Si è parlato della “Tessera del tifoso” e di memoria nell'assemblea pubblica organizzata sabato scorso nella sala riunioni del Centro socio-culturale "Romagnoli" di via Aminaleda Curva Est e Centro Coordinamento Ternana Club, con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Terni. Relatori dell'incontro sono stati Lorenzo Cantucci, avvocato romano tifosissimo della Roma; Giovanni Adami, avvocato del foro di Udine, esperto in legislatura da stadio e di vita vissuta in Curva (è un ultras dell'Udinese) ed impegnato sovente nei processi a carico degli Ultrà della curva Sud del Milan; Valentina Cecchi, psicologa autrice di una tesi sul mondo Ultras (tradotta in più lingue) che sta presentando in giro per l'Europa. Poco “folta” la rappresentanza delle istituzioni: Massimo Carignani, presidente CONI Terni; Vincenzo Ferone, ex arbitro ed ex team manager della Ternana; alcuni consiglieri comunali. Ha aperto gli interventi
Lorenzo Cantucci, che si è soffermato sull'incostituzionalità dell'art. 9 del decreto Amato e ancor di più, della Tessera, che verrà negata ad ogni tifoso che è stato od è destinatario di una diffida. Cantucci ha sottolineato come questo strumento, che doveva essere facoltativo, sarà invece imposto alle società dal Ministro Maroni. Per il legale romano si fa falsa informazione dicendo che la Tessera dovrebbe servire a “Fidelizzare i tifosi ed a limitare gli incidenti, riportando le famiglie allo stadio” visto che in alcune partite “a rischio” continuano ad esserci scontri pesanti, quando invece le statistiche riportano il contrario (calo degli incidenti e dei danni). Portando ad esempio il caso di Roma-Napoli del 31 Agosto 2008, quando i napoletani vennero accusati di numerose “nefandezze”, mai compiute, al solo scopo di vietargli le trasferte successive e dire che il problema è ancora lungi dall'essere superato. Non ha mancato di spiegare cosa è, in concreto, questa Tessera: “Una carta di debito, una tessera prepagata, un Bancomat, che nelle parole del Ministero andrà a sostituire i biglietti nominali e che premia i “buoni tifosi” con sconti e privilegi, mentre in realtà è soltanto una schedatura commerciale”. Cantucci. ha ben spiegato quali sono i problemi connessi: la tracciabilità, tramite le transazioni, i ricavi con le transazioni per le banche (50 cent a transazione, ndr); come il tifoso si trasformi in un “Bancomat ambulante”, a cui viene quasi imposto dove, come e con che cosa comprare; come le colpe dei padri ricadano sui figli, specie se minorenni (in Italia, salvo imposizioni giudiziarie, il padre ha sempre la patria potestà). “Il problema è giuridico, sociale, economico”, secondo l'avvocato, dove l'Osservatorio Nazionale si è trasformato in un “Giudice degli Ultras, che si dovranno comprare la libertà”. Altre le incongruenze della Tessera e la mancanza di una sua disciplina, di un progetto: “Per una trasferta giudicata a rischio, con la Tessera del tifoso non potrò andare nel settore Ospiti, ma in un altro sì. Sono uscite diverse circolari, ma poco contano. Abbiamo interpellato diverse volte il Ministro Maroni, anche in Parlamento, ma non ci ha mai risposto”.
La psicologa
Valentina Cecchi ha affrontato la problematica dal punto di vista sociale, dell'”Obbligatorietà e del controllo”. Infatti, uno spettatore (quindi anche un tifoso occasionale), “Non potrà svegliarsi una domenica e scegliere se andare alla partita o no, perché magari piove: devo fare prima, non posso scegliere all'ultimo, con notevoli implicazioni logistiche. Infatti, la Tessera deve essere iscritta alla società, che invia la documentazione alla Questura, che a sua volta dovrà mandare la richiesta al Ministero... Ci vogliono mesi, nelle migliori delle ipotesi, settimane. Pensate se una persona lavora all'estero e torna due settimane ogni 4-6 mesi. Dovrà organizzarsi per tempo, sperando che non abbia contrattempi. La carta può essere ricaricata soltanto in banca, e le banche sono chiuse il sabato e la domenica”. Ha ricordato che non c'è possibilità di scelta, a differenza dell'Inghilterra, dove si può andare allo stadio anche senza la Tessera e non è imposta dal Ministero degli Interni. Interessante anche la sua analisi sulla nascita del "Tifoso ufficiale" (quello con la tessera in tasca), una forma di discriminazione per chi la tessera non l'avrà, che diventerà il "Tifoso non ufficiale"! Un metodo per selezionare la clientela, al fine di rendere produttive determinate strategie economiche. La Dott.ssa non ha mancato di ricordare come il “Mondo Ultras sia in evoluzione, domandi e si informi per essere nella legalità”.
