Ancora un atto vandalico nella nostra città
“A fine anno non proseguirò il mio impegno e, a questo punto, non escludo di cedere il titolo anche a qualcuno fuori dalla città, perché Bitonto, dopo quello che è successo oggi, non merita nulla”. Con queste parole amareggiate, il presidente del sodalizio neroverde, rag. Francesco Paolo Noviello, ha commentato il gravissimo atto criminoso subito dalla società presso lo stadio “Città degli Ulivi”.
Ignoti, infatti, nella notte tra martedì e mercoledì, hanno forzato la porta carraia dell’impianto di Via Megra e sono entrati all’interno della struttura. Successivamente, i malviventi hanno letteralmente smantellato la porta d’ingresso agli spogliatoi, alla segreteria e al magazzino dello stadio e, una volta all’interno dei locali suddetti, hanno cominciato a fare razzie di tutto ciò che hanno trovato.
Sono spariti dalla segreteria un vecchio computer e una stampante mal funzionante (ma molto utile all’ufficio stampa), una lavasciuga industriale, innumerevole materiale tecnico, bevande, alimenti, scarpe dei calciatori e, inoltre, diversi accappatoi sono stati bruciati.
Un danno economico, ma soprattutto morale, molto rilevante.
“Dopo questi atti, stiamo decidendo se continuare con la stagione in corso o abbandonare tutto, da subito, ritirando la squadra dal campionato”, chiosa, piccato e demotivato, il direttore sportivo Vincenzo De Santis. “La città non ha capito quanti sacrifici abbiam fatto per mantenere viva questa realtà e ora siamo stanchi anche noi”, ha continuato De Santis. “Peccato perché adesso si erano avvicinati due grossi imprenditori interessati a rilevare la società. Dopo questi episodi, credo che faranno marcia indietro”, ha concluso il direttore sportivo.
La città, dunque, ha voltato le spalle a questa società, che, con tenacia, ha portato avanti questo progetto tecnico tra mille difficoltà (non ultima, il lassismo degli imprenditori locali, ndr) dovute anche a episodi spiacevoli avvenuti nei mesi scorsi. Auto sottratte ai calciatori, furti negli appartamenti degli stessi, biglietti costantemente non pagati, multe per colpa delle intermperanze dei tifosi, sono solo alcuni dei torti subiti da queste persone che hanno avuto un solo difetto: quello di offrire un’opportunità ad una città che non la merita.
“Speriamo che l’impianto adesso venga riparato e rimodernato”, è la speranza, flebile, dei dirigenti dei leoncelli.
Per il calcio a Bitonto, purtroppo, pare sia scoccata l’ultima ora. Forse, però, è quello che ci meritiamo. Ancora una volta, ci toccherà chinar la testa per la vergogna.
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