Casertana-Avellino e una di quelle amichevole che fanno venire in mente immagini di un calcio a tinte sbiadite. L'amicizia che lega le due piazze permette di vedere sciarpe rossoblu e bianconverdi mescolarsi in tribuna ogni qual volta le due squadre si affrontano. Le gradinate del 'Caduti di Superga' di San Prisco sono strapiene. Circa 300 spettatori per un'amichevole di fine anno. Ancora viva la delusione in casa irpina per il fallimento della scorsa estate. E non è certo un caso se questa volta sugli spalti non si vedono ultras irpini, ma soltanto qualche sciarpetta del 'lupo' al fianco di quella dei falchetti.
LA MAGLIA – Quando le squadre fanno il loro ingresso in campo i tifosi della Casertana storcono il naso. Di fronte a quell'Avellino con un'insolita maglia neroverde, c'era una squadra con una altrettanto inedito maglia con due ampie bande verticali rossoblu e numeri dorati. Per essere chiari si tratta della stessa identica casacca indossata dalla Sambenedettese nella stagione 2004/05 in C1. Ma perchè? La risposta è servita. Il presidente del San Prisco Martinese, 'padrone di casa' in quel del 'Caduti di Superga', aveva chiesto alla Casertana di indossare le proprie casacche per onorare la memoria di un giovane calciatore scomparso di recente. I falchetti non c'hanno pensato su due volte e in campo Raucci e soci si sono visti all'opera con la tenuta da gioco della Martinese.
UNA DELUSIONE CHE CI RICORDA QUALCOSA...- Sugli spalti nel corso della partita si sentono voci dal chiaro dialetto avellinese commentare con amarezza il momento del calcio irpino. "Ma ti rendi conto, calciatori come questi potranno dire un giorno di aver giocato addirittura nell'Avellino". Parole amare che ci ricordano qualcosa. Discorsi fatti e rifatti nel post-fallimento all'ombra della Reggia e che ancora oggi ciclicamente si fanno largo.
PASSERELLA DI STELLE...CADENTI – Sugli spalti si vedono tanti volti noti. Dirigenti, allenatori ex calciatori. Tutti giunti per la consueta e, per molti versi, 'rivoltante' passerella. In campo non ci sono due squadre, ma soltanto calciatori da mettere sul proprio taccuino o da giudicare in maniera negativa al primo errore. Primo tempo su buoni ritmi, mentre ci pensa una bomba carta a risvegliare il pubblico nel momento di maggiore noia.
IL SINDACO – Ad inizio ripresa fa la comparsa sugli spalti anche il sindaco Petteruti. Lo stupore si rinnova ogni volta. Il sindaco sembra essere diventata ormai l'ombra dei dirigenti rossoblu. Il sindaco era giunto a San Prisco per porgere i propri auguri a società, squadra e staff tecnico. Neppure il tempo di prendere posto in tribuna, però, che Petteruti viene raggiunto da una telefonata. Un grave lutto in famiglia lo costringe a lasciare il 'Caduti di Superga'.
L'UNICA VARIANTE - In campo qualcuno si sarebbe aspettato qualche novità dal punto di vista tattico. Il 4-2-3-1, invece, non si tocca. L'unica vera 'variante'....è la Capua-Maddaloni che sovrasta il 'Caduti di Superga'. Ma la prova di Gilfone fa ben sperare. Intanto per Capasso l'ennesima serie di giri di campo per smaltire qualche chiletto. Ancora chilometri da percorrere per il portiere, ma Feola lo aspetta a braccia aperte.
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