31 agosto 2009
PARAGUAY
CASARANO-FASANO
Quattro, si diceva, i giovani di Casarano rintracciati dai carabinieri: S.C. 21 anni, denunciato per violenza negli stadi e per danneggiamento (quello che ha rotto con il lancio di una bottiglia in vetro il finestrino del pullman); F.C., 19enne, R.F. (30), L.C. 26 anni (quest’ultimo aveva appena terminato di scontare un pregresso provvedimento) per aver inneggiato l’opposta tifoseria alla violenza cercando di mascherarsi il viso ed evitare di essere riconosciuti.
L’intervento dei militari della Compagnia di Casarano ha permesso di allontanare le opposte tifoserie ed evitare ulteriori disordini. Gli interessati, oltre ad essere denunciati alla Procura della Repubblica di Lecce per i reati ascritti, verranno altresì segnalati alla Questura di Lecce per irrogazione di provvedimento di divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive.
Da parte dei carabinieri sono in corso ulteriori accertamenti volti all’identificazione di altri giovani che hanno partecipato alle violenze che alla successiva identificazione verranno anch’essi proposti per provvedimento di divieto di accesso negli stadi.
Eppure la Virtus Casarano ha superato agevolmente anche il secondo preliminare ad eliminazione diretta della Coppa Italia, battendo 3-0 il Fasano. La vittoria della Virtus porta le firme di Cenciarelli, Calabro e Presicce, che vanno in rete, rispettivamente, al 33', al 38' e al 46'.
ATALANTA-GENOA
Attimi di tensione questa sera a Bergamo pochi minuti prima della gara Atalanta-Genoa. Due autobus navetta della locale azienda di trasporti, che stavano accompagnando allo stadio alcune decine di tifosi ospiti, sono stati presi di mira con petardi e fumogeni da un gruppo di ultrà atalantini. E' successo intorno alle 20.20 in Piazzale Oberdan. Il finestrino di un autobus è andato in frantumi e il conducente è stato costretto a fermarsi. A quel punto i tifosi liguri hanno provato a scendere dall'autobus per cercare un contatto con gli atalantini, ma sono stati fatti risalire subito dalla polizia, che li ha scortati fino allo stadio. Nessuno è rimasto ferito, le forze dell'ordine stanno visionando i filmati delle telecamere installate in zona per identificare i responsabili dell'aggressione. Intanto, mentre i tifosi stanno ancora raggiungendo le loro auto e la stazione ferroviaria per far ritorno a Genova, non si sono registrati altri episodi di violenza.
INTERVISTA
"La tessera del tifoso annunciata dal governo comporterà una spesa superiore per ogni biglietto acquistato". Giancarlo Cappelli, detto il "Barone" (che ci sia un riferimento a Niels Liedholm?), sessantenne leader degli ultras del Milan, spiega durente la conferenza di presentazione del film di Stefano Calvagna, "L'ultimo ultras", da venerdì in sala, quello che definisce "l'imbroglio della tessera del tifoso". "E' uno strumento che non serve per i motivi che ci hanno detto - spiega - perchè per identificare il possessore di un biglietto dello stadio è sufficiente il tagliando nominale che c'è oggi (per acquistare un biglietto serve documento d'identità, ndr). In realtà è un'operazione di business: è una vera e propria master card e quando acquisti un tagliando paghi una commisione di 4-5 euro. Andare allo stadio sarà quindi più caro per tutti".
"Inoltre - prosegue il Barone - con questa tessera saremo tutti schedati e sarà possibile convogliare su di noi messaggi pubblicitari e simili". La tessera del tifoso è da mesi osteggiata dai gruppi di tifosi organizzati e per il fine settimana è pronta una mobilitazione che coinvolgerà gli ultras: a Roma si riuniranno sabato i tifosi del centrosud, mentre prossimamente saranno quelli di Milano e del nord a riunirsi per protestare
STEFANO UNO DI NOI
La sua biografia parla di venti film da attore e sei da regista. Tra questi il disprezzato (e assai visto) "Il Lupo", storia dell´assassino Luciano Liboni, ucciso dai carabinieri al Circo Massimo. Calvagna ha una predilezione per la cronaca "instant" e nerissima, frequenta sul set pessimi soggetti (gli stessi che, probabilmente, a febbraio gli hanno mandato un sicario) e ama usare se stesso per fare pubblicità alle sue opere sempre in bilico tra successo e crac finanziario. E´ diventato - questo è un fatto - un soggetto di cronaca nera.
Neppure questa volta rinuncia alla pubblicità pulp: «Da febbraio vivo come un pentito», racconta, «ho portato via da Roma mia moglie, ora incinta, e ho sradicato mio figlio di tre anni, ne soffre tanto. Ho dovuto girare scene del film lontano dalla capitale e a basso costo, ma oggi ho finito i soldi. Davanti alla squadra mobile ho riconosciuto l´uomo che mi ha scaricato addosso sette colpi calibro nove, un coatto romano fuggito su una moto Honda guidata da un complice. Niente. La polizia non lo arresta, il prefetto di Roma non mi dà la scorta».
Calvagna ha appena inviato un esposto alla procura di Perugia e alla Cassazione. Contesta l´inchiesta sull´agguato di San Saba. «Continuano a interrogarmi con durezza come si fa con gli indagati, ma io sono la vittima». Lo ha abbandonato anche l´avvocato di fiducia - gli curò le controversie economiche nate sui precedenti film -, ma Calvagna in cinque pagine ansiose ha voluto raccontare alla Cassazione la sua vita a rischio. C´è un ex socio cacciato dai suoi uffici perché avrebbe voluto costruire a Cinecittà «una vera e propria cupola» del cinema. E ci sono pezzi di banda della Magliana, banda di Corviale, pistole abrase, una teoria di soprannomi da periferia romana. «Sembra un film, ma è la mia vita e io non voglio morire solo perché ho fatto qualche debito nel cinema», ha scritto nell´esposto Calvagna.
Oggi, al cinema Barberini, "L´ultimo ultras" viene presentato alla stampa. L´ex ultrà (della Lazio) Calvagna, in passato ferito in una rapina alla gioielleria del padre, gioielleria poi fatta esplodere forse da usurai, quindi indagato per i finanziamenti proprio del "Lupo", ha un´altra storia da raccontare. A margine del nuovo film.
FIORENTINA-PALERMO
A carico di tutti è stato redatto il verbale di elezione di domicilio. Dei 53 denunciati, 25 appartengono al gruppo Ucs (Ultras Curva Sud), 5 al gruppo Ucn (Ultras Curva Nord), e 5 al gruppo Bvs (Borgo Vecchio Sisma). Gi altri otto tifosi non appartengono a gruppi organizzati. I due tifosi sottoposti a Daspo non potranno entrare negli stati per 5 e 3 anni.Per quanto concerne le misure organizzative allo stadio Franchi, l'attività di prefiltraggio e filtraggio ha impedito l'introduzione all'interno dell'impianto di 352 accendini, 1.213 bottigliette di plastica, 21 lattine. Anche per la gara con il Palermo , per tutti i settori della tifoseria locale, è stato attuato il modulo che prevede la polizia lontana dallo stadio e impegnata, in città, nel controllo del territorio.
E' stata attuata la politica volta a favorire la presenza dei bambini allo stadio, si sottolinea in una nota. In tutti i settori, con la sola eccezione di quello degli Ospiti, sono stati fatti entrare i passeggini con bambini. Sono entrati circa 74 bambini sotto i sei anni (di cui 27 in Curva Fiesole). Durante la partita, mentre i genitori assistevano alla gara, molti bambini si sono intrattenuti a giocare nel parterre della Curva Fiesole.
IMPEDIRE IL RICORDO NON CANCELLA L'INGIUSTIZIA..VERGOGNATEVI!

I tifosi laziali quindi, una volta appresa la notizia, decidono all'unisono di togliere ogni tipo di bandiera e stendardo, e di abbandonare la curva a loro riservata. -->
ED IO SULLA GRU...
