| Cazzola candidato sindaco spacca lo stadio. Tra la gente del Dall'Ara c'è chi pensa che difenda i suoi affari e chi ritiene che un bravo manager sportivo possa essere anche un buon primo cittadino. Farà i conti con l'odio-amore dei suoi ex tifosi, e dovrà vedersela anche con i fortitudini |
| di Marcello Maccaferri |
"Per me lo ha fatto solo per soldi. Una volta raggiunta la Serie A, ha abbandonato la squadra. Ha sfruttato il Bologna per farsi pubblicità", dice un giovane ultrà. "L'affare Tacopina ha rovinato la sua immagine", ribadisce una ragazza con la sciarpa rossoblù al collo. "Io non credo - interviene un anziano signore - E' stato il 'nostro' presidente, per me può far bene alla città". Odio e amore. Alfredo Cazzola 'spacca' lo stadio anche ora che ha deciso di candidarsi sindaco alle prossime elezioni comunali. L'occasione per chiedere ai tifosi del Bologna cosa ne pensano è di quelle perfette: oggi c'è il Milan e al Dall'Ara è previsto il tutto esaurito.E' l'una. Intorno allo stadio cominciano a formarsi le prime file di tifosi alle biglietterie e le bancarelle in Piazza della Pace sono prese d'assalto da giovani a caccia di sciarpe e magliette. In via Andrea Costa, di fronte alla curva, cuore e luogo rappresentativo del tifo organizzato rossoblù, c'è già molta ressa. Fuori dai cancelli, piccoli gruppi di tifosi si preparano al big match, panini e birre alla mano. "Cazzola sindaco? - apostrofa incuriosito un giovane ultrà - Perché no. Alla guida del Bologna ha fatto bene, ci ha riportato in Serie A. Io lo voterei sicuramente". Intorno a lui, altri ragazzi sono impazienti di parlare: "E' stato il 'nostro' presidente, non vedo perchè non possa fare bene anche da sindaco", grida uno. "Non ti illudere - risponde l'amico - Lo ha fatto solo per soldi. Raggiunta la Serie A, ha abbandonato la squadra. Ha sfruttato il Bologna solo per farsi pubblicità. Non lo vedo come sindaco". Risulta subito evidente quanto le risposte siano molto in contrasto tra loro. Per il vero tifoso rossoblù, Cazzola è sì l'artefice della rincorsa alla Serie A, ma è anche il presidente dell'"affare Tacopina" e della 'svendita', a detta di molti, della società al socio Menarini. "Non si può negare che sia stato un bravo presidente - dice una ragazza - ma il teatrino con gli americani gli ha rovinato l'immagine. Prima mi piaceva, ora forse non lo voterei come sindaco". "Ci ha portato in A - ribadisce il suo ragazzo - ma appena alcuni suoi obiettivi sono falliti, ha deciso di lasciare la patata bollente ad altri".La bocciofila è presa d'assalto. Quello è il luogo di ritrovo pre-partita per ogni generazione di tifosi rossoblù. Giovani e anziani siedono assieme parlando di calcio. "Cazzola è un grande - afferma con orgoglio Marco - Certo che lo voterò". "E' tutta un'operazione politica - gli fa eco un signore a breve distanza - Voleva Romilia e non l'ha ottenuta. Vedrai che se diventa sindaco blocca le autorizzazioni per il nuovo stadio". Proprio il caso Romilia sembra tenere banco tra i più informati e molti tifosi rimarcano in Cazzola il 'difetto' di essere prima di tutto un imprenditore e di guardare soltanto ai profitti. Un ragazzo, detto il Barone, è categorico: "La città non è un'azienda. Cazzola la tratterebbe come tale". Una signora racconta di un suo incontro con l'ex presidente rossoblù a Casteldebole, sede degli allenamenti del Bologna: "Ci sono andata per protestare contro il progetto di stadio 'commerciale' voluto da Cazzola. Romilia è indicativo di quanto il Bologna fosse soltanto lo strumento per arrivare a obiettivi, ed interessi, ben diversi". Tacopina, Romilia, Serie A sembrano essere le maggiori discriminanti. Ma non solo, perché tra i tanti tifosi c'è anche chi ricorda il