30 aprile 2009

TICINO

Francesco Lovera e Pierluigi Vaerini oggi a Pop Politik hanno parlato di violenza dentro e fuori gli stadi e le piste di hockey

“Adesso sono cambiato, sono padre di famiglia. Non posso più permettermi certe cose. Ogni tanto vado allo stadio con mia figlia. Anzi, quando aveva tre mesi, l'ho portata a vedere una partita di hockey”. Francesco Lovera è un ventiquattrenne che all’età di 16 anni è stato diffidato da tutti gli stadi del Paese. Oggi, durante Pop Politik, si è confrontato con il capo della gendarmeria territoriale Pierluigi Vaerini.

Sul tavolo della trasmissione radiotelevisiva c’era la violenza dentro e fuori gli stadi e le piste di hockey. Gli ultimi episodi di cronaca hanno acceso un dibattito che si fa sempre più incandescente. Da quando il Bellinzona frequenta la massima categoria calcistica, in Ticino arrivano gli ultras del resto della Svizzera. E con loro il problema assume altri toni.

“Se il Lugano dovesse andare in Serie A, da una lato sarò contento ma dall’altro non nascondo una certa preoccupazione”, ci spiega Vaerini della Polizia. “In pratica - prosegue il comandante - significa che tutte le domeniche se non saremo a Bellinzona ci toccherà essere a Lugano. Senza dimenticare le varie partite di hockey. La conseguenza? Gli agenti che seguiranno questi eventi non potranno svolgere altri compiti. Insomma, il numero di agenti è quello che è…”.

Riguarda stasera Pop Politik, in replica su TeleTicino dalle 22.15.


EMILIANO ULTRAS

30/04/2009 Storie di curva, fotografie inedite e aneddoti di trasferte raccontate in un libro sulla tifoseria del Bari. UltrAs – dal 1976 la passione della curva Nord (edizioni Mezzina, 144pp, 15 euro) verrà presentato martedì 5 maggio, alle 12, nell’aula consiliare del Comune di Bari. Il volume, curato da Angelo Alfonso Centrone e Lino Carella, e con la prefazione di Igor Protti, è un album fotografico della curva Nord che si snoda in oltre trent’anni. All’incontro, moderato da Enzo Tamborra, parteciperanno, oltre agli autori, anche il sindaco di Bari Michele Emiliano, lo storico del Bari Gianni Antonucci e il capo degli Ultras, Roberto Sblendorio.
“Nelle oltre duecentocinquanta foto selezionate – si legge nell’introduzione del libro - tutti coloro che hanno passato momenti gioiosi e intensi in curva potranno tornare a rivivere quelle particolari e indimenticabili emozioni”.

di redazione@laltramolfetta.it

BOYS PARMA 1977

30/04/2009
h.16.10


Tra giovedì e venerdì, a Parma, si terranno: il Consiglio Direttivo della Fissc (Federazione Italiana Sostenitori Squadre di Calcio) e l’assemblea dei Centri di Coordinamento che vi aderiscono. Hanno reso noto che parleranno di tematiche che riguardano la tifoseria, di calcio, di sport e di cultura sportiva.
Trattandosi di argomenti che riguardano tutti coloro che vanno allo stadio, anche noi BOYS, ultras di Parma (che non facciamo assolutamente parte della Fissc), riteniamo doveroso dire la nostra. La nostra competenza in materia è attestata dall’immancabile presenza allo stadio (in casa e in trasferta); dall’organizzare e praticare il tifo; dall’adoprarci per contrastare tutte le politiche speculative e repressive che affliggono ultras e tifosi, con una miriade di iniziative reali e concrete.
La Fissc dice di voler rappresentare le istanze dei tifosi dinnanzi alle istituzioni. La cosa è poco credibile, visto che le battaglie dei tifosi le combattono - generalmente - gli ultras (da soli).
Non parliamo solo di repressione (diffide e quant’altro) ma anche di caro-biglietti, di biglietti nominali, di norme anti-tifo, di divieti di trasferta, di tornelli, di steward, di impianti polifunzionali, di leggi volte a disincentivare la partecipazione alle trasferte rendendo più difficile l’acquisto dei tagliandi, di calendari sportivi che non tengono in nessun conto le esigenze dei tifosi ma solo gli interessi delle tv.
Su tutti questi argomenti, su tutte queste battaglie, come mai ci siamo attivati, e continuiamo attivarci, solo noi ultras? La credibilità la si ottiene con i fatti, e i fatti sono particolarmente chiari.
La Fissc promuove la Carta del Tifoso (che tanto assomiglia alla Tessera del Tifoso, nuovo strumento speculativo-repressivo) e cerca d’avere un posto nell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive (composto prevalentemente da forze di polizia).
Le nostre posizioni sono diametralmente opposte: no a Tessere o Carte del tifoso (le nostre le abbiamo già e sono: l’abbonamento al Parma Calcio, la tessera dei Boys, e tutti i biglietti delle trasferte); nessuna collaborazione ma totale opposizione ad organismi che (in barba alla Costituzione) privano ultras e tifosi di diritti e di libertà fondamentali.
Un dialogo con le istituzioni ci può essere (dipende con chi e su che basi), ma chi va a rappresentare i tifosi dev’essere espressione della base e dei Corpi sociali (reali) della tifoseria.
Non ci piacciono le istituzioni che pretendono di indicare i propri interlocutori, né coloro che si prestano a questo teatrino, che serve a fingere democrazia e partecipazione. Lealtà, correttezza, coraggio, sacrificio, non sono per noi solo belle parole da sfoggiare in pubblico, ma imperativi morali che devono guidare le nostre azioni. Essere ultras è anche questo.
Abbiamo letto che il Centro di Coordinamento locale punta a fare di Parma un “modello ed un punto di riferimento importante nel mondo del tifo a livello nazionale”. Bene. Visto che noi siamo già in prima linea nel tifo, ci permettiamo di dare alcuni semplici consigli: si inizi a vivere tra i tifosi, magari anche quelli della Curva; si inizi ad operare affinché la gente segua la squadra allo stadio (e non in tv); si cominci a battersi per i diritti di chi va alla partita.
A breve dovrebbero esserci le elezioni del Consiglio Esecutivo del Coordinamento di Parma, speriamo sia l’occasione per eleggere dei tifosi, che non siano dei politici, in particolare per quanto riguarda la carica del Presidente. Per il tifo i “curriculum” devono parlare di trasferte, di bandiere sventolate, di cori urlati, di vita di gruppo, di iniziative e battaglie per i tifosi.

BOYS PARMA 1977

SPAL-CESENA

CESENA - Anche il presidente della Provincia di Forlì-Cesena, Massimo Bulbi, accoglie con entusiasmo il via libera alla trasferta dei tifosi del Cesena Calcio, che domenica saranno a Ferrara per l'attesissima sfida del campionato di Prima divisione, girone A, contro la Spal.

"Ringrazia Prefettura e Questura per il lavoro che hanno svolto per far sì che questa trasferta sia stata possibile - dichiara Bulbi -. Sono contento che si sia giunti a questa soluzione che, da un lato, rende giustizia agli sforzi compiuti dalla società e dall'altro consentirà a tanti tifosi bianconeri di affrontare, con il consueto senso di responsabilità, anche questa trasferta".

Per Bulbi la notizia rappresenta anche "un buon auspicio, perché permetterà al Cesena di poter contare sul dodicesimo uomo in campo, il grande entusiasmo dei tifosi per la nostra squadra".

VIAREGGIO-CARRARESE

Un arrestato e altre sei persone denunciate a piede libero: questo il bilancio dei disordini avvenuti prima, durante e dopo l'infuocato derby Viareggio-Carrarese. Il tifoso arrestato è un carrarese di 37 anni, residente a Massa. Per il lancio delle bombe-carta denunciati tre minorenni viareggini. L'indagine potrebbe allargarsi.

Attraverso i filmati degli incidenti avvenuti domenica nel corso del derby Viareggio-Carrarese, entro le prime 48 ore previste dalla legge, sono arrivati i primi provvedimenti delle forze dell'ordine.

Un tifoso carrarese di 37 anni da ieri è nel carcere di Massa e dovrà rispondere di resistenza, violenza a pubblico ufficiale e porto di oggetti atti ad offendere (un ombrello ndc).

Altre sei persone risultano inoltre denunciate a piede libero: tre minorenni viareggini (tra i 15 e i 17 anni), inchiodati dalle telecamere mentre lanciano grossi petardi contro gli ospiti e altri tre tifosi della Carrarese protagonisti di atti violenti.

Il dirigente del commissariato di Viareggio Leopoldo Laricchia ha dichiarato: «Per tutti oltre all'azione penale ci sarà anche la richiesta per il massimo Daspo possibile, ovvero il divieto di assistere ad eventi sportivi per il periodo più lungo possibile». (fonte Il Tirreno)


La cronaca dei disordini. Secondo quanto riportato da IlTirreno (mercoledì 29 Aprile 2009), il derby era stato inserito tra le partite a “rischio tre”. Le prime scintille ci sarebbero state alle ore 13, all'arrivo alla stazione di Viareggio degli oltre 200 tifosi della Carrarese: in via Mazzini e piazza Dante sarebbero state danneggiate alcune auto in sosta. Giunti allo stadio dei Pini, i supporters apuani sono stati oggetto di lanci di diversi petardi (testimoni parlano di vere e proprie bombe-carta ndc) da parte di alcuni facinorosi locali. Successivamente, nel corso della partita, alcuni carraresi hanno scavalcato la rete di divisione, andando ad occupare la zona cuscinetto posta tra il reparto ospiti e quello bianconero. A quel punto i due gruppi sono venuti a contatto con reciproco lancio di oggetti che ha provocato il ferimento di un viareggino, colpito da una monetina e medicato al pronto soccorso. Nel frattempo un gruppetto di tifosi azzurri è uscito dallo stadio per cercare di entrare dall'esterno nella zona occupata dai tifosi del Viareggio: tentativo che ha necessitato l'intervento della polizia. A partita finita le forze dell'ordine hanno tenuto all'interno dello stadio gli ultras bianconeri fino alla partenza dei tifosi apuani.

SELARGIUS ORIONE-TORRES

Domani porte sbarrate dello stadio "Virgilio Porcu" per i tifosi sassaresi. Alle 16 si disputerà Orione '96-Torres, anticipo della quindicesima giornata di ritorno del campionato di Promozione girone B.

