30 aprile 2010

LA PARTITA DI GABRIELE

“E' la partita di Gabriele: sarò all'Olimpico per abbracciare tifosi laziali e interisti”
Giorgio Sandri assisterà alla gara. E critica l'ultima intervista di Spaccarotella:
“Mente spudoratamente! E non chiamiamolo più poliziotto”
Il volto Gabbo sul maxi-schermo dello stadio dove si canterà la sua nuova canzone

Avrebbe voluto vedere Inter-Lazio ma sono passati quasi 2 anni e mezzo da quando Gabriele Sandri uscì di casa per non far più ritorno, colpa una pallottola omicida. Era l'11 Novembre 2007 e da allora, quando si incontrano nerazzurri e biancocelesti, i tifosi fanno di Lazio-Inter la sua partita.

“Ho avuto l'abbonamento all'Olimpico per circa 30 anni e per seguire la Lazio ho fatto anche diverse trasferte. Ma da quella maledetta domenica del 2007 vado allo stadio solo per ricordare mio figlio, andando tra i suoi amici” - afferma Giorgio Sandri - “Domenica sera assisterò a Lazio-Inter che ormai è diventata la partita di Gabriele. Saluterò i tifosi dell'Inter che recentemente mi hanno ospitato a Milano nella curva di San Siro, dove gli dedicarono una splendida scenografia. E ovviamente saluterò anche i tifosi laziali che sotto al tabellone luminoso espongono lo striscione Curva Nord Gabriele Sandri e in Tevere portano la scritta Gabriele sempre nei nostri cuori!”

Giorgio Sandri prima della partita ringrazierà la gente interista del settore ospiti, mentre nell'intervallo abbraccerà idealmente tutto il popolo laziale fermandosi a ridosso della Curva Nord. Con lui ci sarà pure lo scrittore Maurizio Martucci, esperto di comunicazione e autore del libro inchiesta sul delitto di Gabbo, che ha voluto commentare così le dichiarazioni rilasciate domenica a Rete 4 nella trasmissione Quarto Grado dall'agente Luigi Spaccarotella: “L'omicida di Gabriele ha fornito la sua sesta versione dei fatti, dicendo di aver estratto la pistola mentre correva solo per evitare che cadendogli in terra avrebbe dovuto risarcire il Ministero dell'Interno – dice Martucci – Queste sue affermazioni, rinnovate di volta in volta nei contenuti e contraddittorie tra loro, hanno lo scopo di disorientare e confondere l'opinione pubblica. E' come una destabilizzazione isterica volta a stabilizzare il caos, sostituendo la realtà reale di Badia Al Pino con una realtà mediatica incomprensibile e fumosa. E' un'operazione di informazione degenerativa.”

“L'ultima intervista di quell'individuo – prosegue Giorgio Sandri – è stato un concentrato di menzogne. Mente spudoratamente! Neanche lo chiamerei più poliziotto, perché ora è sospeso dal servizio e poi i primi ad indignarsi per quello che ha fatto e per quello che ancora continua a ripetere sono proprio gli onesti agenti di Polizia, quelli che operano nel rispetto delle regole. Per difendersi in processo sostenne la tesi di di una patologia di cui sarebbe affetto, cioè un'asma bronchiale, legandola alla causa per cui sparò da una parte all'altra dell'autostrada. E invece... avete sentito? Ogni volta che si lascia intervistare non tossisce. Lo fece ripetutamente solo in aula ad Arezzo davanti ai giudici. Altro che asma! Sta prendendo in giro tutti in modo ridicolo. Tutto ciò è vergognoso. Sta giocando sulla pelle delle persone, perché il mio Gabriele non c'è più e sua madre entra ed esce dalle cliniche per curarsi una preoccupante depressione...”

Lazio-Inter è la partita di Gabbo: domenica sera sul maxi-schermo dello Stadio Olimpico comparirà il suo volto, mentre dagli altoparlanti suoneranno le note della canzone scritta per ricordare il giovane Dj romano. Nata dalle parole di una lettera scritta da sua mamma Daniela, il brano è interpretato dal gruppo musicale torinese degli Statuto e fa parte dell'ultimo album “E' già domenica”. I proventi della canzone andranno alla costituenda Fondazione Gabriele Sandri.
www.gabrielesandri.it

GIALLOROSSI SOTTO LA SEDE DELLA FIGC

Alla fine, l'attesa manifestazione dei tifosi della Roma è arrivata: circa 400 sostenitori giallorossi si sono riversati in strada per raggiungere la sede della Federcalcio, ben controllati dalle Forze dell'ordine. Cori contro la Lega, l'arbitro Damato, il designatore Collina, ma anche contro il ministro Roberto Maroni. La protesta, lo ricordiamo, è nata per far sentire la propria voce contro i presunti torti subiti dalla squadra di Ranieri, in particolare nella gara persa dalla Roma con la Samp e che ha visto fermare la corsa dei giallorossi verso lo scudetto. La manifestazione è stata pacifica, senza alcun incidente. I tifosi hanno anche esposto alcuni manifesti che ritraggono il gol di Turone con la scritta 'Era bono', messo in parallelo al fallo di Zauri 'Era mano', a ricordare i presunti «scippi» subiti dalla Roma da quello storico con la rete annullata dall'arbitro Bergamo negli anni '80 fino all'episodio più recente nel match di domenica scorsa con i blucerchiati.

QUESTO E' IL CUORE DELL'ULTRAS

Stanchi, delusi e arrabbiati, ma i tifosi del Gallipoli non mollano, si stringono intorno alla squadra, ai loro beniamini sostenendoli in tutto. Saranno loro che forniranno l’acqua minerale, i detersivi per il lavaggio degli indumenti. Loro che spazzoleranno il terreno dello stadio A.Bianco, ormai diventato più duro dell’asfalto e sempre loro che si faranno carico delle spese per il campo di allenamento e di garantire alcune spese per le trasferte rimanenti. L’attacco frontale dei tifosi è soprattutto verso l’amministrazione comunale, rea di non impegnarsi, di essere troppo statica a fronte della crisi che impervia sul calcio gallipolino a prescindere dalla sciagurata gestione societaria. I tifosi sottolineano come il territorio non possa solo che trarne beneficio dalla salvezza e quindi dalla possibilità di continuare a giocare in serie B.

LA PILLOLA INDORATA E POI...

Si registra un cambio di rotta del Ministero dell’Interno. E’ stato deciso infatti di stoppare i divieti per le tifoserie in trasferta nelle ultime quattro giornate di campionato, salvo situazioni particolari e/o eccezionali. Un provvedimento voluto dal ministro Roberto Maroni e preso in nome della par condicio in una fase decisiva dei campionati.

Un provvedimento tampone con carattere provvisorio, ovviamente. Dal prossimo anno la panacea sarà (dovrebbe essere) rappresentata dalla Tessera del tifoso, un documento imposto ope legis a tutti i club professionistici italiani (dalla serie A alla Prima e Seconda Divisione di Lega Pro passando per la serie B).

Anche il presidente della Lega Calcio, Maurizio Beretta, si è da tempo allineato al volere del ministro Maroni: "La tessera del tifoso? Sarà in vigore dalla prossima stagione e in trasferta potrà andare solo chi la possiede".

Di fatto la tessera sarà collegata all'abbonamento (che non potrà essere sottoscritto da solo) e consentirà di assistere alle partite in trasferta della propria squadra solo nel settore riservato agli ospiti. Nulla dovrebbe ostare, peraltro, all’acquisto di un biglietto anche per le gare esterne e in tutti gli altri settori dello stadio.

In realtà i tifosi continuano a essere in larga maggioranza contrari (nella foto: striscione di protesta esposto al Ferraris di Genova dai tifosi della Sampdoria), e non solo gli ultras, con l’appoggio anche di molte componenti istituzionali. Soprattutto continuano a essere non coinvolti nel progetto e tenuti (come anche i club) nella massima disinformazione. Beretta e Maroni se ne rendono conto o no?

CASMSSSSSSSSSSSS

(ASCA) - Roma, 29 apr - Il Casms, Comitato Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive, ha disposto la vendita di un solo tagliando per ciascun spettatore ospite, con incedibilita' del tagliando per Catania-Juventus in programma il 2 maggio. Per Genoa-Milan del 9 maggio, vendita di un solo tagliando per il settore ospiti ai soli possessori della ''tessera del tifoso''. La vendita per gli altri settori e' riservata ai soli residenti nella Regione Liguria ed e' prevista l'incedibilita' del titolo.

Per Napoli-Atalanta, in programma sempre il 9 maggio, il Comitato ha determinato la vendita di un solo biglietto per spettatore ospite, la vendita dei tagliandi in un numero limitato di ricevitorie individuate tra le due Questure e le societa' sportive e l'incedibilita' dei titoli. Le altre misure per la gara prevedono l'impiego degli steward in funzione di accompagnamento dei tifosi ospiti; la vendita abbinata biglietto stadio/titolo di viaggio (qualora la trasferta avvenga in forma organizzata); il raccordo costante tra la societa' e il funzionario della Questura che origina la trasferta; l'implementazione degli steward e delle forze di polizia nelle attivita' di filtraggio e prefiltraggio; il costante raccordo con gli organi della giustizia sportiva.

Livorno-Lazio (9 maggio) sara' invece oggetto di ulteriori valutazioni da parte del Casms. Dalle limitazioni sono esenti i possessori della ''tessera del tifoso''.

red-mar/sam/bra

ROMANISTI

Fonte: vocegiallorossa.it
10:00 Circa cento tifosi sono attualmente presenti a V. Allegri per la manifestazione non autorizzata sotto la sede della Figc. Le Forze dell'Ordine, presenti in gran numero e in tenuta anti sommossa, hanno bloccato l'accesso a V. Allegri non facendo passare i tifosi.

10:05 I blindati della polizia bloccano l'accesso da Via Po mentre dall'altra parte sono i blindati dei caranibieri a chiudere la via.

10:15 Esposto il seguente striscione: Sono qui per i 10.000 a cui avete negato di manifestare in modo pacifico

10:25 Ora saranno circa 300 i tifosi presenti, tutti assiepati su V. Po a causa della chiusura di V. Allegri, motivo per il quale anche Via Po è ora stata chiusa. Alcuni tifosi si lamentano dell'impossibilità di arrivare sotto la Figc: "Il popolo viola ha potuto manifestare senza autorizzazione, perché noi no?"

10.35 Mentre i tifosi aumentano, viene esposto un secondo striscione: Damato li mor..tua e de chi te c'ha mannato

Tanti i cori per la Roma, contro la Lega e le Forze dell'Ordine. Ora si canta anche Campo Testaccio.

10:45 Mentre i tifosi cantano la società dei magnaccioni, Via Caccini, parallela di Via Allegri, viene chiusa al traffico e ai tifosi.

10:50 Alcuni autobus si sono fermati a Via Po nell'impossibilità di proseguire. Si tratta di un 86 e di due 63.

10:55 Sono diventati circa 500 i tifosi presenti.

63

Sessantatre tifosi atalantini sono stati denunciati per manifestazione non autorizzata dalla questura di Parma. Nello scorso marzo i supporter nerazzurri raggiunsero la cittadina emiliana, nonostante il divieto  dell'Osservatorio di entrare nello stadio Tardini per assistere al match tra la squadra di Guidolin e l'Atalanta. I tifosi bergamaschi non entrarono nello stadio e si limitarono a sostenere la squadra da fuori.