passato di Cazzola come patron della Virtus e, di conseguenza, ne trae le dovute considerazioni. "Sono virtussino - sorride un ragazzo - Ti ho già detto tutto!". Poco più in là, l'inevitabile contrordine: "Vado tutte le domeniche nella Fossa dei Leoni - afferma un tifoso fortitudino - Apprezzo Cazzola per quanto fatto per il Bologna, ma come potrei votarlo?!". C'è anche chi non ne vuole sapere di parlare. Per queste persone, è il Milan l'unico pensiero. In tribuna e nei distinti le opinioni rimangono sempre molto contrastanti, offrendo un quadro chiaro della situazione: la maggior parte dei tifosi riconosce a Cazzola di esser stato un buon presidente del Bologna (una donna urla che "è stato il migliore dopo Renato Dall'Ara"), ma la spaccatura sulla possibile candidatura a sindaco è netta. Da una parte, la sua popolarità fa ancora presa sui tifosi e chi lo ha apprezzato alla guida del Bologna, non ha problemi a vederlo sindaco. Dall'altra, c'è una buona fetta che gli rimprovera di aver abbandonato la società e di essere il primo responsabile di tutti i disagi pagati dalla squadra in campionato. Per questi, Cazzola è l'ultima scelta tra i possibili candidati. In mezzo, infine, ci sono poche persone, come Carlo, che mi ricordano che "sport e politica non si possono equiparare. Si può essere ottimi presidenti di club, ma pessimi sindaci e viceversa". Mancano pochi minuti al fischio d'inizio e dopo tante chiacchiere, i tifosi tornano a fare i tifosi. |
"Per me lo ha fatto solo per soldi. Una volta raggiunta la Serie A, ha abbandonato la squadra. Ha sfruttato il Bologna per farsi pubblicità", dice un giovane ultrà. "L'affare Tacopina ha rovinato la sua immagine", ribadisce una ragazza con la sciarpa rossoblù al collo. "Io non credo - interviene un anziano signore - E' stato il 'nostro' presidente, per me può far bene alla città". Odio e amore. Alfredo Cazzola 'spacca' lo stadio anche ora che ha deciso di candidarsi sindaco alle prossime elezioni comunali. L'occasione per chiedere ai tifosi del Bologna cosa ne pensano è di quelle perfette: oggi c'è il Milan e al Dall'Ara è previsto il tutto esaurito.
Per il vero tifoso rossoblù, Cazzola è sì l'artefice della rincorsa alla Serie A, ma è anche il presidente dell'"affare Tacopina" e della 'svendita', a detta di molti, della società al socio Menarini. "Non si può negare che sia stato un bravo presidente - dice una ragazza - ma il teatrino con gli americani gli ha rovinato l'immagine. Prima mi piaceva, ora forse non lo voterei come sindaco". "Ci ha portato in A - ribadisce il suo ragazzo - ma appena alcuni suoi obiettivi sono falliti, ha deciso di lasciare la patata bollente ad altri".
In tribuna e nei distinti le opinioni rimangono sempre molto contrastanti, offrendo un quadro chiaro della situazione: la maggior parte dei tifosi riconosce a Cazzola di esser stato un buon presidente del Bologna (una donna urla che "è stato il migliore dopo Renato Dall'Ara"), ma la spaccatura sulla possibile candidatura a sindaco è netta. Da una parte, la sua popolarità fa ancora presa sui tifosi e chi lo ha apprezzato alla guida del Bologna, non ha problemi a vederlo sindaco. Dall'altra, c'è una buona fetta che gli rimprovera di aver abbandonato la società e di essere il primo responsabile di tutti i disagi pagati dalla squadra in campionato. Per questi, Cazzola è l'ultima scelta tra i possibili candidati. In mezzo, infine, ci sono poche persone, come Carlo, che mi ricordano che "sport e politica non si possono equiparare. Si può essere ottimi presidenti di club, ma pessimi sindaci e viceversa". Mancano pochi minuti al fischio d'inizio e dopo tante chiacchiere, i tifosi tornano a fare i tifosi.
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