31 luglio 2008

ANDRIA BAT

Tanta l'esultanza dei tifosi, soprattutto giovani, che questo pomeriggio sono scesi in strada per festeggiare il ripescaggio dell''Andria BAT in C2.Piccoli problemi per il traffico, soprattutto in via Duca di Genova ed in Corso Cavour ma spemperati dall'esultanza per la bella notizia giunta oggi dalla Lega, che indubbiamente "risolleva il morale di una piazza dal palato fine che avrebbe ritrovato il dilettantismo dopo ben 25 anni ininterrotti di grande calcio". "Ora la palla passa alla società del Presidente Attimonelli che ha fortemente voluto questo ripescaggio e che sta già lavorando per metter su una squadra di buon livello con un giusto mix di esperienza e gioventù anche in previsione di una razionalizzazione dei costi stagionali per proseguire nella accorta politica di società sana dal punto di vista economico".

PASSIONE SVENDUTA

"La nostra passione svenduta per meno di un milione. Grazie sindaco". Questo lo striscione esposto sotto la sede della Figc in via Allegri a Roma dai tifosi messinesi. Una ventina di supporters del club, in occasione del consiglio federale in corso di svolgimento all'interno della sede della Federcalcio, hanno protestato contro il mancato appoggio del sindaco alla difficile situazione che il Messina sta vivendo. Il club dopo aver fallito l'iscrizione alla serie B rischia di ripartire dai dilettanti, mentre i tifosi sperano ancora in una iscrizione nella seconda divisione della Lega Pro.

DON NICOLINO


"E' giusto che fischino perchè pagano il biglietto e perchè sono il dodicesimo giocatore, ma si ricordino quando è arrivato Cannavaro, proprio dall'Inter". Nicola Legrottaglie risponde così agli ultras che ieri hanno insultato Stankovic per tutta la sera. Il centrocampista nerazzuro potrebbe passare alla Juve e i tifosi bianconeri non sembrano esserne contenti. Ma Legrottaglie ricorda un atteggiamento simile anche per l'arrivo di un campione come Fabio Cannavaro. "Fu accolto quasi come Stankovic e poi si rivelò una colonna e gli stessi che lo avevano fischiato non solo dovettero ricredersi, ma ne fecero un eroe. Stankovic è un ottimo giocatore e noi compagni, se arrivasse, saremmo felici".


Don Nicolino, in nome di Dio, taci. Cannavaro fu accolto da cori e strepiti di osanna sin dal primo istante. Stankovic ha sputato sulla maglia bianconera e ora vuole farsi pensionare proprio con quella maglietta addosso. C'è una bella differenza. Pensa a giocare a pallone, Don Nicolino, cosa che non sempre ti riesce a meraviglia. Scherza con i santi e lascia stare i fanti. Amen.

Vincenzo

PLATINI, SCERIFFO EUROPEO

"Per contrastare il comportamento violento di alcuni delinquenti fuori e dentro gli stadi serve una polizia europea". Lo ha detto Michel Platini, presidente della Uefa, durante la conferenza stampa di presentazione del Memorial Artemio Franchi che stasera vedrà scontrarsi, a Firenze, Fiorentina e Barcellona. "Per quanto riguarda il comportamento in campo dei calciatori - ha spiegato Platini - la linea della Uefa è e resterà durissima. Ma per quello che accade sugli spalti e fuori dagli stadi noi, come le stesse società, possiamo fare molto poco. Tocca alle forze dell'ordine, alla magistratura e anche al legislatore intervenire. E per rendere più efficaci le misure serve un coordinamento a livello europeo perchè non è possibile che tifosi violenti inglesi o olandesi siano tenuti sottocontrollo in casa e poi sfascino tutto quando vanno in trasferta. Su questo però devo dire che Firenze è un'isola felice visto quanto è stato fatto per la gestione dei tifosi scozzesi dei Rangers la scorsa stagione in Coppa Uefa". (30/07/2008) Spr

IGNORANZA

Stavolta non ce l'ha fatta. Nove anni di insulti sono troppi anche per un bonaccione come Ancelotti. Che ieri sera ha reciso per sempre il cordone ormai sanguinante che lo legava alla Juve e a Torino. Un gestaccio alla Curva Scirea e il passato è stato resettato.
E' successo durante la prima partita del Trofeo Tim, fra Milan e bianconeri: "Un maiale non può allenare", canta la Sud. E alle bombe dei suoi ex tifosi Ancelotti risponde con un siluro: dito medio alto e via... "Non ne potevo più, è stata una reazione a degli ignoranti, lo rifarei anche adesso. Non hanno insultato solo me...".
Il grande freddo fra il tecnico e un pezzo di tifoseria bianconera risale al febbraio del '99: Moggi chiama Carletto per il dopo Lippi e molti non lo accettano. Troppo scomodo, per gli irriducibili, il suo passato rossonero e giallorosso. E poi quelle frasi anti juventine ai tempi del Parma... "Non prenderà mai il posto di Marcello", minacciano velenosi i Drughi. Che poi abbozzano una specie di tregua durante i suoi tre anni a Torino. Ma appena se ne va, nel 2001, ecco il coretto: "Un maiale non può allenare". Da allora è la colonna sonora dell'odio bianconero per Ancelotti. Che ieri è scoppiato e ha risposto da ultrà: "Se questi tifosi fossero rimasti a casa sarebbe stato meglio. Ma tanto non capiranno mai".

Nel 1999 i Drughi non c'erano in Curva Sud ( sono tornati a Febbraio del 2006 ! ). Basterebbe solo questa mia annotazione per ricordare a tutti quanto siano generalmente ignoranti i giornalisti che si spacciano per "curvologi".
Vincenzo

30 luglio 2008

I FRANZA

Risorgimento Messinese" ed il "Comitato Zanclon" contestano la convenzione relativa agli stadi San Filippo e Celeste. Secondo il movimento avrebbe pregiudicato la possibilità di un accordo con Gianmario Cazzaniga. Dopo la mancata iscrizione in B, i tifosi invocano la revoca della gestione esclusiva degli impianti concessa ai Franza.
Ad allontanare fin qui la nascita di un nuovo Messina non è stata solo la mancanza di fondi che le varie cordate non hanno mai versato, ma anche la convenzione relativa ai due stadi, il San Filippo ed il Celeste. Sospetti ed accuse erano stati lanciati dai tifosi sui Forum e nei bar, al punto che anche la Procura ha avviato un'inchiesta sulla questione e sulla presunta poco trasparente gestione delle trattative avviate con soggetti interessati a rilevare il FC Messina o comunque disposti ad aderire al Lodo Petrucci. Adesso la questione è al centro di due differenti comunicati. Il primo, diffuso ieri pomeriggio dall'ufficio stampa di "Risorgimento Messinese"; il secondo, redatto dai tifosi che hanno costituito il cosiddetto "Comitato Zanclon".Secondo il movimento propostosi in campagna elettorale come terza via, alternativa a Buzzanca e Genovese, l'attuale gestione degli stadi ha influito pesantemente sulla posizione di Gianmario Cazzaniga. "La cordata milanese - sostengono Fabio D'Amore e Carmelo Briguglio - si è detta pronta ad investire due milioni e mezzo di euro per la disputa di un campionato di Seconda Divisione ma non ha voluto sobbarcarsi i costi di adesione al Lodo". Anche perché "da Milano sono state infatti chieste precise garanzie sulla gestione di San Filippo e Celeste, che cozzavano con la convenzione in vigore fino al 2017 in favore del gruppo preesistente". Ovvero, i Franza.Questa mattina sono scesi in campo anche i tifosi, che nei giorni scorsi avevano costituito il "Comitato Zanclon" con l'obiettivo di promuovere eventuali azioni civili e penali contro chi avrebbe ostacolato i progetti di rinascita del calcio cittadino. Gli appassionati giallorossi si sono rivolti direttamente ai consiglieri comunali, chiedendo all'Amministrazione di recedere unilateralmente dall'accordo procedimentale siglato per sopravvenuti motivi di pubblico interesse. Il Comitato sostiene infatti che dopo la mancata iscrizione al campionato di serie B il Gruppo Franza non possa più detenere la gestione esclusiva degli impianti.

di Francesco Straface

E IO CHE SONO CARLETTO

Carlo Ancelotti è vittima del nervosismo. Il calcio d'estate è entrato ieri nel vivo con il Trofeo Tim vinto dal Milan anche se nella prima partita i rossoneri hanno dovuto faticare per strappare la vittoria ai rigori contro la Juventus. Proprio in questa gara l'allenatore di Reggiolo avrebbe compiuto il gesto che lo ha costretto a fare pubblica ammenda.Ancelotti, provocato dai tifosi juventini, ha mostrato il dito medio ai sostenitori bianconeri e solo dopo la premiazione ha ammesso di aver compiuto il gesto. "Sì, l’ho fatto e lo rifarei. Contro quel gruppo di tifosi lo rifarei. E’ stato un gesto istintivo, non ho nessun problema a confermarlo" ammette Ancelotti. Non solo il tecnico del Milan è stato oggetto di insulti perchè anche "se la sono presa con Mourinho, Materazzi e Zambrotta". Infine Ancelotti lancia un messaggio ai tifosi della Juve che si sono resi protagonisti della vicenda: "Era meglio se stavano a casa. E’ la prima volta che rea­gisco e sarà anche l’ultima".

APPLAUDIAMO COMMOSSI

Sono il Siena per la serie A, e il Chievo per la serie B, le società vincitrici della Coppa Disciplina per la stagione 2007-2008 (fino al 30 giugno), il riconoscimento della Lega Calcio che premia il comportamento dei giocatori in campo.

Ma le due stesse società sono anche al primo posto nelle rispettive classifiche del Trofeo Fair Play “Gaetano Scirea”, che, in base ai provvedimenti disciplinari adottati, premia i club le cui tifoserie sono state più corrette.
Per quanto riguarda la Coppa Disciplina, in serie A ai primi posti figurano Siena, Udinese, Fiorentina, Milan ed Empoli. Agli ultimi posti Genoa, Livorno, Atalanta, Inter e Napoli. In serie B il Chievo precede Rimini, Frosinone, Bologna e Albinoleffe, mentre in coda alla classifica ci sono Lecce, Ascoli, Bari, Ravenna e Avellino.

Nel Trofeo Fair Play il Siena è primo in serie A addirittura con un punteggio di 00,00, riferito alle penalizzazioni riportate per comportamento dei tifosi. Bravi anche, nell’ordine, i tifosi di Udinese, Empoli, Torino e Sampdoria. Agli ultimi posti i tifosi di Genoa, Atalanta, Roma, Napoli e Inter. In serie B il Chievo è seguito da Modena, Albinoleffe, Vicenza e Grosseto. In fondo alla classifica Treviso, Pisa, Ascoli, Bari e Avellino.

SASSUOLO FORMATO FAMIGLIA ALLARGATA

SASSUOLO. Lancia una nuova e innovativa formula il Sassuolo, che ieri ha presentato, presso la sede locale della Banca Popolare dell'Emilia Romagna, la campagna abbonamenti per il suo primo, storico, campionato di serie B, accompagnata dallo slogan "Dai, Divertiamoci", dalla foto del gol promozione, firmato da capitan Piccioni, e dalla musica accattivante di Walk of Life dei Dire Straits. La formula, che potremmo definire polpa più osso, è dedicata ai tifosi abbonati del Modena, che potranno ottenere la tessera valida per le 21 partite di B dei neroverdi, a prezzo dimezzato rispetto al normale listino. Un incentivo in più per i modenesi, i quali, con una spesa davvero modesta, potranno recarsi al Braglia, praticamente tutti i sabati. Ma questa non è l'unica agevolezione prevista dallo staff del Sassuolo, come spiega il presidente Carlo Rossi: «Vogliamo che il Sassuolo diventi la squadra delle famiglie. Per questo abbiamo studiato abbonamenti particolari per le donne e per i ragazzi al di sotto dei 16 anni. Per loro, infatti, la tessera di tutti i settori, esclusa la Tribunissima centrale, costerà 21 euro; in pratica un euro a partita, che sarà, poi, anche il prezzo del singolo biglietto per le stesse due categorie. Lo slogan "Dai, Divertiamoci", deriva da quanto abbiamo fatto negli ultimi anni, nei quali siamo riusciti a coniugare al meglio risultati sportivi e bel gioco. Vorremmo, davvero, in questo modo, diventare la squadra di tutta la provincia». Il Sassuolo, com'è noto, giocherà le partite casalinghe al "Braglia", del quale, però, non saranno sfruttati tutti i settori. La curva "Montagnani", così, rimarrà chiusa, con esclusione del derby con il Modena, quando sarà aperta ai tifosi gialloblù. Anche la tribuna principale e la tribuna Immergas saranno aperte solo nei settori più alti: «Per favorire il comfort - spiega il direttore sportivo Nereo
Bonato -. Puntiamo a far sedere tutti i tifosi al coperto e perciò abbiamo fatto questa scelta. Giocheremo in uno stadio prestigioso e molto accogliente - prosegue - anche se avremmo preferito rimanere al "Ricci", dove abbiamo costruito le nostre fortune. Purtroppo non è stato possibile, per i regolamenti della Lega». Gli ultras neroverdi, prenderanno posto in un settore laterale della Immergas, mentre i tifosi ospiti saranno dirottati verso la curva della piscina. Visti i non certo esaltanti risultati degli anni scorsi, c'è anche curiosità per scoprire, fra qualche tempo, quanti abbonamenti saranno sottoscritti dal popolo neroverde. Remo Morini, il decano dei dirigenti di piazza Risorgimento, con una botta di ottimismo, ma, come dice i proverbio, a calare si è sempre in tempo, auspica almeno 4.000 tessere. Più pragmatico il presidente Rossi, che considera il numero 1.000 già più che accettabile. Gli abbonamenti saranno in vendita da domani, esclusivamente presso gli sportelli della Banca Popolare dell'Emilia Romagna, con le consuete avvertenze. Ci si dovrà presentare con un documento di identità e ogni tessera dovrà riportare un nominativo diverso. Riduzioni, infine, sono previste per militari, invalidi e over 65.

