31 gennaio 2009

TERNANI E NAPOLETANI

Otto mesi per rissa aggravata ad un tifoso umbro di 23 anni per gli scontri fra le tifoserie del Napoli e della Ternana avvenuti il 2 settembre 2007 nell'area di servizio 'Roncobilaccio ovest' della A1, nel bolognese, durante i quali un 26enne tifoso della Ternana fu ferito e gli venne asportata la milza. Ma chi provocò la lesione, lanciando un estintore che sfondò il finestrino di un pullman e colpì il giovane, non è stato identificato. La condanna è stata decisa dal Gup di Bologna Michele Guernelli a conclusione di un rito abbreviato, mentre ha inoltre rinviato a giudizio due ultrà del Napoli che hanno optato per non fare riti alternativi. L'inchiesta aveva portato anche all'identificazione di un quarto ultrà napoletano, un minore di cui si occupa la giustizia minorile

PIAZZA RACITI

Palermo, 31 gen. (Apcom) - Il piazzale antistante la tribuna B dello Stadio 'Angelo Massimino' di Catania sarà intitolato, lunedì prossimo, alla memoria dell'ispettore di Polizia Filippo Raciti, rimasto ucciso durante gli scontri con alcuni ultrà etnei a margine del derby di calcio, Catania-Palermo, del 2 febbraio del 2007. Per ricordare il sacrificio di Raciti, insignito di medaglia d'oro al valore civile, l'arcivescovo metropolita di Catania, Salvatore Gristina, celebrerà in mattinata una messa nella chiesa di san Nicola l'Arena. Sarà presente anche il questore Domenico Pinzello.

COME "SALVARE" UNA SQUADRA DI CALCIO NEL NOME DEI TIFOSI: L’ESEMPIO DI SPAGNA E GERMANIA

Scritto da Federico Farcomeni

immagine_8.png“L’Italia, dove le donne si alzano presto la mattina per fare il sugo…”, diceva una pubblicità con la voce di un Englishman catapultato sulla Costiera Amalfitana. “L’Italia, dove gli uomini si alzano tardi per andare allo stadio”, parafraserei io al tempo d’oggi. E non solo. Il tifo, si sa, è un “morbo” che si è diffuso ormai tanti anni fa. La sua corsa irrefrenabile ha trapassato milioni di persone e già tante generazioni. Ma il problema di una sana convivenza tra utenti (tifosi) e prodotto (calcio inteso ormai più in senso economico che sportivo) si ripropone costantemente all’attenzione mediatica.
Come fare per proporre alla gente un prodotto più sano, in cui i tifosi possano liberamente rispecchiarsi e andarne fieri, anche se la squadra non è ai primi posti in campionato? Trasmettere il senso d’appartenenza (semmai ce ne fosse ancora bisogno)? Parzialmente giusto. Ma non basta.
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CHI SONO I SOCIOS?
La Spagna e la Germania ci propongono una soluzione ben definita: i “socios” e i “mitglied” (per convenzione e facilità di lettura li chiameremo solo “soci” nel corso dell’articolo). Barcellona e Bayern Monaco rispecchiano in pieno queste realtà che, non a caso, sono vincenti. I soci del club ricevono moltissimi vantaggi. Alla base c’è senza dubbio quello di poter assistere quasi sempre alle partite della propria squadra. Perché quasi? Semplice, perché il numero di soci eccede quello dei posti a sedere. Se dunque l’Allianz Arena ha una capienza di 69.901 posti e i soci sono oltre 130.000 la possibilità di andare allo stadio per tutti si riduce di molto (diventare socio del Bayern costa 25 euro all’anno fino ai 24 anni dopo i 64, e 50 euro per le persone tra i 25 e i 64 anni). Lo stesso dicasi per il Camp Nou, che ha una capienza di 98.772 spettatori e ben 162.979 soci (dato di inizio stagione). Dov’è allora il vantaggio se non risulterà spesso possibile andare allo stadio a vedere la propria squadra del cuore? Semplice. Diventando soci, oltre a godere di sconti esclusivi e della possibilità di avere il diritto per primi ad acquisire un biglietto per le trasferte più richieste (leggi anche Liverpool per i tifosi del Real Madrid, che hanno ricevuto in dotazione solo 2.400 tagliandi), si può partecipare attivamente alla vita del club e soprattutto si può influire in modo decisivo sulle sorti della propria squadra. Perché? Innanzitutto, ogni volta che c’è da eleggere un presidente, ci sono le elezioni. In un vero clima di campagna elettorale, un presidente promette un giocatore, un altro presidente ne promette un altro, e magari un altro presidente promette una nuova squadra. Poi, se le promesse non vengono mantenute, tempo pochi mesi e si va a casa (guardate il Real Madrid). Non vi sfugga che il presidente è anch’egli un socio e quindi, nella maggior parte dei casi, una persona che ha indiscutibilmente a cuore la squadra. Si vota per tutto e su tutto e tutti i soci hanno voce in capitolo.
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I VANTAGGI
La sostanza dunque è che la gente la finirebbe di lamentarsi e basta di come va la squadra, telefonando alle radio private o alle TV locali (per Roma sarebbe il tracollo da questo punto di vista), e cercherebbe piuttosto di dire la sua in società, dove ha la certezza di essere ascoltata. Fine dei lamenti inutili. Inizierebbero le proposte serie. Le persone, i tifosi, inizierebbero a vivere la squadra come qualcosa di proprio e non di qualcun altro…!

Può PRENDERE PIEDE UN MODELLO SIMILE IN ITALIA?
Con queste premesse, sarebbe possibile vivere una situazione del genere anche in Italia? Per le squadre più tifate probabilmente si. Quanti tifosi sono già rimasti fuori San Siro, l’Olimpico di Roma e di Torino, il San Paolo o il Franchi in occasione di partite di cartello, pur non essendo presente da noi il modello dei soci? In Italia esiste a malapena la prelazione per gli abbonati e neanche sempre viene rispettata. L’unica società che in parte sembra rispettare di più i tifosi è la Roma che, ad esempio, per le trasferte di Champions League, di volta in volta, stabilisce un criterio gerarchico che fa in modo che non rimangano tagliati fuori i tifosi più fedeli. E non avrebbe certo bisogno di fare passi di questo tipo dal punto di vista economico, visto il bacino di utenza di cui gode (stando alla classifica stilata dalla Nielsen tra il giugno ed il luglio 2008, i romanisti sono 2.943.000).

PERCHé C’è LA NECESSITA’ CHE PRENDA PIEDE?
Le frustrazioni a cui il calcio nostrano è abituato, cominciano a diventare obiettivamente troppe. Stadi insicuri e freddi, piste di atletica che impediscono la visuale e allontano i tifosi dalla propria squadra, decisioni avventate prese da presidenti a volte incompetenti che non ascoltano i tifosi, ma solo se stessi ed i propri interessi. Le conseguenze? Sono sotto gli occhi di tutti. Una frustrazione montante, che spesso sfocia in violenza, anche perché le persone non si sentono coinvolte, non si sentono parte di qualcosa. Quella violenza esprime tutta la loro voglia di esserci, di essere partecipi, di essere considerati.

A CHI NON FA COMODO?
Se ancora non si è arrivati a certe conclusioni, vuol dire che una soluzione del genere, non fa comodo a nessuno dei cosiddetti “potenti”. Le persone continueranno a barcamenarsi nel limbo del lamento, convinte di essere inutili e buone solo ad acquistare prodotti o biglietti che finanzino la società. Complimenti. Poi però non meravigliatevi se la violenza tornerà ad esplodere o le cose non cambieranno mai. Anzi, alzate il telefono e chiamate la radio di turno o scrivete un sms al giornale e lamentatevi. In fondo, questo mondo potrà andare ancora meglio senza di voi. Questo almeno vi dicono. Ma voi, ne siete convinti?

DA ANCONA

(AGI) - Ascoli Piceno, 31 gen. - Circa 1200 tifosi e un totale di 22 pulmann, tutti scortati da agenti e militari delle forze dell'ordine, sono in arrivo da Ancona per il sentitissimo derby con l'Ascoli, in programma nel pomeriggio a partire dalle 16,15 allo stadio "Del Duca", nell'ambito della seconda giornata di ritorno del campionato di calcio di serie B. Quindici pulmann con circa 800 supporters anconetani sono partiti direttamente dal capoluogo regionale, mentre altri 400 tifosi scenderanno in treno fino a Pedaso, lungo la linea adriatica, e poi, intorno alle 13, verranno prelevati e fatti salire su appositi mezzi per essere trasferiti nell'area antistante la stadio di Ascoli.
L'arrivo degli ultra' dell'Ancona, scortati anche sulla Superstrada Ascoli-Mare e fino al capoluogo piceno, e la successiva sistemazione nella curva nord del "Del Duca", e' prevista intorno alle 14. La Questura ha predisposto gia' da tempo un piano che eviti il contatto fra le due tifoserie rivali, studiando un percorso che obblighi l'ingresso allo stadio comunale in maniera distante e separata. Data la classica rivalita' fra le due squadre e i loro supporters, ma anche la difficile situazione di classifica dell'Ascoli, che dopo essersi ripreso nelle ultime cinque giornate (3 vittorie su 5 gare), e' stato appena penalizzato di 4 punti, tornando al penultimo posto, e quindi assolutamente bisognoso di vincere la sfida d oggi, l'incontro rimane a rischio, per l'ordine pubblico fino a quando non sara' concluso e gli ultra' anconetani non saranno ripartiti per Ancona.

CORTE D'APPELLO

(Adnkronos) - L'accenno alla morte di Gabriele Sandri e il ricordo dei disordini accaduti quando a Roma e' giunta la notizia del suo decesso (assedio alle caserme della polizia e altro) ha fornito al presidente Santacroce lo spunto per parlare degli episodi di violenza legati a competizioni sportive. "Questi accadono esclusivamente in margine a gare calcistiche dentro e fuori dagli stadi soprattutto per le dimensioni che hanno assunto di recente a opera di tifoserie ultras. Purtroppo il legislatore italiano procede in questa materia in modo disorganico e senza un piano unitario, senza cioe' una visione complessiva delle cause e dei possibili rimedi, traendo spunti per intervenire sempre e solo da situazioni episodiche e occasionali". Nel suo intervento Santacroce si e' soffermato su altri settori della "giustizia" rilevando come nel settore lavoro si registri "un elevatissimo arretrato". Carenza poi di risorse umane e materiali, un tema questo pero' di cui si parla ogni anno.

(Saz/Col/Adnkronos)

30 gennaio 2009

ANTONIO CONTE

Il San Nicola deve tornare a cantare per il Bari. Antonio Conte, allenatore dei pugliesi, chiede il sostegno del pubblico nella sfida interna contro il Frosinone. "Siamo in testa - dice il tecnico salentino - e siamo soddisfatti perchè è un risultato frutto del nostro duro lavoro. Ora dobbiamo continuare su questa strada con carattere, fiducia e consapevolezza dei nostri mezzi. La squadra va incoraggiata e sostenuta. Il calore del tifo lo sentono gli avversari e anche l'arbitro".

