20 gennaio 2009

MOLASSANA-VAL DI VARA

A Genova, scontri sugli spalti di Molassana-Val di Vara

Soltanto il buon senso di alcuni spettatori locali e la decisione di rinunciare ad assistere al match da parte dei tifosi savonesi ha evitato che la partita della Rari a Bogliasco degenerasse in qualcosa di più grave. E' stato infatti un autentico assalto quello che i tifosi della Rari hanno subito ieri allo Stadio del Nuoto. Un agguato reso ancora più proditorio dal fatto che la pallanuoto, a differenza di altri sport, difficilmente conta dei violenti tra i suoi tifosi. C'è quindi sempre una fiducia di fondo anche nell'andare a seguire la propria squadra del cuore anche in trasferta. Non più tardi di una settimana fa a Sori, i tifosi di Recco e Rari, da sempre divisi da un'acerrima rivalità, sono stati seduti fianco a fianco.

«E invece appena siamo entrati nella piscina di Bogliasco a partita già in corso siamo stati subito raggiunti dai tifosi locali - racconta Roberto Sanguineti, uno dei dodici tifosi aggrediti - ci hanno apostrofati dicendo “Zingari, cosa ci fate nella nostra piscina? Andate via, qui non siamo a Recco; qui vi ammazziamo”. Poi siamo stati circondati da una ventina di persone. Ci sono state strappate le bandiere e mi è arrivato un pugno al volto. Per fortuna mi ha colpito di striscio».
Il parapiglia ha rischiato di creare una strage. L'impianto di Bogliasco - che presenta un'unica tribuna molto ripida ed elevata rispetto al piano vasca - ha visto momenti di tensione che hanno coinvolto anche semplici spettatori venuti a seguire la squadra locale. «Una signora è stata colpita alla testa dall'asta della bandiera che mi è stata strappata di mano - prosegue Sanguineti - in un primo momento pensava fossimo stati noi, poi, quando ha visto che erano stati a colpirla gli stessi tifosi della sua squadra è stata la prima ad intervenire in nostra difesa. Purtroppo la sua reazione ha scatenato un secondo attacco dei supporters locali contro di noi. Ci è stato rubato un tamburo e a quel punto siamo dovuti scappare anche perché non c'erano nemmeno le forze dell'ordine».


Un aspetto, quest'ultimo, che ha già innescato la reazione della stessa Rari. Il club biancorosso ha inoltrato un esposto alla Fin. Da regolamento le società sono infatti obbligate a garantire la presenza della forza pubblica e del servizio di sicurezza sia a bordo vasca, sia sugli spalti. Una lacuna che rappresenta un'aggravante per il Bogliasco che lo scorso anno ebbe il campo di gara squalificato per tre turni a causa delle intemperanze dei propri tifosi.
«Non c'era nemmeno un poliziotto - conferma Matteo Ronchetti, un altro dei tifosi aggrediti - anzi, sono arrivati i carabinieri dopo che, una volta cacciati dalla vasca, abbiamo avvertito la segreteria della Rari. La società ha subito comunicato alla Questura quanto stava accadendo. Nemmeno loro sapevano cosa fare. Posso solo dire che appena siamo entrati nell'impianto un tifoso locale ci ha accolti sventolando la cintura dei pantaloni».

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