RISPETTO PER I MESAGNESI

Abbiamo voluto far trascorrere un pò di tempo prima di prendere una decisione e dire la nostra sulla bufera scatenatesi sul calcio mesagnese con la frustante decisione di vendere il titolo, che comprendeva anche la passione di moltissime persone, a Brindisi. L'amarezza e la delusione è tanta per aver perso immeritatamente una categoria ampiamente meritata sul campo dopo una sofferta salvezza. Una situzione che secondo la nostra opinione si sarebbe potuta risolvere con un pò di collaborazione e buon senso in più, quando oramai nella nostra città si era risvegliata quella voglia di calcio ad alti livelli che mancava da anni e quando i nostri colori avevano ritrovato, finalmente, la linfa dei bei tempi.
E ora ecco di nuovo il buio e un'altra delusione che difficilmente manderemo giù dopo promesse e illusioni. Ma dopo una lunga pausa di riflessione abbiamo deciso di mantenere ancora in vita il nostro sito. Ebbene si, un sito senza una squadra di calcio. Abbiamo deciso così prima di tutto per non perdere il tanto lavoro fatto in questi primi mesi, ma soprattutto perchè vogliamo portare a conoscenza di tutti che la nostra fede e l'amore per questi colori restano immutati e che mai molleremo, anche di fronte a questo grande ostacolo. Cambieremo nome al sito quindi, che nel più breve tempo possibile da asdmesagne.com sarà rinominato forzamesagne.com, nome più consono e più giusto per un sito dei tifosi.
Riguardo al nuovo nome del sito, e quindi ai nuovi progetti, noi tifosi abbiamo deciso inoltre di non seguire da vicino il progetto "Atletico Mesagne" di Vincenzo Todisco in prima categoria, non perchè non amiamo più questi colori, anzi, ma solo perchè, e qui crediamo di parlare davvero per la maggior parte dei mesagnesi, non crediamo nel progetto triennale di risalita in eccellenza, quando questa categoria era alla nostra portata, e quindi nelle persone che lo porteranno avanti. Nel corso dell'anno gli argomenti, le informazioni e i nuovi contenuti non mancheranno certamente, anche in questa stagione che si presume buia per i nostri colori.
Vi sveleremo tutto non appena sarà attivo il nuovo dominio, come per dire forzamesagne.com e i tifosi mesagnesi NON RETROCEDONO MAI! Siamo sicuri che così, nonostante tutto, noi tifosi ne usciremo solo vincitori, anche perchè meritiamo certamente più di una prima categoria! Cogliamo l'occasione anche per ringraziare tutti i visitatori che dal giorno in cui siamo nati ci seguono con dedizione e tanto affetto. E' anche grazie a voi se ogni giorno di più cresciamo e andiamo avanti! Visitatori che speriamo abbiano colto la passione con cui noi della redazione ci dedichiamo verso i nostri colori, con progetti nuovi e contenuti sempre più affascinanti e ricchi, che speriamo portino sempre più in alto il nome di Mesagne e i suoi tifosi nella rete. Un grazie particolare anche ai 234 utenti del nostro forum, che portano avanti con le loro discussioni il punto di incontro sulla rete dei tifosi. Un grazie anche a chi ha collaborato in questi mesi per il nostro sito; da Francesco a Mauro, fino a Giorgio, Carlo e Mario. E infine un ringraziamento a chi ha onorato in questi ultimi anni la maglia giallo-blù nei migliori dei modi! Forza Mesagne, sempre! LA NOSTRA FEDE NON RETROCEDE! Siamo vicini anche agli amici molfettesi, che come noi hanno subito la stessa delusione. Non mollate!

IL MESSINA

di Accursio Sabella
SPORT. Messina Calcio con un piede tra i dilettanti. E senza giocatori. Questo l'ultimo atto della tribolata vicenda che sta spingendo la società giallorossa verso il baratro del calcio dilettantistico, dopo anni di serie A e B. La Lega ha anche svincolato d'autorità i calciatori messinesi che possono accasarsi altrove. E oggi gli esaltanti scontri con Milan, Juve e Roma sembrano lontani un secolo.Serviva una fideiussione da 700 mila euro per continuare a sognare quelle sfide. E un investitore pronto a sborsare quei soldi come garanzia per aderire al Lodo Petrucci e salvare così la società. Un campionato di seconda divisione (la C2, in pratica), questo era il massimo che i tifosi potessero aspettarsi.Ma quasi certamente non sarà così e il Messina non potrà usufruire del Lodo. Una doccia fredda per il tifo peloritano, quando la vicenda sembrava giunta a una svolta positiva. Il “salvatore” infatti si era fatto avanti. Gianmario Cazzaniga, titolare dell'omonimo gruppo, fino a poche ore fa parlava da presidente del Messina. Ma ieri, invece di presentarsi con la tanto agognata fideiussione, ha rilanciato, formalizzando l'iscrizione del club insieme alla richiesta di rateizzare in dieci anni 500 dei 700 mila euro necessari per inserire la società tra quelle partecipanti al campionato di seconda divisione.Risultato quasi scontato: la richiesta è stata respinta. Il Messina non è stato iscritto. Resta l'ultima speranza. E ha una scadenza precisa: è il 31 luglio, giorno in cui si riunirà il Consiglio Federale. Prima d'allora, però, gli imprenditori interessati e il Comune di Messina, che si è detto disponibile a intervenire in soccorso, dovranno fornire garanzie sul progetto della nuova società.Intanto dalla Lega Calcio arriva la nuova “bastonata”. In seguito al “provvedimento di non ammissione al campionato di competenza” del Messina, la Lega “ha disposto che i giocatori siano svincolati d'autorità con decorrenza 25 luglio 2008”.Insomma, può cominciare la fuga di quei giocatori che hanno mercato e possono presto accasarsi altrove a parametro zero. Da Biancolino a D'Aversa, da Zanchi a Stendardo, sono molti i calciatori pronti ad abbandonare la nave che affonda verso i campionati dilettantistici.

SCIOCCHINO,NON LO VOGLIAMO

I tifosi bianconeri non hanno risparmiato fischi e cori ostili al giocatore dell'Inter in predicato di poter essere aquistato dalla Juventus
Entrato in campo all'ottavo minuto della sfida tra Inter e Juventus nell'ambito del triangolare Trofeo Tim, Dejan Stankovic è stato pesantemente fischiato dai tifosi della curva juventina. Stankovic nelle ultime settimane era stato inserito nel novero dei giocatori trattati dalla società bianconera e la cosa era stata pesantemente contestata dai tifosi juventini, dopo le dichiarazioni di Stankovic seguite a calciopoli e al titolo revocato alla Juventus e assegnato all'Inter: tantissimi fischi e un lungo coro "Non lo vogliamo" hanno accompagnato i primi minuti di partita del giocatore serbo.


p.s. "Bastardo, non ti vogliamo" era il coro, per dirla tutta.
Vincenzo

29 luglio 2008

BOYS

Si è svolta ieri, a Lemignano di Collecchio, l'ormai tradizionale festa dei Boys che quest'anno festeggia i 31 anni dello storico gruppo ultras del Parma. A differenza della passata edizione gli organizzatori hanno optato per qualcosa di più semplice, anche perchè la festa dei trent'anni si era svolta a giugno e non a fine luglio.Inoltre la scelta è stata quella di rivolgere la manifestazione ad una cerchia più ristretta (al "gruppo") pur lasciando aperte le porte a tutti. Tra gli eventi anche un torneo triangolare con squadre comprendenti anche componenti storici della tifoseria. Intorno al campo della sfida, poco distante dal luogo della festa, gli striscioni dei Boys, tra i quali il primo (storico).

ULTRAS CHE TIFANO KARADZIC

A Radovan Karadzic e' arrivata la solidarieta' degli ultra' del Partizan Belgrado, notoriamente vicini agli ambienti piu' estremisti del nazionalismo serbo. Durante l'amichevole con l'Olympique Lione disputata nella capitale serba, il gruppo dei "Becchini" ha esposto uno striscione polemico contro il governo per l'arresto dell'ex leader serbosbosniaco: "Anime vendute, il popolo vi giudichera'". Gli ultra' hanno anche scandito slogan contro il presidente filoeuropeo Boris Tadic e hanno bruciato le bandiere dei partiti della coalizione di governo.

28 luglio 2008

BRESCIA:CONDANNATO CAPO ULTRAS


Si è concluso stamani il processo nei confronti di DP, uno dei capi della tifoseria del Brescia calcio, accusato, tra l'altro d'estorsione nei confronti del Presidente della società, Gino Corioni. DP è stato assolto dall'accusa d'estorsione, ma condannato per violenza privata e resistenza a pubblico ufficiale. L'accusa, nei giorni scorsi aveva chiesto una condanna a 4 anni e 6 mesi.
A DP va tutta la nostra solidarietà...mola mia!!!
Domenico&Vincenzo

LUCCHESE E BASTA!

Non tifano per nessuno i ragazzi della Curva: nel loro cuore c'è solo la Lucchese Libertas. Questo il succo del durissimo comunicato nel quale la Curva Ovest prende le distanze da qualsiasi cordata e diffida a parlare a nome dei tifosi. Riportiamo il testo integrale, nel quale vengono criticati duramente sia Fouzi Hadj che il sindaco Favilla.LUCCA - Questo il testo integrale del comunicato:"Con questo comunicato vogliamo precisare che noi, come curva e quindi cuore della tifoseria, non siamo stati, non siamo e non saremo mai rappresentati da nessun personaggio nei tavoli delle trattative. Ribadiamo che l'unica squadra per noi esistente fino alla cancellazione sarà l'As Lucchese Libertas 1905.Disprezziamo l'operato del signor Fouzi Hadj, del sindaco Mauro Favilla e di tutta l'amministrazione comunale e delle varie cordate che si sono affacciate soltanto per interessi personali. Ribadiamo, infine, che chiunque si pone a rappresentanza della tifoseria lo fa solo a titolo personale.Ci toglierete le categorie ma mai l'orgoglio di esserci.Curva Ovest 1905"

VICENZA CONTESTA

Nell'amichevole contro il Gallio vinta per 13-0, il Vicenza ha ricevuto una dura contestazione. La protesta, soprattutto contro il presidente del Vicenza Sergio Cassingena, di una cinquantina di ultras che hanno invaso un'area delimitata è cominciata prima dell'inizio della gara, che ha poi preso il via con qualche minuto di ritardo. Motivo della contestazione, proseguita anche durante la partita, la preoccupazione per le eventuali cessioni di Zampagna, Bernardini e di alti pezzi pregiati della squadra biancorossa.

IL ROMANISTA:QUESTIONE DI STILE...


Ormai è lotta senza esclusione di colpi tra Fiorentina e Roma per il Caso-Mutu. Il Romanista non perde tempo per alzare i toni della polemica e per scrivere in prima pagina: "Fiorentina sputtanata". Il riferimento è alle parole del direttore sportivo Pradé che proprio ieri sera aveva rivelato che con i viola era già stato raggiunto l'accordo per Mutu. Questa la prima pagina che non mancherà di suscitare ancora polemiche...
PRENDIAMO ATTO DELLO STILE E DEI TONI CIVILI UTILIZZATI DAL ROMANISTA, PSEUDO-ORGANO UFFICIALE DELLA AS ROMA CALCIO, PER RACCONTARE DELL'AFFAIR MUTU. A NOI ULTRAS QUESTE COSE FANNO SORRIDERE, DI QUELLO CHE SCRIVONO FANZINE E MAGAZINE DA TIFOSOTTO DA POLTRONA NON CE NE FOTTE UN CAZZO, PERO' RICORDIAMO CHE PROPRIO TESTATE COME IL ROMANISTA ET SIMILIA SONO LE PRIME A STIGMATIZZARE E A SPUTTANARE GLI ULTRAS QUANDO VE NE E' L'OCCASIONE...ROMANISTA, QUESTIONE DI STILE...
DOMENICO

24 luglio 2008

ZITTO E MUTU!!!!!