Dunque nessun incidente, soltanto un po' di tensione davanti allo stadio. Dei 400 partecipanti ne sono stati identificati 63, grazie alle immagini del sistema di videosorveglianza del Tardini. Per loro una denuncia, ma i 63 non rischiano il Daspo perché la manifestazione è stata pacifica. L'unica infrazione commessa è stata che non hanno informato le forze dell'ordine della loro intenzione di manifestare.

BIGLIETTI

BIGLIETTI INTER BAYERN -Per chi sogna di volare al Santiago Bernabeu per assistere alla finale di Champions League, Bayern Monaco-Inter, la prima regola è muoversi subito. Se possibile già a partire da stasera, quando si terrà la riunione della Curva nord al bar di San Siro. Se non si perde tempo, le probabilità di trovare un biglietto attraverso i canali informali sono elevate e i prezzi molto contenuti: 80/90 euro, massimo 100 euro. Anche se ogni giorno che passa la cifra crescerà sempre di più, fino a superare i 1000 euro rivolgendosi ai bagarini il giorno stesso della partita (una cifra record già raggiunta acquistando il ticket d’ingresso on-line). Il numero di biglietti al momento a disposizione dei tifosi interisti è di 12 volte superiore a quelli della semifinale, anche se ovviamente anche il numero di persone che desiderano acquistarli è molto più elevato.

Se per Barcellona-Inter i tagliandi per i supporter nerazzurri erano infatti 2.500, quelli per Bayern Monaco-Inter sono ben 30mila. Quasi cioè la metà dei circa 75mila posti di capienza del Santiago Bernabeu. In tutto 22/23mila quelli che saranno distribuiti direttamente dall’Inter attraverso i canali ufficiali. E se in teoria la società non dovrebbe avere rapporti con le tifoserie, di fatto la prassi consolidata prevede che le cose non vadano così. E quindi altri 7/8mila biglietti andranno alla Curva nord, che poi li smisterà attraverso conoscenze, frequentazioni e “criteri meritocratici”, premiando i tifosi più assidui alle trasferte di campionato della squadra di Josè Mourinho. Come fa sapere chi frequenta da anni la curva di San Siro, “al momento ci sono buone possibilità anche per chi non è iscritto o non frequenta gli ultras con particolare assiduità. L’importante è non perdere tempo”.

Comunicato Curva Sud Piero-Curva Nord

I gruppi organizzati della CURVA SUD PIERO e della CURVA NORD precisano che diserteranno la trasferta di Cava per una serie di motivi che elenchiamo in questo comunicato.
Come ULTRAS abbiamo accettato biglietti nominativi, divieti e altre cose sulle quali purtroppo non si e´ riuscito a creare un fronte comune a livello nazionale per far capire l´assurdita´ di certi provvedimenti.
Ma ora siamo veramente alla frutta. Decisioni assunte dal Viminale, in pieno contrasto con le disposizioni dell´Osservatorio evidenziano, anche ai piu´ ciechi oppositori delle ragioni ultras, che siamo sempre stati di fronte ad uno stato di cose alquanto grottesco e ridicolo.
Per reggiani, potentini, cosentini il settore ospiti dello Zaccheria era inagibile e per i pescaresi e´ diventato magicamente agibile. I rappori tra noi e i cavesi non sono di certo cambiati in questi ultimi anni; l´unica cosa diversa e´ questa “magica” apertura del settore ospiti di Cava che per noi altro non e´ che un contentino politico per compensare l´apertura ai pescaresi di domenica scorsa su spinta delle richieste avanzate dal sindaco di Pescara. Ma c´e´ un altro aspetto ben preciso da sottolineare : partite che prima erano definite ad “alto rischio” (come appunto Cavese-Foggia) vengono adesso aperte alle tifoserie ospiti con un piccolo particolare: in trasferta si può andare solo se accompagnati dagli steward e previa intensa collaborazione con la Questura! Naturalmente a tutto questo noi ULTRAS non ci stiamo e le ragioni sono ben presto spiegate.
In primo luogo si vede, in queste aperture improvvise, semplicemente la speranza del “caro” Maroni di avere qualche incidente, qualche situazione da gettare in pasto ai giornalai di turno per avere l´appoggio dell´opinione pubblica sulla necessita´ della tessera del tifoso ( e di tutti i suoi effetti in termini di guadagni e di controllo sulle persone); un´opinione pubblica che, d´altronde, almeno su questo tema, sta venendo sempre meno.
In secondo luogo noi ULTRAS non possiamo e non dobbiamo scendere a compromessi ma mantenere una coerenza di comportamento che abbiamo sempre avuto in tutti questi anni; siamo consapevoli di avere una posizione da difendere e portare avanti con onore: in trasferta non si va accompagnati e sotto le direttive della Questura di turno.
Ci spiace dover rinunciare questa volta a star vicino alla nostra squadra, ma loro sanno bene che non abbiamo mai fatto mancare il nostro apporto in nessuna situazione, soprattutto quest´anno quando si era all´ultimo posto e in trasferta partivano solo i “soliti volti”; ma a volte bisogna prendere delle dure posizioni. Se le altre tifoserie accetteranno quanto gli viene imposto a noi non interessa; non ci vendiamo come gli altri, abbiamo una dignita´ da difendere, quella stessa dignita´ che al mondo d´oggi e´ sempre piu´ maneggiabile in nome del dio denaro. Noi siamo ULTRAS e preferiamo rimanere fedeli a certi valori e non scendere a facili compromessi. E se qualcuno dai salotti vorra´ puntare il dito su questa scelta, non ci meraviglieremo: sono pochi coloro che non si sentono dei burattini e sanno rinunciare a qualcosa a cui tengono pur di non vendersi al politico di turno e non offuscare gli ideali ultras.

LIBERI SEMPRE, NON SOLO A CAVA!

Curva Sud Piero-Curva Nord

FROSINONE

Dopo un lungo processo, condannati tre tifosi del Frosinone, protagonisti degli incidenti del febbraio 2003, verificati dopo il match con la Palmese e durante i quali furono feriti cinque carabinieri.


Si chiude dopo ben sette il processo sugli scontri tra tifoserie, verificatisi al termine della gara di calcio tra Palmese e Frosinone del 16 febbraio 2003.
Per descrivere meglio i fatti bisogna fare un tuffo nel passato, quando i colori rossoneri della Palmese erano motivo di grande orgoglio per l’intera cittadina.
Erano gli anni floridi della C2, dei grandi progetti e di un ambizioso presidente, Zhicai Song, socio del colosso orientale Cinamercato, che prometteva la serie B in quattro anni, ma che invece, dopo appena un anno ha portato la società rossonera al fallimento. In quel periodo, una grande antagonista per la vittoria del campionato era proprio il Frosinone, con il quale la Palmese si sfidò in quel famoso 16 febbraio 2003. Un’atmosfera calda e turbolenta era stata prevista già alla vigilia della gara.
Terminata la partita, che vide la Palmese vincere con il risultato di 3 a 1, scoppiarono dei tafferugli che ebbero come principali protagonisti in negativo soprattutto i tifosi del Frosinone. Durante gli scontri, furono feriti cinque carabinieri di Palma Campania, tra cui l’allora comandante, Franco Di Gioia, colpito al volto da un sasso proveniente dalla folla. Attraverso video e fotogrammi furono individuate quattro persone, accusate, successivamente, di resistenza a pubblico ufficiale e di lesioni e violazione della specifica normativa sulla violenza negli stadi.
Ora, a distanza di anni, finalmente, presso il Tribunale di Nola, è arrivata la sentenza, con cui il magistrato ha assolto, per non aver commesso il fatto, un uomo di 39, mentre ha condannato a due anni e sei mesi un 33enne e a quattro anni due uomini di 31 anni, tutti tifosi "canarini". A loro discapito l’assenza di testimoni a favore. Sono stati assolti, invece, gli imputati per l’accusa di porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere per intervenuta prescrizione.
Il giudice ha, poi, disposto una pena di natura pecuniaria di 3.000 euro per i cinque carabinieri, parti offese costituite, rimasti feriti a seguito degli scontri. La difesa, ora, durante il giudizio di appello cercherà di far cadere le accuse facendo perno su delle incongruenze emerse nelle prove, che a loro avviso sarebbero palesi.
(Fonte foto: Rete Internet)
Autore: Raffaele Isernia

COMUNICATO BOYS CASALE

BOYS*CASALE
COMUNICATO UFFICIALE
I BOYS CASALE,A SEGUITO DELL'ASSURDA ED INGIUSTIFICATA EMISSIONE DI
BEN 8 DIFFIDE (DASPO)
NEI CONFRONTI DI ALTRETTANTI TIFOSI NEROSTELLATI E IL DIVIETO A TUTTA
LA TIFOSERIA DI SEGUIRE LA PROPRIA SQUADRA NELLE TRASFERTE,RITENUTE A (
RISCHIO) CI SETTIMO TO.SE E DI TORTONA,DENUNCIANO L'ORMAI INSANABILE
SPACCATURA VENUTASI A CREARE CON LE FORZE DELL'ORDINE.
PERTANTO SI COMUNICA CHE DA DOMENICA 2 MAGGIO , A PARTIRE DALLA GARA
CASALINGA CONTRO L'AQUANERA,SINO AD DATA DA DESTINARSI, IL GRUPPO NON
SEGUIRA' PIU' LA SQUADRA NEGLI INCONTRI CASALINGHI,LASCIANDO L'INTERO
SETTORE VUOTO,FACILITANDO COSI' IL COMPITO DI FILMARE A CHI è PREPOSTO
A TALE SCOPO .
SI COMUNICA INOLTRE CHE LA SQUADRA SARA' SEGUITA SOLO ED
ESCLUSIVAMENTE IN TRASFERTA, NELLA SPERANZA CHE NON GIUNGANO ALTRI
RIDICOLI DIVIETI SIMILI A QUELLI SOPRA CITATI.
A CHI HA DIMOSTRATO DI NON AMARE QUEL CALCIO CHE A NOSTRO AVVISO PUO'
ANCORA REGALARE EMOZIONI A CHI LO SEGUE CON PASSIONE COME FACCIAMO NOI,
FACCIAMO PRESENTE CHE NESSUNA DIFFIDA O PROVVEDIMENTO RESTRITTIVO
POTRA' MAI MINARE IL NOSTRO INCONDIZIONATO AMORE PER LA GLORIOSA
CASACCA NEROSTELLATA.




IL DIRETTIVO BOYS*CASALE

IL TRAPPOLONE

A più di quindici anni di distanza dall’ultima volta, le tifoserie di Genoa e Milan torneranno ad incontrarsi il prossimo 9 maggio al Ferraris per la penultima giornata di campionato. Così ha deciso il Casms che pur ritenendo la partita a rischio, ha predisposto “determinata la misura della vendita di un solo tagliando per il settore ospiti ai soli possessori della “tessera del tifoso”, la vendita per gli altri settori ai soli residenti nella Regione Liguria e l'incedibilità del titolo”. Dal tragico pomeriggio del 29 gennaio 1995 quando Vincenzo Claudio Spagnolo venne ucciso dal tifoso del Milan Simone Barbaglia, le due tifoserie non si erano più trovare di fronte per partite ufficiali, da prima perché impegnate in campionati diversi, e successivamente perché dal Viminale erano sempre arrivati divieti alle trasferte di una o dell’altra tifoseria in occasione della partita.
Un’apertura quella alla tifoseria del Milan che lascia non poche perplessità dato che la maggior parte dei tifosi rossoneri possiedono la tessera del tifoso, già utilizzata da tempo dalla società di Via Turati, e che la limitazione d’acquisto ad un biglietto ciascuno non impedirà comunque ai supporter di seguire la squadra a Genova in gran numero.

