28 febbraio 2009

OLANDA

FIRENZE, 28 febbraio - Tre tifosi della Fiorentina sono stati arrestati giovedì sera ad Amsterdam nel corso della partita con l' Ajax per aver aggredito un tifoso olandese e adesso si trovano in carcere in attesa di comparire in tribunale lunedì mattina per l'udienza preliminare. La vicenda è relativa alla gara di ritorno dei sedicesimi di Coppa Uefa Ajax-Fiorentina e se ne è avuta notizia oggi. I tre arrestati - B.M. 34 anni, B.A. 33, e M.M. 32 anni - farebbero parte dei tifosi appartenenti al gruppo Signa. Secondo quanto si è appreso in questura a Firenze, i tre erano stati bloccati dalla polizia olandese sulla base della testimonianza di due steward che li avevano visti, in un'area dello stadio esterna al campo di gioco, circa un quarto d'ora dopo l'inizio della partita, prendere a calci un tifoso dell'Ajax. L'aggredito non avrebbe subito ferite di rilievo, tanto che non si è fatto medicare, ma ha ugualmente presentato denuncia.

HEYSEL

Ciao ragazzi,

ho il piacere di informarvi che ho pubblicato in rete da qualche giorno
il sito www.saladellamemoriaheysel.it
un museo virtuale multimediale
che raccoglie moltissimi contenuti sul tragico evento legato alla finale
di Coppa dei Campioni nello stadio “Heysel” di Bruxelles il 29 Maggio
del 1985.

Il fine dell'opera è unicamente quello di divulgarne la memoria storica
alle nuove generazioni e di esortare la F.C. Juventus a dedicare una
sala museo ai suoi 39 “angeli” nel nuovo stadio di Torino, una degna
sezione commemorativa sul proprio sito ufficiale ed a tutelare la
conservazione della targa nello stadio “Re Baldovino” di Bruxelles, ex
stadio “Heysel”, che molto probabilmente verrà abbattuto per la
costruzione di un nuovo centro commerciale.

Il sito è già stato presentato da Nicola De Bonis, il conduttore della
trasmissione “Stile Juventus” presso l'emittente privata Nuova Spazio
Radio di Roma, in onda tutti I giorni, eccetto il sabato e la domenica,
dalle ore 20 alle ore 21,00.

Sarei lieto di ricevere altri contributi da tutti voi ed in particolare,
pareri, pensieri, testimonianze, fotografie, dai reduci di quella
tragica giornata e che lo inseriste come link anche nei vostri siti
ufficiali.

Se vorrete potete farne striscioni e dibattiti fra gruppi, ma rendereste
me felice con una grande striscione per la partita con il Chelsea con il
link del sito. Sarebbe un modo meraviglioso per onorare quei nostri 39
angeli, nostri fratelli caduti, e chiedere in migliaia quello che la
forza di pochi non possono.

Ne è già a conoscenza la Signora Mariella Scirea, di frequente ospite
della trasmissione di Nicola, che si è impegnata a farsi portavoce
presso la società, che non ha mai risposto alle mie lettere, della
proposta di una sala della memoria nel nuovo stadio di Torino.

Vi abbraccio fraternamente,

da sempre con il cuore uno di voi...

Domenico Laudadio


postmaster@saladellamemoriaheysel.it

www.saladellamemoriaheysel.it

*Streaming Radio "Stile Juventus":
http://www.elleradio.it/ascolta.php?op=wmp



VILLANI A PANCIA PIENA

BIRMINGHAM - Hanno fatto tanta strada per vedere i loro beniamini perdere e uscire dalla Coppa Uefa e allora bisogna farsi perdonare. Martin O'Neill, manager dell'Aston Villa, ha deciso di invitare a cena i quasi 300 tifosi che giovedì erano a Mosca per il ritorno dei sedicesimi che ha visto i Villans cedere 2-0 al Cska, finendo fuori dal torneo. Tutti i 295 supporters che hanno sborsato 1.500 sterline per seguire la loro squadra in Russia potranno così cenare, riporta il "Sun", al Villa Park in compagnia di O'Neill e alcuni giocatori. Un modo di dire scusa che costerà al club 15 mila sterline ma che sicuramente verrà apprezzato dai supporters. "E' un gesto fantastico", il commento di uno dei tifosi.

DIAMOND

di Gianluca Sacchetto

Una serata di grande festa quella che si è tenuta ieri sera nella palestra ‘Diamond’ di via Buenos Aires 33, in occasione dell’inaugurazione della nuova struttura di proprietà di Giovanni Margaro, storico capo ultrà granata e tra i fondatori del movimento ultras in Italia. Tanti i tifosi e gli amici presenti e numerosa anche la partecipazione dei giocatori del Toro. Addirittura quattro gli ospiti granata: Fontana, Dellafiore, Rubin e Rosina. Oltre a loro la bellissima showgirl Melita Toniolo, disponibile a fare foto-ricordo con tutti i presenti.

Margaro non può che essere soddisfatto, tanto da lanciare un coro di incitamento verso la squadra prima del termine dell’avento: ‘Bellissima serata con tanta gente. Speriamo di aver caricato i giocatori in vista della partita contro il Cagliari, sarebbe importante andare là a fare risultato’. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il portiere Jimmy Fontana, sempre più amato dai tifosi granata: ‘Ora concentriamoci sulla partita di Cagliari, che per pensare al derby c’è tempo tutta la prossima settimana. Vogliamo prima di tutto fare bene domenica’. Il pensiero, come giusto che sia, sembra rivolto alla gara contro i rossoblù, anche se molti tifosi iniziano a calcolare i giorni e le ore che li separano dal 7 marzo.

redazione@toronews.net

BOYS A MODENA

Questa mattina un gruppetto di BOYS è andato allo stadio Braglia di Modena, dove oggi pomeriggio il Parma affronterà la squadra canarina nel derby e dove la nostra tifoseria non potrà essere presente, privata dei suoi diritti (come tante altre) da chi ritiene che per garantire "l'ordine pubblico" sia necessario sospendere le libertà fondamentali.
Davanti al settore ospiti è stato appeso lo striscione: "No al calcio senza tifosi". Senza tifosi non c'è futuro per il calcio italiano. I "divieti di trasferta" uccidono la passione, la linfa vitale di un mondo che è molto di più di un semplice sport.

Boys Parma 1977

E' LA VOLTA BUONA

TARANTO - «E sì, spero di fargli davvero un bello scherzetto». C’è molto di romanaccio e proprio poco di iraniano nella voce di Alì Lolli, quando rivolge un pensiero non troppo affettuoso alla Ternana. Il centrocampista che sulla carta d’identità ha scritto Teheran come luogo di nascita si prepara ad affrontare i rossoverdi dove ha giocato un anno e mezzo, prima del passaggio al Taranto. «I primi sei mesi sono stati belli, poi ho avuto più di qualche problema. Da ex ci può essere qualche stimolo in più, è innegabile. Ma la nostra classifica è già lo sprone più grande a fare bene. Dobbiamo vincere, e basta. Sarà una partita difficile ma ce la possiamo e dobbiamo fare». Una mano potranno darla i tifosi, visto che la partita sarà aperta al pubblico. E’ la cosa migliore che ci potesse capitare. Davvero, mi auguro che i tifosi siano il dodicesimo uomo in campo perchè il pubblico di Taranto sa essere molto caloroso. Da parte nostra, ci impegniamo a non tradire la loro fiducia». «Il ritorno dei tifosi può essere davvero fondamentale» ha detto anche l’allenatore Paolo Stringara. Note dolenti, invece, dal campo di Grottaglie dove si è di nuovo infortunato Davide Dionigi. «Sembra davvero una maledizione» le parole del trainer, privo anche di Da Silva squalificato.
Giovanni Di Meo

COSE DA PAZZI

di Francesca Morici
francesca@viveremarche.it

Il prefetto di Ancona ha disposto per che per l'incontro Ancona - Vicenza, in programma sabato 7 marzo al Del Conero, valevole per il campionato nazionale di serie B, venga eliminato il settore "ospiti".


Ciò anche in considerazione degli scontri tra le due tifoserie, avvenuti lo scorso 12 ottobre, in occasione della gara di andata a Vicenza.

Il settore potrebbe essere utilizzato da particolari categorie di spettatori come famiglie, ragazzi delle scuole, associazioni di anziani. I tagliandi devono essere venduti ai residenti della regione Marche.

ACCUSE COME BOMBE. BASTA INSINUAZIONI SULLA CURVA ROSANERO!

"Le accuse rivolte dalla Sig.ra Alfano ai tifosi del Palermo Calcio sono di una gravità tale che impongono alla stessa di recarsi dal magistrato competente per metterlo al corrente degli elementi e dei dati di fatto che la stessa possiede - si legge nella nota inviata a Mediagol.it dai legali del comitato direttivo della Curva Nord di Palermo - Infatti, la richiesta che le tifoserie riunite fanno alla Sig.ra Alfano è proprio questa: dica alla magistratura ciò che sa. Altrimenti si taccia ed eviti di offendere ed insultare migliaia di tifosi, che vogliono soltanto sostenere la propria squadra in modo pacifico e che nulla hanno a che fare con la criminalità organizzata, in qualunque modo la si voglia chiamare".
(Mediagol.it)

ULTRAS AMARANTO POLEMICI

(CALCIOPRESS) Arezzo - Come si apprende dal sito amarantomagazine.it, gli Ultras dell'Arezzo hanno diffuso un comunicato stampa dai toni fortemente polemici verso la gestione del club messa in atto da parte del presidente Piero Mancini.

I sostenitori amaranto non sembrano aver digerito il modo in cui il patron ha messo in atto l’esonero di Marco Cari. Al tecnico di Ciampino è subentrato infatti Guido Ugolotti, che siederà sulla panchina dell’Arezzo nella prossima trasferta in casa della Pistoiese. Sono annunciati circa 300 tifosi al seguito della squadra.

Ecco il testo integrale del comunicato. "E’ proprio vero che il lupo perde il pelo ma non il vizio! Ancora una volta il presidente Mancini ha agito da padre/padrone dell’Arezzo Calcio, infischiandosene di quella che invece era la volontà del popolo amaranto. Via Cari, al suo posto Ugolotti: una vera incognita in un momento in cui, invece, tutti vogliono certezze, soprattutto quella che squadra e società puntino veramente alla serie B. Quando finalmente sembrava che i rapporti tra la tifoseria e il presidente si stessero stemperando, dopo le contestazione degli anni passati, eccolo commettere di nuovo uno dei tanti errori che hanno caratterizzato la sua gestione societaria. Ecco che si dà ascolto solo a qualcuno e mai ai tifosi, ecco che si acquista un allenatore senza che neppure il direttore sportivo lo sappia, ecco che l’assoluta mancanza di programmazione ci porta in questa incredibile situazione. Speriamo solo che quest’ultimo colpo di testa del presidente non tenga lontani dagli spalti del "Comunale" altre centinaia di tifosi che cominciano a sentirsi stufi di questa "gestione aziendale" dell’A.C. Arezzo che invece è patrimonio della città, e non di un singolo, e che come tale va amministrata. Concludendo, ci teniamo a confermare il nostro sostegno sia all’allenatore che alla squadra, dalla quale però, non tollereremo atteggiamenti contrastanti il lavoro del nuovo tecnico. TUTTI UNITI PER LA SERIE B!”.

