28 febbraio 2010

CI PIACE

Ci piace questa gagliarda, giovane, operaia Fiorentina. Ci piace esultare al 93° per il gol di un ventenne innescato dal blocco di un 17enne lanciato dal guizzo di ingegno di un 19enne. Ci piace sognare che  la Fiorentina che ieri è stata inguardabile per 80 minuti, al cospetto di una Lazio imprigionata da una classifica pericolante e da una curva in guerra con la proprietà di Lotito, reduce dalla frustrante depressione post arbitrale del doppio mercoledì da denuncia, senza cinque titolari e perseguitata da una jella da esorcizzare, fra due anni possa farci godere del talento di questi ragazzini terribili. Ci piace anche sognare che questa possa essere la risposta migliore alla tracotanza dei poteri forti e delle partite già decise, una Fiorentina brutta come un bozzolo pronto a schiudersi e rivelarci la splendida farfalla dalle ali viola che si cela dentro di sé. E per ultimo vorrei sognare che questo epico pareggio inutile per la classifica, ma importante per il morale, sia dedicato a quei giovani ultras viola ingiustamente perseguitati dalla vendetta dei giorni successivi a Fiorentina_Roma. Diffidati con noi!
Domenico 

CONTESTAZIONE RIUSCITA

I ragazzi della Curva Nord avevano chiesto a gran voce di disertare lo stadio Olimpico di Roma in occasione della partita odierna contro la Fiorentina. Per dare un segnale forte, per sensibilizzare le istituzioni e per fare intervenire le stesse sulla delicata questione Lazio. E la gente biancoceleste ha risposto alla grande all'appuntamento: a fine gara, infatti, i tornelli segnavano circa 9300 ingressi all'interno dell'impianto romano (comprensivi dei giornalisti radio, tv, carta stampata e web e dei tagliandi omaggio donati dalla società alle scuole calcio affiliate ed alle forze armate): solitamente in occasione delle partite casalinghe della squadra biancoceleste, il dato dei presenti supera di poco le 20.000 unità. Il che significa che oltre 10.000 supporters hanno deciso di non prendere parte all'evento odierno, aderendo all'appello lanciato in settimana. Non proprio una sparuta minoranza...Emblematica, poi, la situazione che ha visto esposte dapprima alcune frasi eloquenti nei diversi settori ("Lotito vattene" in Tribuna Tevere, "Qui solo per la squadra" in Curva Maestrelli e nei Distinti Est) e poi la presenza di poche decine di spettatori sui seggiolini blu del settore principe del tifo Laziale, uno stendardo con su scritto "Non sono qui per Lotito", e soprattutto un lungo striscione che campeggiava al centro della Curva poco prima del fischio iniziale, "Tifoseria Laziale...Pura passione. Un gesto estremo per un atto d'amore!". Parole importanti, sentite, provenienti dal cuore di quella gente ferita che, per ritrovare "quella Lazialità che nessuno prima di questa scellerata gestione era mai riuscito a scalfire", ha deciso di rimanere, a malincuore, a casa. Un'assenza che, come spiegato dalla stessa Curva Nord nel comunicato ufficiale, ha avuto "lo scopo di evidenziare l'incolmabile distanza che separa la stragrande maggioranza della tifoseria, da colui che ogni giorno mette a repentaglio il futuro della Lazio".

BAGARINO

ROMA - Ultrà laziale con precedenti penali e allo stesso tempo steward in servizio ai cancelli dello stadio Flaminio per Italia-Scozia di rugby. Ieri pomeriggio P. A., 31 anni, è stato arrestato dalla polizia per aver reagito a un controllo degli agenti che lo accusavano di aver rubato un portafoglio. Lo steward è stato anche denunciato per truffa: invece di strappare i biglietti degli spettatori, li ritirava interi per rivenderli subito dopo ai bagarini. Una truffa, scoperta dai poliziotti chiamati da una coppia di tifosi. Poco prima uno di loro aveva segnalato il portafoglio a terra proprio allo steward-ultrà. «Lo so, è mio!», gli aveva risposto il trentenne. In realtà era invece di un altro tifoso che, qualche minuto dopo, si è accorto di aver smarrito il portafoglio in quel punto. I due si sono così rivolti agli agenti di vigilanza allo stadio che hanno chiesto allo steward di restituire soldi e biglietti d’ingresso per il match. Ed è stato a quel punto che P. A. ha reagito ed è stato arrestato. Qualche mese fa l’ultrà era già stato denunciato per i tafferugli scoppiati dopo la condanna dell’agente Luigi Spaccarotella per l’uccisione del tifoso laziale Gabriele Sandri. E sempre al Flaminio la polizia ha arrestato un ex fiancheggiatore dei Nar, G. M., 48 anni, condannato in primo grado nel 2009 per violazione delle legge sulle armi, sorpreso da un ispettore a picchiare un minorenne all’interno dello stadio. Anche il poliziotto, intervenuto per difendere il ragazzo, è stato aggredito dal quarantenne, accusato di lesioni, resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

STRISCIONE

Derby in parità tra Samp e Genoa (1-1) nel campionato Primavera, non senza polemiche tra i tifosi per il gol del pari della Samp, con il Genoa a lamentare un sospetto fallo in area.
Polemiche a fine partita, ma anche prima della partita, quando l’arbitro è stato costretto a far rimuovere lo striscione che vedete nella foto qui sotto, appeso da supporter sampdoriani. Non ci sono state, per ora, prese di posizione della società blucerchiata. La normativa sugli striscioni che incitano alla violenza, sono razziti e altro vale per tutti i campionati. Sarà il giudice sportivo a determinare la sanzione visto che il direttore di gara ha fatto togliere lo striscione e sino a quando le operazioni non si sono concluse non ha dato l’ok alla gara.

AVEZZANO-TERNANA

199 biglietti venduti e qualcuno non ha fatto in tempo ad acquistarlo per la chiusura della vendita alle ore 19 di sabato. Insomma la Ternana non sarà sola ad Avezzano, dove si giocherà contro il Pescina. Ed il numero è destinato ad aumentare con coloro che hanno deciso di occupare un altro settore dello stadio, come la tribuna centrale ad esempio. Infatti, non essendoci limitazioni nello stesso giorno della partita i ternani che vorranno assistere al match potranno comprare il biglietto ai botteghini dello stadio dei Marsi di Avezzano ma non quelli, però, che danno diritto ad occupare il settore ospiti la cui bigliettazione è stata già chiusa.
Come noto, non partiranno per Avezzano gli Ultras impegnati in un presidio Antifascista che prenderà il via alle ore 9.30 di domenica mattina all'Aviosuperficie di Maratta.

REPRESSIONE

Comunicato stampa
Mercoledì 3 marzo 2010, presso l'Aula 2 di via Zamboni 32 a Bologna, con inizio alle ore 15, si terrà l'incontro "Dalle curve a tutta la società. Leggi speciali per gli ultras, domani per tutta la città". Al convegno, organizzato dagli studenti universitari di Aula C, si parlerà di privatizzazione degli stadi, di politiche speculative concertate tra mondo del pallone e istituzioni, di calcio-business, di caro-biglietti, di norme anti-tifo, di limitazioni alle libertà fondamentali, di diffide, di schedature collettive e di repressione poliziesca. Come relatori si succederanno appartenenti ad alcuni Gruppi ultras: gli URB74 del Bologna, i Boys Parma 1977, e i Brescia 1911. Tra questi, anche Paolo, tifoso del Brescia rimasto 9 mesi in coma per una brutale carica della Polizia, durante una trasferta a Verona (il 24 settembre del 2005).
Sugli stadi italiani si concentrano grandi interessi speculativi e una feroce repressione. E' questo il futuro che attende tutta la nostra società?
PARTECIPATE!

4 DENUNCE

(ANSA) - PESARO, 27 FEB - Per gli incidenti del dopo partita Vis Pesaro-Chiaravalle del 21 febbraio, la Digos ha identificato altri quattro ultras pesaresi fra i 18 e i 40 anni. Sono stati denunciati per resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale, percosse, rapina e danneggiamenti. Il questore ha disposto che non mettano piu' piede in uno stadio per cinque anni. Dovranno inoltre presentarsi in Questura ogni volta che la Vis Pesaro gioca, in casa o in trasferta.(ANSA).

DICONO BASTA

La contestazione della Tribuna Fattori e' iniziata con i cori sugli spalti ed e' proseguita per oltre un'ora dopo il match. I tifosi hanno chiesto ed ottenuto un confronto con i giocatori e la dirigenza.
I tifosi del Padova hanno perso la pazienza. Lo si e' capito chiaramente, dopo lo 0-1 patito all'Euganeo contro il Torino.
La giornata era iniziata con una splendida coreografia di bandierine all'ingresso delle squadre in campo. Poi l'incitamento, costante e veemente, da parte della Tribuna Fattori e seguito dal resto delle gradinate. Non e' bastato al Padova che, dopo aver fallito il rigore con Di Nardo, si e' perso per strada.
Ed allora, nella ripresa, di fronte all'inconsistente reazione sul campo, ecco i primi "Vergognatevi!", "Se torniamo in C... Vi facciamo un c... cosi' !" e "Giocate senza la maglia...".Una contestazione verbale, dunque, inaspritasi nei minuti finali, con il progressivo abbandono degli spalti da parte degli Ultras.
Dopo il fischio finale, dunque, l'adunata di fronte ai cancelli che delimitano l'ingresso della Tribuna Ovest centrale e i cori con il chiaro invito ai giocatori di uscire dagli spogliatoi. Per una buona mezz'ora, i tifosi hanno dovuto attendere, ricevendo poi la visita del Presidente Cestaro, oltre al dg Sottovia ed al ds De Franceschi. Non paghi, gli Ultras hanno richiesto la presenza dei giocatori, venendo poi accontentati con l'arrivo di Agliardi, Cano, Di Nardo, Faisca e Italiano.
Il confronto si e' protratto per circa un quarto d'ora. Con un chiaro invito al Presidente: quello di bloccare gli stipendi a calciatori pagati fin troppo a fronte di prestazioni desolanti in campo. Il messaggio, insomma, dovrebbe essere arrivato, forte e chiaro.
Marco Lorenzi - redazione@biancoscudati.net

27 febbraio 2010

TIFOSERIE NEMICHE

(CALCIOPRESS) - Fino a qualche anno fa punto di riferimento per tutto il calcio europeo, il modello inglese inizia pericolosamente a scricchiolare sotto i colpi di maglio della crisi economica. Al punto che rischia di essere superato, nell’immaginario collettivo, dal modello tedesco.
La formula creata in Germania si sta dimostrando, infatti, quella vincente sotto il profilo della correttezza dei bilanci e dunque della salvaguardia nel tempo delle società. Un modello, quello tedesco, sul quale bisognerà che il Belpaese si decida a puntare i riflettori, per capire quel è la via maestra da seguire sul piano organizzativo in materia calcistica. In attesa di costruire un modello italiano ancora di là da venire, vista l’opacità degli attuali padroni del vapore.
Tornando all’Inghilterra, preoccupa il grave indebitamento complessivo dei club iscritti alla Premier League e giunge notizia che il Portsmouth si trova in amministrazione controllata a causa della pesante situazione finanziaria in cui si è andato a cacciare.
In particolare sono nel centro del mirino le gigantesche esposizioni debitorie di Manchester United e Liverpool. I due club da soli, in virtù della dissennata gestione dei magnati statunitensi che ne sono proprietari, ­totalizzano un passivo di oltre un miliardo di euro (-723 milioni per i Red Devils di Glazer, -333 milioni i Reds del duo Gillett-Hicks). Roba da mettersi le mani nei capelli.
Tra poco è programma all’Old Trafford (lo stadio, nella foto, che ha compiuto un secolo di vita) proprio la sfida Manchester United-Liverpool. Le tifoserie dei due club, animate da una delle rivalità più antiche e sentite nel calcio inglese, hanno dato vita a “epici” scontri frontali ai tempi in cui la violenza ancora imperversava oltre Manica. Ora che negli stadi inglesi l’atrmosfera è diventata molto più soft (salvo episodi oggettivamente sporadici) le due tifoserie contengono la rivalità sul piano degli sfottò, ma certamente non si amano.
Nonostante ciò pare che si stia mettendo in ponte una protesta clamorosa e congiunta, diretta nei confronti dei magnati americani che hanno fatto sprofondare ben oltre i livelli di guardia i bilanci dei due club storici.
Secondo il Manchester Evening News sono già stati avviati contatti in questa direzione tra i gruppi organizzati più rappresentativi dei due club. I sapi delle due tifoserie stanno pensando, piuttosto che a una marcia congiunta all’esterno dello stadio foriera di possibili incidenti con le forze dell’ordine, a una protesta da attuare all’interno dell’Old Trafford a forza di striscioni e di cori congiunti.
Sa. Mig.- www.calciopress.net