SALGO SUL TETTO
L'anno scorso ho scioperato con pochi altri, mentre molti colleghi se ne stavano buoni buoni a subire come se fosse una fiction o una puntata del Grande Fratello. Ma non era e non è uno scherzo, è in corso il più grande licenziamento di massa nella storia della repubblica Italiana.
Sono un prof, laurea 110/110 e lode, due pubblicazioni, i miei alunni mi vogliono bene, amo insegnare, dopo 14 anni passati a lavorare con tossici, puttane, persone sofferenti di tutti gli handicap immaginabili.
Oggi scopro che sarà difficile per me tornare a lavorare perchè un governo ignobile e affamatore ha deciso di tagliare fondi alla scuola pubblica e di privarmi del lavoro con cui sostenere la mia famiglia e la mia dignità.
Comunico a tutti i lettori e a tutte le lettrici di questo sito, compresi i curiosi in divisa che ogni giorno mi onorano della loro interessata lettura che, se entro il 15 Settembre non avrò ricevuto un'offerta di supplenza, salirò su un tetto di una scuola, una a caso, e vi rimarrò incatenato digiunando fino a che non mi siano garantiti i miei diritti sanciti dalla Costituzione. Anche sul tetto sarò ultras, non solo alla partita ma soprattutto nella vita.
Vincenzo Abbatantuono
ROLEX
CALCIO & RUGBY
Salgono agli onori delle cronache fondamentalmente per i tafferugli, gli scontri con la polizia, i cori razzisti e tutto ciò che con lo sport poco ha a che fare. Sono gli ultras del calcio. Ieri sera, però, a Dalmine, la curva dell'Atalanta ha saputo raccontare un'altra storia, fatta di passione, amore e solidarietà. Al Velodromo di Dalmine, infatti, si è disputata l'amichevole tra L'Aquila e l'Amatori Milano. Un'amichevole voluta e organizzata dagli ultras bergamaschi. Un'amichevole che è stata un successo.
Al Velodromo di Dalmine c'è stato il tutto esaurito. Appassionati, sicuro, ma anche molti tifosi di calcio, quei tifosi che di solito guardiamo con sospetto se non addirittura con fastidio. Gli ultras. Perché l'amichevole tra L'Aquila e Milano è stata organizzata da loro, che hanno voluto raccogliere ancora fondi per il terremoto in Abruzzo e hanno voluto far sentire la loro passione ai giocatori de L'Aquila. Lo spettacolo, in campo e fuori, è stato fantastico.
Un'accoglienza da brividi, poi la partita e, infine, l'omaggio a Lorenzo Sebastiani. Match interrotto, luci spente, due cornamuse che intonavano il Silenzio e i fumogeni a illuminare il Velodromo, mentre tutto il pubblico applaudiva alla memoria del giovane pilone aquilano scomparso nel terribile terremoto.
Poi, giocatori, appassionati e tifosi tutti assieme al terzo tempo, offerto dagli ultras, e vissuto in pieno spirito rugbistico. Insomma, una bellissima giornata che riavvicina mondi così diversi e lontani.
Per la cronaca, il match ha visto L'Aquila imporsi su Milano per 61-5, in un incontro che ha messo in luce sia la superiorità tecnica sia di preparazione degli abruzzesi che hanno messo in mostra alcune individualità interessanti. L'Amatori, nonostante il punteggio, non sfigura. Resta in partita venti minuti, poi ha un black out in cui subisce cinque marcature in rapida successione e, nella ripresa, mostra tanta voglia di resistere nonostante i soli cinque allenamenti svolti si sentano. Bene i nuovi arrivati che hanno soddisfatto coach Cuttitta. Alla fine, comunque, nessuno pensava più al risultato e tutti si sono goduti la festa.
CURVA SUD MILANO
In occasione del Derby sono stati esposti in Curva Sud degli striscioni nei confronti del nostro Presidente.I contenuti di essi non erano polemici ed i toni non erano affatto accusatori,bensì la nostra era una presa di posizione nei confronti di un calcio sbagliato,fatto di ingaggi spropositati ed interessi che stanno andando ben oltre la passione.
Il nostro grido d'allarme si è unito alle parole del Presidente che aveva sollevato la questione qualche giorno addietro;a margine di questo è stata anche sottolineata la nostra fiducia nella presidenza.
Nonostante ciò,ci rendiamo benissimo conto delle carenze di cui soffre la nostra squadra,di una campagna acquisti per nulla incentrata sul rafforzamento e di una politica di gestione alquanto ambigua,quasi da mettere in dubbio il vero e proprio attaccamento che nutre la dirigenza nei confronti dei nostri colori;tuttavia non è nemmeno possibile continuare a muoversi in un clima di tensione ed andare avanti a combattere le battaglie "DA SOLI".
Quando le cose vanno bene è facile salire sul carro dei vincitori e gonfiarsi il petto trionfanti,ancor più facile è puntare il dito quando le cose non vanno bene e cercare dei "responsabili" negativi.Un esempio lampante:La vicenda Kakà.
A Gennaio in 300 ULTRAS davanti alla sede di via Turati sotto la pioggia e la neve per mostrare il nostro attaccamento ed a sgolarci per far sentire il nostro messaggio alla società,per 3 giorni in mezzo alla strada a fare sentire la nostra voce.Dov'era il resto del popolo rossonero ? dov'erano i milanisti ?
Sempre la Curva a muoversi e rischiare nel bene o nel male.
Ultima giornata di campionato della scorsa stagione Milan - Roma: striscioni espliciti nei confronti della società che invitavano ad avere una linea di condotta diversa da quella tenuta negli ultimi tempi,risultato: Ultras denunciati e diffidati per avere detto ancora una volta la nostra opinione ed aver rispecchiato il pensiero di tanti tifosi milanisti che ancora una volta stavano zitti ed osservavano giudicando.
Sempre la Curva a muoversi e rischiare nel bene o nel male.
Potremmo andare a ritroso per citare altri episodi,ma non è il nostro intento.
La nostra volontà invece è quella di far presente che seppur mantenendo il nostro pensiero nei confronti della società,non abbiamo intenzione di cominciare la stagione portando avanti un clima ostile nei confronti della presidenza ne di creare tensioni che andrebbero a discapito sia della squadra che di tutto l'ambiente;per non peggiorare quindi la situazione e mantenere il clima disteso,rimarremo alla finestra,attendendo dal Presidente un segnale che dimostri che abbia ancora l'attaccamento ai colori rossoneri dimostrato più volte nel corso degli anni.Periodi contraddistinti da successi e trionfi che hanno portato questo club sul tetto del mondo sempre sotto la sua presidenza, e che mantenga l'impegno di fare del Milan una squadra competitiva in grado di scendere in campo per vincere in Italia e in Europa (come lui stesso ha più volte dichiarato).
Sempre e comunque FORZA MILAN
Direttivo CURVA SUD MILANO
30 agosto 2009
60 ROSANERO
Secondo quanto appreso, i petardi sono stati lanciati dal gruppo all'altezza dei giardini pubblici di viale Malta. Tre sono esplosi nei giardini, uno in strada. A questo punto la polizia ha fermato i tifosi palermitani cercando di identificare i responsabili degli scoppi. Gli stessi tifosi palermitani erano stati accolti alla stazione da personale di polizia che li aveva avviati allo stadio dopo aver controllato che fossero in possesso del biglietto per la partita e del biglietto ferroviario per il ritorno a Palermo.