Redazioneweb - www.calciopress.net

CONTRO PRANDELLI

IRENZE, 27 febbraio - La delusione è tanta, come la rabbia. Ma la parola d'ordine nella Fiorentina è una sola: impedire che l'eliminazione dalla Coppa Uefa contro l'Ajax, per giunta lontano dai fasti del passato, rischi di condizionare il il campionato e in particolare la lotta per il quarto posto. Il clima non è dei migliori dopo la notte di Amsterdam: la società è amareggiata, Prandelli e i giocatori appaiono, oltrechè delusi e arrabbiati per l'epilogo del doppio confronto con gli olandesi, anche innervositi dalle critiche ricevute e tra i tifosi sono tanti quelli che non hanno condiviso stavolta le scelte del tecnico quando, sull'1-0 ha cambiato assetto e inserito due giocatori reduci da lunghi stop per infortunio quali Jorgensen e Almiron. Scelte che non si sono rivelate fortunate.

L'addio alla Coppa Uefa, dopo la semifinale raggiunta l'anno scorso, è arrivato dopo quelli alla Champions League e alla Coppa Italia avvenuti a dicembre. Insomma, alla squadra viola (che per rafforzarsi in estate ha investito quasi 50 milioni di euro) non è rimasto adesso che il campionato. Non a caso Prandelli già a fine gara ha detto: «Non credo che ci saranno contraccolpi sul resto della stagione, lotteremo fino in fondo per mantenere il quarto posto». Al momento la Fiorentina è protagonista in campionato, davanti ha solo Inter, Juve e Milan e già domenica, pur impegnata in una trasferta delicata come quella di Reggio Calabria, cercherà di difendere la propria posizione.

Dovrà farlo senza Gilardino, squalificato, senza l'attaccante a segno pure ieri per la 21/ma volta nell'attuale stagione (al suo posto dovrebbe debuttare dall' inizio Bonazzoli). «Nello spogliatoio c'è grande sconforto ma dobbiamo prepararci subito per la partita con la Reggina, guai avere paura» è il grido di battaglia di Felipe Melo, lasciando l'Amsterdam Arena. Anche da parte della società, nonostante il dispiacere per un altro obiettivo che sfuma, è stato lanciato l'invito a rimboccarsi le maniche per mantenere la zona-Champions. Questo però per adesso non frena il malcontento della gente che da ieri sera, con email, telefonate e interventi sulle radio locali, non sta lesinando critiche neppure a Prandelli.

VITERBESE-MONTEROTONDO

Nel quadro delle attività dirette a contrastare il fenomeno della violenza in occasione delle manifestazioni calcistiche, il 23 febbraio scorso, sono stati emessi dal Questore di Viterbo, due provvedimenti di divieto di accesso agli stadi (Daspo) dove si svolgono manifestazioni sportive, compresi gli incontri di calcio della Nazionale Italiana, a carico di due tifosi della Viterbese Calcio.

I provvedimenti, notificati in data odierna ai due soggetti, sono scaturiti a seguito della partita del 18 gennaio 2009, Viterbese – Monterotondo, disputatosi allo stadio “Rocchi”.

In particolare, i due giovani, sono stati individuati e riconosciuti anche attraverso le riprese filmate da parte del personale della Polizia Scientifica della Questura di Viterbo mentre insieme a un gruppo di “ultras” della viterbese si sono diretti verso un ingresso secondario dello stadio, incitando attivamente un ragazzo che stazionava fuori dallo stadio, già diffidato ad accedere ai luoghi dove si svolgono competizioni sportive, a forzare il blocco posto in essere dalle forze dell’ordine al fine di accedere all’interno dell’impianto.

RISPOSTA A "LEZIONI DI TIFO A STAMFORD BRIDGE"

Pubblico di seguito la risposta di un lettore particolarmente intelligente, simpatico e profondo conoscitore della scena britannica al mio report su Londra. Sapere di avere gente come lui che legge quello che scrivo/scriviamo è una grande botta di autostima. Leggere per credere. Vincenzo

p.s. non è un anonimo, come le tigri di carta che mi scrivono con cuore di leone, è persona a me conosciuta che sceglie un nickname. Intelligenti pauca.


Ho letto con interesse il tuo bel "report" sulla trasferta di Londra al seguito della Juve che ha trasmesso al lettore la vivida sensazione di essere sul posto. Consentimi, comunque, alcune note scritte come amante della "casual culture" che non hanno lo scopo di stabilire una prevalenza tra la mentalità italiana e, comunque, latina e lo stile di oltre Manica. Il mondo ultras l'ho frequentato intensamente e lo amo profondamente ma, da qualche tempo, trovo si stia preoccupantemente dirigendo, con tanti contributi esterni, su un binario morto. Ho grande stima di chi prosegue imperterrito e non ha abbassato la testa ma mi riesce difficile credere ad un futuro per un certo tipo di tifo organizzato privato dei suoi fondamenti intesi come strumenti di fare tifo ( striscione megafoni ed, in certi stadi, addirittura, bandiere, sciarpe e magliette). Qualche gruppo storico ha deciso di sciogliersi, altri vanno avanti come possono e certi altri ancora hanno dovuto scendere a compromessi "discutibili". Pur rimpiangendo la formidabile e irripetibile epoca dei secondi anni Ottanta essa è destinata a restare scolpita nei ricordi. Alcuni eccessi che nessuno Stato poteva tollerare hanno spinto il movimento in un punto di difficile ritorno. parlo dei morti (R.I.P) , della politica immessa in dosi industriali e di troppe contiguità con la delinquenza comune. Inutile, però, guardare indietro e, comunque, la risposta te la devo su altro. Tu hai visto a Londra tutto quello che nello UK c'è di meno gradevole, come gli stadi salotto e le misure di sicurezza esasperate. Nel Regno Unito, soprattutto, in casa è difficile fare tifo di impatto, sia per la solerzia degli stewards sia perchè non è possibile scegliere il proprio posto a sedere in modo tale da costituire un vero e proprio nucleo organizzato.Va un po' meglio alle tifoserie in trasferta che riescono a raggrupparsi ed a sgolarsi in modo più compatto. Ora qualcosa sta cambiando con alcuni gruppi "tollerati" da certe società che si sono rese conto che si è perso troppo calore. Il tuo disgusto per lo stadio del "politicamente corretto" è condiviso da molti "lads" che rimangono beatamente all'esterno degli impianti, considerando la partita, specie in casa, una sorta di "optional". In questi stadi poco a misura di tifoso organizzato ci sono, però, anche alcuni aspetti positivi: i biglietti li puoi comprare dal tuo pc e spesso riceverli a domicilio, i poliziotti hanno un numero sul casco che li contraddistingue, se qualcuno eccede, le pene sono severe ed applicate ma i responsabili sono individuati in modo chirurgico. Anche questo dovrebbe essere parte di quel "modello inglese" di cui tanto parlano le nostre stanze dei bottoni il quale, poi, fra l'altro, ha ridotto a poco o nulla gli incidenti negli stadi ma ha moltiplicato quelli lontano dagli impianti. La media di arresti, ad esempio, è doppia rispetto a quella italiana (due terzi circa per comportamenti violenti e la quasi totalità del restante terzo per eccessi legati all'' abuso di alcool) e non ingrossano le statistiche i molti episodi che accadono ben distanti dai luccicanti spalti telegenici.Gran parte della "casual culture" vive nei pubs, nelle trasferte e , per i tifosi di quei club che hanno la fortuna di partecipare ai tornei continentali, nelle presenze oltre Manica, sempre sentite e partecipate. All'estero i fans britannici stanno in piedi, cantano, si comportano spesso spavaldamente riprendendosi una parte di quello che in patria è stato loro negato. Forse qualcosa di più "ruspante" lo avresti visto, con tutto il rispetto per la tifosera del Chelsea,la quale ha caratterizzato pesantemente un paio di decenni,in realtà più piccole ma sanguigne come Leeds, Cardiff,Millwall, Burnley ed altre ancora. I numeri delle "firms" non sono più quelli di una volta, girano anche "wonnabes" che credono che il regalo firmato di mamma e papà a Natale basti per possedere la divisa e diventare una delle "facce"ma ti assicuro che molti "lads" sono passati attraverso una repressione peggiore di quella in corso nella nostra Italia e sono ancora vivi e vegeti. Anzi, in diversi posti si stanno affacciando nuove leve...E' un mondo che vive "sotto traccia",con i suoi eccessi ma, soprattutto, con tanto stile, dignità ed attaccamento ai colori che non serve neppure indossare perchè sono scolpiti dentro come testimoniano dimostrazioni di affetto a stagioni compromesse e partite perse. Come dicono loro ai ragazzi, comunque vada, "pride of you!"...Dire se sia migliore la cultura ultras o il "casual style" è come stabilire se avesse più classe Scirea o Van Basten; due cose diverse ma ugualmente grandi. Spero di sbagliarmi ma la militarizzazione degli stadi inglesi sta arrivando anche qui a grandi passi e, forse, molti si troveranno, di fronte, agli stessi bivi incontrati dai giovani "hardcore fans" di oltre Manica. Loro hanno saputo leggere i tempi e fare sopravvivere almeno il salvabile della comunità degli spalti, una delle ultime forme di aggregazione giovanile non conforme. Quanto al mondo ultras qualcosa inizia forzatamente a cambiare: trasferte a piccoli numeri e con mezzi propri, ad esempio però ho la sensazione che si stia andando a sbattere contro un maledetto muro se non si cambia il binario. Io ho goduto pienamente di diversi anni sugli spalti, siamo più o meno coetanei, e solo adesso inizio a scegliere le partire cui andare in Italia ed a dare sempre più spazio alla mia passione per la scena dello Uk. Mi dispiace , soprattutto, per quei giovani che il mondo ultras rischiano di non trovarselo più se i coraggiosi che stanno andando avanti non riusciranno a fermare la valanga "normalizzatrice" che sta travolgendo non solo quegli eccessi con cui il movimento si è fatto male da solo ma anche la semplice possibilità di essere gruppi di tifo organizzato. Per concludere, se non ti avessero portato in un salotto cloroformizzato e , magari, avessi avuto come guide le giuste conoscenze sul posto, avresti conosciuto anche la metà splendida di una cultura che persevera lontano dai salotti patinati del calcio industria.Sarebbe bello che anche nel nostro Paese si svecchiasse l' immagine stereotipata della scena del Regno Unito, fossilizzata anche lì agli irripetibili anni ottanta, narrati,a volte, con un po' troppa autocelebrazione dai "leaders" dei gruppi stessi; tanto meno vorrei che venisse sostituita da quella degli "stadi salotto". Sai che per realizzare qualcosa del genere ho speso e spendo, con la preziosa collaborazione di altri, tempo ed energie. Mi piacerebbe che il movimento di casa nostra sapesse rigettare gli aspetti che tu hai criticato della realtà attuale di Inghilterra, Scozia,Galles ed Irlanda del Nord ma anche coglierne gli aspetti migliori per dare linfa e futuro ai "ragazzi di stadio" che, sebbene si dica il contrario, rappresentano una delle pochissime parti vive della nostra gioventù.