Allo stadio "Virgilio Porcu" di Selargius, va in scena domani, con fischio di inizio alle 16, Orione '96-Torres, anticipo della quindicesima giornata di ritorno del campionato di Promozione, girone B. Per la squadra di Camillo Vacca, impegnata nella lotta salvezza, un impegno decisamente arduo. La capolista, che domenica scorsa ha staccato in anticipo il biglietto per l'Eccellenza, non farà di certo sconti. Gli uomini di Roberto Ennas puntano all'intera posta in palio che garantirebbe loro la chiusura del torneo al primo posto. avrebbero garantito il primo posto. I selargini navigano in piena zona play out (quintultimo posto) ma la salvezza diretta è ad un solo punto. Uscire dalla sabbie mobile è l'obiettivo di Flumini e compagni. Per battere la Torres serve un'impresa. Lo confermano anche i numeri: i rossoblù fino ad ora hanno subito una sola sconfitta. Inoltre la nobile decaduta può contare sul secondo miglior attacco (50 reti) e una difesa super, quasi imperforabile (appena 12 reti al passivo). Soltanto problemi di scelta avranno i due tecnici per la formazione da schierare in campo. Tra le fila dei sassaresi rientra anche Borsani, che ha scontato il turno di squalifica. Disponibile anche Siazzu uscito in anticipo nella gara col Buddusò per infortunio. L'unico indisponibile è il secondo portiere Amadu: al suo posto l'estremo difensore della Juniores rossoblù, Deriu. La trasferta sarà vietata ai tifosi sassaresi. Infatti la società campidanese ha ricevuto un'ordinanza dalla prefettura che impone di vendere biglietti esclusivamente a residenti nella provincia di Cagliari essendo considerata una partita a rischio. Per l'Orione sarà importante far punti per sperare di evitare i play out. La salvezza diretta è a un punto. "Stiamo attraversando un buon momento, dicono il presidente e il direttore sportivo dell'Orione '96, rispettivamente Giuseppe Masala e Mauro Argiolas, domenica scorsa abbiamo disputato una buona gara con l'Ilva e dobbiamo continuare su questa strada. La squadra è concentrata e determinata per fare il massimo in questo finale di campionato. Con la Torres, cui siamo onorati di ospitare sia per il blasone che per la storia, sarà dura ma proveremo a ribaltare i pronostici che ci danno come vittime predestinate. Ci auguriamo sia una giornata tranquilla all'insegna dello sport. A Sassari siamo stati ospitati benissimo e, comunque andrà, restituiremo il trattamento".

29 aprile 2009

SANTOS LIBERO

Santos Mirasierra, il popolare leader ultrà dell' Olimpique Marsiglia è tornato in galera. Appena qualcuno dei nostri coraggiosi e attenti giornalisti si degnerà di riportare questa notizia anche in Italia ve la posteremo. Per ora vi segnlamo solo questo torrenziale articolo de La Stampa :

"Santos mirasierra è diventato famoso come simbolo ultrà dopo essere stato arrestato dalla polizia spagnola perchè aveva ferito un agente durante la partita di champions leage Atletico Madrid-OM.

Condannato a 3 anni dal tribunale spagnolo, è stato rilasciato il 9 dicembre e la cauzione è stata pagata dal presidente del Marsiglia Diouf.

E' diventato un caso, si presentava in tribunale con la maglietta: liberate gli ultrà e ha scomodato politici e le ambasciate. La Francia si è mobilitata per evitare che i tifosi del Marsiglia diventassero violenti: una sorta di ricatto implicito.Il risultato è che Mirasierra è di nuovo in galera per una rissa con i tifosi del Paris Saint Germain, stavolta è stato arrestato e sarà processato in Francia così non dovrà tirare in ballo "i miei diritti civili di cittadino francese all'estero".

Come potete vedere trattasi di un mirabile esempio di oggettività giornalistica....

Vince

MENCUCCI SCUSATI TU....

"Mencucci chiedi scusa per Calciopoli". Con questo striscione anonimo, apparso oggi sulle cancellate dello stadio Franchi, i tifosi viola rispondono all'ad della Fiorentina, che aveva chiesto le scuse degli ultras per la contestazione avvenuta dopo il ko di Udine. I leader del tifo organizzato hanno affermato di non voler dare nessuna scusa e che, Gamberini, difensore Fiorentina, ha detto di non pretendere. Con lo striscione di oggi qualcuno ha voluto replicare a Mencucci, ricordando il suo coivolgimento in Calciopoli.

repubblica.it


Ecco anche il lancio ansa di pochi minuti fa:


''Mencucci chiedi scusa per Calciopolì": è il testo dello striscione, anonimo, apparso oggi sulle cancellate dello stadio Franchi, un piccolo telo viola con scritta nera. Il messaggio potrebbe essere la replica ai commenti rilasciati qualche giorno fa dall’amministratore delegato della Fiorentina riguardo allo striscione di protesta esposto la scorsa settimana, dopo il ko di Udine, dai club della curva Fiesole nel quale si criticava la squadra per la frequentazione di discoteche. Mencucci dopo la vittoria dei viola di sabato sulla Roma, aveva annunciato di aspettarsi le scuse dei tifosi difendendo la serietà e la professionalità dei giocatori. Scuse che i leader del tifo organizzato hanno affermato di non voler dare e che Gamberini, uno dei titolari della Fiorentina, ha detto di non pretendere. Con lo striscione qualcuno ha voluto replicare al dirigente rievocando il suo coivolgimento nel processo per Calciopoli.

TRENI SPECIALI

La tifoseria blucerchiata è in fermento per la finale di Coppa Italia. In attesa che vengano comunicate le modalità di vendita dei biglietti, i sostenitori si stanno muovendo per organizzare la trasferta. I Gruppi della Sud hanno comunicato che verranno allestiti tre treni speciali, con partenza da Genova e con rientro immediatamente alla fine della partita. Il costo del biglietto dovrebbe aggirarsi attorno ai 70 euro e da questa sera sarà possibile prenotare i posti presso i Gruppi aderenti e la Federclubs. A breve verranno comunicati gli orari. Questi tre convogli, gli unici in quanto non sarà possibile organizzarne altri, consentiranno di andare a Roma ad almeno 3.000 tifosi.

IN MEMORIA DI RACITI

LUCCA - Venerdì 1 maggio alle 15, presso il campo sportivo comunale di San Filippo avrà luogo la partita di calcio amichevole “1° Memorial Raciti”, per ricordare Filippo Raciti , il giovane commissario capo rimasto ucciso durante gli scontri al termine della partita Catania –Palermo.

Un match per non dimenticare il commisario Raciti, morto per una partita di calcio. E sarà proprio il calcio a ricordore la figura del commisario, con un triangolare , organizzato dalla Polisportiva S. Filippo che vedrà la partecipazione , oltre ai tecnici della società, delle rappresentative calcistiche dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza. L’incasso sarà devoluto in beneficenza.

A nome dell’amministrazione comunale e mio personale - sottolinea l’assessore allo sport Lido Moschini -, esprimo grande soddisfazione per l’iniziativa della Polisportiva San Filippo.

Con questo evento vogliamo ribadire con forza e convinzione il nostro no assoluto ad ogni forma di violenza, sia fuori che dentro gli stadi, sia durante che prima e dopo l’avvenimento sportivo. E questo no vogliamo estenderlo anche a tutte le forme di razzismo, che è a suo modo una specie di violenza particolarmente vile.

Come uomini impegnati nell’amministrazione della cosa pubblica e da sempre vicini al mondo dello sport, non vogliamo che quest’ultimo venga sporcato da falsi tifosi che se ne servono solo per dare sfogo agli istinti più bassi e violenti.”

LETTERA

Ho 24 anni, sono genovese, sono genoana. Il mio compagno, 23 anni, è sampdoriano. Ci amiamo, amiamo il calcio, amiamo le nostre squadre. Vorremmo vedere il derby insieme allo stadio, ma nella nostra città, nel nostro Paese, nella nostra società, ciò non è possibile.

Non è possibile, non è concepito, non è calcolato che due persone di fede calcistica opposta possano seguire lo stesso match tenendosi per mano, prendendosi in giro a vicenda, esultando o fremendo insieme, anche se per due squadre diverse.
Il 3 Maggio ai tifosi sampdoriani spetterà la gradinata sud e la “gabbia”, ai genoani il resto dello stadio.

Tutto lo stadio sarà super presidiato e controllato dalle forse dell’ordine, perché come sempre si prevedono momenti di tensione, o per lo meno ci si prepara per eventualmente affrontarli.
Ciò che non è previsto è che le persone siano “umane” e si comportino effettivamente come tali: non è previsto che i colori delle sciarpe si accostino, che le mani si uniscano, che i sorrisi si intreccino, che le grida si affrontino fianco a fianco.

Lo stadio è diviso come lo sarà inevitabilmente la città, ed è giusto sia cosi, perché il derby è il momento più atteso dai genovesi, che avranno altri sei mesi per rinfacciarsi scherzosamente il risultato. Ma la città, così facendo, si divide senza gioia, ma anzi con rabbia, con pericolo, con ansia.

Non dovrebbe essere questo uno “sport che unisce”?

Non si pensi a me come a una “sciocca signorina per bene”: allo stadio anche io dico qualche parolaccia.
Ma credo davvero nei valori che i media ci propinano incessantemente prima e dopo i grandi eventi sportivi: credo sinceramente che lo sport unisca, credo sinceramente che lo sport sia fondamentalmente sano e renda più sani, dentro e fuori. Credo anche, però, che la nostra società stia marcendo e sia marcita come lo sport, come il calcio: corrosa dalla belligeranza di pochi che pian piano è diventata “normale”, è stata accettata al punto che “si sa” che il derby è pericoloso, “si sa” che gli ospiti vanno nelle “gabbie”, stretti come galline impazzite, finché non impazziranno sul serio, e si finirà sui giornali, per l’ennesima volta, senza che l’articolo riscuota neppure un grande interesse.

Da qualche tempo a fine partita, si è adottata, dal grande rugby, una pratica interessante e positiva: i giocatori si applaudono a vicenda.

Un primo passo.

Il secondo, perché no, potrebbe forse essere il creare una zona sperimentale, almeno a Genova, in cui persone normali e civili, esseri umani dotati di vera intelligenza (che non perdono col fischio d’inizio), uomini e donne appassionati, possano esultare, gridare e soprattutto divertirsi uno a fianco all’altro?

Perché lo sport, originariamente, era puro divertimento.

Nel 2009, posso vedere le 6 Nazioni di rugby abbracciata a un Gallese o una Irlandese, senza avere paura di essere picchiata, senza essere accusata di voler far rissa.

Mentre questo derby dovrò rinunciare a vederlo perché "si sa", tra l’odio e l’amore vince l’amore: e allora tutti al pub, sperando non volino i bicchieri.

Grazie per l’attenzione,

Margherita Mereto Bosso

SPAL-CESENA

Ferrara, 29 aprile 2009 - Il campionato di Prima divisione si avvia alla fase cruciale con una classifica estremamente accorciata in testa e la possibilità concreta di un arrivo alla pari tra due o più formazioni. Cosa succederebbe allora? Siamo andati a vedere la situazione della Spal negli scontri diretti per capire se i biancazzurri possano essere premiati o meno da un arrivo alla pari con altre squadre.
Nell’aventualità di un arrivo appaiato tra due formazioni la Spal sarebbe in svantaggio nei confronti della Pro Patria (pareggio in casa e sconfitta per 3-1 in Lombardia), e nei confronti del Ravenna (sontuoso 3-1 in Romagna all’andata, ma debacle con 3-0 finale a Ferrara al ritorno).


Molto migliore la situazione con la Reggiana: contro i granata negli ultimi anni è stata sempre festa, quest’anno in particolare con vittoria sia in casa che al Giglio, che darebbe alla Spal anche sei punti in un’eventuale classifica avulsa in caso di arrivo a tre o più formazioni appaiate. Con il Cesena i discorsi sono aperti, e domenica sera ci sarà la sentenza. Infine, in caso di arrivo alla pari con il Padova, anche se i veneti hanno un calendario molto più difficile delle concorrenti, la Spal potrebbe contare su una situazione favorevole, avendo vinto la gara di andata per 1-0 e pareggiato il ritorno a reti bianche. Fin qui la situazione in caso di parità tra due squadre. Ma il campionato potrebbe concludersi anche con un clamoroso arrivo alla pari di tre o più formazioni.