IL PRESIDENTE DELLA ACF FIORENTINA, ANDREA DELLA VALLE, IN RIFERIMENTO ALL'OFFERTA DELLA ROMA, COMUNICA CHE, PER LA SOCIETÀ VIOLA, ADRIAN MUTU E' E RESTA UN GIOCATORE DELLA FIORENTINA.ACF FIORENTINA.



Indipendentemente dagli sporchi giochi di mercato gestiti da procuratori imbarazzanti (quello del rumeno della Fiorentina si chiama Moggi, Alessandro, vi ricorda qualcosa?), dalle dinamiche delle plusvalenze corviniane, di un calcio moderno che calpesta sentimenti e passioni dei tifosi, raccogliamo con soddisfazione l'intervento della Soicietà viola che ha blindato il bizzoso e irriconoscente rumeno che non più di cinque giorni or sono aveva dichiarato eterno amore a questa gloriosa maglia. Orbene delle chiacchiere di giocatori incostanti e ondivaghi non ce ne fotte un cazzo, siamo abituati ad essere presi per il culo da questi fotomodelli in calzoncini, ma ogni tanto bisogna loro ricordare che i contratti vanno rispettati e ancor prima la passione di migliaia di persone...ora il rumeno, che da me mai ha avuto un coro (in nome di una scelta intrapresa da anni, mai più cori ad personam per chicchessia., ma solo sostegno alla maglia e alla città) avrà il suo bel da sputare sangue per riconquistarsi fiducia e rispetto. Ora pensi a giocare per quella maglia che lo ha riportato in auge, dopo averlo preso da una squadra retrocessa in serie B in cui avrebbe fatto la riserva a tale Bojinov, quando il suo nome veniva accostato all'aggettivo di bollito e mezzo giocatore, quando era poco più che un cocainomane con problemi di erezione...

qui sei tornato ad essere fenomeno, qui devi rimanerci a nche a costo che tu vai in tribuna tutte le domeniche e poi alla Roma MAI!

Infine un'ultima considerazione sul Mister Prandelli: uomo d'altri tempi, leale e coraggioso, attaccato ai simboli e alla gente che lo ama, unico vero esempio di vita e di sport.

MERITIAMO RISPETTO, CARO ADRIAN...E ORA ZITTO E MUTU!!!!!

Domenico

23 luglio 2008

ORGOGLIO SPEZZINO

“Un fallimento non cancella il sentimento”, questo lo spirito che ha animato il pacifico corteo che da Piazza del Mercato si è snodato fino a Piazza Europa. Ma anche il testo di un lungo striscione appeso in quella stesso luogo che è stato teatro dei festeggiamenti più recenti, dalla promozione alla salvezza. Stesso percorso e medesimi colori della manifestazione che nel 2006 attraversò una città in delirio per un traguardo che ieri, alla luce degli ultimi eventi, è sembrato ben più lontano dei due anni appena trascorsi. Circa quattrocento le persone che si sono presentate all’appuntamento, tifosi di lungo corso ma anche molti giovani accompagnati da tutto quello che neanche un fallimento può togliere: la voce, la passione e i propri vessilli. Tutti riuniti per dimostrare se ancora ce ne fosse bisogno, che l’amore per lo Spezia resta tale al di la delle peggiori vicissitudini e delle possibili categorie che attendono gli aquilotti, che al momento sono solo un nome, senza una squadra ed una collocazione precisa. Orgoglio e passione dunque, scanditi a gran voce nei cori che chissà quando e dove potremo tornare a sentire in uno stadio; ma anche l’esigenza di avere spiegazioni, di conoscere i possibili sviluppi di una vicenda che da mesi logora lo spirito di centinaia di tifosi. Gli stessi che non hanno risparmiato “dediche” particolari all’ex presidente Ruggieri e all’amministrazione comunale a conclusione del corteo nei pressi del municipio. Fra i fumogeni, gli slogan, le bandiere, e i mille quesiti ancora senza risposta, la serata di ieri ha confermato che le difficoltà attuali e quelle che si porranno nei prossimi mesi, si potranno affrontare sempre con l’apporto fondamentale di quel sentimento che come detto non può certo essere messo in ombra da un fallimento.

22 luglio 2008

DASPO

Treviso - Ancora un altro provvedimento di Daspo, divieto di accedere alle manifestazioni sportive, per un tifoso della curva del Treviso Calcio. Il supporter biancoceleste, R.F. di 24 anni residente a Preganziol, aveva mostrato il fondoschiena in segno di spregio a tutta la curva pisana lo scorso marzo, in occasione della partita di ritorno dello scorso campionato. E’ un recidivo, il giovane, infatti, era già stato cacciato dagli stadi per due anni nel 2004. Allora in occasione della partita Treviso-Ravenna il giovane finì sotto inchiesta perché accusato di aver fatto entrare sugli spalti i petardi che sarebbero finiti in campo colpendo anche il portiere biancoceleste Jean François Gillet, finito al Ca’ Foncello.Ora non potrà più metter piede in uno stadio di calcio per un altro anno. Il provvedimento è stato firmato dalla questura di Pisa che ha ritenuto la “bravata”, un atto osceno in luogo pubblico e ha emesso un decreto di allontanamento dagli stadi per un anno, notificato due giorni fa alla Digos di Treviso. Per R.F., giovane ma turbolento militante della curva trevigiana, non è la «prima volta». Nel 2004 infatti il tifoso era già entrato nell’obiettivo della questura per i suoi comportamenti all’interno dello stadio meritandosi un provvedimento di Daspo della durata di due anni (terminò l’11 febbraio 2006). A giustificare la misura inflessibile furono i fatti avvenuti.

TIFOSI, STRANA GENTE

Una grande manifestazione, a ridosso dell’inizio del campionato, per protestare contro ”le promesse disattese in sede di mercato e gli atteggiamenti incerti della dirigenza”. Ma non solo. E’ l’idea di una parte della tifoseria non organizzata della Juventus, che su internet sta per raccogliere le adesioni a questa nuova protesta. ”I giocatori della Juventus si sostengono sempre, i dirigenti no”, spiegano i promotori dell’iniziativa su vecchiasignora.com, uno dei forum piu’ frequentati dal popolo bianconero. ”Il totale netto degli investimenti effettuati in tre anni - si legge ancora - non raggiunge i 60 milioni di euro e i progressi tecnici non appaiono evidenti”. ”Occorre una presa di posizione netta, che dimostri che il popolo bianconero e’ il vero proprietario della Juve”, e’ l’opinione di questi tifosi arrabbiati, che se la prendono anche contro ”certi atteggiamenti da parte del palazzo” e contro ”i media asserviti”. ”E’ tempo di tornare a lottare - dicono ancora i tifosi - per cio’ che e’ stato nostro sul campo per 29 volte. Noi siamo la Juve - concludono - facciamo sentire la nostra voce”
Fonte: ANSA

FINALMENTE

WASHINGTON (22 luglio) - «Take the end». Un blitz a sorpresa nel cuore della tifoseria avversaria, da compiersi generalmente in inferiorità numerica, con l'epilogo facilmente immaginabile: botte da orbi. La stupida pratica, di conio britannico, è considerata, negli ambienti ultrà, la massima espressione di coraggio. Un'impresa di cui potersi fregiare nel tempo. Uno scalpo da appendere nella bacheca del proprio gruppo e da poter mostrare, in segno sfida, a tutte le tifoserie che si incroceranno sul proprio cammino. E' quanto hanno fatto i tifosi del West Ham United, in occasione della partita amichevole che ha visto la loro squadra opposta agli americani del Columbus Crew, formazione che milita nella serie A americana (Ohio). E che ci fossero gli hooligans di mezzo non è certo una novità. In questo caso il fatto che desta stupore è un altro, e cioè che alla mega rissa, scaturita dall'iniziativa dei sub umani britannici, abbiano preso parte anche i generalmente mansueti tifosi locali. Insomma, anche il calcio americano scopre la violenza da stadio. Mentre in Italia la si combatte a suon di decreti e in Inghilterra è solo un brutto ricordo, negli Stati Uniti il teppismo legato al calcio sembra essere una triste novità. Quanto accaduto al Crew Columbus Stadium è il primo episodio di violenza da stadio nella storia del soccer a stelle e strisce. Un fatto nuovo che ha colto alla sprovvista anche il folto gruppo di poliziotti presenti. Gli agenti non si aspettavano di dover intervenire all'interno dello stadio, dove il pubblico americano è solito seguire qualsiasi tipo di partita come se andasse a una festa per le famiglie. A scatenare la mega rissa non è stato tanto il risultato in sè (la partita è finita 3-1 a favore del West Ham), quanto il "bisogno" dei tifosi inglesi di deridere gli avversari. Trenta supporter del West Ham, senza che la polizia potesse prevedere un'iniziativa del genere, si sono presentati di punto in bianco nella zona dello stadio dove sono soliti radunarsi i tifosi più caldi dei Crew. Gli americani, circa centinaio, non hanno gradito, dando il via agli incidenti. Il bilancio finale è stato di qualche contuso e un tifoso arrestato. Le prime avvisaglie di teppismo da stadio, in America, si era verificato, con intensità minore, già qualche tempo fa. Il fenomeno hoolingans non è un fatto nuovo. Sempre a Columbus, il 24 maggio scorso, un tifoso isolato aveva urlato un insulto di stampo razzista all'attaccante di colore Kheli Dube, colpevole di aver messo a segno al novantesimo il gol vincente che aveva condannato i Crew alla sconfitta casalinga contro i New England Revolution. Questo “incidente” aveva portato a un' inchiesta da parte del commissario della Mls Usa (l'equivalente della FIGC italiana). Grazie ad alcune telecamere interne all'impianto il tifoso era stato identificato, e secondo quanto riferito dal commissario della federazione, Don Garber, a quel tifoso è stato successivamente condannato a non mettere mai più piede in uno stadio di calcio per tutta la vita.La notizia è stata riportata da molti media statunitensi, tra i quali, Usa Today

21 luglio 2008

APPLAUSI!!!





Osservatorio: negli stadi italiani meno violenza e più spettatori
21/07/2008
Piu' spettatori, meno feriti tra tifosi e forze dell'ordine, meno arresti: questo il bilancio della stagione calcistica 2007-2008. Lo ha presentato il presidente dell'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, Felice Ferlizzi. In 3.118 gare monitorate, sono stati contati 16,7 milioni di spettatori (+3% sulla stagione precedente). Gli incontri con feriti sono calati del 9,4% (i feriti tra le forze di polizia del 48%, tra i tifosi del 20%). In calo gli arresti (-22%).


Fonte: Ansa




Complimenti vivissimi...sopratutto da parte di Gabriele e Matteo...