GIUSTIZIA PER PAOLO

È durata solo pochi minuti l'udienza di ieri davanti al giudice dell'udienza preliminare Sandro Sperandio. Giusto il tempo per il giudice di ordinare l'imputazione coatta anche per l'agente di polizia L.I. finito nell'inchiesta della procura di Verona per il pestaggio di un tifoso del Brescia. Il poliziotto, ora in servizio alla questura di Roma, deve rispondere di lesione e ferite patite dall'ultrà lombardo, Paolo Scaroni dopo la partita tra l'Hellas e il Brescia del 24 settembre 2005.
A causa di quelle botte, il trentenne rimase in coma per sei mesi e a tutt'oggi subisce ancora le conseguenze di quell'aggressione. La sua posizione va ad aggiungersi a quella di altri sette agenti per le quali sempre il gip Sandro Sperandio ha ordinato il processo lo scorso 31 marzo. Ieri l'agente, difeso dall'avvocato Anna Carmen Calabria, non si è presentato dal giudice per spiegare la sua linea difensiva.
Ora il fascicolo è tornato a disposizione del pm Pier Umberto Vallerin che entro dieci giorni dovrà scrivere il capo d'imputazione a carico dell'agente di polizia. Poi le strade potrebbero essere due: o verrà chiesto il giudizio immediato, saltando la fase preliminare o si procederà con il rito ordinario ad iniziare dall'avviso di fine indagine.

GABRIELE CON NOI


Gabriele Sandri era diretto a Milano per assistere ad Inter-Lazio, quel 17 novembre 2007, e ogni anno, nella sfida tra le due squadre, si ricorda in maniera particolare il giovane tifoso biancoceleste deceduto.
Dopo la maestosa scenografia dei tifosi interisti del 2 maggio 2009, con la scritta 'Gabriele, sarai sempre con noi', la Curva Nord laziale vorrebbe dedicare la nuova canzone scritta proprio per Gabbo dalla band soul-ska degli Statuto, E' già domenica, con un'immagine del ragazzo sullo schermo dello stadio nel pre-gara. La richiesta alla società è già arrivata, e tutti si augurano possa essere accettata.

Marco Anselmi
 
 

CASMSSSSSSSSSSSSSSSS

Si è riunito il Comitato analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive per esaminare le gare con indici di rischio individuate dall'Osservatorio nazionale. Per Genoa-Milan del 9 maggio, gara ritenuta a rischio, è stata determinata la misura della vendita di un solo tagliando per il settore ospiti ai soli possessori della Tessera del tifoso, la vendita per gli altri settori ai soli residenti in Liguria e incedibilità del titolo. Per Napoli-Atalanta del 9 vendita di un solo biglietto per spettatore ospite, vendita dei tagliandi in un numero limitato di ricevitorie individuate tra le due questure e le società sportive, incedibilità dei titoli e misure organizzative consistenti nell'impiego degli steward in funzione di accompagnamento dei tifosi ospiti. Vendita di un solo tagliando per ciascun spettatore ospite, con incedibilità dello stesso, per Catania-Juventus del 2 maggio. Infine Livorno-Lazio del 9 sarà oggetto di ulteriori valutazione da parte del Casms.

TOR DI QUINTO

 Rissa tra tifosi all' uscita dai campetti di Tor di Quinto a Roma dopo la partita di semifinale del campionato di calcio juniores tra il Tor di Quinto e il Football Club. Alcune persone contuse, tra cui minorenni, sono andate in ospedale per farsi medicare. Sul posto sono giunte due volanti della polizia. L'episodio è avvenuto ieri pomeriggio, ma la notizia è stata diffusa solo oggi. Momenti di tensione si erano verificati durante la partita, quando in tribuna - hanno raccontano oggi alcuni testimoni - un gruppo di tifosi che inneggiava al Duce e al Ventennio fascista ha tirato fumogeni e una bomba carta verso i supporter della squadra avversaria. Al momento non ci sono denunciati, ma proseguono le indagini per ricostruire con esattezza quanto accaduto.

29 aprile 2010

SUPERTIFO

Cari ragazzi,




attraverso questa lettera vogliamo comunicarvi una semplice e diretta richiesta.

SUPERTIFO rinasce dopo alcuni anni di silenzio ereditando una storia gloriosa, quella degli anni 80 e 90 ma anche una imbarazzante gestione negli ultimi anni.

Riteniamo, alla luce di tutto quello che riguardo il mondo ultras viene troppo spesso scritto, detto e sproloquiato dai media di regime e di sistema, da studiosi e giornalisti superficiali e da un’opinione pubblica vittima di malinformazione, che gli Ultras meritino una rivista in grado di fare proprie le istanze e le ragioni di un movimento controverso, ricco di contraddizioni ma al contempo puro e vitale, in quanto animato dalla passione di tutti voi. Facciamo una scommessa con voi, vi chiediamo sostegno e rispetto, lo stesso che noi mettiamo in questa nuova avventura editoriale e morale.

Faremo di Supertifo una rivista nuova, agile, moderna, onesta. Per farvi parlare liberamente e per elevare la comunicazione sul mondo ultras ad un livello degno e adeguato. Critico, non omertoso, genuino. Con approfondimenti, inchieste, comunicati, servizi, anticipazioni, esclusive e tante novità al passo coi tempi ma rispettosi delle tradizioni del movimento e della sua base culturale.

Insieme ci riusciremo, con tutti gli errori e le ingenuità che anche noi possiamo umanamente commettere, ma con la lealtà delle nostre e vostre idee in prima linea.

A vostra disposizione e con il vostro sostegno.

Sempre dalla parte degli ultras




Lo staff di Supertifo



www.supertifo.it


VIETATO

Clivio Baldori
Tutti in piazza venerdì 30 aprile alle 10 in via Allegri, a Roma, davanti alla sede della Figc, per protestare contro il sistema calcio che da anni penalizza la squadra giallorossa. L'appuntamento rimbalza da un blog a una radio locale, da un sito a un bar della città.
Tutto è nato dall'arbitraggio "inadeguato" del fischietto pugliese Damato durante la partita Roma-Sampdoria.
Ora però la questura della Capitale fa sapere che il permesso per la manifestazione non c'è. O meglio si può dare solo se all'iniziativa parteciperanno meno di 300 persone. Previsione impossibile da fare in anticipo.
Anzi i supporter della Roma giurano che saranno migliaia. Ora, però, il rischio è che il sit-in si trasfromi in un caotico scontro con le forze dell'ordine.
I tifosi romanisti, infatti, sono molto arrabbiati e vorrebbero aiutare i propri beniamini anche con un sit-in pacifico.

Due rigori negati
Effettivamente la paura dei tifosi giallorossi di essere beffati dagli errori dell'arbitro a pochi metri dall'arrivo si è materializzata. Domenica sera all'Olimpico, dopo una gara stradominata dalla Roma, due rigori negati alla squadra di Ranieri hanno di fatto consegnato la vittoria e i tre punti in gioco alla Sampdoria di Del Neri, che ringrazia e riagguanta il quarto posto in classifica.
Ma i romanisti non ci stanno e a partire dal programma radiofonico "Te la do io Tokio", condotto da Mario Corsi, per gli ascoltatori tifosi "Marione", parte al contrattacco e tira fuori un articolo pubblicato nel 2002 sulla Repubblica che, in tempi non sospetti, parlava proprio del fischietto pugliese.

D'Amato stravede per Cassano
L'articolo, dal titolo esplicativo "Damato arbitro interista che stravede per Cassano", cominciava così: "Il tifo tra gli arbitri non conta. E agli scettici da Bar sport del lunedì mattina basta chiedere conferma alla giacchetta nera barlettana Antonio Damato (nella foto), 29 anni, interista da sempre..".
L'articolo, scritto da Giuliano Foschini, in realtà non è critico. E' piuttosto un omaggio a un giovane fischietto, forse amico del giornalista di Repubblica, che intraprende la carriera con molte speranze. Le parole sul suo conto, però, rivelano molto dell'arbitro che proprio per la sua simpatia nerazzurra non avrebbe dovuto arbitrare un macth così importante per il destino dell'Inter.

Gianni Mura: per me ha arbitrato bene

Ma uno dei più apprezzati tra i giornalisti sportivi italiani, Gianni Mura, ieri - commentando la partita proprio su Repubblica - scriveva: "A Rosella Sensi non è piaciuto l'arbitraggio: in effetti D'Amato ha sorvolato su un mani di Zauri in area, ma non mi è parso prevenuto né persecutorio".
Come due anni fa
Gli spettri di due anni fa, quando l'Inter vinse all'ultima giornata proprio sulla Roma, dopo un campionato costellato di sviste arbitrali a favore dei nerazzurri e a sfavore dei romanisti, si è, comunque, subito materializzato tra i tifosi giallorossi.
La Roma, dopo una straordinaria rimonta, non è stata più forte dell'"arbitraggio inadeguato" del fischietto Damato di Barletta, così come la stessa Rosella Sensi, presidente della società giallorossa, lo ha definito.
La squadra ha costruito tanto, ha avuto più di un'occasione, ma si è fatta bucare da Pazzini nelle uniche due giocate in attacco dei blucerchiati.


Le proteste della proprietà
"Non mi piace fare polemica e non voglio alimentare i sospetti. Ma sicuramente non posso fare a meno di sottolineare quanto hanno visto tutti: è stata una una conduzione inadeguata per l'importanza della partita. Soprattutto per come è stata gestita. Sempre senza polemizzare, mi sembra che per gare di questo livello occorrano persone preparate e professionali". Così ha parlato alla fine della partita la proprietà della A.S. Roma, attraverso la voce di una Rosella Sensi, molto delusa.
"Ci dispiace per i nostri tifosi - ha aggiunto la Sensi a Sky - Noi non molliamo. Tifare Lazio domenica contro l'Inter? Tifo sempre Roma. Ora dobbiamo giocare al meglio le ultime tre partite".


Damato recidivo
L'arbitraggio di Damato non è piaciuto per niente a Roma, né ai tifosi, né ai giocatori giallorossi, né alla proprietà. Tra l'altro il signor Damato di barletta è lo stesso che ha diretto l'ultima partita persa dalla Roma in campionato il 28 ottobre scorso contro l'Udinese al Friuli.
Questo arbitro, all'Olimpico contro la Samp, non ha visto un abbraccio plateale di Gastaldello a De Rossi in area sull'1-0, si è perso il tocco con il braccio aperto di Zauri su un tiro di Vucinic, sempre sull'1-0 per la Roma e e il tocco di mano evidente sempre di gastaldello su un tiro di Riiise sull'1-1.
Troppo distratto il fischietto di Barletta per arbitrare la partita con cui probabilmente si deciderà l'assegnazione dello scudetto 2009-2010.

MODELLO FRANCESE

Il ministero dell'Interno francese per atti di violenza ha disposto con decreti d'urgenza lo scioglimento di sette gruppi di tifoseria organizzata, cinque del Paris Saint-Germain, uno del Nizza e uno del Lione. La misura, senza precedenti nella storia del calcio francese, "si iscrive in un percorso risoluto di eliminazione dai nostri stadi degli pseudo tifosi dal comportamento totalmente insopportabile", secondo quanto scrive in una nota il ministro Brice Hortefeux. Il mese scorso un tifoso del Paris-Saint Germain era morto in seguito a un pestaggio da parte di tifosi della sua stessa squadra, appartenenti però a una fazione differente, prima del match di campionato con l'Olympique Marsiglia.

