Caro, si fa per dire, Michele Monina, confermo la tua figuraccia a Linea Notte. Sei passato per una talpa dalla scarsa credibilità, hai fornito ipotesi imbarazzanti sul superamento della violenza negli stadi tra cui la ricrescita dei baffi sui visi glabri dei giocatori moderni e altre amenità tricologiche, hai lasciato che tutti gli ultras italiani indiscriminatamente venissero rappresentati come delinquenti a prescindere o "aziende" a scopo di lucro, dimenticandoti colpevolmente di centinaia di migliaia di ragazzi militanti nelle tifoserie organizzate dei campionati cosiddetti minori e di tanti altri che, come me e Domenico, ci rimettono soldi di tasca propria invece che intascarli ogni volta che c'è da correre su e giù per l'Italia a sostenere un movimento malgrado tutto forte, vitale e pulito. Se conoscessi il mio amico Roby della Pro Sesto che spende 50 euro a settimana per chiamare gli ultras di tutta Italia e metterli intorno ad un tavolo per discutere e guardarsi negli occhi non scriveresti con tanta faciloneria i tuoi libercoli sponsorizzati da Mannoni, ne avresti rispetto e non ti nasconderesti dietro il tuo capellone per paracularci. E' vero, la tua non è letteratura ultras, quella non sai neanche dove abita. Non parlo delle castronerie che scrivo io che comunque valgono sicuramente più delle tue ma di tanti altri autori, Valerio Marchi in primis, che mancano nella tua libreria politicamente pavida.
I tuoi ultras improbabili e insultanti sono una parodia inaccettabile di donne e uomini che vivono con una passione che per te vale solo una comparsata fastidiosa all'ora dei fornai.
Alzare la testa costa troppo per chi aspira solo ad un consiglio per gli acquisti.
Vincenzo
1 commenti:
Fai quasi tenerezza.
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