17 gennaio 2009

STADIO IACOVONE

di GIUSEPPE DIMITO

TRANATO - Lo Iacovone resta chiuso. Taranto-Foligno si disputerà senza i tifosi tarantini per la decima volta in questa stagione. Si spera sia l’ultima. Il “no” della Commissione di Vigilanza è giunto ieri pomeriggio in Prefettura. Il Comune ha praticamente effettuato a tempo di record tutti gli ultimi lavori che gli erano stato prescritti. Ma aveva anche ben lavorato in precedenza, nonostante il pesantissimo dissesto ereditato. Il sindaco Stefàno e l’assessore al Patrimonio Spalluto, presenti ai lavori, erano visibilmente soddisfatti del riconoscimento ufficiale certificato dalla Commissione. Da effettuare solo due ritocchi: il bagno per i disabili ed il secondo pannello per i tornelli.

Purtroppo è venuto meno il Taranto in tre fondamentali punti. Eccoli: il piano della sicurezza predisposti da una società appositamente incaricata dal club rossoblù è risultato non idonei; il delegato alla sicurezza (la dottoressa Cocozza), sempre indicato dal club jonico, non aveva la relativa abilitazione; il numero degli steward, pari a 75 unità, era insufficiente in relazione al progetto di massima redatto dal Questore. Non sono cavilli, ma punti-cardine del sistema sicurezza sul quale gli occhi dell’Oss ervatorio del Ministero dell’Interno sono apertissimi. Non solo a Taranto, ma in tutti gli stadi ovviamente. E sui quali non si può soprassedere in tempi di estrema chiusura alla violenza.

I lavori della Commissione sono durati circa quattro ore. L’ha presieduta, come al solito, la dottoressa Erminia Cesari, Vicario del Prefetto, cui va dato atto della serenità con cui l’ha condotta, anche per aver consentito alla stampa di seguire tutti i “passaggi”, compreso il “tavolo finale”. Ha perso un po' la pazienza soltanto dopo la redazione del verbale conclusivo allorché Blasi, in un estremo tentativo di rimettere il tutto in discussione e, quindi, incassare il “sì” alla riapertura dello Iacovone, le ha detto: «Ma noi abbiamo saputo solo due giorni fa che il piano della sicurezza non era idoneo».

La dottoressa Cesari gli ha risposto a muso duro: «Presidente, che fa? Fa il processo alla Commissione? Ed il numero degli steward? Ed il nome del responsabile della sicurezza? Sono stanca. E’ da quattordici mesi che seguo l’evolversi degli eventi. Sono rimasta in servizio a Natale e Capodanno per essere vicina alla questione». Subito dopo, rinfrancata dal garbato sfogo, ha aggiunto: «Fisso sin da ora il giorno della nuova riunione della Commissione: venerdì, 23 gennaio prossimo. Per quella data invito la Taranto Sport a formulare un nuovo piano di sicurezza. In quella sede lo esamineremo, vedremo le eventuali anomalie in maniera tale da non avere problemi. Poi si vedrà il da farsi».
Ottima apertura di dialogo. Prima del verbale conclusivo la Commissione aveva fatto una riunione preliminare sempre in Prefettura. Poi ci si era spostati allo Iacovone per verificare i lavori e, quindi, si è ritornati al Palazzo di Governo per la seduta conclusiva.

Verificate ancora una volta le tre inadempienze della Taranto Sport, si è verbalizzato il “no” ufficiale alla riapertura. Blasi si è infuriato. Se l’è presa prima con la società scelta per la stesura del piano d’emergenza: «La citeremo ai danni». Poi si è fortemente lamentato per aver saputo soltanto il 14 gennaio scorso del “no” al piano depositato ai Vigili del Fuoco. L’ing. Lombardi, presente, ha detto: «Solo qualche giorno fa ho visto sul mio tavolo il vostro piano. Mancava il protocollo e la certificazione dell’arrivo. E, poi, non era idoneo. E non lo era neppure l’ultimo. E non di poco».

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Si, probabilmente lo e