30 giugno 2008

MOLFETTA ADDIO!

Manifestazione pacifica, ma il sindaco fa intervenire la forza pubblica per togliere uno striscione con la scritta “Vergogna”Requiem per il Molfetta Calcio: ad aprire il consiglio comunale con il primo di tanti fuori programma, c’è stata la contestazione dei tifosi della ormai ex società biancorossa, il cui titolo sportivo è stato appena ceduto a Putignano per meno di centomila euro. Davanti a loro, un grande striscione, dall’inequivocabile contenuto: “vergogna”.Il presidente del consiglio comunale Camporeale ha chiesto e ottenuto che lo striscione venisse rimosso dalle forze dell’ordine, prima di dare inizio alla seduta.La visibilità della protesta è stata comunque garantita dall’incontro di alcuni portavoce del tifo biancorosso con la stampa: “si tratta di una maniera civile di manifestare la nostra delusione”, afferma uno di loro”.Né l’amministrazione, né la proprietà si sono preoccupate di evitare quello che è successo. Non facciamo nessuna accusa in particolare, ma siamo delusi e siamo qua in maniera civile a manifestare questa delusione, perché il calcio a Molfetta la domenica non ci sarà più, nonostante come tifoseria ci siamo sempre distinti. Qualcuno ci dice che è inutile, perché il titolo è già stato ceduto. Ma noi vogliamo manifestare”.Quindici chiede ad un altro tifoso se gli Hooligans (il tifo organizzato molfettese) sposano la tesi sempre più in voga sul web, nei commenti dei tifosi sui forum o agli articoli, cioè quella che le ragioni del disinteresse cittadino verso il calcio siano anche dovute al “tifo di moda”, passeggero, così come fu per l’Hockey, verso il basket.“Non siamo contro il basket, siamo contenti se una squadra della città fa bene. Non siamo contro nessuno: siamo contro il lassismo, ognuno poteva fare qualcosa e non ha fatto niente. Consideriamo anche il fatto che in altre città, in situazioni del genere, è il sindaco che prende in mano il titolo…”.Ha poi parlato del problema, nel corso del consiglio comunale, il consigliere Antonello Zaza (Sinistra Arcobaleno): “la questione della Molfetta Calcio rappresenta una pagina non gloriosa della nostra città. Il titolo di eccellenza venduto a Putignano è il sintomo di una situazione di difficoltà generale di chi promuove lo sport in questa città. Chi ne viene più penalizzato è il vivaio del Molfetta, che ha perso punti di riferimento”. Poi Zaza si sofferma sul problema politico: “nelle ultime elezioni su quella vicenda si è tentato di investire politicamente e propagandato un impegno presso gli operatori economici della città salvo constatare che ciò non si è verificato. E’ stata solo speculazione politica”.Così, invece, ha risposto il sindaco Antonio Azzollini ai tifosi: “ho scordato di chiedere solo a Rifondazione Comunista, per il resto ho chiesto a tutti gli imprenditori di intervenire, i tifosi sanno che l'impegno del comune per le società sportive non c'è, e non è un caso che le altre società stiano andando bene. Abbiamo speso tra i 40-50mila euro l'anno per manutenzione dell’impianto sportivo, abbiamo fatto quello che si è potuto. Si tratta di un problema sportivo, il Comune non può né deve intervenire in transazioni. Adesso la speranza è quella di ricominciare rifondando su basi nuove”.Si chiude così il requiem per novant’anni di calcio, di storia e di emozioni.

BANDA BASEL?

La polizia ha fermato 63 tifosi del Basilea ieri a Zurigo, al rientro da una partita amichevole giocata dalla loro squadra a Wil, nel canton San Gallo, per atti di vandalismo e molestie. Il gruppo, composto da giovani tra i 15 e i 31 anni (undici i minorenni) avrebbero infastidito i passeggeri del treno sul quale viaggiavano. Non contenti, si sono sfogati pure alla centrale di polizia, distruggendo parte degli impianti sanitari. Dopo gli accertamenti, sono stati tutti rilasciati. Questo episodio è del tutto estraneo ai campionati europei, ormai agli sgoccioli.

PARMA OLD STYLE

La casacca del Parma calcio non smette di creare dibattiti tra i tifosi. Per anni i supporter gialloblu hanno chiesto di tornare agli antichi sapori della maglia crociata.Poi, durante la sfortunata stagione che ha visto il club retrocedere nella serie cadetta, c’è stato chi ha chiesto di tornare al gialloblu degli anni Novanta.Ora una petizione per cambiare il font della numerazione della maglia: è la proposta del sito internet La Storia del Parma Calcio, che invita i tifosi parmigiani ad esprimere la propria opinione.

I SEPOLCRI IMBIANCATI

I politici sono persone perbene, non dicono parolacce, non si azzuffano mai in Parlamento, non fanno ( non le fanno fare agli altri e non certo ai loro figli ) le "guerre umanitarie" che riempiono di mine , di vedove e di orfani Paesi lontani.
Si rispettano, dialogano con fervore e lealtà, non arrivano mai alle mani.
Di Pietro definisce Berlusconi un "magnaccia", Scajola diede del "rompicoglioni" a Biagi, poi ucciso dalle Brigate Rosse, in Parlamento si grida "checca" a chi vota in maniera diversa, ma solo per amore, mai per cattiveria. Perchè loro, i politici, sono i più intransigenti censori degli ultras quando questi scalmanati insultano, vengono alle mani e persino quando si prendono reciprocamente per il culo con striscioni che non hanno mai ammazzato nessuno.
Impongono un clima da stato d' assedio negli stadi, impiegano migliaia di agenti sottratti a cause socialmente utili ( salvo negare la benzina alle loro auto e aumenti a stipendi da fame ), proibiscono megafoni, tamburi e cancellano la Costituzione per 90 minuti . Poi, da perfetti sepolcri imbiancati, si comportano come i peggiori teppisti, vivono come nababbi, sfrecciano con le loro auto blu senza tema di auto-velox, si picchiano come fabbri ferrai, prendono a calci metodicamente la democrazia e affamano sistematicamente l' Italia con sprechi e buchi di bilancio.
Da questa gentaglia in giacca e cravatta gli ultras vengono annientati.
Fermo restando che, come dice qualcuno di noi, noi compresi, buona parte delle responsabilità per il declino drammatico del nostro movimento è nostra e solo nostra. Poi, ogni popolo ha il Governo che si merita.

Vi propongo un bell'articolo de La Stampa di ieri.
Vincenzo

Come l'insulto è diventato istituzionale
JACOPO IACOBONI
Poi dicono il vaffa day. Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi si lascia scappare un «vaffanculo» davanti ai delegati della Cisl, anche se lui nega, «al massimo l’ho pensato». Il presidente del Consiglio dice che certi giudici sono «delle metastasi». Ora il capo del più battagliero partito d’opposizione dà del «magnaccia» al premier. Toni da osteria, sì, come lamenta Paolo Bonaiuti; tutti quanti. Nella stagione del turpiloquio più svaccato, dimmi come insulti e ti dirò chi sei. C’è infatti turpiloquio e turpiloquio, la volgarità può offendere, ferire, magari far ridere, dipende da chi la usa, e quando, e quale ruolo riveste, e chi e cosa rappresenta. Un terzo degli italiani si sentì offeso quando il Cavaliere disse che «per votare questa sinistra gli italiani dovrebbero essere coglioni»; molti risero della grossa quando Umberto Bossi liquidò il suo un tempo amato professor Miglio definendolo «una scoreggia nello spazio». Tuttavia qualcosa sta cambiando. Mai forse il turpiloquio è assunto a dignità di Stato. Tutti ricordano che Nino Strano nel giorno della caduta di Prodi al Senato si avvicinò al povero Nuccio Cusumano e lo aggredì quasi fisicamente, «checca, checca squallida, troia!». E quello svenne. È, forse, una data spartiacque. L’ultima fase della vita italiana comincia in effetti temporalmente e filosoficamente con le teorizzazioni di Strano, fortunosamente rientrato in Parlamento da primo degli esclusi: «Io vorrei, essere lieve e soave, vorrei, vivere la politica come una passeggiata su una spiaggia della Normandia». Poi arrivi in aula e c’è come qualcosa che ti prende, il raptus, «il turpiloquio mi afferra, mi tira per un braccio. A me poi piace il turpiloquio. Con “checca squallida” ponevo peraltro l’accento sull’aggettivo», non sulla «checca». Anche il turpiloquio andrebbe insomma letto con l’acribia che si può dedicare a una regia di Zeffirelli. Di Pietro arriva relativamente tardi; ha sempre sostenuto di sentirsi provocato, avendo Silvio detto di lui, qualche tempo fa, «mi fa orrore», e proseguito con un lunghissimo sfottò della sua laurea in quel di «Montenero della Bisaccia». Però i più attenti cronisti di queste materie segnalano che è da un po’ che l’Italia dei Valori si mette in mostra per certa tenace inclinazione alla lite sanguigna, condita da linguaggio che si ritiene popolaresco. Circola assai, non solo in quel partito, la convinzione che popolarità e spontaneità questo significhino: scovare qual è l’offesa più sentita per strada, e riprodurla nel palazzo. Se ieri Tonino ha pronunciato l’insulto «magnaccia» mentre trebbiava nei campi, con effetto metaforico che ricordava l’Agro Pontino negli anni trenta, è da un po’ che nell’Idv ci si apostrofa esercitandosi in questa concezione del «popolaresco». Nel 2006 il partito aveva preso l’abitudine ogni martedì, alle nove di sera, di chiudersi nella commissione trasporti di Montecitorio; chi passava poteva spesso ascoltare, da fuori, urla e insulti. Memorabile fu l’onorevole Felice Belisario, da Lecce - oggi infaticabile dichiaratore al tg - quando si rivolse al collega Stefano Pedica urlandogli: «Io ti querelo perché utilizzi il nome di Di Pietro!». E Pedica, capo della segreteria politica di Tonino, dunque suo frequente interlocutore, rivolto alla platea: «Signori, questo è Felice Belisario: un idiota». Le premesse filosofiche del «magnaccia» di ieri sono in quelle pacate riunioni. Il fatto è che il destinatario dell’insulto di ieri ci ha messo del suo. Ma nell’ultimo biennio il modo di ricorrere al turpiloquio del Cavaliere è del tutto mutato: prima con le parole se la prendeva solo coi giudici «matti», «disturbati mentali», «assassini», fino all’ultimo «sono un cancro». Oggi no: Silvio ama ormai sfoderare anche un turpiloquio della simpatia (esempio cult, a Chieti, a un fan che lo disturbava sotto il palco, ha detto: «Mi devi dire come fa uno che parla da dieci ore a concentrarsi se tu gli rompi i coglioni») completamente diverso dal turpiloquio della battaglia politica (nel luglio 2007 alla scuola di politica di Formigoni accusò Prodi di dire «stronzate», dolendosi di non aver avuto in tv il tempo di rispondergli). Il quale Romano, solo apparentemente mite, in campagna elettorale 2006 disse «Berlusconi si attacca alle cifre come gli ubriachi si attaccano ai lampioni», e prima aveva dato a Tremonti del «delinquente» («politico», mitigherà poi). Il ministro dell’Economia replicò peraltro con un elegante: «Pensare di fare più spesa pubblica con più tasse è da demente». Anche prima «froci» e «culattoni» erano moneta corrente, la Mussolini - che ha sostituito Tremaglia, Storace e Buontempo - lo diceva sistematicamente a Luxuria, quasi con affetto sincero. Previti, constatata una volta l’impossibilità di far pace col diessino Bonito, gli disse: «Beh, e allora sei davvero un pezzo di merda». Ma adesso anche dai banchi della presidenza della Camera si odono inviti - questo sarebbe stato indirizzato a Tremonti - a non replicare «ai coglioni», i deputati avversari. Perché il turpiloquio s’è statualizzato; senza conservare il genio di quando Cossiga disse di Pomicino «non può far correnti, al massimo correnti d’aria».