In questa eventualità la Spal sarebbe promossa se nel gruppo ci fosse la Reggiana: a quel punto infatti i sei punti conquistati nei due confronti diretti le garantirebbero in ogni caso una classifica avulsa eccellente. Senza la Reggiana, invece, la situazione sarebbe molto meno favorevole alla Spal: l’unica altra ipotesi premiante è remota, cioè con Ravenna e Cesena, ma solo a condizione di superare con quattro reti di scarto i romagnoli. Inutile tentare conteggi con quattro o più formazioni appaiate in testa, anche perchè la sfida con il Cesena è ancora da giocare, in ogni caso indipendentemente dal numero di formazioni, se assieme alla Spal ci fosse anche la Reggiana le possibilità dei biancoazzurri aumenterebbero sensibilmente anche in quest’ultimo caso.


Battendo il Cesena, la Spal ha comunque la concreta possibilità di arrivare anche a quota 59 punti. Ed a quella quota i biancazzurri rischiano davvero un arrivo alla pari con altre due o più formazioni: la Pro Patria, soprattutto se all’ultima il Padova è ancora in corsa, il Cesena stesso, la Reggiana se perde una delle tre prossime gare ed anche il Ravenna che potrebbe fare sette punti. In quel caso, davvero, la Reggiana sarebbe una grande alleata.

DIETROFRON: TOLTE TUTTE LE LIMITAZIONI AI TIFOSI

Sono decadute tutte le forme di restrizione che erano state adottate in occasione della gara di campionato Spal - Cesena. In mattinata la Prefettura e la Questura di Ferrara hanno reso noto che i tifosi del Cesena potranno avere accesso allo stadio "Mazza" nel settore ospiti della gradinata. Per questo motivo da oggi sono in prevendita presso Radio Bruno , via Punta di Fermo,2 a Forli, e al Centro di Coordinamento Club Forza Cesena, via Pluto 705 a Cesena, i tagliandi d'ingresso allo stadio. Prezzo € 10,00 più i diritti di prevendita. Tolte le restrizioni che impedivano a chi non fosse residente a Ferrara e provincia di acquistare il biglietto in tutti gli altri settori: Tribuna Blu € 20; Tribuna Azzurra € 15,00; Tribuna Laterale Bianca € 12,00. In prevendita tutti maggiorati di € 1,00. Si è finalmente tornati alla normalità.

GIUDICE SPORTIVO: GHETTI SQUALIFICATO PER UN TURNO

Il giudice sportivo ha squalificato per un turno Ghetti ed il cesenate Giaccherini, che tanto aveva inciso nella vittoria bianconera dell’andata; un turno anche per l’allenatore Pierpaolo Bisoli. A proposito di allenatori, Gian Cesare Discepoli subentra sulla panchina della Pro Sesto ad Antonio Sala.

di Giuseppe Celeghini

CALCIO-VACANZA

Simone Tiribocchi ha realizzato il 2-0 in Lecce-Catania (Grazia Neri)
(Grazia Neri)

Prendete un po' di calcio, aggiungeteci del turismo e infine una spruzzatina di tifo: così nasce "Calcio Vacanza", inziativa voluta dalla Camera di Commercio di Lecce per promuovere le bellezze del Salento in occasione delle sfide della compagine giallorossa.

L'idea è semplice: trasformare la partita casalinga del Lecce in qualcosa di più ampio, che possa contribuire ad alimentare i flussi turistici vero la terra salentina. Sabato e domenica, ad esempio, in occasione di Lecce-Catania sono stati invitati diversi operatori turistici catanesi: al Via del Mare, certo, ma non solo. Nel weekend è stato riservato loro un vero e proprio tour nel Salento per conoscere al meglio le bellezze del territorio, trovata particolarmente apprezzata dagli 'ospiti':

"Ringraziamo gli organizzatori del progetto per la splendida accoglienza ricevuta - hanno fatto sapere i tour operator etnei -, siamo certi che si siano instaurate le basi per future attività di collaborazione tra le due realtà territoriali. Riteniamo, inoltre, che si tratti di un'iniziativa da replicare anche in altre aree della penisola". Una sorta di gemellaggio calcio-turistico...

CASERTANA

394 paganti al 'Pinto' (foto interno18.it)

394 paganti. Ebbene sì. Questo è il numero di spettatori registrato in occasione dell'ultima sfida di campionato della Casertana. Un dato allarmante che conferma ancora una volta il 'disamore' di molti tifosi nei confronti della maglia rossoblu. La provocazione della società ha avuto l'esito negativo che molti si aspettavano. La 'Giornata Rossoblu' indetta in occasione della sfida con l'Internapoli doveva essere un modo per porre l'accento proprio su questa difficile situazione. Non è bastato il ritorno allo stadio degli ultras per fare crescere il numero di presenze. E' da ricordare che ai 394 paganti vanno aggiunti anche i ragazzi fino ai 13 anni e le donne che al 'Pinto' usufruiscono dell'ingresso gratuito. Ma il colpo d'occhio dello scorso sabato era stato sufficiente per testimoniare l'ennesimo flop stagionale. 1.970 euro l'incasso di giornata che, sottratte le spese, diventa di appena 1.100 euro.

QUALI VIP? - La Giornata Rossoblu ha avuto 'effetti' anche su chi abitualmente affolla la tribuna autorità. Lo scorso sabato erano stati banditi accrediti, biglietti omaggio e accesso delle auto nel piazzale antistante il 'Pinto'. Risultato? Le poltrone 'buone' di viale Medaglie d'Oro sono state letteralmente disertate. L'ennesima conferma di come sia ben lontana la volontà di molti di dare un mano al club di Sparaco.

LA FUGA DEGLI SPONSOR – La fine della stagione è soprattutto tempo di bilanci. Questo vale non solo per la società, ma anche per i suoi partner. Ebbene dopo i numeri negativi della presenze allo stadio da parte di tifosi rossoblu, quei pochi marchi che nell'ultima stagione hanno affiancato la Casertana, sembrano decisi a non confermare la propria presenza per il prossimo anno. I contratti scadranno tutti entro il 30 maggio. Dopo di che si aprirà una nuova fase di 'ricerca', anche se già ad oggi i risultati sono tutt'altro che confortanti.

CASMSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSS

L’incontro di calcio Cagliari-Roma, in programma il 10 maggio, si svolgerà senza i tifosi ospiti. Lo ha deciso il Comitato di analisi sulla sicurezza delle manifestazioni sportive (Casms) sulla base delle valutazioni dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive che ha esaminato i rischi della gara alla luce del comportamento della tifoseria romanista all’incontro Fiorentina-Roma del 25 aprile. L’ennesima decisione che pone il divieto di accesso della tifoseria romanista per la trasferta al Sant’Elia di Cagliari, come spesso è accaduto in questa stagione la Roma disputerà l’ennesima trasferta senz aver tifosi al seguito, su questa decisione sono pesati i disordini che hanno visti alcuni ultras giallorossi nell’ultima gara disputata al Franchi di Firenze in occasione di Fiorentina-Roma.

MODERAZIONE ULTRAS

L’invito è perentorio: per favore, che nessuno invada il terreno di gioco al termine della partita. E niente fuochi d’ar - tificio né petardi. La Curva Nord (per altro già esaurita), gli Ultras che ne sono i «signori», ha tutta l’intenzione, insieme al resto dello stadio, di godersi a lungo il giro d’onore della squadra. A forze dell’ordine e stewart il compito di tenere sgombero il campo, ma per tutti i tifosi la richiesta di «offrire una dimostrazione di maturità, di dimostrare che non è solo la squadra a meritare questa serie A così lungamente attesa, sperata, sognata». Roberto Sblendorio e Alberto Sava r e s e, che della curva sono un po’ i portavoce, non vogliono svelare nulla dei preparativi, delle coreografie che accoglieranno all’ingresso in campo i «gladiatori» di Antonio Conte.

L’unica cosa che si riesce a scucire è che «saranno due differenti situazioni, una per ogni tempo», alle quali si lavora ormai da un mesetto, una volta che è diventato finalmente chiaro, saltato il fosso della scaramanzia, che il Bari era la vera regina del campionato, senza «se» e senza «ma». Piuttosto «non ci sarà niente di preparato per il dopo-gara - raccontano - intanto perché potrebbe anche non essere matematica la nostra promozione, poi perché il lunedì lavorativo e l’orario in cui si gioca ci impediscono di programmare qualcosa. E poi preferiamo che la prima festa sia spontanea, nostra, privata, individuale, di tutti quelli che erano in cinquanta in trasferta sotto la neve in questi anni duri, difficilissimi, di tutti quelli che hanno sofferto insieme senza mai venir meno alla voglia di sostenere i colori della città, aggrappati alla serie B come ad una zattera nella tempesta, e che adesso si scoprono quasi tristi perché fra cinque giorni questo baccanale, questa esplosione di felicità diventerà già un ricordo. Quando ricapiterà ai tifosi del Bari di dominare il campionato in questo modo, con questa eleganza, con questo merito, con questa prepotenza sportiva?».

E allora, appuntamento «al solito posto, al chiringuito davanti al Barion, a piazza del Ferrarese, nei luoghi storici della tifoseria barese, quelli che ci appartengono cromosomicamente. E chi vuole scatenarsi nei caroselli con le auto, lo faccia pure ma senza andare oltre i limiti del buon gusto e del rispetto. Per favore». Insomma, Dopo Bari-Empoli ci si vede in centro, ma ad una certa ora, clacson e sirene spenti, che martedì si lavora. «Comportiamoci da ultras, da tifosi veri - concludono Sblendorio e Savarese - e la festa sarà più lunga ed indimenticabile ». [rr.cro.]

SOCIAL NETWORK

"Mej nu nir ca un d muntnir". Si chiama così il gruppo creato su Facebook da un giovane petacciatese a mo’ di sfottò verso i ’cugini’ monteneresi. La discussione è però degenerata in offese a sfondo razziale dalle quali l’ideatore si dissocia. Un utente ha però paventato la possibilità di denunce alla Polizia Postale. Parte così il nostro viaggio all’interno della vita del social network più famoso del momento.

di Stefano Di Leonardo

Una ragazzata, uno sfottò, una delle tante stupidaggini che i giovani fanno o dicono senza volerlo veramente. Poi lo sfottò diventa insulto, offesa, razzismo latente che emerge senza una spiegazione plausibile. Succede che qualcuno non ci sta e quella che nasce come una bravata finisce per diventare oggetto di indagini e di interesse per gli avvocati. E’ il caso che si sta verificando in questi giorni sull’ormai arcinoto social network Facebook, dove il gruppo ‘Mej nu nir ca un d muntnir’ tradotto dal petacciatese ‘Meglio un nero che uno di Montenero’ sta scatenando un vespaio di polemiche e potrebbe avere strascichi legali.

Si sente spesso dire che Facebook sia nato per ritrovare vecchi amici, conoscenti e compagni di scuola persi di vista. E magari per fare nuove amicizie, persino un flirt. Capita però che ci si possa fare anche dei nemici. Magari per una frase detta, o meglio scritta, quando era meglio tacere. Oppure quando si crea un gruppo apparentemente solo per farsi una risata, robe da ragazzi insomma. Ma quello che può essere divertente per alcuni, può diventare un’offesa per altri, suscitando reazioni inaspettate. Da pochi giorni è comparso sul network creato da Mark Zuckerberg un gruppo che nasce dalla rivalità fra due comuni confinanti del Basso Molise, Petacciato e Montenero di Bisaccia.