CONTRO LA VIOLENZA

n1261595458_199557_6732Riceviamo e pubblichiamo:
Sabato 27 Febbraio 2010  la squadra di calcio che tifiamo, la Salernitana, dopo circa 15 anni dall’ultima squalifica del campo e dopo alcune diffide della giustizia sportiva, giocherà la prossima partita in casa contro il Piacenza Calcio con le porte dei settori chiuse agli spettatori.
Tale decisione è stata inflitta dal Giudice sportivo dopo le ultime incresciose intemperanze di alcuni pseudo tifosi presenti sugli spalti in occasione dell’ultimo incontro casalingo contro la Triestina.
Alcuni della nostra Associazione, nata poco più di un anno fa e  non legata a nessun club organizzato di tifosi, seguono la Salernitana da anni e hanno constatato che in occasione dell’ultimo incontro casalingo incriminato purtroppo non erano pochi i teppisti che hanno lanciato bottigliette  ed altri oggetti sul rettangolo di gioco senza contare il susseguirsi di esplosioni di petardi all’interno dello stadio che sta avvenendo puntualmente durante l’anno calcistico in corso.
Ribadiamo ancora una volta che tali gesti non servono a nessuna buona causa ma al contrario macchiano l’immagine civile di una tifoseria che negli anni per fortuna si è fatta conoscere anche per tante azioni positive  e riguardanti non solo il calore del tifo e la qualità delle coreografie forse uniche in Italia.
A volte presenti sugli spalti cerchiamo di dissuadere gli autori da  tali gesti incivili ma lunedì, presi dallo sconforto per il risultato deludente che si stava materializzando sul campo di gioco, ci abbiamo rinunciato.
Anche noi come Tifosi contro la Violenza siamo delusi e amareggiati per l’andamento della nostra amata squadra di calcio in questo campionato ma la contestazione deve essere civile e non deve creare alibi per problemi di gestione economica della Società.
Chiediamo agli organi competenti di non vanificare la presenza del circuito chiuso di telecamere presenti all’interno dello stadio per individuare e multare  gli autori degli atti incivili in rispetto della maggioranza civile dei tifosi salernitani.
Contro il Piacenza sappiamo di non essere gli unici ad aver voluto presenziare sugli spalti per tifare la Salernitana, al di là degli uomini che ne fanno parte; fino ad un eventuale matematica retrocessione vogliamo sperare ancora in una salvezza anche se solo per onorare le nostre radici calcistiche..Forza Salerno!
Tifosi Contro la Violenza - Gruppo di Salerno

PSG-OM

PARIGI - Tra i mille e i 1500 agenti sono stati mobilitati a Parigi per la sfida di domenica sera tra Paris Saint-Germain e Olympique Marsiglia. L'incontro e' giudicato dalle autorita' ''a rischio'' a causa di un ''contesto molto difficile''. La polizia teme scontri e incidenti tra le tifoserie al termine della partita. Gia' all'andata parigini e marsigliesi erano stati protagonisti di rappresaglie per l'annullamento del match per il rischio di contagio da influenza A H1N1.

TEMPO PERSO

La prima Conferenza internazionale sulla violenza negli stadi, conclusasi ieri al Ministero degli Interni a Vienna, è servita ad aprire la strada al dialogo fra tifosi e Polizia e a una maggiore comprensione delle responsabilità e delle esigenze della sicurezza dentro e fuori gli stadi.
La Conferenza, organizzata dal Consiglio d'Europa e dal Ministero degli Interni austriaco con il sostegno della UEFA, ha visto la partecipazione - per la prima volta - dei responsabili della polizia, della sicurezza degli stadi e dei Governi, insieme ai rappresentanti delle tifoserie e degli ultras di tutta Europa.
Alla base dei lavori c'era uno studio - commissionato dalla Commissione permanente del Consiglio d'Europa - del professore Gunther Pilz, dell'Università di Hannover, sugli sviluppi del movimento degli ultrà in Europa. I tre gruppi indipendenti di lavoro della conferenza sono giunti alla conclusione che, per un verso, gli ultrà si sentono in molti aspetti esclusi e, per l'altro, la Polizia e gli organizzatori in parte incompresi.
La conferenza, si legge fra le "conclusioni" riassunte nel comunicato finale, ha mostrato che i partecipanti "sono pronti al dialogo" e che è possibile "superare barriere se si dialoga".
I partecipanti hanno quindi raccomandato "di portare avanti il dialogo, ad esempio in forma di "think tank" in cui siano rappresentati tutti i gruppi". E' stato peraltro preso in considerazione il cosiddetto Modello Hannover che contempla che i "manager dei conflitti" della Polizia entrino in contatto prima delle partite con i tifosi al fine di prevenire possibili turbative.
L'84% dei partecipanti ha giudicato positivamente l'atmosfera della conferenza e i due terzi hanno salutato con particolare apprezzamento il dialogo tra fan, polizia e organizzatori.

LEGNANO

L’Associazione calcio Legnano srl stigmatizza l’episodio avvenuto la notte del
19 febbraio scorso. Al rientro nella sua proprietà, il vicepresidente Giacomo
Tarabbia ha udito una deflagrazione proveniente dal suo giardino, da dove si è
levata una grossa nube grigia. Il mattino seguente, sul posto si sono recati
gli artificieri dei Carabinieri che hanno riscontrato lievi danni.
Nella mattinata del 27 febbraio è stata rinvenuta,sempre presso l'abitazione
del vicepresidente,una testa di maiale.

20 ANNI

Comunicato stampa
20 anni BOYS-UTC
Quest'anno l'amicizia fra i Boys e gli Ultras Tito Cucchiaroni della Sampdoria compie 20 anni, una tappa importante di questo gemellaggio, che vogliamo festeggiare nel miglior modo possibile.
In attesa della gara, nella quale dovremo sgolarci dal primo al novantesimo per spingere il Parma alla vittoria, segnaliamo le iniziative a cui tutti gli ultras e tutti i tifosi, crociati e blucerchiati, sono invitati:
Partita Boys - Utc: come ogni anno le rappresentative dei due Gruppi proveranno a calciare il pallone! Appuntamento per le 18:30 presso il centro sportivo Stuard a S. Pancrazio.
Serata del gemellaggio: dalle 23:30, nel cuore dell'Oltretorrente, presso il Circolo Arci A. Zerbini in Via Bixio, angolo Borgo S. Caterina (a fianco dell'ex sede dell'Assistenza Pubblica, dietro all'edicola di Via Bixio). Birra, musica e cori: la serata andrà avanti ad oltranza!
Domenica, pranzo al Bar Gianni: come da qualche anno a questa parte, ci ritroveremo dalle ore 11:30, per un piccolo rinfresco.
"L'amicizia è come il vino, invecchiando migliora..."
Complimenti e buon compleanno! - Come cronista ho avuto modo di seguirli, e qualche volta raccontarli, questi 20 anni di gemellaggio Parma-Samp. Nel panorama di un tifo ultras che non sempre riesco a capire o a condividere (anche se negli ultimi mesi, forse anche grazie al sito web che consente in dialogo più diretto e alla pari, mi sembra che qualcosa sia migliorato), l'amicizia fra le curve di Parma e Samp mi è sempre sembrata una storia bella e vera, diversamente fra certe alleanze quasi forzate che a volte il mondo ultras registra quando tifosi dalle filosofie molto diverse fra loro si uniscono di fronte a un avversario comune (che si tratti delle leggi restrittive, del calcio impossibile per favorire le esigenze tv e così via).
Questa no. Questa è una storia vera, spontanea, di amicizia. E 20 anni sono tanti anche per un'amicizia. Quindi, se stavolta citiamo gli ultras, è perchè ci regalano un esempio bello. E dopo una settimana piena di schifezze, anche solo a livello di sospetti, nelle cronache sia nazionali che locali, questa festa di ragazzi e uomini uniti dallo sport sembra ancora più bella.
Non aggiungo altro, perchè la festa è solo vostra e un giornalista sarebbe fuori posto. Però, se in questa festa c'è spazio per le parole di un cronista che ogni giorno cerca notizie che ci dicano che  Parma è ancora una città con uno spirito positivo e costruttivo, anche in tempi di dilagante egoismo, allora vi dico buon compleanno e, soprattutto, complimenti !  (G.B.)

CENTENARIO

La maglia vintage realizzata dalla curvaLa maglia vintage realizzata dalla curva

Il Centenario non finisce mai. Un nuova iniziativa, forse l’ultima, per festeggiare i primi 100 anni del Bologna arriva dai ragazzi dell’Andrea Costa, oggi Giacomo Bulgarelli. In occasione della partita casalinga con il Napoli verrà infatti presentata e indossata una maglietta rossoblù ideata e prodotta dagli ultras, appositamente per i frequentatori della curva.
VINTAGE - E con questa, grazie alla festa secolare, siamo arrivati alla maglietta numero sei. Maglia vintage, anni ’60/’70, di cotone (simile a quello dell’epoca), con i colori superclassici, lo scollo a «V» e un paio di particolarità: lo stemmino sul petto, disegnato da uno dei grafici della curva, con l’araldo del club stilizzato e due piccole scritte su banda bianca: Bologna 1909-2009 e Curva Andrea Costa, «perché per oltre 30 anni la "casa" degli ultras si è chiamata così, anche se ora siamo orgogliosissimi della nuova intitolazione», spiega uno di loro; e poi un altro stemmino verrà aggiunto sulla manica (corta) sinistra dai singoli gruppi che popolano la curva: in pratica tutti con la stessa maglia, ma ognuno con il logo di riferimento del gruppo di appartenenza.
STEMMI - «Volevamo qualcosa di speciale per noi, pensato da noi e da utilizzare tutti insieme. La scelta della maglia ci ha esaltati, abbiamo scelto quella anni ’60-’70 perché in tanti hanno cominciato ad andare allo stadio in quel periodo. L’idea è piaciuta moltissimo e sono oltre 20 i gruppi che hanno fatto l’ordine». Quindi Forever, Vecchia Guardia, Mods, Capottati, Freak e anche fresche realtà come i Giovani Leoni, «un gruppetto fantastico di adolescenti di 13-14 anni». «1100 le maglie ordinate, ma non è un’operazione a scopo di lucro», assicurano. 25 euro il costo, davvero popolare, dell’ambita maglietta, a cui verrà aggiunta a spese del singolo gruppo il logo di riferimento. «Ci sono tutte le taglie, compresa la XXL, vista la presenza di tanti bevitori di birra», scherza uno di loro.
SPECIALI - Col Centenario è dunque partito un infinito valzer di magliette: prima quelle del Bologna Fc (tutte della Macron) con tanto di logo ufficiale, rossoblù, bianca e verde (quelle usate in campionato), poi quella old style con taschino e bottoni usata nel giorno del compleanno; quindi quella («originale») di Giacomo Bulgarelli (del 64-65) col numero 8 sulle spalle e lo scudetto in petto, ora giunta alla 3° ristampa con 900 esemplari prodotti, realizzata dall’omonima Associazione (60 euro in beneficenza) e acquistabile sul sito www.giacomobulgarelli.it; infine è arrivata quella della curva. Gli appassionati si sono così riappropriati dei colori e delle strisce originali, la storia torna a correre nella direzione giusta e pure il marketing. Viva la maglia rossoblù. Del resto il grande Renato Dall’Ara non faceva i baiocchi con la maglieria?
Fernando Pellerano

CAPODANNO CAPITOLINO

ROMA (26 febbraio) - Quattro persone, tre appartenenti all'area ultras della Roma e uno della Lazio, sono state arrestate perché ritenute responsabili dell'aggressione di un ragazzo a Capodanno a Villa Miani.