Domenico&Vincenzo

MONDIALI ANTIRAZZISTI E UN PO' SESSISTI

CASALECCHIO DI RENO (BO), 14 LUG. 2008 - La 12/a edizione dei Mondiali Antirazzisti si è chiusa in anticipo dopo la denuncia dello stupro che sarebbe avvenuto nella notte tra venerdì e sabato in un'area limitrofa a quella in cui si è tenuta la manifestazione cui hanno partecipato 200 squadre di 20 paesi in varie discipline. Una donna di 37, tossicodipendente e con precedenti di polizia per droga, ha riferito di essere stata violentata ma non ha poi voluto sottoporsi a controlli medici ed è sparita senza presentare denuncia. Pur non riconoscendo un legame tra quanto è avvenuto e lo svolgimento della manifestazione, l'organizzazione dei Mondiali ha deciso di sospendere le partite e di indire un'assemblea per discutere dei temi relativi alla lotta contro sessismo e omofobia. La decisione è stata presa anche in seguito ai comportamenti machisti di alcuni avventori esterni, che hanno agito in pieno contrasto con i valori della manifestazione. "Abbiamo dato il via ad una riflessione comune, che ha evidenziato l'esigenza di dare più spazio in futuro alle problematiche legate al sessismo e alle molestie sulle donne - è stato spiegato -. Le proposte sono state molte e passeremo i prossimi 12 mesi ad analizzare le migliori e a capire come far crescere e continuare a far diventare i nostri Mondiali più forti. Sicuramente l'edizione del 2009 avrà un'attenzione particolare alle tematiche delle differenze di genere, coinvolgendo sia i nostri partecipanti che i nostri 'visitatori occasionali', per sensibilizzare tutti a questa insidiosa forma di discriminazione. Dopo l'assemblea l'organizzazione ha deciso di annullare la fase finale di tutti i campionati sportivi consegnando soltanto due coppe. La Coppa Invisibile è stata assegnata a quattro squadre provenienti da Repubblica Democratica del Congo, Ghana, Gambia e Cuba, fermate alla frontiera per problematiche legate ai visti d'ingresso. Il premio ha voluto ribadire che i Mondiali sono una festa contro il razzismo e a favore della libera circolazione delle persone, senza barriere o impronte digitali. La Coppa più importante, la Coppa Mondiali Antirazzisti, è andata alle quattro squadre femminili del torneo: Heidis

DERUBATI DELLA MAGLIA

Aumentano di anno in anno le squadre che spariscono dal panorama calcistico, cancellando tante storie di tradizione centenaria Patrimoni delle città che vengono deturpati da gestioni scellerate. Il tifoso, unica vittima di questo sistema, viene in tal modo derubato della propria maglia.
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I tifosi sono le vere vittime di questo calcio moderno
Pubblicato da:
Stefano Cordeschi
Agenzie Fotografiche partner di Calciopress

Che il calcio moderno non abbia mai fatto breccia nei cuori dei tifosi è cosa risaputa. Così come non sono mai piaciuti i vari provvedimenti restrittivi che si sono succeduti nel tempo. Un allontanamento costante da parte di molte persone che la domenica affollavano gli stadi e che, sempre di più, hanno scelto altre mete per i giorni festivi. A tutto questo bisogna aggiungere la grave crisi in cui versa il calcio italiano, che rispecchia in parte l’andamento del Paese. Un momento difficile, dove alle collette per la benzina si aggiungono quelle per salvare la squadra del cuore.
Ma è anche il calcio delle contraddizioni. In cui una squadra patrimonio della città, come lo Spezia, vede affossare i suoi 102 anni di storiapur avendo al suo interno una “potenza” calcistica come l’Inter. E mentre Moratti e il suo entourage erano impegnati a dispensare milioni di euro per allenatori e giocatori, lo Spezia si spegneva dopo una lunga agonia. I tifosi aquilotti, gli unici ad amare veramente questi colori, hanno fatto di tutto pur di non vedere morire le proprie maglie. Non ci sono riusciti, ma sino alla fine sono stati al capezzale della loro squadra.
Cambia la storia, cambiano i personaggi, ma purtroppo non cambia il risultato. Scendiamo dalla Liguria per approdare in Toscana, nella splendida Lucca. Niente Moratti, nessuna squadra blasonata in appoggio ai colori rossoneri. La scomparsa di 103 anni di storia calcistica ha un nome e cognome, Fouzi Hadj. Giunto a Lucca tre anni or sono, con il benestare di molti tra cui quello del primo cittadino, Fouzi Hadj si presentò alla piazza con grandi ambizioni (possibile il contrario?) e annunciando traguardi importanti. Nel giro di un anno si ebbero segnali negativi della sua gestione. Che hanno portato, oggi, a un fallimento. A scendere in campo, anche in questo caso, i tifosi. Si è costituito un Comitato, che sino alla fine ha sperato di poter salvare il proprio “Amore”. Operazione difficilissima e che non è riuscita a evitare il peggio.
Risalendo di qualche chilometro la costa tirrenica, giungiamo a Massa. Quì la situazione non è ancora in fase terminale, sebbene al momento la squadra del presidente Ferrara, non sia stata iscritta al campionato. La situazione è comunque difficile e tutto dipenderà dal ricorso alla Camera di Conciliazione ed Arbitrato per lo Sport del CONI. Nella migliore delle ipotesi, i bianconeri subiranno una penalizzazione da scontare nel prossimo campionato. Nella peggiore, si assisterà a quanto avvenuto per Spezia e Lucchese.
Ma a fronte di tutte queste vere e proprie disfatte, chi risarcirà i tifosi, vittime uniche di un calcio sempre più malato? Chi restituirà loro la squadra del cuore? Nessuno. Come in passato, e sempre più di recente, sono solo loro che si trovano a dover fare i conti con gestioni scellerate e con personaggi di passaggio. Bravi solo a cancellare, con un colpo di spugna, anni di storia calcistica appartenenti a una città.
Ma una cosa questi signori non potranno mai togliere ai tifosi. Il loro smisurato amore per la squadra che si portano nel cuore a prescindere dalla categoria. E, soprattutto, i loro tanti ricordi fatti di amore e amicizia. Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

MONDIALI ANTIRAZZISTI ?

Renoize Calcio, dopo aver manifestato tutta la sua solidarietà alle donne che sono state oggetto delle violenze durante i Mondiali antirazzisti organizzati da UISP e Progetto ultrà, ha chiesto la sospensione del torneo e una seria riflessione sull’accaduto attraverso un momento assembleare dell’interno campeggio.
La nostra squadra anche quest’anno ha deciso di partecipare ai Mondiali Antirazzisti organizzati dalla Uisp e da Progetto Ultra’. Pur non condividendo molte delle iniziative politiche che hanno portato avanti ultimamente queste due organizzazioni, come Renoize Calcio abbiamo sempre riconosciuto a entrambe il merito di aver costruito negli anni un appuntamento, i Mondiali Antirazzisti, ricco di stimoli e di uno scambio tra realtà sportive, associazioni e mondo ultras estremamente positivo.
Abbiamo sostenuto però che, nonostante l’organizzazione dimostrasse sempre la disponibilità, l’apertura e la volontà di offrire spazi di partecipazione, proprio il terreno dello scambio, della discussione andasse costruito in un altro modo e che andassero immaginati momenti di confronto tra i partecipanti differenti da quelli che esistono.
Ci ha sempre lasciati perplessi il livello secondo noi insufficiente di consapevolezza dei partecipanti e degli organizzatori rispetto ad alcuni temi (sessismo, antifascismo, diritto allo sport per tutti/e) e l’assenza nel corso della manifestazione di luoghi all’interno dei quali sviluppare queste tematiche, ridotte spesso a piccoli laboratori o a classici dibattiti frequentati solo dalle persone «interessate» al singolo argomento e non vero e proprio momento di incontro e dibattito di tutti/e.
I fatti gravissimi di questa edizione sono per noi una conferma delle nostre perplessità. _ Nella notte tra il giovedì e il venerdì una donna è stata stuprata nel parcheggio adiacente al campeggio e un’altra ha rischiato di subire la stessa violenza all’interno del campeggio nella notte tra il venerdì e il sabato.
E inoltre abbiamo appreso che nell’arco del campeggio hanno convissuto con i fumogeni degli ultras, le allegre comitive impegnate nelle partite, i manifesti della piazza antirazzista, comportamenti e atteggiamenti che non dovrebbero trovare ospitalità in una iniziativa come questa, e tante compagne, o semplicemente, tante ragazze, donne presenti come sportive o come campeggiatrici, hanno subito un livello di aggressività machista che non può essere liquidato come il gesto isolato di un singolo né tanto meno come l’eventuale incursione all’interno del campeggio di alcuni malintenzionati provenienti da fuori.
Per questo Renoize Calcio, dopo aver manifestato tutta la sua solidarietà alle donne che sono state oggetto delle violenze, ha, in modo netto e deciso, dimostrato la volontà che il torneo venisse sospeso e che una seria riflessione su queste vicende si aprisse da subito attraverso un momento assembleare al quale partecipasse l’interno campeggio.
Questo non solo perché l’assemblea offrisse all’organizzazione e ai partecipanti maggiori elementi su quanto era accaduto, ma perché tutti i collettivi, le associazioni, i gruppi che hanno fatto parte di questa esperienza prendessero atto della gravità del momento e dell’esigenza di una profonda autocritica sulle modalità e le pratiche di partecipazione a questa manifestazione.
Consapevoli del fatto che la violenza degli uomini sulle donne deve essere messa al centro dell’agenda politica di ogni collettivo che voglia raccogliere la difficile sfida che ci presenta questa fase storica, siamo stati contenti di osservare che in modo pressoché univoco l’assemblea del campeggio si è espressa per la sospensione del mondiale e perché sulla questione della violenza di genere si articoli il lavoro di costruzione della prossima edizione.
Questa decisione pensiamo sia l’unica reale e concreta dimostrazione del fatto che non siamo disposti a tollerare nessun gesto di violenza all’interno di questa festa, e che quando invece ciò avviene lo spettacolo deve essere interrotto.
La strada da percorrere per costruire una socialità diversa è ancora lunga. Noi siamo fermamente intenzionati a volerla percorrere. Auspichiamo che altrettanto vogliano fare la Uisp e Progetto Ultra’. In tal caso saremo ben contenti di averli al nostro fianco. Diversamente, prenderemmo semplicemente atto dell’incolmabile distanza che ci separerebbe.
Alle donne aggredite tutta la nostra solidarietà.

SARA


CALCIO - Successo di pubblico e partecipanti per il primo memorial Sara con Noi, quadrangolare di beneficienza cui hanno partecipato squadre composte da tifosi della Lucchese: raccolti 4000 euro per la misericordia di Capannori.

Quattro squadre, tanti amici, tutti tifosi della Lucchese. Il campo sportivo di Capannori ha ospitato il memorial Sara con noi, quadrangolare organizzato dai club Cuorerossonero e Bar Zio Popi in collaborazione con la Misericordia di Capannori. L'iniziativa arriva a un anno esatto di distanza dalla tragica e improvvisa scomparsa di Sara di Piazza, tifosa della Lucchese cui gli amici hanno dedicato uno striscione che e' stato esposto su tutti i campi d'Italia. Il ricavato della serata, circa 4000 euro, servira' per acquistare (con la collaborazione del gruppo Sofidel) un defibrillatore da donare alla misericordia di Capannori. Circa 200 le persone che dopo le partite del fra Club Cuore rossonero Zio Popi, gli Amici di Sara, Misericordia e rappresentativa dei Tifosi si sono fermate a cena. La raccolta fondi per acquistare il defibrillatore - che costa oltre 12 mila euro - resta aperta alla misericordia di Capannori.

19 luglio 2008

INVASIONE PARTENOPEA




Dall’altra parte del telefono si percepisce un’aria serena, la presentazione del nuovo arrivato, il difensore Ceco Pavel Drsek, è andata bene, la squadra è al lavoro. Christophoros Mavropoulos, da due anni direttore generale del Panionios, parla un inglese fluente e risponde con simpatia: «Qui siamo un po’ come i napoletani. Facciamo caos ma abbiamo cuore e accogliamo tutti a braccia aperte». Cancellata in un solo colpo, la preoccupazione dell’accoglienza dura e torrida di «Nea Smirne», nello stadio della prossima avversaria degli azzurri: «Anche qui è tempo di ferie. Prevediamo al massimo seimila spettatori, riempiremo metà stadio, non di più». Però la tribuna ospiti sarà stracolma: «Ci sono arrivate richieste per cinquecento biglietti sugli ottocento a disposizione. Mai vista una cosa del genere per una partita estiva internazionale...». Mavropoulos parla del match con entusiasmo: «Servirà anche a noi per capire a che punto è la preparazione. Come il Napoli siamo partiti in anticipo, speriamo di non pagare dazio in campionato». L’Uefa, però, è un obiettivo al quale il Panionios non si sente di rinunciare: «L’anno scorso, con lo stesso piazzamento, il quinto posto, ci entrammo di diritto. Quest’anno la Grecia ha perso un posto, ma noi lo riconquisteremo. Mi dispiace per il Napoli». È la prima volta nella storia che Napoli e Panionios si sfidano in un incontro ufficiale: «È vero, non esistono precedenti - dice Mavropoulos - e l’ultima italiana che abbiamo affrontato è stata l’Udinese, in Uefa nel 2004. Eliminata con un netto 3-1. Sappiamo che stavolta sarà più difficile, ma non c’è alternativa. Il Panionios passerà il turno...».E pensare che altre squadre italiane impagnate addiruttra in champions l'anno scorso sono arrivate in Grecia con al massimo 50-60 tifosi al sostegno.