HOOLTRAS

Tanta delusione e qualche lacrima: quella che molti a Berlino speravano si potesse trasformare in una lunga notte estiva di festeggiamenti si è conclusa prima del previsto alla Fan-Meile, l'enorme area riservata ai tifosi dietro la porta di Brandeburgo, dove 600mila tedeschi hanno assistito al trionfo della Spagna agli Europei di Calcio. Al fischio finale la gente, con volti che ricordavano quelli di due anni fa dopo la semifinale del Mondiale persa contro l'Italia, ha abbandonato in fretta e furia il “Miglio dei Tifosi”, per raggiungere le vicine stazioni dei mezzi pubblici e tornarsene a casa. I fuochi d'artificio e i fumogeni sono rimasti chiusi dentro gli zaini così come sono state disdette feste e caroselli automobilistici per la città. Eppure il lungo pomeriggio di Berlino era cominciato sotto i migliori auspici e, già tre ore prima del fischio d'inizio, gli ingressi alla Fan-Meile erano stati chiusi per raggiunta capienza. Oltre mezzo milione di persone sono riusciti a entrare e a seguire la partita sui maxischermi, diventati quattro rispetto ai tre della semifinale contro la Turchia. Molti dei tifosi che non sono riusciti a entrare sul grande viale della festa hanno provato a guadare gli stagni che li separavano dalla Fan-Meile o scavalcare i punti meno sorvegliati della cancellata. Si sono registrate anche alcuni sfondamenti, ma non è stata segnalata la presenza di “Hooltras”, i tanti temuti ultras del calcio tedesco (la parola è una fusione tra Hooligans e Ultras). Il gol spagnolo a opera di Fernando Torres ha precipitato la Fan-Meile in un silenzio denso di preoccupazione che si è protratto fino a dopo il fischio finale. Qualche segno d'Italia anche in finale: tra i cori più gettonati dai 600mila tedeschi alla Porta di Brandeburgo un "Finale oh oh" sulle note di Domenico Modugno e della sua “Volare". Quasi nessuna recriminazione verso l'arbitro italiano Roberto Rosetti, contestato dalla folla solo in occasione del fallo di reazione non sanzionato dello spagnolo David Silva, sul beniamino tedesco Lukas Podolski.DISORDINI Alla fine comunque qualche disordine c’è stato: la polizia austriaca ha fermato una decina di tifosi tedeschi che, delusi per la sconfitta della loro nazionale, avevano compiuto atti di vandalismo fuori della Fanzone a Vienna. Per sfogare la rabbia per la sconfitta, un gruppo di supporters tedeschi avevano lasciato la zona per tifosi nel centro storico incamminandosi nel vicino ottavo distretto dove hanno cominciato a provocare danni materiali. La polizia è sopraggiunta e ne ha fermati temporaneamente dieci.

GLI SPINELLI FANNO MALE

Livorno - E' tensione fra tifosi e società. Motivo le voci che arrivano dal calcio mercato. Aldo Spinelli ha dichiarato Tavano incedibile, ma sembra che l’attaccante potrebbe scavalcare Diamanti nella hit parade dei desideri del Napoli. La notizia di ieri è che David Balleri potrebbe proseguire la carriera al Como, in C2. Il capitano, scaricato dalla società, ha ancora voglia di giocare e oggi salirà a Como per incontrarsi col presidente lariano.

IL MERCATO DEI TIFOSI

LAURA BANDINELLI
MILANONel 1990 Firenze protestava per la cessione di Roberto Baggio alla Juventus lanciando vasi dalle finestre, adesso invece le minacce dei tifosi vengono scaraventate direttamente sul web. Il tifoso paga e quindi pretende di dire la sua su acquisti e cessioni. Gli striscioni sono passati di moda (anche a causa delle forti restrizioni adottate dal Viminale), quindi i mezzi migliori per far montare una protesta sono email indirizzate ai siti dei club, lettere o, come nel caso di Vieri, veri e propri manifesti. Bergamo qualche giorno fa si è svegliata con volantini anti-Bobone affissi in strada, Galliani continua a ricevere lettere minatorie dagli ultras per la campagna acquisti a rilento, la Juventus non ha potuto sottovalutare il movimento anti-Stankovic, una raccolta di firme organizzata dal popolo bianconero per bloccare l’arrivo del serbo interista.Insomma, senza che ancora il mercato sia entrato nel vivo, il tifoso è pronto a indirizzare la propria società, nei casi migliori con semplici consigli e nei peggiori con atti al limite della legalità. Lotito e Galliani, ad esempio, da tempo vivono sotto scorta, ma non per questo hanno deciso di piegarsi. L’ambiente del Milan è esigente ma soprattutto umorale. È difficile far capire ad un abbonato che Silvio Berlusconi non ha più intenzione di investire valanghe di milioni come ai tempi di Nesta e di Rui Costa e allora si scatena la bufera. Galliani cerca un attaccante, ma ogni settimana è costretto a rivedere la priorità degli obiettivi a causa dei prezzi troppo alti e delle esternazioni dei papabili. Ieri, ad esempio, Adebayor ha spiegato di preferire il Barcellona perché gli permetterebbe di giocare la Champions. La reazione sul web del popolo rossonero è stata però contenuta visto che tutte le aspettative continuano ad essere riposte su Ronaldinho.Pare sia stato proprio questo il motivo che ha spinto il Milan a riaprire la trattativa con il Barcellona. Berlusconi, che ha costruito il suo impero andando a caccia di consensi, continua a incontrare gente per strada che gli chiede di prendere l’asso brasiliano, poco importa se ha una pancetta alla Ronaldo e come l’ex compagno di Seleçao ha una predilezione per la movida. C’è addirittura chi è pronto a fare una colletta per acquistarlo: due mesi fa in pieno centro a Milano apparve un banchetto con un cartello che recitava «un soldinho per Ronaldinho».I tifosi della Juve , dal canto loro, per adesso non pensano a raccolte di denaro ma si limitano a bloccare l’arrivo di qualche indesiderato. Quelli dell’Atalanta stanno spingendo Vieri ad accettare la proposta dell’Hull City, neopromosso in Premier League, mentre Stankovic, dopo aver appreso che a Torino non è il benvenuto, sta riflettendo sul da farsi. I calciatori amano le sfide, ma difficilmente accettano di trasferirsi in piazze dove non sono desiderati.Rolando Bianchi quest’inverno vide il proprio sito invaso da lettere d’amore dei tifosi granata che lo pregavano di scegliere il Torino, ma il corteggiamento non portò a niente perché il ragazzo scelse la Lazio. E non è l’unico che se n’è fregato di ciò che pensano i tifosi. Abbiati, ad esempio dopo Calciopoli passò dalla Juventus al Torino senza farsi troppi problemi. Ora ha deciso di tornare al Milan, ma i tifosi hanno già minacciato di fischiarlo alla prima occasione. Un capitolo a parte lo meriterebbe Cristiano Lucarelli, che vorrebbe tornare a Livorno ma non sa come riconquistare la fiducia dei concittadini. La prima mossa è stata investire 2 milioni di euro in una azienda di scaricatori di porto che consentirà a 200 lavoratori di evitare il licenziamento. Chissà se basterà per cancellare le ferite del tradimento per raggiungere la fredda Donetsk.

29 giugno 2008

L'UOMO DI COLLINA DICE NO

Roberto Rosetti, domani sera arbitrerà la finale di Euro 2008 tra Spagna e Germania, si dice contrario ai maxischermi che nello stadio fanno rivedere le azioni più controverse. "Possono essere pericolosi - dice Rosetti - perché allo stadio ci sono tante persone: molte sono tranquille, ma non tutte lo sono e c'è gente che può procurare dei guai". "Se le azioni fatte rivedere riguardassero solo un bel gesto, come un gol o una parata decisiva - conclude Rosetti - allora l'utilizzo del maxischermo farebbe anche piacere".

PANCALLI, LO SBIRRO BUONO

«L'Italia al posto di Ucraina e Polonia ad Euro 2012? E' difficilissimo». A parlare è il vicepresidente del Coni Luca Pancalli. «Considerando un impegno che vede protagonista solo l'Italia lo vedo molto molto difficile. Dobbiamo tenere presente che nonostante gli sforzi non è ancora stato fatto partire il piano sull'impiantistica e sugli stadi. Perciò un impegno totale, solo nostro, considerando la condizione degli stadi la vedo complicata. Altra cosa un impegno parziale. Si era scritto di una partnership con la Francia, in quel caso lo sforzo sarebbe diverso visto che ci sarebbe un numero inferiore di impianti sui quali operare. Alla fine la scelta dal punto di vista strategico, di politica sportiva, spetta alla Federcalcio. Vedo invece più fattibile una candidatura nel 2016».
Quanto sarebbe importante per l'Italia poter organizzare l'Europeo e quali errori dovremmo evitare rispetto a quanto successo al momento dell'assegnazione? «Se dovessimo riacciuffarli sarebbe un elemento positivo che farebbe da sprone a far partire il grande progetto sull'impiantistica. A Cardiff non ritengo che dal punto di vista del progetto della candidatura si sia sbagliato. Allora fu una decisione politica da leggersi in relazione dell'unione europea ai paesi dell'est».
Se Polonia e Ucraina venissero escluse, in prima fila sembra esserci la Spagna visti anche i suoi agganci politici. «Secondo me prestiamo le competizioni sportive ad una lettura politica ma non è così. Se la Spagna entrasse in gioco nella sostituzione lo farebbe per un sistema infrastrutturale che da noi non esiste. Comunque secondo me non è scontato che Polonia e Ucraina non ce la facciano, anzi penso che riceveranno ogni forma di sostegno. Oggi il problema stadi è serio non solo perché sono fatiscenti ma perché guidano il percorso culturale anti violenza. Inoltre la privatizzazione degli stadi permetterebbe di scaricare dalla fiscalità generale, visto che gli stadi sono proprietà dei comuni, costi che potrebbero essere caricati da privati che fanno di questo teatro sportivo fonte di reddito tramite la poli funzionalità; quindi queste sono cose che vanno fatte al di là di un Europeo».

MAGGIORANZA BULGARELLA

Rush finale per l’acquisto del Pisa. Per il momento, l’unica vera offerta (non si conosce l’entità) giunta a Covarelli è quella dell’imprenditore romano Luca Pomponi. Ma la partita è ancora aperta. Il costruttore Andrea Bulgarella ha ancora tempo per esercitare un diritto di opzione sulle quote di maggioranza della società nerazzurra. I tifosi del Pisa, o meglio i rappresentanti della Curva Nord Maurizio Alberti hanno diramato un comunicato, dopo aver incontrato il sindaco di Pisa Marco Filippeschi. In sostanza, dopo l’incontro con il sindaco, del quale apprezzano la disponibilità, i tifosi vogliono un nuovo incontro al quale partecipi anche l’ingegner Bulgarella. Un vero e proprio outing nei confronti dell’imprenditore trapanese. Detto in altri termini: i tifosi della Curva Nord vogliono Bulgarella!!
alessio_giovarruscio@tiscali.it

BOBO FUORI DALLE PALLE

Di non aver più la minima intenzione di vederlo con addosso la maglia dell'Atalanta, i supporter orobici non ne avevano certo fatto segreto. I manifesti apparsi in città dopo le voci relative ad un probabile ingaggio di Christian Vieri sembra abbiano fatto cambiare idea al giocatore stesso.L'attaccante, infatti, avrebbe raggiunto l'accordo con l'Hull City, club neopromosso in Premier League dove, secondo il "Daily Star" guadagnerebbe 10.000 sterline a settimana.D'altronde, dopo le esperienze in Spagna e Francia, l'Inghilterra è ancora assente nel curriculum di "Bobone".

12 MILA EURO. UN SALASSO !

La Uefa non perdona. Questa mattina erano state annunciate decisioni sul caso Croazia. E, nel pomeriggio, e' arrivato il responso. La Federazione croata dovra' pagare una multa di 20mila franchi svizzeri (12.468 euro) per il comportamento a carattere xenofobo di una parte della propria tifoseria. I fatti si sono verificati durante il quarto di finale perso ai rigori contro la Turchia. E, ora, la federcalcio croata, che ha gia' condannato il comportamento di quella parte di tifosi, ha tre giorni di tempo per presentare l'appello.

28 giugno 2008

TERRORISTA E' CHI SPARA A BRUCIAPELO

Roma, 28 giu. (Adnkronos) - Gli ultras che la sera dell'11 novembre scorso, in seguito alla morte del tifoso laziale Gabriele Sandri, organizzarono una 'guerriglia urbana' contro alcune caserme di Polizia, nella capitale, non devono essere considerati alla stregua di terroristi. Parola di Cassazione che, bocciando il ricorso della Procura di Roma che chiedeva l'applicazione dell'aggravante della finalita' di terrorismo per gli atti di guerriglia nei confronti di Claudio Gugliotti e di Saverio Candamano, gli ultras che vennero arrestati insieme ad un folto gruppo di facinorosi, ha definito "logicamente coerente" e "immune da censure" la decisione del Tribunale della Liberta' di Roma, che aveva rilevato "l'insussistenza di coartazione verso le autorita' costituite, la carenza di un pericolo per l'incolumita' dei residenti", da momento che "le violenze alle persone furono tutte concentrate verso le Forze dell'ordine". In seguito alla morte di Gabriele Sandri, i due tifosi laziali, ricostruisce la sentenza 25949 della Prima sezione penale, avevano preso parte all'assalto al reparto volanti di alcune caserme di polizia della capitale. Da qui l'arresto dei due ultras chiamati a rispondere per devastazione, saccheggio, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Prima della decisione della Cassazione, i due sono stati condannati dal gip del Tribunale di Roma (4 anni a Gugliotti e 5 a Candamano) che aveva gia' escluso l'aggravante del terrorismo. Aggravante di cui e' stata chiesta l'applicazione in Cassazione dalla Procura di Roma. Senza successo perche' i supremi giudici hanno respinto il ricorso e hanno sottolineato che "la 'guerriglia urbana' potrebbe non essere di per se' sintomatica di una finalita' di terrorismo in quanto, anche se di notevole intensita', non produce certo l'intimidazione generalizzata di tutta la popolazione (ma solo di quella di un quartiere), ne' mira a destabilizzare o distruggere le strutture fondamentali politiche, costituzionali. Anche l'ipotizzata coartazione alle Autorita' - ha proseguito piazza Cavour - ravvisata dal pm nel rinvio della partita di calcio, non supera il vaglio critico posto che essa fu disposta prima dei tafferugli e non a causa di essi". Cio' detto, restano in piedi le altre accuse per gli indagati che sono stati condannati, con rito abbreviato, dal gip lo scorso 27 maggio.