Mister Loyal from "Italian lads"

27 febbraio 2009

ANONIMO ANTI-GOBBO

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "LEZIONE DI TIFO A STAMFORD BRIDGE":

...con tutto il rispetto mi chiedo come facciano i gobbi a dare lezioni di tifo...


Con tutto il rispetto, come fai a scrivere da anonimo quando io scrivo senza nascondermi dietro una tastiera? Tu saresti un ultras? Io no? Come ti chiami? Cosa ti rende superiore a me? Sei superiore a me? Rumino ergo sum? Mi confondi come la barista di Liverpool Street.
Vincenzo

EL POCHO

Il Pocho non ci sta. Non ci sta a passare per nottambulo. Da fenomeno e stella degli azzurri (meno di un mese fa i tifosi, in un sondaggio, volevano fargli indossare la maglia numero 10) ora è un po' la faccia triste.
«Sì, Ezequiel è deluso dagli ultimi risultati della squadra», afferma il suo procuratore. L'argentino prova così a vendicarsi delle voci sul by-night intensificando i suoi allenamenti. ma sa bene che è lui tra i principali obiettivi della contestazione degli ultrà. El Pocho e gli altri sudamericani. Da qui, a quanto pare, il gelo calato negli spogliatoi. E la frattura tra fazioni diversi che Reja fatica ad amministrare. Nel ritiro di Castelvolturno si lavora soprattutto in questa direzione.


Nel frattempo, il tecnico che domenica dopo la sconfitta con il Genoa per qualche minuto ha pensato alle dimissioni, pensa a una rivoluzione per la sfida con la Juventus con Gargano a riposo e Russotto alle spalle di Lavezzi unica punta.

ACQUI CALCIO 1911

(red. 27/2) - Il Questore di Alessandria ha emesso due decreti con i quali è stato inibito l’accesso alle manifestazioni sportive (“DASPO”) a due tifosi dell’Acqui Calcio 1911 a seguito di alcuni episodi verificatisi durante l’incontro tra la squadra della città termale e il Bra, svoltosi l’8 febbraio di quest’anno. Il primo dei soggetti, colpito dal provvedimento della durata di 18 mesi, si era reso protagonista del lancio di due petardi e aveva lungamente provocato i supporters ospiti; l’altro, che non potrà accedere agli stadi di calcio per un anno, ha tentato di colpire il pullman della squadra avversaria con un mattone, ma è stato bloccato dai Carabinieri in servizio nell’occasione.

OLANDESI E FRANCESI

Nove persone sono state fermate dalla polizia olandese a Enschede a causa di scontri tra tifosi del Twente (squadra di casa) e del Marsiglia, incidenti scoppiati prima dell’incontro tra le due squadre per i sedicesimi di Coppa Uefa. “Abbiamo proceduto a nove fermi — hanno fatto sapere le forze dell’ordine -: si tratta di quattro olandesi, quattro francesi e un tedesco, che avevano partecipato ai tafferugli nel centro città”. (Pao.Pres) (26/02/2009) (Spr)

VIUZZE DELL'AMORE

Quasi tremila tifosi viola per le vie di Amsterdam, attratti da tutto quello che la capitale olandese può offrire. I primi sono arrivati mercoledì mattina; il grosso del contingente ieri in giornata. Molti ripartiranno stamani, altri, ma sono la minoranza, dilateranno la trasferta-vacanza fino a domenica. Un grande esodo, ma ormai la storia della Fiorentina ha un palmares invidiabile su questo fronte. Tutto all’insegna della grande civiltà, tranne tre ore prima dell’inizio della gara quando, nel quartiere a luci rosse, immediatamente dietro la stazione, e anche nella centralissima piazza Dam, circa mille ultrà dell’Ajax, storditi da alcool e droga, hanno cominciato ad insultare ed aggredire alcuni sostenitori italiani. La polizia, in tenuta anti-sommossa, schierata strategicamente agli angolo dei punti più caldi, ha effettuato alcune cariche di alleggerimento. Tutto sotto controllo, anche se i cori degli olandesi ubriachi sono continuati a oltranza. I tifosi viola non si sono negati niente di ciò, che a seconda dei gusti, potevano interessare loro. Fin dalle prime ore della mattina, ad esempio, molti in coda per strappare il biglietto di ingresso al Van Gogh Museum, appuntamento imperdibile per chi ama uno dei geni più incredibili della pittura. Opere che rappresentano tutta la vita dell’artista belga poi trasferitosi in Olanda. Anche quadri dei suoi epigoni, da Monet a Gauguin, passando da Cezanne. Altri invece, a cento metri di distanza, hanno scelto un altro polo museale di grande attrattiva: il Rijskmuseum, cattedrale dell’arte olandese e non solo. Chi non è andato per musei ha scelto la gita in barca attraverso i canali di una della città più belle al mondo. Altri ancora hanno passeggiato per vie, vicoli e angoli di Amsterdam. Gli amanti di hashish e marijuana hanno preso d’assalto i “coffe shop”, davvero numerosi nella capitale. L’aria, nel centro di Amsterdam, è sempre carica di questo odore caratteristico. Così come in negozi specializzati nella vendita di accessori dedicati al fumo particolare. E infine –ma si fa per dire… - il sesso. Amsterdam è la patria delle prostitute in vetrina, nel popolare rione a 'luci rosse'. Le sciarpe viola brulicavano nelle viuzze dell’amore. Zone ricche anche di sexy shop di vario genere. Ognuno ha seguito la propria indole, tutti invece hanno imboccato verso le 19 la strada che porta all’'Amsterdam Arena'.
Fonte: Il Giornale della Toscana

INTER-MANCHESTER

(AGI) - Milano, 26 feb. - Sette biglietti sequestrati e quattro identificazioni: e' il bilnacio dei controlli anti bagarinaggio effettuati dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria del comando provinciale di Milano in occasione della partita Inter-manchester di martedi'. Il valore complessivo dei sette tagliandi sottoposti a sequestro amministartivo ammonta a corca 500 euro, con un rincarico di oltre il 300% sul normale prezzo di vendita. Dei quattro responsabili identificati (tre di origini campane e un siciliano), uno risultava gia' sottoposto a Daspo (Divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono competizioni agonistiche) ed e' stato quindi denunciato all'autorita' giudiziaria. Sono in corso le indagini per individuare i canali di approviggionamento dei biglietti illegalmente messi in vendita.

26 febbraio 2009

LA CARICA DEI 2600, AVANTI VIOLA!


In tutto sono 2.600 i tifosi della Fiorentina attesi all´Amsterdan ArenA (si scrive così, con due A maiuscole), un´astronave avveniristica ricoperta di lamiera e dotata di ogni comfort. Pare che giovedì sarà una seratina calda, il piano di sicurezza è già stato messo a punto. Gli ultrà dell´Ajax sono gente tosta. E sono pure arrabbiati. Per questo già da oggi ci saranno controlli e pattugliamenti in tutta la città, soprattutto nel centro. La polizia è preoccupata e raccomanda di evitare Rembrandtplein, la piazza dove si riuniscono di solito i tifosi dell´Ajax prima della partita, e di girare al largo dalla sede degli hooligans che sta proprio dietro lo stadio, a due passi dalla fermata della metropolitana.