DILETTANTI 2

Domenica il Lecce scende in campo a Siena, ma intanto già in molti pensano alla sfida con l’Inter, che arriverà nel Salento da capolista. Questo, indipendentemente dai risultati della prossima giornata: nella peggiore delle ipotesi, ovvero un’affermazione della Juventus sul Cagliari, con contestuale sconfitta casalinga dei nerazzurri con il Torino (evenienza che nessun tifoso leccese auspica, per ovvi motivi…) in vetta resterebbe pur sempre la squadra di Mourinho, a quota 49 punti. Come sempre, è atteso il pubblico delle grandi occasioni e come prevedibile, questa volta, per evitare quei problemi d’ordine pubblico che si sono verificati in altre occasioni (Milan e soprattutto Juventus), con la commistione di tifosi leccesi e dei grossi club, la Curva Sud sarà concessa per intero ai tifosi del club milanese.

La comunicazione è giunta direttamente dall’Unione sportiva Lecce, che in una sua nota sottolinea come per la gara in programma sabato 7 febbraio prossimo (inizio alle 18), “in accordo con la Questura di Lecce, in previsione di un notevole afflusso di tifosi interisti ed alla luce delle decisioni dell’Osservatorio nazionale, che non ha disposto alcun limite alla vendita dei tagliandi, per garantire lo svolgimento della manifestazione nella massima sicurezza”, la stessa società di via Templari “ha stabilito di destinare ai supporter interisti la ‘curva sud’ del Via del Mare”.

Gli abbonati di questo settore potranno quindi avvalersi dei tagliandi di tribuna centrale superiore sud rossa, che si potranno ritirare fino alle 19 di venerdì 6 febbraio a Lecce, presso l’associazione “Salento giallorosso” di viale della Libertà, numero 178, e nella giornata di sabato 7, dalle 15 alle 18, presso i botteghini dello stadio (previa, ovviamente, esibizione della propria tessera di abbonamento). Diramati anche i prezzi dei biglietti per i non abbonati:

Poltronissime: 90 euro (intero), 75 euro (ridotto) e 10 euro (rid. bambini)
Trib. Centr. Sup.: 60 euro (“), 50 euro (“) e 5 euro (“ “)
Trib. Centr. Inf.: 45 euro (“), 40 euro (“) e 5 euro
Distinti: 35 euro (“), 30 euro (“) e 3 euro (“)
Trib. Est: 30 euro (“), 25 euro (“) e 3 euro (“)
Curva Nord: 25 euro (“), 20 euro (“) e 2 euro (“)
Ospiti (Curva Sud): 25 euro


DILTTANTI

Trasferta vietata a Cutro per i tifosi del Praia domenica in occasione della gara valida per il campionato di calcio di Eccellenza calabrese. La decisione di vietare la trasferta è stata presa dal Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica di Crotone per motivi di ordine pubblico per il rischio di incidenti tra opposte tifoserie.

SANTA SCORESE


Avevo una compagna di scuola, figlia di un agente di Polizia, cattolica fervente.
Io, militante rivoluzionario, lei seguace del Vangelo, io sempre in mezzo ai casini, lei che pregava per me. Morì ammazzata da un maniaco il 15 Marzo del 1991, davanti a casa sua, al termine di lunghi mesi di molestie, minacce e pedinamenti.
Il 6 Febbraio avrebbe compiuto 41 anni ma "muor giovane chi è caro agli dei", come diceva Menandro. Quelli come me forse non sono mai piaciuti a Dio .
Prima o poi la Chiesa la riconoscerà come Santa, di nome e di fatto.
Speriamo presto.
Vorrei ricordarla oggi perchè è grande l'affetto che mi lega a papà Piero e mamma Angela Scorese. Io so che Lei mi protegge ancora, come ai tempi del Liceo quando mi cacciavo nei guai.
Ciao Santa, mi manchi.
Vincenzo

http://www.santascorese.it/Scorese.html

GLI AVIERI DEL SAN VITO

Postato da Salvatore Ferragina il Venerdì, 30 gennaio @ 16:48:18 CET
Contributo di Salvatore Ferragina


Zaminga forse si forse no.
Aggiornamento in tempo reale sulla raccolta pro deltaplani... e di tutto e di più



Allenamento

Il penultino allenamento svoltosi al mattino al Polisportivo di Giovino ha rivisto Zaminga allenarsi con i compagni.
Pur non essendo certi del suo impiego domenica, staff medico, calciatore e Provenza decideranno domani, sappiamo che il calciatore ha lavorato regolarmente e solo per precauzione non ha svolto la partitella finale.
La rifinitura di domattina scioglierà ogni dubbio.
Per Bruno, che ieri si era allenato regolarmente, c'è stata la "ricaduta", ovvero il calciatore ha di nuovo la febbre, crediamo che forse le strade fra il bravo centrocampista e il Catanzaro stanno per dividersi.
Francesco Corapi sta ritornando pian piano ad essere disponibile, è pensabile che dopo la sosta potrà essere recuperato a tutti gli effetti, lo stesso discorso è valido per Mangicasale e per il difenore Ciano.
Da Roma rientrerà martedì prossimo Antonio Montella, l'attaccante è un cura presso un noto fisiatra della capitale.

Stadio
Non si è riunita ufficialmente (così ci è stato riferito) nessuna Commissione per decidere sulla riapertura di alcuni settori dello stadio.
Ricordiamo che allo stato attuale il Comune di Catanaro dovrà riformulare il progetto con le modifiche apportate e da apportare.
Purtroppo le situazione metereologica che sta imperversando sulla regione e su tutto il territorio comunale ha impedito a tecnici e ai progettisti di dedicarsi a pieno regime del problema Nicola Ceravolo.
Lo scoglio principale da superare è la messa in sicurezza dei settori oggi chiusi, così come richiesto dal Commissione di Vigilanza e soprattutto dal responsabile per i Vigili del Fuoco.
Se verrà aperto qualche nuovo settore domani è come giocarsi non un terno, ma una cinquina al lotto, chi vivrà vedrà.

Da Vibo Valentia
Dovrebbero essere un centinaio circa i tifosi della Vibonese che si recheranno al Nicola Ceravolo.
Per loro nessun divieto visti i buoni rapporti fra le due tifoserie in una piazza che da sempre è un feudo giallorosso.
I tifosi rossoblu potranno prenotare il loro tagliando d'ingresso presso una rivendita della loro città, l'elenco con nome, cognome e data di nascità sarà consegnato presso gli addetti alla biglietteria del Nicola Ceravolo che consegneranno il biglietto al costo di € 10,00

Raccolta Pro Deltaplani
La raccolta per le somme da destinare al pagamento delle multe (circa tremila euro) per gli avieri del San Vito continua.
Anche attraverso il sito www.uscatanzaro.net ci si sta prodigando, coinvolgendo pure gli utenti sparsi in tutta Italia e all'estero, alcuni hanno già dato la loro disponibilità ed hanno avuto dal sottoscritto le modalità su come partecipare.
Ad oggi l'aggiornamento (dati in mio possesso in quanto preposto alla raccolta) sono i seguenti:

Club Massimo Palanca € 300,00
Gruppo Soverato (ex Club Pultrone) € 50,00
Tifosi (raccolta di Catanzaro Manfredonia) € 330,00
Catanzaro Club 1979 € 500,00
Tifoso A.C. € 50,00
Club N.Pellegrino "Cani Sciolti" € 300,00
TOTALE € 1.530,00

Domenica sarà possibile versare l'offerta ai botteghini dello stadio e davanti ai cancelli dei settori aperti.
Chi vuole che appaia il suo nome e cognome nell'elenco che verrà divulgato a fine racclta può depositarli nell'apposita cassetta in busta chiusa indicando nome e cognome.
Pe partecipar possono esere anche contattati i club organizzati della città.
Le somme eventualmente in devulute in più saranno utilizzate per la coreografia prevista a maggio, per Catanzaro Cosenza.
L'Avv.Alessio Spadafora è il responsabile del procedimento che a sanzione pagata comunicherà il resoconto totale che comunque verrà aggiornato fino a domenica dal sottoscritto in base ai dati in mio possesso.
SF

TIFO SENZA ERRORI

Progetto educativo di promozione sociale per i giovani promosso dalla UISP, grazie ad un finanziamento della Regione Toscana in collaborazione con l'Assessorato allo sport della Provincia di Pistoia



Tifare da veri sportivi: si allarga felicemente il progetto 'Ultrà corretto', progetto educativo di promozione sociale per i giovani promosso dalla UISP, a livello nazionale, e realizzato anche a Pistoia grazie ad un finanziamento del Centro di Documentazione alla Legalità della Regione Toscana ed alla collaborazione con l'Assessorato allo sport della Provincia di Pistoia che ha subito riconosciuto il valore formativo dell'iniziativa soprattutto nel mondo scolastico.
Visti i risultati positivi della sperimentazione svolta nello scorso anno scolastico, in termini di gradimento e di coinvolgimento attivo dei ragazzi su queste tematiche, nel 2008/2009 il progetto sarà ulteriormente sviluppato a livello provinciale e coinvolgerà nove classi di terza media dell'Istituto Roncalli di Pistoia (con inizio da febbraio) tre classi di seconda media dell'Istituto Ferrucci di Larciano (con inizio a marzo) e quattro classi di terza media dell'Istituto Pasquini di Massa e Cozzile che hanno già iniziato i lavori da gennaio, classi che si vanno ad aggiungere alle cinque di terza media dello stesso istituto che hanno svolto il progetto l'anno scorso.
Gli incontri, cinque per classe di due ore ciascuno, tratteranno in modo specifico i temi relativi a valori dello sport, fenomeno ultrà-tifo corretto e razzismo. Altri incontri saranno dedicati alla realizzazione una campagna di informazione in cui i ragazzi, dando voce alla loro libera creatività, realizzeranno altrettanti 'momenti' educativi pensati e diretti ai loro coetanei.
Come l'anno scorso saranno prodotti materiali come striscioni, cartelloni, magliette, fumetti, articoli, spot, supporti informatici (DVD), oltre ad un giornalino, che rappresenteranno la sintesi della iniziativa e del percorso fatto insieme sui temi dello sport corretto. come momento conclusivo verrà organizzato anche un torneo misto di pallavolo, tennis, calcio, basato su regole di fair - play create appositamente dai ragazzi. Tutte esperienze, già sperimentate lo scorso anno con successo. Tutte le informazioni sul progetto sono sul sito internet www.uisp.tv.it

'Lo scopo del progetto è di sensibilizzare i giovani riguardo a certi argomenti e problematiche - dice Fiorella Luchi, presidente del Comitato Provinciale UISP di Pistoia - che, da anni, minano alla base le discipline sportive: violenza, fuori e dentro gli stadi, episodi di intolleranza razziale, esasperazione della passione sportiva per una squadra. L'obiettivo è far riflettere i ragazzi sugli aspetti negativi che fanno da corollario allo sport e la finalità è far loro produrre una campagna informativa: sono i ragazzi stessi a ideare e realizzare materiali per una campagna promozionale fatta per i loro coetanei. La sfida è di provare a veicolare certi messaggi unificando mittenti e destinatari. Si è cercato di stimolarli sulle problematiche legate allo sport e di capire la loro concezione di sfida sportiva, giocata o fruita come spettatore, cercando di sviluppare una coscienza civile: partire dall'analisi del micro-mondo sportivo come modello esportabile nella vita di tutti i giorni. Sono sicura che questo possa essere un punto di partenza per avviare quel difficile processo di cambiamento di cultura dello sport e per diffondere i valori che sono necessari alla convivenza civile. Mi auspico, proprio per il valore sociale dello sport e, in particolare, di questo progetto, che ci sia la volontà di consolidarlo ed ampliarlo, estendendolo sul territorio provinciale'.

