20 gennaio 2009

VITTORIA

MILANO (20 gennaio) - «È rimasto per noi, è rimasto per noi». Questo è il coro che i tifosi del Milan hanno cantato tutta la notte, dopo tre giorni amarissimi vissuti con la convinzione crescente che il numero 22 sulle maglie rossonere sarebbe diventato vacante. Kakà al Manchester City, da incubo, diventa solo un brutto sogno, che ormai è passato. Raccolti sotto l'abitazione milanese del brasiliano, i tifosi hanno atteso a lungo notizie sul trasferimento record; «è fatta» annunciano radio e tv, e i più cominciano ad andarsene rassegnati. Kakà si affaccia dal suo appartamento dopo l'annuncio-ribaltone di Berlusconi, che stoppa definitivamente la trattativa: doveva essere il saluto d'addio, e invece il campione brasiliano sventola la sua maglia numero 22, sempre più piena di emozioni e di calore, e i tifosi scoppiano in un urlo. Dietro lo striscione “Kakà non si vende” i tifosi cantano cori per il brasiliano e contro lo sceicco Mansour. Davanti alla sede del Milan, in via Turati, campeggiava da ore lo striscione “È questione di cuore: società non vendere, Kakà non chiedere”. Pronostico avverato dunque, e i tifosi cantano «Se non scendi non ce ne andiamo», chiamano Kakà a festeggiare per strada con loro, e già qualcuno lo chiama “capitano”.

MILANO (20 gennaio) - «Tutti i messaggi che mi arrivavano dicevano di scegliere con il cuore e penso che alla fine questa scelta è stata così. Non è assolutamente economica». Kakà resta, come annunciatolunedì sera da Silvio Berlusconi, e davanti alle telecamere di Milan Channel fa appello alle ragioni del cuore e racconta perché non ha ceduto alle lusinghe del Manchester City. «Alla fine ha contato la mia storia, dove sono legato e dove è in realtà il mio cuore».«Il nostro Ricky resta con noi! 20/01/2009 È l'unica cosa che conta. L'amore dei milanisti ha vinto alla grande. Grazie Presidente! Grazie Kakà! Forza Milan!», è il messaggio apparso sul sito del Milan dopo l'annuncio in tv di Berlusocni che il fuoriclasse brasiliani non sarebbe partito.«Interrotta la trattativa per Kakà», ha fatto sapere la scorsa notte il Manchester City. «Dopo un incontro a Milano - si legge sul sito ufficiale - il club si è reso conto che è improbabile che le due parti riescano a raggiungere un terreno comune per un accordo. Le discussioni hanno raggiunto soltanto una fase preliminare e in nessun momento il calciatore è stato coinvolto».«Siamo tutti quanti felici», ha detto Silvio Berlusconi a Sky Sport 24 ricordando che, come con Shevchenko, non si poteva negargli l'opportunità. «Ma non ha voluto nemmeno che si perfezionasse l'offerta del Manchester e ha detto di no anche senza conoscere l'offerta che sarebbe stata credo molto elevata. E quindi resta con noi e noi non possiamo che essere felici perché i soldi sono importanti ma ci sono delle cose che sono più importanti dei soldi».Questa super offerta del Manchester City ha dimostrato, secondo Berlusconi, «che non ci sono soltanto i soldi e credo che possa essere veramente qualcosa di cui tutti dobbiamo essere contenti». Ma il Milan aveva accettato l'offerta del Manchester? «No il Milan aveva detto a Kakà di riflettere su questa offerta: come con Shevchenko, avevamo detto di non voler vietare a qualcuno di mettere da parte un patrimonio ingente magari il doppio di quello che il Milan poteva arrivare a dare, anche perché è chiaro che noi non avremmo potuto fare una contro offerta in aumento, perché altrimenti avremmo dovuto farla a tutti i giocatori della rosa e questo non sarebbe stato assolutamente logico e compatibile con i nostri bilanci. Kakà non ha neppure aspettato che l'offerta fosse formalizzata. Da tifoso devo dire che sono molto felice».«È un ragazzo dalla faccia stupenda, ha una dirittura morale veramente straordinaria, "I belong in Jesus" c'è scritto sulla maglietta che indossa sotto la maglia del Milan, "Io appartengo a Gesu"», quindi anche un ragazzo con una forte spiritualità. In questo caso l'ha messa in pratica e l'ha portato a una decisione che è certamente da ammirare». Berlusconi conclude dicendo di aver fatto con Kakà come con Shevchenko: «Medita tu. Se resti qui noisiamo i più felici - è stato il consiglio di Berlusconi - Però è chiaro che la libertà deve essere tua e sei tu che devi decidere del tuo destino, non è un fatto contrattuale che può limitare le possibilità. E in questo caso tuttavia la risposta di Kakà è stata straordinaria, lui stesso è un ragazzo straordinario».«Ci sono state delle notizie, delle voci, tante speculazioni, che in questi giorni fanno fatto anche una brutta idea di mio papà. Non è così, io non ho mai litigato con mio papà. Le mie decisioni sono sempre in famiglia, mia moglie è stata bravissima, mi ha aiutato, mi ha sempre sostenuto in tutte le mie decisioni. La mia famiglia è stata bravissima e in nessun momento mi ha spinto ad andare da una parte o dall'altra».Kakà ha sottolineato che «sono uscite poi anche delle dichiarazioni secondo cui tutte le volte che vengono delle offerte è perché voglio rinnovare il contratto. Questo non è vero. Tutte le volte che sono arrivate delle squadre a propormi qualcosa è sempre stato il Milan ad accontentarmi. Di questo io devo ringraziare tutti quelli che lavorano nel Milan». E ha citato Galliani, Silvio Berlusconi che «sono delle persone straordinarie» e Leonardo «che è più di un amico, una persona che è sempre vicina». «In questo momento non voglio assolutamente cambiare niente, voglio solo star tranquillo» ha aggiunto il campione brasiliano, che ha ricordato di essere un «credente», che in questi giorni ha «pregato molto» e da Dio gli è venuta un'indicazione. Ha parlato della gara di sabato sera contro la Fiorentina, giocata in un clima da addio mentre i tifosi gli facevano sentire tutto il loro affetto: «È stata una serata molto emozionante, indimenticabile».Il Real Madrid. Il no di Kakà al City intanto rilancia le ambizioni del Real. È la stampa spagnola che non molla: oggi sulla prima pagina di Marca campeggia il titolo «Kakà sta aspettando l'offerta del Real». Secondo il popolare quotidiano spagnolo, il rifiuto del brasiliano ai soldi dell'emiro è solo un preludio alla trattativa di giugno, quando proverà ad andare in Spagna.

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