08 gennaio 2009

GIUSTIZIA E' FATTA?

A conclusione del processo alla Gea, un anno e sei mesi per Luciano Moggi, un anno e 4 mesi per Alessandro. Accolte solo le accuse di minacce e violenza privata, niente associazione a delinquere

Un anno e 6 mesi a Luciano Moggi, un anno e 2 mesi al figlio Alessandro, entrambi condannati per violenza privata e minacce. Tutti assolti gli altri imputati.
Questa la sentenza arrivata a conclusione del processo alla Gea World, la società che, a partire dal 2001 e fino all'esplosione di Calciopoli, ha gestito le procure di numerosi calciatori di serie A e B.
La decima sezione penale, presieduta da Luigi Fiasconaro, ha quindi accolto solo in parte l'impianto accusatorio del Pm Luca Palamara, che aveva chiesto 6 anni per Luciano Moggi e 5 per il figlio Alessandro, 3 anni e 6 mesi per Franco Zavaglia, 2 anni e 4 mesi per Francesco Ceravolo, un anno e 4 mesi per Davide Lippi Jr. e 8 mesi per Pasquale Gallo.
Secondo i magistrati, la Gea avrebbe messo in piedi un sistema di intimidazioni per condizionare le scelte professionali dei propri clienti e assicurarsi il controllo delle procure sportive di molti giocatori, operando così in regime di concorrenza illecita. Un sistema di cui Luciano Moggi sarebbe stato l'ispiratore occulto, e il figlio il braccio operativo. Da qui le accuse di associazione a delinquere, violenza privata e minacce. Solo queste ultime due sono state accolte per i due principali imputati, in particolare per i casi riguardanti i giocatori Nicola Amoruso, Emanuele Blasi, Ilyas Zetulaiev e Victor Budianski.
Padre e figlio non subiranno comunque alcuna conseguenza pratica, a parte il pagamento di 11 mila euro di spese. I due infatti si sono visti riconoscere le attenuanti generiche e godranno della sospensione della pena, coperta da indulto visto che i fatti di violenza privata sono avvenuti prima del maggio 2006.
"Rispettiamo la decisione dei giudici e aspettiamo le motivazioni della sentenza per capire quale è stato il loro percorso argomentativo", il telegrafico commento del Pubblico Ministero, cui ha fatto eco sull'altro fronte l'avvocato di Moggi, Marcello Melandri: "Rispetto la sentenza ma aspetto di conoscere le motivazioni. Quello che mi preme è che è caduto il reato di associazione per delinquere."
Mentre Luciano, che ha assistito impassibile alla lettura della sentenza, abbandonava il tribunale da una porta secondaria, il figlio Alessandro ha affidato ai microfoni dei giornalisti presenti la propria delusione. "Sono amareggiato, non ho fatto nulla. I giudici hanno detto che non c'è alcuna associazione a delinquere perchè effettivamente non c'è mai stata alcuna associazione a delinquere. La Gea è stata assolta completamente; è stato condannato solo il suo presidente mentre sono stati assolti tutti i membri del Cda. Questo a mio avviso è la conferma che era solo una società che ha tentato di rivoluzionare in maniera positiva il mercato dei procuratori."
Riflessioni analoghe a quelle espresse dai difensori di un altro imputato, Franco Zavaglia, uno dei 4 procuratori Gea indagati: "La sentenza emessa dal tribunale dimostra che la Gea ha operato correttamente: questo perchè è caduta l'associazione per delinquere e perchè le condanne inflitte ai Moggi per violenza privata fanno escludere la sussistenza del reato di concorrenza illecita con minaccia e violenza che la procura aveva contestato".
Per saperne di più, bisognerà comunque attendere le motivazioni, che saranno depositate tra 40 giorni.

0 commenti: