20 gennaio 2009

CESTARO

LUMEZZANE. Contestazione. Contro tutto e tutti: i giocatori, lo staff tecnico, i giornalisti. In questo momento tutto ciò che è il Padova e tutti coloro che vi ruotano attorno finiscono sotto accusa. E a lanciare gli strali - minacce, insulti, offese e scritte sui muri in città e all’Euganeo - sono gli ultras, otto dei quali avevano fatto irruzione domenica 11 negli spogliatoi dello stadio dopo lo 0-0 con il Legnano, andandogliele a “cantare” alla squadra e a Sabatini (poi esonerato). Ieri la scena si è ripetuta a Lumezzane, venti minuti dopo la conclusione della partita. La trentina di tifosi giunta dal Veneto con un pullman si è spostata, una volta abbandonate le gradinate al 2-0 dei bresciani, davanti al cancello che consente di accedere agli spogliatoi e lì si è fermata. Richiesta immediata: parlare con i giocatori.

Mentre il Padova era ancora tutto rinchiuso nello stanzone con Tesser, i dirigenti biancoscudati, comprendendo la delicatezza della situazione, hanno confabulato fra di loro e a quel punto Marcello Cestaro - erano le 16.45 - è sceso dalle scalette, ha raggiunto il gruppo e, protetto da alcuni carabinieri, ha parlato con i ragazzi. Un colloquio di una decina di minuti, pacato: «Ho detto loro che non è il caso di continuare con questi atteggiamenti, perchè la situazione è ben chiara anche a noi - la sintesi che ne ha fatto il patron in sala-stampa - D’accordo, chi è venuto sin qui si aspettava, come il sottoscritto, un altro risultato, ma non per questo possiamo permetterci contestazioni o altre proteste deleterie, che potrebbero costarci caro. Per cui li ho invitati a tornarsene a casa, a non fare sceneggiate».

Colloquio negato. In realtà, il loro obiettivo gli ultras lo hanno ancora una volta raggiunto: far sentire la propria rabbia a Faìsca & C. Conclusa la chiacchierata fra presidente e tifosi, infatti, quattro ragazzi della curva sono stati fatti entrare e, scortati dai carabinieri, ma accanto allo stesso Cestaro e a De Franceschi e Sottovia, si sono portati nelle vicinanze della porta dello spogliatoio (a Lumezzane gli stanzoni guardano direttamente sull’esterno). Qui avrebbero voluto incontrare i giocatori, ma alcuni di loro, già rivestitisi, erano nel frattempo usciti e avevano raggiunto il pullman, per cui il confronto è “ saltato”. Il messaggio, comunque, è stato recapitato, già annunciato dagli spalti: «Meritiamo di più, onorate questa maglia».

I rinforzi promessi. Tutto si è risolto senza strascichi, e Cestaro, analizzando la gara, ha annunciato (come riferiamo in altra pagina) i nuovi acquisti: il regista rumeno Patrascu e un attaccante, il cui nome è top secret. «Ci stiamo muovendo su due piste: un giocatore esperto, ma in là con gli anni, e uno più giovane, che mi dicono assai bravo. Dobbiamo prenderlo entro i primi giorni della settimana perchè domenica con il Novara Varricchio non sarà ancora disponibile, e non possiamo andare in campo senza attaccanti». Altri due rinforzi, dunque. E se la svolta non ci fosse ancora, presidente? «Se tutto ciò non dovesse funzionare, allora non mi rimarrebbe altro che prendere la barca a remi e andarmene in alto mare...».

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