BOSNIA

Due città che vivono una accanto all’altra: Mostar est, a maggioranza musulmana, e Mostar ovest, a maggioranza croata. E uno strano clima di tregua. Che spesso salta quando scendono in campo i giocatori di calcio. Euro 2008 non ha rappresentato eccezioni: pesanti scontri dopo la partita Croazia-Turchia.
Il calcio non unisce neppure nel resto della Bosnia Erzegovina. La Federazione calcio è articolata secondo gli stessi criteri etnici che regolano la politica nazionale, con tanto di presidenza tricefala: un presidente bosgnacco, uno croato ed uno serbo.
Su una cosa però tifosi ed appassionati di calcio bosniaci sono uniti: l’indignazione nei confronti delle proprie istituzioni. Insieme hanno manifestato contro il licenziamento del coach della nazionale, l’ex attaccante del Barcellona Meho Kodro, in cui riponevano la speranza di cambiamento in seno alla Federazione calcio BiH.

COMUNICATO DEI BRAVI RAGAZZI SU STANKOVIC


PERCHE' NON ABBIAMO SCRITTO NIENTE SUL PROBABILE ARRIVO DI STANKOVIC ? PERCHE' NON CE NE FREGA NIENTE E PERCHE' ABBIAMO SMESSO DI IDOLATRARE I GIOCATORI, CON QUALCHE ECCEZIONE, ORMAI DA TEMPO. DI UOMINI VERI PRONTI A TUTTO PER LA NOSTRA GLORIOSA MAGLIA CE N'E' POCHI E QUEI POCHI CE LI TENIAMO STRETTI.STANKOVIC E' UNO FRA TANTI, PRIMA NOSTRO FIERO NEMICO, ORA PRONTO A RIMANGIARSI TUTTO PUR DI SCROCCARE IL CONTRATTO DI FINE CARRIERA. VENGA PURE, NOI SIAMO QUI, COL NOSTRO ONORE E LA NOSTRA LEALTA', LONTANI ANNI LUCE DA MERCENARI E VOLTAGABBANA. IL SERBO E' UN FALSO PROBLEMA, IL DRAMMA VERO E' IL CALCIO MODERNO.ONORE AI DIFFIDATI, NO AL CALCIO MODERNO.


BRAVI RAGAZZI JUVE - CURVA SUD

VIERI NON LO VOGLIONO

L'ostilita' dei tifosi dell'Atalanta nei confronti di Bobo Vieri sta facendo trascorrere delle brutte giornate ad un imprenditore del paese di Scanzorosciate. La sua casa e' stata indicata con una foto in prima pagina da un giornale di Bergamo come la nuova casa del calciatore. Risultato: i tifosi hanno scaricato la loro rabbia contro la villetta, dove pero' vive una coppia che con Vieri non ha niente a che fare. "Mi hanno scaricato sacchi di rifiuti davanti a casa - racconta l'uomo in un appello diffuso in queste ore - Mi hanno appeso i cartelli contro Vieri al cancello e mi hanno fatto atti vandalici di ogni tipo, ne ho subite di ogni colore, tanto che ho dovuto ingaggiare una guardia giurata. La mia fidanzata e' incinta e molto preoccupata, lasciateci in pace".

VERGOGNA A MOLFETTA

La parabola della Molfetta del pallone ha conosciuto la sua fine in un caldo pomeriggio d’estate. Un capolinea già scritto, da molti preventivato e conclusosi con l’atto di vendita del titolo di Eccellenza ad una delle due squadre di Putignano che prenderanno il via al massimo campionato regionale. Un epilogo triste che accomuna la Molfetta Calcio, ultimo barlume verso un ritorno ai prestigiosi traguardi degli anni novanta, alla gloriosa Molfetta Sportiva scomparsa nell’indifferenza della città anni fa. Le voci che circolavano sulla odissea della Molfetta calcistica avevano preoccupato non poco anche nell’ultimo campionato di Eccellenza in cui, comunque, la Molfetta Calcio era riuscita a compiere lo sforzo finale che ha significato salvezza. Ma a nulla sono servite la sportività e la dedizione degli atleti e il costante sostegno degli “Hooligans”, gruppo storico della tifoseria organizzata. Ieri, nel corso del consiglio comunale, i supporter hanno deciso di manifestare la propria delusione, nonostante il fatto compiuto, con una presenza pacifica e silenziosa nell’aula consiliare. Solo sciarpe biancorosse e un unico striscione che esprimeva rabbia e sconforto: “vergogna”. Un contenuto forte e significativo che un portavoce ha tenuto a specificare “non era rivolto all’amministrazione comunale o al Sindaco, ma a tutta le città che ha visto cadere nell’oblio la storia di oltre novant’anni di calcio tra l’indifferenza”. I presenti hanno abbandonato l’aula con disappunto sulle parole di circostanza della giunta. Ormai non c’è più tempo da dedicare alla protesta e al rancore. La storia sportiva continua. Senza la “Molfetta del pallone”.

di Giuseppe Marino de Robertis

Agli Hooligans molfettesi il nostro fraterno abbraccio.
Vince & Dome

MICALE

Rinvio a giudizio per Daniele Micale, l'ultrà catanese di 21 anni accusato di concorso in omicidio per la morte dell'ispettore di polizia Filippo Raciti durante gli scontri scoppiati a Catania il 2 febbraio scorso al termine del derby con il Palermo. Lo ha deciso il Gip Mirabella. Assieme ad Antonino Speziale, gli avrebbe lanciato contro il sottolavello che lo uccise. L'udienza si terrà il 19 settembre in Corte d'Assise.

27 giugno 2008

PER ELISA

Mario Desiati e Piero Sorrentino
presentano il libro di
Elisa Davoglio
"Onore ai diffidati"


Bookbar Agave,via San Martino a Monti 7/A
Roma

mercoledì 2 luglio 2008,
ore 19.00

ULTRAS PER DON MAZZI

http://www.brigaterossonere.net/ultras.pdf

CURVA NORD MILANO

SABATO 5 LUGLIO ’08, Memorial LELE VIVE e Festa del Ventennale IRR.

Il 5 luglio ricorderemo Lele, caro amico degli Irriducibili che 5 anni fa ci ha lasciato. Lo ricorderemo come lui vorrebbe essere ricordato, per ricordarci che è sempre al nostro fianco.All’Accademia Inter di via Cilea (Milano) dalle ore 15.00 torneo di calcetto MEMORIAL ‘LELE VIVE’ con la partecipazione delle squadre di: IRRIDUCIBILI, BOYS, VIKING, ULTRAS, SQUILIBRATI, due squadre in rappresentanza della CURVA SUD del Milan e CUORE NERO.In serata invece, in un luogo che verrà reso noto in seguito, la festa del VENTENNALE degli IRRIDUCIBILI. Inizio ore 21.00 con CONCERTO e musica anni '70/'80.Per ulteriori info 331 4892028.

RUSSI

A seguito di incidenti avvenuti a Mosca dopo la partita persa dalla Russia contro la Germania a Euro 2008, oltre 200 tifosi russi sono stati fermati. La misura è stata adottata contro persone che, per lo più, ha dato sfogo alla frustrazione per l'eliminazione della nazionale. Ad esempio, un gruppo di tifosi ha distrutto le vetrate di un chiosco per rubare bottiglie di alcol, la cui vendita era stata sospesa un paio d'ore prima della partita.

DRESDA

(ANSA)- BERLINO, 26 GIU - Un gruppo di tifosi turchi e' stato attaccato ieri sera a Dresda da alcune decine di tedeschi dopo la vittoria della Germania agli Europei.
Secondo il quotidiano Die Welt, gli ultras sono entrati in alcuni bar della citta' tedesca e hanno attaccato i turchi che si trovavano all'interno. Numerosi i feriti, secondo un portavoce della polizia, due i locali danneggiati. A Basilea, dove si svolgeva la semifinale, 27 persone sono state arrestate, ma nessuna per gravi reati.

GROTTAGLIE

Niente da fare. Gli ultras della compagine della città delle ceramiche dovranno rassegnarsi. Il sodalizio biancazzurro dice definitivamente addio a De Riccardis. Anche se il talento di Soleto, che in questa stagione ha vestito la maglia grottagliese, era in prestito dal Lecce, la speranza era quella di poter contare su di lui, anche per l’anno prossimo. Invece, nulla di fatto. L’interessamento di una società del nord Italia che milita nel campionato di serie C2, sembra essere più concreto di quanto previsto inizialmente. Le indiscrezioni sembrano essere più che attendibili, tanto che, nei giorni scorsi, a De Riccardis sarebbe giunta la chiamata di un’importante procuratore, interessato a far da tramite al passaggio di Alessandro nel campionato di “quarta serie”. Dal canto suo, il giocatore, non si sbilancia e rimanda (in parte) al mittente le voci del suo trasferimento. “Di ufficiale non c’é nulla anche se devo ammetter che fortunatamente le offerte non mancano. Mi piacerebbe andare a giocare al nord anche perché, alcuni miei compagni mi hanno detto che li é molto più facile esprimersi ad alti livelli”. Aspettando novità dalla società, un’altro pezzo del Grottaglie, saluta e se ne va. Fabio Mancini

SCARAMUCCE

(ANSA) - VIENNA, 26 GIU - Piccole scaramucce a margine di Russia-Spagna allo stadio Ernst Happel ma nel complesso le tifoserie sono state calme secondo la polizia. A Piazza Santo Stefano, tifosi russi e spagnoli hanno ingaggiato una rissa ma l'intervento degli agenti ha sedato subito gli animi. Uno spagnolo e' rimasto leggermente ferito tagliandosi da solo contro un vetro. La linea U2 della metro che porta allo stadio e' stata temporaneamente fermata per 15 minuti dopo che un cestino dell'immondizia aveva preso fuoco.

26 giugno 2008

FASANESI AGITATI

Si cercano imprendotori per sostenere la società
Acque agitate in casa del Fasano calcio e tra i tifosi. Il sindaco Lello di Bari ha ribadito che nel corso di questa settimana la spinosa questione, relativa alla proprietà della squadra biancazzura, sarà risolta e potranno iniziare i lavori per l’allestimento dell’organico.
Intanto c’è stata una manifestazione dei tifosi in piazza Ciaia. I supporters biancazzurri sono abbastanza scettici sull’evoluzione della questione e contestano contro le promesse non mantenute dal sindaco e dagli imprenditori locali.

ITALIA-GERMANIA 1-0

MURALTO - Si è risolto con un leggero ferimento di un 18enne il tafferuglio nato ieri sera verso le 2145 a Muralto. Alcuni giovani tifosi della Germania, in vacanza sulle rive del Lago Maggiore (versante italiano) stavano passeggiando inneggiando alla loro squadra e cantando l’inno della Germania. All'altezza del McDonald's sono stati avvicinati da un gruppetto di giovani locali e per cause che l’inchiesta di polizia dovrà stabilire, tra loro è nato un tafferuglio a seguito del quale un tifoso tedesco di 18 anni è rimasto ferito. Sul luogo sono intervenuti i militi del SALVA che lo hanno trasportato all’ospedale per degli accertamenti. A detta dei medici non ha riportato ferite di grave entità.

OSTI-LE

Carlo Osti, direttore sportivo dell'Atalanta, è intervenuto a Marte Sport Live su Radio Marte ed ha parlato di mercato e della protesta dei tifosi contro il possibile ritorno di Vieri: "Garics? E' un giocatore che ci interessa e stiamo valutando l'ipotesi di chiedere al Napoli la disponibilità dell'austriaco a trasferirsi da noi. Per quanto riguarda Floccari è un giocatore dell'Atalanta, sembrava molto vicino al Palermo ma la trattativa non si è conclusa; a questo punto non è più detto che l'attaccante vada via dall'Atalanta. Manifesti antiVieri per le strade di Bergamo? Penso che sia molto importante nella vita il rispetto dei ruoli: è necessario che una società di calcio faccia le sue scelte a livello di mercato e che i tifosi facciano i tifosi e nient'altro".

BASTA LAME ! ! !