DASPO SUI GIOCATORI

Il ministro Maroni ha provato a lanciare la proposta: il Daspo può essere valido anche per quei calciatori che spesso danno vita, sul terreno erboso, a vere e proprie risse. Anche per loro, quindi, si potrebbe applicare il divieto d’accesso allo stadio.
Naturalmente l’idea del Ministro degli Interni ha scatenato l’inevitabile dibattito tra contrari e, almeno, possibilisti; si ha però la sensazione che tutto finirà nella solita bolla dio sapone.
In realtà una norma che proibisce ai calciatori violenti di avvicinarsi al campo di calcio per un determinato periodo già esiste. Leggiamo dal Sole 24 Ore del 5 settembre del 2007: «I calciatori d'ora in poi dovranno temere, come gli ultras, un'ordinanza di restrizione dagli stadi se provocheranno risse o litigi in campo e nei luoghi attigui. La Corte di Cassazione - nella sentenza 33864 - si è infatti pronunciata in merito ad un'ordinanza del questore di Caserta che aveva disposto il divieto di accesso agli stadi per rissa nei confronti di un dirigente e un calciatore tesserati dalla Federcalcio, appartenenti alla società sportiva “Calvi Risorta”. Il Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Santa Maria Capua Vetere non aveva convalidato il provvedimento del questore sostenendo che tali restrizioni non si applicano alle condotte nei campi di gioco o per tesserati delle federazioni sportive per i quali «esistono possibilità di sanzioni specifiche da parte dei competenti organi federali». La III Sezione Penale ha, invece, accolto il ricorso del pubblico ministero contro la sentenza del tribunale perchè questa tesi «è errata poichè si pone quale applicazione inammissibile al fenomeno delle turbative nello svolgimento di manifestazioni sportive del principio generale per il quale lo svolgimento di attività sportive può divenire causa di giustificazione per condotte astrattamente costituenti reato». Gli imputati pertanto per 18 mesi avranno l'obbligo di presentarsi presso la stazione dei carabinieri in concomitanza con gli incontri di calcio disputati dalla società sportiva “Calvi Risorta” perchè dicono i giudici della Cassazione «va affermato il principio secondo il quale le misure adottabili ai sensi dell'articolo 6 della legge numero 401/1989, con riferimento a turbative nello svolgimento di manifestazioni sportive, si applicano nei confronti di tutti i soggetti indicati nel primo comma dello stesso articolo 6, anche se trattasi di tesserati di federazioni sportive ed indipendentemente da ogni altro provvedimento di competenza degli organi della disciplina sportiva».
Principio chiaro, che già è stato espresso in giurisprudenza e del quale il ministro degli Interni, forse, non ne rammentava l’esistenza. Ma di questo, il titolare del Viminale può essere perdonato: d’altronde, in un fitto reticolo di norme, leggi e decreti come quello italiano, anche una pronuncia della Corte può sfuggire.

COMUNICATO CURVA SUD ROMA

In seguito all’ufficializzazione da parte dell’AS Roma del programma “Privilege Card” (comunemente conosciuta come “Tessera del Tifoso”), i gruppi della Curva Sud rendono nota la loro più ferma opposizione a questo scellerato progetto meramente economico.
Ciò non significa però che che la passione ed il calore che sempre hanno contraddistinto la Curva Sud verranno mai meno: ove possibile sentirete parlare ancora di noi.

MODELLO SERBO

Un tribunale serbo ha condannato oggi a dieci anni di reclusione un tifoso che nel dicembre 2007 aggredì con una torcia un poliziotto nello stadio della Stella Rossa di Belgrado. Uros Misic, 21 anni, è stato riconosciuto colpevole di tentato omicidio aggravato. Si tratta della pena più dura inflitta finora in Serbia per intemperanze da parte dei tifosi di calcio. Il giovane, nel corso di una partita fra Stella Rossa e Hajduk, provocò con una torcia accesa gravi lesioni all'ispettore di polizia Nebojsa Trajkovic, che ancora oggi porta i segni dell'aggressione e non ha ancora superato il grave shock subito.
Nei giorni scorsi, sempre a Belgrado, è cominciato il processo a 15 hooligans del Partizan responsabili della selvaggia aggressione lo scorso settembre a un tifoso francese del Tolosa che morì dopo una agonia di una decina di giorni. Gli imputati rischiano pene da decine di anni di carcere.
(28/04/2010) (Spr)

28 aprile 2010

29 MAGGIO

Il 29 maggio a Torino è prevista una grande manifestazione del popolo bianconero, finalmente unito nel ricordo delle vittime dell'Heysel.
E' perfino inutile spiegare al tifoso juventino quale sia il significato di questa data: sono passati 25 anni da quella maledetta sera, ma il ricordo è ancora vivo, e la ferita è ancora aperta. Ad oggi, nulla è previsto nel nuovo stadio (in costruzione) per la memoria di quei 39 innocenti, vittime della propria passione e della altrui follia. Così come, nel sito ufficiale della società, non si trovano riferimenti a quella tragedia, quasi che la si volesse dimenticare, o nascondere. Ma, come recita il nostro motto, noi non dimenticheremo mai. Per ricordare degnamente i nostri 39 Angeli, il prossimo 29 maggio saremo anche noi in piazza insieme a tutte le varie anime del tifo bianconero.
Ma non è questo l'unico motivo a muovere quello che si preannuncia essere un grande raduno: c'è la voglia di dire basta a quanto chi ama la Juve ha dovuto subire ingiustamente in questi ultimi anni, da Calciopoli in poi.
Il popolo bianconero, tutto, senza distinzioni, ha deciso di far sentire ancora una volta la propria voce. E, dopo il ricordo dei caduti, marcerà pacificamente, ma con determinazione, unito sotto un'unica grande bandiera: quella bianconera, quella che sventola con 29 scudetti senza asterischi. Il popolo bianconero ha 29 scudetti: è tempo che tutti ne prendano atto. Il popolo bianconero è orgoglioso della propria identità e della propria storia e chiede, a chi guida e rappresenta la Juventus in campo e fuori, di mostrare lo stesso orgoglio, lo stesso rispetto e lo stesso amore per i colori bianconeri.
Vi riportiamo di seguito il testo del comunicato ufficiale che annuncia la manifestazione del 29 maggio:
Il 29 Maggio 2010 il Popolo Bianconero verrà chiamato a radunarsi ed a scendere ancora una volta in piazza in difesa della propria storia.
Sono passati quattro anni da quel 2006 che ha cambiato la vita e la storia dei tifosi bianconeri.
In questo tempo è stato affrontato un percorso difficile, la Serie B, la rinascita e la tentata ricostruzione di quella che, in un tempo non troppo lontano, era la Società per eccellenza, esempio di organizzazione, pianificazione e realizzazione degli obiettivi.
Calciopoli ha realizzato i sogni degli avversari: attraverso un’attenta gestione delle risorse mediatiche, le vittorie ottenute sul campo sono passate, senza merito e di tutta fretta, da Torino a Milano mediante l’assegnazione di uno scudetto che, apparentemente scevro da qualsivoglia macchia, venne etichettato come: LO SCUDETTO DEGLI ONESTI.
Ora si viene a conoscenza che, chi si dichiarava onesto, in realtà non lo era affatto!
E’ giunto il momento dunque, per tutto il Popolo Bianconero, di urlare la propria rabbia nei confronti di questi onesti moralisti smascherati che, approfittando di indagini superficiali, affrettate ed a senso unico, sono stati omaggiati di titoli immeritati e mai conquistati sul terreno di gioco.
Tutti: i gruppi ultras Juve, i tifosi comuni, i club, i vari forum, siti, blog, le associazioni, le trasmissioni tele-radiofoniche, devono sentirsi chiamati a raccolta, ognuno libero di esprimere a carattere personale le proprie emozioni.
La data del 29 Maggio è stata decisa per poter commemorare a dovere, e per la prima volta, i 39 Angeli caduti a Bruxelles nella tragica serata dell’Heysel di 25 anni fa.
Il Popolo Bianconero ritiene un obbligo morale la compatta e numerosa partecipazione di tutti i tifosi, affinché venga, finalmente, riservato uno spazio indelebile nella memoria a coloro che, per tifare i nostri colori, hanno visto le proprie vite spezzate brutalmente, senza peraltro, ricevere un’adeguata giustizia.
A tal proposito verrà celebrata una messa in suffragio dei nostri Angeli e, soprattutto, come conseguenza della petizione che si attiverà attraverso i vari canali mediatici, verrà ufficializzata la richiesta alle autorità comunali dell’intestazione di una via ai 39 Caduti di Bruxelles.
La giornata proseguirà con un corteo pacifico e con un dibattito al quale interverranno personaggi di fede bianconera del mondo dei media (informazione, sport e spettacolo). La data del 29 Maggio è stata decisa, inoltre, in quanto sono 29 gli scudetti cuciti sul petto del Popolo Bianconero. Un popolo orgoglioso della propria identità, che chiede il rispetto della propria storia e della propria gloria anche a coloro che devono guidare, in campo e fuori, la Nostra Juventus al ritorno ai vertici del calcio mondiale ed alla conquista della terza stella.
IL POPOLO BIANCONERO

Aderiscono all'Evento: Ju29ro Team, Orgogliogobbo, Combriccola Romana, Ultras Juve, j1897network.com, Orgoglio Bianconero, www.saladellamemoriaheysel.it

Per chi volesse aderire ufficialmente, con il proprio club, associazione, sito e blog, forum e quanto altro possa esistere nell'ambito del mondo bianconero, può rivolgersi al Comitato degli Organizzatori ai seguenti riferimenti:

Orgogliogobbo email: annamaria1897@gmail.com Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Ju29ro Team email: patrizia.gai@alice.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Combriccola Romana email: tuttipazziperlajuve@yahoo.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

TUTTO IL MONDO E' PAESE

Un tribunale di Belgrado ha condannato oggi a dieci anni di reclusione un tifoso che nel dicembre 2007 aggredì con una torcia un poliziotto nello stadio della Stella Rossa di Belgrado.
Come hanno riferito i media, i giudici hanno riconosciuto Uros Misic (21 anni) colpevole di tentato omicidio aggravato.
Il giovane, nel corso di una partita fra Stella Rossa e Hajduk, provocò con una torcia accesa gravi lesioni all'ispettore di polizia Nebojsa Trajkovic, che ancora oggi porta i segni dell'aggressione e non ha ancora superato il grave shock subito. Quella a carico di Misic è la pena più dura inflitta finora in Serbia per intemperanze da parte dei tifosi di calcio. Nei giorni scorsi sempre a Belgrado è cominciato il processo a 15 hooligan del Partizan responsabili della selvaggia aggressione lo scorso settembre a un tifoso francese del Tolosa, morto dopo una agonia di una decina di giorni. Se condannati, rischiano pedne a decine di anni di carcere.

A VOLTE GIUSTIZIA E' FATTA!

Luciano Moggi è radiato da ogni ruolo nel calcio italiano: lo ha stabilito la Corte di giustizia della Federcalcio precisando, in risposta al quesito interpretativo del presidente federale Giancarlo Abete, che "la preclusione da ogni rango o categoria debba ritenersi implicita come effetto ex lege" dopo la condanna per i fatti di Calciopoli.

