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I tifosi all'assemblea della Pro
BUSTO ARSIZIO Il comitato spontaneo dei tifosi tigrotti ha segnato un gol, prezioso, ma la partita è finita con un pareggio. L’assemblea che ha raccolto 300 persone giovedì sera ai Molini Marzoli per parlare del nuovo stadio, ha portato ad un accordo tra l’amministrazione comunale e i dirigenti della Pro Patria. La squadra resterà a Busto, fatto che basta a fare esultare i suoi sostenitori, fieri di avere dato, finalmente, una scossa all’immobilismo della politica, offrendo un esempio di partecipazione attiva della città alle decisioni di palazzo, «da estendere anche ad altre importanti questioni».
Ma gli stessi tifosi non nascondono una buona dose di delusione: il sogno di una cittadella dello sport è lontano e le risposte di sindaco e assessori non hanno convinto fino infondo, lasciando il pubblico confuso e con non pochi punti di domanda aperti. «Abbiamo vinto a metà - il commento a caldo di Luca Cirilliano, membro attivo del comitato - L’essenziale è stato salvato, ma alcune opportunità sono andate perse». «Ci aspettavamo uno sforzo maggiore», aggiunge quindi Christian Castiglioni. Secondo alcuni tifosi, la decisione annunciata dagli amministratori e accolta a suo malgrado dalla società di adattare lo Speroni per la serie B, come primo passo per arrivare alla cittadella dello sport da realizzare attorno allo stadio è «uno spreco di risorse». «Perché adattare un impianto per poi, praticamente, smantellarlo dopo qualche anno?» la domanda di un tigrotto. E ancora: «Perché spendere soldi pubblici quando la società si era proposta per fare uno stadio da sogno a costo zero in via Gabardi? Anche il presidente del parco ha dato il suo benestare». «Hanno messo una pezza per fare fronte ad un problema», chiosa Daniele.
Luca Folegani, 19 anni cerca, invece, di entrare nel complesso meccanismo della macchina amministrativa: «Se il sindaco ha detto no al mega progetto vicino al parco Alto Milanese, avrà i suoi buoni motivi. Ci sono vincoli e problemi che noi non possiamo sapere. Sono contento di avere una società che si interessa dei tifosi e che ha fatto in modo di arrivare ad un accordo che permetterà di proseguire il campionato a Busto». Alberto Vanetti, tigrotto marnatese, aspetta a gridare vittoria: «Lo farò a febbraio solo quando e i lavori dello Speroni saranno partiti». L’altro tifoso della Valle, Lorenzo Pisano esorta comunque l’amministrazione bustocca a non lasciarsi perdere un’occasione come quella proposta dalla società in via Gabardi, per ora scartata. Anche il capogruppo di An Checco Lattuada vuole dire la sua: «Abbiamo un inceneritore, un centro come l’Hupac, Malpensa Fiere, strutture che impattano sulla città e non possiamo avere uno stadio di tale prestigio che non andrebbe a creare problemi sul parco». Di parere contrario è la grillina Debora Crespi che continua a difendere l’area verde. Soddisfatto Lele Magni, promotore dell’assemblea, per il clima di rispetto e ascolto reciproco tra le parti che ha portato all’accordo. E una promessa finale: il popolo biancoblù veglierà perché non si vanifichi tutto.
Valeria Arini
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