MENTALITA' BOYS

Sabato, estate, siamo al 12 di luglio, c'è bello, soprattutto caldo. Si potrebbe andare al mare, in fiume, in piscina, macchè, oggi abbiamo un altro appuntamento, alle tre ci troviamo in sede per andare a Collecchio dove parte il "ritiro" del Parma, dove il Presidente Ghirardi presenta la stagione.Stacchiamo lo striscione al Petitot (così l'anti-gialloblù che scrive lettere del cavolo alla Gazzetta crederà, erroneamente, che l'abbiamo fatto per lui!!!), e via in sede. Non c'è tantissima gente, qualcuno è già via, qualcuno non è potuto venire, in tutto saremo una ventina. Poco importa, prendiamo su lo striscione contro la B al sabato e un paio di bandiere per i diffidati.A proposito, dopo aver consegnato la nostra città agli interisti, dopo aver boicottato le nostre iniziative per Parma-Inter rivolte a tutta la tifoseria gialloblù (che erano state programmate per cercare di aiutare il Parma a salvarsi), chi non ha saputo/voluto gestire l'ordine pubblico ha pensato bene (oltre a rimanere stabilmente al suo posto) di inviare una diffida ad (almeno?) una decina di ultras di Parma, di BOYS. Stiamo a vedere, poi diremo tutto quel che ci sarà da dire, nei dettagli, attraverso tutti i mezzi a nostra disposizione.Torniamo a noi. Arriviamo a Collecchio, non c'è tantissima gente, ma d'altronde orario e luogo non potevano favorire una partecipazione di massa.Si suda, si respira a fatica, e si cerca un riparo sotto gli alberi, mentre guardando i giocatori uscire dagli spogliatoi pensiamo: "Auguri, buon allenamento...".Non facciamo in tempo ad aprire gli striscioni che subito un fotografo baffuto incomincia a farci diverse foto. Interessiamo ai media? Siamo tutti dei gran bei ragazzi? Piacevamo al fotografo? Macché, il fotografo è fra coloro addetti all'ordine pubblico, di quelli con la radiolina in tasca, accompagnato da un collega, che a volte cerca di avvicinarsi, come per voler sentire i nostri discorsi. Sinceramente non capiamo... Ma stiamo scherzando? O meglio: state scherzando? Temiamo di no, noi, i responsabili di tutto (ci stiamo quasi auto-convincendo!) abbiamo il mirino puntato addosso.Della presentazione c'è poco da dire: qualche timido applauso, qualche succo di frutta, qualche bottiglietta d'acqua (bresciana!), due chiacchiere da approfondire col Presidente ed è già ora di tornare a casa.Altro argomento della giornata sono le amichevoli. Ne parliamo tra di noi, chiediamo conferme a Melli. Già, perché noi "malati", se possibile, ci facciamo anche tutte quelle, quelle partite che non valgono nulla. A parte una serie di incontri "minori" le uniche rilevanti sono il 31 luglio a Massa (in cui invitiamo tutti ad essere presenti, anche chi è in ferie da quelle parti) e il 9 agosto al Tardini... contro il Genoa. Eh, amichevole contro il Genoa?!?Oh, la sfida contro i rossoblu, vuoi per la rivalità, vuoi perché sai di una gara di "altri tempi", è sempre affascinante, ma dopo Parma-Inter, dopo quello che sta succedendo in questi giorni, e considerando il periodo estivo, la scelta ci lascia molto perplessi, e un po' preoccupati. Tantissima gente sarà in ferie, i genoani saranno comunque non pochi... questa volta gli ospiti verranno messi in Curva Nord?!? E in caso di incidenti la colpa, oltre che sempre e comunque nostra (?!?), sarà del povero Stadio Tardini, troppo in centro? Staremo a vedere, ma la cosa è un film già visto, purtroppo.A proposito di Tardini. Dopo un nostro comunicato in risposta alle dichiarazioni dell'assessore alle Attività Motorie Vittorio Adorni, abbiamo appeso all'ingresso della Nord un chiaro ed esplicito striscione: "Giù le mani dal Tardini!"Fra un po' (poco) partirà effettivamente la nuova stagione, con la Coppa Italia già ad agosto. Invitiamo tutti i tifosi che potranno ad essere presenti e a sostenere il Parma già dalle prime uscite, anche nelle amichevoli. E invitiamo tutti quei ragazzi che credono nelle idee che portiamo avanti noi BOYS, che vogliono contribuire a scrivere un'altra stagione nella storia del Gruppo a tesserarsi, a vivere la sede, a salire sui nostri pullman. Ad essere con il Parma: NEL BENE E NEL MALE!

CATANZARO OLE'


Siamo finalmente giunti alla vigilia del ritiro in quel di Moccone che virtualmente sancisce l' inizio di quello che ancora non sappiamo se essere il campionato 08/09 o il calvario 08/09, visto l'andazzo delle ultime annate.Dopo Nocera Umbra, storico ritiro dei giallorossi, il tecnico Provenza, gastroenterologo di professione, decide che e` meglio la Sila e sceglie Moccone,ridente località silana della provincia che, ed e` proprio il caso di dirlo visti i titoli sportivi acquisiti, stravincerà sicuramente il prossimo campionato.Tra qualche giorno potremo iniziare a parlare di pallone per giudicare la tecnica e i tocchi vellutati dei nostri calciatori, portatici grazie al duro lavoro dell'onnipresente Improta.Una squadra, quella giallorossa, che per la prima volta dopo tempo immemore inizierà il ritiro senza l'inquietante, o rassicurante per chi lo ha cosi fortemente voluto per poi sparire nel nulla, presenza della capigliatura lunga e unta di Ferrigno, che ha preferito fare delle scelte professionali diverse.Si spera anche che gli altri capisaldi, o meglio guappisaldi, del Catanzaro pittelliano, visto l' ingaggio oneroso, trovino qualche altra sistemazione.La squadra dicevamo che inizierà la preparazione, a detta degli osservatori attenti non e` maluccio.Il Presidente Bove ha lavorato per dare alla città una squadra dignitosa rompendo la promessa fatta tempo addietro di affidarsi a una squadra di giovani, visto il fardello lasciato da Pittelli.E siamo felicissimi che Bove non abbia mantenuto questa promessa. Ma non basta!In realtà le promesse che saremmo felici Bove mantenesse, sono quelle di darci una società non seria, ma normale, senza conflitti di interesse come quelli del capo di Pittelli.A proposito, grazie Onorevole per altri 13mila euro di multa: menomale che lei di professione fa l' avvocato e le regole dovrebbe saperle…Se avesse avuto la 3 media chissà, a quest'ora la lega Pro (mah), ci avrebbe spedito in 2 categoria.Tornando al discorso delle promesse, caro Presidente Bove, ecco cosa ci deve promettere:via tutti quelli che vogliono “divertirsi” col Catanzaro e ci riferiamo al codazzo di consigliori che pullulano nel mondo del calcio catanzarese.Prenda le distanze da tutti e con un atto di grande lungimiranza rompa i suoi legami con la tifoseria organizzata e i capipolo che sembrano minotauri.Non bazzichi questi personaggi, ma stringa legami con gli imprenditori veri di questa città.Gli stessi imprenditori che non si avvicinano al Catanzaro perché e` molto più simile a una corte dei miracoli che a una società di pallone.Vediamo che qualcosa lei lo sta già facendo: questo Gigliotti (catanzarese) probabilmente nuovo Team manager e speriamo presto pure DS/DG, sembra una persona seria e pacata, che vuole fare calcio per davvero senza inquinare l' ambiente.La Lega Pro ha imposto la regola dei giovani, e allora caro Presidente si inizi pure nelle cariche sociali a mettere gente giovane e motivata, lasciamo i soliti volti noti e stracotti a casa.Se è vero, come dice De Gregori, che un calciatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo, dalla fantasia è pur vero che un Presidente lo vedi dalle cose semplici semplici e per applicarle non ci vuole una grande scienza.Ne sono certo, se i punti di cui sopra verrano adottati, quella compattezza della tifoseria, organizzata, non organizzata, da tastiera, da poltrona, da salotto e del buontempo, che tutti auspicano è probabile che non sarà più un'illusione ma potrà diventare una certezza, cioè il dodicesimo uomo in campo...come ai bei tempi che Lei ben ricorda.

UDINESI IRREMOVIBILI


I tifosi non vogliono l’Aquila della Regione sulle maglie dell’Udinese. O quella del Friuli, o niente. È questa la sensazione che si avverte dai messaggi che compaiono sui forum di Internet e dalle segnalazioni dei nostri lettori. Ma la società bianconera è irremovibile: «L’abbiamo fatto perchè rappresentiamo tutta la regione», ha detto il presidente Soldati.Iniziativa. All’Udinese nessuno avrebbe mai immaginato che questo accordo potesse scatenare un simile malcontento. Il presidente Soldati ci tiene a sottolineare che «la nostra società è un simbolo di tutta la regione, non solo del Friuli. Non abbiamo sostenitori solamente nella provincia di Udine, ma anche nelle altre». Quindi va bene anche l’Aquila di Trieste invece di quella di Aquileia.È un accordo sulla parola quello tra la famiglia Pozzo e il presidente Renzo Tondo. «Non è corretto parlare di sponsorizzazione – ha precisato Soldati –, perchè la società non riceverà alcuna somma di denaro».Regolamento. Cosa, peraltro, che sarebbe stata legittima. Il regolamento, infatti, non vieta a una società di calcio di avere più sponsorizzazioni, a patto che lo spazio sulle maglie (misurato in centimetri quadrati) non superi un determinato limite (e non sembra essere il caso dell’Udinese).Firme. Ma non è solo l’aquila che non piace ai tifosi. Pare, infatti, che stia per partire una raccolta di firme per chiedere di cambiate la prima divisa da gioco, quella bianconera disegnata dalla Lotto. Detto che il tentativo non produrrà alcun effetto, resta il malumore rappresentato dal presidente dell’Auc Michele De Sabata: «Questa maglia con quelle righe così sottili non ci rappresenta – ha detto – e mi dispiace che nel 2008 una ditta non proponga tre soluzioni al giudizio della gente. In fin dei conti siamo noi tifosi che poi dobbiamo comprare quelle magliette».Applausi. Ma c’è anche a chi le maglie dell’Udinese sono piaciute. L’assessore allo sport della Regione Elio De Anna applaude l’accordo tra i Pozzo e Tondo: «Mi auguro che l’Udinese possa volare con l’aquila della Regione sul petto nella stagione 2008-09, diffondendo nel resto d’Italia e in Europa i valori più radicati nel territorio e nelle genti del Friuli Venezia Giulia».«L’attività svolta dall’Udinese – ha concluso De Anna –, incarna lo spirito friulano, contraddistinto da sobrietà, tenacia e caparbietà. In un periodo di calcio spettacolo che spesso si traduce in investimenti stellari per accaparrarsi calciatori provenienti da ogni parte del pianeta il sodalizio bianconero si è sempre contraddistinto per la capacità di investire in modo oculato. Un atteggiamento che rispecchia pienamente la volontà e il percorso dell’attuale Governo del Friuli Venezia Giulia».

