23 febbraio 2009

ASSEDIO

Solo alle 20.15 i calciatori del Napoli sono riusciti a lasciare lo stadio, quando i tifosi hanno deciso di togliere il blocco all’uscita.

Il Napoli è in discesa libera. Non vince da sette turni e da 42 giorni (1-0 al Catania), ma soprattutto non ha gioco, non ha smalto, e, come se tutto ciò non bastasse, ha ora anche i tifosi contro.

A fine partita si materializza una situazione davvero inconsueta: i tifosi del Napoli subissano prima di fischi i giocatori e l’allenatore, poi applaudono gli avversari a scena aperta. Viceversa i circa duemila sostenitori genovesi presenti al San Paolo (ai quali durante la gara era stato finanche `concesso´ di incitare a tutta gola la propria squadra), rivolgono a loro volta cori di incoraggiamento al Napoli. Miracoli del gemellaggio tra le due tifoserie.

Ma non solo: mentre i giocatori venivano assediati dai tifosi e non potevano uscire dagli spogliatoi, quando è comparso il pullman genoano, la folla si è aperta e tra gli applausi la comitiva genoana ha potuto proseguire tranquillamente.

Il direttore del Napoli, Pier Paolo Marino, scortato dalla polizia, è poi uscito per parlare con i tifosi che stavano accerchiando l’uscita del San Paolo tenendo bloccati i calciatori azzurri all’interno dello stadio. I tifosi, a quanto trapela, hanno chiesto di mandare la squadra in ritiro, chiedendo più disciplina per i giocatori: meno discoteche, hanno detto fra l’altro, e distrazioni per gli azzurri. Nessun commento, al momento, dal club partenopeo. Dopo il confronto Marino è rientrato negli spogliatoi, dove si è tenuto un vertice con il tecnico Eddy Reja, il presidente De Laurentiis e i calciatori Francesco Montervino e Paolo Cannavaro.

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