GEMELLAGGI...
ps
inneggiare al Liverpool ha avuto ed ha una sua controversa, e se vogliamo becera, origine nell' identità stroica di una curva, la Fiesole, che è sempre stata contro le convenzioni...sempre stata, ora non più......ma da qui ad auspicare gemellaggi, birre e cotillon ce ne vuole..andremo ad Anfield e riceveremo gli scousers con simpatia perchè lo fu già nel 1989 a Viareggio per un'amichevole estiva, figuriamoci per una gara di Cahmpions, ma si rilassi pure il buon questore, che non sarà merito del suo caldeggiamento veltroniano....
abbracci
Dome
29 agosto 2009
10MILA BIANCONERI
Nutrita anche la pattuglia di politici 'giallorossì, da Massimo D'Alema a Fabrizio Cicchitto (capogruppo Pdl alla Camera), fino al Presidente del Roma club Palazzo Madama, il senatore Stefano De Lillo. Non ci sarà, a meno di soprese dell'ultima ora, Walter Veltroni, che combattuto dall'amore tra Juventus e Totti, farà il tifo da casa. Non mancheranno all'appello anche il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, e il vicepresidente della commissione Europea, Antonio Tajani.
Se un ultras non pù andare allo stadio con un Daspo, una semplice sanzione amministrativa, perchè allora sarà possibile per alcuni politici inquisiti con procedimenti penali?
Vincenzo
SPY

Marcello Lippi si è scusato. Una goffa retromarcia per dire che lui non ce l'aveva con la tessera del tifoso ma faceva un discorso d'ordine generale. Di sicuro il ct azzurro ha rovinato il compleanno di Giancarlo Abete (59 anni, auguri) con le sue dichiarazioni che hanno scatenato anche l'ira del ministro Bobo Maroni (''ma la Figc cos'è, un circo Barnum?''). No, la Figc ha una sua linea chiara che è quella di Abete, a favore della tessera del tifoso solo che Lippi ultimamente parla molto, anche di argomenti che non conosce. Caso chiuso, comunque. Non è chiusa invece la storia della famosa tessera, necessaria da gennaio 2010 per andare in trasferta.
L'Osservatorio, nella sua ultima riunione, ha voluto chiarire alcuni aspetti, anche per tranquillizzare i tifosi che non sono per nulla tranquilli. Ecco cosa sostiene il Viminale: la tessera non ''è una schedatura'' (i dati dei tifosi li hanno solo le società sportive), non è un'imposizione, nel senso che gli ''gli spettatori che non vogliono aderire possono continuare a frequentare gli stadi acquistando un normale biglietto in settori diversi da quello riservato agli ospiti'' (vero ma è complicato e non sempre possibile). Inoltre secondo l'Osservatorio è un investimento per i club, e ''un importante tassello nelle strategie di prevenzione della violenza per riportare le famiglie allo stadio assicurando loro migliori standard organizzativi e servizi di accoglienza''. Vedremo come si comporteranno i club: sinora hanno aderito con convinzione piena solo Milan, Inter, Juventus e Fiorentina. Gli altri sono fermi ai progetti o alle chiacchiere, mentre alcuni (Palermo e Catania) sono contrari.
Come previsto intanto trasferte vietate, non si sa per quanto, ai tifosi del Cagliari dopo gli incidenti di Livorno (assalto al traghetto). Avevano già precedenti. Ben nove gare di Prima e Seconda divisione hanno limitazioni per le prossime giornate, a conferma che il problema non è soltanto in serie A. Buone notizie infine da Firenze: niente polizia nello stadio anche in occasione della gara europea con lo Sporting Lisbona e tante famiglie sugli spalti (una bella immagine che avevamo quasi dimenticato). Ora la questura toscana si augura un gemellaggio fra i tifosi viola e quelli del Liverpool.
DUE DASPO A PALERMO
PALERMO (ITALPRESS) - Il Questore di Palermo, Alessandro Marangoni, ha emesso due Daspo, provvedimenti di divieto di accesso alle manifestazioni sportive, nei confronti di due tifosi. La decisione e' stata adottata dopo le intemperanze verificatesi nel corso delle partite di calcio Palermo-Spal valevole per la Coppa Italia del 15 agosto e Palermo-Napoli, prima partita del Campionato di serie A. In particolare, sabato 15 agosto, alle 20.30 circa, presso lo stadio "Renzo Barbera", poco dopo l'inizio dell'incontro di calcio Palermo-Spal, un tifoso palermitano, L.V. di 28 anni, colpiva con un calcio un funzionario di polizia in servizio per garantire l'ordine pubblico. Il giovane, una volta identificato, e' stato denunciato per violenza, resistenza e lesioni a pubblico ifficiale. Ed il questore di Palermo, sulla base del suo comportamento, ha adottato nei suoi confronti il provvedimento Daspo vietandogli di accedere per cinque anni all'interno degli stadi dove si disputano competizioni calcistiche con l'ulteriore prescrizione di presentarsi presso gli uffici di polizia nei giorni in cui la squadra del Palermo Calcio sia impegnata in incontri agonistici casalinghi mezz'ora dopo l'inizio e mezz'ora prima della fine degli stessi, nonche' nell'intervallo tra il primo e il secondo tempo quando la squadra sia impegnata in trasferta. Il secondo Daspo e' stato emesso dal Questore di Palermo per la durata di due anni, nei confronti di un altro tifoso sorpreso dagli agenti mentre scavalcava la recinzione che separa la curva Nord dell'impianto sportivo "Renzo Barbera" dall'area esterna, durante l'incontro di calcio Palermo-Napoli, per assistere alla partita senza essere in possesso di regolare biglietto. Oltre al divieto di accedere al'interno degli stadi, dove si disputano competizioni calcistiche per due anni, anche per il secondo tifoso e' scattata l'ulteriore prescrizione di presentarsi presso gli uffici di polizia nei giorni in cui la squadra del Palermo Calcio sia impegnata in incontri agonistici casalinghi mezz'ora dopo l'inizio e mezz'ora prima della fine degli stessi, nonche' nell'intervallo tra il primo e il secondo tempo quando la squadra sia impegnata in trasferta. (ITALPRESS). com 29-Ago-09 16:23 NNNN
IL QUESTORE IN CURVA
Ci sta e ciò non toglie che io voglia bene ricambiato a qualche cuginastro granata. Chi vuole capire, capisca, chi non vuole vada a fare in culo senza complimenti, sono stanco di spiegare la filosofia agli analfabeti. Ma soffiare su questo sentimento senza temerne le ricadute nell'ambito delle rivalità italiane è da folli o da incompetenti. E' inutile costruire un parcheggio per passeggini allo stadio se poi ti intrufoli in storie che non conosci col rischio di fare l'elefante che sgambetta tra la cristalleria.
Su questo, ne sono certo, Dome avrà qualcosa da scrivere e sono curioso di sapere quel che pensa, lui e gli altri che a questo modello non si omologano.
Vincenzo
IL DASPO AD OROLOGERIA
Ci si sveglia quel giorno e già il cuore scivola in gola col caffè, l'ora X è scoccata, bisogna fare in fretta, tutto il Paese si sporgerà dai balconi televisivi e misurerà la passione, la tua, quella dei tuoi rivali, maledetti. Squilla il citofono, sono due sbirri che ti notificano un Daspo. Mancano sei ore, cazzo, la diffida è già in corso. A S. hanno detto stamattina che no, allo stadio non ci poteva più andare, col ghigno compiaciuto di chi sa che sta facendo il peggior dispetto possibile ad un innamorato, privarlo della vista dell'innamorata, del suo profumo, del suo languido abbraccio.
La Legge è uguale per tutti, ma alcuni, gli ultras, sono meno uguali degli altri.
Ultras liberi !