Una rivalità priva di un preciso motivo, senza storia, né ragione. Terre confinanti che spesso hanno condiviso gioie e dolori, intrecciate da amicizie e matrimoni. Nulla più di un semplice campanilismo come succede in tutti i Comuni della Penisola. Poi, da circa una decina d’anni, la rivalità si è improvvisamente accesa. La causa, come troppo spesso succede, è il calcio. Le due squadre di paese si sfidano dalla notte dei tempi ma la nascita di recenti gruppi Ultras ha trovato vicendevole occasione per sfogare rancori e delusioni. E così sugli spalti dei rispettivi stadi, ad ogni derby, si sentono insulti e cori da bollino rosso.

Uno degli sfottò, se così si può chiamare, che va più di moda a Petacciato negli ultimi tempi è appunto quello del sopracitato gruppo di Facebook, capace di contare più di cento iscritti. Inutile negarlo: è razzista non solo contro i cittadini di Montenero ma anche verso la popolazione nera. L’ideatore e amministratore del gruppo, il 18enne Giuseppe sostiene di averlo creato senza una precisa intenzione offensiva e viene facile credergli. «E’ un semplice sfottò – dice – nato prendendo spunto da un coro dei Tigers (gli ultras del Petacciato, ndr)». Sta di fatto che la discussione sull’apposito forum dedicato è presto degenerata. Dagli innocui sfottò calcistici si è passati alle offese a livello personale e a sfondo razziale. «Mi dissocio – afferma Giuseppe - da chi ha voluto usare toni da Terzo Reich, non era assolutamente mia intenzione trasformare una rivalità calcistica in una gara a chi lanciava più insulti. Molto spesso si tende a trasformare un confronto civile in una guerriglia, e questo è solo uno dei tanti casi, purtroppo aggiungerei».

Alcuni dai commenti postati sono stati cancellati dopo poche ore perché ritenuti offensivi. La maggior parte dei messaggi é oltretutto firmata da utenti minorenni, probabilmente inconsapevoli delle proprie responsabilità. Nella discussione si è però inserito un giovane montenerese di nome Andrea che ha rivelato di aver segnalato agli amministratori del sociale network il gruppo e i messaggi definiti «diffamatori e razzisti» alla Polizia Postale. «Credo che l’eventuale denuncia non sussista, penso sia una questione inerente a Facebook. Se gli amministratori dovessero giudicare infamante il gruppo lo chiuderò semplicemente» ribatte Giuseppe. «Si tratta di denunce penali – ha però tuonato Andrea – e se chi ha scritto è minorenne, le notifiche della Polpost arriveranno ai genitori». Che tutto pensano, tranne di doversi prendere una denuncia via Facebook a causa dell’ignoranza e dell’incoscienza di ragazzini che sono razzisti senza saperlo.

PUGLIA ULTRAS

CASARANO - Si terrà a Casarano, il 1^ Maggio, un incontro tra delegazioni di ultras del Bari, del Barletta, del Nardò e del Casarano. Una messa, una visita al Cimitero per commemorare un tifoso scomparso, un pranzo per ritrovarsi tutti a tavola e il Quadrangolare 3^ Memorial Gino De Mastrogiovanni che si terrà al Capozza. La bella iniziativa è stata patrocinata dal Comune di Casarano.

AGGRESSIONE

L. M., 34 anni, ai domiciliari: «Guidava la spedizione al Tenni». Per il gup Rossi che ha firmato l’ordinanza il gruppo ha agito «con una rilevante capacità intimidatoria»
Primo arresto tra gli ultrà del Treviso calcio. L. M., trentaquattrenne trevigiano, è da ieri ai domiciliari. Secondo i carabinieri, che hanno concluso le indagini, è stato lui a comandare il gruppo di una ventina di tifosi che il 21 marzo scorso ha aggredito negli uffici dello stadio Tenni, Simone Lettieri e Gerardo Schettino, rispettivamente manager della Berlet e del Treviso calcio. Secondo il gip di Treviso, Elena Rossi che ha firmato le ordinanze, quella compiuta il 21 marzo è stata «una spedizione punitiva» compiuta «con una rilevante capacità intimidatoria». Insieme a M., quel sabato pomeriggio c’erano C.M., 35 anni, di Conegliano: A. G., 28 anni, di Treviso; M. N. 37 anni di Treviso; S. V., 23 anni di Valdobbiadene e A. G., 35 anni di Treviso. Per i primi tre, il giudice ha disposto l’«obbligo della firma», mentre gli ultimi due sono stati denunciati. Perquisite ieri le loro abitazioni. Ma è il contesto in cui i carabinieri di Treviso, guidati dal capitano Claudio Papagno che ha condotto le indagini coordinate dal pubblico ministero Giuseppe Salvo, inseriscono l’episodio del 21 marzo fornisce un quadro nuovo sui gruppi di ultrà trevigiani. Un contesto di violenze e di pericolosità sociale. Per questo si è arrivati all’arresto del tifoso trevigiano che comunque già aveva precedenti penali. Nella ricostruzione dell’aggressione a Lettieri e Schettino, i carabinieri pongono L. M. a capo della ventina di ultrà che entrarono negli uffici del Treviso calcio. Si legge nell’ordinanza firmata dal gip: «M. ha capeggiato, preso la guida e orientato l’azione degli assalitori e ha sottratto il telefono cellulare del Lettieri appropriandosene. Dimostrando con tali comportamenti di essere dotato di capacità a delinquere e di una personalità violenta connotata da spiccata pericolosità sociale». L’esigenza cautelare per il magistrato è chiara: «C’è il concreto pericolo che gli indagati possano porre in essere condotte analoghe a quelle per cui si procede, in considerazione delle modalità esecutive dell’aggressione posta in essere con una rilevante capacità intimidatoria». M., difeso dall’avvocato Fabio Crea ora dovrà rispondere di violenza privata, furto, danneggiamento, minaccia, ingiurie e lesioni personali. Sempre secondo la ricostruzione dei carabinieri, sarebbe stato M. a scagliare una sedia contro Simone Lettieri, mentre C. M. e S. V. avevano ripetutamente preso a calci la sua scrivania urlando frasi ingiuriose e danneggiando gli uffici. Tutto questo negli uffici dello stadio Tenni. Violento anche A. G. che, sempre secondo quanto hanno appurato gli investigatori, avrebbe spinto con violenza la scrivania contro Schettino scagliandogli anche una sedia che lo colpiva alla spalla. A, G,, anche lei del gruppo di ultrà, li avrebbe incitati. M, N, dovrà anche rispondere di ricettazione. Il «Blackberry» rubato a Lettieri: la sua scheda sim è stata abbinata al codice Imei del cellulare sottratto al manager del Treviso calcio.

HITLER

Avevano esposto uno striscione contro il Rubin per la nascita
(ANSA) - MOSCA, 28 APR -Lo Spartak rischia gravi sanzioni dopo che contro il Rubin di Kazan un gruppo di tifosi ha esposto uno striscione con scritte naziste.Lo striscione e' stato esposto pochi giorni dopo la ricorrenza della nascita, il 20 aprile, di Adolf Hitler.I tifosi dello Spartak avevano ricordato il dittatore con la scritta 'auguri per il compleanno, nonno', con una svastica disegnata nella cifra dei 120 anni, scritta per ricordarne l'anniversario dalla nascita.

NON E' VERO

Un rappresentate dei tifosi entrati a Trigoria, per avere un colloquio con la squadra, ha smentito le parole apparse quest’oggi su diversi quotidiani nazionali.

Infatti si diceva che i giallorossi abbiano additato la colpa degli insuccessi della squadra, alle troppe pressioni inflitte dai tifosi.

"La falsa notizia si è sparsa - chiarisce il tifoso a Te la do io Tokyo su Centro Suono Sport - perché un tifoso all’uscita del centro tecnico ha fatto una battuta, dicendo:Ma vuoi vedere che la colpa adesso è anche nostra?!

Queste parole sono state male interpretate, dai cronisti presenti.

TREVISO

Quattro provvedimenti cautelari sono stati notificati, assieme a tre denunce, nell'ambito delle indagini sull'irruzione nella sede del Treviso Calcio, a fine marzo: il gip Elena Rossi, su richiesta del pm Giuseppe Salvo, ha in particolare firmato un arresto domiciliare per L. M., 32 anni di Treviso, e tre obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Tra gli indagati (anche una donna) c'è chi ha avuto in passato il divieto d'accesso alle strutture sportive per episodi di violenza o per disordini allo stadio. Sono in corso accertamenti per identificare gli altri responsabili del blitz, a cui avevano partecipato una ventina di ultras che avevano aggredito alcuni dirigenti (era in corso una riunione fra il presidente Ettore Setten e la compagine sociale), tre dei quali finiti al Pronto soccorso. (28/04/2009) (Spr)

28 aprile 2009

WELCOME...

Ciao a tutti, volevamo solo augurarvi il benvenuto nel vecchio/nuovo blog ultras. Un nome nuovo per un antico cuore che indomito continua a battere senza compromessi e senza ambiguità alcuna.
Benvenuti amici e nemici, che la libertà di pensiero sia con noi...
Dome&Vince

DELEGAZIONE

Circa 150 tifosi romanisti si sono ritrovati oggi a Trigoria, dove la squadra di Spalletti è in ritiro dopo la pesante sconfitta di sabato scorso in casa della Fiorentina e l'obiettivo quarto posto sempre più lontano. Una ventina di sostenitori giallorossi ha chiesto e ottenuto un confronto con giocatori (tra gli altri De Rossi e capitan Totti) e dirigenti (Pradè e Tempestilli). (28/04/2009) (Spr)

MERAVIGLIOSI

(CALCIOPRESS) Foligno - Domenica, in occasione del derby i tifosi potranno dimostrare la propria generosità acquistando il cappellino bianco che troveranno all'ingresso dello stadio. Alla conferenza stampa era presente lo stato maggiore delle due Società: il Presidente Maurizio Zampetti, il Direttore Generale Federico Cherubini e la Responsabile Ufficio Marketing Egle Pambianco per il Foligno Calcio; il Direttore Generale Marco Scarpelloni, il Responsabile Finanze e Comunicazione Dino De Megni, la Responsabile Ufficio Marketing Federica Fioretti per il Perugia Calcio.

E' stato il Direttore Generale del Foligno Calcio, Federico Cherubini ad illustrare la lodevole iniziativa che fa il paio con quella messa in campo contro la violenza in occasione dei tre derbies umbri. "Siamo sempre vicini alla gente d'Abruzzo - ha detto il Presidente del Foligno, Maurizio Zampetti - siamo sempre disponibili ad impegnarci nel sociale come del resto facciamo anche in altre occasioni".

Mentre Dino De Megni, che ha sostituito il Presidente Leonardo Covarelli assente per impegni di lavoro, ha sottolineato il particolare momento che stanno attraversando le due squadre. "Comunque sia - ha detto - si tratta di una partita storica che deve andare in archivio come esempio di sportività, civiltà e tifo. Stimo i tifosi folignati - ha concluso - ho apprezzato infatti la loro sportività proprio lo scorso anno quando hanno ospitato i tifosi del Venezia".

