20 gennaio 2009

BLITZ E TEOREMI GIORNALISTICO-GIUDIZIARI

Palle chiodate, coltelli, tirapugni, petardi e fumogeni. C'era un vero e proprio arsenale a disposizione dei sette tifosi dell'Inter colpiti da ordinanza cautelare di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. I fatti risalgono alla manifestazione non autorizzata per la morte del tifoso laziale Gabriele Sandri

Palle chiodate, coltelli, tirapugni, petardi e fumogeni. C'era un vero e proprio arsenale a disposizione dei sette tifosi dell'Inter colpiti da ordinanza cautelare di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, comprese mazze con slogan inneggianti a Mussolini e bandiere con le svastiche. I fatti risalgono alla manifestazione non autorizzata dell'11 novembre 2007 a Milano, dopo che da Arezzo era giunta la notizia della morte del tifoso laziale Gabriele Sandri. Un nutrito gruppo di tifosi di Inter e Lazio aveva percorso le vie cittadine compiendo atti vandalici contro un commissariato di polizia, la sede Rai di corso Sempione e la caserma dei carabinieri in via Vincenzo Monti.VIDEO L'assalto alla casermaLe accuse sono, a vario titolo, di radunata sediziosa, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio, danneggiamento aggravato porto di strumenti atti ad offendere. Buona parte del materiale sequestrato dai carabinieri è stato trovato nell'abitazione di uno dei tifosi, all'interno di un magazzino. Gli oggetti venivano utilizzati dagli ultrà durante gli scontri con le altre tifoserie e con le forze dell'ordine: non ultimi, proprio quelli per la morte di Sandri.

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