THE FINAL

"The Final, viaggio al termine del mondo ultras" 

di Vincenzo Abbatantuono, Domenico Mungo e Luca Tomaselli ( THREE ITALIAN GENTLEMEN)disponibile a Euro 15,00 più 2,20 posta prioritaria o 5,35 posta raccomandata . Richiedetelo a ultrasblog@email.it

 

 

CAIRO NON TI VOGLIAMO A SUPERGA!

Mancano pochi giorni alla ricorrenza più importante per tutto il popolo del Toro, il 4 MAGGIO, come ogni anno, la basilica di Superga, si riempirà di tifosi granata per ricordare i nostri CAMPIONI.
Questa data, ormai, non è più solo l’anniversario di una tragedia, ma è la giornata simbolo di ciò che vuol dire essere del Toro, del nostro orgoglio, in cui ci ritroviamo per celebrare la nostra diversità.
Per questi motivi invitiamo Cairo a non presentarsi a Superga, quest’uomo non è degno di essere nostro presidente, e la sua presenza nel giorno più intimamente nostro non è gradita.
Squadra e staff basteranno per rappresentare la società, Cairo potrà rimanere a casa, per dedicarsi al Toro avrà tutto il resto dell’anno.


TORINO

CROCIATO OS

Comunicato

Ritirata strategica
in seguito a diritti offesi e privati da deboli forze politiche, che con menzognere propagande infamano ed infangano violando i nostri diritti umani, perseguendo con ogni mezzo l'intento di imporre l'idea che si deve essere difesi dai tifosi imponendogli leggi umilianti e degradanti.
il gruppo di sviluppo everapex517 crede che debba essere difeso dai delinquenti che diffamano e tolgono i diritti, di conseguenza interrompe il progetto Crociato Os e la sua presenza negli stadi finché non cesseranno questi provvedimenti, impegnandosi nei limiti delle proprie possibilità e capacità a "combattere" per un diritto che ritiene indiscutibile.
Ho speso soldi e tempo per questa passione da Parma-Catania dal 1984, ricevendo tanto ma non mi aspettavo che mi spingesse a fare riflessioni sui diritti umani o sulla libertà, dunque ora basta.
Politici, banchieri ed avvoltoi vari, continuate pure ad accumulare soldi e potere, tenetevi il vostro calcio,tenetevi il vostro show io mi terrò la mia libertà ad ogni costo, gettate pure nel mio giardino il seme della repressione, tanto non sarò io ad avvelenarmi con i suoi frutti.
Sarà comunque rilasciata a breve una nuova distribuzione basata su Ubuntu 10.04 in quanto ormai avanti nello sviluppo. Il suo nome sarà "Crociato Os Soccer Death".
Continurà lo sviluppo di Fnestree "the pramzan way"

DASPO A IMOLA

IMOLA - Il troppo amore per i colori rossoblu e la naturale esuberanza giovanile sono costati loro un anno di lontananza dai luoghi dove si disputano partite di calcio, il famigerato “daspo” temuto dai tifosi di tutta Italia. Il provvedimento emesso dal Questore di Bologna lo scorso 19 aprile, è stato notificato ieri negli uffici del commissariato di Imola a cinque giovani sostenitori dell’Imolese, di età compresa fra 19 e 25 anni, che avevano seguito la squadra allo stadio “Kennedy” di San Lazzaro di Savena.
Era la calda domenica 6 settembre e la squadra avversaria il Bo.Ca. San Lazzaro, che qualche settimana dopo si sarebbe ritirata dal Campionato regionale di Eccellenza. I cinque supporter rossoblu avevano preso posto nella tribuna principale, riservata ai tifosi locali, ma avere acceso un paio di fumogeni colorati è stato un gesto che aveva spinto gli addetti allo stadio a invitarli ad accomodarsi nella tribuna ospiti. Durante il secondo tempo altri razzi con fumo colorato sono stati scagliati a pochi metri dal rettangolo di gioco, al punto da costringere l’arbitro a sospendere la partita per un paio di minuti. E così via fino allo scadere, col risultato di 1-1.
Ma dopo il triplice fischio del direttore di gara i carabinieri in servizio d’ordine hanno avvicinato il gruppetto di otto ragazzi già a bordo di due auto pronte a partire per la città del Santerno per il controllo dei documenti e delle vetture, che ha portato al sequestro di un centinaio tra petardi, fumogeni e “oggetti atti a offendere”, tra cui un paio di forbici. I ragazzi sono stati portati in caserma a San Lazzaro per le formalità di rito, i cinque denunciati ai sensi della legge 401 del 13 dicembre 1989. Nonostante i giovani, tutti dell’oratorio di San Giacomo, abbiano avuto il conforto di don Tagariello e che anche i dirigenti di Bo.Ca. e Imolese abbiano ridimensionato l’accaduto, è arrivata la stangata del Questore, che esaminato il solo rapporto dei carabinieri. Il divieto ad assistere a manifestazioni calcistiche è esteso per un anno anche all’estero: per loro il Mondiale sarà solo in tv.
Rodolfo Cacciari

LIBERTE' POUR LES ULTRAS !

Il tifo organizzato nizzardo sta vivendo ore di angoscia per il proprio futuro. Dal ministero degli interni è arrivata una minaccia di dissoluzione del gruppo e la decisione finale verrà presa tra pochi giorni.

A tal proposito, ieri il gruppo di sostenitori dell'OGC Nice è stato ascoltato dalla commissione del comitato nazionale per la prevenzione della violenza negli eventi sportivi. Oltre alla 'Brigade du sud' sono stati ascoltati anche gli ultras del Paris Saint Germain, Lione e Montpellier, anche loro a rischio di sparizione dal panorama del tifo francese.

Tra una settimana (martedi o mercoledi) si avrà la certezza o meno sul futuro del tifo organizzato rossonero, da parte del governo francese. La commissione ha così fissato l'aut aut nei confronti dei tifosi con tre pareri a scelta: il primo riguarda nessuna sanzione, il secondo comprenderebbe la sospensione delle associazioni o dei 'gruppi di fatto' fino ad un massimo di 12 mesi e infine nella direttiva si prevederebbe anche la dissoluzione definitiva e immediata del gruppo ultrà.

I tifosi del Nizza, ma non solo, attendono con ansia le decisioni del governo francese che sembra essere sempre più deciso a debellare con drastiche decisioni, il fenomeno della violenza degli stadi ma anche la libertà di tifo degli ultras transalpini.

Andrea Di Blasio

FOGGIA

Quella del Foggia sul Pescara è stata la vittoria dello sport sulla prepotenza e l´arroganza.

Nel capoluogo dauno, infatti, non si è ancora spenta l´eco della polemica sulla decisione del Viminale di aprire le porte dello stadio "Pino Zaccheria" ai tifosi pescaresi, nonostante il settore ospiti dell´impianto di via Gioberti non sia ancora a norma e la segnalazione di gara alto rischio del CASMS, che è l´osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive del Ministero dell´Interno.

Il Ministro Roberto Maroni, per tutta risposta, ha sbugiardato di fatto il suo Ministero, dando l´ok ai supporter abruzzesi ad assistere alla gara di domenica scorsa. Eppure in precedenza non era stato consentito l´accesso allo stadio ai tifosi di Reggiana, Cosenza, Ternana, Andria, anche se, probabilmente, il pasticcio è stato fatto quando sono state aperte le porte dello "Zaccheria" ai sostenitori del Pescina, che in un primo momento non avrebbero dovuto essere presenti a quell´incontro. Per la cronaca non ci sono stati incidenti tra foggiani e pescaresi, né prima né dopo la partita di domenica scorsa, grazie anche al lavoro delle forze di polizia che in un comunicato hanno espresso tutto il loro disappunto per la decisione del Viminale. Come una sorta di risarcimento per i tifosi dell´Us Foggia, invece, è stato concesso loro di recarsi a Cava de´ Tirreni per l´incontro in programma domenica prossima allo stadio "Simonetta Lamberti".

Anche questa gara è sicuramente ad alto rischio per la sicurezza, considerando che le due tifoserie non stanno certo in buoni rapporti, ed anche la S.S. Cavese, proprio ieri, ha preso posizione chiedendosi, giustamente, come mai i tifosi foggiani possano assistere alla gara quando ai supporter campani è stata vietata la trasferta di Foggia. Gli Ultras 1980, intanto, fanno sapere che non accetteranno il contentino del Viminale e non si recheranno a Cava de´ Tirenni. Ci piace anche sottolineare come la presenza del pubblico sugli spalti è sempre una degna cornice allo spettacolo che avviene sul campo di calcio, ma il punto non è questo. Gira voce, infatti, che il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, abbia contattato personalmente il Ministro Maroni per portare allo "Zaccheria" i tifosi biancazzurri. Non sappiamo se ciò sia vero o meno, quello che possiamo notare è la pessima figura del Viminile in tutta questa vicenda, fatta di regole più o meno variabili. Non sono certo queste decisioni estemporanee la soluzione ai problemi del calcio, né, ci pare, possa essere la proposta di Maroni di estendere il Daspo (il divieto di assistere alle manifestazioni sportive) ai calciatori.

Ci vorrebbero semplicemente regole serie e certe che debbano essere applicate a tutti, indistintamente.

Fonte: www.quotidianodifoggia.it

ULTRAS PADOVA

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato stampa rilasciato dai ragazzi della Tribuna Fattori in riferimento allo 0-0"concordato" di Vicenza-Padova ed alle dichiarazioni del Sindaco Zanonato.
Un derby che davvero non ci saremmo aspettati di vivere. Per noi questa partita significava molto, sia per la storica rivalita che c'e' con i vicentini (il derby mancava da 14 anni), ma anche per la fondamentale importanza che rappresentava per la permanenza in serie B del Padova in questa stagione cosi' travagliata.
Dalla squadra ci aspettavamo una riscossa dopo l'allucinante prestazione di Empoli e dopo una settimana trascorsa in ritiro nella tranquillita del lago di Garda, forse per evitare le 'pressioni' che si vivono qui a Padova (anche se sono molti anni che ci domandiamo dove esista questa misteriosa pressione che non fa correre i giocatori in campo). e' stato imbarazzante la spettacolo che siamo stati costretti a guardare. Una partita giocata ai due all'ora, senza un tiro in porta, senza un'emozione. Per raggiungere la salvezza servono un carattere, una capacita di combattere e uno spirito di sacrificio, caratteristiche, che negli uomini che abbiamo visto scendere in campo ultimamente, non ci sono assolutamente. Il BISCOTTONE lo accettiamo con tutte le squadre se a 'fin di ben' ma a Vicenza no contro il peggior nemico si lotta si gioca e si puo' anche perdere ma sempre a testa alta. MAI PIU' ACCORDI CON I MAGNAGATTI!!!!
L'altro aspetto di questo sabato che ci ha assolutamente sconvolto sono state le sconcetanti dichiarazioni del sig. Flavio Zanonato che dopo un derby e' stato capace di dire che noi come tifoseria non andremo da nessuna parte e non rappresentiamo la citta di Padova. Il motivo? Uno sfotto' che usiamo fare contro tutte le tifoserie in risposta ad alcuni cori.
Se al sig. Zanonato danno fastidio certe parole puo' anche fare a meno di venire allo stadio visto che del Padova non gliene frega assolutamente nulla come ha dimostrato sempre nel corso degli anni. Il nostro non e' assolutamente un discorso politico ma un commento doveroso a un attacco assurdo fatto da un personaggio che dovrebbe ben imparare a starsene zitto quando parla di una tifoseria come la nostra che finora ha dimostrato un attaccamento alla maglia e ai colori della citta davvero immensi.
IL PADOVA SIAMO NOI. AVANTI RAGAZZI SOSTENIAMO LA NOSTRA MAGLIA. LA SALVEZZA CE LA MERITIAMO AMPIAMENTE. Se retrocediamo chi ci rimette siamo solo noi la vera anima di una provincia, di una citta, di ogni quartiere e sempre ovunque a testa alta.
Comunicato Ultras Padova "Tribuna Fattori"

(Tratto da Biancoscudati.net)

SAN MARINO ULTRAS

Mano pesante del giudice sportivo della Lega Pro sul San Marino: la società (II Divisione girone B) dovrà pagare una multa di 20 mila euro ed un eventuale risarcimento danni, se verrà richiesto, per il grave episodio che ha visto protagonisti lo scorso fine settimana un gruppo di suoi sostenitori. In base agli atti ufficiali, alcuni di loro in auto, a fine gara, avrebbero raggiunto la macchina della terna arbitrale all'altezza del casello autostradale di Rimini e dopo averla affiancata l'avrebbero colpita con alcune pietre una delle quali, grande come un pugno, sarebbe entrata da un finestrino aperto raggiungendo alle gambe l'arbitro seduto nella parte anteriore, per fortuna senza conseguenze.