L'accusa è di tentato omicidio con l'aggravante dei futili motivi, sevizie, lesioni gravissime, minacce e porto abusivo d'arma. Gli aggressori sono stati riconosciuti dalla vittima.

In manette L.R, 29 anni, C.S., 35 anni, cameraman free lance, a carico del quale era già stato emesso un Daspo, A.G., 28 anni, sempre sottoposto a Daspo, e B.A., 29 anni, della Lazio.

La vittima era stata aggredita brutalemente: prima picchiata, poi accoltellata all'addome e infine gli era stato spento un lacrimogeno sul viso. Mentre gli aggressori stavano per buttarlo dal balcone, erano intervenuti i ragazzi della sicurezza che erano riusciti a bloccarli ricevendo anche qualche coltellata. Al termine di una delicatissima indagine per identificare gli aggressori il capo dei Falchi, Tommaso Niglio, e il dirigente del commissariato Monte Mario, Massimiliano Giordano, sotto la direzione del capo della Squadra Mobile di Roma, Vittorio Rizzi, hanno consegnato un'informativa dettagliata al pm della Procura di Roma, Albamonte che ha richiesto e ottenuto dal gip Maria Teresa Covatta le 4 ordinanze di custodia cautelare eseguite questa mattina.

DASPO A PISTOIA

Pistoia, 26 feb. - (Adnkronos) - Otto tifosi della Pistoiese, arrestati lo scorso 3 febbraio dopo la partita contro la Pianese, sono stati sottoposti alla misura del Daspo, per un periodo da due a quattro anni. Gli otto erano stati arrestati dai carabinieri in quanto ritenuti responsabili dei reati di lancio di materiale pericoloso, scavalcamento e invasione di campo.
I tifosi, tutti tra i 25 e i 35 anni di eta' e residenti a Pistoia e provincia, avevano invaso il settore occupato dai tifosi locali aggredendoli con cinture ed aste di bandiera, con calci e pugni, cagionando lesioni personali a quattro di essi. Oggi il Questore di Siena, Giancarlo Benedetti, ha disposto nei loro confronti il Daspo per periodi di 4 anni (un tifoso), 3 anni (quattro tifosi) e 2 anni (tre tifosi).

26 febbraio 2010

NEO-FRANCHISMO

Il governo socialista spagnolo ha approvato nuove norme per contrastare la violenza nello sport. I club saranno obbligati a redigere liste contenenti i nomi dei tifosi per consentire alle autorità di tenere sotto controllo i soggetti potenzialmente pericolosi. Il registro avrà lo scopo di aiutare a valutare le minacce costituite dai tifosi e monitorare le attività dei gruppi estremisti, ma anche fissare protocolli sulla sicurezza degli impianti sportivi e sui sistemi per svelare la presenza di armi.

DASPATI 8 PISTOIESI

Otto tifosi della Pistoiese, arrestati lo scorso 3 febbraio dopo la partita contro la Pianese, sono stati sottoposti alla misura del Daspo, per un periodo da due a quattro anni. Gli otto erano stati arrestati dai carabinieri in quanto ritenuti responsabili dei reati di lancio di materiale pericoloso, scavalcamento e invasione di campo. I tifosi, tutti tra i 25 e i 35 anni di età e residenti a Pistoia e provincia, avevano invaso il settore occupato dai tifosi locali aggredendoli con cinture ed aste di bandiera, con calci e pugni, cagionando lesioni personali a quattro di essi. Oggi il Questore di Siena, Giancarlo Benedetti, ha disposto nei loro confronti il Daspo per periodi di 4 anni (un tifoso), 3 anni (quattro tifosi) e 2 anni (tre tifosi).

CUCB

Una sigla, un segno di appartenenza, un modo di vivere il proprio tifo ed il proprio amore per il Napoli. Questo è stato il Cucb, il Commando Ultrà Curva B. «Il club più famoso di tutta la storia del tifo azzurro». Parole e ricordi di Gennaro Montuori, che per anni ha capitanato il club. E domenica, in occasione di Napoli-Roma, lo striscione del CUCB tornerà, ma con una location inedita. «Avevo ritirato quello striscione. Ora – spiega Montuori – quello stendardo tornerà a vivere in Tribuna Posillipo». Un pezzetto dei ragazzi della Curva B che si è trasferito.

LAZIALI

“In occasione della gara contro la Fiorentina lasceremo deserti gli spalti dello stadio Olimpico, per ritrovare quella lazialità che nessuno prima di questa scellerata gestione era mai riuscito a scalfire”. La Curva Nord dei tifosi della Lazio annuncia la sua forma di protesta nei confronti della gestione societaria di Claudio Lotito: i tifosi non prenderanno parte a Lazio-Fiorentina. “Un sacrificio importante per riprenderci quella dignità che in centodieci anni di storia non era mai stata messa in discussione – si legge ancora nella nota diffusa dagli ultras biancocelesti. Un’assenza che sarà impossibile ignorare e che ha lo scopo di evidenziare l’incolmabile distanza che separa la stragrande maggioranza della tifoseria, da colui che ogni giorno mette a repentaglio il futuro della Lazio”. Il comunicato si chiude con un appello all’intera tifoseria: “Sabato sera non entrare, ne va della Lazio, della lazialità, della nostra dignità. Tutti insieme, uniti, fino alla vittoria”.
Fonti: “Spr“, “Tuttomercatoweb.com

VATTENE

TORINO (26 febbraio 2010) - Il presidente del Torino Urbano Cairo getta la spugna: più delusioni che gioie dallo storico club granata, una contestazione dei tifosi costante, in una stagione difficile dopo la retrocessione in serie B. E infine un campionato, l'attuale, non all'altezza delle aspettative, con la squadra che fatica a ritagliarsi un posto per la risalita nella massima divisione.
Così il numero uno della società dice basta in una intervista alla Stampa, rilasciata a un tifoso del Torino, Massimo Gramellini, tra l'altro autore del libro, molto bello e godibile anche per chi non ha nel cuore quei colori, "Granata da legare". "Non voglio rimanere in paradiso a dispetto dei santi. Lo dico a malincuore, a grande grande malincuore: ho deciso di mettere in vendita il Torino". Queste le parole del presidente che aggiunge: "Una parte minoritaria ma rumorosa della tifoseria non mi vuole più e può creare problemi ambientali alla squadra. Basta, lascio".

BATTAGLIA

CLAUDIO LAUGERI
TORINO
Il calcio c’entra poco. E’ un’orda di barbari del terzo Millennio, con le sciarpe e le magliette dell’Ajax. Ma la rivalità con la tifoseria juventina è soltanto una scusa per lasciarsi andare all’alcol e alla violenza. A fine serata il bilancio è di otto feriti tra poliziotti e carabinieri, quattro fra i tifosi (tre dell’Ajax e un olandese di fede bianconera), sette fermati per i lanci di pietre e bottiglie e un arrestato per aver aggredito un poliziotto. E tutto questo, prima di entrare nello stadio.

Due ore nei pub di corso Vittorio Emanuele sono sufficienti a dare il carburante da bruciare nel pre-partita. Dalle 17 alle 19, i tifosi arrivati dall’Olanda hanno campeggiato nel controviale del corso, in direzione Rivoli: la polizia municipale è stata costretta a chiuderlo al traffico. Trecentocinquanta appassionati di birra hanno cambiato la giornata dei titolari dei due pub più frequentati dalle tifoserie straniere in trasferta. Ma hanno anche moltiplicato l’incasso di un supermercato a metà strada tra i due pub, dove i barbari hanno avuto la possibilità di unire l’utile al dilettevole: soddisfare la passione per la birra e trovare bottiglie di vetro da trasformare in armi. Molti le hanno abbandonate sui marciapiedi, sulla strada oppure davanti ai portoni, per l’occasione diventati orinatoi a cielo aperto. Altri hanno preferito conservarla per fare il tiro a segno con le auto della polizia e quelle parcheggiate lungo corso Vittorio Emanuele.

A scatenare la furia è il momento dell’«imbarco» previsto sui bus Gtt, messi a disposizione per raggiungere lo stadio Olimpico. Pochi istanti di tentennamento, poi la massa di tifosi che biascicava slogan contro la Juve è partita di corsa verso la stazione Porta Nuova. Nemmeno il drappello di poliziotti olandesi arrivati per mediare con i tifosi ha potuto frenare quel fiume in piena. Lanci di bottiglie, un grosso petardo e un paio di fumogeni hanno accompagnato il tragitto fino in via Sacchi, dove lo schieramento di forze dell’ordine ha incanalato i tifosi per raggiungere lo stadio. A quel punto, altri duecento che ciondolavano attorno alla stazione si sono aggiunti ai compatrioti.

La marcia procedeva spedita, ma dopo quasi un chilometro qualcosa non ha funzionato. Arrivati all’incrocio con corso Lepanto, i tifosi hanno tirato dritto lungo corso Unione Sovietica, anziché svoltare per raggiungere corso IV Novembre, proseguire in corso Agnelli e raggiungere l’ingresso ospiti dell’Olimpico. Così, in pochi minuti l’orda olandese si è ritrovata in mezzo alle bancarelle con i gadget bianconeri. Volati in aria tavoli e sedie, due ragazze sono state spinte dal fiume di tifosi. Polizia e carabinieri hanno caricato, per evitare il peggio: meglio far scorrere quell’orda il più in fretta possibile. E così è stato. Uno è finito in manette per l’aggressione a un tifoso juventino incontrato sul proprio cammino. Gli altri sono scivolati fino al «trincerone». Messi spalle al muro, polizia e carabinieri li hanno fatti entrare.

A quel punto, il problema sembrava risolto. Ma dall’altra parte del «trincerone» c’erano i supporter bianconeri. Pronti a vendicare l’affronto della «spazzolata» dei “lanceri” ai banchi dei gadget davanti allo stadio. Le forze dell’ordine in assetto antisommossa hanno caricato di nuovo. Più volte. Lacrimogeni contro fumogeni, petardi, sassi, ma anche assi di legno utilizzate come mazze. Un poliziotto è rimasto a terra, forse colpito alle gambe proprio da una di quelle armi improvvisate. Ma c’è anche un carabiniere che ha preso una bottigliata (di striscio) in faccia e altri sei uomini in divisa medicati per lesioni in varie parti del corpo.

Alla fine della battaglia, sdraiati sul marciapiede di via Castelnuovo delle Lanze, ci sono sette tifosi della Juve, quasi tutti arrivati dall’Olanda. Per loro, la serata si concluderà in questura. La Polizia Scientifica deve analizzare i filmati degli scontri e cercare le loro facce. Rischiano il Daspo (cioè il divieto di frequentare gli stadi) internazionale.