Vincenzo
COMO-VARESE
Domani si gioca il primo derby stagionale tra Como e Varese, neopromosse partite col piede giusto, acerrime concorrenti che in passato non hanno lesinato scaramucce anche serie, ma che purtroppo da diverso tempo non s’incrociano a questi livelli. Nessuno dei due stadi è a norma, quindi sia i lariani che i bosini sottostanno alle restrizioni d’accesso stabilite dalla legge antiviolenza. L’anno scorso niente tifosi ospiti né al Sinigaglia né a Masnago, idem quest’anno. Peccato che a fine estate 2008, in Coppa Italia, si sia giocato un Varese-Como aperto a tutti, per giunta in orario serale, senza problemi di alcun genere. La violenza negli stadi va combattuta e il fine giustifica i mezzi: ma nell’applicare le norme è bene tener conto anche della specificità dell’evento, dell’impatto che queste occasioni hanno sull’opinione pubblica. In questi giorni se ne sono sentite di ogni sulla cosiddetta tessera del tifoso, proposta dal ministro Maroni (c’è chi è pro e chi è contro, spesso per ragioni ideologiche più che concrete): noi annotiamo solo che i facinorosi sono già ben noti alle forze dell’ordine, con tanto di nomi cognomi e recapiti, eppure spesso entrano indisturbati. Va trovata una giusta via di mezzo tra la schedatura da Kgb e il liberi tutti, per evitare che la troppa prevenzione impedisca allo spettatore comune di godersi uno spettacolo a cui ha diritto. Como-Varese è stata inserita tra le gare a rischio che l’ormai famoso osservatorio del Viminale blinda ogni settimana ai tifosi ospiti. Il derby è di per sé un incontro tra vicini di casa: se i vicini non si possono incontrare, che derby è? Se lo sono chiesti persino gli ultras lariani, che in nome della solidarietà tra consimili minacciano di disertare essi pure lo stadio. Che senso ha mettere Varese e Como nello stesso girone, se poi le tifoserie non possono partecipare e le società non possono lucrare i conseguenti incassi? Se derby deve essere, sia tale a tutti gli effetti: magari con un’apertura di fiducia condizionata che, in assenza di precedenti recenti, sarebbe anche giustificata al di là delle carenze strutturali degli impianti. Altrimenti, la prossima volta si mettano le due squadre in gironi diversi: un derby oltraggiato così è una sconfitta per tutti.
29 agosto 2009 - Stefano Affolti - s.affolti@varesereport.it
GEMELLAGGIO
Lanciata su Facebook, incoraggiata da una parte della curva organizzata e benedetta dalla Questura, ecco l’idea di un gemellaggio tra le tifoserie di Fiorentina e Liverpool che, nello stesso girone di Champions, si ritroveranno al «Franchi» il 29 settembre e ad «Anfield» il 9 dicembre. Istruzioni per l’uso: lo stadio dei Reds si chiama «Anfield» e non Anfield Road, come dicono tanti. Quella è la via.
Tutto ciò che può portare a una partita più serena, vissuta nella maniera giusta, con il tifo e senza la violenza, è benvenuto. In questo caso, può unire una delle città più belle del mondo e una delle città più belle del mondo del pallone. Perché Liverpool non è meravigliosa, anche se è cento volte meglio di Manchester, ma l’atmosfera di Anfield è unica.
Più che uno stadio, è una chiesa laica. Il suo altare è la gradinata dei tifosi più caldi, la Kop. Il nome intero sarebbe Spion Kop e ha una storia che la dice lunga su come gli inglesi vivano il football. È il nome di una collina del Natal, in Sudafrica, luogo di una sanguinosa battaglia della seconda guerra Anglo-Boera (nel lontano 1900), che si concluse con gravi perdite tra le forze inglesi. Gran parte dei caduti venivano da Liverpool, nel reggimento Fanteria del Lancashire.
La leggenda dice che l’urlo della Kop possa spingere il pallone in porta. Sicuramente può paralizzare la squadra avversaria. È il massimo rumore per la massima durata. L’Old Trafford (Manchester United) è troppo grande e dispersivo, il nuovo Emirates Stadium (Arsenal) non ha un briciolo della storia del vecchio Highbury, a Stamford Bridge (Chelsea) sembra di essere a teatro. Può reggere il confronto, perdendo non di troppo, il St. James’s Park, ma il Newcastle è precipitato in Championship (la nostra serie B) e in Europa non è mai contato nulla.
Se gemellaggio davverò sarà, non è previsto nessuno sconto sui decibel del tifo. Il Liverpool ha legato parte dei suoi successi in Inghilterra e in Europa (18 campionati, 7 Coppe d’Inghilterra, 7 Coppe di Lega, 5 Coppe dei campioni, 3 Coppe Uefa, 3 Supercoppe Europee) proprio sul timore che il suo stadio incute agli avversari. Una passione che, alla fine degli anni Ottanta, tracimò in violenza e in tragedia. Trentanove morti tra i tifosi della Juve allo stadio Heysel, in occasione della finale di Coppa dei campioni 1985. Novantasei morti tra i tifosi del Liverpool nella semifinale di Coppa d’Inghilterra, contro il Nottingham Forest, quattro anni dopo. Uno di quei morti era un cugino di Steven Gerrard, capitano e «cuore» pulsante della squadra attuale.
Tutti conoscono l’inno «You’ll never walk alone», non camminerete mai da soli, che prima di ogni partita sale proprio dalla Kop. È il legame con la storia, proprio come la targa, questo è Anfield, che il tecnico Bill Shankly volle apporre sul muro di spalletta della scalinata che conduce i giocatori sul campo, per ricordare «ai nostri giocatori per quale squadra giocano e ai nostri avversari contro chi giocano».
In un perfetto mix di tradizione e business, questo passato mitico è stato trasformato in una macchina da soldi. Come in molti stadi inglesi, è possibile visitare il museo della squadra e fare un tour dello stadio. A pagamento, naturalmente. Undici sterline gli adulti e 6,50 i minori di sedici anni per un giro, 35 sterline e 18 per il tour deluxe, con foto negli spogliatoi al posto occupato dal giocatore preferito, giro della Kop e autografo personalizzato di un grande campione del passato. Molti genitori lo regalano ai figli come premio per una buona pagella.
Luca Valdiserri - Corriere Fiorentino
I DIVIETI DI BOBO
(CALCIOPRESS) Como - Primi segnali di insofferenza contro il calcio dei divieti che, in Lega Pro, sta producendo effetti davvero paradassoli.
Nella seconda giornata di campionato della Prima Divisione, guidata dal presidente Mario Macalli, ben cinque gare si disputeranno con la chiusura dei settori ospiti e altre due saranno disputate in campo neutro. Ciò significa che quasi la metà del torneo sarò giocato in situazione di emergenza.
Un obbrobrio che sta cominciando a generare diffusi segnali di insofferenza.
Il primo gesto clamoroso arriva da Como. Come noto il derby con il Varese è tra le gare interdette domani ai tifosi ospiti, con chiusura del settore dedicato. Ebbene, i tifosi lariani hanno deciso di attuare un gesto clamoroso, per portare all’attenzione dei media la gravità della situazione che si sta determinando gesto di protesta. Gli ultrà non entreranno allo stadio. La protesta è diretta, più in generale, contro l'introduzione della tessera del tifoso.
Il fatto curioso è che ai tifosi si è unito un compagno inatteso, il presidente del Como Antonio Di Bari. "Me ne starò fuori dallo stadio anch'io - conferma il presidente -. Perchè la gente ha ragione, quello che sta succedendo è un'assurdità. Non ritengo giusto che tanta gente debba essere penalizzata dai divieti. Se ci sono dei teppisti, puniamoli. Ma perchè tante persone normali che aspettano la domenica per andare allo stadio devono poi vedersi togliere questo piacere?".
Analoga protesta a Terni, dove è in programma Ternana-Taranto ed è stata vietata la trasferta ai tifosi jonici. Anche qui gli ultras rossoverdi osserveranno 15' di silenzio al Liberati in segno di solidarietà verso i tifosi rossoblù e di protesta verso una situazione che si sta facendo davvero insostenibile.
LA TESSERA TARANTINA
SORVEGLIARE E PUNIRE
L’uno a zero finale con cui la Carrarese ha battuto il Celano nella seconda divisione, girone B della Lega Pro (la vecchia C2), probabilmente passerà in secondo piano rispetto a quanto accaduto fuori dallo stadio, dove lo scorso 23 agosto è andata in scena la prima simulazione di ingresso in una struttura sportiva con la tessera del tifoso. Stewart armati di palmari controllavano l’esattezza dei dati su biglietti nominali (le tessera sono ancora in fase di realizzazione).
