"Uno strumento prezioso per i tifosi". Dopo anni di polemiche, discussioni, anche manifestazioni di piazza adesso si cerca di dare un'immagine nuova, pià moderna, più reale, della tessera del tifoso. Una frangia di ultrà resta contraria ma molti sostenitori adesso sono a favore. An che perché senza, dalla prossima stagione non si potrà più andare in tarsferta (almeno che il ministro Bobo Maroni si rimangi la parola e conceda l'ennesima, italianissima, proroga...). Così non è, al momento, e allora tanto vale capire vantaggi (e svantaggi) di questa card, di cui si discute e litiga, ormai da cinque anni. Domani al Viminale è stato convocato un summit, oggi a Firenze se n'è parlato in un vertice in questura. A sostenere che la tessera del tifoso è uno strumento prezioso proprio per i tifosi è il questore fiorentino, Francesco Tagliente, che dieci anni fa era capo dell'Osservatorio e che ha seguito tutto l'iter. C' è stato, sinora, forse un difetto di comunicazione che ha causato tanti risentimenti, a volte anche giustificati, da parte delle tifoserie. Ma ora dovrebbe arrivare la svolta. La Lega Pro (ex serie C), ha aderito in pieno al progetto, come ha spiegato, con entusiasmo e consueta verve, il suo presidente, Mario Macalli. Novanta club professionistici non sono pochi, muovono migliaia di persone. Il Figline (che fa parte della Lega Pro) è stato il primo a dotarsi della preziosa card: già staccate oltre 800 tessere. L'Empoli, serie B, è pronto: a fine anno avrà 3000 card che consentiranno di poter entrare allo stadio senza fare le file ai tornelli, di poter avere sconti in numerosi esercizi commerciali, di avere una carta prepagata gratuita grazie all'accordo con una banca. Si sta mettendo a norma anche la Fiorentina: a luglio migliaia di abbonamenti saranno sostituiti dalla tessera del tifoso. Lo stesso sta facendo la Juventus. Inter e Milan sono pronte da tempo. Altri club sono ancora indietro: ma non avranno alternative. E' necessaria però una comunicazione più efficace rivolta ai tifosi. Ed è questo il messaggio emerso a conclusione dell'incontro-dibattito tenutosi questa mattina in questura a Firenze, ed organizzato con la collaborazione dell'università di Firenze (un appuntamento fisso, ogni settimana). Ai lavori sono intervenuti il questore Francesco Tagliente, i relatori Brunelli (direttore generale della Lega Calcio), Mario Macalli (presidente della Lega Pro) e Claudio Macchi (presidente del corso di laurea specialistica in management dello sport e delle attività motorie dell'ateneo fiorentino). "La tessera deve essere percepita, quale è, come uno strumento per aprire gli stadi, agevolare l'acquisto dei biglietti e le trasferte e contribuire a far aumentare il numero di spettatori allo stadio. I tifosi e le società, come è stato sottolineato dai rappresentanti della fiorentina e dei viola club, devono diventare partners per favorire la crescita della parte sana del tifo sportivo". Tagliente ha tracciato una strada: Fiorentina, Empoli e Figline ha risposto. Orea tocca agli altri club. Inoltre domani, come detto, primo vertice al Viminale. Dalla prossima stagione la tessera sarà obbligatoria per chi vorrà andare in trasferta: così ha deciso Maroni. E i club, volenti o no, dovranno adeguarsi. Nella riunione di Roma verranno stabilite le modalità ed i tempi di attuazione della tessera. "Contiamo che tutte le società di A e di B siano pronte dalla prima giornata della prossima stagione", ha affermato il direttore generale della Lega Calcio Marco Brunelli stamani a Firenze. Alla riunione di domani, oltre al presidente Maurizio Beretta e allo stesso Brunelli per la Lega Calcio, parteciperanno in rappresentanza dei club di Serie A De Laurentiis (Napoli), Lotito (Lazio), Marotta (Sampdoria) e Sagramola (Palermo), mentre per la B ci saranno Bedin (coordinatore della categoria), Campedelli (Cesena), Sgarbi (Modena) e Stirpe (Frosinone).
Euro 2016, fra ispezioni Uefa e tour elettorale
Un autentico mistero: i segnali che arrivano da Nyon, sede dell'Uefa, non sono particormente incoraggianti ma Giancarlo Abete va avanti, con il suo staff (Antonello Valentini, Michele Uva, Sergio Di Cesare), nella candidatura a Euro 2016. Il n.1 della Ficg non molla: presto potrebbe iniziare il tour elettorale per cercare di convincere i 13 membri Uefa, quelli che decideranno il 28 maggio, sulla bontà del dossier italiano. L'Uefa intanto ha previsto un'ispezione, tecnica e politica, in Italia il 12 e 13 aprile. Non si sa ancora da chi sarà ricevuta la delegazione europea (forse Berlusconi?). La legge sugli stadi intanto dovrebbe essere calendarizzata dalla VII commissione della Camera, sport e cultura, dopo Pasqua. Il tempo c'è ma i segnali non sono entusiasmanti: il governo pare assente, la Lega Calcio pure. Abete anche all'interno del consiglio federale non ha un grande appoggio: c'è chi è convinto che la Francia abbia già vinto. C'è chi vorrebbe venisse rirtirata la candidatura: ma Abete non ci pensa assolutamente e va avanti.
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