'Abbiamo aderito con convinzione a questa iniziativa - dice l'Assessore provinciale allo sport Floriano Frosetti - anche perchè si inserisce compiutamente nella progettualità privilegiata dal mio Assessorato in questi anni. Molte delle nostre iniziative sono state finalizzate alla promozione dello sport come veicolo di solidarietà, di inclusione sociale, di promozione della salute. Questa di UISP ci è piaciuta ancora di più non solo perché va ad intervenite su un male sociale, quello della violenza, quanto mai attuale ma perché rende i giovani protagonisti non passivi di un percorso educativo. Riteniamo che progetti come questo, durevoli nel tempo, rivolti in modo particolare al mondo della scuola, siano capaci più di altri di arginare ed 'educare' ai concetti di legalità e al rispetto delle regole, contro fenomeni di eccesso e devianza che nello sport trovano, purtroppo e troppo spesso, il loro terreno specifico'.

Provincia di Pistoia




E IL SUDORE DEGLI ULTRAS TI FA SCHIFO?

Ilona Staller, pornostar e ex deputata radicale
Ilona Staller, pornostar e ex deputata radicale

Ilona Staller: "Mi piace il sudore dei calciatori"

Di Paolo Salvatore Orrù

L’altra parte del cielo ha il calcio nel cuore. Trecento milioni di donne, la conferma giunge da una ricerca condotta da Women's World of football, seguono con competenza i rimbalzi della sfera di cuoio. Fallo laterale, fuorigioco, punizione, rigore, cartellino rosso: una volta carpiti i segreti, un tempo gelosamente custoditi dalle confraternite ultrà, le donne hanno guardato oltre. Accorgendosi che i calciatori, a lungo sacerdoti e custodi di un oscuro rito pagano, oltre all’alloro dei campioni, molto spesso esibiscono un corpo in genere niente male. “Perché negarlo? Qualche volta mi soffermo sui lineamenti degli atleti in campo. David Beckham, per me è il prototipo di quello che si dice un bell’uomo, lo sarebbe anche se facesse un altro mestiere. Ha un fisico scolpito, secondo me assomiglia un po’ a mio marito”: commenta Manila Nazzaro, ex miss Italia, attrice teatrale, conduttrice televisiva e moglie di Francesco Cozza, il talentuoso centrocampista della Reggina.

Le donne, attraversando la fatale soglia di curve, gradinate e tribune, hanno gioiosamente infranto la rituale solitudine del maschio da stadio. Soprattutto hanno dissacrato un tempio che per decenni era stato, con qualche significativa eccezione, il regno asessuato del tifoso. Al contrario, per loro il calciatore è spesso l’oggetto del desiderio. Per altre, invece, sono la via più breve per conquistare le luci della ribalta. “Per le donne in carriera, i calciatori sono l’emblema del successo. Per attrici e showgirl, il veicolo più agevole per attraversare le soglie delle porte che contano. Guardiamo in faccia la realtà: Belen, Ilary, e Simona Ventura devono tantissimo a illustri fidanzati, mariti o ex mariti. Per quanto mi riguarda, farei carte false per farmi vedere con Kakà o Beckham. Sai che pubblicità? Avrei offerte di lavoro a iosa e le scene mondane sarebbero tutte mie”: confessa con un pizzico di perfidia la modella, scrittrice e disc jockey Silvia Rocca.

Ci sono voluti anni perché le donne potessero infrangere il tabù più importante, poter assistere alle partite di pallone senza l’accompagnamento del genere maschile. Chi di tabù ne ha infranto tanti è Ilona Staller: “Qualche volta vado allo stadio, altre volte guardo la partita in tivù con mio figlio. Mi conquista il sudore di chi a tutti i costi desidera vincere. Peccato che molte frange ultrà più che per assistere alla partita vadano allo stadio per darsela di santa ragione. Totti e Del Piero sono i miei campioni. Andrei in tribuna per assistere a Ungheria-Italia: però non saprei chi tifare. Certo, il mio paese non ha più i campioni di un tempo. Il mio mito? Ferenc Puskás”, rivela con inattesa competenza l’ex attrice porno e ex deputata al parlamento italiano.

Fra le donne, resta ancora una importante frangia che “del calcio me ne frego”. A questa schiera si è iscritta la conduttrice e giornalista televisiva Tessa Gelisio: “Non faccio parte di tribù, non ho calciatori cult, non credo che con l’ingresso delle donne allo stadio sia infranto un qualche tabù: ero a Formentera con 15 amici quando gli azzurri hanno giocato la finale dei mondiali. E mentre loro si dannavano, quasi galvanizzati, l’anima davanti alla tivù, io leggevo beatamente un libro in un'altra stanza”. Chi ha ragione? Di sicuro, l’hanno cantato anche i Pooh: “le stanze della vita sono piene di parole di gente troppo insieme e di persone troppo sole”.

IL NOME DI GABRIELE INVANO

"Non mi sembra centrato ne' di buon gusto evocare la tragedia della famiglia Sandri in relazione all'armamento dei vigili". Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, torna cosi' sulla polemica scatenata dalle dichiarazioni del presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, che parlando del via libera all'armamento dei vigili urbani capitolini ieri ha evocato il rischio del ripetersi della tragedia di Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso dall'agente di polizia Luigi Spaccarotella l'11 novembre 2007. A margine del congresso nazionale dell'Associazione matrimonialisti italiani, oggi in Campidoglio, Alemanno ribadisce il suo giudizio sul provvedimento appena varato dall'aula Giulio Cesare: "I nostri vigili saranno attentamente addestrati, come tutti i poliziotti saranno perfettamente in grado di usare con misura l'armamento. Se poi c'e' qualcuno che sbaglia, come e' acceduto nel caso Sandri, andra' punito con forza. Ma non bisogna collegare automaticamente questi due fatti".

BEATO TE CHE CI CREDI, VERGANI

29 Gennaio 2009

È cominciato il girone di ritorno. Ma non solo per le squadre in campo. Anche in tribuna e nelle vicinanze degli stadi, è poi ripresa la partita della sicurezza. Schierati in formazione tipo, Osservatorio nazionale e Comitato d'analisi. Dirigente accompagnatore il ministero dell'Interno. Archiviata la giornata di ieri, ne rimangono altre diciassette. Si spera ugualmente tranquille e ordinarie. Al di là delle regolari vittorie di Inter, Juventus e Milan. Il girone d'andata era cominciato nel peggiore dei modi. Ultras napoletani all'attacco in trasferta verso Roma. Quindi l'aggiustamento della difesa, da parte delle istituzioni. Proclamata (e praticata) senza troppe eccezioni, la linea del rigore. E i risultati sono arrivati. A livello di serie A come in serie B e dagli stadi di provincia della Lega Pro. Rispetto alla prima metà della stagione 2007/2008, infatti, si sono contati, rispettivamente: meno feriti in generale e meno incontri con feriti in particolare, molte meno denunce e meno arresti, di conseguenza meno limitazioni dell'accesso agli impianti, soprattutto meno agenti reclutati in servizio, per un lavoro più o meno straordinario e sempre pericoloso. Nonché alquanto oneroso. Bene, data la calma relativa “si calcola che si sono risparmiati fino a 7 milioni di euro di spesa” fanno sapere dalla Polizia.

Meglio ancora, aumentano leggermente le presenze a San Siro, al San Paolo, all'Olimpico di Roma e a quello di Torino, a Marassi e altrove. È che il clima si è fatto più mite, dall'ultimo autunno all'inverno calcistico. Gli animi si sono raffreddati. Molte procedure di selezione e altri meccanismi di controllo, ormai rodati, funzionano eccome, anche solo da deterrente. I gruppi e i sottogruppi ultras non sono più padroni assoluti del territorio, non agiscono più in una zona franca. Sebbene continuino a presidiarne alcuni settori e attività. S'intende attività a scopo di lucro. Talune società tendono ancora a tollerare, e ad accomodare, situazioni di privilegio concesse agli stessi individui/fazioni che pure che le ricattano, ne condizionano la libertà, piantano grane senza pagare dazio. Tanto, a rimetterci saranno comunque la stessa dirigenza e il resto del pubblico. E altre difficoltà incontrano l'introduzione e la diffusione della cosiddetta Tessera del tifoso. Insieme uno strumento per la fidelizzazione del proprio cliente, da parte del club; un documento ufficiale personale, per l'accelerazione di eventuali procedure di controllo, da parte delle questure e del ministero. Ma la maggior parte dei dirigenti nicchia, rimanda l'operazione all'infinito, è piuttosto scettica sulla sua reale praticabilità.

D'accordo, non sono tutte rose e fiori. Però non si discute, le leggi Pisanu-Amato hanno dato frutti. I numeri danno ragione alla coerenza bi-partisan del Viminale, nel tempo. Almeno dal 2002 a oggi. Almeno in materia di sicurezza dentro e fuori gli stadi di calcio. Resta da giocare il big match per la costruzione (ristrutturazione) degli impianti di proprietà. Una partita politico-amministrativa che il recente disegno Butti-Lolli, anch'esso una proposta bi-partisan, intende sbloccare una volta per tutte. Segnando una strada facilmente percorribile: meglio la garanzia di un mutuo a tasso agevolato, ottenuto dal Credito Sportivo, che non un finanziamento governativo diretto. La società sportiva interpella il comune, il comune un Comitato tecnico. Il Comitato dà parere positivo o negativo. Fatto. Convinte e contente le parti in gioco, per l'edificazione di una struttura polifunzionale, altamente produttiva, elemento di trasformazione urbanistica perché no di un quartiere o di una periferia, di una zona verde o commerciale. Il ddl in questione è oggi al vaglio delle commissioni. Presto potrà essere calendarizzato e chissà, ridefinito, infine messo ai voti e si vedrà allora come andrà a finire. Anche le partite parlamentari non finiscono mai.

SPAGNA VIVE

Omaggio dei tifosi a Claudio Vincenzo Spagnolo, a quattordici anni dalla sua uccisione. Davanti allo stadio, nello spiazzo dove la coltellata di un ultras del Milan spezzò la vita di “Spagna”, si è radunata oggi alle 13,45 una piccola folla. C’erano i genitori, che hanno deposto fiori davanti al monumento e alla targa, una delegazione della società, gli amici di San Teodoro e tanti tifosi che condividevano con Spagnolo l’amore per i colori rossoblù.

