Salvemini ricorda la stagione ´88-89 finita con i biancorossi in testa: "Rivedo il mio Bari: molti i punti in comune"
di Enzo Tamborra
«Tutti allo stadio». Come spesso accade di questi tempi, sono i siti dei tifosi a suonare la carica. Il Bari è capolista e potrebbe esserlo sino a sabato, Brescia permettendo (oggi il recupero dei lombardi con il Sassuolo). Ma la piazza già ribolle e da ieri c´è chi si è messo in fila per non mancare al match contro il Frosinone. Dalla società si sono già affrettati a consigliare l´acquisto dei tagliandi in settimana e l´arrivo allo stadio con congruo anticipo. «Riempiamo il San Nicola», il messaggio lanciato dal direttore sportivo Giorgio Perinetti. Di questo passo accadrà, ma ragionevolmente per il match contro i ciociari la previsione è di 20mila spettatori. Sarebbe il giusto riconoscimento a una squadra che dopo vent´anni ha riportato il Bari in cima alla classifica di serie B.
L´ultima volta accadde nella stagione ´88-´89 che i biancorossi chiusero al primo posto in compagnia del Genoa. In campo scendevano Mannini, Loseto, Carrera, Terracenere, De Trizio, Armenise, Carbone, Di Gennaro, Monelli, Maiellaro e Scarafoni. Una squadra costruita per vincere e affidata a Gaetano Salvemini, uno degli allenatori prediletti dal presidente Matarrese. «Fra me e lui è rimasto un rapporto speciale - sottolinea il 67enne tecnico originario di Molfetta, ma che da molti anni risiede in provincia di Reggio Emilia - Dopo la vittoria di Trieste, non ho resistito alla tentazione di chiamare il presidente per fargli i complimenti. Ha sofferto molto negli ultimi anni, queste vittorie premiano la sua abnegazione». Tra il suo Bari e quello di Conte trova subito un punto di contatto. «Il gran carattere è il comune denominatore tra le due squadre. Anche il mio Bari era duro a morire e sapeva venire fuori da situazioni difficili. In quella stagione patimmo subito il grave infortunio di Perrone, uno dei nostri punti di forza. Gli subentrò Carbone, la sostanza non cambiò. Quel ragazzo barese poi ne avrebbe fatta di strada, vincendo tanto con il Milan. E´ lo stesso augurio che faccio a Caputo: è lui il Carbone di questo Bari».
In quella stagione non c´era ancora Joao Paulo, ma l´anno successivo, in serie A, Salvemini accolse il brasiliano che oggi i molti rivedono in Barreto. «Hanno l´estro e la velocità tipici dei giocatori di quella scuola - dice Salvemini - Barreto vede più la porta, Joao in dribbling era imprendibile. In ogni caso, sono giocatori che infiammano una piazza come quella barese innamorata del bel calcio». Salvemini, che oggi fa il nonno a tempo pieno, esprime un desiderio in codice: «Quel giorno allo stadio ci sarò anch´io». Infine, il mercato: il divorzio di Panucci dalla Roma, potrebbe accelerare il ritorno nella Capitale di Galasso, peraltro poco considerato negli ultimi tempi da Conte. In tal caso, il Bari potrebbe andare alla ricerca di un terzino.
(27 gennaio 2009)
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