ASSURDITA'

Clamoroso al "Menti", proprio dopo il big-match di domenica scorsa contro il Catanzaro che ha visto toccare l'apice stagionale di spettatori tra le mura amiche, i tifosi della Juve Stabia si ritrovano a dover ingoiare un boccone amarissimo destinatogli dal CASMS. Il comitato di analisi per le manifestazioni sportive, preso atto del rapporto dell'Osservatorio in merito agli scontri tra i tifosi gialloblù e calabresi verificatisi lungo il percorso che conduceva questi ultimi ai caselli autostradali nell'immediato post-partita, ha imposto ai supporters delle vespe il divieto di poter assistere alla gara del "Flaminio" in programma lunedì sera contro la Cisco Roma, e disposto la disputa a porte chiuse del successivo match interno contro il Noicattaro. Un'autentica doccia gelata giunta proprio nel momento in cui sembrava ormai far parte del passato l'iniziale diffidenza palesata dai più nei confronti della Juve Stabia targata Massimo Rastelli dopo la cocente delusione dovuta alla retrocessione dello scorso anno, quando però, e c'è da sottolinearlo, a difendere il vessillo stabiese vi erano ben altri personaggi. A manifestare il proprio sgomento per questo inatteso provvedimento è il presidente delle vespe Franco Manniello: "Se l'Osservatorio vuole che il calcio in Lega Pro finisca, lo dicano sin da subito - tuona adirato il massimo dirigente di via Cosenza - La Juve Stabia garantisce domenicalmente la sicurezza delle gare grazie all'operato di steward appositamente disposti in tutti i settori dello stadio e dallo scorso campionato abbiamo addirittura provveduto all'installazione dei tornelli e di un sistema di pre-filtraggio per evitare qualsiasi problema di ordine pubblico. Se poi si verifica qualche screzio tra individui che neanche si sa se fossero tifosi o ragazzini qualunque a ben 4 km dal "Menti", non capisco la società che colpe possa avere e perché debba pagarne le conseguenze. Tra l'altro stiamo parlando di uno scontro di cui la Questura di Castellammare non sapeva nulla, il che la dice lunga su quanto il tutto sia stato ingigantito, e, e questo voglio puntualizzarlo, ad avere il Daspo a quanto mi è stato riferito è stato solo un tifoso del Catanzaro. In questo momento la rabbia è tanta, perché ci ritroviamo a dover fareva meno della nostra tifoseria alla vigilia di una partita fondamentale com'è quella di lunedì contro la Cisco Roma. Ritengo che questo provvedimento rischi solo di fomentare la violenza, disponendo già moltissime persone del tagliando di ingresso per il "Flaminio". Mi metto nei loro panni e provo a chiedermi come possano reagire ad un provvedimento tanto assurdo. Fortunatamente so che reagiranno con buon senso, ma altrove si sarebbero solo fomentati atti di violenza gratuiti. A rendere ancora più inconcepibile questa decisione è un aspetto non da poco: la Juve Stabia figura tra le società meno multate in Lega Pro per il comportamento dei propri tifosi. Se poi pensiamo alle porte chiuse contro un Noicattaro che avrebbe portato a Castellammare al più cinque tifosi, mi viene solo da sorridere. Esigo rispetto per i nostri abbonati e per chi come noi investe capitali nel calcio per passione. Di questo passo il sistema avrà vita breve".

POLACCHI

Nove tifosi fermati dalle forze dell'ordine: è questo il bilancio dei momenti di tensione avvenuti questa sera davanti allo stadio Olimpico di Torino prima dell'inizio della partita Juventus-Ajax di Europa League. Otto di loro si trovano attualmente in questura, dove resteranno 12 ore in attesa che vengano verificate le loro responsabilità Uno è in stato di fermo presso i Carabinieri. Gli otto fermati dalla polizia sarebbero tutti polacchi tifosi della Juventus.

25 febbraio 2010

OLANDESI 2

di Marco Scabbia
Gli hooligans olandesi dell'Ajax hanno devastato il centro cittadino di Torino. Vetrine in frantumi, aggressioni ai passanti e feriti. Questo sarebbe il primo bollettino di guerra di quanto avvenuto questa sera nel capoluogo piemontese poche ore prima del fischio d'inizio del match di ritorno di Europa League (ex coppa Uefa) tra la Juventus e l'Ajax.
Prima degli incidenti oltre duecento tifosi dell'Ajax, molti dei quali in preda ai fumi dell'alcol, si sono radunati davanti ad un pub di corso Vittorio Emanuele II, a Torino, bloccando il traffico nel controviale nei pressi della stazione ferroviaria di Porta Nuova.
A dare per primi l'allarme di quanto stava accadendo sono stati alcuni negozianti. Nella zona erano presenti i pullman della Gtt che porteranno i tifosi allo stadio per assistere all'incontro. Gli hooligans olandesi si muovevano a ondate lungo tutto corso Vittorio Emanuele, ciascun tifoso aveva con sé almeno una bottiglia di birra fra le mani. Dapprima un fitto lancio di bottiglie contro passanti e automobilisti in coda fermi ai semafori. Scoppia il caos.
Molti fra i passanti si danno alla fuga, cercano rifugio dentro i portoni, nei bar, alcuni di loro non ce la fanno a scappare e vango selvaggiamente picchiati.
La forza d'urto degli hooligans, alimentata da fiumi di birra non si arresta.
Inizia così un lancio di candelotti fumogeni e di pietre contro la auto che affollano il corso.
Decine le automobili distrutte.
La gente che percorre il corso è spaventata, qualcuno chiama al telefono la polizia.
Ora la massa di beoni in maglia bianco-rossa (colori sociali dell'Ajax) si sta dirigendo in via Sacchi, direzione stadio. Siamo curiosi di vedere quali provvedimenti verranno presi nei loro confronti alla fine della partita

W LE TETTE

Quando si dice tifo scatenato di solito si pensa agli ultras di sesso maschile ma in questa storia loro non c'entrano assolutamente. E successo a Monterrey dove dopo il gol della squadra locale la tifosissima Leah Spencer per festeggiare si è alzata la maglietta mostrando il seno a tutti.
La cosa ha fatto enorme piacere a tutti i tifosi presenti ma così non è stato per la società che dopo la performance HOT della Spencer le ha vietato l'ingresso allo stadio.
Evidentemente per la dirigenza del Monterrey certe forme di esultanza sono fuori luogo anche se contribuiscono allo spettacolo e fanno molto felici i tifosi che adesso non potranno più usufruire delle uscite di seno della bella Leah.

DIEGO

Un gruppo di persone - secondo quanto rende noto l'osservatorio sulla repressione - ha manifestato sotto il tribunale di Napoli in solidarietà con Diego Molino, 29 anni, ultrà dei 'Mastiffs', accusato di aver lanciato due molotov durante Napoli-Milan, una delle quali esplosa, e arrestato il 9 febbraio scorso per l'inchiesta sul tifo violento due giorni dopo la guerriglia tra tifosi per Udinese-Napoli. Molino è tuttora detenuto nel carcere di Poggioreale. "Un'inchiesta - sostiene Enzo de Vincenzo, del comitato di solidarietà, sindacalista rdb - che non ha attinenza con i fatti di Udine, ma viene tirata fuori dai cestini su vicende vecchie, scorrelate tra loro e di assai dubbia consistenza". Secondo Dario Stefano Dell'Aquila referente di Antigone in Campania "se era un'operazione così solida su vicende vecchie di mesi, perché questo uso a orologeria dopo fatti che non vi avevano attinenza come Udine? L'impressione è che si sia trattato di un provvedimento 'esemplare' e frettoloso da dare in pasto all'opinione pubblica e quindi per definizione ingiusto. Possiamo pensare quello che vogliamo dei tifosi e degli ultras in particolare, ma questo non toglie che bisogna rispettare le garanzie di uno Stato di diritto". "Molti - riferisce una nota - erano presenti anche per le attività di Diego nelle attività autogestite al rione Sanità (ha contribuito ad organizzare il carnevale antirazzista con centinaia di bambini, ma non ha potuto assistervi a causa degli arresti) e nelle lotte per la difesa dell'ambiente a Chiaiano". "Noi - sostiene - non riconosciamo Diego nell'immagine demonizzata che ne è stata data in pasto alla stampa e aspettiamo di rivederlo subito con noi nelle nostre attività quoitidiane".

OLANDESI

TORINO, 25 febbraio - Oltre duecento persone, in gran parte tifosi dell'Ajax, si sono radunati oggi pomeriggio davanti ad un pub di corso Vittorio Emanuele II, a Torino, bloccando il traffico nel controviale nei pressi della stazione ferroviaria di Porta Nuova. Nel corso la circolazione è rallentata ma regolare. Quasi tutti i tifosi hanno una bottiglia di alcolici in mano e intonano canti a favore della propria squadra. Per terra ci sono molti vetri rotti, lattine e altri rifiuti di pasti consumati. Sul posto sono presenti le forze dell'ordine che stanno tenendo sotto controllo la situazione. A dare per primi l'allarme di quanto stava accadendo sono stati alcuni negozianti. Nella zona sono presenti i pullman della Gtt che porteranno i tifosi allo stadio per assistere all'incontro con la Juventus.

600 SENESI A LIVORNO

Sono già 9 i pullman organizzati dai vari gruppi di tifosi bianconeri che raggiungeranno Livorno. 4 organizzati dai Fedelissimi, 2 dalla Valdarbia, 2 da un gruppo di tifosi della curva e 1 dalla Curva Robur. Circa 600 i tifosi della Robur inciteranno la Robur dal settore ospiti.

CURVA NORD DESERTA

"In occasione della gara contro la Fiorentina lasceremo deserti gli spalti dello stadio Olimpico, per ritrovare quella lazialità che nessuno prima di questa scellerata gestione era mai riuscito a scalfire". La Curva Nord dei tifosi della Lazio annuncia la sua forma di protesta nei confronti della gestione societaria di Claudio Lotito: i tifosi non prenderanno parte a Lazio-Fiorentina. "Un sacrificio importante per riprenderci quella dignità che in centodieci anni di storia non era mai stata messa in discussione - si legge ancora nella nota diffusa dagli ultras biancocelesti. Un'assenza che sarà impossibile ignorare e che ha lo scopo di evidenziare l'incolmabile distanza che separa la stragrande maggioranza della tifoseria, da colui che ogni giorno mette a repentaglio il futuro della Lazio". Il comunicato si chiude con un appello all'intera tifoseria: "Sabato sera non entrare, ne va della Lazio, della lazialità, della nostra dignità. Tutti insieme, uniti, fino alla vittoria".

CASMSSSSSSSSSSSSSSSS

- Bologna-Napoli e Inter-Genoa, gare in programma il 7 marzo e considerate ad alto rischio, si disputeranno senza tifosi ospiti. Lo ha deciso oggi il Comitato di Analisi per la Sicurezza sulle Manifestazioni Sportive dopo le indicazioni ricevute ieri dall'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive. Vendita dei tagliando solo in Emilia per il primo match e solo in Lombardia per il secondo. Senza tifosi ospiti anche Enna-Campobello di Licata (dilettanti) di domenica; Cisco Roma - Juve Stabia (Lega Pro) di lunedi'; quindi Hellas Verona - Reggiana (Lega Pro), Paganese - Arezzo (Lega Pro), Taranto - Foggia (Lega Pro), Barletta - Catanzaro (Lega Pro), Rosarno - Hinterreggio" (dilettanti), Turris - Ischia (serie D) del 7 marzo prossimo. Per la gara "Milan - Atalanta" (serie A) del prossimo 28 febbraio, per la quale era stato determinato il divieto di trasferta per i tifosi bergamaschi, il Comitato, preso atto dell'impegno manifestato dall'Atalanta e considerato il comportamento tenuto dalla tifoseria nerazzurra negli ultimi incontri, ha rideterminato la misura della vendita di un solo tagliando per spettatore ospite con incedibilita' dello stesso. Per l'incontro di calcio Fiorentina - Juventus (serie A) del prossimo 6 marzo, l'organo ha rinviato la decisione per ulteriori approfondimenti, che saranno valutati anche in virtu' dei comportamenti delle rispettive tifoserie nella prossima giornata di campionato. Per Roma-Milan (serie A) del 6 marzo, Cagliari - Catania (serie A) e Cosenza - Potenza (Lega Pro) del 7 marzo il Comitato ha determinato la vendita di un solo biglietto per spettatore ospite con incedibilita' dello stesso. La gara Juve Stabia - Noicattaro (Lega Pro) del 7 marzo si svolgera' in assenza di spettatori.

CARTELLI

Striscioni, prime pagine di 'Stadio' e varie testimonianze della partita di ieri sera: questo quanto affisso dai tifosi viola fuori ai cancelli dello Stadio 'Artemio Franchi', all'indomani di Fiorentina-Milan. Fanno mostra di sé, tra le altre cose,  una foto che ritrae Rosetti mentre discute con Marchionni ed un cartello con la scritta 'Ovrebo, occhiali da vista; Rosetti chiediamo rispetto per Firenze e i tifosi'. Diversi gli striscioni contro il fischietto torinese, colpevole di non aver assegnato un rigore ai viola quando il risultato era ancora di parità.

