce qu’il s’agit d’une banderole mythique déployée en 1982 par un groupe ultras de Vérone, et qu’il s’agit d’un symbole. Avec chaque banderole, nous avons contextualisé (quel est l’auteur, le contexte politique et social, à qui est-elle destinée) afin d’aller au-delà des amalgames et des généralités. C’est un travail encyclopédique.

Qu’est-ce que toutes ces banderoles peuvent nous apprendre ?

Elles sont un excellent révélateur du climat qui règne dans un pays, en tant qu’elles expriment souvent une opinion politique et un parti pris, quel qu’il soit. Au total, nous en avons recensé 700. De plus, nous avons également tenté de théoriser la chose. Nous parlons ainsi du « syndrome de South Park » pour évoquer cette conscience de masse qui pousse les ultras à une certaine « méchanceté » dans leurs propos dès lors qu’ils se réunissent et que l’effet de bande agit.

Tu publies également "Avevate ragione voi", "Vous aviez raison", un livre de poésie. Y-a-t-il un lien entre football et poésie ?

Mon livre est un livre de poésie en prose qui ne parle pas spécialement de football. Ce sont plusieurs poèmes, il y a également une histoire sociale de Turin…Au-delà de ça, il y a évidemment un lien très fort entre poésie et football, et une fois de plus, si l’on fait abstraction du terrain, où la poésie peut s’exprimer, les banderoles en sont l’incarnation. Dans toutes celles que l’on recense, on remarque l’usage fréquent de la rime, du vers, de l’alexandrin, des citations aussi… Même les messages les plus vulgaires cachent une forme de poésie. Une poésie urbaine.

On parle beaucoup de la tessera (sorte de carte d’identité pour supporter, ndlr) du tifoso, et les choses s’annoncent compliquées…

Ce n’est pas vraiment une nouveauté, puisque cela fait longtemps que le gouvernement tente de ficher les supporters. Mais pour la première fois, la très grande majorité des associations de supporters n’ont pas renouvelé leur abonnement pour la saison prochaine. À Florence, ils sont pour l’instant 2000 au lieu de 15000, à la Lazio, seul deux cent personnes se sont réabonnées…Certaines tifoserie souhaitent souscrire la tessera, pour lutter contre le système de l’intérieur, mais c’est une minorité.

Concrètement, que va-t-il se passer ?

On est dans le flou le plus total. Sans la tessera du tifoso, il sera possible d’acheter des billets pour les matchs à domicile. C’est surtout pour les déplacements qu’il y aura des problèmes, puisque seuls les détenteurs de la carte seront autorisés à les effectuer. Pour les autres, le secteur visiteur sera fermé. Le problème, c’est qu’il sera possible d’acheter des billets dans d’autres secteurs du stade, donc des groupes ultras rivaux pourront se retrouver proche. On imagine aisément les graves problèmes qui pourraient survenir.

Le fait que la majorité des groupes ultras –même rivaux- s’associe n’est pas anodin ?

Absolument. La bataille contre la tessera du tifoso est en train de devenir une bataille culturelle et civile. Aujourd’hui, on veut ficher les ultras. Demain, le reste de la population ?

Lucas Duvernet-Coppola

CASALE ULTRAS CONTRO LA TESSERA

comunicato del direttivo boys casale
A partire dal prossimo campionato la famigerata “Tessera del tifoso” sara’ obbligatoria per i campionati professionistici.
Prima di qualsiasi altra cosa si comunica che i BOYS CASALE come la maggior parte delle tifoserie organizzate dei campionati professionistici italiani NON ADERIRANNO a questa forma di schedatura preventiva!
Secondo la definizione dell’Osservatorio Nazionale per le Manifestazioni Sportive la tessera del tifoso è “uno strumento di “fidelizzazione” adottato dalla società di calcio. Il progetto lanciato dall’Osservatorio si pone l’obiettivo di creare la categoria dei “tifosi ufficiali”.
Come “gruppo organizzato ufficiale” non avvertiamo la necessita’ di essere fidelizzati alla squadra che sosteniamo ne di essere ufficializzati come tifosi da una scheda di plastica, avendo dimostrato nel corso di un trentennio la nostra fedelta’ al CASALE CALCIO con la costante presenza sia in casa che in trasferta del nostro striscione a testimonianza di una fedelta’ incondizionata e di una presenza ufficiale.