Questo sport merita più spazio: non solo perché porta all'Italia medaglie olimpiche, ma perché ha dei valori autentici. Diego Occhiuzzi, 27 anni, napoletano, uno dei portacolori azzurri a Pechino, ha un entusiasmo coinvolgente nel raccontarci la sua avventura nella scherma. A sette anni, attirato da una manifestazione di scherma promossa nella scuola, aveva già il fioretto in mano.Per trovare poi nella sciabola, seguendo in questo la lunga tradizione napoletana, l'arma che faceva per lui: Un'arma molto più dinamica, più... disegnata per me! È cresciuto, sotto la guida del maestro Leonardo Caserta, al Circolo nautico Posillipo, una società che ha nella pallanuoto il suo fiore all'occhiello, ma che sforna talenti nella canoa, nel canottaggio, nel nuoto (oggi Rosolino) e, appunto, nella scherma.Come si arriva ad amare la scherma in un panorama dominato dal calcio? Anche io amo il calcio: da piccolo ho visto giocare Maradona a Napoli! Ma la scherma, poiché è uno sport individuale, fa vivere emozioni speciali, è... di una goduria unica rispetto, appunto, al calcio. Lì la vittoria si divide, qui tu sei l'unico ad aver vinto!Certo, è maggiore anche la delusione quando perdi, perché puoi dare la colpa solo a te stesso. La scherma è sport di sacrificio: nessuno ne parla, si vive anni lontani dai riflettori, nessuno ti conosce.Ma quando finalmente arriva il risultato, provi sensazioni uniche.Improvvisamente tutto il tuo lavoro è ripagato: da una medaglia o da un'intervista come questa.Sorrido. Credimi! Davvero è così, è verissimo!.Parliamo di Napoli, dei suoi problemi, del rispetto dell'autorità e della legalità. Ci vuole altro che la scherma per risolvere i problemi di Napoli... Ma la scherma può dare un contributo, un contributo a cui credo molto. Dopo Pechino vorrei parlarne col presidente del Napoli, De Laurentis, l'unico che può aiutarci a portare al- la scherma più ragazzini possibile. Ho un progetto da presentargli: portare il mio sport nelle scuole, nelle zone più popolari, per aiutare i ragazzi, soprattutto i più piccoli, per farli crescere con ideali diversi da quelli attuali, per educarli ad amare uno sport, ad uno spirito di sacrificio. La scherma porta valori umani enormi, come il rispetto delle regole e dell'autorità. Nella scherma c'è il maestro, come nella scuola, ma c'è anche l'arbitro che deve giudicare la tua azione e la cui decisione va rispettata.La scherma insegna a rapportarsi con le persone, ad accettare il verdetto degli altri. Ma ciò che più mi affascina in questo sport è che i sacrifici che si fanno, prima o poi, vengono ripagati: e questo è stupendo!.Di sacrifici, Diego ne ha fatti molti per qualificarsi ai Giochi: È vero, abbiamo vissuto degli anni difficili. Nonostante i successi in ambito giovanile, il precedente commissario tecnico non credeva in noi. Ma abbiamo continuato a lavorare, pensando al futuro. Ora è arrivata l'Olimpiade, il sogno di una vita. Se poi arriva anche una medaglia, tutto diverrà speciale. Ma già esserci è tanto: questo risultato dà valore a tutti sacrifici che ho fatto.Occhiuzzi gioca anche in una squadra di calcio, la No fair-no play, squadra che gioca le cosiddette partite del cuore, quelle di beneficenza, puntando sul fair play: In ogni sport è fondamentale trovare qualcosa che faccia capire che, alla fine, si tratta di un gioco.Non si può andare allo stadio e vedere solo violenza. La scherma è uno sport in cui il fair play è vivo, dove siamo davvero tutti amici e volere il male dell'avversario non ha senso.Diego è iscritto a Giurisprudenza.Intanto, a Ischia, sta per aprire, con il fratello, un bed & breakfast. Dove vedi il tuo futuro? Oggi il mio futuro è uno solo: vincere le Olimpiadi! Tutto quello che viene dopo va bene. Non penso troppo al futuro, ho sempre creduto che nella vita le cose possono cambiare da un momento all'altro.Alle Olimpiadi lo attendono le sfide nella sciabola individuale ed in quella a squadre, nella quale Occhiuzzi si esprime al massimo: È vero, nelle gare a squadre (nell'individuale si vince con 15 stoccate, a squadre con 45, alternandosi per 5 punti a testa, ndr) spesso non vincono le squadre più forti sulla carta, ma quelle più amalgamate, più unite fra loro. Oltre ad aver dato il mio individuale contributo tecnico, andando d'accordo un po' con tutti, credo di aver fatto in questa squadra anche da collante, contribuendo ad amalgamare le persone: negli ultimi due anni e mezzo abbiamo fatto belle gare a squadre, centrando l'obiettivo della qualificazione olimpica. Alcuni dissapori si sono spenti e vogliamo mantenere questo clima fino alle Olimpiadi.Non è facile capire cosa significhi gioco di squadra in una disciplina individuale: È fondamentale essere una squadra nel vero senso della parola. Quando indossi la maschera, davanti a te vedi l'avversario, ma quando ti giri vedi i compagni e lì qualcosa scatta dentro: la voglia di vincere per tutti, la sicurezza di tornare in panchina e di avere il compagno di squadra che ti sostiene o che recupera i tuoi punti dopo che tu sei andato male. È troppo importante e troppo bello andare d'accordo ed essere uniti.

CANTON TICINO - GERMANIA 1-0

Si è risolto con un leggero ferimento di un 18enne il tafferuglio nato ieri sera verso le 21:45 a Muralto. Alcuni giovani tifosi della Germania, in vacanza sulle rive del Lago Maggiore (versante italiano) stavano passeggiando inneggiando alla loro squadra e cantando l’inno della Germania.All'altezza del McDonald's sono stati avvicinati da un gruppetto di giovani locali e per cause che l’inchiesta di polizia dovrà stabilire, tra loro è nato un tafferuglio a seguito del quale un tifoso tedesco di 18 anni è rimasto ferito.Sul luogo sono intervenuti i militi del SALVA che lo hanno trasportato all’ospedale per degli accertamenti. A detta dei medici non ha riportato ferite di grave entità.

OK CORRAL

A Lima, capitale del Perù, una sparatoria tra due diverse fazioni di tifosi, i "barras bravas" dell'Alianza Lima e dell'Universitario, si è conclusa col bilancio di un morto e almeno sette feriti, secondo quanto riferisce radio RPP. E' accaduto nel popoloso distretto San Martin de Porres, mentre le due tifoserie si preparavano ad accompagnare le loro squadre alle rispettive partite. Il morto è stato identificato come lo studente Daniel Blanco, 21 anni. Sette uomini tra i 14 ed i 20 anni sono rimasti inoltre feriti da alcune pallottole e ricoverati negli ospedali locali. La polizia ha annunciato l'arresto di nove sospetti. Alianza Lima e Universitario, le due squadre più popolari del Perù, hanno tifosi molto accesi, protagonisti di numerosi incidenti negli ultimi anni.

BOBO VIERI NON LO VOGLIAMO!


I tifosi atalantini non vogliono il ritorno di Christan Vieri. Gli ultras hanno infatti tappezzato il centro cittadino e l'intera provincia con manifesti dalla scritta eloquente: 'Vieri sei solo un ingrato, non sei degno dell'Atalantà. Sottotitolo: 'La Dea merita rispetto'. Al centro dei manifesti campeggia 'Bobone' in maglia viola imprigionato dal cartello di divieto.Un trattamento identico a quello riservato alcuni anni fa nientemeno che al 'grande nemico' Carletto Mazzone, reo di aver inveito contro la curva nerazzurra durante un infuocato derby col Brescia. I bergamaschi non hanno evidentemente ancora digerito lo sgarbo dell'anno scorso, quando di questi tempi Bobo si trasferiva a Firenze senza tanti complimenti né ringraziamenti: il popolo nerazzurro gli rinfacciò la mancanza di gratitudine verso l'Atalanta, che lo aveva aspettato per mesi in attesa che si ristabilisse dall'infortunio al ginocchio. Una volta guarito, Vieri era tornato in campo rigenerato, tanto da convincere i viola a prenderlo. I tifosi traditi se la legarono al dito: quando la Fiorentina arrivò a Bergamo, Bobo fu sommerso da una montagna di fischi.Ora Vieri è pronto a reindossare per la terza volta la maglia atalantina, che dodici anni fa lo lanciò verso il grande calcio: la firma dovrebbe arrivare a giorni, forse già entro la fine della settimana. Per lui è pronto un accordo annuale, con ingaggio che si aggirerà sui 250 mila euro più bonus legati a gol, presenze e obiettivi. Il direttore tecnico Carlo Osti l'ha di fatto confermato: "Vieri è un giocatore ritrovato, il suo ritorno è possibile". Chissà se lo penserà ancora dopo aver visto i manifesti anti Bobo.

SPONSOR ETICO

Sponsorizzazione etica. L´idea è della Fossa dei Leoni, che metterà il proprio simbolo sulle magliette del Bologna United Handball, la squadra di pallamano maschile, terza nell´ultimo campionato di A. Il logo col leone finirà in alto a sinistra, dove di solito sta lo scudetto. In cambio, la tifoseria fortitudina non darà denari (dovendo pure sistemare la questione del caro abbonamenti con Sacrati...), ma fornirà la propria vivacità creativa, puntando sul merchandising, con magliette dedicate ed altre iniziative, visto che, economicamente, il Bologna United si sostenta con tanti piccoli partner. Paolo Santi, portavoce della Fossa, racconta così la sinergia. «Aderiamo al progetto con entusiasmo, contenti di essere ritenuti una risorsa e non un sinonimo di rovina dello sport, come nel calcio vengono considerati gli ultras. Come ha detto Carlo Balestri, responsabile del progetto Ultrà Uisp, è una sponsorizzazione etica. Proveremo a dare una mano con le nostre idee, cercando di avvicinare più gente possibile alla pallamano, anche se faremo fatica ad andare alle partite a tifare».

VITTORIA, PROVINCIA DI RAGUSA

A pochi giorni dalla scadenza dei termini per iscriversi al campionato di serie D il presidente del Città di Vittoria, Franco Caruso, ha incontrato ieri gli ultras biancorossi.Caruso ha ribadito la volontà di lasciare il mondo del calcio e di essere disposto a cedere la società a titolo gratuito solo se il comune manterrà gli impegni presi.

25 giugno 2008

SONO CONTENTI

VIENNA (25 giugno 2008) - Duro colpo al razzismo dagli europei di calcio 2008. Si dice soddisfatta, infatti, la Uefa, della sua campagna contro l'intolleranza, tanto che i tifosi di Euro 2008 vengono giudicati addirittura "esemplari". "Complimenti a tutti i tifosi europei - ha detto il portavoce Uefa William Gaillard - siamo molto soddisfatti per il perfetto comportamento tenuto all'interno degli stadi. Voglio ringraziare le tutti quelli che sono venuti in Austra e Svizzera per seguire il torneo e le nazionali". Nel torneo non si sono registrati episodi di razzismo.

VINCONO I ROSSI

I Rossi (Santa Maria Novella)vincono il torneo 2008 per 9 1/2 a 4 contro gli Azzurri (Santa Croce) nella incantevole e incandescente cornice di Piazza Santa Croce. Al solito polemiche e gioco rude. Il marchio di garanzia della tradizione fiorentina più profonda e radicata.
"Gridate con me, VIVA FIORENZA!!!"
Domenico




http://www.calciostorico.it/news/csf06_layhome_01.php?id_cat=4 per chi volesse sapere tutto sul suggestivo mondo del Calcio Storico Fiorentino.
Domenico

LO SQUALO IN GABBIA

Quattordici anni di reclusione e ricovero per un periodo non inferiore a tre anni in una casa di cura e di custodia. E’ la condanna inflitta dal giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Genova Roberto Fucigna, a P. B., 38 anni, di Sassello conosciuto negli ambienti della tifoseria genoana come «lo squalo».L’uomo era accusato di aver ferito a colpi di pistola due tifosi davanti allo storico club rossoblù «Ottavio Barbieri» e di aver poi sparato, poche ore dopo, cinque colpi di arma da fuoco contro una macchina sull’autostrada A 10. L’episodio era avvenuto nell’aprile del 2006.