LEZIONE DI TIFO A STAMFORD BRIDGE





Avevo davvero tanta voglia di vedere Londra dopo oltre vent'anni di thatcherismo e di thatcherismo senza Thatcher, quella forma subdola di autoritarismo che ha trasformato la vecchia potenza coloniale in un fortino assediato nel quale persino uno sport popolare è diventato palestra per l'esibizione di politiche muscolari. Per Chelsea-Juventus ho deciso di visitare il più importante laboratorio della repressione esistente e, devo dire, le ricerche hanno avuto buon fine, nonostante siano state sovente interrotte dalle doverose visite ai pubs con conseguente versamento di innumerevoli rivoli di birra nel gagarozzo. L'aereoporto low cost è già un presidio militare, agenti con giubbotto anti-proiettile e mitra spianato, controlli asfissianti e ripetuti, una commedia dell'assurdo che testimonia i sensi di colpa di questo gigante imperiale dall'armadio zeppo di scheletri. La città resta sempre straordinaria, viva, veloce, forse troppo per un "campagnìn" come me abituato a ritmi carioca. Il melting pot culturale è incoraggiante, le strade sono un Palazzo di Vetro ambulante, ogni etnia è degnamente rappresentata, gli italiani li riconosci da come guardano i tacchi a spillo vintage e le gambe che su di essi mostrano spesso spettacoli assai edificanti. I pub sono pieni di white collars dal bicchiere sempre pieno, qualcuno ha esagerato e sonnecchia ruminando, a spillare dell'ottima birra sempre fanciulle bellissime. Da ultras si gira per Londra senza difficoltà, la gente ascolta i nostri cori che rimbombano sulla metro platealmente sbalordita dopo che le politiche securitarie lib-lab hanno sciolto nell'acido la controcultura hooligan, relegandola in genere in qualche bel film di Hollywood. Piccadilly diventa un bastione bianconero, i telefonini passano la voce, la grande adunata è questione di minuti. Dal primo pomeriggio nei pressi del Trocadero si animano italiani di ogni dove con la Juve nel cuore, i Tradizione, mentre i Bravi Ragazzi, eroici reduci da 18 ore di pullman, vengono sbarcati direttamente a Stamford Bridge. Alla fine ci saranno tutti, Drughi,Viking e Nucleo. Qualche giornalista non perde occasione per esercitarsi al gioco dell'esecrazione democratica contro gli ultras "neofascisti", dimenticandosi dell'apologia delle peggiori dittature sudamericane praticata dal loro padrone di Arcore. Entrare in quello stadio mi ha ricordato le mie esercitazioni militari a Cassino, una delle pagine più dramamtiche della mia vita. A parte il corteo di sbirri cavallerizzi, agenti in borghese con scritto sbirro sulla fronte e agenti in divisa appiedati, scorgo un esiguo drappello di Digos subalpini del tutto pleonastici in siffatto dispiegamento di forze armate di cavalleria e fanteria. Vengo perquisito tre volte da tre energumeni di colore che mi palpano persino i testicoli ma non si accorgono che ho due accendini. Gli steward sono tutti neri, i loro capi bianchi. Colto da un attacco di bronchite che mi affligge da giorni sono costretto ad affrontare le strettoie del tornello, un buco metallico che si trasformerebbe in un letto di morte per un cardiopatico medio. Quando riesci a guadagnare il tuo posto, sollecitato da altri energumeni in pettorina che si sentono evidentemente intoccabili, ti viene offerto lo zuccherino della estrema vicinanza al campo di gioco a parziale risarcimento del percorso di guerra affrontato. Non sento di solito particolare emozione nel vedere un maschio in mutande, preferirei una bella donna in topless ma pazienza. Ognuno ha le eiaculazioni che merita. Gli steward gridano, ti toccano, "get down" se hai una videocamera, "sit down" se stai in piedi, poi si portano via un paio di ragazzi che si accendono incautamente una sigaretta e che vengono puniti col divieto di assistere alla partita dopo 18 ore di bus o trecento euro spesi per il ticket. Stamford Bridge ha un pubblico, absit iniuria verbis, di scimmie ammaestrate, voglio dire di spettatori con un compitino preciso da eseguire senza contributi originali. Sembrano tutti uguali, gente da teatro, seduta bene, vestita bene, roba da diabete. Ognuno ha la sua maglietta ufficiale, sciarpa ufficiale, i cori sono rari, "Come on Chelsea", di tanto in tanto qualcuno di manda a cagare prudentemente, senza che il bidello-steward se ne accorga o che il Grande Fratello lo riprenda, "frame and shame",filma e sputtana la scheggia impazzita alla recita corale. Io punto un inglese, il più vicino, pelato e simpatico, cerco di esasperarlo con vituperi politici riferiti alla sua "gracious queen" della quale metto in dubbio la fedeltà e il pudore, insinuando dimensioni miniaturizzate del suo organo sessuale ( suo, non dell'androgina sovrana ) e abitudini erotiche inquietanti della donna accanto che sembra sua moglie, poverino. Solo dopo un'ora di tortura psicologica riesco ad estorcergli una minaccia di morte che mi lancia quasi sottovoce proteggendosi la bocca. Allargo le braccia per festeggiare quel raggio di sole beluino che rischiara questa cappa di buonismo snervante. Sic transit gloria mundi, a questo siamo. Lo stadio si riempie solo dei nostri cori, il loro gol viene salutato da un isterico "yeeeessss", neanche una parolaccia a suggellare un coito, nulla di nulla. Non si può festeggiare con un "si" un orgasmo, c'è il rischi che l'altro/a ci rimanga male o che l'atto si risolva in una fredda pratica notarile. E' un pubblico frigido, presumibilmente sobrio, a tratti oserei dire astemio. Fuori lo stesso spettacolo, centinaia di cavalli e fantini, fanti su fanti, transenne, telecamere, un'ossessione securitaria degna di migliori cause. Siamo stanchi, stremati, la birra si scioglie in torrenti di piscio senza muri su cui rimbalzare, dio non voglia che qualche telecamera ci inquadri il pistolino, meglio tenere tutto in saccoccia e bivaccare all'aeroporto dove per fumare siamo costretti a battere un area di 2000 mq prima di trovare una smoking area. Bye bye London, see ya soon. Se riuscissimo ad evitare esiti british nel nostro malandato calcio forse non sarebbe male per tutti, anche per gli ultras. Vincenzo

L'IGNORANZA DEI GIORNALISTI NON HA LIMITI

LONDRA - Momenti di tensione nel pregara di Chelsea-Juve quando un gruppo di circa 300 tifosi (facenti capo al gruppo ultras juventino dei Viking, basato tra Milano e il Nord Est) stava facendo il suo ingresso, scortato dalla polizia, nello Stamford Bridge Stadium. I tifosi hanno intonato cori e slogan di stampo fascista per alcuni minuti: ma l'episodio si è consumato senza particolari problemi.

Altri problemi sono stati incontrati da alcuni tifosi che avevano acquistato il biglietto attraverso Internet, ma utilizzando siti che non erano abilitati alla vendita alla tifoseria italiana. Analogo problema aveva interessato ieri i tifosi romanisti per il match con l'Arsenal. Inflessibili, a quanto pare gli organizzatori e le forze di sicurezza: i fan hanno dovuto rinunciare.

MA QUALE MAFIA!

Il Comitato direttivo del tifo organizzato della Curva Nord si è rivolta ad uno studio di avvocati per valutare eventuali azioni legali relativamente al contenuto di un articolo riportato dal quotidiano “E-Polis Palermo” lo scorso 23 febbraio. Nella prima pagina del quotidiano il titolo riportava: “Lo spettro della mafia. L´associazione delle vittime denuncia: carabinieri aggrediti allo stadio e curve che inneggiano al no al 41-bis”. L´articolo, invece, titolava “Aggrediti i carabinieri in curva e allo stadio ecco i fans di Riina. Allarmante denuncia dell´associazione vittime di mafia: “Infiltrazioni di Cosa Nostra al Barbera”, riportando delle dichiarazioni a tal proposito di Sonia Alfano.
(Mediagol.it)

CASMSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSS

(AGM-DS) - 25/02/2009 14.30.36 - (AGM-DS) - Milano, 25 febbraio - Trasferta a Napoli vietata per i tifosi della Lazio . E’ quanto ha deciso il Casms, Comitato di Analisi per la Sicurezza sulle Manifestazioni Sportive, dopo che l'Osservatorio aveva indicato la partita dell'8 marzo come a rischio. Milan-Atalanta, invece, sara' ‘Oggetto di un ulteriore approfondimento’, mentre per Bologna-Sampdoria e' stata stabilita la vendita del biglietto
singolo per i sostenitori blucerchiati.

In serie B, invece, settore ospiti chiuso per Ancona-Vicenza (7 marzo), mentre Frosinone-Livorno resta sotto esame, come Milan-Atalanta. Infine, domenica in Prima divisione niente tifosi della Ternana a Taranto.

INCIVILTA'?

Si registra un altro caso di inciviltà legato al mondo del calcio e dei “tifosi”. In occasione della gara fra Inter e Manchester United di martedì scorso, il presidente dell’Uefa Michel Platini, a San Siro per assistere alla prestigiosa sfida, sarebbe stato bersaglio di insulti da parte di vari “supporters” interisti. Alcuni tifosi dell’area vip dello stadio, area che dovrebbe essere esclusa a determinate situazioni spiacevoli, avrebbero accusato il numero uno dell’Uefa al termine della gara, per via dell’arbitraggio di Medina Cantalejo ritenuto troppo "pro-United". La notizia è riportata da La Stampa che continua spiegando un altro retroscena. Sembra infatti che dietro alla mancata squalifica di Mourinho per le accuse verso l’arbitro, vi sia proprio l’intervento dell’ex campione bianconero, che avrebbe bloccato il procedimento già in atto per la squalifica del portoghese.

BOYS PARMA

Forte protesta dei Boys per l'impossibilità di seguire il Parma nella trasferta di Modena. In un comunicato, che pubblichiamo integralmente, lo storico gruppo ultras esprime il proprio rammarico per una scelta ritenuta ingiusta: "Ultras e tifosi del Parma non potranno avere accesso allo stadio Braglia per assistere al derby contro il Modena. Il Comitato di Analisi per la Sicurezza sulle Manifestazioni Sportive (composto solo da appartenenti a forze di polizia), su segnalazione dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive (composto in larga parte da appartenenti a forze di polizia) ha determinato la chiusura del settore ospiti".


"Il Prefetto di Modena, nell’ordinanza attuativa, ha stabilito che i biglietti siano venduti ai soli residenti nella provincia di Modena. Ancora una volta i diritti dei tifosi sono stati calpestati; così come accadde ai modenesi all’andata, e così come accade a tante tifoserie ogni settimana. E sempre: ingiustamente. Perché non c’è giustizia nell’impedire l’esercizio delle libertà fondamentali. Perché nessuno, mai e in nessun caso, può essere privato di ciò che gli spetta. Non chiediamo quindi giustizia solo per noi, la chiediamo per tutti: per tutti gli ultras, per tutti i tifosi, e per tutte le tifoserie d’Italia. E la chiediamo senza ambiguità, senza tentennamenti, senza ammiccamenti al potere. L’ordine pubblico non può essere garantito sospendendo i diritti fondamentali delle persone.
Dopo le inique leggi speciali, dopo la schedatura preventiva con i biglietti nominali, dopo le diffide, i tornelli, le telecamere, il giallo esercito degli steward e (addirittura) le scandalose norme anti-tifo: si chiudono stadi; settori di stadi; fino a selezionare gli accessi praticando una discriminazione su base territoriale. E tutto questo, ormai, è la regola. Così, quand’è possibile, si impediscono le trasferte. Una politica che piace agli amanti della repressione e a chi, da essa, punta a trarne un vantaggio economico. Perché impedendo le trasferte si consolida una tendenza, per cui le partite fuori casa si guardano alla tv (a pagamento). Un modo irragionevole di gestire l’ordine pubblico o una strategia di mercato? Forse entrambi.
Il successo del calcio italiano è nel suo essere (tradizionalmente) uno sport per tifosi. E’ stata la passione dei tifosi ad elevarlo a fenomeno popolare. Perché la squadra (per noi) non è solo 11 calciatori, ma una bandiera, una terra, una storia, una tradizione. E’ la nostra piccola nazione, quella che sentiamo veramente nostra, quella che veramente ci rappresenta. Parole che possono suonare ridicole a chi non è ultras o tifoso, e che immaginiamo incomprensibili per il Comitato (Casms) e l’Osservatorio, per i politicanti, e per chi vive il calcio solo per denaro. Speculazione e repressione sono le loro parole d’ordine. Ma così facendo uccidono la passione, precludendo qualsiasi futuro a questo universo (che gestiscono ma non conoscono, e tanto meno amano). Gli stadi vuoti dimostrano le loro colpe.
Il derby è l’apice della passione per tutta la tifoseria. E’ la sfida con i rivali storici, quelli che ti sono vicini ma a cui sei contrapposto nel modo più radicale. E’ sfottò che durano da sempre, incontri e scontri che hanno fatto la storia, che hanno inorgoglito una comunità o l’hanno fatta bruciare di rabbia. E’ racconti e avventure, burle, gioie immense e voglia di riscatto. E’ ricordi di gioventù (per qualcuno) e voglia di misurarsi con un mito (per qualcun altro). Per noi è anche parmigianità. Perché il sentimento che ci contrappone ai nostri rivali nasce dalla nostra tradizione e dalla nostra storia (bella o brutta che sia). Ebbene: qualcuno sta uccidendo tutto questo.
Stanno annullando i derby. Ma solo quelli tra squadre di diverse città. Quelli tra compagini dello stesso comune si giocano regolarmente, senza particolari limitazioni. In tali casi, essendo la maggior parte dei tifosi residenti sullo stesso territorio, l’unica alternativa sarebbe di giocare a porte chiuse o di riservare l’ingresso ai soli abbonati di casa. Ma nessuno si sogna di far giocare Inter-Milan, Roma-Lazio, Sampdoria-Genoa e Lazio-Roma (guarda caso: tutti derby di Serie A) con tali limitazioni. I fattori di rischio non sono certi minori, ma evidentemente ci sono derby che devono essere aperti a tutti e altri che possono non essere aperti a tutti. Se la giustizia è cieca, Casms, Osservatorio e Lega Calcio sembrano vederci benissimo. Ma non vedono lontano. Questa disparità di trattamenti, del tutto slegata dalle problematiche di ordine pubblico, dimostra la pretestuosità dei loro discorsi.
Oggi, per “ordine pubblico”, ci chiudono il settore ospiti e ci precludono l’accesso allo stadio. Domani, per prevenire gli incidenti stradali, ci vieteranno di circolare con mezzi a motore? Domani, per prevenire le risse in discoteca, ci vieteranno di andare a ballare?
Il Parma sabato giocherà contro il Modena e noi non potremo sostenerlo. Inutile, quindi, parlare di tifo. Perché il tifo si fa allo stadio e noi, al Braglia, non potremo entrare.
Siamo arrabbiati. Come immaginiamo lo siano tutti coloro che avrebbero voluto seguire i crociati; come lo sono stati, lo sono e lo saranno tutti quei tifosi (come noi) costretti a subire queste ingiustizie.
Invitiamo tutti i tifosi di Parma a farsi sentire, e a protestare nelle sedi opportune. Quando si subisce un torto senza reagire è quasi certo che se ne subiranno di ulteriori.
Rivogliamo le nostre emozioni, rivogliamo i nostri diritti, rivogliamo i nostri derby.