I genitori di Vincenzo Spagnolo davanti alla targa che ricorda loro figlio

I SOLITI ALLARMISMI

ROMA - Sale la tensione per la gara (amichevole) Italia-Brasile, stadio Emirates, 10 febbraio, Londra. Il Viminale quasi sicuramente manderà in Inghilterra un vicequestore e una decina di agenti, in borghese. C'è il timore di qualche manifestazione di protesta nei confronti del Brasile da parte di ultrà italiani, anche se la polizia inglese non è certo tenera. C'è il rischio che qualcuno fischi l'inno, o eventuali saluti fascisti: purtroppo, c'è il precedente poco felice dell'ottobre scorso, a Sofia.

In occasione della gara con la Bulgaria alcuni tifosi del gruppo di destra, Ultras Italia, si distinsero per i saluti fascisti, i cori per Mussolini e altri poco simpatici episodi. "Una vergogna", disse nell'occasione Ignazio La Russa. La vicenda fu poi archiviata: non ci furono alcuni provvedimenti da parte dell'autorità giudiziaria di Sofia. Gli ultrà, provenienti soprattutto dal Nord, poi non crearono alcuni problemi a Brindisi con la Macedonia e nemmeno in novembre ad Atene con la Grecia. Ma ora dopo le parole di La Russa e del ministro Giorgia Meloni c'è il rischio che possa salire la tensione.

I biglietti per la partita sono in vendita già da dicembre sul sito dell'Arsenal e nei prossimi giorni saranno venduti al botteghino: non esistono in Inghilterra biglietti nominativi mentre quelli appannaggio della Federcalcio (tutti biglietti omaggio, nessuno in vendita) sono "sicuri", perché i nominativi dei tifosi a cui sono destinati sono controllati dal Viminale.

Giancarlo Abete segue con attenzione la situazione da giorni, tenendosi in contatto con i vertici di Palazzo Chigi. "Massimo rispetto per tutte le posizioni, fa parte di una logica di dibattito politico, ma stiamo serenamente preparando l'evento sul versante sportivo. Il caso Battisti non è collegabile alla partita in quanto tale", spiega il n.1 del calcio italiano. In caso di forfeit, la penale sarebbe altissima per la Federazione (e la Fifa potrebbe prendere provvedimenti). Contro la proposta della Meloni di giocare con il lutto al braccio c'è poi la posizione di Gigi Buffon ("mi sembra esagerato, noi giochiamo per distensione") e Antonio Matarrese. "Non ci facciamo una bella figura- ha detto il presidente della Lega Calcio- Brasile-Italia si deve giocare, tra l'altro siamo ospiti in casa d'altri e il lutto al braccio non sarebbe mai consentito dalla Fifa. E poi il lutto al braccio per cosa? Dobbiamo stare attenti all'immagine dell'Italia fuori dai nostri confini".

Matarrese, ex onorevole Dc, comunque spiega: "Il Brasile ci deve rispettare come Paese: siamo irritati perché ci offende, ed è giusto alzare la voce. Per questo è bene tenere alta l'attenzione dell'opinione pubblica, parlarne. Ma la Fifa non accetterebbe mai un gesto del genere per l'amichevole di Londra". Per la Figc, insomma, nessun problema: si giocherà regolarmente, peccato che le polemiche politiche rischino di guastare una sfida ad altissimo livello. Con Kakà, Ronaldinho, Pato...

RIFFA DEI BOYS

Sabato pomeriggio, prima della partita contro l’Albinoleffe, ragazzi del Gruppo saranno presenti in tutti i settori parmigiani dello stadio Tardini. Direttamente da loro (oltre che al botteghino BOYS di Curva Nord e in vari esercizi della città) sarà possibile acquistare i biglietti per la quarta edizione della Riffa dei BOYS. La lotteria serve ad aiutare economicamente chi è in difficoltà (nella fattispecie: l'Associazione Emiliana Fibrosi Cistica) e a coprire una parte delle spese sostenute dal Gruppo per aggregare persone nel nome di Parma e per sostenere i nostri colori in ogni dove. Le iniziative benefiche organizzate dagli ultras parmigiani nel corso degli anni sono tante e sfatano molti luoghi comuni su chi vive lo stadio in modo radicale, con accesa passione e senza ipocrisie.
Per festeggiare e ringraziare gli ultras e i tifosi gialloblù che, per l’ennesima volta, hanno deciso di aiutare i BOYS in un’iniziativa di solidarietà, invitiamo tutti ad un brindisi collettivo. L’appuntamento è dalle 14 in poi, davanti al vecchio ingresso della nostra Curva, nello spiazzo dove ci ritroviamo ogni volta che gioca il Parma, a fianco dell’edicola. Chi vuole potrà contribuire portando cose (da mangiare e da bere) da condividere con tutti gli altri.
L'estrazione dei biglietti vincenti della Riffa dei BOYS si terrà il 14 febbraio 2009 durante l'intervallo di Parma-Grosseto.

ASCOLI-ANCONA

(AGI) - Ascoli Piceno 30 gen. - L'incontro di calcio di serie B di domani, 31 gennaio, fra Ascoli e Ancona, è una gara a rischio di scontri fra le due opposte tifoserie marchigiane.
Per tale motivo la Questura di Ascoli, ha già predisposto una serie di misure per prevenire qualsiasi situazione di pericolo o di incidente, legato al contatto tra gli ultra delle due squadre. Tra le misure, comunicate oggi dalla polizia, ci sono tra l'altro il divieto di portare all'interno dello stadio "Del Duca" striscioni o qualsiasi altro materiale che non sia stato preventivamente autorizzato nei giorni precedenti l'incontro, oltre a percorsi precisi e definiti d'ingresso nella zona del "Comunale", da parte delle due tifoserie. Per i supporters dell'Ascoli, l'ingresso è consentito solo dal ponte Rozzi, e da via delle Zeppelle, mentre è vietato tassativamente dalla Questura l'afflusso allo stadio dalla zona della circonvallazione nord della città. Quanto ai tifosi dell'Ancona, per quelli che raggiungeranno il "Del Duca" con mezzi propri, essi dovranno uscire dal casello dell'A14 Adriatica a San Benedetto, percorrere poi la superstrada Ascoli-Mare, ed uscire poi solo a Rosara, evitando quelle precedenti di Marino del Tronto e Porta Cartara. Da lì, dovranno utilizzare la circonvallazione nord per giungere allo stadio, parcheggiando al Piazzale delle Ginestre, e seguendo le indicazioni della polizia municipale di Ascoli. Naturalmente poi, la Questura "invita la tifoseria locale e quella ospite ad un comportamento corretto al fine di evitare incidenti o problemi di ordine pubblico".

SENZA LILLA

Sta facendo discutere parecchio la decisione del Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive, dopo la decisione di chiudere il settore ospiti dello stadio "Speroni" di Busto Arsizio in occasione del derby Pro Patria-Legnano di domenica 8 ottobre, ma comunque di "poter favorire l’accesso al settore ospiti delle gare segnalate, ad alcune categorie di spettatori quali le famiglie, i ragazzi delle scuole, le associazioni di anziani".La decisione, a parte le più diverse interpretazioni che adesso circolano in città e di cui poi ne leggeremo una pervenuta alla nostra redazione, dà un po' lo spessore della scarsa...sicurezza che emana questo Comitato di...sicurezza.La decisione lascia perplessi per diverse ragioni. La principale riguarda le modalità che le autorità di polizia dovranno attuare per individuare gli eventuali nuclei familiari che si presenteranno all'ingresso (forse dovranno mostrare lo stato famiglia?), oppure i ragazzi delle scuole (forse dovranno presentare la pagella consegnata loro in questi giorni?) e per capire se un'associazione è composta da anziani (già, da che età si diventa anziani?).La volontà, poi, di favorire alcune categorie di tifosi è interpreta in diversi modi. Ecco, ad esempio, quello che ci suggerisce un lettore-tifoso:"Buongiorno, vorrei correggere l'interpretazione data nei confronti del provvedimento adottato dall' Osservatorio. Quando si parla di settore ospiti chiuso ma 'aperto' ad altre iniziative che vedano coinvolti studenti, pensionati, etcc..., secondo me sta a significare che la società Pro Patria potrà fornire dei biglietti omaggio per quel settore a tifosi di quelle categorie ma comunque bustocchi.Dovrebbe essere così perché quando si è presa la stessa decisione per il campionato di serie A, per esempio a S.Siro, nel settore ospiti chiuso venivano messi studenti, bimbi di società di calcio, nonni con nipoti.Se invece dovessi sbagliarmi e fosse davvero come avete interpretato, allora sarebbe veramente una decisione assurda.Grazie dell'attenzione.Andrea".A questo punto, abbiamo interpellato Saverio Granato della segreteria della Pro Patria, chiedendo di aiutarci alla miglior "traduzione" possibile del comunicato emesso dal CASMS."Fino a quando non avremo in mano l'ordinanza del questore - ci ha detto il segretario della squadra biancoblu - preferiamo astenerci da qualsiasi comunicazione ufficiale. La decisione dovrebbe avvenire nei primi giorni di settimana prossima. Soltanto allora sapremo se, chiuso realmente il settore ospiti, i tifosi lilla avranno altri modi per accedere alle tribune dello stadio. Anticipare ogni altra conclusione, in questo momento, sarebbe eccessivo e fuori luogo. Potremmo creare delusioni o illusioni senza fondamento".