Cantucci è tornato poi sulla “storiella” del riportare le famiglie allo stadio: “Se non cala il prezzo del biglietto, è un po' difficile. Non è nelle possibilità di tutti. Se poi una partita, su Mediaset Premium, costa 7-8 euro... Oppure, se un ragazzo cambia posto, magari per andare a recuperare una bandiera, viene multato di 250 €. La seconda volta, viene diffidato”. Ricorda che anche la maggior parte delle società di calcio sono contrarie, tranne probabilmente le “Grandi”, che sono ormai Spa ed hanno un'ampia base di tifosi, con numerosi sponsor ed aziende collegate a cui interessa avere una clientela fissa e non un tifoseria. Le “piccole” temono, infatti, un calo medio degli spettatori, con introiti diminuiti ed, in più, i costi di gestione dell'intero sistema Tessera.
L'ultimo relatore è stato l'Avvocato
Adami, che ha sottolineato inizialmente come la protesta dal basso si cominci a far sentire, visto che in Parlamento ci sono 3 proposte di legge per abolire l'art. 9, poi si è soffermato sull'aspetto prettamente giuridico del problema, sull'incostituzionalità delle varie leggi sui “reati da stadio”, sulla retroattività della Tessera del Tifoso, in quanto anche colui che avrà ricevuto una diffida, mettiamo nel 1990, non potrà farla, e su come gli Ultras siano al di sotto delle garanzie di legge: la Flagranza Differita di 48 ore, quando non è in vigore neanche per gli omicidi; la possibilità che, vista la lentezza dei processi in Italia, uno spettatore possa essere diffidato dal Questore (1-5 anni) e sconti la sua pena durante il processo, arrivando fino alla Cassazione, per poi vedersi infliggere un'altra diffida tra i 2 e gli 8 anni; con la Tessera, il Daspo rischia di diventare “a vita” e, come già si è ricordato, il Daspo può essere emesso con una semplice denuncia, senza prove di colpevolezza. Ha fatto poi due esempi concreti: il primo, sul rilascio e la sospensione della Tessera, riguarda i tifosi rossoneri scesi al secondo anello al derby per una lite con i cugini. Tutti arrestati e processati, tra di loro anche un ragazzo che non era sceso e che, dopo 4 giorni di galera, è stato rilasciato per non aver partecipato ai fatti. La questura non gli ha rilasciato la Tessera del tifoso; il secondo riguarda la sua esperienza personale, avendo la Membership Card del Roda. Ha descritto come in Olanda non sia obbligatoria, gli sia stata rilasciata contestualmente all'acquisto del biglietto, non ha finalità prettamente commerciali, ma è veramente una card di fidelizzazione, un aiuto al “vero” tifoso. “Cosa che in Italia è stata completamente stravolta, qui da noi il 10% è la tessera, il 90% schedatura, tracciatura e business. In Olanda è 100% fidelizzazione”.
Al termine dell'assemblea è stato proiettato lo short documentary: “Memorial Amici Scomparsi... e Gli Ultimi della classe”, realizzato da
Lorenzo Pulcioni e da Lorenzo Marcellini, una visione tout-court del mondo e della vita Ultras ternana, con la narrazione appunto del III° Memorial Amici Scomparsi, torneo organizzato come ogni estate dalla Curva Est in memoria dei tifosi che si sono spenti prematuramente, corredato da interviste a tifosi, giornalisti, filmati delle partite (le finali si sono svolte al Liberati). Al comparire delle foto degli Amici Zuzza, Spik, Arci, ultime sequenze del documentario, lungo, sentito e commosso applauso finale.