TERNANI


Sono arrivati in prima serata a Spoleto con l’intenzione di inscenare una contestazione nei confronti dell’undici rossoverde. Ad attenderli però, davanti all’albergo che in questi giorni ospita la Ternana,  hanno trovato schierati polizia e carabinieri che indubbiamente avevano saputo della sortita. E’ stata movimentata la serata a Piazza Sordini antistante l’Hotel Clitunno. Poco dopo le 21, infatti, una decina di tifosi si è presentata con l’intenzione di inscenare la protesta. Dopo un breve colloquio con i responsabili delle forze dell’ordine si è deciso un incontro fra il capitano e una delegazione di 3 ultrà. Brucia fra i tifosi la pesante sconfitta rimediata a Marcianise (4-0) ma anche uno screzio verificatosi lunedì sera in un locale di Terni fra due calciatori e alcuni supporters delle fere. Il colloquio è avvenuto all’interno dell’albergo e tutto stava procedendo per il meglio quando è passato nella hall un giocatore (probabilmente uno dei due contestati la sera prima a Terni). E’ a questo punto che uno dei tifosi ha dato in escandescenze, convincendo i militari a trascirnarlo fuori dalla hall. Solo verso le 23 il gruppetto ha deciso di far rientro a Terni. La Ternana da ieri mattina si allena presso il campo della neopromossa Bagicalupo a Morgnano di Spoleto

BERLUSCONI VIA DAL MILAN

'Berlusconi via dal Milan! Manifestazione in via Turati!'. Si chiama così un gruppo creato su Facebook da tifosi rossoneri in rotta con il patron Silvio Berlusconi, che in poche ore ha raccolto oltre 3 mila adesioni. I creatori della pagina del social network lanciano l'idea di una manifestazione davanti alla sede del club "contro Berlusconi, perché sta riducendo il Milan a essere la squadra più ridicola d'Europa. Contro il mercato al risparmio, contro i parametri zero ultratrentenni, contro questo Milan che di glorioso non ha più nulla". Nelle centinaia di commenti, insulti e frasi volgari a parte, la protesta dei tifosi è quasi univoca. Berlusconi, scrive Max, "ha praticamente distrutto il Milan! Prima si investiva sui giovani (F. Baresi, Maldini, Costacurta...) adesso si investe nei giocatori a fine carriera, rotti e che costano poco!!! Lo fanno solamente per vendere le magliette. Se non avete più soldi è voglia di investire, per favore vendete il Milan adesso!". "Nemmeno i soldi per il dentista a Cissokho hai messo", rinfaccia a Berlusconi Alberto, che non dimentica la vicenda del terzino rispedito al Porto per problemi di dentatura e non vede di buon occhio il duo Tassotti-Galli come successori di Leonardo in panchina: "Il Milan ai milanisti? Solo per non tirar fuori soldi: non c'é nessun motivo tecnico". A parte giocatori di spessore, molti chiedono chiarezza sulle prospettive del club. "Non hanno capito che noi non vogliamo Cristiano Ronaldo, Messi o Rooney - spiega Riccardo - Vogliamo solo delle spiegazioni su perché al Milan ci sono giocatori finiti che continuano a scendere in campo e perché è cosi difficile fare quattro acquisti per sistemare centrocampo e difesa". In attesa della contestazione in via Turati (per il momento non c'é una data), diversi tifosi propongono di boicottare il Milan. "Domenica per la partita con la Fiorentina dovrebbe esserci lo stadio vuoto", sostiene Medea Conti. E Stefano propone di disertare la prossima campagna abbonamenti: "Io non rinnovo, avete rotto!". E scorrendo le foto del gruppo online - sono 3.357 i membri, in crescita di minuto in minuto - spunta anche la versione rossonera dell'adesivo preparato dai tifosi del Manchester, il celebre 'Love Manchester, hate Glazer', trasformato in 'Love Ac Milan, hate Silvio'.

''LA MAGIA DEL FILA''

27 aprile 2010

ROMANISTI A PARMA

"Chi l'ha detto che il Parma non ha piu' obiettivi da raggiungere? I giocatori hanno quello di arrivare il piu' in alto possibile per raggiungere i bonus del proprio contratto, mentre la societa' ha l'interesse ad arrivare il piu' in alto per avere una migliore ridistribuzione dei diritti televisivi, che sono motivi molto importanti per chi gestisce una societa'". Pietro Leonardi, direttore generale del Parma, in collegamento telefonico con Radio Radio, smentisce le voci di chi parla di una squadra appagata che affrontera' con minori stimoli domenica al "Tardini" una Roma che deve vincere a tutti i costi per tenere viva la speranza di riacciuffare il primo posto in classifica, in caso di un passo falso dell'Inter domenica all'Olimpico contro la Lazio. Sui 50 punti limite posto domenica da Guidolin, dice: "Cinquanta punti per una neopromossa sono un buon risultato, anche se per me vorrei arrivare anche oltre visto che mancano tre partite. Siamo consapevoli che andiamo ad affrontare squadre importanti, ma al Tardini e' sempre stato difficile per chiunque". "Parma e' una piazza eccezionale, tutti hanno apprezzato quanto fatto, ci siamo salvati con due mesi d'anticipo, anche se c'e' un po' d'amarezza per le ultime due partite che non ci hanno permesso di perseguire altri obiettivi.
Ora pero' bisogna confrontarsi con la Roma con il giusto entusiasmo". Sull'esodo dei tifosi giallorossi verso Parma, il diggi' dei ducali, risponde: "Non e' una decisione che spetta alla societa'. Noi dobbiamo prenderne atto e cercare di stemperare i toni. Per questo ho invitato i nostri tifosi che sono rimasti delusi per il fatto che non era stato bloccato l'arrivo dei tifosi della Roma come successo con il Genoa e la Lazio. Ho detto a chi voleva disertare l'impegno di sabato che bisogna stare vicino alla squadra ed evitare questo clima di paura. Abbiamo fatto degli spot con i nostri giocatori sulle emittenti locali per invitarli a non lasciarci soli in questo momento".

Sui supporters della Roma che arriveranno al "Tardini", aggiunge: "Mi auguro da romano che arriveranno quelli che possono avere il biglietto ed agli altri di non venire. Mi auguro che non lascino tracce perche' mi dispiacerebbe. Di fare il tifo per la loro squadra ma non creare problematiche o se non hanno il biglietto di starsene a casa perche' i 2500 tagliandi per il settore ospiti sono quasi tutti esauriti. L'ho detto anche a Prade', di dire ai tifosi della Roma di non venire se non hanno il biglietto". Sul toto arbitro per il match di sabato pomeriggio, infine, dice: "Dico basta con questi effetti propedeutici, preventivi a quello che puo' succedere, perche' se mettiamo sempre al primo posto la cultura del sospetto siamo finiti".

DAL WEB ALLE STRADE

Graziano Campi

TORINO - Rabbia e sconforto, ma anche tanto scetticismo. Questo è quanto traspare nell'anima dei tifosi della Vecchia Signora all'indomani di una stagione deludente che rischia di passare alla storia come una delle peggiori degli ultimi quaranta anni.
 Il tifo ultra, che nell'estate del 2006 accolse con dignitoso silenzio le sentenze di calciopoli, ha già da gennaio iniziato una contestazione pesante e continua nei confronti di società e squadra, con un'attenzione particolare ai responsabili della gestione dei rapporti tra tifosi e stadio ma non solo.
Una contestazione frutto dei risultati sul campo, tengono a precisare i principali capi delle tifoserie organizzate bianconere, dai Drughi ai Viking, ma che non ha una matrice unica e comune.
I colpevoli della pessima stagione bianconera infatti sono diversi a seconda dei tifosi consultati e non potrebbe essere diversamente, stante le diverse anime del tifo bianconero.
 Sul web le proteste vengono da lontano (gestione di Calciopoli) e hanno visto nel corso degli anni la nascita di diverse associazioni a tutela del tifo bianconero mentre i tifosi "da stadio" hanno fino a questa stagione dimostrato una pazienza e una compostezza che solo al termine dello scorso anno ha vacillato (occorre ricordare come la vecchia gestione Triade non fosse comunque sempre apprezzata dalla tifoseria più accesa).
 Diverse anche le mosse suggerite: da un lato c'è chi invoca il ritorno di Moggi, dall'altro chi chiede un maggior impegno dell'azionista di maggioranza o il ritorno di Andrea Agnelli alla guida della Vecchia Signora.
Tutti concordi, nel bocciare l'operato sportivo del deus ex machina bianconero, Jean Claude Blanc e del suo assistente Alessio Secco, ormai da tempo isolati e recentemente visto girare con una scorta, cosa non certo mai vista dalle parti di Vinovo (la stessa Triade girava accompagnata da security).
 Stima e ammirazione immutata invece per Roberto Bettega, appena rientrato in società e invocato dai più come degno successore di Boniperti e Chiusano alla presidenza bianconera.
 La stessa rabbia per una stagione maledetta traspare in merito agli ultimi sviluppi di calciopoli, che vedono l'Inter coinvolta pesantemente (secondo i tifosi bianconeri) nello scandalo che vide la Juventus retrocessa. Anche in questo caso però, il popolo juventino è diviso: da un lato chi reclama una punizione esemplare per i nerazzurri, dall'altra chi reclama l'innocenza di tutti, sotto l'insegna moggiana del "così facevan tutti".
 In attesa di vedere se John Elkann (o chi per lui) deciderà di scendere in prima persona a tutela dell'orgoglio bianconero, molto scetticismo traspare circa la possibilità di vedere Benitez, accompagnato da qualche top player, in bianconero la prossima stagione, mentre le critiche alla squadra, Cannavaro in primis (mai perdonato per la fuga a Madrid), non mancano e la richiesta di rifondazione appare sempre più pressante.
 Intanto sul web si segnala l'organizzazione di una marcia di protesta, organizzata per il 29 maggio, avente come promotori il gruppo facebook Orgoglio Gobbo, diversi gruppi Ultras, il sito di informazione Ju29ro, e i responsabili della trasmissione "Tutti pazzi per la Juve".