W IL RUGBY

Roma, 29 gen (Velino) - A dieci giorni dall’esordio dell’Italia del rugby nel Sei Nazioni contro l’Inghilterra (stadio di Twickenham, sabato 7 febbraio) fa molto discutere il proposito da parte del ct azzurro Nick Mallet di fare allenare Mauro Bergamasco nel ruolo di mediano di mischia. Un ruolo ricoperto negli ultimi tempi da giocatori attualmente infortunati: Picone, Travagli e Canavosio; quest’ultimo, tuttavia, in fase di recupero. Per i purissimi sostenitori della specializzazione nel ruolo, il progetto del tecnico venuto dal Sudafrica, appare una eresia: non è lecito trasformare, per giunta a 30 anni (il padovano li compirà a giugno), una terza linea in mediano di mischia. Nell’immaginario comune essenzialmente la terza linea è un avanti con fisico possente con missione da distruttore (placcatore) e propositore del gioco sulle palle recuperate. Un mediano di mischia è, invece, il regista della squadra che inventa il gioco sulle palle guadagnate dai propri avanti e serve i compagni con passaggi rapidi, precisi e possibilmente potenti. Il numero 9 è spesso il giocatore dal fisico meno dotato della squadra. Questa differenziazione aveva un suo senso preciso fino a qualche mese fa quando sono state inserite delle nuove regole che rendono il progetto di Mallet assolutamente interessante. Facciamo un passo indietro. Contrariamente a quanto accade nel calcio, che le proprie regole non le muta mai neanche a rischio di perdita completa di credibilità – pensiamo ai quotidiani guazzabugli collegati con il fuori gioco -, il rugby aggiorna periodicamente le proprie regole al fine di mantenerne intatti l’essere, a seconda da come leggi la storia di questi due sport con stessa matrice, ne è padre o figlio - è la metafora di una battaglia che da giocarsi sul campo su un piano tecnico e tattico assistiti dalle regole. A ogni mossa dell’avversario, perciò, si oppone una contromossa a renderla sterile. Quanti più si è bravi, tanto più c’è il rischio di raggiungere uno stallo. Ovvero fatta la legge trovato l’inganno. L’International Rugby Board, così, quando si accorge che dal punto di vista tattico si sta per raggiungere un punto di non ritorno, dopo aver studiato il problema, pone dei correttivi per restituire al gioco la sua fluidità.
Negli ultimi 50 anni sono stati tantissimi i cambiamenti che hanno permesso al rugby di rimanere quello che sempre è stato: la rappresentazione di una battaglia epica fatta di scontri e corse con il pallone in mano da portare nella parte avversa. Esattamente il contrario di quello che si fa nel calcio dove, per esempio, per introdurre una regola che evitasse la tattica perditempo del passaggio al portiere, ci sono voluti più di cento anni. Inoltre si sta ancora discutendo se ricorrere alla moviola sul campo in certi casi dubbi. Uno sport che vive sulla segnatura a volte di una sola rete, può accettare che questa realizzazione decisiva possa essere dubbia in un senso o in un altro quando la moderna tecnica offre sistemi sicuri per accertare la veridicità? Tutti gli sport di squadra ad alto livello ricorrono alla moviola. Il rugby in primis, ma anche il football americano, il basket e la pallavolo. Perfino nel tennis, dove pure ci sono giudici di linea che hanno solo il compito di guardare dove la palla tocca, si ricorre alla moviola. Nel calcio no. Tutto ciò premesso, torniamo a Mauro Bergamasco. Una delle regole nuove introdotta dal Irb per uscire da un gioco troppo chiuso e ammucchiato e fare respirare la manovra individuale e collettiva, riguarda il posizionamento dei giocatori durante la mischia chiusa. I giocatori devono rimanere legati e possono liberarsi soltanto quando la è palla è uscita da raggruppamento carpita dal mediano di mischia. Questi, perciò, si troverà per un momento senza l’assillo di essere intercettato se non dal mediano di mischia avversario, per altro spesso tagliato fuori. Si tratta di una libertà di manovra che consentirà molte iniziative, diverse da quelle classiche del mero passaggio al proprio mediano di apertura. Avrà possibilità di superare la linea del vantaggio ed inserirsi profondamente nel campo avverso. Quindi più si è Nembo Kid meglio è. Questa è una situazione del tutto nuova che consente di uscire da schemi classici. Fatta la legge trovato l’inganno. Nel senso che se l’Italia nel ruolo di mediano di mischia ci piazza un Nembo Kid dalle buone qualità organizzative,tecniche e agonistiche come Mauro Bergamasco ecco che vengono a prodursi prospettive del tutto nuove ed allettanti su cui costruire un ottimo presente nel torneo internazionale e un roseo futuro.
Il simpatico Nick Mallet – detto per la sua somiglianza il “George Clooney azzurro” – queste prospettive le ha ben inquadrate: “Il progetto è interessante, Bergamasco possiede tutte le qualità per recitare questo ruolo: passa bene il pallone e dispone di un buon uso del piede tattico in avanzamento. Lo sto provando e a lui non dispiace. È una idea, vediamo anche le condizioni di Canavosio.” Ciò che più alletta Mallet è che un uomo della potenza di Bergamasco (1,83 per cento chili di peso), capace di volate irresistibile, duro, aggressivo, formidabile anche in difesa, è l’ideale per sostenere l’arma migliore del rugby italiano, il pacchetto di mischia, Secondo il ct azzurro – e secondo il giudizio degli osservatori internazionali – l’Italia dispone di una prima linea dotata per tre ruoli “di sei giocatori in grado di giocare da titolari nelle nazionali più forti del mondo”. Parliamo dei piloni sinistri e destri Castrogiovanni, Aguero, Perugini, Nieto – cui aggiungiamo Cittadini e Lo Cicero – e dei tallonatori Ghiraldini (infortunato oggi), Ungano e Festuccia. Questa supremazia che non teme cambi in corsa, potrebbe offrire con un Bergamasco (65 caps azzurri) leader fare grandi risultati. D’altronde un esempio delle grandi possibilità di un mediano di mischia formato Nembo Kid le offre il Galles, al momento nel ranking mondiale primo paese dell’emisfero Nord. Si tratta di Mike Phillips un superman di un metro e 93 centimetri per 103 chili di stazza. Quando parte apriti cielo… e il cielo si aprirebbe ancora di più se potesse contare su una prima linea ed un pack quale quello italiano. Non è dato ancora sapere se Mallet ci proporrà davvero questa sorpresa a Twickenham. Quel che è certo che al George Clooney azzurro non fa certamente difetto il coraggio.

(Giacomo Mazzocchi)

DIVIETO

Vendita di un solo biglietto per spettatore ospite, con incedibilità del titolo, da effettuare esclusivamente in alcune rivendite a Roma individuate dalla società Lazio. E' quanto deciso dal prefetto di Firenze Andrea De Martino per la partita Fiorentina-Lazio in programma domenica 8 febbraio. L'adozione delle restrizioni, con l'obiettivo di "garantire l'ordinato svolgimento della partita", si lega a "fattori di criticità" dell'incontro, considerati gli "attriti" manifestatisi in passato tra le tifoserie delle due squadre. In particolare il riferimento è alla partita del 3 dicembre 2006, quando "si registrarono seri problemi per l'ordine pubblico con scontri che portarono all'aggressione di una volante della polizia".

ROSINA

«Non sono tifoso e da loro non mi aspetto molto. Ma contestare dopo 23 minuti è sbagliato»
GIANLUCA ODDENINO
I carabinieri a difendere l'intimità granata, le porte chiuse a sigillare il Toro e una sala stampa che riapre (tra le infiltrazioni d'acqua) per ospitare Rosina. Il presidente Cairo, dopo il pareggio con la Reggina, ha decretato la fine del silenzio stampa e a metterci la faccia tocca al capitano, che non parlava dallo scorso 14 ottobre. Alessandro Rosina, se la partita con la Reggina era uno spareggio salvezza e voi l'avete sprecato malamente, come vi salverete? «Intanto ci sono ancora 17 partite da giocare e siamo a due punti dalla penultima: c'è tempo per recuperare e il Cagliari l'anno scorso ha dimostrato che nulla è impossibile. Noi abbiamo preparato con grande attenzione la partita con la Reggina, ma siamo rimbalzati contro il loro muro difensivo». Non avete fatto molto per vincere. Come mai? «Mancava la freschezza, visto che non siamo abituati a giocare tre partite in sei giorni. E questo si aggiunge all'aspetto psicologico: c'era l'atteggiamento del timore e tutto diventava difficile. Entrare in campo con la paura fa male». Quindi è una questione di testa la vostra crisi? «Andare in campo e giocarsela con serenità è una cosa. Noi, invece, da tre anni a questa parte dopo cinque partite di campionato siamo già agli scontri diretti per salvarci». Forse proprio questo sta scoraggiando i tifosi granata: non vedono segnali di speranza… «D'estate nasce ogni volta un Toro fiducioso di disputare campionati divertenti ed invece nel dna della società c'è l'acqua alla gola e il soffrire tutti insieme. Però abbiamo sempre lottato per salvarci e ci siamo riusciti: c'è qualità e voglia di rifarsi». Evidentemente non basta, l'altra sera vi hanno contestato pesantemente.«Quello che accade all'esterno non mi influenza: dai tifosi non mi aspetto molto, penso solo alla voglia di allenarci con intensità». Se lei fosse tifoso del Toro, cosa avrebbe fatto?«Io non sono tifoso del Toro: lotto per questa maglia e so quello che devo dare come giocatore. Il pubblico deve però darci una mano: fischiare o contestare così non lo capisco. Noi abbiamo già le nostra difficoltà, ma se dopo 23 minuti ci contestano così, sicuramente non fa bene alla squadra. Poi finita la partita è giusto che ognuno esprima il proprio umore». La curva vi invitava ad essere più grintosi anche perché non riceveva segnali dal campo. Non trova?«No, non capisco perché la squadra debba dare l'input ai tifosi. Che non può essere solo il gol: infatti quando segniamo i cori contro finiscono subito». Lei è l'idolo dei tifosi, sempre coccolato, ma quest'anno è stato pesantemente contestato. Perché? «So perché mi hanno contestato i tifosi e mi prendo le mie responsabilità. Però non è vero che mi hanno sempre coccolato». Dopo quel che è successo negli ultimi mesi, ha mai avuto la tentazione di andarsene? «Non da capitano: mi sembrava scorretto abbandonare la nave. La fascia mi fa sentire ancora più partecipe. Comunque le contestazioni succedono, si archiviano e ti fanno riflettere». Novellino sosteneva che lei non avrebbe mai giocato dietro le punte. Ora la retromarcia, stupito? «Il tecnico che rivede le scelte ha dei meriti. A volte anche io ero convinto di fare il trequartista e invece era meglio giocare sulla fascia». Avete fiducia nell'allenatore? «Certo».

IL SIRACUSA

Il freddo gelido proveniente dal Nord è arrivato anche a Siracusa ma non è bastato a raffreddare gli animi dei tanti tifosi che continuano a seguire con tanto entusiasmo la squadra gli allenamenti.

Ieri la squadra allenata da mister Auteri ha svolto un’unica sessione di lavoro; gli azzurri si sono ritrovati all’interno degli spogliatoi del “Nicola De Simone” alle ore 14.30 per iniziare a lavorare alle ore 15.00.
Una volta entrati sul terreno di gioco gli atleti hanno iniziato la sessione d’allenamento col risveglio muscolare, quindi una leggera corsa esercizi di stretching ed una serie di allunghi. In questa prima fase d’allenamento i due portieri Siringo e Fornoni si sono allenati col preparatore Luca Aprile.

Successivamente il tecnico Auteri ha distribuito le pettorine per far disputare ai suoi la partitella. Queste le due formazioni scese in campo, da una parte i blu schierati con: Fornoni, Iodice, Strigari, Vinci (Barbagallo), Bufalino, Martines (Caccamo), Berti, Biondo, Catania, Dalì, Frittitta; dall’altra i rossi schierati con: Siringo, Ginobili, Occhipinti, Accaputo, Gaudio, Cianni, Provenzano Alessandro, Rosella, Garufi, Sarli, Giurdanella.

Il risultato finale, dopo circa un’ora di gioco ha visto i “rossi” imporsi per 3-1 con le i marcature di Sarli (2) e Garufi, il goal della bandiera per i “blu” è stato messo a segno da Catania.
Nicola Mariniello ha lavorato in palestra continuando il programma d’allenamento differenziato.
Unici assenti all’allenamento i due influenzati Vincenzo Cosa e Walter Esposito.