18 luglio 2008

CASALESI INCAZZATI

Ci risiamo... nuova estate travagliata per le sorti del Casale Calcio dopo illusioni durate lo spazio di un respiro.
I presupposti buoni c'erano tutti, forze fresche in vista per dar manforte alla società, un lavoro organizzativo di prim'ordine, una struttura che andava formandosi secondo i crismi dovuti, una campagna acquisti che si presentava degna di attenzione e poi? Come nella migliore delle scene, un pezzo alla volta si sono dissolti tutti i sogni trasformandosi nuovamente nel peggiore degli incubi.
Cosa non ha funzionato questa volta? Cosa ha questa società che non possa permettere di vivere un estate senza scossoni?
Crediamo che la risposta sia una sola: L'INDIFFERENZA!!!
L'indifferenza di una città verso uno dei patrimoni più gloriosi che fanno girare il nome di Casale Monferrato ovunque, una città pronta al presenzialismo quando raramente le cose girano per il verso giusto salvo poi voltare le spalle quando la situazione si complica, una città votata alla moda del momento, una città che segue ossequiosa i potenti dimenticandosi le proprie tradizioni.
Casale Monferrato, pur in un momento delicato per l'economia nazionale, rappresenta un polo industriale di una certa rilevanza sul territorio regionale, ma il Casale Calcio è lasciato al suo destino nelle mani di forestieri capitati non si sa bene per quale motivo e che non possono di certo avere la maglia nerostellata nel cuore come dovrebbe essere.
Casale Monferrato che presenta sul suo territorio un nucleo di aziende che potrebbero con poco sforzo portare il nome del Casale verso ben altri lidi che non siano gli squallidi campetti della serie D ma che ignorano bellamente il disperato urlo di agonia che si alza a più riprese da Via Trevigi.
E si che permettere la sopravvivenza del Casale Calcio senza troppi patemi d'animo non costituirebbe un onere troppo gravoso se esistesse una mentalità imprenditoriale come in alcune regioni a noi vicine, dove l'unione delle forze fa si che paesini senza ne storia ne gloria veleggino in categorie professionali che non gli appartengono, mentre qui da noi si è più propensi a curare il proprio “orticello” incentrando tutta l'attenzione sul proprio ego!!!
Casale Monferrato, con decine di piccole e medie industrie che ignorano bellamente un pezzo di storia quale il Casale Calcio rappresenta, dedite a seguire sport che fino a ieri ignoravano nel nome del proprio interesse.
Ed è giusto che sia anche così, perchè questa è l'imprenditoria, ma fa rabbia vedere come, un piccolo sforzo di molti si potrebbe tramutare in un grande risultato se solo si unissero le forze a disposizione!!!
La gente di Casale Monferrato ha dimostrato nel tempo, a fronte di risultati positivi, di saper seguire con amore e passione il Casale Calcio, ma per poter far si che i risultati arrivino è oggi più che mai necessaria l'unione e la partecipazione di chi può dare qualcosa alla causa nerostellata.
Le forze politiche casalesi cosa hanno fatto in queste ultime stagioni per il Casale Calcio?
Un po' di interessamento di facciata, qualche presenza quando bisognava esserci, qualche foto sui giornali per delle presentazioni che potevano essere una forma pubblicitaria, ma in concreto?
Poco o nulla diciamo noi e anche di questo si dovrà tenere conto quando il prossimo Aprile si andrà a votare, perchè è inutile continuare a fare proclami che non sono seguiti dai fatti, dichiarare interessamento per tutte le discipline sportive della città quando è evidente come palesemente l'unico interesse è rivolto verso un solo sport che in questo momento da visibilità a 360°, promuovendo investimenti in tale direzione che tra qualche anno, quando il giocattolo sarà venuto a noia potrebbero rivelarsi la classica “cattedrale nel deserto” e i cui oneri ricadranno sulle spalle dei contribuenti...
E allora ora più che mai è giunto il momento di far sentire la nostra voce alzarsi forte, e pazienza se si rivelerà anche questo un urlo disperato che si spegnerà nell'indifferenza e nell'oblio che attanaglia questa città, noi almeno ci avremo provato, perchè è ora di dirlo forte:
SVEGLIA CASALE, LA NOSTRA STORIA CI APPARTIENE, RIAPPROPRIAMOCENE...
...IL CASALE AI CASALESI!!!
IL DIRETTIVO DEI BOYSCASALE

ULTRAS SANREMESI

“Gli Ultras non sono in vendita!” questo lo slogan di un volantino diffuso oggi pomeriggio, durante una conferenza stampa congiunta tra le tre tifoserie organizzate della Sanremese Calcio: Irriducibili, Matuzia 1904 e Club Boazzo. Le tre tifoserie, dopo aver analizzato la drammatica situazione calcistica legata ai colori biancoazzurri, hanno preso le loro strade.Gli Irriducibili sposano la causa di Gianni Gullo che, insieme ad Angelo Fameli, starebbe lavorando alla rinascita di una società attraverso la ‘Sanremo Boys’, che dovrebbe cambiare leggermente nome e prende i colori sociali biancoazzurri, ripartendo dalla Seconda Categoria: “Mi sembra l’unica soluzione – ha detto il leader degli ‘Irriducibili’, Danilo Bonfante – per poter ricominciare da zero. Altre alternative non ne vedo”.Il ‘Boazzo’, gruppo storico che fonda le radici nei grandi momenti della Sanremese, negli anni ’70 e ’80, ha invece deciso di seguire le gesta della futura CarlinOrange, ovvero la fusione tra la Carlin’s Boys e l’Ospedaletti, formazione che giocherà in Promozione.Posizione ancora diversa, quella dei Matuzia 1904: “Noi non supporteremo nessuna delle due società – ha detto Roberto Abbona – che consideriamo ‘nuove pseudo-Sanremesi’. Ci riserviamo di valutare attentamente quali siano le persone ed i progetti più credibili per ricominciare la storia del calcio a Sanremo. Non staremo fermi di fronte agli eventi, ma saremo attenti e non permetteremo di strumentalizzare il nome della Sanremese”. Intanto c’è anche attesa per capire come si svilupperà il calcio nella prossima stagione. Appurate le conferme di Sanremo Boys (o altro nome) e CarlinOrange, sembra che stia nascendo una nuova società, la Usd Sanremese che potrebbe annoverare tra i dirigenti anche Carlo Barillà.
Carlo Alessi

16 luglio 2008

TU SOSTIENI, IO TI MULTO

Alcuni supporter della Premiata si sono visti notificare una raffica di multe per divieto di sosta durante il periodo dei playoff. Il sindaco Agostini: "Sto dalla parte della legalità""Andrea Agostini? Come Claudio Brignocchi!" lo affermano con amarezza e delusione i tifosi della Premiata che si sono visti notificare una raffica di multe, qualcuno addirittura tre tutte insieme, di 82 euro ciascuna, elevate per divieto di sosta durante il periodo dei play off quando, a loro dire, si poteva chiudere anche un occhio in considerazione della grande ressa e della mancanza di parcheggi.Per le multe Brignocchi si beccò anche uno striscione contro durante una gara campionato: ''Il nuovo sindaco di Porto San Giorgio, come il vecchio, punta a fare cassa con i nostri soldi'': questa l’accusa: ''Eppure – aggiungono – le contravvenzioni al PalaSavelli sono state oggetto di campagna elettorale, ma evidentemente cambia il colore ma non il vizio. Ci dicano dove dobbiamo parcheggiare''.''Intanto – ribatte il sindaco Agostini – io non ho fatto campagna elettorale sulle multe ai tifosi della Sutor. L’ho fatta, invece, all’insegna di una migliore fruibilità della struttura palas ed ho preso l’impegno di realizzare più parcheggi rispetto a quelli esistenti. E ci stiamo già attivando per averli pronti nel prossimo campionato. Stiamo anche ragionando sulla possibilità di istituire bus navetta per i tifosi''.Il primo cittadino sangiorgese riferisce quindi che proprio in questi giorni si sarebbe sentito con la dirigenza della Sutor e con lo staff tecnico per lavori da realizzare nel PalaSavelli: ''Investiremo sulla struttura – spiega – per la riqualificazione dell’impianto delle luci, in maniera tale che la superficie di gioco appaia migliore anche alla ripresa televisiva da parte di Sky. Inoltre interverremo sulla manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto docce per una migliore fruibilità da parte degli stessi giocatori''.E delle multe prese durante lo svolgimento dei play off cosa dice? ''Non esprimo giudizi. Mi limito a rilevare che se le macchine vengono poste in modo tale da violare le norme del codice della strada, è chiaro che tutti i tutori dell’ordine, e quindi non soltanto i vigili urbani, sono tenuti a intervenire pena un’omissione, peraltro penalmente rilevante. Pertanto, per quanto mi riguarda, non posso che pormi dalla parte della legalità e di chi la fa rispettare. Come primo cittadino mi impegno per il prossimo campionato affinché vi siano più superfici utili a parcheggio''.Però, in attesa che alle parole seguano i fatti e prima di inghiottire il boccone amaro, i tifosi sembrano intenzionati a contestare le multe presso il giudice di pace, magari tramite un ricorso congiunto. Per questo invitano tutti i multati a contattare il sito dei Sutor Rangers, www.sutorrangers.com.

PARMA-INTER: PIOVONO DIFFIDE


Dieci, forse addirittura quindici, i tifosi parmigiani diffidati per gli scontri avvenuti prima e dopo Parma-Inter, ultima giornata di campionato. Da circa una settimana, "a pioggia" dicono i Boys, stanno arrivando le diffide. Per ora solo una decina sono state consegnate agli ultras "ma altre cinque sono in arrivo", spiega uno dei capi ultras Boys."Ci hanno colpito nonostante tutto – precisa il tifoso – nonostante abbiano lasciato agli interisti la possibilità di invadere la nostra città, nonostante i decreti. Hanno preso le immagini e i video degli scontri e emesso diffide a raffica. Solo per noi. Nessuna per gli interisti. Mai e poi mai vorremmo vedere arrivare diffide anche per gli interisti, la nostra cultura ultras non ci fa ragionare con la legge del taglione. Ma perché hanno colpito noi? E soprattutto perchè nessuno si è preso le responsabilità di un ordine pubblico gestito malissimo? E' una beffa il fatto che se la siano presa con noi, dopo tutti i casini che hanno combinato coloro che dovevano gestire quella partita".Fra i diffidati – anche se la questione del daspo e i termini della diffida saranno precisati solo in futuro – "forse a settembre" – i tifosi colpiti appartengono per lo più al gruppo dei Boys. Le accuse si riferiscono in particolare agli scontri avvenuti dopo la partita, a margine della curva nord del Tardini. In quegli episodi rimasero feriti sia poliziotti che tifosi. Le cariche di agenti e carabinieri, però, furono indirizzate sia verso i tifosi parmigiani che verso quelli nerazzurri.Intanto lo sfogo dei Boys, come di consueto, passa per le pagine del sito internet del gruppo ultras."A proposito – scrivono nel sito - dopo aver consegnato la nostra città agli interisti, dopo aver boicottato le nostre iniziative per Parma-Inter rivolte a tutta la tifoseria gialloblù (che erano state programmate per cercare di aiutare il Parma a salvarsi), chi non ha saputo/voluto gestire l'ordine pubblico ha pensato bene (oltre a rimanere stabilmente al suo posto) di inviare una diffida ad (almeno?) una decina di ultras di Parma, di Boys. Stiamo a vedere, poi diremo tutto quel che ci sarà da dire, nei dettagli, attraverso tutti i mezzi a nostra disposizione".Il nervosismo dei tifosi sale, oltretutto, perchè "queste diffide sono arrivate a raffica proprio prima della campagna abbonamenti della squadra. La cosa suona come una beffa".
Solidarietà agli ultras parmigiani e a tutti gli ultras diffidati.
Dome&Vince

AVEVATE RAGIONE VOI


Avevate ragione voi
Quando urlavate rauchi
Dentro la gomma polacca delle vostre maschere antigas
Neropece come i volti rigati
Di sudore lacrimofero
Sventolavano le grida silenziose
Mentre la rivolta
Annegava nel mare
Striato di bianco schiumoso
Domenico

15 luglio 2008

SPEZZINI

Tifoseria in fermento, in ansia per le sorti della squadra. E ieri sera spontaneo è nato il raduno in piazza Europa. Poi un gruppo è salito nella sala del consiglio comunale. Cori da stadio e slogan. Di fatto palazzo occupato dalla tifoseria che ha sollecitato i consiglieri a farsi carico anche del problema Spezia. Il sindaco ha poi incontrato una delegazione.

La giornata era iniziata prestissimo con i telefoni cellulari caldi. Con due contatti di società interessate allo Spezia, comparse e svanite subito. Il presidente Attilio Garbini si era messo in contatto col vicepresidente dell’Inter, Rinaldo Ghelfi, per capire la situazione vista da parte nerazzurra. Il vice Moratti aveva ribadito la volontà dell’Inter di arrivare al 49 per cento, ma di attendere un altro partner per il restante 51 per cento.
Tifosi spezzini nell’aula del consiglio comunale. foto Pistelli
La protesta: lo Spezia è a un passo dal fallimento. foto Pistelli
Poi nel bel mezzo del dramma che stava avvolgendo la città, ecco che il telefono di Massimo Moratti, presidente dell’Inter, ha dato libero ai tentativi (molti) del sindaco Massimo Federici di mettersi in contatto. Tra il primo cittadino e il presidente nerazzurro c’è stato finalmente dialogo. Federici ha insistito per un “beau geste” da parte di Moratti. E quest’ultimo ha assicurato tutto il suo impegno, fino all’ultimo, per risolvere la situazione, anche per la simpatia che nutre per la gente spezzina, attaccatissima alla squadra di calcio.