Riteniamo questa tessera semplicemente un pretesto astruso per una schedatura preventiva di massa dei tifosi, una forma di limitazione della liberta’ personale della persona e non ultimo una nuova forma di business essendo tra le altre cose la tessera del tifoso nient’altro che una scheda prepagata.
Nata con la motivazione di eliminare il fenomeno della violenza durante le manifestazioni sportive, riteniamo si trasformera’ in un clamoroso boomerang contro gli ideatori si questo sistema anticostituzionale. Per le trasferte consentite alle tifoserie avversarie, i non tesserati avranno interdetto l’accesso al settore ospiti riservato ai tesserati e si troveranno nella situazione di poter accedere a settori degli impianti ospitanti a stretto contatto con sostenitori avversari e quindi con molta piu’ possibilita’ di trovarsi coinvolti in tafferugli tra opposte fazioni salvo che i padroni del calcio non decidano di vietare tutte le trasferte ai non possessori della tessera e il divieto di vendita ai non residenti nella provincia della squadra ospitante.
Per le gare casalinghe l’associazione obbligatoria della tessera alla sottoscrizione dell’abbonamento alla propria squadra di fatto portera’ semplicemente alla drastica riduzione degli abbonamenti con gravi ripercussioni sulle societa’.
Un ulteriore motivo per non sottoscrivere questa tessera è la presenza al suo interno del famigerato microchip RFID (Radio Frequency Identification)… in pratica con questa scheda in tasca o nel portafoglio la persona sara’ tracciabile in ogni suo movimento anche per quanto riguarda la sua vita privata al di fuori del semplice evento sportivo.
Sui paventati vantaggi economici derivanti da offerte e sconti per i possessori della tessera nell’acquisto presso store o negozi convenzionati con la propria societa’ non si è inventato nulla di nuovo…. non piu tardi di un paio di anni fa il Casale Calcio aveva programmato di mettere in atto una promozione del genere con negozi cittadini aderenti per fornire sconti a chi esibiva l’abbonamento ai nerostellati, quindi una cosa perfettamente fattibile senza questa nuova invenzione.
Ci sarebbero ancora una quantita’ enorme di motivazioni che ci hanno fatto aderire al movimento di tifosi che non sottoscriveranno la tessera del tifoso ma non basterebbe un libro per scrivere tutto quindi dopo aver per anni dovuto sottostare a soprusi vari da parte delle forze dell’ordine, aver letto di tornelli, biglietti nominali e quant’altro solo per poter assistere a una partita di calcio riteniamo che sia giunto il momento di prendere una posizione ben definita declinando questo nuovo gentile omaggio che di fatto vuole mettere fuori dagli stadi chi ha fatto si con la propria passione che il calcio sia diventata quella macchina da soldi da cui gli attori principali attingono a piene mani.
Per questi e per tutti gli altri motivi
I BOYS CASALE INVITANO I TIFOSI NEROSTELLATI A NON SOTTOSCRIVERE LA TESSERA DEL TIFOSO A TUTELA DEI PROPRI DIRITTI!
Noi diciamo:
NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO!!!
NON CI AVRETE MAI COME VOLETE VOI….

29 luglio 2010

DINAMO BUCAREST-HAJDUK SPLIT

Non è bastato il divieto ai tifosi dell'Hajduk di entrare allo stadio di Bucarest per evitare problemi. La polizia rende noto infatti che ci sono stati scontri tra tifosi dell’Haiduk di Spalato e della Dinamo di Bucarest nella capitale romena a poche ore dal match che vedrà di fronte le due squadre per l’andata del terzo turno dei preliminari di Europa League.
Circa 500 agenti sono stati inviati a presidiare lo stadio in vista della partita. Dopo avere sentito l’Uefa, le autorità romene hanno vietato l’ingresso ai croati, ma un portavoce della polizia ha precisato che anche loro potranno entrare, solo a titolo individuale e non nella zona riservata ai supporter della squadra ospite. Il cancello di accesso a quella parte delle gradinate infatti resterà chiuso.
Nonostante il divieto circa 500 tifosi dell'Hajduk sono arrivati a Bucarest per assistere alla partita. Il club di Spalato in passato è stato sanzionato dalla Uefa per alcuni episodi di violenza in cui erano rimasti coinvolti i suoi tifosi.

MALEDETTI AUTOGRILL

ROMA - Domani  la firma del protocollo tra Viminale, Ferrovie e Autogrill che sancisce servizi migliori e maggiori opportunità al tifoso fidelizzato, nell'ambito dell'attuazione del programma "tessera del tifoso". Grazie a questa iniziativa, ai possessori della tessera saranno garantiti sconti e agevolazioni per i biglietti ferroviari e le consumazioni nei ristoranti Autogrill della rete autostradale.

IN VIGORE DAL 2010/2011 .La tessera del tifoso è stata varata nell'agosto del 2009 per rispondere all'esigenza di controllare il fenomeno del tifo violento negli stadi, monitorando gli accessi alle strutture. Sarebbe dovuta entrare in vigore all'inizio del campionato 2009-2010, ma per dare modo a tutte le società calcistiche di adeguarsi all'iniziativa, il governo ha accolto la richiesta dei club per una proroga alla stagione 2010-2011.