La preparazione in vista della sfida contro l’Hinterreggio continuerà oggi, sempre con un’unica sessione di lavoro. L’appuntamento è alle ore 15.00 allo stadio “Nicola De Simone”.

29 gennaio 2009

CURVA COSTA

Cazzola candidato sindaco spacca lo stadio. Tra la gente del Dall'Ara c'è chi pensa che difenda i suoi affari e chi ritiene che un bravo manager sportivo possa essere anche un buon primo cittadino. Farà i conti con l'odio-amore dei suoi ex tifosi, e dovrà vedersela anche con i fortitudini
di Marcello Maccaferri



"Per me lo ha fatto solo per soldi. Una volta raggiunta la Serie A, ha abbandonato la squadra. Ha sfruttato il Bologna per farsi pubblicità", dice un giovane ultrà. "L'affare Tacopina ha rovinato la sua immagine", ribadisce una ragazza con la sciarpa rossoblù al collo. "Io non credo - interviene un anziano signore - E' stato il 'nostro' presidente, per me può far bene alla città". Odio e amore. Alfredo Cazzola 'spacca' lo stadio anche ora che ha deciso di candidarsi sindaco alle prossime elezioni comunali. L'occasione per chiedere ai tifosi del Bologna cosa ne pensano è di quelle perfette: oggi c'è il Milan e al Dall'Ara è previsto il tutto esaurito.

E' l'una. Intorno allo stadio cominciano a formarsi le prime file di tifosi alle biglietterie e le bancarelle in Piazza della Pace sono prese d'assalto da giovani a caccia di sciarpe e magliette. In via Andrea Costa, di fronte alla curva, cuore e luogo rappresentativo del tifo organizzato rossoblù, c'è già molta ressa. Fuori dai cancelli, piccoli gruppi di tifosi si preparano al big match, panini e birre alla mano. "Cazzola sindaco? - apostrofa incuriosito un giovane ultrà - Perché no. Alla guida del Bologna ha fatto bene, ci ha riportato in Serie A. Io lo voterei sicuramente". Intorno a lui, altri ragazzi sono impazienti di parlare: "E' stato il 'nostro' presidente, non vedo perchè non possa fare bene anche da sindaco", grida uno. "Non ti illudere - risponde l'amico - Lo ha fatto solo per soldi. Raggiunta la Serie A, ha abbandonato la squadra. Ha sfruttato il Bologna solo per farsi pubblicità. Non lo vedo come sindaco". Risulta subito evidente quanto le risposte siano molto in contrasto tra loro. Per il vero tifoso rossoblù, Cazzola è sì l'artefice della rincorsa alla Serie A, ma è anche il presidente dell'"affare Tacopina" e della 'svendita', a detta di molti, della società al socio Menarini. "Non si può negare che sia stato un bravo presidente - dice una ragazza - ma il teatrino con gli americani gli ha rovinato l'immagine. Prima mi piaceva, ora forse non lo voterei come sindaco". "Ci ha portato in A - ribadisce il suo ragazzo - ma appena alcuni suoi obiettivi sono falliti, ha deciso di lasciare la patata bollente ad altri".

La bocciofila è presa d'assalto. Quello è il luogo di ritrovo pre-partita per ogni generazione di tifosi rossoblù. Giovani e anziani siedono assieme parlando di calcio. "Cazzola è un grande - afferma con orgoglio Marco - Certo che lo voterò". "E' tutta un'operazione politica - gli fa eco un signore a breve distanza - Voleva Romilia e non l'ha ottenuta. Vedrai che se diventa sindaco blocca le autorizzazioni per il nuovo stadio". Proprio il caso Romilia sembra tenere banco tra i più informati e molti tifosi rimarcano in Cazzola il 'difetto' di essere prima di tutto un imprenditore e di guardare soltanto ai profitti. Un ragazzo, detto il Barone, è categorico: "La città non è un'azienda. Cazzola la tratterebbe come tale". Una signora racconta di un suo incontro con l'ex presidente rossoblù a Casteldebole, sede degli allenamenti del Bologna: "Ci sono andata per protestare contro il progetto di stadio 'commerciale' voluto da Cazzola. Romilia è indicativo di quanto il Bologna fosse soltanto lo strumento per arrivare a obiettivi, ed interessi, ben diversi". Tacopina, Romilia, Serie A sembrano essere le maggiori discriminanti. Ma non solo, perché tra i tanti tifosi c'è anche chi ricorda il passato di Cazzola come patron della Virtus e, di conseguenza, ne trae le dovute considerazioni. "Sono virtussino - sorride un ragazzo - Ti ho già detto tutto!". Poco più in là, l'inevitabile contrordine: "Vado tutte le domeniche nella Fossa dei Leoni - afferma un tifoso fortitudino - Apprezzo Cazzola per quanto fatto per il Bologna, ma come potrei votarlo?!". C'è anche chi non ne vuole sapere di parlare. Per queste persone, è il Milan l'unico pensiero.
In tribuna e nei distinti le opinioni rimangono sempre molto contrastanti, offrendo un quadro chiaro della situazione: la maggior parte dei tifosi riconosce a Cazzola di esser stato un buon presidente del Bologna (una donna urla che "è stato il migliore dopo Renato Dall'Ara"), ma la spaccatura sulla possibile candidatura a sindaco è netta. Da una parte, la sua popolarità fa ancora presa sui tifosi e chi lo ha apprezzato alla guida del Bologna, non ha problemi a vederlo sindaco. Dall'altra, c'è una buona fetta che gli rimprovera di aver abbandonato la società e di essere il primo responsabile di tutti i disagi pagati dalla squadra in campionato. Per questi, Cazzola è l'ultima scelta tra i possibili candidati. In mezzo, infine, ci sono poche persone, come Carlo, che mi ricordano che "sport e politica non si possono equiparare. Si può essere ottimi presidenti di club, ma pessimi sindaci e viceversa". Mancano pochi minuti al fischio d'inizio e dopo tante chiacchiere, i tifosi tornano a fare i tifosi.

UN CALCIO AL PALLONE

Il più grande scandalo del calcio italiano è entrato nella fase finale nel Tribunale penale di Napoli. Calciopoli attende i responsi dei giudici dopo le sanzioni delle istituzioni sportive.

Protagonisti Luciano Moggi, ex direttore generale della Juventus ed altri 23 imputati accusati di associazione per delinquere o frode sportiva. Per lo scandalo Calciopoli è intervenuta anche la Corte dei Conti che ha chiesto un risarcimento di 121 milioni per danni all’Erario.
Il “ dio pallone” è stato anche protagonista negli ultimi mesi della sconcertante trattativa per la vendita del giocatore brasiliano Kakà dal Milan al Manchester City( 105 milioni di euro al club rossonero e 19 milioni al giocatore) dello sceicco Moansour bin Zayed. Per una volta il denaro non ha fatto la differenza come spesso accade quando le società più forti e titolate del mondo strappano i ragazzini promettenti dalle società minori.
Il calcio, scrivono Ernesto e Sergio Menicucci nel libro “ Un calcio al pallone-Italia For Africa”, edito da www Lulu.com, è passione e entusiasmo, lealtà ed agonismo, esaltazione per la vittoria e disperazione per la sconfitta. Può anche diventare strumento di violenza, sopraffatto dal dio denaro, dalla corruzione, dalla violenza, dal razzismo, dal doping.
I due giornalisti ( Sergio Menicucci è stato venti anni in Rai prima al Tg3 con Aldo Biscardi al Processo del lunedì, poi alla Redazione Regioni e infine responsabile per sei anni dell’informazione regionale della Rai Molise. Ernesto lavora per il Corriere della sera) ripercorrono alcune delle complesse vicende del calcio: dalle morti improvvise di giovani atleti ai bambini cucitori di palloni sfruttati e resi schiavi, da calciopoli a moggiopoli, dalle morti negli stadi a quelle causate dal morbo di Ghering. C’è anche la storia simbolo dell’amore di Nelson Mandela per il calcio e la nuova frontiera africana che per la prima volta ospiterà nel 2010 il mondiale in Sudafrica. Non manca la lunga carrellata sulle vittorie Azzurre all’Olympia Stadion di Berlino con i ragazzi di Vittorio Pozzo nel 1936 e con i moschettieri di Marcello Lippi nel 2006. Vicende di calcio che la Rai ha raccontato per radio e tv con alcuni tele e radiocronisti entrati nella storia dello sport come Niccolò Carosio, Enrico Ameri, Nando Martellini, Sandro Ciotti, Guglielmo Moretti, Sergio Zavoli, Claudio Ferretti, Maurizio Barenson, Paolo Valenti, Luigi Necco, Marcello Giannini, Tonino Carino. Tradizione portata avanti ora da Riccardo Cucchi, Livio Forma, Massimo De Luca, Iacopo Voltpi, Fabrizio Maffei, Giancarlo Galeazi.
Per gli appassionati di calcio ci sono anche le schede dei protagonisti: da Cannavaro a Zidane, da Kakà a Messi, da Cristiano Ronaldo a Mirko Vucinic.
E nel libro si parla anche del calcio molisano.

"Un calcio al pallone - Italia for Africa"
di Ernesto e Sergio Menicucci
ed. www.Lulu.com, Roma 2008
pagg. 288 - 29,95 euro

VIOLA

(AGI) - Firenze, 29 gen. - A conclusione dell'incontro Fiorentina-Napoli, quando erano ancora in corso le fasi di deflusso degli spettatori dall'impianto, hanno aggredito un sostenitore del Napoli, un cinquantenne residente ad Arezzo, mentre si accingeva a far rientro a casa. Con un gesto di violenza assolutamente gratuito - spiega una nota della Questura di Firenze - quattro persone, R.L. di 48 anni, T.G. di 33 anni, B. M. di 31 anni e G. G. di 38 anni, tutti della provincia di Firenze, hanno aggredito la vittima colpendolo con una cinta al volto e procurandogli lesioni gravi.
Nell'immediatezza del fatto la Centrale radio allestita presso la sala Gos dello stadio, come in occasione di ogni incontro, ha inviato sul posto alcune pattuglie in servizio di ordine pubblico per l'incontro, dirette dal Primo dirigente Sergio Vannini, insieme a personale della Digos, coordinato dal dirigente Alfredo Pinto. Dopo una breve ricostruzione dei fatti e dopo aver acquisito alcune indicazioni sulla fisionomia dei responsabili del gesto, il personale delle Forze dell'ordine ha avviato le ricerche. In particolare, a distanza di circa 10 minuti dall'episodio, una pattuglia della Digos, coordinata dal Commissario Capo Roberto Ricciardi, ha individuato e fermato i quattro. La vittima e' stata immediatamente soccorsa e trasportata per le cure del caso presso l'ospedale di S. Maria Nuova. I quattro responsabili, non appartenenti alla tifoseria organizzata, sono stati accompagnati in Questura ed arrestati per i reati di lesioni personali dolose gravi.
Nel corso della notte il Questore di Firenze, Francesco Tagliente, ha adottato a carico di ciascuno degli arrestati il Daspo per la durata di 4 quattro anni, con la prescrizione di presentarsi in concomitanza con le partite disputate dalla Fiorentina nella regione Toscana un quarto d'ora dopo l'inizio della gara, un quarto d'ora dopo l'inizio del secondo tempo e 15 minuti dopo la conclusione dell'incontro presso l'ufficio di Polizia o la stazione dei Carabinieri competente in base alla residenza. Per le partite in programma al di fuori dei confini regionali e' invece previsto l'obbligo di presentazione in concomitanza con lo scadere della mezz'ora successiva all'inizio della gara.
L'episodio e' accaduto a margine di un incontro svoltosi in un clima pacifico, nell'ambito del quale i tifosi viola ed i sostenitori partenopei, tutti residenti in Toscana, hanno assistito alla gara condividendo gli stessi settori. Nessuna tensione e' stata registrata sul fronte arbitrale, nonostante le polemiche emerse nella giornate di martedi', e stemperate anche nel corso dell'incontro tenutosi tra il Questore ed i rappresentanti delle tifoserie organizzate.

