10 gennaio 2009

SCHIZZO


di Mario Sicolo

Il suo urlo d'una sera di luglio di ventisei anni e spiccioli fa, per qualche tempo, fece seria concorrenza a quello, celeberrimo, del pittore Edvard Munch.
Poi, lo ricordammo per qualcosa di più silenzioso. E più triste. Calde, dolenti lacrime, durante una puntata della Domenica Sportiva due lustri or sono, quando la voce arrochita da mille sigarette di Sandro Ciotti annunciava all'Italia pallonara la morte di Gaetano Scirea.
Insomma, lui, Marco Tardelli, uno degli eroi-uomini del Mundial '82, è inobliabile per tanti motivi.

Ieri, per la grande gioia dei "gobbi" romantici (e penso, in quest'stante, al caro Vincenzo Abbatantuono), proprio questo ex terzino diventato immenso centrocampista ha fatto la sua comparsa sul prato del "Città degli Ulivi" per visionare la nostra struttura, in vista della cruciale sfida del prossimo Aprile con l'Italia per le qualificazioni mondiali.

Le nuvole erano leggere pennellate cineree, oseremmo dire nere, sopra il biancore leggero che sopravviveva del meriggio.
Insomma, un presagio bianconero prima del crepuscolo.
In compagnia dei delegati della federazione italica ed irlandese, il grande Skizzo è arrivato in perfetto stile londinese, trench beige e sciarpa marrone a far da pendant coi bottoni.

"Lei è indimenticabile soprattutto per quel gol contro la Germania. Ero un ragazzino", lo omaggia il vice sindaco Domenico Damascelli. Lui, con un franco sorriso, sospirando quasi, ribatte: "Eh sì, lo ero anch'io..".

"Abbiamo bisogno solo del campo, perchè il Trap è davvero spartano e non fa fare manco la doccia ai suoi uomini".
Dunque, il maestro, Giovanni Trapattoni: "E' ancora un ragazzino, dovreste vederlo quando guida gli allenamenti. E poi è uno spettacolo quando parla in inglese. Vi assicuro che, alla sua maniera, sa farsi capire da tutti".

La sua carriera di allenatore, più luci che ombre: "Sì, sono un tecnico prettamente federale, qui son venuto con l'under 16 e a Molfetta sovrastammo l'Olanda, che pure aveva un grande vivaio. Poi, i Giochi del Mediterraneo stravinti e gli Europei con l'under 21. Le esperienze sulle panchine di club sono state più sfortunate, però vorrei vedere chiunque essere alla guida dell'Inter ad allenare, con rispetto parlando, Macellari, Cirillo, Farinos, MIlanese e Vieri, unica punta di diamante, a mezzo servizio".

I suoi pupilli: "Emiliano Bigica era il mio uomo a centrocampo (anche se mister Ruisi ricorda una rampogna memorabile al mediano, durante un allenamento a Coverciano, ndr). Era un bravo ragazzo, aveva le stimmate dl campione, ha vestito tutte le maglie azzurre fino alle soglie della prima squadra, peccato che non sia riuscito ad esprimersi del tutto. E Nicola Ventola? Forte, fortissimo. Che coppia con Francesco Totti ai Giochi baresi. Ha avuto la disgrazia del papà e un po' s'è smarrito". Parentesi breve, tutta nostra. Ma vedete quanto spazio le sue analisi convedano al lato umano, al cuore del pedatore che ha incontrato? Meditate, ragazzi tutti orecchini, tatuaggi, playstation e veline...

La nazionale che deve osservare per lavoro: "Sono quasi tutti inglesi e irlandesi di lontane origini. Oltre a quattro-cinque elementi che militano in grandi squadre di premier league e che pure non giocano sempre titolari, sono bravi ragazzi".

Un barlume del passato affiora: "Qui a Bari ho tanti amici. Quest'anno i biancorossi stanno facendo bene, speriamo salgano".
Mentre va via, gli ricordiamo la nostra antica passione per il giornalista-poeta di Tuttosport, panormita e amico dell'allenatore neroverde, Caminiti: "Ah, Vladimiro, lui sì che era un grande, un grandissimo".

E prende commiato, l'epico Marco Tardelli. E noi lo salutiamo con un benaugurante "arrivederci".

1 commenti:

spalfans ha detto...

si certo tutte belle cose su tardelli ma io pero' me l'ho ricordo alla guida di un como contro la mia spal finale play off a verona arbitro de sanctis fu una partita rubata tutta a favore del buon tardelli....non e' tutto oro quel che lucica