15 settembre 2009

DIFESA SENESE

"Da tifoseria modello a curva più cattiva d'Italia, qualcosa non torna". Il Siena club fedelissimi, il più antico e numeroso della città, interviene sulle polemiche seguite ai cori che ieri la curva bianconera ha indirizzato al centrocampista della Roma e della Nazionale, Daniele De Rossi, con riferimento al suocero ucciso nell'agosto 2008. "L'episodio è da condannare, senza alcun dubbio - affermano i Fedelissimi - ma al pari, purtroppo, di tanti altri che viceversa vengono considerati come manifestazioni folkloristiche".
"Siena ha saputo applaudire giocatori come Buffon, Amelia, Cassano e, se un'intera curva si scaglia contro un giocatore come De Rossi, un motivo c'è e si deve risalire indietro nel tempo - insistono i tifosi -, ad un passato denso di cattiverie gratuite e di scorrettezze, con l'ultima goccia, le provocazioni e i gesti offensivi di ieri, che hanno portato alla dura reazione di una tifoseria considerata tra le più corrette d'Italia. Forse la più corretta".
"Lo striscione 'Lazio e Livorno, stessa iniziale stesso forno' è forse meno grave del coro che si è alzato dalla curva Robur? E il coro dedicato a Pessotto non è grave come quello che ha fatto piangere De Rossi? Non vogliamo fare una classifica degli striscioni o dei cori più cattivi - conclusono i Fedelissimi - certe manifestazioni canore sono indubbiamente da condannare e da evitare, ma sarebbe giusto che venissero condannate tutte con la stessa fermezza".
(14/09/2009) (Spr)

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