INTEMPERANZE

BARCELLONA INTER - Josè Mourinho aggredito da tifosi catalani dopo la conferenza stampa di presentazione della sfida di domani sera. E' quanto ha potuto apprendere ilsussidiario.net  e poco fa anche Sky Sport ha confermato la notizia. All'uscita dello stadio un gruppo di tifosi blaugrana si è avvicinato alla macchina del portoghese insultandolo e dando qualche pacca sulla carrozzeria. Nulla però di grave anche se il clima non è certo dei migliori.

Il tecnico aveva così parlato della sfida di domani.  "Non è una finale è una semifinale, più importante di quella dell'andata perché la qualificazione si deciderà domani, ma è una partia...niente di più, non è più importante della prossima con la Lazio, che è decisiva per il campionato, e non è più importante di quelle che abbiamo giocato con Chelsea e Cska dove se perdevamo eravamo fuori"

GUARDIOLIN

In vista della gara con la Roma, Francesco Guidolin si dice preoccupato più dei tifosi giallorossi che della sfida con gli uomini di Ranieri. Gli scontri dopo il derby con gli ultrà della Lazio e la conseguente decisione del Casms di permettere la trasferta ai supporters della Roma nonostante tutto, non è andata giù al tecnico del Parma. "E' giusto che il calcio sia aperto ai tifosi ma le regole dovrebbero essere valide per tutti. Ho la sensazione che in questo caso non siano state invece usate le stesse condizioni. Chi non rispetta le regole deve restare fuori, perchè è quello che dice la legge, fermo restando che si deve fare di tutto per avere i tifosi allo stadio". Tornando alla gara Guidolin deve pensare però anche alla formazione viste le assenze per squalifica dei difensori Paci e Zaccardo e, per infortunio, di Paloschi, Morrone e Zenoni. "Nell'ultimo periodo va così - ha concluso - E' inutile piangere. Recluteremo tutte le forze a disposizione sperando che non ci siano altri problemi. Mi auguro poi di poter recuperare Jimenez, ma dovrò necessariamente fare i conti con una rosa ridotta e chiamare alcuni ragazzi della Primavera. Noi però faremo di tutto per fare una grande partita".

ACCADDE A FIRENZE

 Ho ricevuto questa bella email da un lettore del blog che mi ha lasciato letteralmente interdetto. Può succedere a chiunque di noi o è già accaduto quello che leggerete. La mia, nostra, anche di Simo e Dome, solidarietà ai ragazzi di Chievo. Eccolo il "modello Firenze" che vorrebbero esportare anche nel subcontinente indiano. Complimenti.
Vincenzo


Intanto complimenti x il blog che seguo da parecchio tempo. Volevo segnalare un episodio successo a firenze allo stadio Franchi in occasione di Fiorentina - Chievo del 25 aprile 2010 dove i tifosi clivensi arrivati in ritardo allo stadio a casa di una foratura dell'autobus sono stati bloccati ingiustamente fuori dallo stadio dalle forza di ingiustizia perchè ritenuti in condizioni non ideali x seguire una partita di calcio.
5 di questi tifosi sono stati privati di biglietto e documenti ai varchi d'entrata del settore ospiti perchè ritenuti in stato di ebrezza senza aver proceduto alla verifica delle loro condizioni con un regolare etilometro. Nonostante il tentativo di mediare alla situazione i 5 sono stati divisi dal resto del gruppo che è stato obbligato ad entrare allo stadio. Sotto minaccia di Daspo preventivo e con un trattamento fatto di insulti, spintoni, schiaffi, tirate di capelli i 5 hanno dovuto far compagnia alle divise x tutta la partita perdendo perciò il diritto di accedere allo stadio regolarmente acquistato. Uno di questi addirittura dopo giuste proteste è stato prelevato e caricato su una volante in malo modo, al solo scopo di isolarlo dagli altri 4.
Al termine della partita finche il resto del gruppo veniva finalmente liberato dalla prigionia forzata del settore ospiti e poteva finalmente raggiungere i 5 ragazzi, uno degli steward in casacca gialla posizionati dietro le cancellate con fare provvocatorio ha preso di mira uno dei ragazzi che stava uscendo che ovviamente ha risposto a tono. 2 agenti digos in borghese gli sono piombati addosso sgambettandolo e gettandolo atterra con il rischio che si potesse anche fare del male. Ne è nato ovviamente un piccolo parapiglia risolto con l'acquisizione dei dati personali del ragazzo reo solo di essere stato stigato da un ragazzino in divisa gialla, probabilmente tifoso fiorentino frustato da una sconfitta inaspettata.
I 5 ragazzi rimasti in attesa fuori dallo stadio alla fine oltre il dannno hanno ricevuto anche la beffa. Persa la partita di cui avevano regolare biglietto di ingresso si sono visti anche fare una multa di 166 € a testa per stato di ebrezza. Io mi domando su quali basi le divise possono aver accertato questo stato di ebrezza senza l'utilizzo di un etilometro.
Ma le cose assurde ancora non erano terminate. Una scorta non richiesta ha seguito il pullman dei tifosi clivensi da Firenze fino a Verona, tenendo sotto sequestro i tifosi gialloblu che non erano neanche liberi di potersi fermare in autogrill per cenare ed andare in bagno.
Quando poi finalmente dopo oltre 200 km al pullman è stato consentito di fermarsi in autogrill i ragazzi han dovuto cenare con gli agenti che non gli toglievano gli occhi da addosso e giravano in autogrill controllando ogni loro minima mossa. Appena ripartiti poi dopo poche centinaia di metri l'autobus è stato fatto accostare e all'autista è stato fatto fare il test dell'etilometro, ovviamente risultato negativo.
Ecco la cronaca di un'altra domenica di represione... verso chi poi è da 7 anni che vince il premio fair play. Complimenti allo stato, complimenti alla giustizia.

SOLIDARIETA' A TARANTO ULTRAS

Da tutta Italia arrivano parole di grande solidarietà nei confronti dei tifosi del Taranto, che ieri, nel capoluogo scaligero, sono stati accolti 'in maniera discutibile' dalle locali forze dell'ordine. Riportiamo ciò che scrive il gruppo facebook 'Onore ai veri ultras' e che ci è pervenuto in Redazione
E’ difficile trovare le parole, gli aggettivi giusti, per descrivere quello accaduto ieri a Verona. Certamente, una cosa si può affermare senza timore di essere smentiti: c’è qualcosa di profondamente pericoloso nel “nuovo” sistema del calcio italiano: e non solo in quello. Un qualcosa che, appunto, va al di là di una semplice partita di pallone, che tocca i fili della democrazia di un paese civile. E l’Italia, oggi, tutto è tranne che un paese democratico e civile.
Inoltre, un’altra cosa si può affermare, questa sì positiva e che tutti dovrebbero capire una volta e per tutte: i tifosi del Taranto sono un patrimonio prezioso, non solo per la nostra città. Ma per tutti quelli che, ancora oggi, sono capaci di amare una città e la maglia che la rappresenta, di un amore vero e profondo. Una passione che non è sul mercato, che non ha prezzo, che non può essere comprata da nessuno, che vive da decenni e che sempre vivrà. E che proprio per questo è temuta. Un modo di vivere il calcio vecchio stampo, in maniera spartana e anarchica, che la stragrande maggioranza della altre città si sognano di poter vantare.
Perché farsi oltre 1600 km tra andata e ritorno, per venire nel profondo e ricco Nord-Est, inscenare una protesta civilissima a difesa di compagni di curva fermati e denunciati, decidere di tornare a casa dopo aver passato quasi due ora nell’anti-stadio, mettendo al primo posto la propria dignità piuttosto che piegarsi alla volontà repressiva di coloro che dovrebbero tutelare l’ordine, è solo ammirevole. Punto. Il resto sono chiacchiere da morale di bassa lega.
Il resto è storia nota oramai: ci sono tifoserie che possono fare tutto e il contrario di tutto, mentre altre devono spiegare anche perché respirano. In tanti si sono già divertiti nel descrivere cruenti scontri tra tifosi, da cui poi sarebbero derivate le denunce e i fermi avvenuti ieri pomeriggio a Verona: niente di più falso. Ciò che è successo è che, chi doveva tutelare l’incolumità di 200 persone in trasferta, ha pensato bene di permettere ai civilissimi destroidi tifosi di casa, di prendere a bersaglio qualche mezzo della carovana di tifosi rossoblù. I quali, per difendersi, hanno commesso il “tremendo” errore di scendere dalle proprie vetture. Il fitto lancio di oggetti descritto non è mai esistito. Né le fantomatiche cariche di polizia e carabinieri.
Da qui è partita una gestione dell’ordine folle, fatta di minacce, avvertimenti, intimidazioni: 200 persone chiuse in un parcheggio di un Palazzetto dello Sport, con uno schieramento di forze dell’ordine, per lo più composto da energumeni alquanto nervosi, e con la gran voglia di menare le mani, per fare capire chi comanda e come ci si deve comportare quando si arriva nel Nord-Est, targato Lega Nord e Maroni.
Alla fine c’è solo tanta delusione e tanta rabbia: soprattutto perché si è consapevoli, che per l’ennesima volta, nessuno muoverà un dito per difendere i diritti dei tifosi rossoblù, calpestati decine di volte negli ultimi anni. Perché nessuno avrà il coraggio di dire che questo sistema di fare calcio, reprimendo solo alcune tifoserie per concedere agi e sollazzi di ogni genere ad altre, prima o poi porterà allo sfascio totale del giocattolo. Che ora più che mai viene gestito politicamente, dall’alto, da chi sa molto bene che, se da un lato bisogno spingere l’Italia verso il tanto lodato modello inglese, tutto ordine e repressione, dall’altro si sa che ci sono tifoserie che muovono voti politici, che sono dentro un sistema di connivenze alquanto mellifluo e certamente non democratico.
Ovviamente, inutile dirvi che i tifosi veronesi non sono stati minimamente toccati. Così come inutile sottolineare l’ennesima prova ignobile fornita dai giocatori del Taranto. Con la classifica che ora lancia presagi alquanto funesti sul futuro sportivo e societario della squadra. Ma tutto questo è giusto che oggi passi in secondo piano: quello visto ieri a Verona è un sistema che porterà alla fine del calcio in questo paese. Perché senza diritti, senza rispetto per le persone, se le regole non sono uguali per tutti, non c’è sistema che tenga. E che abbia futuro.
tratto dal gruppo facebook 
'Onore ai veri ultras'

MONDIALI ANTIRAZZISTI

BOLOGNA – La macchina organizzativa dei Mondiali Antirazzisti è da tempo al lavoro per la preparazione della XIV edizione della festa dell’antirazzismo organizzata da Uisp, Progetto Ultrà e Istoreco che, anche quest’anno, si svolgerà nel parco Salvador Allende di Casalecchio di Reno, a pochi chilometri da Bologna, dal 7 all’11 luglio. Al centro della festa ci saranno, come di consueto, le tematiche connesse alla lotta contro le discriminazioni razziali e di genere. Quest’anno però, anche a seguito dei cruenti fatti di Rosarno – cittadina del sud Italia che nel gennaio scorso ha visto esplodere lo scontro tra la popolazione locale e la comunità di migranti che nella disperazione e nell’oscurità dell’illegalità criminale lavorava nel settore agricolo locale – i Mondiali Antirazzisti hanno scelto di porre al centro del dibattito il tema degli “Uguali diritti per tutti”. Consapevoli del fatto che non può esistere integrazione senza pari opportunità, i Mondiali Antirazzisti voglio
  no farsi portatori di una campagna per l’estensione dei diritti costituzionali ai nuovi cittadini, annullando il principio di elargizione della cittadinanza come diritto di sangue e promuovendo l’adozione dello ius soli, secondo cui è da considerarsi cittadino di un paese chiunque nasca sul suolo di quel determinato paese.
 