DOCUMENTO PERSONALE.    La tessera del tifoso è nominale e viene rilasciato dalle società sportive con validità di 5 anni. Ne sono esclusi dal possesso i condannati per reati da stadio entro i 5 anni successivi alla sentenza e coloro che sono soggetti a Daspo, provvedimento giudiziario che vieta l'accesso alle manifestazioni sportive.

INFAMI

Sono cinque i tifosi granata accusati di aver aggredito, a metà gennaio, i dieci calciatori del Torino che festeggiavano il compleanno di Di Michele al ristorante “I Cavalieri”, con schiaffi e insulti motivati dalle voci di presunte scommesse legate a una sospetta sconfitta con il Crotone. La Procura ha chiuso l’inchiesta: gli ultrà (difesi dagli avvocati Andrea Voltolini, Nicola Gianaria e Wilmer Perga) sono stati già tutti interrogati e qualcuno ha anche ammesso la propria partecipazione quella sera allo scontro, attenuando molto i toni di violenza descritti dai giocatori. Oltre a Di Michele, c’erano Bianchi, Pratali, Diana, Colombo, Loviso, Pisano, Ogbonna, Zanetti e Rubin. Si tratta di cinque giovanissimi incensurati, che appartengono a gruppi della curva Maratona: dovranno rispondere di violenza privata, percosse, e danneggiamento dell’auto di Colombo. Nell’avviso di conclusione delle indagini inviato dal pm Roberto Sparagna compare una novità: accanto a ciascun nome, ci sono segnalazioni e foto. Una sorta di schedatura in cui è annotata ogni informazione relativa al tifoso. I calciatori avevano parlato di un gruppo di 25 ultrà, che si erano presentati alle 23 e li avevano aspettati all’uscita del ristorante, per poi aggredirli: avevano i volti coperti, cinghie in mano, erano volati schiaffi, avevano colpito con calci e pugni un’auto. Il primo ad essere accusato era stato Marco Montiglio, presidente del Centro coordinamento Toro club: ma quella sera invece non c’era, la sua posizione è stata archiviata. di Sarah Martinenghi Leggo
Dopo l’aggressione subita al ristorante, Di Michele chiese di essere ceduto. «Qui non posso più restare – disse al presidente Cairo e al direttore sportivo Petrachi, che aveva sostituito Foschi – voglio andarmene». Accontentato. Ceduto in prestito al Lecce, ha conquistato la promozione in A. Ma il club salentino non lo ha confermato. Di Michele è tornato in granata: nel ritiro di Norcia, vive quasi in isolamento. E’ in attesa di una nuova destinazione dopo aver tagliato ogni ponte col Torino: «Dopo quel che è accaduto a gennaio, non si può tornare indietro», ha detto e ripetuto nei mesi scorsi.

ENNA ULTRAS

Enna. Importante riunione, questa sera, per decidere il futuro e l’organigramma societario dell’Enna Calcio che si avvia ad iniziare la propria stagione che la vedrà ancora in Eccellenza dove si spera possa essere protagonista in positivo. Le possibilità di assistere ad una stagione “normale”, dopo le burrasche viste nelle ultime due annate, ci sono tutte e si sta lavorando proprio per dare serenità ad un ambiente che spera solo di sentir parlare di calcio giocato e mai più di condizioni debitorie della società. I movimenti degli ultimi giorni gravitano intorno a questi presupposti ecco perché si sta lavorando in silenzio in modo tale da non lasciare nulla al caso o creare difficoltà in alcuni passaggi che dovrebbero portare l’Enna ad avere un nuovo assetto societario senza tuttavia sancire l’addio di Luigi Bonasera che andrebbe a dirigere il settore giovanile gialloverde.
Ha riscontrato, intanto, tanti pareri positivi il possibile ritorno di Giovanni Martello alla carica di direttore sportivo dell’Enna, un ritorno legato all’arrivo in società di Spallino e soci, “battezzato” anche dai tifosi e, soprattutto, dalla tifoseria organizzata. “Siamo lieti che possa tornare Martello” fanno sapere dal Commando Ultras gialloverde: “la sua presenza può far bene all’Enna così come l’arrivo di altri dirigenti. Noi siamo pronti a tornare in massa allo stadio e far sentire il nostro appoggio alla squadra sia in casa che lontano dal Gaeta”; ma la tifoseria organizzata prende posizione anche su un altro dirigente, il direttore generale Peppino Cannarozzo: “Non vogliamo che possa far parte dell’Enna, la sua presenza ha creato tanti malumori e se continuerà ad esserci sarà sempre contestato”. Netta e decisa la presa di posizione degli ultras nei confronti di Cannarozzo che durante le ultime due stagioni da dirigente in più occasioni ha avuto dure contrapposizioni con i tifosi arrivando quasi alle mani in certe occasioni, mentre in altre li ha invitati a non recarsi più al “Gaeta”.
William Savoca

