La serata che ha visto accese le luci dello stadio Bruno Recchioni non è iniziata affatto con il piede giusto.
Una quarantina di facinorosi tifosi della Sambenedettese è arrivata a Fermo con intenzioni bellicose.
Intorno alle 19.30 hanno scagliato la loro ira sul bar di fronte lo stadio, facendo saltare i tavolini e infrangendo una vetrata. Incendiata con una bomba carta anche un'auto, una Suzuki Swift di proprietà di una donna, Carla Bartolomei, che era andata dal medico di famiglia, nei pressi del bar preso di mira dai tifosi.
Gli agenti presenti su viale Trento sembra non abbiano potuto fare molto per fermare i tifosi, se non aspettare le camionette della Polizia che hanno riportato l'ordine.
E' la Bartolomei a polemizzare su questo punto, dichiarando di non aver ricevuto aiuto nemmeno dalla Polizia Municipale, ma solo dai Vigili del Fuoco giunti sul posto. La donna ha espresso la volontà di sporgere denuncia. Al momento sembra siano stati almeno 30 i tifosi fermati, ma ancora non è chiaro se si tratti solo di giovani sambenedettesi o se siano coinvolti anche dei fermani.
Oltre al tifo violento, a Fermo è impazzata anche la polemica: in molti contestano la decisione di giocare partite di notte, invece che al pomeriggio, oltre al fatto che la tensione del derby fosse da tempo nell'aria. Di fronte alla prevedibilità degli scontri, sono tanti a ritenere che le forze dell'ordine non si fossero preparate adeguatamente. Ma questo è ancora tutto da dimostrare.
Dichiarazioni diplomatiche da parte del presidente della Fermana, Stefano Chiodini, che si limita a commentare stigmatizzando gli episodi di violenza e ricordando che chi paga, in questi casi, sono solo i semplici cittadini che vanno allo stadio per godersi in pace la partita.
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