Un primo incontro con i gruppi di associazioni che collaborano all’organizzazione dei Mondiali Antirazzisti si è già svolto, nella sede della Uisp Emilia Romagna, il 26 marzo scorso. Un altro incontro è invece in programma per il 28 aprile alle 18 sempre presso le strutture Uisp di via Riva di Reno 75/3 a Bologna. Nel corso dell’appuntamento di marzo è emersa chiaramente l’esigenza di sviluppare pochi ma chiari dibattiti sui temi dello ius soli e dell’accesso per tutti allo sport, sulle differenze di genere e le discriminazioni ad esse connesse e sulle strade da percorrere per permettere ai tifosi di “riprendersi il calcio”, evitando il rischio che lo sport diventi vittima di brutali interessi economici e politici.
 
A tutti i futuri partecipanti alla manifestazione, a cui dal 15 aprile è possibile iscriversi solo ed esclusivamente dal sito dei Mondiali Antirazzisti (www.mondialiantirazzisti.org), viene chiesto dunque di dare il proprio contributo allo sviluppo di queste tematiche producendo materiale e raccogliendo storie del loro impegno quotidiano nel campo della lotta contro le discriminazioni. A questa richiesta se ne affianca anche un’altra più materiale. L’incrocio tra crisi economica, che ha determinato un enorme taglio di fondi da parte dei finanziatori della manifestazione, e debito accumulato nell’edizione del 2009, dovuto ai violentissimi temporali abbattutisi sul parco Allende che hanno causato ingenti danni alle strutture rendendo impossibile l’arrivo del pubblico serale negli spazi della festa, rischia di compromettere il futuro di questa storica manifestazione dell’antirazzismo internazionale. Pertanto, è fondamentale che tutti i gruppi che partecipano ai Mondiali Antirazz
  isti si impegnino da subito in una campagna di raccolta fondi per sostenere la manifestazione. I Mondiali sono e resteranno una festa non commerciale: a nessuno sarà mai richiesto il pagamento di un biglietto per accedere al torneo o ai concerti e, come deliberato il 26 marzo, nessun rialzo sarà imposto ai costi del cibo e delle bevande. Per garantirsi un futuro, però, serve il sostegno di tutti. I Mondiali Antirazzisti sono a rischio e per quest’anno la democrazia fatta di partecipazione richiede anche, purtroppo, il piccolo aiuto economico di ciascuno di noi.
 
 

ARRESTO A TARANTO

(AGI) - Taranto, 27 apr. - In relazione ai tafferugli verificatisi domenica scorsa prima dell'incontro di calcio "Hellas Verona-Taranto", disputatosi allo stadio Bentegodi di Verona, stamane gli agenti della Polizia di Stato hanno arrestato M. L., di 33 anni, tarantino, ritenuto autore insieme ad altri di lancio pericoloso di oggetti e travisamento. L'identificazione dell'uomo, sebbene fosse parzialmente travisato, e' stata resa possibile grazie alle riprese filmate effettuate dalla Polizia Scientifica della Questura scaligera. Accertamenti sono in corso per risalire agli altri esagitati tifosi.(AGI) cli/Tib

CORTEO

di FRANCESCA FERRAZZA
I tifosi non ci stanno Corteo contro l'arbitro
ROMA - Gli errori dell'arbitro Damato contro la Sampdoria non vanno proprio giù alla Roma e i tifosi si mobilitano. Appuntamento per venerdì mattina, a Via Allegri, con l'obiettivo di protestare in massa con la Federcalcio per la gestione delle designazioni arbitrali. Il tam tam radiofonico in città è cominciato fin dalle prime ore di lunedì mattina, con la gente ancora molto arrabbiata per la sconfitta e, soprattutto, per il modo in cui è arrivata. Le parole della Sensi di domenica sera, "L'arbitraggio è stato inadeguato", poi l'articolo dell'edizione pugliese di Repubblica del 2002, rispolverato per l'occasione, in cui un emergente Damato rivelava di essere tifoso dell'Inter e amico di Cassano: benzina sul fuoco di un nervosismo diffuso e solamente da incanalare verso una qualche forma di protesta.

E così quasi tutti i conduttori radiofonici di fede romanista, anche quelli da sempre tra loro ostili e in forte contrapposizione, hanno deciso di unirsi, mettendo da parte le questioni personali, in nome del bene della Roma e di quello dei suoi tifosi. Una scelta che sta mobilitando l'intera città giallorossa e che porterà migliaia di persone, venerdì mattina, davanti agli uffici della Figc, luogo simbolico scelto per raccogliere il malcontento. Alla gente bruciano gli errori commessi dall'arbitro domenica, ma nella testa c'è ancora l'amarezza per la stagione 2007-08, quella in cui la Roma fece un altro recupero incredibile sull'Inter, vedendosi poi sfilare la possibilità scudetto proprio nell'ultima giornata di campionato, a Catania (i nerazzurri giocavano a Parma). Molti gli errori arbitrali lamentati da Totti e compagni in quell'annata, con De Rossi che si lasciò anche andare a un pesante sfogo contro le istituzioni del calcio italiano.


La società giallorossa ha finora deciso di mantenere un profilo basso, preferendo un muovere passi ufficiali, ma è ancora piuttosto amareggiata e guarda con piacere alla manifestazione di venerdì, ovviamente rimanendone al di fuori. Quello che sta succedendo a livello radiofonico a Roma in queste ore è qualcosa di incredibile e solamente chi vive questa realtà può sapere quanto l'evento possa essere storico: mai tutte le emittenti, e nella capitale sono tantissime, dalle più grandi alle più piccole, si sono unite per un fine comune, anzi, la rivalità tra singoli è spesso andata oltre il vivere civile. Adesso è tutto passato in secondo piano, i tifosi non vogliono vincere lo scudetto a tutti i costi, ma chiedono arbitraggi più affidabili. E venerdì la manifestazione di protesta mobiliterà l'intera città romanista.

Intanto, a Trigoria, la squadra ha ripreso a lavorare in vista della trasferta di Parma di sabato. Ranieri ha radunato i suoi, per raccogliere energie fisiche e, soprattutto, psicologiche. Un lungo discorso alla squadra per restare tutti uniti e convinti, con il tecnico che chiede tre vittorie ai suoi nelle ultime tre giornate di campionato, per finire a testa alta il campionato e per farsi trovare pronti nel caso in cui l'Inter commettesse passi falsi. Basta lacrime o rammarico, adesso è il momento di tirar fuori carattere e personalità. "Chi ci crede mi segua", ha detto al termine della gara con la Samp Ranieri, concetto ribadito nuovamente ai giocatori questa mattina.

Si parla anche di mercato. Fernando Hidalgo, procuratore di Nicolas Burdisso e Diego Milito, è arrivato in Italia per parlare del futuro dei due giocatori. "Ho incontrato Marco Branca (responsabile dell'area tecnica nerazzurra, ndr) per parlare della situazione di Burdisso", ha detto a Calciomercato.it. "L'Inter è disposta a trattare ad un certo prezzo con la Roma per il giocatore e qualora non si dovesse raggiungere un accordo lo riaccoglierebbero a braccia aperte. Sei milioni di euro? Non ho mai sentito questa cifra, ma è ovvio che i nerazzurri non lo vogliono regalare perché ha dimostrato di essere un giocatore importante". (27 aprile 2010)

PROPRIETA' TRANSITIVA DEL DASPO

«Sono cose incomprensibili oltreché indegne. Ed è auspicabile che si faccia di tutto per evitare che il primo maggio si ripeta quello che è accaduto il 25 aprile». Il giorno dopo le contestazioni in piazza del Duomo nel 65esimo anniversario della Liberazione, il segretario della Uil Lombardia, Walter Galbusera ha ancora in bocca tutta l’amarezza di una manifestazione che ha tradito il suo significato più profondo. Con i fischi, il lancio di vino e birra da parte degli autonomi contro tutti gli oratori che erano saliti sul palco per ricordare i valori della Resistenza. Gli insulti che non hanno risparmiato nemmeno i reduci dei campi di concentramento, proprio loro che di quel periodo portano il segno impresso sulla pelle oltre che nella memoria, additati come fascisti e nazisti. Il giorno dopo le contestazioni è quello della riflessione, del bilancio degli scontri per capire come mai si sia arrivati a tanto e non solo. Il pensiero va subito al prossimo appuntamento con la festa dei lavoratori. «Il 1 maggio è una piazza aperta a tutti. Anche a chi viene per fischiare - continua il sindacalista -. Noi possiamo avere tutto il servizio d’ordine che si vuole, ma non è più un servizio di polizia». C’è un ruolo sì, per garantire un minimo di controllo al corteo, ma che non potrà mai sostituire quello delle forze dell’ordine. «Ciò che è accaduto in piazza domenica è un problema del questore. Probabilmente credeva di risolvere la questione con il servizio d’ordine della Cgil. Avrà pensato che loro potevano dargli una mano. Ma quest’equazione poteva funzionare negli anni 60/70. Oggi è tutto diverso». Ammette Galbusera che, dopo i fatti dell’altro giorno, il segretario della Cgil, Onorio Rosati è preoccupato per quello che potrà accadere domenica. «Può darsi che il dissenso che c’era contro gli altri, questa volta si diriga verso Cisl e Uil. Non so. Sicuramente un po’ di divergenza ci sarà. Ma un conto è se mi fischiano, altro è una contestazione diversa». L’unico antidoto a questo punto sarebbe una piazza con la presenza di tanti lavoratori, di gente comune e normale che la pensa in modo diverso. Che possono applaudire o meno, ma non disturbare sistematicamente. Dopo i fatti del 25 aprile, Davide Romano, segretario degli Amici di Israele ed esponente della comunità ebraica milanese, invece pensa ad una sorta di interdizione dalla piazza per gli estremisti. «Dobbiamo fare in modo che non gli sia più consentito di rovinare il 25 aprile e le altre celebrazioni pubbliche. Perciò chiediamo un "Daspo" per teppisti della memoria e della storia, a partire dalla settimana prossima, per impedire un’altra contestazione violenta organizzata. Non può esserci la libertà di aggressione».
Ma il giorno dopo la Liberazione si ragiona anche sul Comitato antifascista, organizzatore della manifestazione. «Abbiamo già inviato una lettera alla Cisl e alla Cgil per discutere dei criteri di composizione e del ruolo del Comitato», continua Galbusera. Il punto di partenza sono le parole di Napolitano, l’appello all’unità e alla condivisione dei valori della Resistenza, aldilà delle divisioni politiche. «Se vuole essere rappresentativo e raccogliere il messaggio del presidente della Repubblica, il Comitato di Milano deve offrire la partecipazione alle istituzioni e a tutte le forze politiche». Allora, quando nacque l’organizzazione all’inizio degli anni 70, c’era un rapporto organico, di osmosi totale. E oltre alle associazioni di partigiani, ai sindacati e alle forze politiche, facevano parte anche le istituzioni locali. Ora invece non ci sono più. «Se Fini dice che il fascismo è il male assoluto, perché non devo accettarlo? Queste presenze servono. Si deve dare una rappresentanza che sia effettiva e che si fondi sul messaggio di Napolitano». Non solo, il sindacalista pensa anche a una rotazione nei ruoli. «A partire dai rappresentanti delle associazioni dei partigiani, certo. Ma ora è sempre l’Anpi. E perché non potrebbe essere la Fiap o i partigiani cattolici?».