MINACCE

Verona. Il derby tra Hellas Verona e Chievo per l'uso dei simboli, dei colori, degli stemmi che è esploso ieri a suon di comunicati, coinvolge anche i tifosi più vip e il mondo istituzionale e politico oltre a scatenare i tifosi sul blog del nostro sito (www.larena,it). In particolare, vengono stigmatizzate le minacce al presidente del Chievo contenute nelle scritte comparse allo stadio Bentegodi («Fatti la scorta») e dalle quali l'Hellas non ha preso le distanze.
Ieri il sindaco Flavio Tosi, tifoso gialloblù, commentando la vicenda ha voluto infatti fare una distinzione. «Gli aspetti sono due. Uno è quello dell'uso dei simboli e dei colori sociali», spiega, «e io penso che sia giusto che ognuno utilizzi quelli che storicamente gli appartengono. L'altro è quello delle minacce, che ovviamente sono da condannare. Su questo caso valuterà la Digos, ma io condivido la posizione del presidente Campedelli. Le minacce con lo sport non c'entrano nulla. Sono quanto di più antisportivo ci sono».
Il presidente della Provincia Giovanni Miozzi invita alla responsabilità e alla serenità affinché il campionato cominci nel giusto clima: «Chievo ed Hellas sono entrambe l'orgoglio della città e della nostra provincia: infatti, nonostante siano differenti per tifoseria, storia e tradizioni, portano tutte e due il nome e i colori di Verona in giro per l'Italia e per il mondo. La città chiede, perciò, loro di non incorrere in diatribe e polemiche dannose per ciascun veronese e di riversare la carica, la grinta e l'entusiasmo su una sana competizione calcistica, che rappresenta la base per la buona riuscita di un'attività sportiva».
Miozzi ricorda che «il calcio è fondamentalmente un gioco, un modo di stare insieme, di divertirsi e di fare squadra. Porgo, inoltre, la mia solidarietà umana a Luca Campedelli, presidente del Chievo, per le minacce ricevute: sfociare nell'insulto personale non è corretto in nessun caso. Lo sport si basa sul rispetto dell'altro, perciò episodi come questi, su cui la Digos sta indagando, esulano dal vero spirito del tifoso e certamente non migliorano il rapporto, finora collaborativi e di leale competizione, tra le due società».
Sullo scontro tra le due società calcistiche Hellas e Chievo che ricordiamo militano rispettivamente nella Lega Pro e in serie A, interviene anche il capogruppo del Pd, Stefania Sartori con un appello alle due società a ritrovare lo spirito sportivo riportando il confronto sul piano della corretta dialettica pubblica: «In una città che periodicamente mostra il suo volto più violento non possono essere sottovalutati episodi di minacce e di aperta ostilità come quelle che recentemente sono state rivolte al presidente Campedelli, a cui non può non andare la solidarietà di tutto il mondo, non solo sportivo, scaligero – dice Sartori – ma allo stesso tempo bisogna fare attenzione a non arroventare troppo il clima; è necessario che società e tifosi sappiano ritrovare la via di un confronto pacifico e sportivo senza il bisogno di mostrare i muscoli l'un l'altro. I simboli di Verona sono di tutti i veronesi e vanno onorati con azioni positive che sappiano dare lustro a tutta la città e non trattati come oggetti di contesa faziosa» aggiunge.
Prende le distanze dalle scritte minacciose nei confronti di Campedelli anche Alberto Lomastro, presidente dell'associazione culturale Verona Hellas. «È doveroso chiarire che, contrariamente a quanto scritto, i "capi della tifoseria" non avallano minacce di alcun tipo nei confronti del presidente Campedelli, tantomeno il sottoscritto. Alcuni episodi del passato», ricorda, «come la targa commemorativa dello scudetto imbrattata in Curva Sud nel 2002 o la denominazione "Hellas Verona 1991" utilizzata dallo speaker in occasione dell'ultimo derby in Serie A, hanno contribuito ad alimentare un clima di tensione del quale nessuno sentiva il bisogno. Gli ultimi episodi non hanno fatto altro che riaccendere questa polemica e portare allo scambio di comunicati tra le due società».