BERGAMO

Tre agguati nelle ultime tre partite. Il primo il 21 dicembre, ai danni del convoglio dei tifosi juventini. L'ultimo mercoledì sera, contro i sostenitori del Bologna e le forze dell'ordine che erano di scorta. In mezzo, la sassaiola contro la colonna dei carabinieri che rientrava in caserma dopo la partita con l'Inter. Bergamo torna nell'incubo del tifo violento quasi senza accorgersene: fortunatamente non ci sono state vittime, e quindi gli episodi sono scivolati via nei trafiletti dei quotidiani. Ma bastava vedere gli occhi degli agenti e dei vigili subito dopo gli assalti, per capire che qualcuno se l'è vista davvero brutta.
A preoccupare è la tecnica, da vera guerriglia urbana. Come già prima della partita con la Juventus, alcuni giovani a volto coperto sono sbucati da una traversa di via del Lazzaretto, da sempre passaggio obbligato dei pullman che trasportano i tifosi avversari. Mercoledì sera il gruppo ha lanciato l'attacco da via Andrea da Bergamo, sul fianco sinistro del convoglio. Un'auto della polizia è stata colpita al finestrino del guidatore. Bersagliati anche due vetture della polizia locale e tre autobus dei tifosi bolognesi. Ci sono stati danni per i mezzi: ammaccature e vetri in pezzi. Pochi istanti in cui è volato di tutto: sassi, ma anche tondini di ferro del peso di un chilo e mezzo. Poi i teppisti si sono dileguati nel buio, mentre le forze dell'ordine tentavano a fatica di convogliare nella zona di prefiltraggio gli ultrà bolognesi inferociti. Momenti di forte tensione, che non hanno per fortuna avuto conseguenze sulle persone.
La Digos sta indagando, anche per capire se il gruppo è lo stesso che ha teso l'agguato ai pullman juventini: il 21 dicembre il copione fu infatti lo stesso, con l'unica differenza della via scelta per l'imboscata. I lanciatori di pietre quella volta uscirono da via Ghirardelli, poco più avanti, in corrispondenza del distributore di benzina.
Dopo la sfida con l'Inter ad essere attaccata fu invece la colonna dei carabinieri. Mentre transitavano da piazzale Oberdan, intorno alle 19, i mezzi militari erano stati colpiti da una sassaiola. Una volta in caserma, si constatò che uno dei blindati riportava una vasta ammaccatura sul tetto, probabilmente lasciata da un grosso masso. Particolare inquietante: visto il peso, probabilmente era stato lanciato dall'alto, forse addirittura da un'abitazione. Difficile infatti raggiungere il tetto del blindato dal piano stradale. L'allarme in Questura è alto, visto che domenica è in programma Atalanta-Catania. Il rischio è di cadere in nuovi agguati.

DORTMUND

Tragedia allo stadio Signal-Iduna-Park di Dortmund poco prima dell'inizio della gara tra Borussia e Werder Brema (impostosi poi 2-1) valida per gli ottavi di finale della Coppa Tedesca di calcio. Un tifoso è morto, cadendo dalla tribuna sud dell'impianto, per ragioni ancora da stabilire da parte delle autorità giudiziarie e di polizia, anche se si pensa ad un incidente. Malgrado il tifoso sia stato soccorso immediatamente dal personale medico dello stadio e poi trasportato in ospedale, è morto a causa delle ferite riportate nella caduta. (29/01/2009) (Spr)

TORO SEDUTO

Fabrizio Turco
Se quella di ieri sera doveva essere la sfida decisiva, quella da vincere assolutamente, il Toro merita ogni critica e soprattutto, la posizione in classifica che condanna senza appello la squadra di Novellino. Imbarazzante la prova di un Toro che mai ha messo in difficoltà Campagnolo e che ha creato l´unica occasione nel finale, quando ha colpo il palo con Dzemaili. A conti fatti è proprio la Reggina che, oltre a meritare il pareggio, torna a casa con qualche rimpianto - e qualche speranza - in più. Migliore in campo, in tanta penuria, ancora una volta il popolo granata: non basta la retrocessione virtuale, non basta quella che potrebbe essere annoverata come la peggior partita dell´anno per scoraggiare i tifosi. La pazienza dura 80 minuti, poi esplode la rabbia: «Andate a lavorare» fino al liberatorio «Andate tutti aff…». Lo stadio è desolatamente vuoto e non è più nemmeno una novità: i presenti non sono più di ottomila, il gruppo di tifosi reggini è sparuto, e nello spicchio ospite non sono in cento. Pochi ma buoni, verrebbe da dire: la Maratona canta compatta, manco la squadra navigasse in area Uefa. Tutt´altro, invece. La gente non si spazientisce per mezz´ora nonostante uno spettacolo inguardabile. Tanto che lo stesso Novellino non ha più nulla del Monzon dei vecchi tempi: altroché carica e grinta, il tecnico granata se ne sta in piedi davanti alla panchina ma passa il tempo ad allargare sconsolato le braccia. In tanta pochezza, e nel marasma più totale che coinvolge il Toro, c´è anche la pecca dei raccattapalle: si adeguano in fretta al nulla che vedono e s´impigriscono a bordocampo muovendosi con irritante lentezza. Alla faccia della prontezza che fece grande la Roma… A fine primo tempo anche la Maratona sbotta: «Vi impegnate o no?». Ma il punto è proprio quello: la squadra si impegna, anche se i risultati sono deprimenti. D´accordo, altra roba è il dannarsi l´anima, tirar fuori gli attributi, aggredire gli avversari con il pressing, caratteristiche che il Toro ha sempre posseduto nel dna. Ma lì, oltre ai problemi caratteriali, affiorano altre carenze, perché il Toro di oggi non ha soltanto il morale sotto i tacchi, ma è anche sulle ginocchia fisicamente. Oggi si riprende, con Novellino che cercherà di instillare coraggio ad una squadra che domenica a San Siro contro l´Inter rischia l´ennesima figuraccia. Ma a questo punto, anziché stare in silenzio e fare inutili allenamenti a porte chiuse, sarebbe molto meglio ammettere le proprie responsabilità e chiedere scusa ai tifosi.

LETTERA AL "GIORNALE"

Caro direttore,è difficile accettare che si possa morire alla fermata dell'autobus, sul marciapiede, investiti da un autista che non avrebbe dovuto guidare ubriaco e drogato. È difficile accettare che una signora - a pochi chilometri da Roma - possa essere aggredita selvaggiamente, rapinata e uccisa da un clandestino che non avrebbe neppure dovuto essere presente sul territorio. È difficile accettare che un tifoso possa essere ucciso in un autogrill, a seguito di tafferugli. Tutto questo non dovrebbe accadere, in un Paese civile. Ma, mentre per i primi due episodi - dopo il giustificato sdegno, interesse e procedimento penale legato ai fatti - è sceso un silenzio rassegnato, per il terzo episodio si sono concretizzate tante iniziative: blog, fan club, incontri con la stampa e personalità politiche e dello spettacolo. Perché si tratta di un tifoso? E che cos’è un tifoso? Forse una categoria che vale più di una signora ammazzata da un rom, o di un gruppo di donne, uomini e bambini (magari tifosi pure loro!) falciati incolpevoli, senza motivo? Il «tifoso» morto, è morto in quanto tifoso, o è morto perché coinvolto in tafferugli all’autogrill? E il poliziotto, che di mestiere dovrebbe garantire l’ordine pubblico e l’incolumità della gente, di fronte a tafferugli che cosa può fare? Di fronte a gente che scappa, dopo un colpo di avvertimento, che cosa può fare? E il «tifoso» aveva partecipato ai tafferugli, o ci si è trovato per caso? E i suoi amici, erano tutti idraulici con gli attrezzi del mestiere nel bagagliaio? Domande che mi frullano per la testa ogni volta che vedo le notizie in televisione e sui giornali... A proposito: se mi dovesse succedere qualcosa, vorrei che si sapesse che da piccola ero tifosa dell'Atalanta!Tifosa dell’Atalanta? Ma lei andava in trasferta con gli ultras? Infilava nel bagagliaio dell’auto qualche spranga? Si metteva in prima fila quando c’erano le cariche alla polizia? Con le bombe carta, come se la cavava? Abbia pazienza, ma ho l’impressione che non basti dirsi «tifosi» per meritare l’omaggio della «curva». Non basta nemmeno avere in tasca la tessera di abbonamento nel settore popolari dell’Olimpico o di San Siro. No, bisogna far parte del «branco», del «gruppo», bisogna essere «militanti». E allora di colpo, se si muore, si acquista il diritto di diventare eroi, naturalmente giovani e belli (gli eroi sono tutti giovani e belli), comunque meritevoli di un altarino eterno e di memoria scolpita in Internet e nei cori. Lei si stupisce per i due pesi e le due misure, e ha ragione. Però, vede, io non me la sento nemmeno di farne una colpa ai tifosi. Al contrario: penso che tra tanti istinti bestiali e malintesi codici d’onore, quello di ricordare i morti sia uno degli aspetti migliori della cosiddetta «cultura ultras». Il defunto aveva sbagliato? Non era un santo? Certo: ma che importa? Quando muore un parente, ogni famiglia non cerca forse di tramandarne il ricordo migliore? E il culto dei morti non è da sempre considerata una forma di civiltà? No, cara Serenella: non se la prenda con i tifosi. Non sbagliano loro a non lasciar cadere la memoria dei loro morti. Piuttosto sbagliamo noi a cancellare troppo in fretta il ricordo dei nostri. Magari solo per dare spazio, onore e dignità ai loro carnefici.

MODELLO ITALIANO

Nicosia (Cipro), 28 gen. (Ap) - Il governo di Cipro ha manifestato l'intenzione di proibire le trasferte dei tifosi in caso di partite ad "alto rischio". La possibile contromisura è stata annunciata oggi dal ministro della Giustizia, Loukas Louka, nel quadro della repressione dei fenomeni di violenza che stanno caratterizzando la stagione in corso. Scontri recenti hanno provocato il ferimento lieve di tifosi e agenti di polizia, oltre al danneggiamento di automobili e abitazioni colpite da lancio di pietre. Louka ha spiegato che lo stop alle trasferte sarà deciso di volta in volta dalle autorità locali dell'isola e dalla federcalcio cipriota.