PER UN PICCOLO PETARDO

Assolto perche' il fatto non sussiste. Si tratta dell'Ultra' della Sanremese, Alessio Lovato, 27 anni, accusato della violazione della legge sulla sicurezza negli stadi per aver lanciato un petardo sulle gradinate, nel gennaio del 2007, allo stadio comunale di Sanremo, durante l'incontro con la Lumezzane. Il giovane (difeso dall'avvocato Vera Nesci) venne individuato dalla polizia, grazie al sistema di videosorveglianza del campo sportivo e, una volta, rintracciato, venne denunciato all'autorita' giudiziaria. Il giudice Lorenzo Purpura ha deciso di assolverlo, innanzitutto, perche' si trattava di un piccolo petardo fatto esplodere in una zona dove non c'era pubblico, quindi per la mancanza del requisito del pericolo richiesto dalla norma. Il giovane, tra l'altro voleva festeggiare il goal della propria squadra del cuore e non contestare gli avversari.
di Fabrizio Tenerelli

RAZZISMO CECO

Praga, 24 feb. (Ap) - Il ministro della Giustizia del governo ceco ha esortato a bandire dagli stadi i tifosi colpevoli di manifestazioni di razzismo e violenza in occasione delle partite di calcio. Daniela Kovarova è intervenuta sulla questione a pochi giorni dalla ripresa del campionato, che nel weekend interromperà la lunga pausa invernale: il ministro ha spiegato che in base al nuovo codice penale i tifosi violenti e razzisti rischieranno l'esclusione per un massimo di dieci anni dalle competizioni sportive.

VIETARE

O Tagliente, la prossima volta anzichè vietare ai tifosi ospiti di venire a Firenze, o ai Fiorentini di non pisciare controvento altrimenti te li diffidi, impedisci a Rosetti, alla sua terna e a quel carrozzone di arroganza mediaset chiamato Fester Galliani e compagnia bella di violare il nostro suolo!
Ora al di là delle callidae satirae che possono infiammare il web, era da un mese che i tre punti del recupero, peraltro gestito da Galliani come cazzo gli pare e piace:"oggi no perchè ho i' culo girato, doman nemmeno perchè Gilardino l'è in forma, mercoledi no perchè c'è il festival, domenica si perchè mi rientrano gli squalificati etc", erano assegnati d'ufficio al Milan, da tutti i giornalisti sportivi di regime e le loro classifiche balbuzienti lette da veline scosciate. Da rimarcare poi che il teorema Galliani per l'annientamento della Fiorentina passa per la designazione a dirigere per la famosa gara rinviata a dicembre(vero Tagliente?) che non era il perfido Rosetti, bensì un arbitro meno scandaloso, inoltre si inserisce Fiorentina_Milan in una decade da paura per il risicato organico gigliato: Monaco, Livorno, Milan, Lazio, Juve, Bayern intensificando preparazione e rischio, puntuale, infortuni oltre che stress psicofisico da record ed esborsi per i tifosi viola da finanziamento fideuram...
Oggi sono incazzato, lascio da parte la mentalità ultras, il "a noi della partita non ce ne frega un cazzo" , un beato cazzo! a me della partita interessa eccome, come delle giustizia e dell'onestà. Io sono ultras perchè ho imparato ad amare il calcio come sport, come scontro leale, come duello dove se sono più forte vinco, anche se sono Davide e tu Golia, io con la fionda ti trono...nella Bibbia e senza Rosetti ad arbitrare ovviamente...non a Firenze il 24 febbraio del 2010...
Domenico

UNA SERATA PER GABRIELE SANDRI

                                                              
DOMANI SERA AL SODALZIO

Venerdì 26 Febbraio 2010, alle ore 21.00 presso la sede dell’Associazione Culturale Sodalizio Biancoceleste in Via Poggio Mirteto 21 (zona Somalia-Vescovio) si terrà una serata per ricordare Gabriele Sandri e per continuare a chiedere giustizia giusta.

Interverranno lo scrittore Maurizio Martucci (autore del libro inchiesta su Gabbo) insieme a Giorgio e Cristiano Sandri.
I tifosi del Sodalizio, autori dell’enorme striscione che campeggia in Tribuna Tevere in tutte le partite casalinghe della Lazio allo Stadio Olimpico (Gabriele: per sempre nei nostri cuori) attraverso il loro sito internet hanno promosso una campagna di solidarietà per la famiglia Sandri.

Sempre domani, Giorgio Sandri e Maurizio Martucci saranno ospiti negli studi di Radio Erre 2 (FM 107.7), dove alle 16:00 interverranno in diretta nella trasmissione radiofonica NOI BIANCOCELESTI di Franco Capodaglio.

Insomma, ad oltre 2 anni e 3 mesi dal delitto dell’11 Novembre 2007, Roma e il popolo laziale non dimenticano Gabriele, ora che la Corte d’Appello di Firenze s’appresta a fissare la data del processo di secondo grado contro l’agente di Polizia Luigi Spaccarotella, già condannato in primo grado.

MIRANESE-GIORGIONE

Castelfranco – Un ultras del Giorgione, M.B, 22 anni, di Resana, è stato colpito da Daspo: per tre anni non potrà frequentare seguire incontri di calcio, basket, volley e rugby.

Ad emettere il provvedimento è stato il questore di Venezia Fulvio della Rocca.

Riguarderà anche un minorenne supporter della Miranese, residente a Santa Maria di Sala.

I due, in occasione della partita del 14 febbraio scorso svoltasi a Mirano (Miranese/Giorgione), sono stati protagonisti di una violenta rissa, tanto che uno è finito all’ospedale.

Sono stati identificati e quindi è scattato il divieto di seguire le rispettive squadre per i prossimi tre anni.

SEQUESTRO

La polizia di Ancona ha sequestrato sette fumogeni e un coltello durante i controlli all'arrivo dei tifosi greci del Panathinaikos, giunti via nave in città per la partita di Europa League Roma-Panathinaikos in programma domani nella capitale. I primi gruppi di ultras greci, circa 400 persone, hanno raggiunto Ancona stamani, senza particolari problemi. Nel pomeriggio l'afflusso più consistente: oltre 1.500 tifosi a bordo di 29 pullman sbarcati dai traghetti provenienti da Patrasso. Durante le ispezioni dei bus, disposte dal questore Giorgio Iacobone, i poliziotti hanno trovato i fumogeni, subito sequestrati, e denunciato a piede libero per porto abusivo d'arma il tifoso che contava di farla franca viaggiando con un coltello in tasca.

GUERRIGLIA

Per il Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi, gli scontri del 7 febbraio scorso prima della partita Udinese-Napoli furono «una vera e propria guerriglia» per cui «una misura cautelare – ha detto oggi – è il minimo». A margine dell’udienza del processo direttissimo contro due dei sei tifosi arrestati dalla Polizia con l’accusa di aver partecipato a quegli episodi, Biancardi ha ricordato di aver presentato ricorso al Tribunale del Riesame contro la decisione del Gip di rigettare la richiesta della Procura di applicare misure cautelari nei riguardi dei tifosi. «Una misura cautelare – ha spiegato Biancardi – mi pareva il minimo per dare un segnale concreto a persone che vengono a commettere fatti di questo genere, una vera e propria guerriglia. Nessuno contesta la scarcerazione – ha sottolineato – ma almeno un obbligo doveva essere stabilito». Biancardi ha ricordato che nei riguardi di un altro tifoso del Napoli, Gennaro D’Alesio, accusato anche lui di aver partecipato agli scontro di Udine e arrestato in provincia di Caserta, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha applicato la misura dell’obbligo di firma quotidiana. La decisione del Tribunale del Riesame di Trieste è prevista per i prossimi giorni.

VERGOGNATEVI TUTTI!

Credevo di aver visto tutto il possibile e ponderabile, dopo lo scempio di Monaco. Invece Rosetti ha confermato che alla tracotanza e arroganza del potere in Italia non vi e' limite. Non conoscono pudore e impongono ovunque la loro regola della non regola. A loro tutto e' concesso: in campo come in parlamento. Rosetti in meno di una settimana ha regalato 7 punti al Milan,
nella logica di un campionato giocato a due sotto la Madonnina, mentre la Fiorentina continua il suo campionato ad handicap vessata da infortuni, rimpalli sbilenchi e arbitraggi da inquisizione. Inoltre il regime si estende sui media in maniera intollerabile e comicamente grottesca: sorvolando sulla prima della Gazzetta che ricorda Tribuna Ludu sotto Jaruzelsky o Libero di tutti i giorni, l'ignominia dei telecronisti di Sky intenti a suffragare la tesi del vantaggio era qualcosa di comico e amaro
come nel migliore dei drammi shakespeariani...balbettatori di regime, terrorizzati da ammettere che UN RIGORE E' RIGORE E NON ESISTE IL VANTAGGIO IN AREA.
Ci viene chiesta misura, fair play e tante sacrosante
posizioni etiche e corrette, veniamo diffidati, daspati e perseguitati per una appartenenza prima ancora che per dei reati commessi, ma poi siamo altresì
costretti a subire l'abominio della sopraffazione e della legge del più
forte senza poter batter ciglio. A questo punto pregherei Della Valle di inviare a Roma la primavera come forma di dissenso e all'ottimo Tagliente, sempre teso a scongiurare tensioni e fare trionfare la Giustizia, anziché
inseguire diciottenni fin dentro casa di impedire che a Firenze
venga messa sempre in atto la sagra dell'arroganza.
Galliani disonesto! Rosetti sei un servo!
Domenico

24 febbraio 2010

STRISCIONI INTERISTI

Con Inter-Chelsea ancora una volta è sfida calcistica tra Italia e Inghilterra, con San Siro a fare nuovamente da cornice all'evento. Le storie e le tensioni del campionato si fanno sentire soltanto in parte: mentre la curva nord non ha fatto riferimento alle vicende di Inter-Sampdoria, i tifosi sistemati nella curva opposta si sono mostrati decisamente più polemici. 'Interisti uniti contro tutti', 'Salato il conto per le umiliazioni del derby', 'Cosa inventerete per Udine? Ci rubate le scarpe? Buffoni!', 'Calendari cambiati, rigori ed espulsioni... adesso avete rotto i c...', fino al 'Tagliavento come De Santis'.

INTER-CHELSEA

MILANO - Tensione fra i tifosi prima di Inter-Chlesea. Ci sono stati momenti di nervosismo in piazza Duomo a Milano fra le tifoserie di Inter e Chelsea. Nel pomeriggio, a partire dalle 16, la polizia ha dovuto separare un gruppo di tifosi del Chelsea - che a migliaia hanno invaso la piazza in attesa della partita - da un altro di tifosi interisti, venuti quasi a contatto dopo il lancio di due bottiglie di vetro da parte degli inglesi verso i sostenitori nerazzurri.

Al momento la zona è presidiata dalle forze dell'ordine. Un gruppo di tifosi del Chelsea ha scavalcato le transenne intorno al monumento equestre di Piazza Duomo a Milano e hanno appeso per qualche minuto alcuni striscioni del Chelsea e una bandiera dell'Inghilterra. Le forze dell'ordine sono intervenute per allontanare i supporter della squadra guidata da Carlo Ancelotti. Nel frattempo la situazione è diventata via via più tranquilla. I tifosi dell'Inter sono quasi tutti andati via, mentre quelli del Chelsea hanno continuato a fare cori ma senza creare ulteriori disagi. Uno di loro ha innalzato una finta Coppa dei campioni come buon auspicio per l'avventura europea dei blues.

BRUCIATO POSTER DI PATO - Un gruppo di tifosi nerazzurri, tra quelli riuniti in Piazza Duomo, ha bruciato un poster raffigurante il giocatore del Milan Pato. L'immagine è stata posta accanto al monumento equestre di Vittorio Emanuele II. Prima di bruciarlo, i supporter interisti hanno sputato e lanciato delle monetine sul poster. La polizia è intervenuta immediatamente per fermare l'iniziativa.
(24 febbraio 2010)

GIUSTIZIA PER GENOVA

La sentenza è prevista per aprile. Rischiano alcuni funzionari oggi ai vertici del Ministero degli Internidi MASSIMO CALANDRI

GENOVA - Oltre un secolo di carcere per gli agenti e i super-poliziotti che parteciparono alla sanguinaria irruzione nella scuola Diaz, drammatico epilogo del G8 genovese del luglio 2001. Stamani al processo d'appello il procuratore Pio Macchiavello ha concluso la sua arringa con le richieste di pena per i protagonisti di una delle pagine più nere nella storia della Polizia di Stato: 110 anni di reclusione e passa per 27 imputati (per uno dei poliziotti è già scattata la prescrizione). "Non si possono dimenticare le terribili ferite inferte a persone inermi. La premeditazione, i volti coperti. La falsificazione del verbale di arresto dei 93 no-global. Le bugie circa la presunta resistenza dei no-global. La sistematica ed indiscriminata aggressione. L'attribuzione a tutti gli arrestati di due molotov che erano state portate nella scuola dagli stessi poliziotti". Parole durissime, quelle pronunciate dal procuratore generale.

