C’è una falla nel sistema che dovrebbe garantire la massima sicurezza allo stadio Euganeo. Una preoccupante falla messa in luce domenica pomeriggio da otto ultras, due dei quali sono stati arrestati per violenza e resistenza a pubblico ufficiale: Gianluca Locicero, 32 anni e Alberto Martin, 22 anni, la cui udienza di convalida è fissata per questa mattina.
Ieri lo stesso questore di Padova Luigi Savina ha ammesso indirettamente che qualcosa non ha funzionato nel dopo Padova-Legnano: «Questa sarà un’occasione per rivedere la sicurezza nello stadio - ha detto - D’ora in poi saremo più presenti vicino ai cancelli all’uscita. Ma va detto che a Padova, con l’avvento delle nuove norme, era un anno e mezzo che non si verificavano episodi di violenza. Episodi che non sono, e non saranno mai tollerati».
Tuttavia, il blitz degli ultras ha mandato per qualche secondo il sistema in cortocircuito. Il sistema è quello normato dal decreto Pisanu per arginare la violenza negli stadi: tornelli, telecamere, stewart. Un sistema che all’amministrazione padovana è costato 850 mila euro. Le otto persone al termine della gara sono «scomparse» agli occhi elettronici puntati sugli spalti e sono ricomparse negli spogliatoi, dopo aver oltrepassato tre blocchi che avrebbero dovuto fermarli.
Ma il questore Luigi Savina non ci sta. E difende l’operato dei suoi uomini. Pur ammettendo la «falla». «Ciò che è accaduto servirà come momento di riflessione - aggiunge Savina, incalzato dalle domande - perché ciò che è accaduto è un momento di criticità che dovrà essere studiato e valutato. Ma vorrei essere chiaro: che la polizia stia fuori dallo stadio è la filosofia giusta. A Padova dopo le nuove disposizioni gli incidenti sono diminuiti. E, tra l’a ltro, non mi sento di sollevare critiche agli stewart. Non sono buttafuori. L’arresto di due e la denuncia di altri sei dimostra una prontezza di reazione da parte della polizia e delle altre forze dell’ordine».
Ma tant’è. Otto persone domenica pomeriggio hanno superato tre «filtri» che si sono dimostrati totalmente inefficaci. Inutile dilungarsi su che cosa sarebbe accaduto se gli otto non avessero soltanto contestato a parole. Il «buco» c’è e si nota. Un «buco» che ha permesso agli ultras di uscire dalla curva Fattori e di rientrare nel viale interno che aggira la curva sud e infilarsi nell’ingresso D che in quel momento era aperto per permettere il deflusso.
«Lo stadio non può diventare un carcere di massima sicurezza - ha ribadito il questore - L’episodio è gravissimo e su questo non si discute. Tant’è che due di loro sono stati arrestati. Formalmente è come se avessero fatto un’invasione di campo. Il reato contestato a tutti e otto è violenza e resistenza aggravate a pubblico ufficiale perché le norme equiparando gli stewert a dei pubblici ufficiali». Per tutti è in arrivo il Daspo, il divieto di presenziare alle manifestazioni sportive, un provvedimento che può arrivare anche a 5 anni.
Sulla squalifica del campo, invece, dovrà esprimersi la federazione. Come ha sottolineato il questore, domenica pomeriggio il blitz degli ultras si è consumato sotto gli occhi dell’ispettore della Figc. Squalifica o meno dipenderà da cosa avrà scritto nel suo rapporto.
1 commenti:
oltre la rivalita' calcistica e la rivalita' politica ...coerenza e mentalita' per voi paduan!!!
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