SILVIO CACCIA I SOLDI

Le promesse fin qui non mantenute relative all'arrivo al Milan di un grande attaccante cominciano a far innervosire i tifosi rossoneri, che stanno minacciando il boicottaggio della campagna abbonamenti e che avrebbero in mente per i prossimi giorni anche una manifestazione "ufficiale" di protesta sotto la sede di via Turati.Se queste prese di posizione possono considerarsi legittime, altrettanto non si può però dire di un altro episodio capitato martedì sera, quando nella posta degli uffici rossoneri a Milano è stata trovata una lettera minatoria, contentente alcuni pallini da caccia e insulti a Silvio Berlusconi, reo di non essere più disposto a spendere per il Milan, e ad Adriano Galliani, colpevole invece di non riuscire a concludere nessuna delle trattative annunciate a gran voce attraverso i media (dalla telenovela Ronaldinho, passando per i vari Didier Drogba e Samuel Eto'o, fino ad arrivare al caso legato a Emmanuel Adebayor).La vicenda di certo non è piaciuta in casa rossonera, dove sono pronti ad accettare contestazioni civili ma non possono sopportare il ricorso a certi tipi di minacce: la Digos della Questura di Milano comunque ha già cominciato le indagini, riaprendo un filone che per casi molto simili era già cominciato al marzo 2007, quando ci furono le prime intimidazioni.

24 giugno 2008

VIETATO ROMPERE BOTTIGLIE A MILANO

Due tifosi italiani di 39 anni sono stati arrestati ieri notte in piazza Duomo a Milano con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale. L'episodio e' avvenuto intorno alle 23 e 50, poco dopo la fine del match contro la Spagna che e' stato trasmesso su maxischermo. I due erano seduti sul sagrato e probabilmente ubriachi continuavano a spaccare le bottiglie di vetro lasciate dalla folla. Gli operatori dell'Amsa, al lavoro per ripulire la piazza, non se la sono sentita di affrontare i due uomini da soli e hanno chiamato la polizia. Quando gli agenti si sono avvicinati i tifosi, gia' noti alle forze dell'ordine, non hanno voluto mostrare i documenti e hanno fatto resistenza prima di essere portati via in manette.

SONO PROPRIO IMPAZIENTI QUESTI MILANISTI

Il tam tam sulla rete era già arrivato da qualche giorno. Siti e blog di tifosi rossoneri allertavano il popolo milanista a far sentire la propria voce giovedì 26 giugno, ribattezzata "La giornata del dissenso". La proposta era quella di innondare via Turati con migliaia di lettere e cartoline per manifestare la propria delusione per la campagna acquisti. Qualcosa di giusto nell'iniziativa, in fondo, c'era anche: i supporter del club milanese si lamentano soprattutto per il modo in cui sono state gestite determinate situazioni, come l'affare Ronaldinho sbandierato ai quattro venti durante la campagna elettorale per le politiche di aprile e poi rivelatosi una burla. La presa in giro scotta, più dei mancati acquisti fatti. Anche perchè, tuttosommato, il Milan si è mosso discretamente e anche più di tante altre squadre. Flamini, Zambrotta, Boriello. E il mercato termina tra due mesi.La libertà di manifestare è comunque un diritto, specie se la cosa è condotta in maniera pacifica. Qualcuno però ha forse calcato la mano e una missiva destinata a Galliani recava come presente un bel proiettile. La cosa, in sé, potrebbe quasi essere presa come un gesto goliardico, se non fosse che i burrascosi trascorsi tra la dirigenza e una parte della tifoseria non possono far passare l'accaduto come una simpatica trovata.A marzo del 2007 le prime intimidazioni dirette all' ad, al presidente e all'allenatore. Poi alla vigilia della finale di Atene le minacce di far saltare la partita se la società non avesse accordato un pacchetto di biglietti gratuiti ad alcuni gruppi organizzati.A rischio di sembrare moralisti è dunque sacrosanto definire deprecabile tale gesto, non fosse altro che Galliani è sotto scorta da settembre. A questo punto speriamo che la prossima "bomba" a scoppiare sia di mercato.

ITALIETTA ( o dell'uomo che discende da Gattuso )

Al contrario di mio fratello ho atteso qualche ora prima di rilasciare dichiarazioni sulla debacle azzurra. Volevo assistere allo spassoso circo mediatico che prepara le sue palle incatenate da sparare contro il Donadùn non prima di essersi assicurati che la creatura di Guido Rossi cada realmente in disgrazia. Aspettano, i nostri ardimentosi giornalai , non sia mai che Donadoni resti e non possano più andarsene a puttane sulle spiagge sudafricane nel 2010,perchè un tantino invisi allo staff tecnico azzurro. Aspettano, preparando lodi e osanna a Lippi, ma con juicio, con la tipica prudenza di chi scambia il giornalismo per l'arte della più smaccata piaggeria.
L'Italietta che esce a calci in culo dagli Europei è la stessa Italietta impaurita, soporosa, torbida ed eunuca in cui viviamo, quella di Gennarino Gattuso che bofonchia nel suo pessimo italiano contro i ricchioni spagnoli e dell'Arci-gay che, malgrado i problemi seri che angustiano le minoranze, trova pure il tempo per rispondergli, quella di chi si affida alla sorte dei calci di rigore piuttosto che tirare fuori i coglioni a tempo debito.
E' l'Italietta degli Abete e dei Matarrese che è nuova come io sono viola, dei giovani ignorati e delle vecchie glorie irrise dai Cesc Fabregas, dello stuolo di pennivendoli servi di tutti i padroni e di un calcio che non si diverte più, che non ci diverte più.
Vincenzo

23 giugno 2008

I TURCHI ALLE PORTE

Circa 500.000 tifosi sono attesi mercoledì sera sotto la Porta di Brandeburgo, a Berlino, per assistere su maxischermo alla semifinale europea tra Germania e Turchia: "Sarà calcio in XXL, comunque vada sarà una grande festa", ha spiegato uno degli organizzatori dell'evento, Willy Kautsch. Ci saranno tre schermi giganti, di 80 metri quadrati l'uno, definiti come i più grandi d'Europa.

E' GIUSTO COSI'....

E' finita ai rigori, in maniera più dignitosa di ciò che il campo avesse sancito...tornano a casa i senatori spompi e annebbaiti e il ragioniere rossonero in panchina...grande campione nel recente passato ma ancora tecnico acerbo per certi livelli...una nazionale asfittica e priva di nerbo...al di là delle considerazioni geopolitiche di qualche giorno fa, dovevano tornarsene a casa e così è stato...prosit...
Domenico

GRAZIE A VOI

Venerdi 20 giugno è stata una giornata spetta'olare. L'incontro, dibattito, confronto sotto la Fiesole organizzato dai ragazzi di ZTL è stata un'esperienza umana gratificante e per certi versi commovente per il sottoscritto. Un incontro che bisognerebbe reiterare anche in aLTRI LUOGHI, per competenza dei relatori (non parlo ovviamente di me, bensì del Prof Cacciari e della Profssa Della Porta) attenzione dei convenuti e atmosfera generale del tutto. Volevo quindi ringraziare i ragazzi del CPA, in particolare L. (fratello, amico e vero ultras viola antagonista), i Lebowski, Controradio di Firenze e tutta la ciurma del Casolare partigiano... Frana, La curva frana...
un abbraccio e grazie ancora
Domenico

TROPPO BACCANO E L'ELVETICO SPARA

Un cittadino svizzero di 56 anni e' stato arrestato dalla polizia per aver sparato contro alcuni tifosi turchi che stavano festeggiando per le strade di Unterkulm, cittadina nel cantone settentrionale di Argovia, la clamorosa vittoria ai rigori di ieri sera della loro nazionale contro la Croazia, che alla Turchia e' valsa l'accesso alle semifinali degli Europei di Calcio 2008. Lo hanno reso noto i mass media locali, secondo cui l'uomo si sarebbe infastidito per il baccano fatto dai fan in piena notte: allora si e' affacciato a una finestra di casa e ha aperto il fuoco con un fucile di piccolo calibro contro un'auto di passaggio, il cui conducente stava pigiando a tutta forza sul clacson. Illesi i passeggeri, ma i vicini hanno chiamato gli agenti, che hanno subito individuato l'aggressore; questi ha poi confessato.

MATADORES...

Dopo la vittoria della Spagna contro l'Italia, un centinaio di tifosi iberici che assistevano alla partita di fronte al megaschermo montato in Piazza Duomo a Milano, assieme a circa 2.500 persone, sono stati aggrediti dalla folla e costretti a fuggire dalla piazza. Prima gli insulti degli italiani che erano vicini a loro sul sagrato del Duomo, poi l'aggressione da parte di alcune decine di tifosi che brandivano caschi e bottiglie di vetro.Il gruppo di italiani composto da una decina di persone a torso nudo, con tatuaggi e teste rasate, ha aggredito il folto numero di tifosi spagnoli presenti sul sagrato del Duomo, dove è stato allestito il maxischermo per assistere alle partite degli europei. Dopo gli insulti, gli aggressori sono passati alle vie di fatto lanciando bottiglie di vetro e impadronendosi di due bandiere spagnole che sono state subito bruciate. Immediata la fuga da parte di tutti gli spagnoli nelle vie laterali del Duomo ma il sagrato del Duomo si è immediatamente svuotato e tutte le persone che erano arrivate per seguire le partita hanno subito abbandonato la piazza. Il gruppo composto dagli aggressori italiani si è invece diretto verso piazza san Babila, scandendo slogan contro gli spagnoli e le forze dell'ordine e rovesciando cestini lungo corso Vittorio Emanuele.Gli spagnoli accusano la polizia. «Erano dieci stupidi che tiravano bottiglie, ma ho avuto paura». A parlare è S., 21 anni di Alicante, che era in piazza Duomo a Milano davanti al maxischermo, quando si è creato un fuggi fuggi per colpa di alcuni tifosi italiani che hanno inseguito gli spagnoli lanciando insulti e tirando bottiglie e anche sedie. «Di fianco a noi c'erano cinque uomini delle forze dell'ordine, ma nessuno ha mosso un dito», ha commentato M., 23 anni di Barcellona, mentre L., 20 anni, di Alicante, racconta: «Ci hanno inseguito fino sotto i portici di Corso Vittorio Emanuele, tiravano sedie, bottiglie e ci insultavano. Uno aveva un casco da moto in mano, con cui inseguiva noi spagnoli». «Ho avuto molta paura, certe cose, almeno in competizioni come gli Europei e i Mondiali, in Spagna non succedono, anche se so che il tifo italiano è spesso esagerato», conclude P., 25 anni di Malaga.

22 giugno 2008

RAPPRESENTATI DA IGNAZIO

dall'inviato
Luigi Salomone

VIENNA
Non ci fosse qualche macchina che gira con le bandierine delle varie squadre attaccate sui finestrini non sembrerebbe che l'Austria stia ospitando l'Europeo. D'accordo la candidatura doppia con la Svizzera che non è piaciuta a molti, ma da queste parti il calcio piace poco, lo si è visto quando i padroni di casa hanno giocato l'atteso derby contro la Germania con meno tifosi rispetto agli odiati cugini tedeschi.

Insomma, atmosfera tiepida per non dire fredda di un paese ricco di storia (nello sci...) ma che con il pallone ha sempre avuto poco a che fare se non agli albori del ventesimo secolo.
Vicino a Baden, sede del ritiro azzurro, nemmeno una mucca imbandierata, una piazza con qualche striscione, davvero poca roba, solo qualche tricolore qua e là a ricordare che c'è l'Italia. E anche la presenza dei tifosi non è straordinaria qui e in tutta l'Austria, prova ne è il fallimento della cosidetta zona riservata ai fans della varie formazioni. Piazze semideserte, maxischermi dove solo la birra non manca mai, pochini però i tifosi.
Tedeschi, olandesi e croati hanno sovvertito il trend, per il resto è un Europeo in tono minore. Per fortuna sono pochi anche gli incidenti tra le opposte tifoserie: un centinaio di arresti per Germania-Polonia (tutti ubriachi) e qualche rissa subito sedata l'altra sera a Vienna prima e dopo Croazia-Turchia (12 arresti e 25 feriti). Quest'ultima era considerata una gara ad alto rischio per la presenza di almeno 50.000 croati in città: alla fine i cinquemila agenti messi in campo hanno limitato i danni.
Nemmeno la divisione religiosa (cattolici i croati, musulmani i turchi) o l'andamento della partita con il recupero dei ragazzi di Terim all'ultimo istante ha fatto crescere la tensione. Sembra quasi ci sia stato un accordo tra i vari gruppi ultras dell'Europa per evitare gli scontri.
Tutti uniti contro «il calcio moderno», come recita lo striscione che molte tifoserie hanno esposto nelle rispettive curve, questo è stato il grido d'allarme, peraltro già noto, dei tifosi più accesi. L'assenza degli hooligans inglesi, bravissimi nell'accendere la miccia, ha fatto il resto e così per adesso l'Uefa può vantarsi di aver organizzato un europeo poco sentito ma con tanto fair-play. Stasera al vecchio Prater, ora Ernst Happel Stadion, ci saranno almeno 15.000 italiani anche se è difficile fare previsioni.
L'Uefa come al solito ha distribuito circa 7.000 biglietti per le due squadre, gli altri 35.000 sono un'incognita, nel senso che potrebbero essere finiti in mano a tanti italiani ma anche agli spagnoli. Ecco quindi che una proiezione attendibile indica in 15.000 quelli che porteranno stasera il tricolore nel cuore, mentre i tifosi di Torres e compagni dovrebbero essere in minoranza. Tra loro due personalità d'eccezione: il re Juan Carlos con la regina Sofia accolti dal presidente austriaco Heniz Fischer.
L'Italia verrà rappresentata dal nostro ministro della Difesa Ignazio la Russa. Dovrebbe quindi essere confermata la crescita vista contro la Francia quando, dopo aver giocato con lo stadio colorato di arancione olandese nelle prima partita, aver pareggiato nel tifo e in campo la seconda contro i rumeni, finalmente l'Italia ha giocato con la maggioranza del pubblico dalla sua parte la sfida decisiva contro i francesi.
La marea azzurra è pronta a vincere la sfida sugli spalti, in campo toccherà ai giocatori di Donadoni fare il resto per giocarsi la semifinale.