Un evento, nel suo piccolo, storico, contro il quale si sono espresse tutte le tifoserie, che per decidere una strategia comune si sono date appuntamento a Roma il 5 settembre. Dalla Capitale a Napoli, da Milano a Udine, il provvedimento di Maroni se ha un merito è proprio quello di aver unito in un’unica posizione tutti i gruppi, facendo passare in secondo ordine vecchie ruggini legate a storiche rivalità.
All’appuntamento di Roma sarà presente anche l’avvocato Giovanni Adami, noto rappresentante della tifoseria udinese e tra i più grandi conoscitori delle problematiche ultras. Lo scorso luglio, Adami ha redatto un documento sulla tessera del tifoso, nel quale si affrontano problemi di carattere storico, normativo e anche pratico. Sotto accusa, in particolare l’articolo 9 della legge 41/07, meglio conosciuta come legge Amato.
Nel dettaglio, si legge che «è fatto divieto alle società organizzatrici di competizioni riguardanti il gioco del calcio, responsabili dell’emissione, distribuzione, vendita e cessione del titolo di accesso di mettere, vendere o distribuire titoli di accesso a soggetti che siano stati destinatari di provvedimenti di cui all’art. 6 della legge 13 dicembre 1989 n. 401 ovvero a soggetti che siano stati, comunque, condannati, anche con sentenza non definitiva, per i reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive ». Secondo il testo, quindi, chi è stato in passato raggiunto da provvedimenti Daspo (acronimo di Divieto di accedere alle manifestazioni sportive) e ha scontato il provvedimento, vita natural durante, non potrà più accedere a uno stadio.
Il testo di Adami, tra l’altro, solleva altri dubbi, ancora legati all’interpretazione dell’articolo 9: «È giusto che un tifoso, raggiunto da Daspo della durata di un anno nel lontano 1991 e regolarmente scontato, non possa, oggi, acquistare la tessera del tifoso? Cosa succede, invece, ai tifosi daspati in passato e che magari hanno vinto il ricorso al Tar con conseguente annullamento del divieto d’accesso allo stadio? Possono comprare la tessera coloro i quali hanno avuto una sentenza di condanna di primo grado (ad es. per lancio pericoloso di oggetti allo stadio) ma poi sono stati assolti dalla Corte d’appello o dalla Corte di cassazione? Potrà ancora entrare in uno stadio chi ha patteggiato la pena?».
Quesiti sui quali, probabilmente, si discuterà il 5 settembre a Roma. Intanto, alcuni rappresentanti storici delle tifoserie non hanno mancato di ribadire il loro rifiuto al provvedimento di Maroni. Giancarlo Capelli, detto il Barone, è uno dei tifosi storici della Curva Sud del Milan e uno dei più critici verso la tessera del tifoso: «Serve solo a ghettizzare e creare una schedatura non necessaria. Era sufficiente il biglietto nominale. Dietro questo provvedimento continua - si nascondono interessi economici».
Sotto il profilo strettamente giuridico è un contratto tra singolo tifoso e società organizzatrice dell’evento sportivo che può essere la stessa società sportiva o una società di capitali preposta. Secondo Diego Piccinelli, portavoce del gruppo Brescia 1911, rappresenta «la fine di un modo romantico di intendere il calcio.
Ormai è chiaro che le società sono schiave delle tv e questi sono i risultati. Noi, dopo la morte di Raciti, ci siamo fermati. Volevamo che tutto il movimento riflettesse. Ci siamo anche messi in discussione. Ma è stato tutto inutile. La settimana dopo il circo era di nuovo in movimento». Intanto, quello che si registra, è il progressivo allontanamento dei tifosi dagli stadi. Che il provvedimenti di Maroni probabilmente accentuerà.
COMASCHI CONTRO BOBO
Gli ultrà del Como non entreranno allo stadio domenica, in occasione del derby di Prima Divisione molto sentito con il Varese, in segno di protesta contro le misure di sicurezza che impediranno ai tifosi avversari di prendere parte alla trasferta e, più in generale, contro l'introduzione della tessera del tifoso. E a loro si è unito un compagno inatteso, il presidente del Como Antonio Di Bari. "Me ne starò fuori dallo stadio anch'io - conferma il presidente -. Perchè la gente ha ragione, quello che sta succedendo è un'assurdità. Non ritengo giusto che tanta gente debba essere penalizzata dai divieti. Se ci sono dei teppisti, puniamoli. Ma perchè tante persone normali che aspettano la domenica per andare allo stadio devono poi vedersi togliere questo piacere?".
CLUB TESTACCIO
ROMA (28 agosto) - Bruno Conti, Amadei e Batistuta, nelle foto con tanto di autografo, sono pronti a traslocare e sperano di farlo in tempi rapidi. Con loro, le emozioni dei tifosi giallorossi che in quella sala hanno gioito per lo scudetto del 2001 e pianto per la finale di Coppa dei Campioni del 1984. Dopo quasi 40 anni, la sede storica del Roma club Testaccio di via Branca è stata sfrattata ed è chiusa. Ma il tifo, in uno dei rioni più “romanisti” della città, è pronto a riaccendersi.
«Ci dovremmo trasferire a poca distanza, in via Ghiberti - spiega il suo presidente, Sergio Rosi - in un locale dell’Ater che prima era una farmacia e dove ora c’è un fabbro: dispiace che debba andare via, ma è abusivo. Il Comune e l’Ater ci hanno assegnato quel locale. A settembre inizieremo le operazioni burocratiche, nella speranza di entrarvi al più presto, magari in autunno». Già, perché a Testaccio, le partite senza quel tifo genuino dello storico Roma club, hanno un sapore diverso.
Lo dimostra anche il sostegno dei tifosi della Lazio in un gruppo attivo su Facebook. «Per la strada - aggiunge Rosi - tutti ci chiedono quando si ripartirà: non si può stare senza vedere la Roma in diretta. In questi giorni, con i soci più stretti, ci riuniamo nella mia officina di via Amerigo Vespucci o magari a casa». In quei 60 metri tra via Branca e via Cecchi erano riassunti gli 82 anni della Roma, con la riproduzione delle Coppe Italia, le maglie autografate di Di Bartolomei e Voeller, centinaia di foto.
«Se le pareti potessero parlare. . . - ricorda Roberto, uno dei tifosi storici. - Quante ne hanno sentite, tra commenti, urla e anche insulti per un rigore sbagliato: ne ricordo uno di Giannini in un derby del 1994 parato da Marchegiani. E poi i momenti indimenticabili, le due coppe Italia del 1980 e 1981 con il Torino e le altre due, più recenti, con l’Inter». Senza dimenticare le feste per gli scudetti del 1983 e del 2001. «Ma le partite sono solo un aspetto del circolo - assicura Paola Ancarani, testaccina doc. - Lì ci si vede anche per giocare a briscola o scopetta».
Lo sfratto era stato deciso dal proprietario dei locali a fine 2006 e doveva essere eseguito a settembre 2008. Poi alcuni rinvii, fin quando, nel giugno scorso, è diventato esecutivo: lo spazio verrà probabilmente affittato per un’altra attività. «Non era facile arrivare fino a 2.000 euro al mese di affitto - afferma Rosi. - L’unico contributo è quello della cinquantina di soci, che si aggiungono agli oltre 400 tesserati. Ora tutti i cimeli sono in un deposito, in cui paghiamo 150 euro al mese. Una volta sistemata la nuova sede, ritorneranno al loro posto».
Ma prima di tutto, per soci e tifosi, c’è la squadra. «Speriamo vada bene, già dalla partita con la Juventus - rispondono all’unisono. - Co’ la Roma, nun se deve scherzà».
