27 marzo 2009
LO ASSOLVERANNO
Arezzo, 27 mar. (Apcom) - Braccia teste verso l'altra parte dell'autustrada e cinque secondi fermo a prendere la mira: questa la scenda descritta da Keiko Korihoshi, la guida turistica giapponese presente nell'area di servizio di Badia Al Pino, l'11 novembre 2007, quando è e stato ucciso il giovane tifoso laziale Gabriele Sandri. La Korihoshi ha parlato di due poliziotti che correvano, uno dei quali si è portato sul bordo dell'area mentre, dall'altra parte alcuni ragazzi stavano salendo a bordo di un'automobile: "Il poliziotto puntava la pistola con entrambe le mani e le braccia tese - ha raccontato - poi si è fermato cinque secondi e poi ha sparato". La teste giapponese tuttavia ha precisato di non aver visto l'arma tra le mani dell'agente, che secondo l'accusa è Luigi Spaccarotella unico imputato per omicidio volontario: "Ero lontana e dietro di lui - ha aggiunto - vedevo le sue spalle, la pistola non la vedevo, dalla posizione ho capito che l'aveva ma non potevo vederla e quando correva non ho visto la pistola". Alla domanda del presidente della Corte d'Assise Mauro Bilancetti, il quale le ha chiesto per quale motivo avesse parlato di una pistola, la Korihoshi ha spiegato di averlo dedotto dal rumore dello sparo,uno dei due spari che la guida giapponese ha dichiarato di aver udito, pur non avendo assistito con i propri occhi al primo.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
0 commenti:
Posta un commento