Una seconda telefonata era attesa in serata o nella prima mattina di oggi. Cellulari aperti per tutti i dirigenti in una alternanza di sensazioni tra sconforto e speranza. Perchè va sottolineato come tutti i dirigenti che attualmente sono sulla plancia dello Spezia sono prima di tutto tifosi, che hanno cercato in ogni modo di cercare uno sbocco alla vicenda. Stasera saranno tutti sull’uscio, se ne torneranno dalla parte dei tifosi.
Intanto il vicepresidente dell’Inter, Ghelfi, si è messo in contatto con Remo Paini, il petroliere che aveva incontrato a Parigi i vertici Saras per una possibile entrata nello Spezia. Anche quest’ultimo personaggio ha riunito i vertici della sua azienda per studiare la situazione.
Si è aperto uno spiraglio di salvezza. Stamattina si conoscerà la situazione, ma le premesse non sono state delle migliori (contatto Ghelfi-Paini) .
E se invece la situazione precipitasse bisogna correre ancora di più per ottenere una serie D. Stasera all’ora del tè consiglio direttivo dello Spezia convocato nella sede sociale. O brindisi o lacrime. Servono, secondo le ultime stime tre milioni e rotti in cassa per ottenere l’ok della Covisoc. È tutto pronto per soddisfare le richieste e se arriva la cassa, il presidente Attilio Garbini partirà a razzo per Roma.
Si annuncia una giornata di passione, la più lunga dell’anno.
Guidetti Ieri pomeriggio nella sede della Cremonese hanno ratificato l’accordo il difensore Alberto Bianchi e l’attaccante Max Guidetti. Due Aquilotti approdano a Cremona, dove la società tenta nuovamente il salto in B dopo la beffa Cittadella. In attacco con Temellin, Guidetti e Graziani si prevedono fuochi di artificio.
Messina Addio alla serie B. La famiglia Franza, proprietaria del club, dopo un vertice tenuto ieri pomeriggio, ha deciso di non presentare ricorso contro la bocciatura della Covisoc. Servivano il deposito del bilancio, la certificazione dei contributi previdenziali e le liberatorie dei giocatori, per un ammontare di circa tre milioni e mezzo di euro. Avellino, se si metterà a posto con la Covisoc, pronto a essere ripescato in serie B (quel gol di Pellicori segnato al Picco è risultato pesante).

COMASCHI

A completare la rosa mancano ancora dei nomi. Anzi, forse per domenica, giorno del raduno del Calcio Como, la rosa («Purtroppo», aggiungono dalla sede) potrebbe non essere al completo. In queste ore, comunque, il direttore sportivo Silvio Cuoco sta lavorando sodo per “portare a casa” almeno il centrocampista esterno - la trattativa dovrebbe essere vicina alla conclusione - e l’attaccante per completare il parco delle punte. Più difficile giungere in tempi brevi alla firma con quello che sarà chiamato ad essere il regista della squadra, per il quale si preferisce attendere l’ufficializzazione, da parte della LegaPro, delle squadre iscritte al campionato e di quelle invece non incluse. Con molti giocatori che, di conseguenza, potrebbero liberarsi. Oggi, comunque, nel pomeriggio, il club azzurro presenterà allo stadio Sinigaglia la squadra - saranno presenti il difensore David Balleri, la stella del mercato comasco, e l’allenatore Corrado Cotta - oltre alla campagna abbonamenti 2008/2009 e alle due nuove figure che si occuperanno del marketing della società, due donne professioniste del settore. Intanto c’è già un’anteprima su quello che poi verrà ribadito nel pomeriggio, ovvero i prezzi della campagna abbonamenti per la prossima C2 che conterà 17 partite casalinghe in gironi ancora da definire (l’appuntamento è per il fine settimana).Questi i prezzi: tribuna d’onore 500 euro (ridotto 250), tribuna centrale 300 euro (ridotto 150), curva 100 euro (ridotto 50). Gli abbonamenti ridotti potranno essere sottoscritti dai ragazzi compresi tra gli 11 e i 16 anni, dalle donne e dagli Over 65. Sarà possibile richiedere l’abbonamento al Calcio Como 2008/2009 da lunedì della prossima settimana allo stadio. L’obiettivo del club azzurro è, ovviamente, superare la quota dello scorso campionato di serie D. Nel 2007/2008 le tessere sottoscritte dai tifosi lariani furono 571, la speranza quest’anno è di arrivare intorno a 800 fedelissimi. Ma questi sono comunque giorni decisivi per il Como e non solo sul fronte del mercato, da cui comunque si attendono notizie: nel fine settimana, infatti, il club lariano conoscerà - come detto - sia le squadre ammesse alla prossima serie C1 e serie C2 (oggi nominate Prima e Seconda Divisione) e, sabato, i gironi dei campionati. Domenica infine sarà il giorno del raduno del Como a Orsenigo, che precederà la partenza per il ritiro di Storo, in Trentino, prevista per martedì. La squadra di mister Cotta si tratterrà nel paese fino al 2 agosto. Fissate anche un paio di amichevoli: il giorno 26 luglio i lariani affronteranno una rappresentativa locale, mentre il giorno 30 luglio il match sarà con l'Uso Calcio.
Mauro Peverelli

NON CI FU TORTURA....VERGOGNATEVI!!!!!!!!!!


GENOVA (Reuters) - Il tribunale di Genova ha inflitto oggi in primo grado 15 condanne per le violenze compiute dalle forze dell'ordine contro i manifestanti nella caserma di Bolzaneto durante il G8 di Genova nel 2001, mentre ha assolto gli altri 30 imputati.
Dopo undici ore di camera di consiglio, sono stati comminati complessivamente 24 anni di carcere, contro i 76 anni, quattro mesi e 20 giorni chiesti dai pm genovesi per tutti gli imputati tranne uno.
I reati contestati a vario titolo erano di abuso d'ufficio, abuso di autorità verso i detenuti, falso ideologico, violazione dell'ordinamento penitenziario e della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.
I giudici non hanno riconosciuto l'aggravante della crudeltà e dei motivi abietti assimilabili al reato di tortura.
Le condanne, inflitte in massima parte a membri delle forze di polizia, variano tra i cinque mesi e i cinque anni.
La pena più dura, cinque anni, è stata inflitta ad Antonio Biagio Gugliotta, all'epoca dei fatti ispettore della polizia penitenziaria e responsabile della sicurezza della caserma.
A due anni e quattro mesi è stato condannato Alessandro Perugini, ex vicecapo della Digos a Genova e il funzionario di più alto grado presente in caserma in quelle giornate.
Anna Poggi, commissario capo di polizia, ha avuto due anni e quattro mesi.
Tra i numerosi assolti figura Oronzo Doria, colonnello della polizia penitenziaria.
Giovedì prossimo sono attese le richieste di condanna dei pm al processo per la sanguinosa irruzione della polizia nella scuola Diaz, a Genova, al termine dei tre giorni di manifestazione contro il G8.
Nel luglio del 2001 Genova fu devastata da gravi disordini e scontri tra manifestanti e forze dell'ordine, culminati con l'uccisione del giovane no-global Carlo Giuliani da parte di un carabiniere e con l'incursione dei poliziotti nella scuola Diaz.
VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA!
Domenico &Vincenzo

13 luglio 2008

UN CALCIO AL RAZZISMO

di Mariavittoria Orsolato
Quattromila ragazzi, cinquanta etnie diverse e un pallone: quello che va in scena nel paese sconnesso del marchio agli innocenti, è un incubo per le camice verdi del ministro Maroni, un’oasi multiculturale per tutti quegli italiani che, tra impronte prese e moschee negate, pensano di essere capitati in un flash-back del 1938. Sono partiti lo scorso mercoledì a Casalecchio di Reno, provincia di Bologna, i Mondiali Antirazzisti, una kermesse calcistica organizzata dal Progetto Ultrà che si prefigge di abbattere confini e differenze culturali grazie al gioco del calcio, poderoso collante se usato a scopi benefici. Gli ultrà del progetto sopraccitato, infatti, non sono quelli che scaraventano motorini dai terzi anelli, o che accoltellano fuori dello stadio i tifosi della squadra avversaria, né assomigliano a quelli che preferiscono il saluto romano alla più coreografica "ola". I ragazzi che hanno organizzato questa manifestazione, giunta ormai alla sua dodicesima edizione, sono giovani e meno giovani il cui obiettivo è “contrastare i comportamenti intolleranti e xenofobi fuori e dentro gli stadi di calcio, attraverso la promozione di eventi e discussioni in cui si educhi all’antirazzismo, divertendosi e coinvolgendo il più possibile”. Non chiamateli hooligans, grazie. Perché troppo spesso si associa la parola ultrà all’immagine di scalmanati pronti a menare chiunque indossi dei colori diversi dai propri e non si pensa che - come in tutte le cose - esiste un rovescio della medaglia in cui si trovano altrettanti tifosi si impegnano nella direzione opposta, ovvero quella di rendere la competizione un terreno in cui la differenza è ricchezza. Uno spirito quindi che scoraggia la violenza e che si riflette anche nel regolamento della competizione, dove la squadra che fa due falli viene immediatamente battuta a tavolino e chi ha un atteggiamento eccessivamente competitivo viene sospeso dal torneo. Sono ventotto differenti nazioni a rappresentare le duecentoquattro squadre di amatori pronti a sfidarsi nella quattro giorni che si concluderà oggi. Tra queste non potevano mancare le squadre, ben otto, composte da rom - protagonisti involontari della cronaca e di conseguenza della manifestazione sportiva - che ai Mondiali hanno un ruolo anche organizzativo: “La partecipazione della comunità nomade di Casalecchio è simbolica e rappresentativa dello spirito dei Mondiali Antirazzisti – spiega Carlo Balestri, coordinatore del Progetto Ultrà e organizzatore dell’evento - l’intento è far convergere le diversità. Tutto ciò che è contrastante: tifosi, spesso visti nell’immaginario comune come xenofobi, e migranti; abitanti del posto e persone venute da fuori. È un laboratorio contro la discriminazione”. Un laboratorio a cielo aperto - la cornice è il parco Salvador Allende, incastonato tra i colli bolognesi - che sembra decisamente riuscito nelle sue intenzioni: attraversando i terreni di gioco è possibile sentire intrecciarsi lingue e storie sconosciute ed è bello vedere fisionomie così differenti piegarsi e uniformarsi nella comune smorfia di fatica che il gesto atletico e il caldo torrido impongono. Un caldo che non ha però fermato nelle intenzioni le centinaia di visitatori che in questi giorni sono confluiti a Parco Allende anche per partecipare ai vari workshop informativi che l’organizzazione ha preparato in ben 4 lingue diverse, tra questi anche una visita, riservata ai ragazzi tedeschi, dei luoghi della memoria antifascista sparsi sulla linea gotica.Ma non saremmo in Italia se a questo siparietto idilliaco non si affiancasse la solita figuraccia internazionale. Tre squadre provenienti dal continente africano infatti, precisamente da Gambia, Repubblica del Congo e Ghana, si sono viste negare il visto d’ingresso dalle autorità italiane; motivo? L’organico del personale d’ambasciata era troppo scarso. Appeso ad una delle porte di gioco, uno striscione bianco e nero su cui campeggia un’intraducibile frase tedesca e una bella ragazza alza con un ghigno il dito medio, si presume contro i razzisti e gli intolleranti. Almeno qui, si pensa che ogni tanto un sano "vaffanculo" sia di dovere.

12 luglio 2008

POULSEN, IL GUERRIERO

«Siete ridicoli, avete preso un altro bidone, Poulsen»: lo striscione di dissenso per l’ultimo acquisto della Juventus è comparso questa mattina al campo di allenamento e dopo pochi minuti è stato ritirato. Si è trattato di un caso assolutamente isolato, ma amplificato da alcuno media televisivi. Gli autori del messaggio lo hanno poi anche esposto per alcuni minuti davanti all’albergo della Juventus.

FORZA LUCCHESE

LUCCA - Tutto gira nel modo sbagliato. La Covisoc boccia la Lucchese, Fouzi Hadj nicchia sui pagamenti e il grande calcio sembra allontarsi sempre più dal Porta Elisa. I tifosi però non ci stanno e la risposta concreta della città la si è vista ieri sera in una speciale serata dedicata alla squadra rossonera. Oltre mille persone per la serata dell'Orgoglio Rossonero mentre prosegue con altrettanto successo anche la campagna del comitato. Oggi ad esempio sarà possibile ancora sottoscrivere gli abbonamenti al botteghino dello stadio a partire dalle ore 9 sino alle 13 e dalle 15 alle 19. Sarà possibile aderire in due modi: o con una sottoscrizione da almeno 200 euro, oppure per cifre che consentiranno di avere in cambio un abbonamento triennale alla Lucchese.

