17 ottobre 2009

ISTIGAZIONE AL PETARDO

NARDÓ - Nuovi sviluppi nella singolare vicenda dell'83enne che allo stadio aveva lanciato petardi ed era stato a rischio di "Daspo". A quanto pare sarebbe stata la sua prima volta allo stadio "Giovanni Paolo II" e sarebbe stato istigato da due giovani che avrebbero trovato in lui la persona giusta per commettere determinati comportamenti proibiti senza incorrere in sanzioni.

L’anziano lanciatore di petardi è stato istigato e convinto da alcuni giovani sulle cui tracce, ora, c’è la polizia. Si delinea nei suoi contorni più definiti la vicenda dell’anziano signore, 83 anni, che è stato denunciato dalla polizia di Stato per aver portato dei petardi di tipo vietato nello stadio di Nardò durante il match con il Lucera.
Sarebbe stato accusato anche di averne fatti esplodere alcuni, in rapida sequenza con grave disturbo alla tranquillità di chi, comprese le tante famiglie che ora lo frequentano, desidera trascorrere una domenica allo stadio.
Ma ora la vicenda sarebbe prossima ad una clamorosa svolta perché l’uomo sarebbe stato raggirato ed indotto ad un comportamento vietato, a sua insaputa, da due giovani.
Immediatamente, infatti, l’anziano si è rivolto al suo legale di fiducia e l’avvocato Andrea Ettore Santo è riuscito, pazientemente, a recuperare l’uomo ad una condizione di serenità. Per due giorni, infatti, l’anziano è apparso prostrato e depresso per la situazione in cui si è venuto trovare.
“Mi ha raccontato di aver ricevuto la visita di due giovanissimi – dice il legale – che lo hanno convinto a fare un giro con loro. Poi lo hanno invitato a vedere la partita e lui si è sentito contento e gratificato da tanta attenzione anche perché non era mai andato, prima di allora, ad assistere ad una partita di calcio del Nardò. Infine lo hanno incoraggiato ad usare i petardi”.
Gli avrebbero detto “tanto a te, considerata l’età, non potranno far niente”. E così il nonnino li ha fatti contenti. Del resto erano stati così gentili e attenti con lui e quei botti erano il minimo per ringraziarli.
Ed invece, come abbiamo visto, il nonno ultras è stato denunciato dai poliziotti ed ora rischia addirittura di essere destinatario di un provvedimento del questore di Lecce. Sarebbe il primo caso di un uomo di quella età raggiunto da un “daspo” oltre ad essersi beccato la reprimenda del presidente della figc pugliese, Vito Tisci.
“Io sono certo che chiariremo l’ambito di responsabilità del mio assistito” dice Santo.
Intanto non appare peregrina la versione del nonnino e resta da vedere come sarà possibile individuare i ragazzacci che hanno abusato della buona fede e della credulità dell’uomo.
Ora, infatti, l’anziano ha ricostruito dettagliatamente l’accaduto e fornito indicazioni in ordine ai due giovani che, giunti presso la sua abitazione subito dopo il pranzo, lo hanno convinto a recarsi allo stadio per fare il tifo. Perché questa era l’intenzione dell’83enne: trascorrere una domenica diversa e quella premeditata dei suoi cattivi accompagnatori.

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