Boys Parma 1977"

25 febbraio 2009

PEDOFILI!?

E' polemica in Belgio per i cori pesantissimi dei tifosi fiammighi, che hanno addirittura definito i valloni come "escrementi" e "pedofili". E' successo a Deurne, lo stadio dell''Antwerp', la squadra di calcio di Anversa, dove i tifosi fiamminghi hanno festeggiato la vittoria sulla formazione francofona 'Excelsior Virton' intonando questi slogan: "I valloni sono cacca! I valloni sono pedofili!". Il clima si e' fortemente deteriorato tra l'88esimo e il 91esimo minuto. Dubbie decisioni arbitrali e uno scambio verbale tra i due allenatori hanno contribuito ad infiammare l'atmosfera. Al fischio finale, i giocatori dell''Antwerp' sono andati a festeggiare sotto la curva, accolti da cori anti-valloni. Un video amatoriale rivela che alcuni calciatori dell'Antwerp hanno addirittura improvvisato un balletto. Per reazione, l'allenatore del Virton, Se'bastien Grandjean, ha chiesto alla sua squadra di mettersi a sedere sul campo, in segno di protesta non-violenta .Jean-Marie Philips, segretario della Federazione belga, si e' detto "rattristato per questo nuovo episodio che infama l'immagine del calcio belga" e ha condannato duramente i cori dei tifosi fiamminghi. "E' intollerabile, inammissibile, servono delle sanzioni" ha spiegato Philips alla Tv di Stato deplorando tuttavia che "la Federazione non possa purtroppo punire il club, che non puo' essere considerato responsabile delle derive dei suoi tifosi, come attesta una sentenza del luglio 2008 che potrebbe fare giurisprudenza".

VINCE, TUTT'APPOST?


Caro Vincenzo, come vedi sto aggiornando il blog...ho letto dei problemi all'ingresso, spero tutto bene...

with love
tuo Mungo

GOBBI WITH PROBLEMS

Scortati dalla polizia sono entrati gli ultrà, brutta sorpresa per altri 80... Quanti parlamentari in tribuna per Chelsea-Juve
LONDRA, 25 febbraio - Sono già dentro Stamford Bridge i circa mille ultrà della Juve che, scortati dalla polizia inglese, saranno il cuore caldo del settore da 2700 posti riservato ai fan bianconeri. In questi minuti si stanno presentado, dopo aver visitato il centro di Londra, anche gli altri. Da segnala la nutritissima rappresentanza parlamentare di tifosi dello Juve Club Montecitorio. Sono già allo stadio Gianfranco Conte, presidente della Commissione Finanze, Giancarlo Giorgetti, commissione Bilancio, Massimo Corsaro, Silvano Strozzaro, gli onorevoli Baretta, De Micheli, Cabras, Salvatore Buglio e Rodolfo Zaccaretti. Alcuni senatori non ce l'hanno fatta perché impegnati nella legge sul testamento biologico fino a tarda notte: niente Chelsea-Juve per loro. Da segnalare anche anche una ottantina di tifosi bianconeri hanno subito il problema che ha costretto l'altra sera 500 giallorossi (nessun contatto e nessun problema tra le tifoserie italiane sfioratesi a Piccadilly in queste ore di grande Champions): per gli sfortunati bianconeri biglietti assicurati dal sito del Chelsea, acquistandoli senz ail vincolo di redienza a Londra previsto, un caso diplomatico o quasi. Questi ottanta ignari tifosi rischiano di non poter vedere il match se non da uno dei pub di Stamford a pochi metri dal campo e dalle agognate tribune dell'impianto del Chelsea.

INGLESI AGGREDITI

Dopo la partita Inter-Manchester Utd tre tifosi inglesi sono stati aggrediti da alcuni ultrà nerazzurri che poi sono fuggiti: sono stati soccorsi dalle ambulanze del 118 e medicati per escoriazioni e contusioni, quindi sono stati trasportati all’ospedale San Carlo. L’episodio è avvenuto poco dopo mezzanotte e mezza in viale Caprilli, non lontano dallo stadio, durante il deflusso.

TENSIONE A MILANO

Momenti di tensione tra tifosi interisti e del Manchester Utd si sono verificati all'esterno dello stadio Meazza prima della partita di Champions Inter-Manchester United. La tensione è durata pochi minuti e, grazie all'intervento della polizia, la calma è stata presto ripristinata.L'episodio si è verificato quando i tifosi inglesi sono passati nei pressi del bar sport, adiacente allo stadio, luogo di ritrovo dei tifosi di casa. Secondo quanto riferito dalla Questura è stato un gruppetto di nerazzurri a cercare il contatto con gli inglesi, lanciando anche qualche bottiglia e un fumogeno, ma le forze dell'ordine si sono schierate isolando le due fazioni. Chi ha tirato il fumogeno, peraltro, sarebbe stato già individuato. Il 118 è intervenuto invece in piazzale dello Sport, durante l'affluenza dei tifosi, per soccorrere un giovane colpito da una bottigliata, che successivamente è stato trasportato con codice verde al San Carlo.

A LONDRA CI VAI TU...MICA IO!

A tutti gli utenti di questo sito: il cialtrone che è partito per Londra ha omesso di ricordare che il sito è co-gestito anche da me, che fortunatamente non ho motivi per andare a bighellonare nella Patria dei Clash. Ragion per cui non è assolutamente vero che suddetto sito rimarrà muto fino a giovedi, sopratutto qualora ci fossero notizie ultras degne di essere pubblicate...per esempio quella di un soggiorno forzato del prode Abbatantuono in quel di Londinium ;-)
Buona trasferta fratello
ti aspetto felice e sconfitto
Juve merda!
Dome

24 febbraio 2009

TUTTI A LONDRA ALE'


Parto per la perfida Albione. Domani questo blog rimarrà muto, ci rivediamo online giovedì.
ENGLISH ANIMALS !
Vincenzo

PAOLO

Dall'ottimo blog http://freedomforfans.wordpress.com/. Vincenzo

Torniamo a parlare della vicenda di Paolo, il tifoso bresciano pestato dalla polizia durante gli scontri alla stazione ferroviaria di Porta Nuova. Fu ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale di Verona, dopo alcune settimane di coma farmacologico indotto venne operato alla testa, infine sette mesi di riabilitazione. La versione della questura scaligera secondo cui Paolo fosse stato colpito da un sasso lanciato dai tifosi bresiciani in direzione dei poliziotti fu smontata immediatamente! Paolo ovviamente non è più quello di prima…

Nel registro degli indagati da ieri sono iscritti in sette. Sette agenti del Reparto Mobile di Bologna che il 24 settembre 2005 si trovavano a Verona, in ausilio alle altre forze di polizia, per la partita Hellas-Brescia, dovranno rispondere di lesioni gravissime pluriaggravate, quelle provocate da calci alla testa e manganellate a Paolo Scaroni, un tifoso del Brescia che l’unica colpa che ebbe quel maledetto sabato fu di scendere dal treno, fermo in stazione, per andare a prendersi una coca cola.
Non c’entrava con lanci di sassi, non c’entrava con le provocazioni esasperate da un clima reso incandescente fin dall’inizio. Già perché gli scambi iniziarono allo stadio, quando ad un gruppo di tifosi bresciani fu impedito di entrare perché non avevano i biglietti nominativi. Questo nel pomeriggio e la tensione crebbe fino ad arrivare al culmine in stazione. Ma lui non c’entrava: stava salendo le scale per tornare al binario, secondo la ricostruzione minuziosa effettuata dal nucleo di pg della Procura, si trovò davanti un gruppo di agenti del Reparto mobile emiliano. E fu massacrato.
Questa la conclusione alla quale erano giunte le indagini, difficili e complesse, che portarono il pm Vallerin a chiedere comunque l’archiviazione per il procedimento aperto «contro ignoti» in quanto non era possibile individuare gli autori materiali del pestaggio.
Il gip Sandro Sperandio il 20 novembre 2007 rigettò la richiesta ordinando al pm di iscrivere nel registro degli indagati gli agenti di polizia i cui nomi erano emersi al termine dell’inchiesta. La procura contro questa decisione presentò ricorso per Cassazione ritenendo che quanto emerso fino a quel momento non permettesse di indicare i responsabili del ferimento di Scaroni e il provvedimento del gip non forniva i criteri per stabilire precise responsabilità. Da qui «l’impossibilità di proseguire l’azione penale» sfociata nella richiesta di archiviazione.
La Suprema Corte ha tuttavia riconosciuto al gip la possibilità, in presenza di elementi sufficienti, di procedere all’iscrizione nel registro degli indagati dei soggetti che, all’esito delle indagini, presentano profili di responsabilità.
Per questo l’udienza davanti al gip Sandro Sperandio e al difensore di Scaroni, l’avvocato Alessandro Mainardi del foro di Brescia, è terminata con l’ordinanza nella quale risultano i nomi di una decina di agenti del Reparto di Bologna.
«Un’indagine coraggiosa quella della pg di Verona», l’unico commento del difensore, «quello che è emerso è che le cose non andarono come furono descritte, non vi furono lanci di sassi e nemmeno di aste a bloccare il treno. Almeno i ferrovieri non riscontrarono nessun ostacolo sui binari, se vi fu tensione fu in seguito alla carica della polizia. Il treno era fermo e Scaroni scese». Entrò da Mc Donald’s al piano terra, comprò la coca cola e tornò verso il treno.
«Paolo stava risalendo quando si trovò davanti gli agenti e lo massacrarono».
Il tifoso rimase in coma per mesi, i suoi amici la domenica, invece di andare a seguire la squadra, si riunivano sotto le finestre del reparto di neurochirurgia e cantavano slogan da stadio. Un modo per fargli sentire la loro vicinanza. Solo nell’aprile 2006 Paolo Scaroni fu in grado di parlare con il pm: «Picchiato a lungo e con violenza», disse, «poi sono caduto e sono precipitato nel buio».

