30 gennaio 2009

E IL SUDORE DEGLI ULTRAS TI FA SCHIFO?

Ilona Staller, pornostar e ex deputata radicale
Ilona Staller, pornostar e ex deputata radicale

Ilona Staller: "Mi piace il sudore dei calciatori"

Di Paolo Salvatore Orrù

L’altra parte del cielo ha il calcio nel cuore. Trecento milioni di donne, la conferma giunge da una ricerca condotta da Women's World of football, seguono con competenza i rimbalzi della sfera di cuoio. Fallo laterale, fuorigioco, punizione, rigore, cartellino rosso: una volta carpiti i segreti, un tempo gelosamente custoditi dalle confraternite ultrà, le donne hanno guardato oltre. Accorgendosi che i calciatori, a lungo sacerdoti e custodi di un oscuro rito pagano, oltre all’alloro dei campioni, molto spesso esibiscono un corpo in genere niente male. “Perché negarlo? Qualche volta mi soffermo sui lineamenti degli atleti in campo. David Beckham, per me è il prototipo di quello che si dice un bell’uomo, lo sarebbe anche se facesse un altro mestiere. Ha un fisico scolpito, secondo me assomiglia un po’ a mio marito”: commenta Manila Nazzaro, ex miss Italia, attrice teatrale, conduttrice televisiva e moglie di Francesco Cozza, il talentuoso centrocampista della Reggina.

Le donne, attraversando la fatale soglia di curve, gradinate e tribune, hanno gioiosamente infranto la rituale solitudine del maschio da stadio. Soprattutto hanno dissacrato un tempio che per decenni era stato, con qualche significativa eccezione, il regno asessuato del tifoso. Al contrario, per loro il calciatore è spesso l’oggetto del desiderio. Per altre, invece, sono la via più breve per conquistare le luci della ribalta. “Per le donne in carriera, i calciatori sono l’emblema del successo. Per attrici e showgirl, il veicolo più agevole per attraversare le soglie delle porte che contano. Guardiamo in faccia la realtà: Belen, Ilary, e Simona Ventura devono tantissimo a illustri fidanzati, mariti o ex mariti. Per quanto mi riguarda, farei carte false per farmi vedere con Kakà o Beckham. Sai che pubblicità? Avrei offerte di lavoro a iosa e le scene mondane sarebbero tutte mie”: confessa con un pizzico di perfidia la modella, scrittrice e disc jockey Silvia Rocca.

Ci sono voluti anni perché le donne potessero infrangere il tabù più importante, poter assistere alle partite di pallone senza l’accompagnamento del genere maschile. Chi di tabù ne ha infranto tanti è Ilona Staller: “Qualche volta vado allo stadio, altre volte guardo la partita in tivù con mio figlio. Mi conquista il sudore di chi a tutti i costi desidera vincere. Peccato che molte frange ultrà più che per assistere alla partita vadano allo stadio per darsela di santa ragione. Totti e Del Piero sono i miei campioni. Andrei in tribuna per assistere a Ungheria-Italia: però non saprei chi tifare. Certo, il mio paese non ha più i campioni di un tempo. Il mio mito? Ferenc Puskás”, rivela con inattesa competenza l’ex attrice porno e ex deputata al parlamento italiano.

Fra le donne, resta ancora una importante frangia che “del calcio me ne frego”. A questa schiera si è iscritta la conduttrice e giornalista televisiva Tessa Gelisio: “Non faccio parte di tribù, non ho calciatori cult, non credo che con l’ingresso delle donne allo stadio sia infranto un qualche tabù: ero a Formentera con 15 amici quando gli azzurri hanno giocato la finale dei mondiali. E mentre loro si dannavano, quasi galvanizzati, l’anima davanti alla tivù, io leggevo beatamente un libro in un'altra stanza”. Chi ha ragione? Di sicuro, l’hanno cantato anche i Pooh: “le stanze della vita sono piene di parole di gente troppo insieme e di persone troppo sole”.

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