MODELLO SVIZZERO

BERNA - Da inizio luglio gli hooligans devono fare i conti con un inasprimento delle sanzioni nei loro confronti: il divieto di accesso agli stadi può infatti durare anche tre anni e può essere valevole per tutte le partite, fino alla quinta lega. Queste nuove disposizioni dell'Associazione svizzera di football (ASF) sono criticate dai tifosi.
Le nuove direttive sono state definitivamente adottate alla fine della settimana scorsa dal comitato centrale dell'ASF, ha detto all'ATS il giurista responsabile della Swiss football league (SFL), Claudius Schäfer. L'entrata in vigore del regolamento è stata fissata retroattivamente al primo luglio, in quella data la responsabilità è passata dalla SFL all'ASF.
Il documento di 12 pagine prevede, ad esempio, il divieto d'accesso agli stadi esteso fino alla quinta lega. Finora l'interdizione era valevole solo per le partite di Super league  e Challenge league. La sanzione minima è di un anno. La proibizione di frequentare campi da gioco vale inoltre anche per altri sport, in particolare il disco su ghiaccio.
Anche i giocatori, gli allenatori e i funzionari dei club non sono risparmiati. Se sarà pronunciato un divieto d'accesso allo stadio nei loro confronti, la federazione potrà sospenderli dalle loro funzioni.

28 luglio 2010

MODELLO BRASILIANO

(Ap - virgilio.it) - Il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha firmato oggi una legge che inasprisce le pene per i tifosi colpevoli di disordini negli stadi di calcio. La nuova legge prevede multe e reclusione fino a 2 anni per chiunque si renda protagonista di episodi di violenza nel raggio di 5 km dagli stadi. Secondo la nuova legge, anche il bagarinaggio (la vendita di biglietti a prezzo maggiorato) diventa reato. Gli stadi con capienza da oltre 10mila spettatori dovranno essere dotati di circuiti di telecamere allo scopo di monitorare quei gruppi già noti alle forze dell'ordine.

PISA ULTRAS NON SI TESSERA!

NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO, LA NORD NON SI ABBONA
 
 
I Gruppi della Curva Nord "Maurizo Alberti" confermano quanto detto nel
precedente comunicato: essendo gli abbonamenti riservati solo ai possessori
della tessera del tifoso, i Gruppi organizzati NON SI ABBONANO.
Questa è una decisione irremovibile e crediamo sia l'unico segnale forte da
dare a chi questa tessera vuole imporla, da Maroni all'Osservatorio, alla
Lega calcio.
Il nostro amore e la nostra passione per i colori neroazzurri sono
smisurati, dimostrati da anni e anni di attaccamento al Pisa sia durante i
momenti bui, sia in quelli belli. Ma possiamo ora rinunciare alla nostra
dignità facendo l'abbonamento e dunque tesserandoci? Possiamo abbassare la
testa e subire in silenzio l'ennesimo sopruso da parte di chi vuole
riservare gli stadi e il calcio, da sempre sport popolare e sinonimo di
aggregazione, soltanto a una élite e costringere tutti gli altri a pagare
per stare davanti alla televisione, ognuno da solo in casa propria?!
CERTAMENTE NO... NOI NON CI STIAMO.
Contestiamo la tessera perché è anticostituzionale ed è legata a un mondo
fatto di business che non ci appartiene. Non temiamo di essere smentiti
quando affermiamo che la tessera è anticostituzionale. A tale proposito,
riportiamo di seguito un passo del testo ufficiale dell'Osservatorio che
riguarda la sua introduzione:
*
"DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA
SEGRETERIA DEL DIPARTIMENTO
Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive
Determinazione nr 27 /2009 del 17 agosto 2009 "Tessera del Tifoso" 3
determina
La Lega Nazionale Professionisti e la Lega Pro provvederanno a dare la
massima diffusione tra le proprie società delle disposizioni richiamate in
premessa, precisando in particolare che:
 
* *  -sono temporaneamente escluse dal programma quelle persone condannate
per reati da stadio anche con sentenza non definitiva, fino al completamento
dei 5 anni successivi alla condanna medesima;
* *  -le modalità di verifica dei motivi ostativi di cui sopra è fissata
nelle pagg. 17 - 18 del programma tessera del tifoso.
I competenti Uffici del Dipartimento della Pubblica Sicurezza vorranno
valutare la possibilità di ribadire nuovamente quanto sopra alle Questure
interessate.
La presente determinazione è adottata all´unanimità.
Roma, 17 agosto 2009
Il Presidente dell´Osservatorio
Dirigente Generale della P. di S."*
 
Ora prendiamo ad esempio la situazione di Pisa. Negli ultimi anni, come
tutti sapranno, hanno falcidiato e diffidato metà Curva per striscioni,
bandiere, tamburi, lancio di cartaigenica ecc. Tutti "reati" assurdi,
inventati ad hoc per allontanarci dallo stadio e che nulla hanno a che fare
con la sicurezza, come si sono resi conto tutti quelli che frequentano
l'Arena. Per tali "reati da stadio" ognuno ha gia pagato, scontando i suoi
anni di daspo e pagando una multa. Com'è possibile che queste persone siano
invece escluse per 5 anni dalla tessera del tifoso? Anche se volessero fare
l'abbonamento, la cosa, di fatto, gli è negata. Ciò non è discriminatorio?
Perfino coloro che hanno una "sentenza non definitiva" ne sono esclusi!!
Non siamo tutti innocenti di fronte alla legge fino a quando la giustizia
non ci giudica colpevoli? Magari il processo riterrà la fantomatica persona
innocente ed estranea ai fatti... ma intanto niente tessera e niente
abbonamento.
 