LOTITO SHOW

VALMONTONE (ROMA), 12 luglio - È iniziata la nuova stagione della Lazio. Il palcoscenico per dare il via ad un altro anno in biancoceleste è un po' insolito, per usare un eufemismo: siamo in un outlet, e precisamente in quello di Valmontone, località che ai più non dice molto, ma che per il tifoso della Lazio assomiglia più ad uno smacco che ad una località di risparmi e affari da centro commerciale. Al di là però degli "sfottò" e delle compresibili "prese in giro" da bar, l'importante è che l'entusiasmo non sia mancato neanche in queto scenario un po' surreale per una società nata e cresciuta a Roma. L'amore per la maglia biancoceleste da parte degli appassionati supporters laziali, infatti, ha superato qualsiasi pregiudizio e in almeno 1000 unità (forse anche di più, difficile fare stime precise) hanno raggiunto la cittadina in provincia di Roma (51 km dalla capitale) per celebrare non solo le nuove casacche, ma soprattutto i nuovi acquisti messi a segno dalla società, ultimamente molto attiva nel mercato in entrata: gli argentini Juan Pablo Carrizo (il più acclamato dai tifosi) e Matias Zarate, ma anche Sebastiano Siviglia e Ousmane Dabo che non sono acquisti ma rappresentano il resto della squadra. Assenti capitan Luciano Zauri e l'attaccante 24enne Goran Pandev. Soprattutto quest'ultimo era molto atteso in giornata per rispondere e chiarire il suo intervento ad un quotidiano macedone al quale ha assicurato che nel 2009 lascerà la Lazio se la società non accetterà di adeguargli il contratto.L'ENTUSIASMO DEI TIFOSI - L'aspetto sicuramente più rassicurante di questa giornata a tinte biancocelesti è stato sicuramente l'affetto dei tifosi: cori, inni, colore, festa e gioia per i nuovi giocatori. Il più acclamato è stato certamente Carrizo che sorprendendo un po' tutti in italiano ha detto: «Grazie a tutti, vogliamo vincere tutte le partite». Affermazione coraggiosa, ma che sottolinea la personalità di un portiere dal futuro assicurato. Sentite queste parole i supporters laziali hanno subito risposto a Carrizo: «Paraje er cucchiaio…» suscitando ulteriore entusiasmo. Poi l'ex River Plate ha completato il suo pensiero: «È bellissimo essere qui e che tutti questi tifosi siano qui».. Subito dopo hanno ringraziato i presenti anche Dabo («Grazie a tutti, è bellissimo avere qui tutta questa gente, faremo di tutto per fare una grande stagione con il vostro appoggio») e Zarate («Sono molto ipressionato per la gente che è qui»). L'ARRIVO DI ROSSI - Subito dopo è arrivato Delio Rossi che ha voluto esprimere il suo ringraziamente alla gente per essere accorsa alla presentazione: «Ringrazio tutti per stare sotto questo sole ad aspettarci significa grande amore per questa squadra. Mi conoscete ormai, non sono abituato a fare proclami. Quest’anno dovremo parlare poco e fare molti fatti». Salutata la gente la stampa, giocatori e dirigenti sono entrati all'interno del negozio per un piccola conferenza stampa. Il primo a parlare è stato il tecnico: «Abbiamo fatto un buon mercato, i ragazzi hanno buone referenze, ma questo ovviamente non basta. Abbiamo infatti qualche problemino, manca ad esempio il direttore sportivo. Inoltre dobbiamo cedere qualche giocatore altrimenti la rosa è un’accozzaglia. Non serve dichiarare obiettivi, dobbiao tornare a giocare come quando entusiasmavamo la gente. La società sta facendo il suo, abbiamo preso due giocatori mirati, poi deve parlare il campo». Altra questione spinosa è quella del contratto di Rossi, ma l'allenatore dribbla la domanda con una battuta: «Non penso, ha fatto piacere slo a Bonetto. Il problema non è il mio contratto ,ma come approcceremo la stagione. Dobbiamo ripartire col piede giusto». Si è discusso poi del cambio di modulo: «C’è anche la possibilità che lo schema tattico possa variare, ma è normale, è intrenseco nel lavoro dell’allenatore poter cambiare per ndare incontro alle caratteristiche dei giocatori. Sono orgoglioso che dei giocatori vadano alle Olipiadi, ma obietivamente qualche problema lo crea. Gli obiettivi più che dichiararli vano centrati. La nostra squadra deve piazarsi a ridosso delle grandi».ECCO LOTITO - Subito dopo Rossi è stato Claudio Lotito a prendere la parola. Entrato da un ingresso secondario il presidente ha risposto alle domande dei giornalisti presenti: «Abbiamo rilanciato il progetto Lazio, riporteremo questa società dove merita. Il club sta mettendo in atto un comportamento che permetta a tutti di esprimere al meglio il proprio potenziale». Su Ledesma e Pandev il patron ha preferito glissare: «Con Pandev c'è un rapporto stupendo, ne parleremo. Naturalmente guardando però agli interessi di entrambi. In questo momento tutto ho fatto tranne che occuparmi dei contratti. La società stà pensando alla squadra, stiamo facendo cose che potenziano la società e la squadra. Per chi conosce il calcio il risultato non è raggiungibile soo attraverso la forza della squadra, ci sono una serie d fattori». Poi la questione ds, dopo l'addio di Sabatini: «Stiamo lavorando, è un problema che riguarda la società, il presidente fa il presidente e ‘allenatore fa l’allenatore».

CONTRO LA VIOLENZA

Il Calcio, Il Pugilato, la Boxe Thailandese, il Karate, il Ju Jitsu insieme ai Ragazzi di Amici, ad Alice Caligiuri, ai Sosia, a Matteo e Valentina di Uomini e Donne, ai Black Italians, ai giovanissimi atleti ed ai loro striscioni anti-violenza per l’iniziativa a scopo benefico organizzata da FairGama in gemellaggio con il “Golden Gala di Atletica Leggera”. Una giornata, quella di ieri, all’insegna della solidarietà, per l’associazione Peter Pan Onlus e la Comunità Amore e Libertà di Don Matteo Galloni, che ha visto scendere in campo numerosi personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo.A firma di FairGama, la società che promuove l'iniziativa "Dai un calcio alla violenza!” (www.daiuncalcioallaviolenza.it ) del Forum Nazionale dei Giovani, l’evento, alla sua prima edizione, ha rappresentato l’inizio di una campagna contro la violenza negli stadi che ha come obiettivo quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e ampliare il suo raggio d’azione.La manifestazione, sostenuta e promossa dalla Polizia di Stato UIL, dal Comune di Roma e dalla Croce Rossa Italiana, in collaborazione con la Federazione Pugilistica Italiana, Arte e Sponsor proponente del Progetto “Una Cartolina per Roma” con Poste Italiane, il Forum Nazionale dei Giovani, e con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica ed il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha visto in sfida per primi i giovanissimi atleti di varie discipline sportive impegnati nel Torneo Giovani “I Colori dello Sport contro la Violenza”, consistente in una singolare gara di striscioni.

DE PROFUNDIS

Il sogno di rilancio della calcio a 11 putignanese a grandi livelli con la fusione tra la Champions e il Noci di Francesco Ritella è durato quanto un temporale estivo: forte ma breve. Un sogno che si è infranto contro la dura realtà dei problemi strutturali ventennali dello stadio Torino '49. Nello scorso numero del Giornale di Putignano, avevamo preannunciato che i lavori al campo sportivo sarebbero stati rinviati all'estate 2009 per motivi burocratici e per i tempi di gara/appalto. "In seguito all'articolo del Giornale, abbiamo verificato presso il Coni i tempi necessari per realizzare i lavori allo stadio Torino '49 - ha dichiarato Francesco Ritella al Giornale di Putignano - ed abbiamo preso atto che non potranno iniziare prima di gennaio 2009 a metà campionato. Attualmente lo stadio Torino '49 ha l'agibilità per 100 spettatori, un numero limitato per una squadra di Eccellenza che punta a vincere il campionato. Un numero molto limitato che avrebbe potuto creare problemi di ordine pubblico con i tifosi. L'alternativa era giocare a porte chiuse. Una alternativa poco entusiasmante. Per questo motivo ho preferito perdere il titolo e riprovare il prossimo anno. Per la stagione sportiva del 2008/2009 la mia famiglia si impegnerà maggiormente a sostenere con alcune sponsorizzazioni la squadra giovanile de La Quercia e la squadra di calcio a 5 dello Sport Five."Il progetto sportivo di Francesco Ritella e dei suoi soci è un progetto intelligente che si auspicava da molto tempo. L'idea giusta per una fusione tra diverse società sportive della zona per creare una forte squadra che potesse competere ad alti livelli e sostenere gli alti costi a cui sono arrivati anche i campionati dilettantistici. Una idea a cui, in questo momento "precario" dello sport nostrano, potrebbero pensare i vari imprenditori locali, amanti dello sport, per sostenere lo Sport Five che disputa il campionato di serie A2 nazionale. Il calcio a 5 in questi ultimi anni, in particolar modo in Puglia, è diventato lo sport che richiama un gran numero di tifosi. I costi di un campionato a vincere di A2 ha gli stessi costi, (forse anche meno) di quello di un campionato di Eccellenza di calcio a 11. Un campionato di serie A1 a vincere costa meno di un campionato di seconda divisione (ex C2) di calcio a 11. Si dirà il calcio a 5 è uno sport che non appassiona i puristi del pallone. Sarà, pur vero, ma è uno sport che ai putignanesi piace molto. Si gioca al coperto, non ci sono scene di tifoso "violento" ed alle partite assistono anche donne e bambini. Abbiamo chiesto a Francesco Ritella se in futuro ci potrà essere una sua maggiore collaborazione con lo Sport Five."Vedremo! Non ho mai assistito ad una partita di calcio a 5, ma Catia Dalena mi racconta che è uno sport appassionante. C'è una mia disponibilità a dare una mano se richiesta. Nei prossimi giorni cercherò un incontro con il presidente dello Sport Five Francesco Sbiroli per scambiare due chiacchiere."- E' circolata la voce tra i tifosi che per la prossima stagione dello Sport Five, se ci sarà una sponsorizzazione di Francesco Ritella la società potrebbe anche fare un grosso colpo di mercato. Si potrebbe pensare ad un acquisto di un calciatore importante targato esclusivamente Francesco Ritella? Potrei suggerire Bachega Fabio dello Scicli."Non so nulla di calcio a 5. E non voglio andare a comandare a casa d'altri. Non voglio essere ingombrante o apparire arrogante. Amo lo sport e in particolare lo sport locale. E, il mio coinvolgimento è un modo per dire grazie anche al paese che mi offre possibilità di lavoro. Un imprenditore non deve pensare solo ai profitti, ma deve anche pensare a sostenere iniziative culturali e sportive locali."Damaso non rinunciaSe la Champions ha rinunciato al campionato di Eccellenza per i problemi dello stadio Torino '49, chi non rinuncia e continua dritto per la sua strada e l'incredibile presidente dell'AS Putignano calcio, Piero Damaso."Non mi preoccupa che il Torino'49 avrà l'agibilità solo per 100 spettatori. In questi anni non ho mai avuto 100 spettatori paganti allo stadio. Quindi per me sarebbe già un grande successo. - dichiara Piero Damaso al Giornale di Putignano - inoltre, ho l'autorizzazione del sindaco De Miccolis, rilasciata due anni fà all'AS Putignano calcio per l'ingresso allo stadio di 300 spettatori (200 in tribuna e 100 nel prato). Ma se il Coni conferma l'agibilità solo per 100 spettatori si può chiedere un ampliamento garantendo la sicurezza con una maggiore presenza delle forze dell'ordine o con gli steward per sopperire alla mancanza delle reti antiscavalcamento del Torino '49."- Si dice che la Champions ha rinunciato al campionato di Eccellenza anche in conseguenza della tua contemporanea iscrizione."Avevo deciso da molto tempo di tentare l'acquisto del titolo di Eccellenza per festeggiare i 50 anni dell'AS Putignano calcio. Ho saputo dopo che anche la Champions, squadra di terza categoria, stava facendo una fusione con il Noci per disputare il campionato di Eccellenza. Quando sono venuto a conoscenza del loro progetto ho avuto un incontro con il sindaco e con l'assessore allo sport Giuseppe Genco a cui ho detto: Prima di insistere nell'acquisto del titolo di Eccellenza, se il mio tentativo crea fastidio o problemi all'Amministrazione, mi faccio da parte. Mi hanno risposto: "Nessun problema. Vai per la tua strada. Fai ciò che devi fare." Ed io fatto ciò che dovevo fare. Forse non credevano che stavo parlando sul serio? La squadra la stiamo preparando e chiunque vuol collaborare a questo progetto è ben venuto."- Non rischiate di fare la figuraccia della Leonessa Altamura che lo scorso anno ha perso tutte le partite ed ha subito 300 gol? "Non credo proprio. Lotteremo per salvarci."- Ma ci sono novità sull'acquisto dei giocatori?"Il d.s. Angelo Romano può rispoderti meglio.""Abbiamo chiuso la trattativa con Pasquale Nettis, centrocampista ex Fasano ed ex Liberty Bari - ha dichiarato Romano al Giornale di Putignano -. Siamo in trattative con Cota, difensore ex Modugno; trattative anche con Oronzo Maggipinto e Frappampina portiere del Mola. Stiamo preparando anche la squadra dell'under che sarà guidata da mister Franco Palazzo e venerdì 18 luglio, alle ore 19, presso lo stadio Torino '49 ci saranno le selezioni."(Pasquale Tria - Il Giornale di Putignano)