LA DIGOS ORGANIZZA GEMELLAGGI
FULHAM A ROMA
Negli ultimi due anni la Capitale e' stata additata dai media britannici come una delle piu' insicure per i tifosi inglesi dopo gli scontri tra nelle partite di Champions League tra la Roma e Manchester United e Chelsea.
Secondo Hodgson, che ha avuto dei trascorsi in Italia da allenatore di Inter (1999) e Udinese (2001), ''i maggiori problemi di ordine pubblico ci sono quando'' la Roma ''gioca contro altre squadre italiane come Lazio, Juve, Milan o Inter. Non riesco ad immaginare che squadre come Fulham, Basilea o Sofia possano istigare tanto odio nei tifosi della Roma da spingerli ad accoltellare le persone, perche' e' questo quello che fanno li'. Sicuramente c'e' un gruppo di tifosi pericolosi. Il derby Roma-Lazio non e' una cosa per deboli di cuore''.
luq/mcc/lv
28 agosto 2009
CYBERTEPPISTI E FANTAGIORNALISTI
CORVINO
Le conferenze stampa di Pantaleo Corvino sono spesso della durata di oltre un’ora ed anche ieri il direttore sportivo gigliato, stimolato senza sosta dai giornalisti presenti nella sala stampa dello stadio ‘Franchi’, ha dato spettacolo.
E’ accaduto così che, ai margini delle sue risposte intorno al mercato viola, l’uomo di Vernole abbia regalato anche gustosi annedoti. Come ad esempio del suo colloquio in pulmann all’arrivo allo stadio della Fiorentina, con il tecnico Cesare Prandelli. ‘Ho detto al mio mister: il primo anno che giungevamo allo stadio, la gente ci applaudiva e ci acclamava senza sosta – ha raccontato Corvino – Adesso invece ci urlano senza sosta: comprare! Bisogna spendere! Mi verrebbe voglia di andare a seguire la partita in curva, come facevo a Casarano, perché mercoledì sera, in tribuna autorità, ho preso piu’ m…, con insulti, ed inviti a spendere, che in tutta la mia vita’.
Una perla anche la metafora usata da Corvino nella risposta a chi gli chiede cosa è la Fiorentina oggi. ‘Per i fiorentini io sono come quell’uomo che va con novantanove donne, e poi alla centesima ha un blocco, e quindi passa per un ‘omosessuale’. Ovvero, ai fiorentini di quello che faccio, non va mai bene niente’.
Luca Cellini
CALVARIO SLOVACCO
Ha aperto Totti con una doppietta, poi in rete anche Guberti, Cerci, Menez, Riise e di nuovo Totti. Gol della bandiera slovacco di Novak, per il momentaneo 5-1.
Sul cinque a zero, avvenuto nei primi 18 minuti di gara, i tifosi ospiti hanno tentato di abbandonare il settore dell'Olimpico concessogli, ma le forze dell'ordine, per sicurezza, hanno frenato tale "esodo", costringendo gli ultras slovacchi a sorbirsi in toto la goleada rifilata da Totti & co. alla loro squadra.
ULTRAS BURLONI
TUTTI FEROCI CON GLI ULTRAS
Ai tifosi del Cagliari deve essere impedito di seguire la squadra nelle prossime trasferte. L’indicazione arriva dal Comitato per la sicurezza delle manifestazioni sportive, e probabilmente già oggi verrà fatta propria dal Viminale. Giro di vite contro il tifo sardo violento anche in Seconda Divisione: niente tifosi ospiti (il settore riservato del Nespoli verrà chiuso) per il derby Olbia-Alghero. Dopo gli scontri in Coppa, era inevitabile.
Il Casms non ha valutato solo gli incidenti scoppiati domenica notte e lunedì mattina al porto di Livorno, ma nel dossier ha inserito anche l’agguato, con pestaggio, alla scolaresca messinese in gita a Cagliari, scambiata per un gruppo di sostenitori del Catania, che qualche ora dopo avrebbe giocato al Sant’Elia la squadra di Allegri.
La Commissione ha giudicato in base ad una serie di informazioni raccolte dalle questure, ma soprattutto ha tenuto conto dei precedenti.
Per quanto riguarda il campionato di Seconda Divisione, i tifosi dell’Alghero non potranno andare a Olbia. La vendita dei biglietti è riservata agli sportivi residenti nel comune di Olbia o. Il Casms, inoltre, ha inviato le autorità di polizia a prendere in considerazione la possibilità di vietare ai supporter giallorossi la trasferta di Carpenedolo in programma il prossimo 6 settembre.
Naturalmente dai provvedimenti sono esclusi i possessori della tessera del tifoso, se negli stadi sono già operativi i sistemi di riconoscimento elettronici dei tifosi, i posti numerati ed i biglietti nominativi. Per quanto riguarda la Lega Pro, nessuna società (per ora) ha attivato questo tipo di servizi.
E a proposito delle polemiche scatenate in questi giorni dalla “tessera del tifoso” (non piace nemmeno al ct azzurro Marcello Lippi), il Casms ieri ha voluto fare una precisazione. «Non è una schedatura. Con questo sistema, il rapporto che si instaura con la società sportiva è analogo a quello che il mondo commerciale pone in essere con i suoi clienti quando vende i propri prodotti. La tessera non è obbligatoria, gli spettatori possono continuare a frequentare gli stadi acquistando un normale biglietto, in settori diversi da quelli destinati agli ospiti».
La prossima settimana l’Osservatorio potrebbe decidere di vietare tutte le trasferte ai tifosi del Cagliari. Ma il provvedimento non riguarderà gli emigrati (i circoli dei sardi nella Penisola sono tantissimi) che potranno continuare seguire la loro squadra del cuore.
27 agosto 2009
COLLIGIANA E POGGIBONSI
Siena, 27 agosto 2009 - Arrivano nuovi provvedimenti dalla prefettura di Siena: niente tifosi ospiti alle partite casalinghe delle formazioni senesi Colligiana (di Colle Val d'Elsa) e Poggibonsi, che militano in seconda divisione Lega Pro. Su proposta del questore e sulla base delle indicazioni dell' Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive il prefetto ha adottato il provvedimento dal quale sono esclusi i supporter ospiti in possesso della tessera del tifoso.
''Il 19 agosto scorso - spiega una nota della questura di Siena - l'Osservatorio ha previsto la possibilità per i prefetti di valutare l'opportunità che gli incontri di calcio vengano disputati in assenza dei tifosi ospiti in tutti i casi in cui le previste prescrizioni per gli impianti sportivi con capienza inferiore ai 7.500 posti non fossero state realizzate''. Il provvedimento ha validità fino al 30 settembre, ''termine ultimo per le società - conclude la nota - per effettuare i lavori di messa a norma adeguandosi alla legge''.
PUGNO DURO
Pugno duro contro gli hooligans. La Football Association potrebbe condannare con estrema severità il West Ham dopo gli scontri in occasione del match contro il Millwall, nel derby valevole per il secondo turno di Coppa di Lega.
La squadra allenata da Gianfranco Zola rischia la chiusura dello stadio Upton Park e l'esclusione dalla competizione. Al club londinese toccherà dimostrare di aver assunto tutte le misure di prevenzione necessarie contro i violenti ma sembra che la Federcalcio inglese sia intenzionata a dare un forte segnale per non compromettere la candidatura inglese ai Mondiali del 2018.
PLATINI E IL MODELLO INGLESE
VALANGA SARDA
I provvedimenti sono stati emessi a carico delle quattro persone arrestate il giorno dopo gli scontri e di altri sette tifosi denunciati, tutti identificati grazie alle riprese televisive degli incidenti. I Daspo, che variano da due a cinque anni, sono stati emessi a carico di nove sostenitori algheresi e di due galluresi. Mentre il dodicesimo riguarda un giocatore dell'Atletico Pietraia, di cui riferiamo a parte.
