Fabrizio Turco
Appena 2588 paganti per la sfida con la Roma Molti posti vuoti anche tra le file degli abbonati. L´allenatore lascia fuori mezza squadra, compresi Sereni, Bianchi e Natali, ma perde. Ora la trasferta a Lecce è già l´ultima spiaggia: un´altra sconfitta sarebbe la resa Ma la partita di ieri rischia di lasciare profondi solchi anche nello spogliatoio granata. I bruciati dal pomeriggio gelido sono soprattutto tre: Sereni, Natali e Bianchi. Il portiere non ha affatto digerito una esclusione che gli è stata comunicata soltanto ieri mattina in ritiro. Lo stopper ha pagato la replica piccata di Marassi nei confronti dell´allenatore, dopo i rimproveri di Novellino per il gol del 2-0. Una rabbia, quella di Natali, doppia: perché quando ieri, a metà primo tempo, Pratali è caduto male dopo uno scontro con Brighi e si è infortunato alla schiena (la prima diagnosi parla di colpo della strega), l´ex atalantino era già pronto per la chiamata. Un´attesa frustrata, perché Novellino gli ha preferito Colombo, spostando Dellafiore in mezzo. Il terzo a lasciare l´Olimpico a testa bassa con tanta rabbia in corpo è Bianchi: «A Rolando ho dato fiducia e continuità, lui sa che se anche sbaglia il posto è suo» Monzon dixit alla vigilia di Marassi. Detto fatto, e infatti prova incolore a Marassi e immediata panchina.
Insomma, Novellino ribalta la squadra granata come un guanto, proprio come faceva De Biasi; ma purtroppo per il Toro anche i risultati sono gli stessi del tecnico trevigiano. Rispetto alla partita di Marassi Monzon cambia sette uomini (Sereni, Natali, Rosina e Bianchi, oltre agli squalificati Pisano e Dzemaili e all´acciaccato Abate): di fatto in un colpo solo ha fatto fuori tutta la spina dorsale del Toro creato la scorsa estate, presentando una panchina di nomi illustri come Sereni, Colombo, Natali, Corini, Abate, Rosina e Bianchi. Non male, anche dal punto di vista della valorizzazione del patrimonio. Ma c´è una esigenza ancor più importante, in questo momento: quella salvezza che invece sta svanendo turno dopo turno. I numeri sono angoscianti: seconda peggior difesa del campionato, con 33 gol subiti in 19 partite, centrocampo che non fa filtro e non crea, attacco che nel 2008 segnava poco ma che nel 2009 non segna proprio più. Le sconfitte abbondano, sono cinque nelle ultime sei uscite, dodici in totale, di cui ben cinque in casa. Come dire che passare all´Olimpico è roba da dilettanti.
In questo tourbillon i tifosi contestano nella maniera più civile possibile: non presentandosi allo stadio. I numeri al botteghino di ieri lo confermano: 2.588 paganti, soprattutto romanisti, con moltissimi abbonati che hanno preferito il caldo della poltrona o le piste da sci. Stadio vuoto come mai in passato, i distinti sono quasi deserti, gli spettatori non più di 10mila. A ben vedere l´unico settore esaurito è lo spicchio dei tifosi romanisti. Il dissenso quest´anno si manifesta così, non andando allo stadio: è la prova che l´entusiasmo è ai minimi termini, come ai tempi di Cimminelli. La curva Primavera si presenta con tutti gli striscioni ribaltati dopo la scelta della questura di impedire l´esposizione di una scritta che offensiva certo non era: «Quarti d´ora, maniche rimboccate, pugni chiusi, sedie alzate al cielo la nostra gloria. Voi la nostra vergogna» era ciò che i tifosi volevano dire. La contestazione cova non più di dieci minuti; poi piovono i primi fischi e addirittura una bomba carta. E due tifosi granata sono stati denunciati per tafferugli con sostenitori giallorossi prima della partita.
0 commenti:
Posta un commento