BUSTO ARSIZIO Colpiti a tradimento da un'imboscata. Colpiti dai sassi della tifoseria lecchese, spuntata dal nulla, che si è scagliata contro il pullman pieno di ultrà. E' ancora tangibile la paura tra i tifosi tigrotti il giorno seguente l'agguato subìto lunedì sera ad Arosio, mentre la comitiva tornava da Lecco dopo la decisione dell'arbitro di sospendere il posticipo tra Lecco e Pro Patria. L’episodio è stato denunciato ai carabinieri che inoltreranno quanto accaduto all’osservatorio del Ministero dell’Interno che si occupa dell’ordine pubblico negli stadi. Non è da escludere che, in occasione del recupero della partita (al 99%, sabato 31 gennaio), venga proibita la trasferta ai tifosi della Pro Patria per motivi di sicurezza. Se così fosse, oltre ai danni ci sarebbe anche la beffa: a pagare sarebbero gli innocenti.
I racconti sono da brivido. Dice Lele Magni, storico esponente della tifoseria biancoblù: "Il pullman, dopo aver percorso la Statale, è uscito all’altezza di Arosio e ha imboccato la Novedratese. Al confine tra Arosio e Carugo, in prossimità di un cimitero, da un terrapieno sono sbucati dei tifosi del Lecco ed hanno incominciato una sassaiola. Ci sono stati dei danni al pullman, ma fortunatamente tra noi tifosi non c’è stato alcun ferito". E' però evidente che i due torpedoni bustocchi siano stati seguiti dai tifosi lecchesi nonostante la scorta dalle forze dell’ordine per un lungo tratto della superstrada che da Lecco porta a Milano. E i tifosi a questo punto si chiedono lecitamente: "Se davvero non potremo partecipare al recupero, chi ci rimborserà i soldi della trasferta, per altro condita da questo spiacevole episodio?".
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