I disordini si erano verificati dopo una manciata di minuti dall'inizio della partita. Un addetto al campo aveva invitato i sostenitori olbiesi a togliere uno striscione che avevano appena esposto. Da quel momento la tensione è salita alle stelle e le forze dell'ordine hanno dovuto faticare non poco per calmare gli animi ed evitare il contatto tra le opposte fazioni.
Quello del tifo violento è un problema che governo e Figc provano a neutralizzare con dei provvedimenti che non trovano tutti concordi.
«La tessera per il tifoso in trasferta non mi piace. una cosa che ghettizza. Anche se sono il ct della Nazionale, dico sinceramente che, a caldo, questo strumento non mi convince. Mi sa di schedatura». Marcello Lippi giudica così la tessera del tifoso, lo strumento che dal 15 gennaio 2010 sarà indispensabile per assistere alle gare in trasferta. «A sentire l'espressione mi viene da pensare ai supporter che il sabato sera sono a cena e hanno in mente di andare a vedere la partita il giorno dopo a Milano o a Torino, ma poi non possono farlo perchè non hanno la tessera. Diciamo che qualsiasi forma di schedatura non mi piace, tantomeno quella che riguarda i tifosi».
DESTRA CONTRO BOBO
“Siamo convinti - dichiarano Simone Spiga (Cagliari) e Daniele Caroleo (Crotone), tra i principali promotori di Identitario.org ed entrambi Dirigenti Nazionali di Azione Giovani - che il provvedimento della “Tessera del Tifoso” sia assolutamente inutile oltre che totalmente illegittimo, visto che andrebbe a colpire tutti coloro i quali abbiano commesso dei reati connessi al tifo negli stadi, anche dopo aver scontato interamente la pena, e tutti quelli che in passato hanno subito una diffida, anche se si è stati assolti dal processo successivo al Daspo. In pratica, in base all’art.9 della tanto contestata “Legge Amato”, ogni Daspo (Divieto d’Accesso alle manifestazioni Sportive) si tramuterebbe in una sorta di diffida a vita! Siamo di fronte ad un caso lampante di totale azzeramento dei diritti civili di una persona: in questo modo si andrebbe a creare una sorta di vero e proprio stato di polizia!”.
In merito a questa restrizione, fortemente voluta dal Viminale, i giovani aderenti al progetto Identitario.org hanno realizzato un volantino provocatorio che verrà distribuito nei pressi di numerosi stadi in tutta Italia in occasione delle partite del campionato di calcio. Sono inoltre in fase di realizzazione alcuni adesivi e alcuni manifesti che potranno essere utilizzati sul proprio territorio dalle varie comunità militanti che condividono questa battaglia.
“Alcuni nostri militanti inoltre,- continuano i promotori di Identitario.org - parteciperanno, senza alcun simbolo politico, per evitare qualsiasi tipo di strumentalizzazione, al corteo, indetto da alcuni gruppi Ultras di varie squadre italiane, che sfilerà, il prossimo 5 Settembre, per le vie di Roma, manifestando il proprio dissenso verso questa iniziativa repressiva. Siamo convinti che le problematiche relative alla cosiddetta violenza legata al mondo del tifo non possano di certo essere risolte con la repressione indiscriminata, ma con ben altri strumenti, magari cominciando ad instaurare un vero e proprio dialogo tra le istituzioni ed il mondo delle tifoserie organizzate, che è, ad oggi, il fenomeno di aggregazione giovanile di massa più diffuso del nostro territorio.”.
Ufficio Stampa e Propaganda
Identitario.org
BALESTRI E IL CASMS
Non è una schedatura, né un’imposizione, è un investimento per i club ed uno strumento importante per la sicurezza: la “tessera del tifoso” è stata promossa oggi dal Comitato per la sicurezza delle manifestazioni sportive (Casms). L’organismo ha sottolineato che la tessera del tifoso non costituisce una schedatura: il rapporto che si instaura con la società sportiva è analogo a quello che ormai il mondo commerciale pone in essere quotidianamente con i suoi migliori clienti quando vende i propri prodotti. Tutti i dati personali comunicati dai tifosi sono conservati solo dalle società sportive ed utilizzati per promuovere tutte le attività e le agevolazioni offerte ai propri clienti (convenzioni con aziende di trasporto e di ristoro, corsie dedicate, borsellino elettronico e molto altro). L’ attività degli organi di polizia, nel progetto della tessera del tifoso, si limita all’esclusivo accertamento di eventuali motivi ostativi e solo per il tempo strettamente necessario. Né - secondo il Casms - la “tessera del tifoso” è un’imposizione: gli spettatori che non vogliono aderire possono continuare a frequentare gli stadi acquistando un normale biglietto in settori diversi da quello riservato agli ospiti. A parere del Comitato, inoltre, la “tessera del tifoso” è un investimento per i club - tanto che il programma è stato fortemente voluto proprio dagli organi di governo sportivo - ed è una importante opportunità per promuovere il marchio della società tra tifosi e appassionati. Infine, secondo il Casms, la tessera è un importante tassello nelle strategie di prevenzione della violenza per riportare le famiglie allo stadio assicurando loro migliori standard organizzativi e servizi di accoglienza.
A parlare invece di “criminalizzazione del tifo calcistico” è invece il Progetto Ultrà, secondo cui la Tessera del tifoso vuole allontanare la gente dallo stadio. «E non ci si venga a dire che così si combatte la violenza: la violenza, semmai, viene spostata. Questa normativa è dannosa e punitiva perché presuppone che tutti i tifosi siano potenziali criminali e pertanto vengano schedati – afferma Carlo Balestri, responsabile di Progetto Ultrà – non è possibile che un cittadino per esercitare un proprio diritto debba esibire una sorta di certificato di buona condotta. La Tessera del tifoso è soltanto un esempio di ulteriore burocratizzazione che complica l’accesso agli impianti della tifoseria sana – quella che per esempio oggi ha difficoltà a portare la propria famiglia allo stadio - favorisce il bagarinaggio e le entrate clandestine. I modi per combattere la violenza sono altri. Ci sembra invece – continua Balestri – che, ancora una volta, ci siano vantaggi soltanto per i grandi club, gli stessi che si mostrano indifferenti perfino al divieto delle trasferte: più tifosi restano a casa e maggiori saranno gli abbonamenti alle pay-tv per seguire la propria squadra in trasferta».
Tra i gruppi di tifosi più critici verso la tessera del tifoso ci sono i sampdoriani dell’Ultras Tito Cucchiaroni, che nei giorni scorsi hanno protestato davanti alla sede della Lega. In questo caso si ipotizza l’incostituzionalità del provvedimento, poiché di fatto sottoporrebbe alcuni tifosi a una “doppia condanna”. Si legge in un volantino distribuito dai blucerchiati: «Chi dal 1989 ha subito (e scontato, nella maggioranza dei casi) un Daspo non potrà avere la tessera, chi ha subito una “condanna da stadio” negli ultimi cinque anni, anche solo di primo grado (anche se andato in seguito assolto, anche se ha già scontato la sua pena, anche se oltre alla pena ha scontato il conseguente Daspo), non avrà la tessera...».
MONZA-COMO, STRASCICO LEGALE
Monza - I responsabili del commissariato di viale Romagna stanno studiando i filmati relativi alla scaramuccia scoppiata prima del fischio di inizio di Monza Como, quando un ispettore di polizia, per difendere un tifoso comasco dall'aggressione dei rivali monzesi, è stato lievemente ferito per un colpo ricevuto al volto.
Le telecamere installate lungo il perimetro dell'impianto monzese, infatti, hanno ripreso la scena. Il video, adesso, potrebbe costare caro a qualche ultras biancorosso, il qualche potrebbe venire raggiunto dalla diffida a frequentare manifestazioni sportive. A parte questo episodio, sfociato in un breve momento di tensione, con un duro faccia a faccia tra ultrà e polizia, il derby non ha fatto registrare particolari problemi di ordine pubblico.