A TUTTA BIRRA

Basilea, 22 giu. - (Adnkronos) - I circa 180.000 tifosi che ieri erano a Basilea hanno bevuto quasi 500.000 litri di birra e 100.000 litri di acqua. Stamani sono state raccolte lungo le strade circa 40 tonnellate di rifiuti. In città ieri erano arrivati tra 150.000 e 180.000 supporters, soprattutto olandesi. Davanti agli schermi giganti gli spettatori erano circa 70.000. ''E' stata una giornata con un afflusso record in città'', precisa oggi un comunicato di Euro 2008. Malgrado 842 feriti e decine di risse, che hanno portato all'arresto di circa 50 persone, per i responsabili della manifestazione quella di ieri ''è stata una festa del calcio unica, che rimarrà nella storia di Basilea''. Nel frattempo la maggior parte dei tifosi olandesi ha lasciato la città.

ULTIMO STADIO

A margine del convegno sulla sicurezza nello stadio tenutosi a Coverciano, il presidente della Fiorentina Andrea Della Valle ha parlato anche dell’eventualità della costruzione di un nuovo impianto
«Nelle prossime settimane presenteremo un bel progetto sullo stadio nuovo». A margine del convegno sulla sicurezza nello stadio tenutosi a Coverciano, il presidente della Fiorentina Andrea Della Valle ha parlato anche dell’eventualità della costruzione di un nuovo impianto nell’area fiorentina. «A breve ci saranno molte novità - ha aggiunto - e sarà interessante soprattutto la reazione della Firenze politica che dovrà approvare un certo tipo di progetto futuro. Io comunque sono ottimista anche in questo senso».

SVIZZERI

Un cittadino svizzero di 56 anni e' stato arrestato dalla polizia per aver sparato contro alcuni tifosi turchi che stavano festeggiando per le strade di Unterkulm, cittadina nel cantone settentrionale di Argovia, la clamorosa vittoria ai rigori di ieri sera della loro nazionale contro la Croazia, che alla Turchia e' valsa l'accesso alle semifinali degli Europei di Calcio 2008. Lo hanno reso noto i mass media locali, secondo cui l'uomo si sarebbe infastidito per il baccano fatto dai fan in piena notte: allora si e' affacciato a una finestra di casa e ha aperto il fuoco con un fucile di piccolo calibro contro un'auto di passaggio, il cui conducente stava pigiando a tutta forza sul clacson. Illesi i passeggeri, ma i vicini hanno chiamato gli agenti, che hanno subito individuato l'aggressore; questi ha poi confessato.

POLIZIOTTI SOTTO INCHIESTA

Processualmente rischia di diventare una storia infinita. E contraddittoria tra condanne e annullamenti, con indagini parallele che gettano un’ombra diversa sui fatti originariamente al centro dei processi. La Corte di Cassazione ha infatti annullato negli ultimi giorni due condanne a carico di Massimo Leopizzi, 44 anni, figura un tempo nota nel mondo della tifoseria genoana; detenuto poi ai domiciliari, quindi al lavoro e libero. Le sentenze della Cassazione rimettono al giudizio di Appello il rifacimento dei processi.

Il primo per la gambizzazione di un commerciante, Piergiorgio Piccioli, il secondo per il tentato omicidio della ex moglie,lesioni e porto abusivo d’arma. Complessivamente oltre dieci anni di carcere (nove per il processo più grave, il secondo) diventato un caso e a suo modo anche un giallo. «Vedremo le motivazioni della sentenza - spiega l’avvocato Stefano Sambugaro, difensore di Leopizzi - E quali anomalie sono state rilevate nei due giudizi».
La Cassazione avrebbe annullato le due sentenze di appello a causa di alcuni errori procedurali e formali. In particolare nel processo di appello per il tentato omicidio dell’ex moglie e dei suoceri, c’era già stata una svolta in sede di appello. Il sostituto procuratore generale Luigi Lenuzza era infatti di idea diversa dalla Gup Daniela Faraggi che, in primo grado, condannò Leopizzi a 9 anni con rito abbreviato. L’accusa aveva condiviso la tesi difensiva delle lesioni, concedendo quindi il patteggiamento.
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Ipotesi e intesa che non erano state accolte dalla Corte di Appello nel cui giudizio, anche se proceduralmente non usufruibili, erano finite alcune dichiarazioni e anticipazioni di denunce da parte di Leopizzi per la vicenda che lo vedeva coinvolto. Leopizzi aveva contestato le modalità dell’arresto - «non nego la pistola, nego la volontà omicida e i maltrattamenti ai figli» disse - e gli abusi (un pestaggio segnalato alla procura personalmente e con il suo difensore) subiti.
La Corte di Appello, successivamente, pur a fronte alla conferma della condanna a 9 anni in rito abbreviato di primo grado e del no al patteggiamento, aveva dato l’assenso alla remissione ai domiciliari e, in una seconda fase, a Leopizzi era stato concesso sia di incontrare i figli, sia di tenerli con sé nella casa di Sassello dove era originariamente ai domiciliari. Leopizzi, era stato invece già assolto, in primo grado, dalla accusa di tentato omicidio nei confronti dei due poliziotti che lo arrestarono, Errori formali e di procedura sarebbero anche alla base dell’annullamento della sentenza per il ferimento di Piccioli avvenuto nel 2001 in piazza Palermo.
Ma ad assumere uno sviluppo inaspettato era stato e rimane il caso che ha portato alla condanna a 9 anni, oggi rimessa al giudizio dell’Appello dalla Cassazione. Il pm Patrizia Petruzziello sta infatti indagando sulle deposizioni e denunce rilasciate da Leopizzi con il suo legale. Un “storiaccia” che completerebbe e connoterebbe in modo diverso la vicenda appunto sfociata nella condanna a 9 anni, poi annullata.
Due poliziotti sono infatti indagati per falso, uno dei due anche per lesioni (per il pestaggio denunciato da Leopizzi al momento dell’arresto). Una denuncia è pendente anche contro l’ex moglie. L’indagine e gli accertamenti precedenti all’arresto per il tentato omicidio e quelle successive, non sarebbero state del tutto “limpide” e scevre da interessi personali.
A settembre il pm Petruzziello le valuterà in modo definitivo. Leopizzi oggi lavora nell’entroterra savonese. Ed è lontano (fisicamente, non nella passione) anche dallo stadio dove ha sempre tifato e “combattuto” sul fronte del Genoa.

21 giugno 2008

OSSERVATI SPECIALI

Vienna, 21 giu. - (Adnkronos/Dpa) - Croazia e Turchia rischiano sanzioni pecuniarie per il comportamento tenuto dai loro tifosi durante il match valido per i quarti di finale di Euro 2008. ''La relazione del delegato tecnico verra' inviata alla Commissione disciplinare'', ha detto William Gaillard, responsabile della Comunicazione della Uefa, riferendosi al lancio di petardi e fumogeni avvenuto ieri all'Ersnt Happel Stadion. Nella serata, sono stati arrestate 12 persone: 3 tifosi croati sono stati fermati allo stadio, altri 9 sono finiti in manette nei tafferugli che si sono verificati dopo la partita. ''Alla fine, e' filato via tutto liscio'', ha detto Wolfgang Eichler, portavoce del Comitato organizzatore, archiviando una giornata cominciata col timore di gravi incidenti.

MONEY

La sicurezza dei cittadini passa attraverso una organizzazione meticolosa delle Forze dell’Ordine. Se ne è discusso nel corso del Convegno sulla violenza negli stadi organizzato dal Coisp Molise, lo ribadisce oggi, con forza, il Segretario Provinciale del Sindacato di Polizia, Michele Grieco, che ha sottolineato la grave carenza di organico di cui soffre il Commissariato di Termoli. In una missiva indirizzata al Ministro dell’Interno, Maroni, al Capo della Polizia, Manganelli, al Prefetto di Campobasso, Carmela Pagano e al Questore di Campobasso, Giuseppe Messa, il responsabile provinciale del Coisp ha posto sotto la lente la situazione di Termoli, dove lo snodo ferroviario assume una importanza strategica, evidenziando problemi di tutela della sicurezza dei cittadini nelle ore notturne, dal sottopasso alla sala d’aspetto e alla biglietteria, e dove il porto, e l’annessa area portuale, ha fatto sì che la città divenisse corsia preferenziale attraverso la quale moltissimi extracomunitari si spingono dai loro lontani Paesi d’origine per raggiungere altre destinazioni, oltre agli stanziali, privi di permesso di soggiorno. “All’analisi dettagliata e di sostanza – spiega il Sovrintendente di P.S. - vanno annoverati i recenti fatti di cronaca, che hanno fatto registrare un aumento degli episodi di violenza scatenata in danno degli operatori di Polizia e di tutte le Forze dell’Ordine, intervenuti presso alcuni locali del centro, per arginare l’azione violenta, di chi si era reso responsabile di risse o liti violente. La prossimità tra la gente è un valore che la Polizia di Stato, a giusto titolo ha saputo meritare in tutti questi anni di storia, di cultura sociale e di sacrificio personale, respingendo ogni forma di violenza indipendemente dal fatto che si sviluppi all’interno di una Discoteca o di uno Stadio, come ampiamente illustrato nel convegno organizzato dal COISP a Termoli contro la violenza negli Stadi, che ha raccolto grande successo, prorio per l’attualità della tematica”. Nella richiesta di un intervento istituzionale il Coisp sottolinea anche come recenti articoli di stampa locale abbiano messo in risalto la richiesta continua, da parte dell’Opinione Pubblica, “e finalmente anche delle Autorità Locali, di una vigilanza maggiore per le città di Termoli, rendendo ancora più interessante il dibattito che vuole al centro dell’attenzione il Controllo del Territorio, che non può prescindere dal numero di uomini e mezzi impiegati nel servizio de quo, oltre alle risorse assegnate, assai modeste, cogliendo appieno le problematiche che, da più di tre anni, il COISP Nazionale, Provinciale e Regionale, continuamente mette in risalto”. Quali le soluzioni, dunque? Secondo il Sindacato non può che essere l’adeguamento dell’organico il punto inderogabile dal quale partire, riferito al Commissariato di Termoli, alla Polfer, ai distaccamenti della Polizia Stradale di Termoli e Larino. “Non sono i piani di intervento che mancano – aggiunge Grieco - né l’elevato senso del dovere di questi Uomini e Donne in divisa che non si risparmiano, anche oltre il servizio comandato, ma la necessità di adeguare in tempi rapidi gli organici. L’aumento della presenza delle Forze dell’Ordine sul Territorio, quale deterrente contro i malintenzionati, offrirebbe, senza ombra di dubbio, un servizio di prevenzione più efficiente e di massima copertura territoriale, confidando sempre sulla cooperazione interforze, ma non mancherebbe contemporaneamente di dare maggiori garanzie a chi costretto dalla necessità, interviene a sedare disordini orditi da malintenzionati, le cui azioni sciagurate, rischiano di coinvolgere oltre che gli operatori delle Forze dell’Ordine, anche ignari cittadini e turisti. Non si può più essere disposti a rimanere in silenzio davanti alle continue aggressioni violente in danno di chi è al servizio delle Istituzioni del Paese e dei cittadini. Evitiamo che la casualità fortuita divenga tragedia. Ecco perché, noi del COISP, continuiamo a sostenere che l’adeguamento del personale presso il Commissariato di Termoli, con il relativo incremento delle autovetture idonee al servizio di Volante quanto per gli altri servizi su strada, oggi rappresenta una priorità improcrastinabile che deve vedere tutti responsabilmente solidali e propositivi”. Come Sindacato vicino alla gente il Cosip chiede poi il contributo di tutti i cittadini. Si parla tanto di sicurezza, nelle piazze, in discoteca, allo stadio. Chiunque volesse fornire indicazioni o suggerimenti, segnalare problematiche, può farlo direttamente all’indirizzo di posta elettronica grieco.cracas@virgilio.it, del Segretario Provinciale Generale del Coisp, Michele Grieco, o presso l’Ufficio Relazioni Esterne: minacappussi@tiscali.it. Un accenno, infine, ai titolari di pubblici esercizi, bar, discoteche e via dicendo, che non possono pagare lo scotto di una violenza che sfugge al controllo. Non è di certo chiudendo questi locali che si può arginare il fenomeno della violenza. In questo modo, anzi, si penalizzerebbe pesantemente chi lavora osservando le leggi, si graverebbe negativamente sul commercio e si rischierebbe di incidere negativamente sul Turismo, che costituisce, come ben sappiamo, l’elemento vitale per l’economia della città di Termoli.
Il Responsabile dell’Ufficio Stampa COISP
Dr.ssa Palmina Cappussi
20 / 06 / 2008
Mina Cappussi
minacappussi@tiscali.it