Marco Scarpelloni, Direttore Generale del Perugia Calcio ha sottolineato come la società abbia aderito con grande entusiasmo. Lo stesso entusiasmo che ha animato sia la Ncs Srl, rappresentata da Claudia Rovizzi, che ha messo a disposizione i cappelli, sia la Mobili Paolo, sponsor di entrambe le squadre, con Ilaria Votini. Franco Binaglia, commissario provinciale della Croce Rossa Italiana, ha sottolineato ulteriormente il valore dell'iniziativa ed ha assicurato che la CRI sarà garante di come la somma raccolta verrà impiegata in Abruzzo.

Foligno, 28 aprile 2009

Foligno Calcio s.r.l. - Ufficio Stampa


Redazioneweb – www.calciopress.net

NE PARLANO IN SVIZZERA

Faccia a faccia tra un ex hooligan e il capo della gendarmeria della cantonale Vaerini. Dì la tua

Sabato 25 aprile il Locarno ha giocato contro il Servette calcio. Da Lugano è partito un furgoncino pieno di ultrà. Obiettivo: menar la mani contro i tifosi del Locarno, i “cirrosi epathica”. La curva del Servette è infatti gemellata con quella del Lugano calcio. Per gli ultrà bianconeri, i locarnesi sono quelli vicini al nemico di sempre: la tifoseria dell’Ambrì Piotta. E allora giù botte: anche se sabato la polizia è riuscita ad arginare l’impeto della tifoseria.

È la cronaca di un tafferuglio annunciato. L’ennesimo. Da diversi mesi il Ticino del pallone deve ormai fare i conti con un fenomeno che sta prendendo sempre più piede: quello dell’hooliganismo. Durante i week end dli scontri aumentano a macchia d’olio e la Polizia cantonale é sempre più sollecitata. Tanto da mettere in difficoltà il Comando per l’organizzazione dei giorni di recupero degli agenti.

Perché la partita di calcio si trasforma in occasione per menare le mani? È vero che le società sportive proteggono i più violenti? E la Polizia come si comporta?

Ne parliamo giovedì 30 maggio a Pop Politik. In studio il capo della Gendarmeria territoriale Pierluigi Vaerini e l’ ex hooligan Francesco Lovera. Oggi ha 24 anni, è padre di famiglia e consigliere comunale di Paradiso, ma Lovera nel 2001 venne diffidato da tutti gli stadi della Svizzera.

Mandaci un sms al 939 giovedì 30 aprile tra le 13 e le 13.45. Oppure dì subito la tua nel blog.

Foto CdT Demaldi

PARLA TAGLIENTE

Riportiamo qui di seguito uno stralcio dell'intervista de Il Giornale della Toscana al Questore Francesco Tagliente, per conoscere meglio quanto è successo in occasione del match tra Fiorentina e Roma: "Sono arrivati 500 tifosi della Roma senza biglietto al prefiltraggio: circa 350 sono tornati indietro, 150 si sono fermati e non sono andati via nemmeno quando sono stati informati dagli agenti che avremmo impedito loro di andare allo stadio e che se fossero rimasti lì sarebbero stati portati in questura. Ma loro sono rimasti lì per tutto il primo tempo con atteggiamento di sfida convinti che comunque sarebbero entrati. C'è stato un momento in cui la tifoseria romanista, che era nel settore degli ospiti, ha tentato di uscire dallo stadio e favorirne l'ingresso... ma quando sono stati fronteggiati, prima dagli steward e poi dalla polizia, hanno capito che non c'era nulla da fare e sono andati via".

E per quanto riguarda la tifoseria fiorentina?

"Se facciamo riferimento all'eventuale gruppo che va individuato e che potrebbe aver causato qualche problema, io continuo ad essere convinto dell'importanza e dell'atteggiamento della tifoseria fiorentina: perché nel momento in cui si era sparsa la voce che un tifoso investito era morto, e si era sparsa la voce che sarebbero entrati tutti i tifosi della Roma senza biglietto nel settore Maratona spostando, come in passato, i tifosi che avevano già il biglietto, ebbene c'è stato il rischio di non disputare la gara. Rischiavamo la scena che si è registrata a Roma per il derby, un clima simile. Dunque, quando i miei funzionari mi hanno chiamato perché non erano più in grado di gestire la situazione ed erano già stati schierati gli uomini pronti ad intervenire, se non avessimo costruito nel corso del tempo questo percorso di dialogo e di conoscenza con le tifoserie, probabilmente i miei interlocutori (capi tifosi) non avrebbero creduto a quello che dicevo (che il tifoso non era morto, ndr) e non avrebbero svolto quell'attività di mediazione con i singoli tifosi che ha consentito di far disputare la gara in condizioni di serenità".

Parliamo del sistema di sicurezza. Alla luce degli scontri, ha funzionato?

"Quello che è successo conferma la politica di gestione di sicurezza dello stato con la polizia lontana in tutto, o in parte, dallo stadio perchégli incidenti sono avvenuti a una distanza di circa un chilometro dal franchi. Quindi in quelle aree in cui ènecessario potenziare la vigilanza rispetto all'area più calda (la cosidetta area di rispetto). Perché ormai allo stadio con le aree di prefiltraggio e filtraggio in occasione di incontri di calcio normali, è sufficiente avere gli steward e un'aliquota minima di forze dell'ordine".

In una recente intervista lei immaginava uno stadio con i bambini dentro, senza barriere, e con poche divise. Alla luce dei fatti rimane questo il sogno oppure pensa di tornare ai manganelli e alla divise?

"Continuo a sostenere che l'unica strada percorribile è quella. I tifosi violenti non devono andare in trasferta, devono essere individuati, puniti in maniera esemplare tanto da scoraggiare le trasferte".

Questi romanisti senza biglietto, non potevano essere fermati nella capitale?

"Noi a suo tempo abbiamo fatto una segnalazione a Roma ai dipartimenti della polizia stradale, la stessa cosa ha fatto il dipartimento di pubblica sicurezza con una direttiva mandata alle questure di Roma e Firenze... naturalmente questo è stato fatto, ma come si fa ad immaginare di controllare tutte le macchine che partono da Roma dirette a Firenze, per turismo o per un fine settimana o per passione sportiva. Immagino che non sia stato possibile fermare tutte le macchine in trasito".

Lei è convinto di aver fatto tutto quello che era in vostro potere, come questura, per scongiurare gli scontri?

"Sono convinto che abbiamo disinnescato una polveriera, sono convinto che abbiamo fatto rispettare nella maniera più rigorosa la normativa antiviolenza. Si sono verificati degli episodi gravi per i quali sarà necessario procedere con il massimo ed estremo rigore".

Cosa cambierà per il prossimo match a rischio dopo questo con la Roma?

"Una presenza delle forze di polizia sempre più in profondità ed è in linea con il progetto che abbiamo avviato da tempo per tenere le forze di polizia più lontane dallo stadio".

Quindi, forze di polizia sempre fuori e dentro solo in borghese...

"Sì, salvo che si verifichi qualcosa che richieda l'intervento dall'esterno. E quindi agenti pronti ad intervenire anche per dare una sensazione di sicurezza agli steward che stanno lavorando".

YOU'LL NEVER WALK ALONE

Prima di INTER-LAZIO nello STADIO di MILANO
PRESENTAZIONE LIBRO sul DELITTO SANDRI.
ESPOSTI al SAN SIRO MUSEUM OGGETTI di quella MALEDETTA DOMENICA.

La sera REPLICA a BIELLA con il QUESTORE.


Sabato 2 Maggio 2009
sono in calendario due appuntamenti molto importanti, raccolti nell’arco di poche ore in Lombardia e Piemonte per parlare del delitto di Gabriele Sandri.

Alle ore 18:45 il libro verità “11 Novembre 2007, l’uccisione di Gabriele Sandri una giornata buia della Repubblica” (Sovera Editore) verrà presentato dal fratello della vittima Cristiano Sandri e dallo scrittore Maurizio Martucci al San Siro Inter&Milan Museum, ovvero all’interno dello stadio di Milano dove poco più tardi sarà ospitato l’incontro di calcio di Serie A-TIM tra l’Internazionale F.C. e la S.S. Lazio.

Particolarmente significativo ed altamente simbolico come questa nuova tappa degli eventi verità (in programma in Italia da diversi mesi) si celebri a ridosso di Inter-Lazio, ovvero nell’imminenza della partita per la quale Gabriele Sandri era partito da Roma l’11 Novembre 2007 prima di essere assassinato sull’Autostrada del Sole dall’agente della Polizia Luigi Spaccarotella.

Alla presentazione del libro parteciparà anche il Direttore del Museo Dr. Onorato Arisi, oltre a rappresentanti delle tifoserie dell’Inter e della Lazio. Per l’occasione, a quanti avranno già varcato i cancelli dello stadio muniti di tagliando per la gara, proprio per assistere all’evento la direzione consentirà l’ingresso gratuito nel museo posto davanti l’ingresso numero 14. Nella sala espositiva sarà allestita anche una teca contenente il libro e documenti in ricordo di quella maledetta domenica del 2007, quando l’incontro tra le formazione milanese e quella romana venne rinviato in segno di lutto per Sandri.

Nel capoluogo lombardo Cristiano Sandri ringrazierà il mondo delle tifoserie per la solidarietà e la sensibilità sinora dimostrata sulla terribile vicenda che ha colpito la sua famiglia, riferendosi in particolar modo ai cittadini milanesi, sportivi e non, che da oltre un anno e mezzo chiedono incessantemente GIUSTIZIA PER GABRIELE.

Dopo San Siro, alle ore 21:00 la presentazione del libro verrà effettuata a Biella presso il Museo del Territorio Biellese, alla presenza di Antonio Filoni, esponente del Consiglio Comunale locale, e del Dr. Giuseppe Poma Questore della provincia piemontese. “E’ la prima volta – dice Antonio Filoni - che un Questore partecipa agli eventi-verità promossi per Gabbo. Significa molto, è importante per la città di Biella riuscire a mandare in tutta Italia questo segnale forte di giustizia giusta che coinvolge anche la massima espressione delle autorità di pubblica sicurezza nella provincia biellese. La credibilità dello Stato e delle istituzioni si misura anche nell’essere i primi garanti della giustizia, sempre e comunque.”

In attesa della sentenza del Tribunale di Arezzo, dopo Reggio Calabria la prossima tappa degli eventi verità al Sud Italia sarà a Lecce (Officina Cantelmi), con il patrocinio dell’amministrazione comunale salentina. In provincia di Roma invece altri appuntamenti a Palombara Sabina (Castello Savelli) e Tivoli (Scuderie Estensi), anch’essi patrocinati dalle rispettive amministrazioni locali.
Ultimo aggiornamento ( Martedì 28 Aprile 2009 03:07 )
Sosteniamo le vittime del Terremoto in Abruzzo


Scritto da Claudio
Martedì 07 Aprile 2009 15:31

Per chi fosse interessato può contattare il gruppo donatori volontari Gabriele Sandri per donare il sangue per aiutare le centinaia di persone che sono state colpite dal Terremoto in Abruzzo.

gruppodonatorigabrielesandri@gmail.comQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

"LA NOSTRA JUVE"


"Proprietà assente, dirigenti incompetenti. Rivogliamo la nostra Juve". E' iniziata con la lettura di questo duro striscione che i Drughi, uno dei gruppi di ultras juventini, hanno appeso sul muro di fronte all'ingresso del Centro storico Fiat, l'attesissima assemblea dell'Exor, la finanziaria del gruppo Agnelli che controlla il club bianconero

Exor con John e Lapo Elkann (fonte foto: Mario Sofia) è detentrice del 60 per cento del pacchetto azionario del club bianconero ragion per cui il presente e il futuro della squadra è uno degli argomenti caldi del giorno. Per i tifosi subito una buona notizia arriva dall'ad di Exor, Carlo Sant'Albano, uomo forte anche del cda Juve, che nella sua relazione sulle varie partecipazioni s'è soffermato sugli eventi significativi che riguardano il club bianconero: "Continua il piano di rinnovamento avviato dalla dirigenza due anni orsono. La dirigenza ha centrato l'obiettivo della costruzione del nuovo stadio, investimento strategico, grazie alla partnership di Soprtfive che verserà 75 milioni e all'accordo di mutuo col Credito Sportivo che finanzierà con altri 50 milioni la costruzione, la dirigenza potrà concentrare tutte le risorse sul potenziamento tecnico della squadra", le sue parole.

