E’ sempre la solita storia. Puntualmente Mario Macalli, presidente della Lega Pro, si ritrova ad affrontare problematiche diverse da quelle che solitamente dovrebbero toccargli. La violenza, purtroppo, è una piaga insanabile (sarà anche retorica ma dà l’idea dello stato di cose, ndr) e Macalli non sa proprio più come limitarla. “Purtroppo non è un compito della Lega. La cosa che mi preme è che le forze dell’ordine individuino i responsabili di tali atti di violenza e li portino in galera, per poi farli restare a vita fuori dagli stadi”. Una presa di posizione dura, decisa, che ha portato Macalli ad inimicarsi, in qualche occasione, le società. “Per la regolarità del campionato io avevo chiesto che la partita venisse giocata nella data stabilita, anche in vista dell’apertura del calciomercato, ma c’era un’ordinanza prefettizia che ci imponeva di non farla giocare fino al 10 gennaio. La Lega Pro è ricorsa al Tar e ha vinto la sua battaglia, ottenendo che la data delle partite deve essere sempre stabilita dal nostro organismo, mentre la sede può essere spostata per motivi di ordine pubblico”.
Macalli, che stigmatizza l’episodio, ne approfitta per fare un’analisi più ampia della situazione: “Bisogna capire che quando viene disposto che certe partite vengano giocate in campo neutro, anche se molo distante dalla loro naturale sede, è perché ci sono importanti motivi di ordine pubblico. La Lega Pro fa tutto nell’interesse delle società, per evitare che poi ci siano gravi conseguenze. Bisognerebbe smetterla di pensare agli incassi”.
Una cosa è certa, Macalli non ripeterà l´esperimento di inserire nello stesso girone tutte le squadre campane: "E´ stato fallimentare - dice il presidente - Mai più le squadre campane nello stesso raggruppamento".
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