29 gennaio 2009

TORO SEDUTO

Fabrizio Turco
Se quella di ieri sera doveva essere la sfida decisiva, quella da vincere assolutamente, il Toro merita ogni critica e soprattutto, la posizione in classifica che condanna senza appello la squadra di Novellino. Imbarazzante la prova di un Toro che mai ha messo in difficoltà Campagnolo e che ha creato l´unica occasione nel finale, quando ha colpo il palo con Dzemaili. A conti fatti è proprio la Reggina che, oltre a meritare il pareggio, torna a casa con qualche rimpianto - e qualche speranza - in più. Migliore in campo, in tanta penuria, ancora una volta il popolo granata: non basta la retrocessione virtuale, non basta quella che potrebbe essere annoverata come la peggior partita dell´anno per scoraggiare i tifosi. La pazienza dura 80 minuti, poi esplode la rabbia: «Andate a lavorare» fino al liberatorio «Andate tutti aff…». Lo stadio è desolatamente vuoto e non è più nemmeno una novità: i presenti non sono più di ottomila, il gruppo di tifosi reggini è sparuto, e nello spicchio ospite non sono in cento. Pochi ma buoni, verrebbe da dire: la Maratona canta compatta, manco la squadra navigasse in area Uefa. Tutt´altro, invece. La gente non si spazientisce per mezz´ora nonostante uno spettacolo inguardabile. Tanto che lo stesso Novellino non ha più nulla del Monzon dei vecchi tempi: altroché carica e grinta, il tecnico granata se ne sta in piedi davanti alla panchina ma passa il tempo ad allargare sconsolato le braccia. In tanta pochezza, e nel marasma più totale che coinvolge il Toro, c´è anche la pecca dei raccattapalle: si adeguano in fretta al nulla che vedono e s´impigriscono a bordocampo muovendosi con irritante lentezza. Alla faccia della prontezza che fece grande la Roma… A fine primo tempo anche la Maratona sbotta: «Vi impegnate o no?». Ma il punto è proprio quello: la squadra si impegna, anche se i risultati sono deprimenti. D´accordo, altra roba è il dannarsi l´anima, tirar fuori gli attributi, aggredire gli avversari con il pressing, caratteristiche che il Toro ha sempre posseduto nel dna. Ma lì, oltre ai problemi caratteriali, affiorano altre carenze, perché il Toro di oggi non ha soltanto il morale sotto i tacchi, ma è anche sulle ginocchia fisicamente. Oggi si riprende, con Novellino che cercherà di instillare coraggio ad una squadra che domenica a San Siro contro l´Inter rischia l´ennesima figuraccia. Ma a questo punto, anziché stare in silenzio e fare inutili allenamenti a porte chiuse, sarebbe molto meglio ammettere le proprie responsabilità e chiedere scusa ai tifosi.

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