Che ha preso atto dell'intervenuta prescrizione per molti reati (restano in piedi il falso ideologico, le lesioni personali gravi ed un caso di peculato) ma non vuole siano concesse agli imputati le attenuanti generiche. Pesanti richieste per alcuni funzionari oggi ai vertici del Ministero dell'Intero: 4 anni e 10 mesi di reclusione per Francesco Gratteri, attuale capo dell'Antiterrorismo, e per Giovanni Luperi, oggi responsabile dell'Aisi (l'Agenzia informazioni e sicurezza interna), l'ex Sisde. Quattro anni e 6 mesi per Gilberto Caldarozzi, che fu tra gli investigatori che catturarono Bernardo Provenzano e che oggi dirige il Servizio centrale operativo. Stessa richiesta di pena per Spartaco Mortola, nove anni fa capo della Digos genovese e ora questore vicario a Torino. Quattro anni e dieci mesi per Vincenzo Canterini, che era il numero uno della "Celere" romana - il disciolto Nucleo Anti-Sommossa - che fece irruzione nella scuola occupata dai no-global. Il 21 luglio 2001, poco prima della mezzanotte, i poliziotti sfondarono il portone di ingresso della scuola di via Cesare Battisti: cercavano fantomatici Black Bloc, trovarono delle persone inermi a braccia alzate. Li massacrarono di botte - cinque ragazzi finirono in prognosi riservata - e li arrestarono illegalmente con prove fasulle: secondo l'accusa, tutti erano partecipi e consapevoli di questo vergognoso piano.


Nel novembre del 2008 il processo di primo grado si era chiuso tra le urla esasperate del pubblico - "Vergogna!" - e una condanna per tredici degli allora ventinove imputati: assolti i vertici, quattro anni per Canterini e due per il suo braccio destro, Michelangelo Fournier (quello che confessò di aver visto episodi da "macelleria messicana"), quattro anni anche per Pietro Troiani, il vice-questore che materialmente aveva portato le bottiglie incendiarie nella scuola. Da allora, tutti i super-poliziotti coinvolti nella vicenda sono stati promossi.

L'udienza è ripresa davanti al presidente del tribunale, Salvatore Sinagra, con le conclusioni degli avvocati delle parti civili. La sentenza d'appello è attesa per la metà di aprile.

ONORE A CESARE

Scioperare per il calendario troppo fitto? Per gli anticipi sballati e gli impegni troppo pressanti? Cesare Prandelli non ne vuol sentir ragionare neppure per scherzo e alle domande dei cronisti in sala stampa risponde diretto e sereno:"c'è chi è costretto a scioperare per motivi ben più seri, noi siamo dei privilegiati". Il tecnico della Fiorentina lancia un segnale di rispetto e solidarietà a chi, e sono tantissimi oggi in Italia, è costretto a protestare, in piazza o sui tetti che sia, per salvaguardare il diritto costituzionale al lavoro quando non la vera e propria sopravvivenza. L'allenatore gigliato, tra le righe e con la consuetà sobrietà, ha ricordato un po' a tutti che il calcio è un gioco, i problemi della società, quelli che meritano attenzione, azione e protesta, sono ben altri. Un altro piccolo motivo d'orgoglio per i tifosi Viola che hanno in casa loro un allenatore, anzi un uomo, di questo spessore.

S.P.

PESARO

La Polizia è sulle tracce di altre 15 persone coinvolte negli scontri post partita di domenica.

Intanto il 17enne fermato domenica è stato inibito ad entrare allo stadio per 5 anni con l'obbligo di firmare in questura quando la Vis gioca in casa. Inoltre sempre domenica un uomo di 40 anni è stato denunciato a piede libero. E' ritenuto responsabile di aver lanciato in campo una bomba carta.

Infine i poliziotti aggrediti domenica hanno avuto 12 giorni, 8 e 7 giorni di prognosi.

NEL BENE E NEL MALE

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Ultras, nel bene e nel male

I blogger si confrontano sull’affascinante e controverso mondo del tifo organizzato: unito dalla fede calcistica e diviso dalla violenza
Ultras, nel bene e nel male

Gli ultras sono parte della storia calcistica italiana da ormai molti anni; anzi, la storia del calcio, l’hanno costruita proprio loro, con la passione, i colori e i loro cori.
Il calcio senza i supporter non sarebbe lo stesso, perderebbe uina grande parte del suo fascino e della sua bellezza. Eppure, in seguito ai recenti fatti di cronaca, che hanno visto violenza e razzismo entrare negli spalti di numerosi stadi, le tifoserie stanno rischiando grosso. C’è chi parla di trasferte vietate, di partite a porte chiuse, di tessere del tifoso, e di eserciti negli stadi.

Il mondo degli ultras è quindi diviso a metà. C’è chi continua a sostenere che il loro sia uno stile di vita indiscutibile: condividono una fede, hanno un’unica passione, fanno chilometri per seguire la loro squadra del cuore. Sono uniti, non tradiscono mai: contestano, ma non si tirano indietro. C’è invece chi associa a questo nome violenza, razzismo, disobbedienza e inciviltà. Dov’è la verità?

Per iniziare la conoscenza di questo mondo così affascinante, riprendiamo le parole poetiche di Ultrasblog:

L’ultras non ha volto, spesso un cappuccio gli copre la testa, una sciarpa la bocca. L’ultras non si veste in modo normale, non segue le mode, boccia le novita’.
L’ultras attacca se attaccato, aiuta nel bisogno.
L’ultras non smette di essere tale appena si toglie la sciarpetta o rientra a casa dopo una trasferta, continua a lottare 7 giorni su 7.
Gli ultras sono diversi ma li unisce l’amore per la propria squadra, la tenacia nel resistere oltre 90 minuti in piedi sotto la pioggia o al freddo, li unisce il riscaldarsi con un coro cantato a squarciagola, li unisce la passeggiata goliardica nella citta’ avversaria, li unisce la gioia di partire per una trasferta e la stanchezza del ritorno, li unisce quel panino diviso in due dopo ore di digiuno, li unisce quella sigaretta offerta nello scompartimento e ridata in curva.
L’ultras non e’ violenza gratuita, e’ la difesa intransigente di uno stile di vita messo in pericolo da biglietti nominativi, dalle pay-tv, dall’imborghesimento delle nuove generazioni, dalla tv-spazzatura e, soprattutto, dalla repressione.

Piscicelli Vincenzo parla di alcune curiosità e riflessioni sul mondo calcistico visto con gli occhi dei tifosi; interessanti sono i risultati di un sondaggio inglese sul tempo speso dai tifosi a pensare alla propria squadra del cuore:

Per alleggerire i toni e stemperare “le tensioni calcistiche”, un sondaggio inglese ha stabilito che i tifosi di calcio pensano alla propria squadra ogni 12 minuti, i più sfegatati (il 7 % dei 2000 intervistati) ogni minuto, mentre lo scrittore napoletano Luciano De Crescenzo si è espresso in questi termini “Quello per la squadra di calcio è l’ unica forma di amore eterno che c’ è: si cambia città, moglie, lavoro, casa, fidanzata, ma la squadra no, rimane sempre quella per la vita”.

La passione per il calcio offre tanti spunti dal goliardico al socio-culturale, dallo storico all’attualità, l’importante e’ non esagerare, discutere in modo pacato rimanendo nei limiti dell’umorismo cosiddetto “sfottò” o in rima “Stylus Magistri” del maestro canosino Peppino Di Nunno. Il calcio è uno sport che dal nord al sud deve unire e non dividere, non esistono le razze umane: né quella nera né quella bianca!

Il mondo ultras è da tempo oggetto di studio proprio perchè racchiude i caratteri di un vero e proprio movimento sociale, contraddistinto da quella che il sociologo Durkheim chiamerebbe effervescenza collettiva: il tifo organizzato condivide infatti quel forte sentimento aggregato capace di superare le singole individualità.
A tal riguardo, per gli appasionati di questo mondo, da non perdere il libro di Andrea Ferreri, esperto di cultural studies, insider negli ambienti controculturali: Ultras, i ribelli del calcio. Quarant’anni di antagonismo e passione.
Stefano Donno ce ne parla nel suo blog:

A quarant’anni dalla storica comparsa dei primi gruppi italiani (1968), il fenomeno ultras è sottoposto ad una delle più dure repressioni della sua storia. Trasfigurato dal nuovo mondo calcio e dall’estrema rigorosità delle attuali norme antiviolenza, è oggi in crisi di identità, di valori praticamente ovunque. Questo libro racconta la storia e le dinamiche dell’agire ultras, le influenze, le mode, le frustrazioni e tenta di tracciare lo sviluppo di un fenomeno in continua evoluzione. Infine passando in rassegna le esperienze di molti gruppi italiani e le oscure vicende che stanno attanagliando il mondo del calcio, questo libro si pone come una riflessione inside, un lavoro partecipato che analizza dall’interno le dinamiche e le espressioni di uno dei più contraddittori fenomeni riottosi contemporanei.

Ultimamente le tifoserie di tutta Italia, da nord a sud, sono state al centro della cronaca nazionale per avvenimenti che hanno poco a che vedere con lo sport. Bondolasmarsa si domanda se è ancora lecito parlare di calcio in seguito a tali avvenimenti:

Cori contro BALOTELLI, tessera del tifoso, ingressi a tornello, divieti di trasferta, la sassaiola subita a TARANTO dai tifosi gialloblù, forze dell’ordine in gran numero, fumogeni e lacrimogeni come in guerriglia, ululati razzisti, il CASMS e le restrizioni nel vedere le partite, i tifosi che pur di vedere una partita vanno allo stadio anche con stampelle ma vengono fermati per ordine del prefetto, i 1000 controlli per portare allo stadio una bandiera (e non vi dico che controlli si devono passare per esporre uno striscione), politica, violenza, recidiva e pregiudizi vari mascherati da ‘tipico umorismo da stadio’… Ma è ancora calcio? Ma davvero è il caso di criticare coloro che scelgono di rimanersene a casa, comodamente seduti sul divano, a guardarsi spettacoli calcistici (spesso deludenti) sulle TV a pagamento e bollarli come pantofolai e finti tifosi? Non è che il calcio e tutto quello che ci gira attorno stà esagerando ed esploderà in faccia a qualcuno uno di questi giorni?

Per comprendere meglio la portata dei fatti, scendiamo nel particolare. A Reggio Calabria sei ultras amaranto sono stati arrestati dagli agenti della polizia di Stato con l’accusa di rissa aggravata, lesioni personali gravi e porto abusivo di armi atte ad offendere. Ce ne parla reggiopress:

Dalla prima attività investigativa svolta per capire le ragioni di tanta violenza, è emerso che due gruppi di ultrà della Reggina, quelli dei “Boys” e quelli degli “Ultrà Gebbione” si erano affrontati nella zona dello stadio a seguito di una prima rissa scoppiata sabato pomeriggio sugli spalti dello stadio “Romeo Menti” di Vicenza e sedata dal personale di polizia impegnato nel relativo servizio di ordine pubblico. Nel corso della operazione di polizia sono state sequestrate 14 armi improprie tra bastoni di legno, spranghe di ferro e aste rigide utilizzate dai partecipanti alla rissa.

A Catanzaro, invece, i riflettori sono stati puntati verso chi, in curva, propone inni contro la polizia. Angelo Pisani spiega che va incontro a una condanna chi, allo stadio, esorta i tifosi a scandire slogan offensivi contro le forze dell’ordine. Lo sottolinea la Cassazione, confermando la condanna a cinque mesi e 10 giorni di reclusione (pena sospesa) inflitta a un uomo dalla Corte d’appello di Catanzaro per istigazione di reato. L’imputato era invece stato assolto in primo grado dal GUP di Crotone “perché il fatto non sussiste”:

Il giudice aveva ritenuto che da parte dell’uomo, il quale, capo della tifoseria del Crotone, aveva sollecitato gli ultras a scandire slogan quali “celerino pezzo di m…” e “poliziotto primo nemico”, non vi era stata un’istigazione né al reato di oltraggio, né all’ingiuria, poiché tali offese riguardavano il “prestigio di un’intera categoria e non il decoro di una signola persona”, e non erano state “pronunciate al cospetto dell’organo cui erano rivolte”.

