Arriva la sentenza di secondo grado sui fatti del G8. I giudici della Corte d’Appello di Genova, rivedendo la sentenza di primo grado di cui più avanti andremo ad esaminare i contenuti, hanno dichiarato responsabili civilmente tutti i 44 imputati nel processo per le violenze compiute in occasione del G8 di Genova del luglio 2001 dalle forze dell’ordine contro i manifestanti fermati nella caserma di Bolzaneto.
La sentenza di secondo grado cui ora ci si trova di fronte ha dichiarato prescritti la maggior parte dei reati, che, pure, erano stati commessi e di cui sarebbero, per l’appunto, responsabili penalmente gli imputati per la maggior parte dei casi, se non fosse passato troppo tempo dall’apertura del procedimento giudiziario.
La decisione è stata presa in Corte d’Appello dopo una camera di consiglio riunitasi per 11 ore. Il risarcimento civile del danno (in termini, dunque, pecuniari) è dunque una pena cui non è sfuggito nessuno degli imputati, compresi i ben 30 accusati che erano stati assolti in primo grado. Sette soli imputati sono coloro che sono stati riconosciuti colpevoli penalmente, ed hanno ricevuto pene che variano da uno a tre anni di detenzione in carcere.
Il processo di primo grado, invece, conclusosi il 14 luglio 2008 dopo dieci ore di camera di consiglio, aveva sentenziato 15 condanne, tutte riguardanti membri delle forze dell’ordine, comprese tra i cinque mesi ed i cinque anni. Gli altri 29 imputati, coinvolti a vario livello nella situazione genovese in qualità di medici, ufficiali e guardie carcerarie, erano stati tutti assolti. La Procura della Repubblica aveva ipotizzato per tutti il reato di crudeltà e tortura, mentre i giudici assolsero la maggior parte degli imputati, ed anche i 15 condannati, a mezzo della prescrizione e della possibilità di fruire dell’indulto, hanno potuto tutti quanti, ad oggi, evitare il carcere.
Il procedimento riferito ai fatti occorsi a Genova nel luglio del 2001, come tutti ricorderanno, ha come casi di spicco, fra i molti gravi disordini, scontri e soprusi avvenuti da parte di membri delle forze dell’ordine, l’uccisione del giovane no-global Carlo Giuliani da parte di un carabiniere, ed inoltre la già tristemente nota incursione violenta avvenuta nella scuola Diaz da parte dei poliziotti ora tutti condannati in secondo grado. Complessivamente, più di 200 giovani no-global erano stati sottoposti a sevizie durante il poco fausto raduno.
Ora che tutti gli imputati nel procedimento giudiziario sono stati condannati, anche se solo civilmente a causa della prescrizione riconosciuta, non tutti hanno accolto la decisione presa in secondo grado senza esprimere risentite reazioni di stupore. Alcuni fra gli imputati su cui pendevano le accuse più gravi, infatti, erano addirittura convinti di cavarsela vedendo chiuso positivamente il procedimento a loro carico. L’avvocato Pier Giovanni Lunca, ad esempio, come difensore dell’ispettore Paolo Ubaldi, parte in causa, ha così esternato la sua dopo la sentenza: “È una sentenza che mi lascia allibito, perché agli effetti civili ha dichiarato tutti responsabili. Il mio cliente, tra l’altro, aveva già rinunciato alla prescrizione credendo fermamente nella possibilità di una assoluzione”.
Peraltro, alla lettura della sentenza sarebbe stato presente anche l’avvocato Enzo Fragalà, il legale da pochi giorni morto dopo esser stato aggredito a colpi di bastone la scorsa settimana, all’uscita del suo studio di Palermo, a causa di alcuni procedimenti che stava seguendo professionalmente. Al suo posto è stato nominato un difensore d’ufficio, che ormai non ha avuto molto ruolo o responsabilità determinanti nella causa.
Si dicono piuttosto soddisfatti, se è consentito questo verbo date le condizioni in cui irrimediabilmente è stata posta la loro famiglia, Giuliano ed Heidi Giuliani, genitori di Carlo, il ragazzo deceduto, come è noto, il 20 luglio 2001 in piazza Alimonda: “Riteniamo che si debba esprimere soddisfazione. Sono stati condannati tutti, anche quelli che erano stati assolti in primo grado, e quindi si è affermata la responsabilità. Finalmente si può dire che una sentenza positiva è arrivata sui fatti di Genova”, sono state le concordi parole che da loro si sono potute raccogliere. “Attendiamo le altre”, è stato poi il commento finale della coppia Giuliani, che ha così dato un effettivo sintomo di partecipazione civica oltre quanto sarebbe lecito pretendere.
Sandra Korshenrich
0 commenti:
Posta un commento