SOVRAECCITATI

Almeno undici persone sono state arrestate dalla polizia austriaca dopo gli scontri a Vienna tra i supporter di Croazia e Turchia, che si sono affrontate ieri sul campo nel secondo quarto di finale di Euro 2008. Gli incidenti sono cominciati poco dopo la mezzanotte fra tifosi croati e turchi dopo la qualificazione della Turchia alle semifinali degli Europei di calcio. Oltre dieci i tifosi croati che hanno riportato ferite lievi e guaribili in pochi giorni. A Vienna vive un'ampia comunità sia turca che croata. Nel quartiere di Ottakring, roccaforte della comunità croata, centinaia di croati hanno assalito i turchi che festeggiavano in una strada vicina, tirando bottiglie e sassi anche contro le finestre da cui sventolavano le bandiere bianche e russe della Turchia. I tifosi croati si sono rivoltati contro la polizia intervenuta per disperderli. Sul Guertel, uno degli "anelli" che circondano Vienna, i caroselli delle macchine dei tifosi turchi hanno paralizzato la circolazione e nel quartiere del municipio sono stati proprio i turchi ad aggredire dei tifosi croati. Sono scoppiati allora incidenti e alcuni croati hanno avuto bisogno di cure, secondo quanto riferito dai servizi di soccorsi. Un portavoce della polizia viennese ha sottolineato che è stato necessario il fermo di «diversi tifosi sovraeccitati nel mezzo della massa pacifica» che assisteva alla partita dai maxischermi. Più tardi, la polizia ha reso noto di avere arrestato 11 persone.

HEYSEL

E’ stato creato un nuovo video su Youtube, dal titolo “39 angeli all’Heysel”, con immagini di repertorio della strage del 29 maggio 1985 a Bruxelles.

LINK : http://www.youtube.com/watch?v=wMuuW-hZ8RM

Il fine dell’iniziativa è la diffusione della petizione rivolta alla Juventus Football Club da un gruppo di utenti del forum vecchiasignora.com per la realizzazione di una “sala della memoria” nel nuovo stadio di Torino in costruzione e di una pagina commemorativa all’interno del sito ufficiale della squadra, come da tempo presente in quello del Liverpool.

Grazie
Domenico Laudadio
Coordinatore gruppo “39 angeli”

SAMURAI

A seguito della riunione del direttivo dei Samurai Ultras Imperia 1982, tenutasi ieri, giovedì 19 giugno, lo stesso invia un comunicato perchè - si legge - "è emerso un sentimento ed un orientamento comune a chi veramente stanno a cuore i colori di questa città e la sua storica memoria calcistica". Non ci sentiamo di appoggiare quindi tanto meno di sostenere chi ha deciso di ripartire su basi che non ci appartengono. Il nome, la storia, la tradizione non sono valori che si cambiano o si modificano per compiacerci; non ci sentiamo pertanto parte integrante di un progetto che al momento non pone Imperia come punto imprescindibile della nostra fede.Il progetto Pontedassio-Riviera-Onegliese Imperia illustratoci direttamente dai signori Marco Alberti e Fabio Ramoino ci sembra sempre più una appropriazione di comodo dettata da interessi personali, piuttosto che una vera e propria ripartenza, auspicata da tutto l'ambiente sportivo imperiese. Questo emerge dopo i comunicati resi pubblici dal Riviera-Pontedassio, e quindi espressione diretta del Sig. Marco Alberti; che in un primo momento si poneva come un'alternativa all'Imperia Calcio, e successivamente cercava di coinvolgerci con la promessa dell'utilizzo dei colori neroazzurri, con l'intento di placare la protesta sempre più crescente della tifoseria.Non può altresì trovare alcun tipo di appoggio la posizione tenuta in questi giorni dai cosiddetti 'dirigenti dissidenti' della Riviera-Pontedassio che nella figura del Sig. Fabio Ramoino, prima condividono nostre perplessità circa il progetto PRO Imperia, salvo poi chiederci di rivedere le nostre posizioni, così facendo, abbandonano di fatto l'ultima possibilità di far rinascere il vero calcio cittadino. In questa vicenda è da sottolineare la gravissima responsabilità delle istituzioni cittadine ed in particolare modo dell'assessore allo sport Marco Scajola, che dopo anni di silenzio pressoché totale riguardo alle vicende dell'Imperia calcio, ora si fa promotore e sponsor istituzionale del progetto PRO Imperia. Noi, Samurai Ultras Imperia 1982, ci impegniamo a dare per l'ennesima volta una sveglia all'ambiente cittadino e ci batteremo fino all'ultimo respiro per far rinascere una vera Imperia Calcio: la squadra del capoluogo.Imperia, solo Imperia, Imperia e basta!!!!!".

CROCIATI E SARACENI

Vienna 21 giu.- Al termine della partita tra Croazia e Turchia, vinta da quest’ultima ai rigori, si sono verificati numerosi scontri, durante i quali almeno 12 croati sono stati feriti lievemente. Le violenze sono scoppiate nel centro di Vienna, vicino al municipio, nella zona dei maxischermi. Si parla di nasi fratturati e ferite da taglio. Nulla di particolarmente grave. Per la nazionale turca quella di ieri è stata comunue una serata storica. E' la prima volta, infatti, che riesce ad approdare alle semifinali in un torneo di questo livello. I croati arrivati a Vienna per seguire la propria squadra erano almeno 50 mila. Altrettanti i tifosi turchi. I poliziotti in tenuta antisommossa schierati nella capitale erano più di 4 500.

20 giugno 2008

PANCIA PORTA-BIRRA

E' proprio vero che i tedeschi non rinunciano mai alla birra. I tifosi partiti dalla Baviera per assistere a Germania-Portogallo si erano dotati di una finta pancia, tipo marsupio refrigerante, capace di contenere addirittura 2,3 litri di buona birra. Che sia stata proprio questa insolita invenzione l'amuleto portafortuna di Ballack e compagni?

Ma non è tutto, oltre alla pancia-termos è stato creato un 'elegante' reggiseno con un discreto spazio all'interno delle coppe per poter trasportare, in caso la birra non fosse stata sufficiente, un po' di vino. Insomma una scorta degna di una partita emozionante come quella di ieri sera.

La sconfitta sarebbe stata una tragedia: per tirare su di morale i tifosi in trasferta non sarebbero bastati pance e reggiseni.

MINACCE DI MORTE SOTTO I FUMI DELL'ALCOL

Modena, 19 giugno 2008. Minacce di morte contro il proprietario del Modena calcio Romano Amadei e frasi ingiuriose al direttore sportivo Doriano Tosi. Le scritte sono apparse martedì sera sui muri dello stadio Braglia in viale Monte Kosica, e fortunatamente le hanno viste in pochi. Un cittadino, che ha sorpreso i writers in azione, ha dato l’allarme e i poliziotti della squadra volante li hanno bloccati mentre tentavano la fuga, con le mani ancora sporche di vernice nera. Si tratta di F. M., modenese di 36 anni, già noto alle forze dell’ordine per i suoi comportamenti anti sportivi, tanto che era già stato segnalato alla Digos e diffidato dall’andare allo stadio, e di un ragazzo di 20 anni, A. M. residente a Castelnuovo Rangone.
«Amadei la morte sia con te», e ancora: «Amadei morto che cammina». Poi una serie di frasi offensive nei confronti del patron e del direttore sportivo del Modena calcio. I due imbrattatori, che avrebbero agito sotto i fumi dell’alcol, sono stati bloccati dagli agenti e si sono quindi beccati una denuncia per danneggiamento aggravato e minacce, oltre a una diffida (per il 36enne è la seconda) a partecipare ad eventi sportivi.
A finire nel mirino dei due ultras armati di vernice il muro perimetrale che dà su viale Monte Kosica, che ieri mattina appariva tappezzato di strisce bianche e nere. Erano i teli che la società ha usato per coprire le scritte ingiuriose che fino a ieri non erano ancora state cancellate. Sull’episodio indaga la Digos anche se i responsabili sono già stati individuati. Il questore, Elio Graziano, condanna il gesto e lo considera un segno di inciviltà: «Questi episodi sono da condannare — commenta — ma rientrano nella fisiologia delle intemperanze dei tifosi nei momenti difficili della propria squadra».
Non è la prima volta che la società sportiva viene presa di mira, prima per la temuta retrocessione, ora per l’imminente vendita del Modena: «La nostra tifoseria non è pericolosa — aggiunge il questore — Non sottovaluteremo comunque i fatti anche se i responsabili sono stati denunciati. L’attenzione sulle persone minacciate sarà alta e non sono esclusi provvedimenti per garantirne la sicurezza di Amadei e Tosi, anche se ogni decisione sarà presa in sede di Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica».
Risalgono all’aprile scorso le ultime scritte sui muri dello stadio Braglia: intimidazioni e anche una croce piantata sul campo di allenamento dei canarini, fino all’incursione all’hotel Le Ville, quando alla vigilia della partita contro il Lecce i giocatori sono stati tenuti svegli tutta la notte dagli schiamazzi degli ultras. Intanto anche l'assessore allo sport Antonino Marino esprime solidarietà ad Amadei: «Non c’è nulla che possa giustificare comportamenti del genere nei confronti del proprietario del Modena e dei suoi familiari».
di VALENTINA BELTRAME

19 giugno 2008

BOSNIA

Roma, 18 giu. (Apcom) - Massima allerta a Mostar in vista della partita di venerdì prossimo tra Croazia e Turchia, valevole per i quarti di finale degli europei di calcio. La polizia locale è già venuta a sapere che si preparano scontri tra i tifosi croati e quelli musulmani, che sostengono la squadra di Fatih Terim.
"Sappiamo che gli scontri sono già pianificati e per evitare il peggio dispiegheremo mille agenti", ha detto Himzo Djonko, commissario della polizia del cantone di Mostar. "La polizia userà tutti i mezzi che ha a disposizione per evitare incidenti", ha aggiunto.
In vista di questo match "ad alto rischio", già da oggi in città sono state rafforzate le misure di sicurezza.
Durante la guerra civile che ha insanguinato la Bosnia-Erzegovina dal 1992 al 1995, croati e musulmani si sono contesi ferocemente il controllo di Mostar. Nel novembre del '93, i croati hanno anche distrutto il simbolo della città: il ponte di pietra che dal XVI secolo univa le due sponde del fiume Neretva.

