Non sono mai intervenuto sulla gogna mediatica di cui, ancora una volta, è vittima la tifoseria juventina. Sarà che lavoro troppo dopo sette mesi di disoccupazione, sarà che il calcio italiano mi sta ormai sui coglioni, non ho avuto voglia nè tempo di pronunciarmi. Ormai persino un Zebina può permettersi il lusso di insegnarci a vivere, lui che in campo somiglia ad Alex Del Piero come io a Brad Pitt. Poi mi è arrivata questa lettera da un giovane ultras juventino, un ragazzo in gamba, uno che ha più cervello di quelli di Zebina, Melo e Cannavaro messi insieme e moltiplicati per dieci e mi sono rianimato. C'è vita su questo sporco Pianeta di ipocriti e mentecatti.
Leggetela e fatela circolare.
Vincenzo
E’ ora di fare chiarezza sulle tante falsità dette nelle ultime settimane riguardo alla presunta condotta teppista , razzista e squadrista tenuta dai Gruppi Organizzati della tifoseria bianconera, della quale io come “uno dei tanti” faccio parte. Non è un comunicato ma la mia idea con la sicurezza che è quella della maggior parte dei miei compagni di battaglie al seguito della Signora.
L’astio dei tifosi e ultras verso il sig. Jonathan Zebina, e di Zebina verso i tifosi , ha radici piuttosto antiche.
E’ il 2004-05 quando il giocatore francese passa alla Juventus sotto l’ala protettrice di Fabio Capello , che lo porta a Torino dopo averlo allenato a Roma, allenato poco apprezzato da noi tifosi a causa delle sue dichiarazioni contro la squadra bianconera negli anni precedenti, pur riconoscendone professionalità e vittorie.
Insomma a Torino arrivò un giocatore mediocre, già conosciuto per le Zebinate ( a Roma fu spesso aggredito dai tifosi dopo i malumori che creava all’interno dello spogliatoio e a causa del suo scarso rendimento) e sponsorizzato da un uomo che aveva dimostrato quanto poco possano valere le parole dei milionari e mercenari protagonisti di questo calcio moderno.
Ma non è importante ora parlare di Capello, anche se su di lui ci sarebbe molto da dire, ma era doveroso fare una premessa sulla genesi dell’esperienza bianconera di Zebina, che domenica 28 marzo è stato dipinto come un eroe per la sua civiltà.
I 2 anni di Capello sono proseguiti con qualche buon successo e parecchie presenze per lui, dovute all’incomprensibile ed esagerato apprezzamento dell’allenatore nei suoi confronti, che lo fece sempre giocare fino a quando il suo rendimento non peggiorò drasticamente a causa di problemi fisici uniti al rapporto conflittuale con la dirigenza che non voleva raddoppiare il suo stipendio annuale, considerato già troppo generoso per le prestazioni sportive offerte.
Successivamente allo scandalo Calciopoli, che ci fece precipitare nella serie cadetta e ci mise nelle mani di questa attuale e penosa dirigenza ( insomma, di male in peggio ) , Zebina sorprendendo società e tifosi decise di rimanere, rispettando il contratto e rifiutando alcune offerte dall’estero.
Il campionato di serie B viene disputato da Zebina in modo comprensibilmente dignitoso come tutta la squadra, vista la differenza evidente di categoria tra i giocatori bianconeri e quelli delle altre squadre.
E’ in corso il campionato 2006/07, e i bianconeri allenati da un simbolo come Didier Deschamps, storico centrocampista della Juventus che ha vinto la Coppa Campioni nel ’96, conquistano la promozione ridando entusiasmo ai propri tifosi e ultras, che dimostrano un viscerale attaccamento ai colori durante tutta la stagione.
Il ritorno in serie A suona come un riscatto, e il popolo bianconero spera ovviamente di tornare rapidamente ai fasti di un tempo, se pure conoscendo le difficoltà e le problematiche portate dalla vicenda Calciopoli.
Nel corso di questa stagione Zebina non fa nulla per confermare il suo “quasi apprezzabile” gesto di rimanere a Torino disputando la serie B ( di lui avremmo fatto tranquillamente a meno), ma alla terza giornata, durante Cagliari-Juventus, si fa stupidamente espellere e mentre lascia il terreno di gioco, tira uno schiaffo a un fotografo a bordo campo ricevendo 15000 euro di multa, dimostrando la poca professionalità e la tendenza ad atteggiamenti non inclini a quelli di un calciatore pagato fior fior di milioni.
Nel frattempo cominciano i rapporti conflittuali con l’allenatore Claudio Ranieri, scelto dalla nuova proprietà come sostituto di Deschamps.
Da quel momento fino ad oggi le tracce di Zebina si sono un po’ perse, ma la tifoseria bianconera non ha mai dimenticato il professionista e l’uomo che non è mai stato, il modo con il quale ha sempre portato con poco orgoglio e dignità i nostri colori; oltre al rendimento basso, i suoi comportamenti sono sempre stati poco degni di una società gloriosa come la nostra Juventus.
La punta dell’iceberg è stata il gestaccio di Londra durante Fulham-Juventus, anche se è stata una semplice rinfrescata di ciò che già in realtà aveva fatto durante una partita di campionato.