F.M. da L’Arena.it

SILENT SOCCER : CI VORREBBERO COSI'

I dirigenti del Middlesbrough hanno chieto ai tifosi di non gridare e di non alzarsi in piedi durante la partita: "Non disturbare chi vuole stare tranquillo"

dal nostro corrispondente
ENRICO FRANCESCHINI

Tutti zitti allo stadio la strana idea del "Boro"
LONDRA Di solito una squadra di calcio conta molto sul sostegno dei propri tifosi; e ci conta ancora di più se si trova a lottare per la retrocessione. Eppure il Middlesbrough, club attualmente relegato nelle posizioni di coda della Premier League inglese, ha preso l'inconsueta iniziativa di chiedere ai suoi fans di stare zitti durante le partite, e per di più di rimanere seduti: potranno alzarsi in piedi e gridare il loro entusiasmo solo quando la formazione di casa segna un gol. Cosa che non accade molto spesso.

Non si tratta di uno scherzo. Sue Watson, una dirigente del Middlesbrough, responsabile della sicurezza nello stadio, ha scritto e fato distribuire all%u2019ingresso una lettera aperta ai sostenitori chiedendo in sostanza alla tifoseria di fare meno baccano e restare più tranquilli durante le gare interne. “Ricevo sempre più lamentele da fans irritati dal fatto che alcuni tifosi si alzano di continuo in piedi, ostacolando la visuale, e irritati anche dal continuo rumore. Per favore, smettetela. Fate tutto il baccano che volete quando segniamo un gol, ma il rumore costante sta facendo letteralmente impazzire altri spettatori”. I tifosi non l%u2019hanno presa bene. Dichiara Andrew Leigh, 45 anni, abbonato in curva, interpellato dal quotidiano Sun: “Sono un appassionato sostenitore del Middlesbrough da quando ero bambino. Avanti di questo passo e ci ordineranno quando dobbiamo applaudire, quando cantare in coro e quando restare con la bocca chiusa? Pensavo che, vista la nostra posizione in classifica, la società volesse dai fans tutto il sostegno che può avere. Quando giocavamo nel nostro vecchio stadio, ad Ayresome Park, il tifo si sentiva fino in centro città. E' l'atmosfera che dobbiamo riportare sugli spalti, se non vogliamo retrocedere”. Un altro tifoso afferma: “E' una lettera vergognosa, un disastro in termini di pubbliche relazioni e rapporti con i tifosi”. Alcuni dei quali hanno organizzato una sottoscrizione per chiedere le dimissioni della Watson.

Il presidente del Middlesbrough, Neil Bausor, è corso ai ripari, assicurando che il club continua a incoraggiare “l'appassionato sostegno della squadra” ed è grato ai tifosi per questo: “Conprendiamo che la lettera possa avere creato un equivoco e chiediamo scusa a coloro che se ne sono sentiti offesi”. Tuttavia la richiesta di Sue Watson, sebbene formulata in termini forse poco diplomatici, è abbastanza in linea con le norme in vigore nella Premier League da quando è stata dichiarata guerra agli hooligans. In qualsiasi stadio della massima serie inglese, infatti, se un tifoso si alza in piedi troppo spesso e sembra troppo agitato, dopo un po' viene avvicinato da uno dei numerosi steward dello stadio che prima lo invitano a darsi una calmata e a non impedire la libera visuale di chi sta alle spalle, quindi lo avvertono che se insiste verrà redarguito da un poliziotto, e se neanche questo ha effetto arriva appunto un agente di polizia che gli ordina di lasciare lo stadio, una misura che può condurre, a seconda del comportamento esagitato, a un divieto dall'assistere alle partite per un breve o lungo periodo di tempo, e nei casi più gravi a un bando “a vita”. L'intento è di creare un clima più sereno negli stadi, dove è vietato portare mortaretti, bandiere e qulasiasi simbolo della propria squadra del cuore che possa servire a fini di violenza.
A cambiare la situazione ha contribuito anche la costruzione di una nuova generazionme di stadi, tutti privati, con posti comodi e tutti a sedere, come a teatro, che costano naturalmente più cari di prima. I tifosi che amano scalmanarsi non sono contenti, ma la maggioranza, a quanto pare, sì, e allo stadio si vedono più donne, più bambini, più famiglie di quanto accadeva un tempo, mentre gli episodi di violenza sono diventati una rarità, a differenza che in altri paesi.

FISCHI PER CHI CONTESTA

La gara interna contro l’Atalanta rappresentava uno dei vari bivi dinanzi ai quali non si deve necessariamente perdere la bussola per non finire in un labirinto avaro di uscite. Fortunatamente il Doria è riuscito a rispondere presente all’appuntamento, compiendo un passo importante verso la quota tranquillità.

A prescindere da quanto avvenuto in campo, domenica è stata una giornata da ricordare anche a livello di tifoserie; nel mio piccolo mi ritengo un fiero paladino del mondo ultras, essendo, da quando ero piccolo, un abbonato frequentatore della sud e un assiduo trasfertaiolo. Mi capita spesso di sentirmi orgoglioso della nostra tifoseria e domenica è stata una di queste occasioni: i leader della gradinata, i ragazzi che si sbattono sotto ogni punto di vista, sempre ovunque e comunque per i nostri colori, hanno spronato a voce e con diverse iniziative grafiche, l’intera tifoseria a mostrare l’ennesimo segnale di maturità e attaccamento alla causa doriana.

Nel corso degli anni, nell’evolversi della nostra storia ci siamo contraddistinti per la missione di diffondere, alle nuove leve e ai sostenitori meno appassionati, la filosofia di non fischiare la squadra nei momenti di difficoltà, perché, così facendo, si fa soltanto il gioco dell’avversario e si viene meno ai compiti di qualunque tifoso che si rispetti. Purtroppo in alcune delle ultime gare casalinghe, Palermo e Siena in primis, una fetta del pubblico si è fatta prendere dal nervosismo, tradottosi in fischi e mugugni contro la squadra, sia durante che al termine delle sfide.

Intendiamoci bene, la nostra è una testata indipendente da qualsiasi influenza societaria o fazioni di qualunque tipo, perciò, quando ce ne è stato bisogno, siamo stati i primi, seguendo il nostro diritto-dovere di informare il nostro pubblico nella maniera più obiettiva, seria e tempestiva possibile, siamo stati i primi ad evidenziare i gravi errori commessi dalla società in sede di mercato estivo, lo scarso rendimento di numerosi giocatori cardine, senza dimenticare però un fatto: la fortuna, che va però anche cercata, si è accanita nei nostri confronti soprattutto in termini di infortuni. La scorsa annata, come successo nelle precedenti annate a compagini di medio livello come Lazio, Udinese e Chievo, protagoniste di una stagione deludente dopo un inatteso exploit stagionale, ha portato la società e una fetta del pubblico ad aspettarsi i medesimi risultati, se non superiori, ma non tutte le ciambelle escono col buco…

Adesso gli esami e i processi non servono a nulla, sono deleteri e basta; a fine stagione ognuno farà valere le proprie ragioni, il bene della Sampdoria deve restare la priorità assoluta, noi dobbiamo fare i tifosi allo stadio, lasciamo che le altre componenti facciano il loro dovere. Probabilmente buona parte dei mugugni coincidono con chi ha snobbato gli anni bui, nei quali non si era raggiunta quota 9.000 abbonati; se oggi siamo sopra i 20.000, diverse persone hanno pensato bene di salire sul carro dei vincitori, passando magari dall’era di Mancini all’avvento di Cassano, senza avere la “fortuna” di ammirare squadre come Fermana, Crotone, Savoia, Pistoiese, Cittadella, con tutto il rispetto nei confronti di realtà locali capaci di entrare con pieno merito nel calcio che conta, di farci diventare piccoli piccoli. Quando ci si trova con un piede e mezzo in C1 e i libri prossimi alla presentazione in tribunale, si capisce davvero di aver quasi raschiato il fondo del barile.

Le raccomandazioni dei principali club hanno fatto riportare qualche sostenitore distratto alla realtà, intendiamoci bene, si ha il diritto di contestare quando le cose non vanno come dovrebbero, ci mancherebbe pure, ma esistono maniere e tempistiche più adatte. Una volta chiuso con profitto il mercato invernale, ogni polemica rischia di diventare soltanto controproducente, soprattutto quando si tocca con mano lo spirito critico di una squadra, talvolta paragonabile ad un pugile prossimo al k.o. tecnico non appena l’avversario abbozzi un attacco.

La domenica si è rivelata il trionfo della mentalità ultras; come se non bastasse la presa di posizione della gradinata sud nei confronti dei contestatori, è giusto rimarcare l’ennesima iniziativa benefica della tifoseria doriana, stavolta tramite una raccolta di generi alimentari e medicinali a favore della popolazione palestinese, mentre, sull’altro fronte, i supporter bergamaschi, sebbene consapevoli di non poter accedere nel settore ospiti a causa del divieto imposto dalle autorità, si sono comunque presentati in oltre 100 unità per sostenere la Dea dall’esterno dello stadio.

Troppo spesso chi ha il potere di decidere, o d’informare si dimentica, finge di dimenticarsi, o oscura volutamente tutto il bene che il mondo ultras offre in uno sport sempre più prigioniero del business, doppi giochi, conflitti d’interesse. Le limitazioni alle trasferte, il caro biglietti, i prezzi stracciati offerti dalle pay-tv, le sempre più complicate procedure per l’acquisto dei biglietti, le autorizzazioni via fax per l’ingresso degli striscioni nelle curve, la mano dura contro gli strumenti del tifo, come tamburi e megafoni, e nel frattempo qualcuno vuole far credere che si voglia riportare la gente allo stadio… Sono accaduti fatti di grave violenza negli ultimi anni, è vero, diversi innocenti hanno pagato con la vita l’inaudita follia di alcuni delinquenti, ma finchè si punirà la grande fetta della sana tifoseria, garantendo invece la libertà a chi davvero si meriterebbe il carcere (ad esempio chi ha reso alcuni stadi come il raduno preferito di vigliacchi accoltellatori ai danni degli ospiti, peggio degli animali che segnano il proprio territorio), si farà soltanto il gioco di chi spinge verso la chiusura delle curve.