Tutto questo non è forse anticostituzionale e discriminante?
Per noi il calcio è passione, aggregazione, emozione, solidarietà,
campanilismo e confronto.... Questa carta di credito, chiamata "tessera del
tifoso", appartiene ad un'altra concezione del calcio legato al dio
denaro... e noi non possiamo che aborrirla.
 
Continueremo a lottare contro questa infame repressione.
 
CURVA NORD "MAURIZIO ALBERTI"

ULTRAS VECCHIO STILE CANICATTI'

Dopo che i fondi allo sport erano stati tagliati, dopo l’annuncio di non iscrivere la “squadra”, sono rispuntati (per magia…) I soldi necessari all’iscrizione.
Tanto per ricordare : i soldi sono pubblici, quindi di tutti i cittadini; vorremmo conoscere (e’ nostro diritto) quale somma verra’ versata dal comune, ma soprattutto su quali garanzie di programmazione tecnica a medio -lungo termine (questa non e’ nostra, troppo acculturata per noi, qualche consigliere ci ha riempito la testa sulla meritocrazia, metodo nuovo che ci soddisfaceva, fosse stato effettivo…)
Noi , ribadendo che fino a quando non ci sara’ una gestione in grado da farci sperare in qualche ambizione, che non sia vivacchiare in queste categorie come la promozione e basta, da ultras, da appassionati, soffriamo a non poter seguire la nostra squadra, i nostri colori, ma non abbiamo alternativa.
Oltre ad avere un cuore, abbiamo anche un cervello; in tal senso, abbiamo deciso che questa scelta pesera’ , dentro l’urna, alle prossime elezioni, per amministratori e consiglieri coinvolti, e chi vuol capir capisca!. E visto che ci siamo, ci togliamo qualche sassolino: certa solidarieta’, che ci e’ venuta da soggetti con incarichi pubblici, la rispediamo al mittente: non sappiamo che farcene, se alle parole di qualcuno non sono seguiti i fatti.
Per non parlare poi di come e’ stato strumentalizzato il nostro comunicato : riprenderlo, per utilizzarlo per beghe e vanti personali ; quello che abbiamo scritto nello scorso comunicato, lo pensiamo veramente e non si presta a nessuna polemica politica!
Come detto, si e’ parlato di meritocrazia per l’assegnazione dei fondi pubblici alle associazione sportive, in primis calcio e basket ; poiche’ allora sono stati concessi al calcio, ci aspettiamo a breve che venga fatto lo stesso, giustamente e senza esitazione, per la gaudium basket.
Si capisce che i supporters ,indicati su varie testate, presenti alla riunione, non siamo noi. Questa societa’ ci odia, non sopporta le nostre contestazioni.
Continuiamo a considerarci ultras di questa benedetta ( o maledetta) citta’, con o senza squadra, non importa.
Ma siamo grandi per farci i nostri giudizi.
Il direttivo -vecchio stile canicatti

CANEVA BERICA

I tifosi dal cuore d'oro che dopo la partita pensano ad aiutare gli amici disabili. La "Caneva berica" compie i suoi primi 20 anni e se può andare fiera per centinaia di trasferte e seguito del Vicenza, lo è altrettanto se non di più per l'attività benefica di sostegno al mondo del volontariato locale.
Il gruppo di tifosi biancorossi nacque nell'agosto del 1990 al bar Passeggio di Cà Trenta. Una compagnia di amici di vari paesi dell'Alto vicentino con un'unica passione: il Vicenza calcio.
All'inizio erano in 15. Nel corso degli anni il gruppo si è infoltito, arrivando al massimo nel '97 - '98, anno della partecipazione alla Coppa delle Coppe. Allora si superò quota 500 soci. Altri tempi, anche per la compagine biancorossa. Adesso la "Caneva" conta su 150 tesserati e una cinquantina di fedelissimi al Menti, che si riducono ma non di molto nelle trasferte. La sede attuale è a Malo, alla birreria Aphrodite.
Nella mostra fotografica che sarà visitabile ancora stasera nel padiglione delle feste di San Tomio, zona impianti sportivi, dove si concluderanno, con l'esibizione della CB Band, i festeggiamenti del ventennale, c'è la testimonianza di tutte le trasferte dal '90 ad oggi, toccando 82 città diverse.
Oltre a seguire le partite, il club promuove attività benefiche con tre iniziative annuali il cui ricavato va a favore del Ceod di Malo e di un'altra decina di associazioni, fra cui Anffas e Città della Speranza.
Ma con i ragazzi del Ceod, un centro diurno per disabili, è nato da sei anni a questa parte un legame profondo.
Quelli della Caneva hanno contribuito all'acquisto di una piccola palestra, di attrezzature per il laboratorio musicale e di ausili vari per i programmi legati alla comunicazione.
A reggere le sorti della tifoseria sono rimasti Beppe Grendele e Marco Fedeli, irriducibili nel corso del ventennio: «Per noi è un traguardo importante - affermano Beppe e Marco. - Ringraziamo tutti coloro che ci hanno dato una mano sia nelle trasferte che nelle attività extrasportive, pure ricche di soddisfazioni». M.SAR.