"Più che parlare, allenatore e giocatori, soprattutto quelli di maggiore spicco, devono riuscire a vincere nelle prossime partite", ha detto invece John Elkann, presidente di Exor, durante l'assemblea degli azionisti. "La Juventus è una società che possediamo da tanti anni. Abbiamo iniziato un percorso tre anni fa, quello di cercare di ottenere un calcio sostenibile, che vuol dire riuscire a raggiungere risultati sportivi contabili con vincoli economici e finanziari", ha detto Elkann, rispondendo a una delle dieci domande selezionate tra quelle poste dagli analisti. Il quesito riguardava il motivo per cui Exor mantiene nel portafoglio la Juve, pur non essendo redditizia. "Se si riesce nel percorso che abbiamo scelto - ha proseguito Elkann - sono soddisfatti i tifosi e gli azionisti. Oggi indubbiamente esiste una delusione perché le società sportive devono vincere, non c'é altra risposta che vincere".

Il problema, però, sono i soldi o, più che altro, la volontà di spen­derli venendo meno a una fi­losofia precisa di “conti sem­pre in ordine, senza spese fol­li” che, data la difficile situazione dell’economia mondia­le, è ancora più attuale. La Ju­ventus, in questo momento, parte con una dote di 25 mi­lioni di euro (a cui bisognerebbe aggiungere i proven­ti dalle eventuali cessioni): somma che in buona parte dovrebbe essere investita per l’acquisto di Diego dal Werder Brema. Quello che dovrebbe essere solo il primo passo, nelle prossime ore potrebbe vedere una accelerata importante. Il ds Secco, infatti, avrebbe in programma un incontro con il suo 'collega' tedesco Klaus Allofs per fissare i paletti sulla trattativa.

Sul fantasista brasiliano, intanto, da registrare le parole dell'esperto mediatore Ernesto Bronzetti, che dal suo nuovo sito (caffeèbronzetti.com) ha detto: "Serve la fantasia di Diego, il brasiliano del Werder: pochi al mondo sanno muoversi come lui tra le due linee, ormai si può considerare un campione completo perché ha anche il giusto dinamismo -conclude Bronzetti-. Ma con lui la Juve dovrà cambiare schema, dal 4-4-2 al 4-3-1-2. E’ vero quello che si legge sui giornali: Diego interessa anche all’Inter. Il brasiliano sarebbe perfetto come vertice alto del rombo di Mourinho". Parole che potrebbero fare tremare i tifosi juventini.

Non solo Diego, però, perchè secondo quanto scrive oggi Tuttosport, i bianconeri sarebbero anche sulle tracce di Kwadwo Asamoah dell’U­dinese, rivelazione del campionato, il gioiellino di casa Pozzo sarebbe il sostituto perfetto di Sissoko. La Juventus lo sta seguendo e ha già effet­tuato un primo sondaggio con i friulani, in occasione dei discorsi avviati per Fabio Quagliarella. I Pozzo non vogliono vendere il ventenne quest’estate ma, secondo loro abitudi­ne, aspettare almeno un’altra stagione per completarne la matura­zione (e aumentarne di conseguenza il valore). Ma la Juve ha offerto l'altra metà di Paolucci (il cui cartellino è già in compro­prietà con l’Udinese), più uno fra Domenico Crisci­to (che dovrebbe rientra­re dal prestito al Genoa, dove si è definitivamente trasformato in esterno di fascia sinistra) o Paolo De Ceglie e un conguaglio economico da definire in base alle valutazioni del­le contropartite tecniche e dello stesso Asmaoah, per il quale l’Udinese avrebbe fissato il prezzo in quindici milioni di eu­ro

Sempre Bronzetti, infine, soffermandosi ancora sul mercato bianconero, dice: "Cannavaro farà bene perché è motivato, vuole arrivare in piena forma ai Mondiali della prossima estate, mi sembra un colpo intelligente: darà più esperienza alla difesa, non dimentichiamo che Cannavaro-Chiellini è la coppia titolare della nazionale. A centrocampo tenterei di prendere Xabi Alonso, già a lungo inseguito la scorsa estate. Il tandem Sissoko-Xabi Alonso sarebbe da scudetto. Il problema è che non è facile strappare un giocatore così importante al Liverpool: Benitez lo considera fondamentale per il suo gioco".

IL PRIMO POST DEL NUOVO SITO

Il Comitato di analisi sulla sicurezza delle manifestazioni sportive (Casms) ha stabilito la chiusura del settore ospiti in occasione del match di campionato tra Siena e Napoli. Il prefetto di Siena, Giulio Cazzella, ha quindi deciso che il settore sara' comunque aperto a famiglie, studenti e associazioni di anziani. I biglietti - un solo tagliando a spettatore - potranno essere acquistati soltanto dai residenti in provincia di Siena.

....non poteva che essere su un divieto ;-)
Vince

WWW.ULTRASBLOG.BIZ !

ATTENZIONE ! TRA POCHE ORE QUESTO BLOG DIVENTA UN SITO VERO E PROPRIO. PER ACCEDERVI DOVRETE DIGITARE IL NUOVO INDIRIZZO
www.ultrasblog.biz . FACCIAMO LE COSE IN GRANDE, NOI ...
VINCE&DOME

ROMANISTI OGGI ALLE 17

Oggi, ore 17, piazzale antistante Trigoria. Giorno, ora e luogo dell’appuntamento che alcuni gruppi della Sud, via blog e siti web, hanno fissato per far sentire alla società e alla squadra (alle prese con un improbabile ritiro) l’amarezza per il ko di Firenze. E per una stagione fallimentare. Ieri, invece, fuori dai cancelli, il deserto. Solo striscioni a manifestare il malumore della gente romanista: “I Fedayn hanno perso la pazienza. Indegni” e “Roma- Inter 0-4, Roma-Juve 1-4, Lazio-Roma 4-2, Fiorentina- Roma 4-1 Basta”. Intanto, nelle prossime ore è previsto l’arrivo a Trigoria di una furibonda Rosella Sensi. Il presidente incontrerà staff tecnico e calciatori per richiamarli alle proprie responsabilità. Questione societaria: ieri giornata di stallo. Ma i contatti proseguono e in Borsa il titolo ci crede. Al pari di Sebino Nela, che si è detto convinto, ai microfoni di Rete Sport, di un imminente cambio di proprietà. A Trigoria primo giorno di ritiro. Totti e De Rossi i primi a presentarsi. Dopo un deciso faccia a faccia tra Spalletti, i giocatori, Pradè e Conti, si è svolto un allenamento interrotto dal nubifragio che si è abbattuto sulla capitale. Menez in gruppo, niente campo per Totti, De Rossi, Perrotta e Baptista. Infine, una (fantasiosa) voce per il post-Spalletti: Rijkaard. (FRANCESCO DI NEPI, foto Tedeschi)

(uscito su Metro il 28 Aprile 2009)

27 aprile 2009

SESTRI-PRO SETTIMO

Al termine della sfida valevole per il campionato di serie D tra Sestri Levante e Pro Settimo, allo stadio “Sivori”, s’è calato i pantaloni e ha compiuto atti osceni all’indirizzo dei carabinieri, aggiungendo tutto un corollario di insulti. Quindi è scappato, ma è stato in breve raggiunto e bloccato. Nonostante questo,m non ha esitato a spintonare un sottufficiale, facendolo cadere a terra e procurandogli lesioni lievi. Per tutto questo, un tifoso di 28 anni, è stato denunciato a piede libero alla procura della Repubblica di Chiavari. L’elenco delle accuse mosse dagli inquirenti nei suoi confronti è lunghissimo: violenza e minacce a pubblico ufficiale, oltraggio a un corpo giudiziario, lesioni personali e atti osceni in luogo pubblico. Difficile che i magistrati chiavaresi decidano di archiviare l’inchiesta nei confronti del ventenne. Lui, tifoso un po’ troppo acceso, una volta riportato alla calma, ha provato a spiegarsi con i militari, ma non c’è stato nulla da fare. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il supporter, in preda alla rabbia, ha pensato bene prima di rivolgere una lunga sequela di insulti alle pattuglie presenti in servizio di vigilanza, poi, quando i militari lo hanno avvicinato, s’è abbassato i pantaloni e ha portato le mani ai genitali. Quindi, vedendo gli uomini delle forze dell’ordine corrergli incontro, ha provato a fuggire. Quando è stato raggiunto e bloccato, spintoni, altri insulti irripetibili e infine la caduta del sottufficiale. Non è escluso che le autorità decidano di applicare al giovane tifoso anche un divieto di assistere a manifestazioni sportive di qualsiasi genere.

SESTRI-PRO SETTIMO

Al termine della sfida valevole per il campionato di serie D tra Sestri Levante e Pro Settimo, allo stadio “Sivori”, s’è calato i pantaloni e ha compiuto atti osceni all’indirizzo dei carabinieri, aggiungendo tutto un corollario di insulti. Quindi è scappato, ma è stato in breve raggiunto e bloccato. Nonostante questo,m non ha esitato a spintonare un sottufficiale, facendolo cadere a terra e procurandogli lesioni lievi. Per tutto questo, un tifoso di 28 anni, è stato denunciato a piede libero alla procura della Repubblica di Chiavari. L’elenco delle accuse mosse dagli inquirenti nei suoi confronti è lunghissimo: violenza e minacce a pubblico ufficiale, oltraggio a un corpo giudiziario, lesioni personali e atti osceni in luogo pubblico. Difficile che i magistrati chiavaresi decidano di archiviare l’inchiesta nei confronti del ventenne. Lui, tifoso un po’ troppo acceso, una volta riportato alla calma, ha provato a spiegarsi con i militari, ma non c’è stato nulla da fare. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il supporter, in preda alla rabbia, ha pensato bene prima di rivolgere una lunga sequela di insulti alle pattuglie presenti in servizio di vigilanza, poi, quando i militari lo hanno avvicinato, s’è abbassato i pantaloni e ha portato le mani ai genitali. Quindi, vedendo gli uomini delle forze dell’ordine corrergli incontro, ha provato a fuggire. Quando è stato raggiunto e bloccato, spintoni, altri insulti irripetibili e infine la caduta del sottufficiale. Non è escluso che le autorità decidano di applicare al giovane tifoso anche un divieto di assistere a manifestazioni sportive di qualsiasi genere.