PARLANO GLI ULTRAS NAPOLETANI

Parlano i tifosi che hanno contestato domenica il Napoli. "Ora la squadra, a giugno tocca alla societa"
di Antonio Corbo
Curva B contro la società. Curva A contro la squadra. Il primo azzurro, l´altro nero. Caratteri grafici uguali. I due striscioni erano lampi di guerra. Voi Ultras, li avevate preparati? «Tutto spontaneo». È una bugia, continuiamo? Dall´assedio è passato un giorno. Tristissimo lunedì dei rimorsi. La società è furente, ha dovuto subire la contestazione di tifosi non gestiti. Il Napoli si distingue, denuncia persino, una rarità nel calcio spergiuro di presidenti complici, di mercanti e faccendieri. La squadra è invece scossa, chi pensa di andar via, chi abbassa la testa. Urlavano e cantano gli Ultras: rabbia e sarcasmo dopo la decima sconfitta, ora solo poche parole. Ma dure. Uno parla, ma è come ascoltare tutti i cinquecento del lungo assedio di Fuorigrotta.

È cominciata la dittatura dei tifosi?
«Da due mesi ci montava dentro questa rabbia. A Napoli strade e locali hanno orecchie. Camerieri, gestori di night, di ristoranti: tutti raccontavano tutto. C´è una lista nera. Per noi, sapere che il Napoli perdeva quota, che i giocatori vivevano alla grande è stato terribile. Con i soldi che guadagnano».

I vostri soldi. Vi sentite derubati dalle notti bianche dei calciatori?
«No, presi in giro. Io lavoro e come me quasi tutti. Abbiamo la possibilità di andare in discoteca o al ristorante come loro. I giocatori, quei cinque o sei, li contestiamo. Non perché rubino i nostri euro, no. Loro rubano i nostri sogni. Alcuni di noi fanno sacrifici per pagare il biglietto o il viaggio, come a Lisbona...».

Pagano il biglietto o il viaggio. Lo rimarcano con orgoglio. Gli Ultras del Napoli sono voci libere. Non prendono soldi, non chiedono favori, non trafficano biglietti sottobanco. È un movimento depurato da Procura e Digos. Sono stati liberati gli Ultras da infiltrati che confondevano gol con tangenti, bandiere azzurre con bombe carta per i ricatti, la fede con le estorsioni. Sono fanatici forse, corrotti no. Tra questi l´altra sera c´erano anche ragazzi con precedenti penali, «ma sono stati i più tranquilli», riferiscono i funzionari di polizia. Il vicequestore Alberto Francini ha evitato uno sgombero forzato del piazzale secondo i metodi classici di chi gestisce l´ordine pubblico: la mediazione. Marino accettò l´incontro, si espose. Il Napoli chiedeva di far parlare solo quattro o cinque, i leader pretesero che ascoltassero tutti. «E tutti sono stati in religioso silenzio ad ascoltare», si vantano gli Ultras. Hanno mantenuto la parola. Volava però certe frasi: «Sono mercenari. Mangiano, bevono, fanno tardi la notte». E Marino, mano destra sul petto, giurava: «Io ci metto il cuore, per il Napoli. Anche i giocatori sono dispiaciuti per questo brutto momento».


Ma gli Ultras contestano solo la dolce vita?
«Poco impegno negli allenamenti. Molte distrazioni. Li vogliamo seri».

Mica tutti si distraggono. Chi?
«Facciamo prima a dire i nomi dei bravi. Cannavaro, Montervino, Francesco è un esempio di serietà, Hamsik un campione vero, Iezzo, qualche altro». Mancano nomi importanti: Lavezzi, Navarro, Gargano, Blasi... «Si fermi, non facciamo noi i nomi di chi deve rigare dritto. Si conoscono, tanto. Discoteca La Mela, ristoranti di Mergellina, via Partenope... Si sa tutto. Devono dimostrare di essere campioni. Se guadagnano da campioni. Tribuna e Distinti hanno fischiato. Noi li avevamo sostenuti sempre. Era il momento di parlare chiaro. Devono lavorare».

Vigilerete, vi saranno le ronde Ultras?
«Non tocca a noi. Li avevamo avvertiti». Vi sarebbe stata una visita in ritiro la settimana scorsa. Poi gli striscioni. «Il calcio non è cinepanettone», in Curva A. «Chiedete il nostro sostegno dopo due mesi senza impegno. È questa la nostra posizione: per voi è l´ultima occasione», in B. La squadra non l´ha colta, 0-1 con il Genoa, due punti in sette gare, un disastro.

Ma una società può mai piegarsi al vostro diktat, non è violenza questa?
«Chi pensa questo mi spieghi: non è violenza quella dei dibattiti televisivi. Parole, parole, senza parlare chiaro».
Nell´incontro con Marino sono stati accusati solo i giocatori.
«A Marino è stato detto che della società parleremo a giugno. Il modello Udinese per noi non va bene. La società ha avuto un bonus. Ha salvato il calcio a Napoli. Abbiamo tollerato acquisti modesti, nomignoli e nometti, per quel bonus che sta per scadere».

Siete soddisfatti a metà?
«Non siamo soddisfatti. Siamo seri, come si è dimostrato dopo Roma-Napoli, fummo ingiustamente accusati. La magistratura ha fatto chiarezza ed il suo giornale pure. Gente seria come noi merita rispetto. Così come Napoli chiede grandi acquisti».

È un ultimatum anche questo?
«Per la società vale due volte. A giugno deve tirare le somme e buttare fuori i poco seri se in questi mesi non cambiano. Poi, il mercato. Il Napoli deve essere il grande club che è stato. Campioni veri. E uomini veri».

Farete altri striscioni e altri assedi?
«Tutto spontaneo sarà».

C´è da temere?
«Siamo corretti e lo saremo. Vediamo loro, adesso».

TORRES

Tre tifosi sassaresi della Torres responsabili, secondo la Polizia, nel dicembre del 2006 di disordini avvenuti all'interno dello stadio Vanni Sanna al termine dell'incontro di calcio Torres-Sud Tirol sono stati rinviati a giudizio a conclusione delle indagini preliminari. I tre giovani, di 27, 28 e 30 anni, appartenenti alla tifoseria locale, secondo le accuse dopo la partita si sarebbero introdotti all'interno del piazzale antistante gli spogliatoi dello stadio dando luogo a scontri con lancio di oggetti all'indirizzo degli operatori delle Forze dell'Ordine impegnati nel servizio di ordine pubblico.

MODELLO BELGA

Bruxelles, 24 feb.- (Adnkronos/Aki)- E' polemica in Belgio per i cori pesantissimi dei tifosi fiammighi, che hanno addirittura definito i valloni come "escrementi" e "pedofili". E' successo a Deurne, lo stadio dell''Antwerp', la squadra di calcio di Anversa, dove i tifosi fiamminghi hanno festeggiato la vittoria sulla formazione francofona 'Excelsior Virton' intonando questi slogan: "I valloni sono cacca! I valloni sono pedofili!". Il clima si e' fortemente deteriorato tra l'88esimo e il 91esimo minuto. Dubbie decisioni arbitrali e uno scambio verbale tra i due allenatori hanno contribuito ad infiammare l'atmosfera. Al fischio finale, i giocatori dell''Antwerp' sono andati a festeggiare sotto la curva, accolti da cori anti-valloni. Un video amatoriale rivela che alcuni calciatori dell'Antwerp hanno addirittura improvvisato un balletto. Per reazione, l'allenatore del Virton, Se'bastien Grandjean, ha chiesto alla sua squadra di mettersi a sedere sul campo, in segno di protesta non-violenta .

Jean-Marie Philips, segretario della Federazione belga, si e' detto "rattristato per questo nuovo episodio che infama l'immagine del calcio belga" e ha condannato duramente i cori dei tifosi fiamminghi. "E' intollerabile, inammissibile, servono delle sanzioni" ha spiegato Philips alla Tv di Stato deplorando tuttavia che "la Federazione non possa purtroppo punire il club, che non puo' essere considerato responsabile delle derive dei suoi tifosi, come attesta una sentenza del luglio 2008 che potrebbe fare giurisprudenza".

GIRO DI VITE A PALERMO

Dopo la colluttazione tra due tifosi e i carabinieri prima della partita Palermo-Juve, che ha portato all'arresto di un pregiudicato, sono arrivo altri Daspo, i divieti di accesso alle manifestazioni sportive
In arrivo altri Daspo, i divieti di accesso alle manifestazioni sportive, dopo la colluttazione tra due tifosi e i carabinieri prima di Palermo-Juventus di sabato sera allo stadio Barbera, con un pregiudicato arrestato e due militari finiti all'ospedale con otto giorni di prognosi.

Mancava poco meno di un'ora all'inizio della sfida che ha fatto registrare i record di affluenza e di incasso quando, sotto la curva Nord, due tifosi hanno cercato di entrare con bandiere vietate dai regolamenti: in particolare, le aste dei vessilli superavano le dimensioni previste. Due carabinieri hanno invitato i due giovani a portarle fuori dallo stadio. Dopo una breve discussione uno dei due - il pregiudicato R. D. C., 28 anni, che pochi mesi fa aveva finito di scontare un Daspo - si è scagliato contro i due carabinieri. Neanche la tenuta antisommossa ha aiutato granché i militari: la diagnosi dei medici di Villa Sofia sarà poi di 8 giorni per entrambi a causa dei calci ricevuti agli arti inferiori.
Mentre le telecamere di sorveglianza riprendevano tutto, i militari hanno cercato di bloccare il ragazzo.

Dietro di loro, una porta a vetri che conduce all´antistadio dove in quel momento stavano arrivando anche dei magistrati. Per qualche attimo i carabinieri si sono trovati con Di Cara che scalciava, aiutato forse da un secondo tifoso, con altre cinque o sei persone intorno e con le porte chiuse. Un piccolo accerchiamento da cui i carabinieri si sono liberati, riuscendo anche a bloccare il pregiudicato. E mentre Di Cara veniva portato all´interno dell´area protetta, oltre quelle porte a vetri, chi fino ad allora aveva assistito, ha cercato di strappare D. C. ai militari. Il ragazzo era una furia: sono stati necessari quattro militari per tenerlo fermo con l´arresto per resistenza a pubblico ufficiale. Poco dopo, è arrivato anche il padre del pregiudicato: in tanti gli hanno sentito dire al figlio «stavolta l'avvocato non te lo pago».


D. C. aveva finito di scontare ad agosto il suo primo Daspo (che gli era stato rifilato un anno prima), e ora dovrebbe arrivargli il secondo, che potrebbe essere più pesante, fino al massimo previsto dei cinque anni. Sarà il questore Alessandro Marangoni a decidere ed eventualmente a firmare il provvedimento: oltre al divieto di accedere al Barbera, potrebbe essere richiesto per il pregiudicato l´obbligo di firma durante le partite. Ma quello di D. C. potrebbe essere solo il primo dei Daspo che scatteranno. Le immagini serviranno a capire quanti e con quali ruoli abbiano partecipato alla veloce colluttazione con i militari e quindi il divieto di accesso allo stadio (e altre possibili denunce) potrebbero arrivare anche altri tifosi. Di Cara peraltro ieri è tornato in libertà, in attesa del processo.