C'E' CHI DICE NO ALLA TESSERA BIANCONERA

«L’obiettivo realistico di questa Juventus è la Champions League». A dirlo è stato ieri Giorgio Chiellini, difensore e possibile “capitan futuro” della Vecchia Signora, che si è tolto definitiva­mente dal mercato ma che ha anche detto di non pensare allo scudetto. Scudetto in cui, evidente­mente, non credono neppure i molti tifosi che, dicono i dati diffusi ieri dalla società bianconera, hanno deciso di non seguire più la Vecchia Signo­ra, o di farlo soltanto davanti alla tv. Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, infatti, gli abbo­namenti hanno registrato un calo del 22,5%.
 ANNO ZERO
 «Sarà un anno di sacrificio - spiega Chiellini dal ritiro di Varese - dobbiamo ripartire da zero e ricostruire tutto dalla base. È finito un ciclo diri­genziale, si punta a rinnovare tanto ed è normale che ci voglia tempo. Tre anni fa avremmo sperato di essere a un altro livello oggi. Realisticamente, guardando la scorsa stagione, diventa difficile poter vincere subito perché la distanza dall’Inter è notevole e anche i tifosi devono capire che sarà un anno di ricostruzione. Dire oggi che si può vincere lo scudetto vorrebbe dire illuderli. L’obiettivo realistico credo sia la qualificazione alla Cham­pions».

I PROSSIMI SAREMO NOI

[ZEUS News - www.zeusnews.com - 27-07-2010]
Sequestro blog Stefano Zanetti censura preventiva
Foto via Fotolia
Non sembra certo un buon momento per i blogger: da un lato c'è il DDL sulle intercettazioni introduce l'obbligo di rettifica immediata; dall'altro, un procedimento penale per diffamazione, tuttora in corso, ha portato al sequestro di un intero blog.
Tutto è cominciato quando Stefano Zanetti, sociologo e titolare del blog Il Giustiziere (ospitato da Blogspot e al momento, ovviamente, irraggiungibile) ha ricevuto una querela per diffamazione a causa di alcuni suoi post scritti contro le attività dell'Associazione Prometeo (associazione che si occupa della lotta alla pedofilia).
Il caso è stato affidato al PM Giancarlo Mancusi, noto in Rete per essere il promotore del sequestro di The Pirate Bay, il quale ha prima disposto il sequestro del blog (chiedendo ai provider di vietare l'accesso all'Url dello stesso) e poi, resosi conto che rischiava di tagliare fuori l'intera piattaforma Blogspot, ha chiesto a Google di sospendere soltanto Il Giustiziere.
Il caso in questione è interessante non per la responsabilità di Zanetti nel reato contestatogli - per provare o escludere la quale è in corso il processo - ma per le modalità seguite dal dottor Mancusi nell'applicare la legge.
Se è vero che, secondo il codice di procedura penale, il PM ha la facoltà di disporre il sequestro della "cosa pertinente al reato" qualora ciò serva a impedire la commissione di altri reati o a bloccare le conseguenze di quello ipotizzato, è anche vero che non è l'intero blog di Zanetti a essere sotto accusa, ma soltanto i post specificamente diretti contro l'Associazione Prometeo.
Perché dunque disporre il sequestro del blog nel suo complesso, compresi gli scritti che nulla hanno a che vedere col caso? Perché fare una gaffe iniziale come quella che rischiava di rendere inaccessibile l'intera piattaforma di Google dall'Italia?
Viene da pensare che, nonostante il tempo passi, tuttora chi più dovrebbe essere informato sulle modalità di funzionamento della Rete - anche perché chiamato a giudicarla - in realtà non ne sappia a sufficienza.
Bloccare il blog fa nascere il sospetto che si volesse applicare una sorta di censura preventiva, impedendo a Zanetti di esprimere il proprio pensiero anche su altri temi poiché già sospetto di diffamazione su un tema specifico.
Sarebbe forse stato preferibile imporre all'autore di cancellare i post incriminati (poiché Blogspot non permette di sospendere la pubblicazione dei post) fino alla conclusione del processo, in seguito alla quale sarebbe divenuto chiaro come comportarsi in via definitiva; una procedura seccante (in caso di assoluzione i post avrebbero dovuto essere pubblicati ex novo) ma che avrebbe comunque permesso a Zanetti di continuare a esprimersi. Invece s'è scelta una via più rapida ma anche più lesiva della libertà di espressione.

