Martedi 31 Marzo 2009 Manifesti mortuari e lumini accesi sulla panchina. Così, sono stati accolti i calciatori della Juve Stabia al loro ingresso in campo, per il primo allenamento della settimana. La Castellammare sportiva,si è risvegliata ancora più arrabbiata dopo la sesta sconfitta consecutiva in campionato. Perdendo a Pistoia, le vespe, sono precipitate all´ultimo posto in classifica, gettando la tifoseria stabiese nello sconforto più assoluto. I tifosi, avevano iniziato la loro protesta nei confronti della squadra, già nell´immediato dopo gara di Pistoia. Il pullman,che riportava i calciatori a casa, era stato "scortato"da quelli che trasportavano i tifosi, almeno fino a quando questi ultimi non sono
stati rallentati dalle forze dell´ordine. Al rientro al Menti, poi, i
calciatori avevano dovuto subire l´umiliazione di doversi denudare perché, secondo i tifosi, non degni d´indossare i colori sociali della Juve Stabia. Questa insolita forma di protesta ha scatenato le reazioni dell´opinione pubblica che non ha gradito l´atteggiamento della tifoseria. I mass media hanno condannato il gesto, associandolo alle parole violenza e aggressione. I tifosi, però, non ci stanno."Nessuna aggressione" - comincia così la difesa dei supporter della Juve Stabia, dopo le proteste che hanno seguito la sconfitta delle vespe con la Pistoiese - "noi abbiamo semplicemente fatto capire ai giocatori che non meritavano d´indossare i colori di una squadra che ha una
storia centenaria alle spalle". E ancora: "Nessun calciatore è stato nemmeno sfiorato, la nostra è stata una protesta civile". Il credito degli ultrà stabiesi nei confronti della rosa gialloblù è scaduto. La tifoseria è esplosa, perché la sconfitta con i toscani ha portato la Juve Stabia sull´orlo del baratro. Ieri, alla ripresa degli allenamenti, c´erano circa trecento persone, il clima era teso, nessuno disposto a credere più nella squadra. "I calciatori non s´impegnano - ha tuonato un tifoso - da parte loro, non c´è rispetto per chi la domenica lascia a casa le famiglie e fa mille chilometri per seguire la Juve Stabia". Il riferimento è, ovviamente, ai tifosi (circa duecento) che per seguire la squadra in Toscana si sono sobbarcati un viaggio lunghissimo. In effetti, al
Melana di Pistoia sembrava quasi che la Juve Stabia giocasse in casa. L´
incitamento dei tifosi non è mancato. "Solo noi ci siamo sempre, gli abbiamo
concesso mille possibilità, ma loro (i calciatori) puntualmente ci hanno
tradito" era il pensiero a voce alta di uno dei supporters. Lo sgomento della
tifoseria è tale da arrivare addirittura ad un gesto macabro: i manifesti
mortuari. Un gesto crudo anche se per morte s´intendeva quella sportiva. I
manifesti, infatti recitavano "Nell´anno 2008-2009 si è spento calcisticamente
il signor......." e via via tutti i nomi dei calciatori. Una protesta mortificante
per i calciatori che a capo chino hanno continuato ad allenarsi. La tifoseria,
però, resta spaccata sulle possibilità di salvezza della Juve Stabia. "Non ci
salviamo più" - diceva qualcuno. "Se i calciatori tornano a giocare, ce la
possiamo ancora fare" rispondeva qualcun altro. Durante l´allenamento, però, è
finita sotto accusa anche la società. La salvezza è ancora raggiungibile, ma la
situazione di classifica è sotto gli occhi di tutti e l´incubo retrocessione è
dietro l´angolo. Nelle settimane scorse la dirigenza stabiese era apparsa
sfuggente quando le si chiedeva di chiarire la propria posizione in merito ad
una eventuale retrocessione. "Devono farci capire che cosa vogliono fare"
diceva un altro tifoso storico. Quasi al termine dell´allenamento, però, è
giunta la notizia di un comunicato, direttamente da Santo Domingo, del
Presidente Franco Giglio. I tifosi si sono subito attivati e in men che non si
dica un computer portatile è spuntato tra loro, sugli spalti. Le parole del
presidente gialloblù sono state accolte bene, anche se, a questo punto del
campionato,più delle parole servono i fatti, o meglio,i risultati. Per il
momento c´è una sola certezza, urlata a gran voce dai sostenitori stabiesi:
"Noi tifosi domenica saremo ancora qui!".
Tiziano Valle
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