MODELLO SFIZZERO

Per 19 hooligans del Baden e 2 del Lucerna scatta il divieto d'accesso allo stadio. Prossimamente altri tre match a rischio

Sabato scorso, a margine del match di prima Lega contro il Chiasso, i tifosi dell’FC Baden hanno dapprima danneggiato il treno che li portava in Ticino e poi hanno scorrazzato per le vie della città di confine compiendo diversi atti di vandalismo e venendo infine in contatto con i tifosi locali. La polizia è però riuscita ad identificare questi esagitati. Si tratta di 19 pseudotifosi dell'FC Baden nei confronti dei quali l’FC Chiasso emetterà un divieto di entrata allo stadio valido per due anni.

E veniamo ai tafferugli causati dai tifosi del Lucerna a Bellinzona questo fine settimana. La polizia ticinese è dovuta intervenire in modo energico per sedare gli scontri tra opposte fazioni di tifosi tra via Vela e la Stazione FFS e in particolare al bar Bavarese sul Viale Stazione. Le forze dell'ordine, per calmare gli animi, hanno anche dovuto utilizzare proiettili di gomma e spray al pepe. Questi pseudotifosi svizzero tedeschi, al termine dell'incontro, si sono scontrati con la polizia, lanciando verso le forze dell'ordine sassi, sedie e tavolini. Oltre a ciò su tutto il tragitto sono stati provocati diversi danni. L'intervento della polizia, che è durato un'ora circa, ha poi riportato la situazione alla calma. Due tifosi del Lucerna sono stati denunciati per reati di danneggiamento e violenza contro i funzionari do polizia. E tutt’e due riceveranno ora il divieto di entrare in uno stadio a livello nazionale valido per i prossimi due anni.

Ma i match a rischio non sono ancora finiti. Le prossime partite che comportano un certo rischio sono ACB-Young Boys del 10 maggio, ACB-Zurigo del 24 maggio ed il match del 25 maggio FC Lugano-FC San Gallo.

joe.p.

Foto CdT Crinari

MIGLIORA

Stanno migliorando le condizioni del tifoso viola di 35 anni investito da un'auto di romanisti prima della partita Fiorentina-Roma di sabato sera. La prognosi rimane però ancora riservata per motivi precauzionali, fanno sapere aall'ospedale fiorentino di Careggi. L'uomo ha riportato un trauma cranico. L'evoluzione del trauma, è stato spiegato, non ha richiesto l'intervento chirurgico. (27/04/2009) (Spr)

ANDREA NON MOLLARE

SARZANA (LA SPEZIA), 26 aprile - Un calciatore della Biellese è ricoverato in gravi condizioni all'ospedale Galliera di Genova dopo un incidente di gioco avvenuto oggi durante la partita contro lo Sarzanese (serie D). Il giocatore, Andrea Ferretti, 24 anni, nativo di Pontedera, è stato trasferito d'urgenza all'ospedale a Genova dove subirà un intervento al cranio per la riduzione di una frattura che gli ha causato anche crisi epilettiche.

L'INCIDENTE - Ferretti è stato match winner dalla partita contro la Sarzanese, disputata allo stadio Miro Luperi di Sarzana. «È successo tutto nel finale della partita - ha raccontato Older Tescari, presidente della Biellese -. La gara stava finendo e il nostro attaccante si è scontrato fortuitamente con un avversario. Dopo la botta il ragazzo sembrava essersi ripreso, anche se il guardalinee non ha richiamato subito l'attenzione dell'arbitro e questo non doveva succedere». Invece il dramma è maturato a pochi minuti di distanza. «Sotto la doccia si è sentito male, è stato soccorso e trasportato all'ospedale della Spezia dove i sanitari hanno disposto il trasferimento a Genova», ha concluso il massimo dirigente piemontese.

FISSC A PARMA

Il Centro di coordinamento Parma Clubs sta organizzando per il 30 aprile e 1 maggio la riunione del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea Nazionale dei Centri di Coordinamento aderenti alla FISSC (Federazione Italiana Sostenitori Squadre di Calcio) a Parma.
L’appuntamento rappresenta un importante momento di confronto, tra i rappresentanti dei Centri di Coordinamento sparsi sul territorio nazionale, sulle tematiche che riguardano la tifoseria, il mondo del calcio, dello sport più in generale e sui principi fondamentali della corretta cultura sportiva.
Il programma dei lavori sarà così distribuito: sera del 30 Aprile, riunione del Direttivo Nazionale della FISSC c/o il My Onehotel Villa
Ducale; 1 maggio, con inizio alle ore 9.30, Assemblea Nazionale dei Centri di Coordinamento aderenti alla FISSC, c/o la sede del Centro di Coordinamento Parma Clubs, via Minghetti 3, Parma. Il Centro di coordinamento dei Parma Clubs, da sempre esempio di sportività e correttezza nel modo di sostenere la propria squadra del cuore, ha fortemente voluto che questo incontro si svolgesse nella nostra città, non solo per condividere la cultura sportiva ma anche per far diventare Parma un modello ed un punto di riferimento importante nel mondo del tifo a livello nazionale.



SECCO E CANANVARO

3 punti in 4 partite e otto gol subiti, l'addio ai sogni di scudetto e gli scricchiolii di spogliatoio fanno lievitare la contestazione in casa Juve. Forte l'ostilità nei confronti del tecnico Claudio Ranieri, sul quale aleggia l'ombra di Antonio Conte, e della società. L'allenatore romano, dopo il pareggio sofferto di Reggio Calabria, ha parlato di un "progetto di 5 anni per tornare a vincere". Troppo per la pazienza dei tifosi, già mortificati dalla B.

C'è anche un nuovo bersaglio dei tifosi: Alessio Secco, attaccato per lo stile "troppo manifesto" con cui conduce le trattative, tra l'altro spesso sfumate, che non permette alla squadra di essere al riparo dalle tensioni. Per non parlare dell'arrivo di Fabio Cannavaro, che non è stato gradito dalla piazza, che lo ha ribadito chiaramente anche nella trasferta di ieri. Il capitano della Nazionale è stato oggetto di uno striscione polemico da parte dei sostenitori della curva B. "L'Amore ti era tornato, quando il Real ti aveva scaricato. Cannavaro gobbo Sabaudo

QUATTRO

ROMA (27 aprile) - La batosta di sabato a Firenze, che ha quasi sicuramente sancito l'addio ai sogni europeei dei giallorossi, scatena la rabbia dei tifosi romanisti.

Oggi a Trigoria sono apparse su un muro scritte offensive contro la squadra. Mani anonime di tifosi - con vernice spray nera - oltre a pesanti insulti contro i giocatori hanno stilato anche l'elenco delle sconfitte più brucianti. «Roma-Inter 0-4 Roma-Juve 1-4 Lazio-Roma 4-2 Fior-Roma 1-4», si legge su un muronon lontano da dove si allena la squadra.

TAGLIENTE IN CONFUSIONE

Il giorno dopo il questore di Firenze, Francesco Tagliente, ha un filo di voce: è stato un sabato terribile fra anarchici, raduno rave e la partita Fiorentina-Roma, con almeno 500 tifosi giallorossi arrivati in città senza biglietto. "Ma nemmeno uno di loro - assicurano dalla questura fiorentina - è riuscito ad entrare nello stadio, non una manganellata, ne un lacrimogeno".
Che fosse una sfida ad alto rischio si sapeva già: il tam tam sui siti viola, durante la settimana, parlava di chiari malumori da parte della tifoseria. Il motivo? La convinzione che i tifosi della Roma fossero stati perdonati troppe volte. La volontà di impedire la trasferta. Ma l'Osservatorio, che propone, e il Casms, che decide, hanno stabilito il via libera alla trasferta dei tifosi della Roma. Scelta condivisa in pieno da Tagliente, che non ha cambiato idea nemmeno dopo il sabato terribile che l'ha impegnato in prima persona e ha impegnato tutti i suoi uomini sino a notte fonda. Il problema, semmai, sono i 500 tifosi arrivati da Roma senza biglietto e che hanno cercato in tutti i modi e con insistenza di entrare nello stadio. Centociquanta di loro si sono arresi solo quando stavano per essere portati in questura. Un gruppetto di tifosi della Roma sono entrati allo stadio, è vero, ma con una variazione di biglietto e di settore: "niente di irregolare" garantiscono sempre dalla questura. C'è stato anche un attimo che si è rischiato di dover sospendere l'incontro, come successo anni fa al derby di Roma. E' capitato quando moltissimi tifosi della curva Fiesole credevano che fosse morto un loro amico, travolto da un' auto di romanisti. Niente di tutto questo, per fortuna. Tagliente è riuscito a convincere i tifosi a ritornare in tribuna. Il 35enne A. T. è ancora ricoverato in ospedale in prognosi riservata. E' stato investito prima della gara da un'auto con tre tifosi romanisti ad un chilometro dallo stadio. A. T. ha riportato un trauma cranico e le sue condizioni sono stazionarie. Indagini della Digos sono in corso sia su questo episodio, sia su altri episodi di violenza nel prepartita tra cui un altro investimento dove è rimasto ferito lievemente un passante che attraversava la strada. Il problema vero sono i tifosi che partono senza biglietto. Come purtroppo è successo per troppi anni. A Firenze non sono entrati nello stadio. In altre città a volte ci sono smagliature nella gestione della sicurezza. Tagliente ha portato avanti con successo i test sugli "stadi senza polizia", sia ad Empoli che a Firenze. Il progetto che voleva proprio Antonio Manganelli, capo della polizia: solo steward negli impianti. Ma giustamente Tagliente pretende che le leggi siano rispettate. Si va verso gli stadi di proprietà: anche la Roma, che sta trattando con una cordata tedesca, ha imboccato la stessa strada. Ma chi si preoccupa dei propri tifosi? Pochissimi club lo fanno e il prossimo anno chi non ha la "tessera del tifoso" resterà a casa (per ora l'hanno adottata solo Milan e Inter). Il ministro Roberto Maroni su questo è intransigente. Da segnalare inoltre che danni e furti in tre autogrill sull'Autosole sono stati compiuti la notte scorsa da ultrà romanisti durante il viaggio di rientro. La polizia è intervenuta nelle stazioni di servizio di Badia al Pino (dove perse la vita Gabriele Sandri), Lucignano e Montepulciano, nelle province di Arezzo e Siena. Gli episodi, verificatisi durante le soste, avrebbero provocato danni che finora sono stati stimati in alcune migliaia di euro. Niente di nuovo anche stavolta, purtroppo.