27 luglio 2010

HELLAS AGAINST PANDORO

Scritte contro il presidente del Chievo Verona Luca Campedelli e la sua società. Sono comparse ieri mattina al bigoncio dei biglietti che si trova nella via attorno allo stadio e sul muro di recinzione che sorregge la cancellata in curva Sud.
«Società Paluani Chievo, schifosi ladri di simboli e colori», così è stato scritto sulla biglietteria che affianca lo stadio e «Campedelli attento, fatti la scorta». In entrambi i casi il simbolo della Scala e anche la firma Curva Sud.
Le scritte, in stampatello e di colore nero sono state fotografate dagli agenti della Digos che ora aprirà un fascicolo. Pressoché impossibile arrivare agli autori delle scritte considerato che in zona non ci sono telecamere, ma il dirigente della Sezione, Luciano Iaccarino ha assicurato che «come sempre verranno fatte indagini e che niente mai viene sottovalutato».
L'ipotesi di assegnare una scorta al presidente Campedelli è per ora prematura anche se potrà essere rafforzata la sorveglianza dinamica nei luoghi frequentati dal presidente e nelle vie di transito che utilizza di solito: «La questura ha cose più serie a cui pensare che a queste scritte», taglia corto Campedelli che non è certo uomo di tante parole.
Che ci sia maretta nella piazza per la campagna abbonamenti del Chievo è noto a chiunque frequenti gli ambienti degli ultrà veronesi, lo conferma anche Alberto Lomastro, uno dei responsabili del coordinamento tifoseria dell'Hellas Verona: «Da tempo ribadiamo che non è corretto che il Chievo si appropri di simboli che per decenni sono stati utilizzati dall'Hellas», ribadisce Lomastro, «c'è gente che quei simboli ce li ha tatuati sulla pelle. Io stesso, nel 1995 quando ero consigliere di circoscrizione per An, assieme all'allora consigliere comunale Luigi Pisa tenni una conferenza stampa per chiedere alla società di non utilizzare i simboli storici e di tornare ai colori originali delle maglie, cioè il bianco e l'azzurro perché il gialloblù è sempre stato dell'Hellas». E sulle scritte: «Mi hanno detto che sono firmate Curva Sud, non so che dire, lasciano il tempo che trovano, non mi sembrano minacciose. Ritengo che sia la concretizzazione della maretta che già serpeggiava durante l'ultima campagna abbonamenti che è stata fatta».A.V.

E GLI SBIRRI STANNO A GUARDARE

L'erede di Riina e Provenzano, il boss latitante Matteo Messina Denaro, avrebbe assistito, il 9 maggio, all'incontro di calcio tra il Palermo e la Sampdoria, sugli spalti dello stadio Renzo Barbera, di rosanero vestito per supportare la sua squadra. Una presenza che era legata a un summit di mafia. A rivelare che il boss era allo stadio sarebbe stata la stessa fonte che ha lanciato l'allarme sul pericolo di nuovi attentati a Palermo.
L'incredibile storia viene raccontata sulle colonne di "La Repubblica", dove si dice che il vertice di mafia in programma a quel giorno, e al quale Messina Denaro avrebbe partecipato, era dovuto alla necessità di pianificare le strategie di Cosa Nostra.

La fonte, che ha raccontato l'episodio ai carabinieri del Ros, aveva dunque sostenuto il pericolo di nuovi attentati che potrebbero colpire la Squadra mobile e il Palazzo di Giustizia di Palermo.

Le indicazioni raccolte in carcere dai carabinieri sono adesso al vaglio dei magistrati della direzione distrettuale antimafia Marcello Viola, Lia Sava e Francesco Del Bene, e anche del procuratore aggiunto Antonio Ingroia, i quali dovranno valutare l'attendibilità della fonte stessa e cercare riscontri al suo racconto.

Secondo la sua ricostruzione, Messina Denaro era contrario al ritorno alla strategia delle bombe. Ma i boss palermitani insistevano, e del nuovo corso mafioso si sarebbe dovuto discutere in un'altra riunione. Ai "no" di Messina Denaro, i fautori della linea dura avrebbero risposto rilanciando: "Dovremmo fare due attentati in ogni provincia".