La Suprema Corte (prima sezione penale, sentenza n. 4081) ha rigettato il ricorso dell’imputato contro il verdetto d’appello di condanna: “non si ritiene invero di poter avallare un’artificiosa distinzione fra i singoli soggetti appartenenti a una categoria e la categoria stessa” dato che “l’appartenenza ad una categoria costituisce parte integrante anche ai singoli soggetto-persone fisiche, i quali hanno diritto a essere tutelati anche quali singoli appartenenti ad una categoria, sicché le offese alla categoria non possono ripercuotersi anche sui singoli appartenenti ad essa”.

Gli slogan contro le forze dell’ordine non sono gli unici atti a essere stati sanzionati. Altro tema al centro della bufera riguarda i cori razzisti. Se da un lato sono molte le tifoserie che ogni anno organizzano raduni contro il razzismo e che puntualmente ogni domenica si dissociano dai fischi e dagli offensivi sfottò rivolti nei confronti di giocatori di colore, c’è ancora chi, pur rappresentando una minoranza, continua a distinguersi in negativo.
Ne sa qualcosa, Mario Balotelli, giocatore di colore dell’Inter, che è stato spesso una vittima di questi attacchi. In seguito agli ultimi episodi si è espresso anche Roberto Maroni, Ministro dell’Interno, e Quillee riporta le sue parole:

«Tolleranza zero» nei confronti del razzismo nel calcio, al punto che di fronte a cori razzisti l’arbitro dovrebbe «interrompere la partita». La pensa così il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che durante «L’intervista» su SkyTg24 trasmissione condotta da Maria Latella, ha comunque sottolineato che questa non è una decisione che spetta al suo dicastero. «Io sono milanista – ha spiegato – ma nutro per Balotelli una profonda simpatia. E’ un simpatico sbruffone oltre che essere un grande campione». «È spesso difficile – ha sottolineato Maroni – distinguere tra un coro razzista e uno sfottò legato all’appartenenza di un calciatore all’altra squadra. Ma proprio perchè è difficile, io sono convinto che non si debba sottovalutare. Non dipende dal ministro dell’Interno intervenire quando c’è una partita in corso, ma credo davvero che la Figc debba darsi delle regole molto rigide: se c’è anche il minimo dubbio che ci sia un coro razzista – ha concluso Maroni – l’arbitro deve immediatamente sospendere la partita e prendere provvedimenti conseguenti».

Razzismo e violenza sarebbero le maggiori colpe attribuite agli ultras. Partite giocate a porte chiuse, controlli sempre più maniacali, divieti, sanzioni alle squadre, la situazione sembra essere sfuggita da ogni tipo controllo, soprattutto se si pensa che si sta pur sempre parlando di calcio, di uno sport che dovrebbe trasmettere disciplina e controllo. Ma cosa sta cambiando? Una volta, passare una domenica allo stadio sembrava essere cosa facile per tutti, si acquistava con facilità un biglietto e si assisteva a 90 minuti di entusiasmanti azioni sportive, contornate dallo spettacolo sonoro e visivo delle curve dei tifosi. La violenza e il razzismo non ha nulla a che vedere con questo mondo fatto di goal in campo e coreografie sugli spalti.

A smentire quest’immagine, le parole del capo della Digos di Napoli, Antonio Sbordone, in seguito agli ennesimi episodi di disordine che hanno condotto agli arresti di alcuni supporters. Napolisoccer riporta una parte dell’intervista:

Gente che va allo stadio solo per fare a botte?
«Non credo molto nella tesi della premeditazione. Questi tifosi vanno alla partita muniti di spranghe e armi varie proprio perché fa parte della loro mentalità. Poi, quando si verifica l’occasione, scatta la violenza. Ovviamente l’occasione può essere anche minima, un banale pretesto. Anche nel caso di Udine, il gruppo di tifosi si è spostato in un modo assolutamente disorganizzato. Arrivato lì, ha colto il primo pretesto per sfogare la propria aggressività».

La situazione è peggiorata?
«Da quando le trasferte sono meno organizzate, non si usano più i treni, e i tifosi si spostano contando spesso e volentieri su mezzi propri, allora anche i controlli diventano più difficili, e i violenti sperano nell’impunità. Nonostante i continui sforzi delle forze dell’ordine, che hanno prodotto numerosi arresti, è ovvio che in una situazione del genere qualcuno possa sempre sfuggire ai controlli».

Un divieto permanente di trasferta non pregiudicherebbe l’immagine dell’intera tifoseria?
«In un periodo nel quale ogni trasferta è rischiosa, non vedo alternative».

ZURIGHESI

GOSSAU - Cinque hooligan zurighesi tra i 22 e i 28 anni sono stati condannati a pesanti pene pecuniarie e multe nel canton San Gallo. Il 22 aprile 2009 avevano partecipato a scontri con la polizia a Wil dopo la partita di calcio tra la squadra locale e il Winterthur, che militano nella Challenge League.

I cinque teppisti, tutti di Winterthur, sono stati condannati con decreti d'accusa dall'Ufficio dei giudici istruttori, ha indicato oggi la Procura cantonale sangallese: uno al pagamento di 10'800 franchi senza condizionale, gli altri a pene pecuniarie con la condizionale tra i 6'000 ai 13'000 franchi, cui si aggiungono multe fino a 2'200 franchi. Per tre anni i giovani hooligan non potranno inoltre recarsi allo stadio per seguire partite di calcio e di hockey di serie A e B.
ats

23 febbraio 2010

LECCO

Il Lecco dovrà pagare una multa di sei mila euro perchè i propri tifosi, al termine del match contro l'Arezzo giocato la scorsa fine settimana e valevole per la settima giornata di ritorno del girone A di I divisione di Lega Pro, hanno intonato cori razzisti nei confronti di un giocatore di colore dei toscani e cori offensivi verso le forze dell'ordine

CURVA NORD MILANO

(ANSA) - MILANO, 23 FEB - Domani niente riferimenti alle decisioni del giudice sportivo ma solo sostegno alla squadra: cosi' i tifosi della curva nord dell'Inter.

'La Nord - si legge in un comunicato sul sito ufficiale della curva - ha deciso che mercoledi' si asterra' da qualunque riferimento agli accadimenti di domenica ed alle conseguenze subite dall'Inter in termini disciplinari. Contro il Chelsea la Curva invita lo stadio a riversare il proprio legittimo risentimento nell'incitamento alla squadra'.

UDINESE-NAPOLI

(ANSA)- UDINE, 23 FEB -Nove tifosi friulani sono stati denunciati oggi all'autorita' giudiziaria per gli scontri del pre-partita Udinese-Napoli fuori dallo stadio.

La Squadra Mobile e la Digos della Questura di Udine con la Procura friulana, stanno cercando di ricostruire quanto accaduto alcune ore prima dell'inizio della partita quando gruppi delle opposte tifoserie sono venuti a contatto. Negli scontri ci sono stati alcuni feriti e un tifoso friulano e' stato colpito da un'arma da taglio.

APPELLO

Un appello a "battere la Juventus per gli operai della Fiat di Termini Imerese" è stato rivolto dai tifosi del Palermo al capitano della squadra Fabrizio Miccoli e ai giocatori in vista dell'incontro di domenica prossima a Torino. L'iniziativa è stata lanciata attraverso il sito www.tifosirosanero.it, che chiede a tutti i sostenitori della squadra siciliana di inviare una cartolina a Miccoli e compagni sollecitandoli a vincere la partita con la Juventus "solo ed esclusivamente per gli operai della Fiat di Termini Imerese".

SOLO MULTE

In seguito agli incidenti avvenuti all'interno dello stadio "Olimpico" nel corso della gara tra Juventus e Genoa disputatasi domenica 14 febbraio, il Giudice Sportivo ha inflitto rispettivamente un'ammenda di 19.000 euro alla società bianconera e una di 40.000 euro alla società genoana. Nessuna squalifica per lo stadio "Olimpico", rimasto "immacolato" nonostante un'ustione di 2° e 3° grado rimediata da un agente di polizia ferito da un petardo proveniente dal settore dove stazionavano i sostenitori del Genoa.


Ecco cosa viene riportato dettagliatament nel verbale della Giustizia Sportiva:

Il Giudice Sportivo, a scioglimento della riserva di cui al provvedimento del 16 febbraio 2010 (C.U. n. 205); lette la relazione integrativa del Procuratore federale del 19 febbraio 2010 e le allegate note della Questura di Torino e dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive; rilevato che sostenitori della Soc. Genoa, tra il 15° ed il 30° del primo tempo:

a)dal settore loro riservato, effettuavano un fitto lancio di petardi, nonché di pezzi di sedili divelti, nel contiguo settore denominato “Curva nord”, occupato dai sostenitori della squadra avversaria;
b)entrati nel settore denominato “Intercinta”, tentavano di abbattere i cancelli divisori con la “Curva nord”, scardinandone uno e non conseguendo l’intento per l’immediato intervento delle Forze dell’ordine;
c)in quest’ultimo contesto, colpivano con un artifizio pirotecnico (presumibilmente un “fumogeno”) un agente di Polizia, cagionandogli ustioni di II° e III° grado in zona toracica, giudicate guaribili in quaranta giorni;

rilevato altresì che sostenitori della Soc. Juventus, nelle medesime circostanze, facevano esplodere alcuni petardi, lanciandone altri nel settore occupato dalla tifoseria avversaria;
considerata la rilevanza disciplinare di tali comportamenti e valutata ai fini sanzionatori la sussistenza, per entrambe le Società, delle circostanze attenuanti di cui all’art. 13, n. 1, lettere a) e b) CGS, per avere svolto una idonea attività di prevenzione e di collaborazione con le forze di Polizia; visto l’art. 14, nn. 1,2,e 5 CGS, delibera di infliggere alla Soc. Genoa  la sanzione dell’ammenda di € 40.000,00 con diffida ed alla Soc. Juventus la sanzione dell’ammenda di € 15.000,00.

ENTRARE O ENTRARE?

La Roma biancoceleste è divisa. I vari forum della Lazio si stanno scatenando sulla protesta promossa dalla Curva Nord che invita a disertare la partita contro la Fiorentina in programma sabato alle 20,45 all'Olimpico in segno di dissenso contro l'attuale dirigenza. Andare o no allo stadio è l'amletico dubbio dei tifosi. Ci sono gli indecisi, che nonostante l'invito a 'guardare oltre la partita se vogliamo avere un futuro diverso', come si legge su un forum, sottolineano che 'di contro c'è una partita cruciale fondamentale per la salvezza'.
La sensazione è che prevalga nettamente il fronte dei 'non si entra'. Negli ultimi mesi i contestatori di Lotito sono cresciuti in maniera esponenziale e, qualora la protesta dovesse riuscire, sarebbe l'ennesimo duro colpo per un presidente che è ogni giorno sempre più solo.
(Leggo - Edizione Roma)

UISO OLIMPIA 71-SPES BATTIPAGLIA

Napoli, 22 feb. (Apcom) - Otto calciatori diciassettenni sono stati denunciati per rissa e sottoposti al Daspo dal questore di Napoli vietandogli l'accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive. I fatti risalgono al 30 gennaio scorso quando il direttore di gara dell'incontro di calcio Uiso Olimpia 71-Spes Battipaglia, fu costretto a interrompere la partita per una rissa scoppiata tra gli stessi giocatori. I poliziotti del Commissariato San Giovanni-Barra hanno denunciato due tesserati della Spes Battipaglia e sei della Uiso Olimpia. Gli agenti, in sede di identificazione, hanno accertato anche che uno dei calciatori della Uiso Olimpia non aveva giocato quella partita facendo così emergere anche una situazione di falso con sostituzione di persona e frode sportiva.