La disfatta di Londra è stata sia per i tifosi a casa, ma specialmente per gli ultras presenti al Graven Cottage, un’umiliazione che mai avremmo immaginato di subire anche solo una settimana prima, quando la nostra squadra dimostrava grosse difficoltà, ma poteva contare su il 3-1 dell’andata.
Sicuramente per partecipare a questa trasferta, i miei compagni di battaglie hanno chiesto giorni di lavoro facendo sacrifici economici e fiduciosi di poter festeggiare il passaggio del turno nella capitale Britannica e profanarli in questo modo, mostrando il dito medio, è un ennesima mancanza di rispetto verso tutti gli ultras e i tifosi bianconeri . Per noi è sempre stato, e ora lo è ancora di più, un giocatore indegno di vestire la nostra gloriosa maglia, e quello che più ci fa arrabbiare e la sua strumentalizzazione dei nostri fischi e insulti, dipinti dall’ indegno come sfoghi razzisti e legati al colore della sua pelle.
Sia lui che tutti voi ignorate la storia che ho raccontato poc’anzi, avete forse la memoria corta se non ricordate i comportamenti scorretti avuti da questo scarso calciatore e piccolo uomo.
Dopo le sconfitte con Sampdoria e Napoli, noi ultras bianconeri abbiamo deciso di unirci in una protesta che dimostrasse la nostra disperazione e disapprovazione vedendo la dignità della nostra storica società calpestata in questo modo ignobile, scegliendo come occasione la successiva partita alla disfatta in terra partenopea, ovvero Juventus-Atalanta , in programma Domenica 28 marzo alle 15.
La nostra giornata è iniziata all’ Hotel Principi di Piemonte verso le 12.00 , dove si sono registrate situazioni nella norma, quando si vuole esprimere un dissenso. Del resto è vecchio come il mondo il lancio di uova durante uno spettacolo teatrale o manifestazioni in piazza e concerti, come gesto di dissenso e disapprovazione.
L’Opinione Pubblica ha però trovato terreno fertile quando un tifoso deluso e amareggiato proprio come noi, ha deciso di superare le transenne che ci dividevano dai giocatori, per colpire Zebina con un leggero schiaffo, che somigliava di più al mitico “coppino” tra compagni di classe che a un aggressione premeditata come hanno affermato in Tv e sui Giornali gli eroi che spuntano come i funghi nel marasma mediatico che si crea ogni volta che ci sono di mezzo gli ultras.
Non voglio giudicare il gesto, ho la mia idea ma la tengo per me; il mio intento è solo quello di fare chiarezza sulle motivazioni del nostro dissenso e della nostra rabbia verso alcuni calciatori della nostra rosa e specialmente nei confronti di Zebina: non c’entra assolutamente niente il colore della sua pelle, abbiamo spesso sostenuto e anche insultato giocatori di colore e non, solo per il loro comportamento dentro e fuori il rettangolo verde, pretendendo professionalità,rispetto e attaccamento ai colori, qualità che tanti calciatori della nostra squadra non hanno più.
Fuori dalla Tribuna Ovest dove eravamo a contestare ed esprimere pacificamente la nostra delusione, c’erano tanti ragazzi come me, probabilmente più di 500, che cantavano cori contro la proprietà, contro chi secondo noi non merità di indossare questa maglia e dimostrando davvero chi ama la Juve per tutto ciò che rappresenta. Ma i giornali non hanno assolutamente parlato di questo gesto di grande passione e amore verso i nostri colori, al contrario non hanno fatto altro che criminalizzare tutto ciò che è stato fatto durante la giornata, accusandoci di bere birra, di indossare occhiali da sole o imputandoci addirittura di aver insultato donne e bambini.
L’informazione in questo paese è diventata ormai artefatta e manipolata da chi vuole farci sempre credere quello che vuole , ma è troppo comodo appropriarsi di situazioni che non si vivono, nutrendosi in maniera passiva di tutte le falsità dette da Zebina, dalle Tv, dalla carta stampata, dall’opinione pubblica e da qualsiasi addetto ai lavori desideroso di un po’ di gloria.
E’ giusto combattere il razzismo in tutte le sue forme, ma è sbagliato utlizzare un problema al quale tutti sono giustamente sensibili, per criminalizzare i veri romantici e amanti di questo sport, noi Ultras e Tifosi da Curva che ogni anno facciamo dello Stadio e della squadra la nostra ragione di vita, facendo spesso scelte rischiose, spesso anche sbagliando, e pagando a caro prezzo e sulla nostra pelle le possibili conseguenze.
Zebina è INDEGNO, INFAME, è un PICCOLO UOMO . Per me e per tanti altri non è un NEGRO, UNA SCIMMIA o un soggetto da provocare per il colore della PELLE, sia chiaro a tutti voi eroi delle prime pagine, delle chiacchiere da bar o da studi televisivi. Mentre noi veniamo dipinti come razzisti, teppisti e facinorosi, chi sul razzismo ha costruito davvero la propria fortuna, è da oggi il Presidente della Regione Piemonte, come rappresentante della Lega Nord. Questa è l’Italia, tenetevela pure!!!!!
1 commenti:
Aggiungerei l'episodio avvenuto a Mantova, a margine della partita con il Brescia,nel campionato di B.
Quando il carneade Serafini ci bucò 3 volte.
Lo Zebina anche lì diede di matto come a Londra.
Quindi, chi è il razzista e il testa di caxxo?
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