(PRIMAPRESS) Tempo di riflessioni alla vigilia della partita di campionato tra Atalanta e Roma, in programma domenica alle 15 allo stadio Atleti Azzurri d’Italia di Bergamo, aperto ai soli abbonati. Decisione, questa, confermata dall’Osservatorio del Viminale dopo gli incidenti provocati da uno sparuto gruppo di sostenitori locali, culminati con lancio di oggetti all’indirizzo di tifosi del Bologna. Una penalizzazione per le migliaia di persone che intendevano trascorrere un pomeriggio di sana parentesi sportiva allo stadio. Una grande amarezza per Alessandro Ruggeri, il giovane presidente atalantino il quale, dopo aver raccolto il testimone dal padre Ivan che tutti si augurano possa risollevarsi dalla malattia che lo ha colpito, prosegue nel solco della sana ed oculata gestione societaria.
“Dopo i fatti deplorevoli accaduti anche nel recente passato, l’Atalanta ha adottato la linea dell’intransigenza, schierandosi dalla parte dei tifosi veri – sottolinea Alessandro Ruggeri - La società è impegnata a portare nelle scuole, e dunque nelle famiglie, messaggi di fairplay che speriamo possano riavvicinare la gente allo stadio. Costringere le persone educate a starne lontano non è un segnale incoraggiante. Noi abbiamo offerto sempre piena disponibilità a lavorare con le Istituzioni. Speravamo in un ripensamento in occasione della gara con la Roma. Così non è stato, purtroppo”.
Quali sono gli obiettivi di un giovane presidente alla guida di una società che, tra le provinciali, è quella che vanta le migliori tradizioni?
“Sicuramente un bilancio sano e la conferma della massima categoria, senza dimenticare l’attenzione ai giovani calciatori che rappresentano da sempre il nostro punto di forza. Nell’ultima partita disputata a Cagliari, l’Atalanta ha schierato ben cinque giocatori provenienti dal proprio settore giovanile. Ciò è motivo d’orgoglio”.
Molti giovani promesse sono attratte dai supercontratti offerti dai grandi club europei. Come fare a contrastare tale fenomeno?
“E’ un problema che non possiamo affrontare e risolvere da soli, evidentemente. Ne abbiamo discusso con la Figc, ma ritengo se ne debba parlare soprattutto in sede Uefa. All’età di 15 anni si possono sottoscrivere contratti della durata massima di tre. Sicuramente c’è un buco nella normativa. Dal nostro punto di vista, abbiamo un’etica che intendiamo conservare. Per noi è fondamentale la crescita dei ragazzi sotto tutti i profili, umano e sportivo. Lo studio è fondamentale quanto i progressi tecnici ed atletici. Non tutti i ragazzi del vivaio riusciranno ad essere calciatori professionisti. Vogliamo aiutarne comunque la formazione e fare in modo che possano vantarsi di aver fatto parte della scuola atalantina, quale che sia il loro futuro professionale”.
Mantenere un vivaio come quello dell’Atalanta costa tanto. Le risorse consentono ai club più ricchi di fare la differenza?
“Per come storicamente abbiamo impostato il nostro vivaio, siamo sicuramente tra le società più danneggiate. Ciò nonostante, in forza dei valori che ci prefiggiamo di trasmettere ai ragazzi, riusciamo ad esprimere nuovi talenti e mantenere in vita una straordinaria realtà. In termini di diritti televisivi, siamo tra le società che introitano di meno. Dal 2010, con la redistribuzione dei diritti tv, potremo contare su ricavi più consistenti, una parte dei quali servirà a sostenere il vivaio”.
Parlando di etica e valori in campo, l’allenatore Gigi Del Neri mostra di condividerli appieno.
“Del Neri è un uomo che dimostra ogni giorno il suo valore. Il suo arrivo sulla panchina dell’Atalanta ha cambiato molte cose e in meglio. Sappiamo di poter contare sul suo operato, fatto di motivazioni e disciplina. E’ in grado di inculcare cuore e coraggio, stima e senso di sacrificio, che riflettono l’anima autentica dell’Atalanta”.
Così parlò Alessandro Ruggeri che, insieme ai dirigenti e alla squadra, si accinge a ricordare Chicco Pisani, giovane bandiera dell’Atalanta, tragicamente scomparso 12 anni fa in un incidente stradale. Un ricordo che domenica si ripeterà prima del calcio d’inizio di Atalanta-Roma. (PRIMAPRESS)
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