ALESSANDRINI

E' stata ufficialmente vietata la trasferta di Trento ai tifosi dell'Alessandria. Lo si legge con una nota apparsa sul sito della società trentina:"Il Direttore generale comunica che in merito alla partita AC Mezzocorona – U.S. Alessandria prevista per domenica 1 febbraio allo Stadio briamasco di Trento con inizio ad ore 14.30, è stato notificato dal Commissariato del Governo per la Provincia di Trento su disposizione del Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive un provvedimento ufficiale che prevede "l’eliminazione del settore ospiti e la vendita dei biglietti esclusivamente ai residenti in questa provincia".
Il provvedimento è dovuto agli incidenti al termine della partita della Lega Pro Canavese-Alessandria: gruppi delle due tifoserie si sono azzuffati vicino all'ingresso principale dello stadio "Cerutti" e un militare è stato colpito probabilmente con il bastone di una bandiera. I carabinieri in quell'occasione hanno fermato tre tifosi alessandrini. Domanica quindi lo stadio Briamsco sarà aperto solo per i tifosi del Mezzocorona ed anche la vendita online per gli ospiti è stata sospesa."

CASMS

Niente tifosi rossoblù in trasferta in occasione di Roma-Genoa del prossimo 8 febbraio. Lo ha deciso il Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive, che ha stabilito limitazioni per alcune gare considerate a rischio dall’Osservatorio. Dalle limitazioni decise dal Casms, sono esclusi per l’intero territorio nazionale e per qualsiasi incontro i possessori della “Tessera del tifoso” rilasciata dalle società sportive abilitate. Settore ospiti chiuso per: Reggina - Roma(Serie A) del primo febbraio; Lecco - Pro Patria (I^ Div. A) del primo febbraio; Roma - Genoa (Serie A) dell’ 8/2; Novara - Lecco (I^ Div A) dell’8/2; Pro Patria - Legnano (I^ Div. A) dell’8/2; Paganese - Benevento (I^ Div. B) dell’8/2; Hockey Milano-Real Torino(Hockey su ghiaccio) dell’11/2. Il Comitato ha dunque ritenuto di poter favorire l’accesso al settore ospiti delle gare segnalate, ad alcune categorie di spettatori quali le famiglie, i ragazzi delle scuole, le associazioni di anziani. Invece per la gara Fiorentina - Lazio (Serie A) 08/02/09 l’organo collegiale ha disposto il biglietto singolo per i tifosi ospiti e l’incedibilità dello stesso. Per la gara Cutro - Pro Patria (Dilettanti) 01/02/09 il CASMS ha determinato che l’incontro, considerato ad altissimo rischio, si disputerà in assenza di spettatori.

FONDAZIONE SANDRI AL LAVORO

moto personalizzata S.S. Lazio Motociclismo verrà venduta all’asta e il ricavato sarà devoluto alla Fondazione Gabriele SandriÈ già stata formalizzata una prima offerta di Û 15.000 da parte dell’abbonato più distante, Rocco Pantaleo da Melbourne - Australia. La cerimonia di consegna della moto al vincitore dell’asta e una targa del Presidentedella Camera dei Deputati avverrà allo stadio Olimpico prima della partita di campionato Lazio-Bologna del 28 febbraio 2009.A seguire il dott. Claudio Lotito e il Direttore Generale della Honda Italia consegneranno la moto al vincitore dell’asta benefica nonchè i due assegni ai beneficiari dell’iniziativa.La Honda, primo gruppo motociclistico mondiale, ha messo a disposizione la innovativa DN 01 autografata da tutta la rosa dei calciatori.La scheda tecnica è visionabile su: www.hondaitalia.com É possibile durante la Fiera partecipare all’asta in diretta, da apposita postazione .Per ulteriori Informazioni consultare il nostro sito: www.sslaziomotociclismo.itPADIGLIONE 5 STAND F18 So.Spe. Solidarietà e Speranza

28 gennaio 2009

RADUNO ULTRAS A TORINO

I BRAVI RAGAZZI JUVE CURVA SUD ORGANIZZANO IL 27 MARZO 2009 UN RADUNO ULTRAS A TORINO APERTO A TUTTE LE REALTA', NESSUNA ESCLUSA, DALLA A AI DILETTANTI, PER DISCUTERE DELL'INTRODUZIONE DELLA "TESSERA DEL TIFOSO", L'ENNESIMO ATTACCO FRONTALE ALLA NOSTRA PASSIONE CHE VUOLE METTERE LA PAROLA FINE AL LIBERO ACCESSO AGLI STADI.
LA VOCE STA GIA' GIRANDO, MOLTI GRUPPI VENGONO AVVERTITI IN QUESTE ORE E IN TANTI STANNO MANIFESTANDO IL DESIDERIO DI ADERIRE.
OLTRE OGNI RIVALITA', NO AL CALCIO MODERNO, NO ALLA REPRESSIONE INDISCRIMINATA E AGLI ASSURDI DIVIETI.

PER INFO CONTATTATEMI IN PRIVATO ultrasblog@email.it

CARICA BARESE

Salvemini ricorda la stagione ´88-89 finita con i biancorossi in testa: "Rivedo il mio Bari: molti i punti in comune"
di Enzo Tamborra
«Tutti allo stadio». Come spesso accade di questi tempi, sono i siti dei tifosi a suonare la carica. Il Bari è capolista e potrebbe esserlo sino a sabato, Brescia permettendo (oggi il recupero dei lombardi con il Sassuolo). Ma la piazza già ribolle e da ieri c´è chi si è messo in fila per non mancare al match contro il Frosinone. Dalla società si sono già affrettati a consigliare l´acquisto dei tagliandi in settimana e l´arrivo allo stadio con congruo anticipo. «Riempiamo il San Nicola», il messaggio lanciato dal direttore sportivo Giorgio Perinetti. Di questo passo accadrà, ma ragionevolmente per il match contro i ciociari la previsione è di 20mila spettatori. Sarebbe il giusto riconoscimento a una squadra che dopo vent´anni ha riportato il Bari in cima alla classifica di serie B.

L´ultima volta accadde nella stagione ´88-´89 che i biancorossi chiusero al primo posto in compagnia del Genoa. In campo scendevano Mannini, Loseto, Carrera, Terracenere, De Trizio, Armenise, Carbone, Di Gennaro, Monelli, Maiellaro e Scarafoni. Una squadra costruita per vincere e affidata a Gaetano Salvemini, uno degli allenatori prediletti dal presidente Matarrese. «Fra me e lui è rimasto un rapporto speciale - sottolinea il 67enne tecnico originario di Molfetta, ma che da molti anni risiede in provincia di Reggio Emilia - Dopo la vittoria di Trieste, non ho resistito alla tentazione di chiamare il presidente per fargli i complimenti. Ha sofferto molto negli ultimi anni, queste vittorie premiano la sua abnegazione». Tra il suo Bari e quello di Conte trova subito un punto di contatto. «Il gran carattere è il comune denominatore tra le due squadre. Anche il mio Bari era duro a morire e sapeva venire fuori da situazioni difficili. In quella stagione patimmo subito il grave infortunio di Perrone, uno dei nostri punti di forza. Gli subentrò Carbone, la sostanza non cambiò. Quel ragazzo barese poi ne avrebbe fatta di strada, vincendo tanto con il Milan. E´ lo stesso augurio che faccio a Caputo: è lui il Carbone di questo Bari».

In quella stagione non c´era ancora Joao Paulo, ma l´anno successivo, in serie A, Salvemini accolse il brasiliano che oggi i molti rivedono in Barreto. «Hanno l´estro e la velocità tipici dei giocatori di quella scuola - dice Salvemini - Barreto vede più la porta, Joao in dribbling era imprendibile. In ogni caso, sono giocatori che infiammano una piazza come quella barese innamorata del bel calcio». Salvemini, che oggi fa il nonno a tempo pieno, esprime un desiderio in codice: «Quel giorno allo stadio ci sarò anch´io». Infine, il mercato: il divorzio di Panucci dalla Roma, potrebbe accelerare il ritorno nella Capitale di Galasso, peraltro poco considerato negli ultimi tempi da Conte. In tal caso, il Bari potrebbe andare alla ricerca di un terzino.
(27 gennaio 2009)

CAOS ARGENTINO

Bande di tifosi armati hanno preso d'assalto la sede del club argentino del Newell's Old Boys. A Buenos Aires, il noto capo ultras del Boca 'Fosforito' è stato assassinato nella sua abitazione

Almeno trenta persone armate di spranghe e pistole avrebbero fatto irruzione nella sede della gloriosa squadra di Rosario che prende parte al campionato di Apertura. causando molti danni. Ventuno gli arresti: i fatti si riconducono alla recente uscita di scena del presidente storico Eduardo Lopez, in carica con alterne fortune per 14 anni, sconfitto alle elezioni da Guillermo Llorente.

In pratica i tifosi storici del NOB hanno contestato le elezioni che si sarebbero svolte, secondo alcuni comunicati diffusi allo stadio dalla Barra Brava del Newell's in modo poco chiaro e in un clima indimidatorio: di qui la decisione di mandare un segnale, sicuramente non amichevole, al nuovo presidente del club. Il clima è molto confuso con una spaccatura molto forte tra i sostenutori dell'ex presidente e quelli del nuovo rappresentante del consiglio che lamenta conti in rosso, registri contabili spariti e operazioni amministrative poco chiare.

I fatti di ieri sono stati comunque drammatici.Gli ultrà argentini hanno invaso la sede dello stadio Parque Indipendencia, danneggiato la biglietteria, minacciato lo staff, fatto irruzione negli uffici e messo a soqquadro alcuni locali prima di dirigersi nel giardino e danneggiare il barbecue e la zona che di solito viene utilizzata dal club società per le sue feste sociali. I danni ammontano ad alcune decine di migliaia di euro, escludendo i furti dei quali si sta ancora facendo una stima. Tra le persone più spaventate il tesoriere del club, Jorge Ricobelli la cui testimonianza è stata a lungo ascoltata dalla polizia.

In Argentina la violenza negli stadi è diventata un fenomeno cronico, di grande preoccupazione per le istituzioni, ma questo risulta essere un fatto abbastanza isolato. Il campionato di clausura, seconda parte della stagione di massima divisione cui anche il Newell's prende parte, deve infatti ancora riprendere.

Ieri invece a Buenos Aires un ultras del Boca molto conosciuto, il 30enne Cristian Ponce, soprannominato da tutti 'Fosforito', è stato ucciso nella sua abitazione. La polizia sta indagando sia sulla sua attività di tifoso attivissimo della barra brava xeneize che su alcune relazioni conflittuali con gli attuali leader della "12", la curva del Boca della quale per parecchio tempo lo stesso Ponce era stato il leader

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