A fine gara, un tifoso lariano, M.L. 25 anni, sposato con due figli, è stato arrestato per aver rubato una sciarpa da una macchina occupata da alcuni sostenitori del Monza, e per aver fatto resistenza ad un maresciallo dei carabinieri della stazione di Villasanta che voleva fermarlo. Il giovane, in attesa della conclusione del processo, dovrà stare agli arresti domiciliari, secondo quanto ha stabilito il giudice Giuseppina Barbara. Un precedente per lesioni e danneggiameno, in passato era già stato raggiunto da due diffide.
f. ber.
LORENZO UNO DI NOI
Anche nel suo primo giorno da giocatore della Fiorentina, Lorenzo De Silvestri, sollecitato sull'argomento, ha voluto ricordare l'amico Gabriele Sandri, morto l'11 novembre 2007 nell'area di servizio di Badia al Pino (Arezzo). "Gabriele per me è stato come un fratello ed è bello vedere tutti i tifosi che lo fanno sentire ancora una parte di noi - dice il giovane ex difensore della Lazio-. Ora però vorrei chiuderla qui; quando è accaduto il fatto mi sono sentito un po' strumentalizzato per questa mia amicizia con Sandri, mi chiamavano dappertutto, mi sentivo un robot. L'ultima sentenza è una piccola vergogna: la famiglia chiede giustizia e io con loro".
DASPO PER UN FUMOGENO
Sono stati sottoposti a Divieto di Accesso ai luoghi dove si Svolgono Manifestazioni Sportive per 1 anno i tre giovani tifosi dell'Udinese che, lo scorso 23 luglio, erano stati denunciati in stato di libertà dalla Polizia, per aver acceso e lanciato fumogeni e per aver intonato cori offensivi all'indirizzo delle forze dell'ordine, in occasione dell'amichevole Udinese-Perugia, allo stadio "Bonelli" di Montepulciano. Si tratta di due fratelli poco più che ventenni della provincia di Pordenone, e di un trentenne della provincia di Ferrara.
RIFONDAZIONE CONTRO BOBO
(AGI) - Perugia, 27 ago. - Rifondazione comunista dell'Umbria si dice fermamente contraria alla tessera del tifoso voluta dal ministro leghista Maroni, che, il capogruppo di Palazzo Cesaroni, Stefano Vinti, definisce un ''maldestro e ipocrita tentativo di vendere la storia della tessera del tifoso come l'ennesimo atto per la sicurezza dei cittadini''. ''Il ministro - afferma Vinti - afferma anzi che chi e' contro la tessera e' contro la sicurezza, una strategia demagogica e populista a cui ormai il governo Berlusconi ci ha abituato e che cozza anche con l'opinione di autorevoli figure del mondo dello sport italiano''. ''La tessera del tifoso - secondo Vinti - e' in realta' uno strumento che ghettizza, che incide sulla liberta' di tante e tanti appassionati sportivi che con la violenza non hanno nulla a che spartire e che oggi il ministro Maroni, coerentemente con la linea del suo partito, vorrebbe semplicemente schedare. Nella testa del ministro i tifosi sprovvisti di tessera non potrebbero nemmeno seguire la propria squadra in trasferta: una limitazione della liberta' intollerabile che a nostro modo di vedere non risolverebbe il problema mentre acuirebbe le tensioni nelle tifoserie a vantaggio dei facinorosi, che debbono essere isolati ma con un dialogo piu' serrato tra curve, societa' sportive ed istituzioni''. ''Infine - conclude Vinti - consideriamo fortemente sbagliato introdurre un meccanismo di premialita' per le societa' sportive sulla base dell'adozione della tessera. Per questo chiediamo da subito che la Regione Umbria, di concerto con le associazioni sportive regionali, censuri con fermezza l'iniziativa del ministro e ponga in essere tutti gli atti idonei ad impedire che questo strumento liberticida venga adottato''.
PERGOCREMA CONTRO BOBO
La Curva Sud della Pergocrema, squadra di calcio di Pro Prima Divisione di Crema (Cremona) si dichiara assolutamente contraria alla direttiva emanata dal ministro degli Interni Roberto Maroni secondo la quale dal primo gennaio ogni tifoso che vorrà seguire la propria squadra in trasferta dovrà munirsi della tessera del tifoso per poter entrare allo stadio. «Questo decreto - si legge in una nota - è palesemente anticostituzionale; non lo diciamo noi, lo dice la legge e da cittadini liberi non ce la sentiamo di accettare che lo Stato emani leggi contro i suoi stessi principi costituzionali. Noi non abbiamo mai chiesto impunità, ma il rispetto delle leggi da parte di tutti, a patto che le leggi rispettino i valori della nostra Costituzione». «In un Paese civile - prosegue il testo - una persona che non si trova sotto l'effetto di una condanna deve sentirsi libera di potersi muovere per una partita di calcio come nella vita quotidiana, senza il bisogno di essere schedata e seguita come un terrorista. Nessuno si chiede perchè siano stati emanati ben sei decreti antiviolenza negli ultimi vent'anni senza risolvere nulla? Ve lo diciamo noi: perchè erano tutti profondamente sbagliati; non si è mai ascoltato il mondo del tifo, si è andati avanti per una strada cieca e pericolosa».
IL TEXANO
Ecco alcuni punti chiave dell’intervista realizzata dal collega Antonio Guido del Corriere dello Sport al magnate americano, Tim Barton, il quale con molta disponibilità e senza presunzione ha risposto alle domande sulle sue origini irlandesi-americani, dei sacrifici compiuti in gioventù, e dei lavori svolti prima di raggiungere le meritate soddisfazioni, per poi parlare delle motivazioni che lo hanno spinto a scegliere l’Italia:
In cosa crede di più nella vita?
La fede è la prima ragion di vita per me. La mia società, la JMJ, corrisponde alle iniziali di Jesus, Maria e Joseph, ho scelto di avere un ricordo costante da dove sono venuto. Trovo molto bello che San Nicola sia il santo protettore di Bari e credo mi abbia condotto lui in questa amabile città a giudicare da come i tifosi mi hanno accolto. Bari è una città molto affascinante. Aspetto impaziente di visitare la Basilica di San Nicola. Inoltre vengo in Italia da diversi anni, sia per affari che per piacere. Amo questa terra.
Cosa l’ha indotto a comprare il Bari?
Sono un uomo appassionato di sport ed ora del Bari. Crescendo non ho avuto l’opportunità di fare sport, ma non è mai tardi per sviluppare una propria passione. Dopo aver visto che passione mi hanno trasmesso i tifosi del Bari, mi sono convinto ulteriormente.
Cosa sa del calcio?
Inizialmente ho esaminato l’acquisto del Bari come un’occasione d’affari per le altre iniziative commerciali che stavamo e stiamo perseguendo nel Sud Italia. Ma poi ho visto il calore di questa gente che è il genere di passione che io ho sempre avuto per gli affari. Ci sono molte similarità tra sport & business.
Sa che non sarà semplice gestire una squadra di calcio e che Bari intende allestire?
Adesso siamo esaminando i contratti dei giocatori e le situazioni dei giocatori. Non ho alcuna competenza specifica, ma sono il tipo di uomo d’affari che si circonda di un management competitivo che sa portare a termine l’affare. Vogliamo il meglio per il Bari. Abbiamo l’esempio dei miglioramenti ottenuti nel Regno unito e in America siamo grandi fans dei Dallas Cowboys, che hanno ottenuto ottimi risultati anche sul piano commerciale. Spero di poter portare questa filosofia vincente a Bari.
Non avremo problemi a comprare giocatori di talento ed sfruttare le opportunità che si presenteranno anche sul mercato degli Stati Uniti. Contiamo di capitalizzare al meglio le nostre relazioni negli Stati Uniti e in America Latina. Ci auguriamo di far crescere il Bari a livello dei club di maggiore successo e in campo Europeo. Sono sicuro che le “due diligence” siano solo una formalità e potremo concludere già entro fine settembre.