Anche i supporter ufficiali del Palermo prendono le distanze dalla colluttazione. «La nostra curva - dice Johnny Giordano, capo delle Brigate rosanero, uno dei gruppi di supporter organizzati più rappresentativi della Nord - non c´entra nulla con la violenza. Quanto è successo sabato è stato l´atto isolato di un tifoso che con noi non ha nulla a che fare. Infiltrazioni mafiose in curva? Non è vero nulla. Noi siamo tifosi pacifici, anzi tra i più pacifici di tutta Italia. Lo ha riconosciuto anche l´ex questore di Palermo Giuseppe Caruso e lo dimostreremo anche domenica, per il derby con il Catania. L´osservatorio del Viminale ha deciso che non vi saranno tifosi catanesi, ma noi faremo sì che quella sia una partita di pace. È stato lo stesso osservatorio romano a riconoscere la qualità del nostro tifo, e noi non lo smentiremo».

23 febbraio 2009

TERNA

TRANI - Fuori programma con contorno giallo quello che è accaduto alla terna di Fortis Trani - Real Barletta, big match del turno di Promozione. Protagonisti l'arbitro Sassanelli di Bari e il papà di un giovane raccattapalle del Comunale tranese.

I FATTI - Una volta terminata la correttissima sfida tra la Fortis e il Real, la terna si è diretta verso lo svincolo di Trani Capirro pronta a immettersi sulla Statale 16, destinazione Bari. Ad un certo punto il botto. L'auto con a bordo i fischietti tampona il veicolo che la precede, guidata dal papà di un raccattapalle che, durante la gara, era stato mandato via, per ragioni di sicurezza, dal rettangolo di gioco. Secondo la versione degli arbitri il tamponamento sarebbe avvenuto a causa di una brusca frenata dell'auto guidata dal papà del ragazzo. L'uomo e i tre componenti della terna sono stati accompagnati alla vicina caserma di polizia per capire la dinamica.

LA FORTIS - Episodio casuale o premeditato? Su questo lavora la polizia che cerca di capire se c'è un nesso tra l'episodio avvenuto durante la gara e quello dell'incidente automobilistico. Intanto la società di Abruzzese ha espresso il proprio rammarico per quel che è successo tramite nota stampa. "In merito allo spiacevole episodio che avrebbe coinvolto la terna arbitrale al termine della gara tra Fortis Trani e Real Barletta e che indirettamente coinvolgerebbe anche la Società Fortis Trani, nonostante l’episodio sia avvenuto al di fuori dell’impianto sportivo, la dirigenza della suddetta società dichiarandosi rammaricata per quanto avvenuto al direttore di gara, sig. Sanssanelli, e ai suoi collaboratori prende le distanze dall’incredibile gesto"

TURISTI

Tifosi del Rimini (foto Bove) Rimini, 23 febbraio 2009 - Uno sconto sul pernottamento in trasferta ai tifosi 'volenterosi'. Dato il momento difficile del Rimini, per dare supporto alla squadra anche sui campi avversari, B&H Hotels, sponsor del Rimini calcio offrirà a tutti gli abbonati una card che darà diritto al 20% di sconto negli hotel del gruppo dislocati in tutt'Italia.

Con questa iniziativa, che prenderà il via domenica prossima in occasione della partita casalinga contro l'Ancona dove saranno distribuite le tessere, si intende agevolare i tifosi biancorossi a seguire la squadra anche lontano da casa, nella speranza che il calore dei riminesi dia agli uomini di Selighini la carica per interrompere la serie negativa di insuccessi.

PROCESSO SPACCAROTELLA

Potrebbe arrivare a meta' maggio la sentenza del processo a carico del poliziotto Luigi Spaccarotella.

L'uomo e' accusato di omicidio volontario per la morte del tifoso laziale Gabriele Sandri, ucciso l'11 novembre del 2007 nell'area di servizio di Badia Al Pino, sull'A1, ad Arezzo. Il tribunale di Arezzo ha fissato il calendario del processo, che si aprira' il 20 marzo davanti alla corte di assise della citta' toscana. Il calendario prevede udienze dal 20 marzo alla fine del mese (con alcune interruzioni), tre ad aprile (il 22, il 23 e il 24) e sei a maggio (dal 6 all'8 e dal 13 al 15).

ALLO SCOPERTO

Dalla zona Champions al decimo posto. Due punti in sette partite. Più che il Genoa sono stati i tifosi ad umiliare società, allenatore, giocatori di ANTONIO CORBO

Una crisi lunga due mesi Allo scoperto i responsabili

NAPOLI - Per due mesi la crisi del Napoli era stata nascosta. Tamburi e giochi di luce mentre la squadra affondava. Dalla zona Champions al decimo posto. Due punti in sette partite. Più che il Genoa sono stati i tifosi ad umiliare società, allenatore, giocatori. Offrendo al calcio italiano una storia nuova: come la violenza ragionata e incruenta di Ultras non assoldati possa far emergere responsabilità coperte da silenzi stampa e interviste di comodo.

I tifosi hanno assediato fino alle 20.45 lo stadio San Paolo, quasi quattro ore. La mediazione della polizia, interessata ad evitare incidenti e a rimandare a casa centinaia di agenti, ha favorito l'incontro di Pierpaolo Marino, il solo dirigente che si sia esposto, con una delegazione di Ultras.
Sono state quindi dettate le condizioni: ritiro immediato e massimo impegno. Il Napoli si è piegato.

Per società, allenatore e squadra è uno smacco. Sono stati espropriati dei loro poteri i dirigenti, dei loro diritti i calciatori. È un golpe che li mortifica, ma scrive una pagina nuova, non esemplare perché segna il trionfo della demagogia, delle minacce, di un assedio.
Tenere una squadra prigioniera negli spogliatoi per quattro ore è violenza, dimostra quanto sia potente e temuta una tifoseria organizzata ma non compromessa da rapporti preferenziali con i dirigenti.

Il movimento Ultras di Napoli è stato negli ultimi anni depurato da inedite inchieste per il calcio italiano, dove tutto comincia e finisce intorno allo stadio, aggressioni e manganelli, sangue e abusi, pietre e coltelli, senza dimenticare attacchi proditori negli Autogrill, poi nemici come prima e arrivedersi alla prossima domenica.
A Napoli no. La Procura antimafia (la Dda) e la Digos hanno attuato una diversa strategia. Le vicende non si sono mai chiuse la domenica, le indagini si aprivano appena terminavano gli incidenti o durante gli scontri.

La Digos, guidata da Antonio Sbordone, ha schierato due formazioni. Una: dialogante. L'altra: investigativa. La prima tiene i rapporti con i tifosi, li conosce, ne studia le gerarchie, i metodi, gli obiettivi. L'altra registra i profili penali in caso di incidenti, ricostruisce oscure alleanze come nella rivolta di Pianura quando i politici reclutarono i professionisti delle sommesse tra gli Ultras. Non disdegna le intercettazioni. Passa quindi alle retate notturne con arresti all'alba, stile blitz anticamorra.

Un pm di punta nel pool anticamorra, Antonello Ardituro, da anni trova il tempo per istruire processi alla tifoseria violenta, senza trascurare il feroce clan dei Casalesi. Questa risposta giudiziaria ha liberato gli Ultras di delinquenti travestiti da tifosi, ragazzi che non sapevano distinguere un gol dalle tangenti, una bandiera azzurra dalle bombe carta, la fede dall'estorsione.

Possono apparire come i nipotini di Masaniello, questi. Sono rappresentanti di commercio o tassisti, studenti fuoricorso o cassintegrati: ma non prendono soldi dalla società, non le chiedono favori, non commerciano biglietti sottobanco. Hanno mani rivide di fatica, ma pulite. Possono sembrare fanatici, ma non corrotti.
Rivendicano la loro indipendenza, non si lasciano manovrare, i loro striscioni sono paventati da società e squadra più delle cartelle esattoriali.

Prima di Napoli-Genoa ne sono comparsi due. In curva B: "Il calcio non è cinepanettone, la programmazione è solo improvvisazione". In Curva A: "Due mesi senza impegno ed ora ci chiedete il sostegno, la nostra posizione è questa: per voi è l'ultima occasione".
Occasione che non hanno colto i giocatori. Fuori forma, anche Lavezzi. Il Napoli ha perso 1-0. E gli Ultras, quasi 400, hanno circondato l'uscita dello stadio. Alla squadra è stato suggerito di non uscire, De Laurentiis e Marino intanto ragionavano con Reja che voleva dimettersi.

Dal 21 dicembre (sconfitta con il Torino e lunghe vacanze) il Napoli non si è più ripreso. Reja non ha letto i segnali di crisi, comunque non ha saputo arginarla. La società neanche, se ha acquistato un grazioso argentino dal piede sapiente per otto milioni di dollari, Jesus Datolo, lasciato in panchina nella partita con il Genoa. Doveva essere il sostituto di Mannini, squalificato per un anno, ma non ha passo né potenza per battere la corsia di sinistra in fase difensiva e offensiva.

Probabilmente la società lo ha acquistato per il prossimo campionato, ipotizzando un allenatore che attui un 4-4-2 e non l'usurato 3-5-2 di Reja. Un errore perché a gennaio è giusto sostituire ruote in corsa come al pit stop, un lusso programmare, trascurando le emergenze. Al Napoli occorrevano giocatori di sostanza a centrocampo per alternare Gargano e Blasi logori, e un attaccante per dare il cambio a Denis. È stato come non accorgersi delle crepe in un palazzo e limitarsi a riverniciare i tetti.
Datolo non copre le necessità del momento, e Reja in un solo giorno ha bocciato tre acquisti. Ha tirato fuori Denis e Maggio, non ha liberato dalla panchina Datolo, preferendogli altri due superleggeri (Più e Russotto) per la rimonta. La squadra è invece apparsa ancora più debole.

Già, la squadra. Gli Ultras rimproverano notti dissennate, tra discoteche e champagne. "Se vi troviamo in giro di notte, sono guai", li avevano avvertiti anche la settimana scorsa. Il calcio scopre a Napoli le ronde contro la dolce vita dei campioni. Interessanti gli sviluppi. Un presidente che ha raccolto il Napoli nella sezione fallimentare del tribunale portandolo dalle macerie alla zona Champions, giocatori superpagati al punto di essere inutilizzati e incedibili: accetteranno la dittatura Ultras?

De Laurentiis ha più volte minacciato di mollare. Stavolta potrebbe davverso pensarci. I giocatori, alcuni ovvio, purtroppo i migliori, sono accusati di notti concitate. Chiederanno di andar via. Discoteche se ne trovano ocunque tante, prima di essere scoperti dagli Ultras. Per loro, come nella canzone della Nannini, c'è sempre un'ultima insegna accesa.