25 marzo 2009

TESTIMONE

Arezzo, 25 mar. (Apcom) - Un testimone non ha riconosciuto in Luigi Spaccarotella l'autore del primo sparo, quello in aria, all'area di servizio di Badia Al Pino l'11 novembre 2007: Simone Parsi, uno dei testimoni oggi ascoltati in aula al processo per la morte di Gabriele Sandri, quella mattina era stato fermato per un controllo dagli agenti della Polizia stradale. Raccontando l'accaduto in aula, il teste ha spiegato di aver notato "un piccolo tafferuglio" dall'altra parte dell'autostrada, e di aver successivamente visto "un agente che sparava un colpo in aria", mentre dalla perquisizione dell'automobile su cui viaggiava, rientrando verso casa dopo una festa a cui aveva preso parte quella notte, venivano rinvenuti due coltellini, di cui lo stesso Parsi ha negato la proprietà. Il presidente della Corte, Mauro Bilancetti, gli ha allora chiesto se individuasse, in aula, l'agente che aveva sparato il colpo: Parsi ha negato, e allora il magistrato ha fatto alzare in piedi l'imputato Spaccarotella, presente in aula, ma Parsi non lo ha di nuovo riconosciuto. "Dopo che l'agente aveva sparato - ha raccontato ancora - due poliziotti si sono messi a correre, e a fra di loro c'era l'imputato. Quello che ha sparato è rimasto accanto a me". Parsi ha quindi dichiarato di aver sentito un solo colpo di pistola, dopo il quale gli altri due poliziotti sono tornati indietro un po' agitati, e di aver udito prima lo sparo e poi la sirena della Polizia. Il testimone ascoltato subito dopo di lui, l'ispettore Alfio Motta, uno degli uomini che ha curato le prime indagini dopo l'accaduto, ha quindi dichiarato di aver preso in consegna tutte le pistole utilizzate quella mattina, rilevando che solo da quella di Spaccarotella mancavano due colpi. Questo perchè le pistole in dotazione alla Stradale sono da 15 colpi, e quella dell'imputato ne aveva 13: lo stesso agente Spaccarotella ha reso subito dopo una dichiarazione spontanea, confermando che hanno in dotazione solo pistole da 15 colpi.

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