Il prossimo passo sarà forse un posto in consiglio di amministrazione: dopo aver menato, accoltellato ed espulso la gente normale degli stadi, l' ultrà ha fatto il salto di qualità, e adesso vuole il potere. Lo aveva già detto Capello: «Qui da voi comandano gli ultras, fanno quello che vogliono». Il calcio italiano l' aveva presa come un' entrata a gamba tesa. Poco importa che avesse ragione, eccome. Guardate cosa succede dappertutto: alla Roma, alla Lazio, alla Samp, al Milan, al Siena, alla Fiorentina, fino al Napoli. Il tifoso è passato alla fase due, basta guardare e applaudire. Da oggi si conta di più. La Ultras Spa fa i conti direttamente con i presidenti, manovra le società, silura e assume allenatori, pungola a modo suo i giocatori minacciandolie via così. Di peggio in peggio. A Roma il tifoso non è certo passivo, interviene. Bombarda con bombe carta Olimpico e Trigoria, sottopone a sassaiola il pullmann dei giocatori, ne decreta il funerale, fischia per stupido principio il miglior giocatore in campo: Vucinic. Claudio Ranieri neè rimasto sconvolto: «Qui ci tagliamo le palle da soli...» Persino il caro Spalletti - che i duri avevano insultato per poi piangerlo una volta dimissionario - è stato solidale con la vecchia squadra. «Agguati, bombe, minacce, è ora di farla finita. Sono cose che nella nostra vita non vorremmo avere, perché le dobbiamo avere nel calcio? Negli stadi italiani non riusciamo a portare la nostra civiltà, siamo rimasti indietroa livello europeo.I giocatori sono persone, non macchine». Gli ultras vogliono che la società venda e non accettano una Roma che perde. E passano all' azione. La Lazio è scappata da Roma per chiudersi in un ritiro segreto. Anche gli ultras biancazzurri tirano bombe carta e vogliono levarsi di mezzo Lotito e Ballardini. Rivogliono i giocatori esclusi in rosa: a ogni costo. La curva del Milan ha preso la mano alla società, ha contestato Berlusconi per non aver speso stavolta decine di milioni sul mercato, e rovinato perfino il match d' addio all' icona Maldini. Colpevole di filarseli troppo poco. I Della Valle hanno lasciato la presidenza della Fiorentina perché non c' era più feeling con la città e con la curva Fiesole: colpevoli anche loro di guardare troppo ai conti. A Siena Giampaoloè stato esonerato non solo dopo la contestazione alla squadra, ma dopo che il pullmann della squadra è stato inseguito sull' autostrada. A Napoli Donadoni licenziato dal San Paolo prima ancora che da De Laurentiis. Persino nella placida Samp, seconda in classifica, esplode il problema di un tifo fuori controllo. «Sono preoccupato - ha detto il presidente Garrone - e veramente disgustato che ci sia un gruppo di tifosi, che giustamente Marotta ha chiamato snob, che pretenda la luna nel pozzo e che Cassano non sbagli mai. Senza calcio Cassano svanirebbe. E' generoso, ha espresso il dispiacere di tutta la squadra». Si è parlato di un «gruppetto di omuncoli e donnucole». Tutta gente cui non basta più sedersi a guardare la partita. Il calcio è in mano loro: e Capello ha ragione. -
FABRIZIO BOCCA
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