Fulvio Bianchi
FONTE REPUBBLICA.IT

FRATTURA

Non è tutto oro quel che luccica. Lo storico poker alla Roma, il quarto posto raggiunto (e in parte anche gli incidenti pre e post gara) hanno fatto passare in secondo piano la rottura celebratasi fra squadra e tifosi. Il gruppo viola non ha mandato giù lo striscione della scorsa settimana. E nonostante una Fiesole perfetta sabato (da sottolineare lo slogan “Che lo stadio sia la vostra piazza e che l'erba sia la vostra sabbia”) la splendida vittoria di sabato ha accentuato la distanza fra il campo e gli spalti. Distanza emersa già in campo in occasione delle varie marcature, mai esplicitamente “dedicate” al 12esimo uomo. E ancora al fischio finale, quando Montolivo e compagni hanno (volutamente?) ignorato i tifosi in attesa del rito del lancio della maglia, scomparendo nel tunnel. I sostenitori più delusi parlano di spirito di vendetta. Per tutta risposta l’amministratore delegato Mencucci ha sfruttato la buona prestazione dei suoi per rilanciare. «Adesso aspettiamo uno striscione di scuse da parte dei tifosi», ha attaccato l’ad viola al termine di Fiorentina- Roma. Anche nelle parole del presidente Andrea Della Valle è possibile leggere un messaggio nei confronti dei tifosi. «Magari non riusciremo ad arrivare in Champions, ma siamo sempre lì», aveva bacchettato il numero uno viola sabato sera. Difficile credere che l’esigente piazza viola si accontenti. (Andrea Re)

ROSINA

GIANLUCA ODDENINO
TORINO
Maradona calciava il pallone ai tifosi per mandarli in delirio, Rosina invece per cercare di zittirli. Succede anche questo in un Toro che aspetta sempre il contributo del proprio capitano in campo, ma nel frattempo si ritrova ancora una volta a difenderlo e a proteggerlo dopo una nuova «Rosinata». Quel pallone scagliato in Maratona nel pre-partita col Siena, dopo i frizzi e i lazzi dei tifosi per un riscaldamento giudicato ridicolo per una dozzina di tiri fuori a porta vuota, è stato duramente condannato dalla curva che ha fischiato sonoramente il numero dieci alla lettura delle formazioni. Un capitano granata insultato dal proprio pubblico, purtroppo, non è una novità: lo sguardo del senese Vergassola, scappato da Torino per la protesta ultrà nel 2003, ieri diceva più di mille parole. Solo che il rapporto d’amore e d’odio, che ormai si è instaurato tra i tifosi e Rosina non ha eguali.

Il fantasista calabrese sa di essere il bersaglio numero uno per qualsiasi cosa, ma, con i suoi atteggiamenti ha fatto sempre ben poco per disinnescare le polemiche. Dalle dichiarazioni fuori luogo sul Toro, alla protesta in occasione di alcuni cambi (tipo il giaccone sulla testa), passando per i contrasti privati con alcuni ultrà fino al gesto dell’«esco a testa alta» mostrato due settimane fa contro il Catania. Sempre all'Olimpico e sempre per una sostituzione con Gasbarroni nella ripresa. Solo che questa volta i fischi dei tifosi scontenti (o forse ancora arrabbiati per il pallone lanciato in Maratona) sono stati coperti dai potenti applausi dello stadio.

Rosina ha ricambiato, abbracciato Camolese e poi si è seduto in panchina a fare il tifo. Un modo per sancire una tregua immediata tra le parti: per il bene del Toro e dello stesso giocatore, con l'obiettivo comune della salvezza. «Mi hanno fatto piacere gli applausi - commenta Urbano Cairo per chiudere l’incidente - perché erano per premiare l’impegno. Rosina sente il bisogno di avere il pubblico dalla sua ed in questo momento ha bisogno di un po' di aiuto. E’ un valore aggiunto». Le coccole presidenziali avranno placato la sua rabbia, insieme alla vittoria sul Siena, ma è l’appoggio dei compagni a rincuorare Rosinaldo.

«Quando è uscito lo ha fatto tra gli applausi - ragiona Stellone -: vuol dire che ha dato tutto e che questo è stato capito». Ragionamento che sposa anche Rolando Bianchi: «Ale per noi è fondamentale - risponde il bomber granata - e poi dà sempre il massimo: lo vediamo da come si allena. È il nostro capitano ed è il primo a prendere gli insulti. Tutti noi dobbiamo stargli vicino. Io lo capisco, prima della partita c'era una grande tensione». Il capitano ha preferito evitare ogni commento, ma ha trovato in Camolese un valido difensore d’ufficio: «Rosina è qui dai tempi della B, è il capitano e la vive più di tutti questa situazione. Io non amo fare complimenti personali, però Alessandro si è sacrificato tantissimo, dando una mano importante ai centrocampisti. E poi c'è una cosa da capire: qui ci salviamo col gruppo, con tutti quanti e non col singolo».

PROIETTILI

Nel dopopartita tra il Locarno e il Servette si sono scatenati gli ultrà. La polizia ha impiegato spray al pepe e proiettili di gomma

Chiasso, Bellinzona, Locarno. Le botte e il calcio. Sembrerebbe un ritornello, purtroppo non lo è. Dopo i disordini della settimana scorsa a Chiasso, sono arrivati quelli di sabato a Bellinzona e a Locarno.

Ed è proprio a Locarno, nel dopopartita tra la squadra cittadina e il Servette, che sono volate le botte tra gli ultrà delle due squadre. Ma in nome di un ipotetico “gemellaggio” con il Servette, scrive oggi la Regione, sono arrivati anche i rinforzi da parte di un gruppo di hooligans luganesi. E giù botte. Ma la polizia, che era preparata ad eventuali scontri ed era in tenuta antisommossa, ha usato le maniere forti impiegando spray al pepe e proiettili di gomma.

Foto Cdt Alessandro Crinari

ASSEDIO

Il prossimo 27 maggio si disputerà a Roma la finale di Champions League. E la città sarà presidiata da migliaia di poliziotti, non soltanto italiani: diverse centinaia, in borghese ma anche in divisa, proverranno dalle nazioni delle squadre finaliste, cioè Inghilterra (perché almeno una delle finaliste sarà una squadra inglese, dovendo giocare una semifinale il Manchester United e l'Arsenal) e forse Spagna (se il Barcellona riuscirà a eliminare un'altra squadra inglese, il Chelsea).

Oltre ai poliziotti stranieri ci saranno anche un migliaio di steward, sia italiani sia stranieri, e sono previsti rinforzi sostanziosi per le forze dell'ordine nostrane che già normalmente operano nella capitale.



Il motivo di tanto dispiegamento sono i circa 40˙000 tifosi stranieri che quella partita attirerà.

Ognuno di essi dovrebbe avere un biglietto nominativo non trasferibile, con tanto di chip elettronico, come ho già scritto in questo blog il 5 giugno dello scorso anno, allorché la Uefa e il Coni presentarono l'innovazione mai tentata prima su quella scala. Tuttavia, per evitare problemi, gli enti organizzatori hanno deciso di coprirsi le spalle.



Ma su quella partita sembra tirare una brutta aria (ne ha parlato anche Fulvio Bianchi, su La Repubblica del 20 aprile).

In Inghilterra è in corso una campagna di stampa che descrive Roma come una città pericolosa, con un alto livello di violenza endemica in generale e legata al calcio in particolare. Gli inglesi si ricordano ancora, solo per fare un esempio, dei 18 feriti che ci furono il 4 aprile 2007 in occasione di Roma-Manchester United.

Ma poi è quasi un'abitudine per i tifosi inglesi sfogare all'estero la violenza che non riescono più a esercitare in patria. In un'altra recente finale di Champions, quella di Atene del 2007, i tifosi del Liverpool entrarono nello stadio di massa



In questi giorni sono in programma incontri tra le varie forze dell'ordine per effettuare sopralluoghi allo stadio e allestire la sala operativa prevista al Viminale.

Alcuni problemi potrebbero venire proprio dallo stadio che ospiterà la partita, l'Olimpico, perché è concepito secondo criteri italiani, cioè con separazioni e barriere tra i settori dei tifosi e tra questi e il campo. Alcune di quelle barriere possono essere modificate o eliminate, come avviene nei più moderni stadi europei dove le forze dell'ordine e gli steward riescono a evitare molte violenze. Ma, a quanto pare, rimarranno delle zone potenzialmente pericolose.



P.S. A volte mi chiedo di cosa parlo quando parlo di «sport». Nelle righe lì sopra, per esempio... ho scritto di una delle migliori partite di calcio che si giocheranno quest'anno? Oppure ho descritto uno scenario apocalittico di potenziale violenza urbana? Oppure ho solo girato intorno con le parole a un movimento di denaro atteso di 50 milioni di euro?

FURIA

La sconfitta, la notte e il rientro verso la capitale non placano la furia romanista. Sulla via del ritorno, dopo Fiorentina-Roma, commandi di giallorossi prendono d´assalto alcuni autogrill autostradali. Prima Badia al Pino. Poi Lucignano. Infine Montepulciano. Danni e furti per migliaia di euro. In precedenza, dentro lo stadio, avevano scassinato e depredato il chiosco-bar del settore ospiti, impiegando quel che era utilizzabile per lanci, fortunatamente innocui, verso il campo. Una serata da dimenticare, come dicono in questura. Con sei feriti, un fermato, due daspo pesanti (uno per cinque e l´altro per tre anni), alcune auto danneggiate e la spaventosa sensazione di aver sfiorato la tragedia. Le condizioni di A. T., 35 anni, il tifoso pratese della Fiorentina investito in via Duse da un´auto di romanisti, sembrano infatti in miglioramento. Il giovane è in prognosi riservata precauzionale. E´ stato trasferito ieri da Ponte a Niccheri alla neurochirurgia di Careggi per una serie di accertamenti alla testa grazie ai quali si spera di scongiurare l´ipotesi di un intervento chirurgico. E´ l´episodio di cui è stato vittima il tifoso pratese che ha scatenato due ore ad alta tensione.
Mezz´ora prima di quell´investimento, un altro in via Calatafimi. Vittima, R.P., 49 anni, urtato da un´auto di romanisti in fuga da un gruppo di viola e rimasto leggermente contuso (l´auto è scappata e la polizia la sta cercando). La stessa dinamica pare all´origine del secondo episodio, anche questo causato da un´auto di tifosi giallorossi finita troppo vicino allo stadio per non aver seguito le prescrizioni della questura, che aveva chiesto ai romanisti di lasciare le auto private all´uscita del Varlungo per farsi accompagnare da lì allo stadio sui pullman dell´Ataf scortati dalla polizia. «Se tutti seguissero le istruzioni per l´uso, queste cose non succederebbero» ha amaramente commentato ieri mattina Tagliente.
Sono, dunque, le 18.45. Secondo la ricostruzione di polizia e vigili urbani, in viale Duse un gruppo di tifosi fiorentini intercetta una Golf con tre romanisti. Insulti. Forse qualche colpo sulla carrozzeria. Il conducente tenta la fuga con una manovra azzardata. Travolge A. T. che sbatte violentemente la testa e perde i sensi. Quando i medici lo soccorrono, agli amici sembra morto. La notizia infondata che un «viola è stato ammazzato dai romanisti» corre veloce mentre l´auto investitrice viene fermata dalla polizia subito al primo incrocio. Sale la rabbia. Scatta la caccia al romanista. Un´auto di giallorossi viene intercettata dai viola, i due occupanti malmenati e spediti al Cto. Alle 19.20 un´altra macchina di romanisti nel tentare la fuga piomba sulle auto in sosta in via Mamiani. Danneggiamenti di diverse vetture (anche una dei vigili urbani). Il pullman dei calciatori della Roma viene preso a sassate e subisce la rottura del lunotto posteriore. Intanto la polizia impedisce a 500 romanisti senza biglietto di entrare al Franchi, più della metà sciamano via ma 150 irriducibili si schierano fuori premendo per entrare (la polizia li terrà a bada fino alla fine senza accontentarli). I capi del tifo viola radunano fuori dalla Fiesole una folla pacifica di tifosi. Si rifiutano di entrare dentro lo stadio e chiedono che la partita non si disputi «perché i romanisti hanno ammazzato uno di noi». Arriva il questore. Spiega che non ci sono morti e alla fine convince tutti ad entrare. Poi c´è il fischio d´inizio, il peggio è passato.

Maurizio Bologni - Repubblica Firenze