COME TALEBANI

Di William Anselmo

Dove andremo a finire? Mi viene da pensare a questo dopo la notizia di ieri diffusa dalle agenzie di stampa che raccontavano dell’arresto di due tifosi del Palermo addirittura “sorpresi a sostare nell´area di attesa dell´aeroporto "Falcone Borsellino", dove era previsto l´arrivo di un cospicuo numero di tifosi laziali” – si legge su AGI NEWS on line.

La Questura di Palermo, per evitare possibili scontri tra le tifoserie di Palermo e Lazio, aveva avviato un’attività di controllo nella giornata di domenica “I servizi di prevenzione di specifica competenza del personale della Digos, erano stati organizzati, fin dalle prime ore di domenica, presso l´aeroporto e la stazione ferroviaria, oltre che lungo i tratti di transito e sosta del centro urbano”. Così le forze dell’ordine, durante tali controlli, hanno identificato anche due giovani tifosi palermitani di 19 e 22 anni, “conosciuti come molto vicini alle frange del tifo estremo rosanero” e già colpiti da provvedimento Daspo.

In molti pensano che il “Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive” riguardi solo lo stadio e quindi vieti l’accesso solo agli impianti sportivi, invece no. Il Daspo va applicato anche alle zone interessate alla sosta, al transito e al trasporto dei tifosi. Quindi quei tifosi, all’aeroporto di Palermo, non potevano stare.

Per chiarezza, io sto con lo Stato. Ma vi rendete conto dell’assurdità di queste norme? Due giovani vengono fermati in un luogo pubblico, con i vessilli della propria squadra del cuore nel baule dell’auto e questo è bastato per farli trarre in arresto e probabilmente ad estendere il provvedimento per altri anni. Non avevano ancora fatto niente, ne’ loro, ne’ i loro amici. Insomma, è una sorta di “guerra preventiva” americana, come quella al terrorismo che portò all’invasione in Iraq.

L’Italia è uno dei pochi Paesi in Europa che non ha ancora saputo risolvere il problema degli ultras violenti. Perché? L’abbiamo visto anche a Torino, in Juventus-Genoa dove tra seggiolini volanti, addirittura un agente è rimasto ferito da un petardo. Le nuove norme non hanno eliminato il problema. Hanno ridotto, ma non eliminato il fenomeno e il prezzo pagato dai tifosi “normali” al momento è sempre troppo caro: gli stadi si sono svuotati, hanno perso il colore e il folclore tipico di una volta.
Mediagol.it

GRADINATA NORD ALESSANDRIA

Tutti i gruppi della gradinata nord esprimono totale dissenso riguardo la presunta strumentalizzazione sottolineata da alcuni giornalisti in merito allo striscione esposto domenica scorsa a Como, in cui si invitava il presidente bianchi a cedere l’Alessandria calcio.
Abbiamo deciso di intervenire, prendendo una posizione, per sensibilizzare l’attuale proprietà a continuare a volere il massimo per i colori che portiamo in giro per l’Italia, senza alcuna forzatura o intervento esterno, e se qualcuno in tribuna era già a conoscenza di quanto sarebbe avvenuto di lì a poco è solo perché le nostre riunioni non sono carbonare né avvengono in scantinati polverosi, ma in luoghi dove tutti i frequentatori della gradinata sono liberi di intervenire ed esprimere una opinione.
Abbiamo duramente contestato il presidente Bianchi nei primi due anni di gestione, periodo in cui, grazie all’operato di persone incompetenti e/o in malafede siamo stati costretti a vivere stagioni da dimenticare, ma rendiamo atto all’attuale dirigenza di essere riuscita, in un triennio fantastico, a riportare i grigi in un campionato bello ed importante come la lega pro 1, facendo vivere a tutti gli appassionati alessandrini emozioni che sembrava oramai potessimo solo sognare.
Il merito di tutto ciò è naturalmente da condividere tra tutti i protagonisti, tra i quali il presidente, al quale tributeremo naturalmente un grande applauso ed un enorme grazie per il cammino intrapreso nel 2005.
Non siamo però degli sprovveduti, a dispetto di quello che pensano alcuni, e sappiamo benissimo le difficoltà attuali in cui la società si dibatte, cominciate nella scorsa primavera: allenatori delle giovanili che “fuggono” a Casale e Tortona, fornitori che vantano crediti destinati purtroppo a crescere, difficoltà e ritardi nel pagamento delle spettanze mensili di staff e giocatori. Non bisogna essere dei geni per rendersi conto di una situazione perlomeno difficile, a questo punto sanabile solamente con l’ingresso di nuovi capitali, che abbiano come unico interesse il bene dell’Alessandria calcio.
Già nel mese di dicembre, conoscendo questa situazione, avevamo chiesto ed ottenuto un incontro con il presidente, durante il quale lo stesso ci aveva garantito che la stagione attuale sarebbe stata portata a termine senza problemi, per poi purtroppo venire smentito dai fatti.
Abbiamo già toccato il fondo nel 2003 e vorremmo in tutti i modi evitare che simili situazioni si possano ripetere, dopo aver dimostrato a tutta Italia che tipo di piazza è la nostra, soltanto l’idea di un nuovo disastro economico e conseguente discesa negli inferi del calcio ci fa rabbrividire.
Abbiamo sempre fatto il tifo per la maglia grigia e seguito questa squadra ovunque senza alcun interesse, soltanto spinti dalla nostra passione e naturalmente continueremo a farlo, indipendentemente da chi sarà protagonista in campo o dietro la scrivania.
GRADINATA NORD ALESSANDRIA

PANOLADA

I tifosi livornesi sono pronti alla 'panolada' per protestare contro le sviste arbitrali contro la loro squadra a Firenze e, per questo, il centro di coordinamento dei club, che raccoglie migliaia di soci, invita i suoi tifosi per domenica, in occasione del derby casalingo contro il Siena, a farsi sentire in modo "civile e ben visibile" sventolando un fazzoletto bianco. Quello contro i bianconeri per gli amaranto è un autentico spareggio-salvezza, da affrontare con la squadra decimata dalle squalifiche (e così nel mirino torna la direzione di Celi che ieri a Firenze, anche secondo il presidente Aldo Spinelli, ha penalizzato gli amaranto) e quindi più che il tempo delle polemiche, per i club organizzati, è il momento di stringersi intorno alla squadra senza divisioni e senza controproducenti critiche a questo o quel giocatore. "Domenica - scrive il centro di coordinamento in una nota - spegnete la televisione, lasciate per una volta Sky, Mediaset Premium o Dhalia e correte numerosi allo stadio. Torniamo tutti insieme a fare del Picchi quel catino ribollente di tifo e di passione che ormai è solo nei nostri ricordi e poichè non possiamo restare muti di fronte alle ripetute sviste arbitrali che troppo spesso ci penalizzano, scegliamo un modo di protestare civile e ben visibile. Seguendo l'esempio adottato dai tifosi spagnoli in simili circostanze, con la famosa 'Panolada', portiamo tutti un fazzoletto bianco da sventolare sugli spalti durante la partita per manifestare il nostro disappunto e la nostra protesta".

CINQUE

Dopo tanta pioggia la giornata di domenica si presenta serena e assolata. Presenti anche cinque tifosi venuti da Bitonto. Continua intanto lo “sciopero” del tifo dei tifosi rossoblù che per 15 minuti rimangono in silenzio per protestare contro la decisione della questura presa dopo la sconfitta interna contro il fasano: da allora cinque ultrà rossoblù subirono il provvedimento “daspo” e non possono partecipare per cinque anni a manifestazioni sportive. Casertana che presenta una novità in formazione: il capitano Raucci è in panchina. L’allenatore Feola in settimana aveva detto che non avrebbe guardato in faccia nessuno dopo la sconfitta di Bacoli; da qui la scelta di relegare in panchina il capitano, reo di aver mostrato scarso impegno durante la settimana. Casertana che parte forte: dopo 20 secondi Gilfone si presenta in area ma il suo cross non trova buon fine. Durante i primi 30’ minuti la partita si presenta noiosa e spezzettata: provano a ravvivarla Mautone e Olcese che si cercano in continuazione provando a creare pericolo nell’area del Bitonto.

ANIMALS UNITED

LONDRA, 22 febbraio - Una delle rivalità più antiche e sentite nel calcio inglese è quella tra Manchester United e Liverpool. Quando ancora imperversavano gli hooligans, i tifosi dei due club se le davano di santa ragione. Adesso che il fenomeno della violenza negli stadi in Gran Bretagna è un ricordo del passato (se si eccettua qualche sporadico episodio) i supporter di Red Devils e Reds si limitano a lanciarsi sfottò. Ma per odiarsi si odiano ancora. Nonostante questo, sono pronti ad allearsi per inscenare una clamorosa protesta. I due club hanno infatti una cosa in comune: sono di proprietà di imprenditori americani che sono detestati dai tifosi.

Il prossimo mese all’Old Trafford è in programma la sfida Manchester United-Liverpool. E in quell’occasione i supporter delle due squadre potrebbero lanciare un’inedita protesta congiunta. Secondo il “Manchester Evening News” trattative in questo senso sono già state avviate dai fan club più rappresentativi. Guardando ai successi dei due club negli ultimi anni, c’è da chiedersi che cosa abbiano da protestare i tifosi. Quelli del Manchester ce l’hanno con la famiglia Glazer perché i debiti della società sono arrivati alle stelle e mettono a rischio il futuro. Stesso discorso per il Liverpool sotto la gestione congiunta di George Gillett e Tom Hicks.

Difficile pensare che i tifosi delle due squadre marcino insieme prima della partita del 21 marzo. Esiste infatti il pericolo che l’estemporanea alleanza venga dimenticata e che scoppino incidenti. Saggiamente, i leader delle due tifoserie hanno pensato che è molto meglio limitarsi a protestare dentro l’Old Trafford con striscioni e cori congiunti.

AZIONARIATO POPOLARE

(ASCA) - Roma, 22 feb - ''Un sogno che diventa realta''', una iniziativa ''che vuole mettere l'Italia al passo con gli altri Paesi europei'', e che ha l'obiettivo di far collaborare i tifosi con la societa' per la crescita del club. Questi i punti del progetto dell'azionariato popolare per la Roma, un'iniziativa che, mette in chiaro il principale promotore Walter Campanile, non ha assolutamente l'obbietivo di rilevare la maggioranza della societa'.

Si puntera' piuttosto sulla partecipazione, anche minima, al capitale sociale dell'As Roma, perche', spiega ancora Campanile, ''preferisco una azione che appartenga a un milione di persone che un milione di azioni che appartengono ad una sola persona''.

Il promotore dell'iniziativa sottolinea infatti che l'azionariato popolare non nasce ''per andare contro qualcuno ma per la Roma''. L'obiettivo, aggiunge, ''e' quello di essere una gamba stabile del club'' attraverso ''la partecipazione e la collaborazione dei tifosi con la squadra''.

Il primo passo sara' quello dell'assemblea costituente che si terra' il 21 aprile, giorno in cui si festeggia il compleanno della Roma, e vi prenderanno parte 83 (tanti quanti sono gli anni del club) tifosi, alcuni di questi anche esponenti del mondo della cultura, dello spettacolo, della politica e dello sport, che rappresentano ''tutte le sfaccettature del tifo romanista''.

L'assemblea costituente dovra' approvare la struttura e lo scopo sociale dell'associazione: tra le altre cose, obiettivo dell'azionariato sociale e' quello di ''creare una rappresentanza di tifosi che sia democratica e responsabile e che possa collaborare con la AS Roma, quale entita' esponenziale degli interessi dei suoi appassionati. Assistere e sostenere, anche attraverso la partecipazione al capitale sociale'', il club giallorosso ''favorendone la crescita sportiva''.

All'associazione, ''senza scopo di lucro'', si potra' aderire sottoscrivendo una quota di partecipazione che varia a seconda dell'eta' e della residenza. Il progetto Azionariato Popolare per la Roma nasce attraverso un social network per sondare il reale interesse della tifoseria giallorossa su questo argomento. In un solo mese ci sono state oltre 7000 adesioni ''piu' di quelli dell'Arsenal'', spiega Campanile.

Al momento ''non ci sono rapporti'' con l'As Roma, precisa ancora il promotore dell'iniziativa, il quale si dice comunque ''sicuro che la grande serieta' e l'impegno che ci stiamo mettendo sara' apprezzato''.