MODELLO FIRENZE

(AGI) - Firenze, 18 giu. - Un campionato all'insegna del dialogo continuo con i rappresentanti dei tifosi, polizia fuori dallo stadio, pronta ad intervenire solo se necessario, un nuovo metododi approccio alle criticita' adottate dalle Forze di Polizia e azzerata la necessita' di fare ricorso a cariche con l'utilizzo di lacrimogeni e sfollagente sono solo alcune delle novita' del campionato di calcio della stagione calcistica appena conclusa per la Fiorentina. Ad illustrare i dati stamane a Coverciano il questore di Firenze Francesco Tagliente e il presidente della Fiorentina Andrea Della Valle nel corso di una tavola rotonda. Il questore ha poi sottolineato l'estremo rigore nei confronti dei violenti (DASPO, Arresti, Denunce) e la massima attenzione e rispetto riservata a tifosi a Firenze e in trasferta. Tagliente, ha cosi' avviato i lavori della Tavola Rotonda di Coverciano dando la parola a tutti i rappresentanti delle Amministrazioni, Enti ed Aziende componenti del Tavolo Tecnico e del Gruppo Operativo Sicurezza che definisce "Protagonisti del modello Firenze". Alla presenza del Presidente della Fiorentina Andrea Della Valle , dell'Assessore allo Sport Eugenio Giani, del comandante provinciale dei Carabinieri Francesco Benedetto dei vertici territoriali di Finanza, Stradale, Ferroviaria ,Polizia Municipale, ha cosi' riassunto i punti di forza del sistema di gestione della sicurezza allo Stadio A. Franchi di Firenze. "Risultati, innanzitutto, in termini di immagine positiva della Citta', dei fiorentini, dei tifosi viola e di tutti i rappresentanti degli organismi - ha detto tagliente - chiamati ad assicurare misure organizzative e di sicurezza allo stadio. Aumentati del 300%, da 11 a 44, i provvedimenti DASPO adottati, soprattutto nei confronti delle tifoserie ospiti, e del 966,67% (da 3 a 32, in calo gli arresti dei tifosi soprattutto ospiti, diminuiti del 40% da 5 a 3 in forte aumento infine le sanzioni per illeciti amministrativi da parte da parte della Polizia Municipale. (AGI)

TIFO ESAGERATO

Bordighera: lettera di denuncia contro il tifo esagerato
Proseguono le lettere di persone indignate che denunciano i comportamenti eccessivi che hanno avuto alcune persone in seguito alla vittoria della nazionale italiana martedì contro la Francia. "Mia figlia, infermiera a Sanremo, l'altra sera stava andando a lavorare e si è trovata, suo malgrado, in mezzo a quel delirio di imbecilli nel centro di Bordighera. Un gavettone d'acqua l'ha centrata, lanciato da alcuni giovani visibilmente ubriachi, che colpivano chiunque passasse, sopratutto se di sesso femminile. Siccome il lavoro non ammette ritardi per 'imbecillità' di terzi, ha dovuto proseguire in quello stato, bagnata, fino al posto di lavoro, dove ha potuto cambiarsi. Leggo che uno dei lanciatori rivendica orgogliosamente il diritto di colpire con gavettoni chi ha l'ardire di transitare nel luogo deputato come terreno di lancio. Io rivendico il diritto di transitare dove voglio senza essere colpita da un gavettone, nemmeno se vince la nazionale di calcio. Con quale diritto il signore in questione, che insieme ad altri ha aggredito un signore con l'unica colpa di possedere un auto targata 06, attribuisce allo stesso la colpa di essersi difeso, magari apostrofando in malo modo chi lo ha colpito anche solo con acqua? E sarebbe bene che, sempre il signore in questione, imparasse che ci sono persone che sentendosi aggredite, possano spaventarsi al punto di reagire in modo meno razionale, magari cercando la fuga con il rischio di investire qualcuno, o magari utilizzando mezzi impropri con le conseguenze che ci tocca leggere spesso nelle cronache di tutti i giorni; fortunatamente non è successo. E se i giornali hanno le foto di questi eroi ubriachi, che le pubblichino, che mostrino a tutti i loro volti, sopratutto ai loro genitori, in modo che possano vergognarsi e porvi rimedio, magari educandoli".
Direttore
Giovedì 19 Giugno 2008 ore 10:27

IN MEMORIA

A Marsciano (e Collepepe) si è conclusa con successo la sesta edizione del Memorial intitolato a Roberto Cavalletti: tre giorni di sport ed amicizia ripercorsi con una galleria fotografica
Matteo Berlenga
Sport, festa, ricordo e solidarietà; sono queste le quattro parole che possono riassumere la sesta edizione del torneo “Cavalletto”, che si è svolto nell'ultimo fine settimana al Parco Ponte di Marsciano, organizzato dagli Ingrifati e dalla Palestra Popolare di San Sisto.Il tutto è iniziato il venerdì, con i primi incontri di calcio a 7 fra le 8 formazioni partecipanti, 4 locali e 4 di tifoserie gemellate, tutti insieme a ricordare Roberto Cavalletti, ultras del Perugia scomparso in un incidente stradale.L'organizzazione è stata impeccabile, con tendostrutture montate per i “bivacchi”, un'area adibita a campeggio e servizio ristoro autorganizzato per tutti; molte sono state le persone che in questi 3 giorni sono passati ad assistere agli incontri di calcio, piuttosto che alla serata di Boxe organizzata sabato, o semplicemente per ritrovarsi fra amici, in un appuntamento che tutti gli anni raduna a Marsciano decine e decine di giovani, di ultras, di sportivi e non solo.Il torneo di calcio si è concluso domenica, e quest'anno se lo è aggiudicato la “Curva Nord Genova”, battendo gli “Ingrifati” 4 a 2; le squadre delle tifoserie “straniere” sono state organizzate, oltre che dai vincitori del torneo, dagli ultras dell'Empoli, del Montevarchi e del Fasano.Molto interessante anche la serata di sabato, dedicata alla Boxe ed alla Thai boxe; in caso di pioggia gli organizzatori avevano ricevuto garanzia dall'amministrazione comunale della disponibilità del palazzetto di Marsciano, trovato occupato al momento di montare il ring; fortunatamente, dopo la rabbia iniziale, gli organizzatori hanno trovato la disponibilità di quello di Collepepe, organizzando una serata con molto pubblico. Sette gli incontri di pugilato dilettantistico e 2 quelli di Thai Boxe, ai quali hanno partecipato palestre di San Sisto, Perugia, Foligno, Spoleto, Pescara e di San Lorenzo (Roma).Come tutti gli anni, anche i genitori dell'ultras scomparso sono stati presenti al torneo, ricordando tutti insieme, all'inizio di ogni partita, con un minuto di silenzio, Roberto Cavalletti.Per il secondo anno il ricavato dell'evento va ad AMREF, ad un progetto che prevede l'adozione a distanza di 8 bambini di strada di Nairobi, città nigeriana che conta 130.000 ragazzi di strada.I conti non sono ancora definitivi, ma la tre giorni dovrebbe aver portato 1.500 euro per questo importante progetto in Africa; un bel risultato, nel ricordo di chi l'ultrà amava fare!

RIPRENDIAMOCI LE PIAZZE: 20/6/08 FIRENZE


Il 20 giugno 2008 sarò ospite e relatore a Firenze nell'ambito di un'interessante iniziativa organizzata dai ragazzi di ZTL PROGETTO AGORA' sul tema della sicurezza e della repressione nelle strade e negli stadi. Miei co-relatori saranno due docenti universitari: il Prof. Silvano Cacciari docente di teoria ed estetica della comunicazione e la Prof.ssa Donatella Della Porta. Insieme affronteremo i diversi aspetti legali, sociali, storiografici e politici delle normative di controllo e della loro trasformazione, innovazione e sperimentazione nei differenti ambiti della vita collettiva. Con annesso dibattito e confronto.

A seguire dj set, rifocillamento alimentare e reading.


A PARTIRE DALLE ORE 18,00 VIALE MARATONA (SOTTO LA CURVA FIESOLE)

accorrete numerosi....

Domenico

18 giugno 2008

FESTA

(ANSA) - TERNI, 18 GIU - Tafferugli, danneggiamenti e scontri tra tifosi e polizia ieri sera a Terni durante i festeggiamenti per la vittoria dell'Italia. Tre i giovani denunciati a piede libero: un ventunenne e due minorenni di 14 e 15 anni. Gli episodi sono avvenuti in piazza Tacito dove una trentina di giovani, prevalentemente ultras locali, si sono radunati per festeggiare: hanno abbattuto segnali stradali, danneggiato fioriere, divelto sampietrini e danneggiato auto in transito.

17 giugno 2008

C'E' SOLO UN NUMERO UNO

Gigi è la sua mano destra. La stessa che ha sbagliato contro l’Olanda. Sbagliato: lo sa lui, lo sappiamo noi. Solo che non si dice perché fa paura, angoscia, spavento. Buffon non può fallire anche quando fallisce, quindi è impossibile che quella respinta sia stata un errore. Dev’esserci qualcosa che non va, magari un effetto ottico, un dettaglio che non si vede ma c’è. E’ il pudore nei confronti del più forte, il terrore dell’ultima certezza che crolla. Meglio aggirare, scavalcare, non vedere. Nessuno ha alzato il dito per dirlo forte. Non ce l’ha fatta anche lui: “Chiediamo scusa a tutta Italia”. Chi? Tutti. Parlava da capitano e però, se poco poco lo si conosce, anche un po’ per se stesso. Dietro noi c’è io, perché gli è venuto in mente che in ogni scuola calcio certe cose sono l’inizio di una carriera da portiere: “Quelle palle si mettono in calcio d’angolo”. Un tocco, il polpastrello che spinge, il pallone che esce. Corner, un uomo sul primo palo e un avversario a testa per tutti gli altri: si ricomincia e siamo ancora zero a zero. Quella voce c’è nella testa di Gigi, oltre le parate successive, oltre l’uscita su Van Nistelrooy. E’ un picchio che gli batte sul cervello: perché? Perché? Perché? Non glielo chiederà nessuno se non la sua coscienza. Non si può criticare un monumento. Buffon non è più solo un portiere, anzi forse non lo è mai stato. I portieri sono gli altri: Zenga, Tacconi, Pagliuca, Dida. Quelli alla Eduardo Galeano: “La folla non perdona. E’ uscito a vuoto? Ha fatto una papera? Gli è sfuggito il pallone? Le mani d’acciaio sono diventate di seta? Con una sola papera il portiere rovina una partita o perde un campionato e allora il pubblico dimentica immediatamente tutte le prodezze e lo condanna alla disgrazia eterna. La maledizione lo perseguiterà fino alla fine dei suoi giorni”.
Se sbaglia Gigi è solo il destino, è il più semplice dei “è così che doveva andare”. E’ bello essere il più forte del mondo e sapere di poter mancare senza che gli altri lo rinfaccino. Gigi torna in porta ed è tutto come prima, se vuole. Meglio. Deve decidere lui e la sua mano gigante che tiene il pallone, che lo ferma, che lo respinge, che lo devia. In alto, centrale, poi sul piede. Con la Romania, gli altri avrebbero parato, Gigi ha preso per sé e per i compagni. “Siamo ancora vivi”. La faccia più della tecnica, il risultato oltre l’estetica: qui non importa mai come, ma solo sì o no. L’urlo successivo è la spiegazione, il risarcimento: l’azione che cancella le parole, le scuse, la vergogna. Buffon non è al massimo, ma è il massimo comunque, quello che ti tiene sveglio quando ti stai addormentando. Non ama i rigori, non li para quasi mai. In Germania, contro la Francia fu spiazzato sei volte, da Zidane in partita, da tutti gli altri alla fine, compreso Trezeguet. “Da bambino sognavo di vincere le finali ai rigori. Ora no”. Grande per questo, perché con l’Olanda non ha ammesso, ma ha chiesto scusa, perché con la Romania ha salvato, ma non s’è preso i meriti. Mano-piede: è il coraggio che vince, banalmente è la differenza che c’è tra uno normale e uno straordinario, è il culo che ti premia perché l’hai guardato negli occhi l’avversario, perché non ti ha fatto paura, perché gli hai detto “lì ci sei tu, e qui ci sono io”. Ha smesso di essere protagonista a ogni costo: non è più quello che a Parma andò in porta con la scritta “Boia chi molla” e scatenò un caso politico finito con un sorriso e con una battuta. A trent’anni Gigi è un giovane vecchio, cresciuto per forza più che per volontà. Non ci si ricorda neanche più quando era un ragazzino e si presentò per la prima volta in campo contro il Milan: 29 gennaio 1995. Fa il maturo, il saggio, l’esperto. Cioè tutto quello che è senza desiderare fino in fondo di esserlo, perché l’indole e il carattere sarebbero altri più vicini al fancazzismo alla Zenga che alla serietà di Zoff. Non ha amato nessuno dei due: non Dino che quando Gigi aveva neanche sei mesi fu accusato di avere difetti di vista, di stropicciarsi perché miope: “Non vede da lontano”. Maledetta Olanda anche allora, trent’anni fa, mondiale argentino, la retorica perenne della “migliore Italia vista giocare in una Coppa del mondo”: diedero la colpa a Zoff per quei gol improponibili da fuori area. Non ha amato neanche Walter, che resterà sempre quello del gol di Caniggia più che dello scudetto dell’Inter di Trapattoni. Buffon sa che a lui non succederà, perché il pallone è diventato un altro, perché i portieri come lui non sono più quelli con una maglia diversa che possono giocare con le mani. Su Gigi si sono fatti i conti: “Io e lui insieme valiamo venti punti a campionato”, ha detto una volta Trezeguet parlando della Juventus. Quando gliel’hanno riferito Buffon s’è fatto una risatina, ma lo sapeva: gliel’avevano detto anche a lui e allora aveva cominciato a pensarci. Senza dirlo sa che è vero e sa anche che con lui forse è cambiato tutto: il primo a ridare dignità definitiva alla categoria, il primo portiere che arriva a un passo dal Pallone d’oro, che vince il premio come miglior giocatore della Champions 2003, il primo che non si rifugia nelle classifiche dedicate solo a quelli coi guanti, va oltre, partecipa, non dieci più uno, ma undici davvero. Giocatore, senza indicare per forza il ruolo. Forse è per questo che sognando di fare il portiere amava un centrocampista: “Quando ero piccolo, il mio giocatore preferito, quello che amavo di più, che mi faceva divertire era Lothar Matthaeus”. Poi Thomas N’Kono, il folle portiere del Camerun di Italia 90. Non c’è mai stata una regola vera per Buffon, una di quelle ossessioni che ti spingono a fissarti su un personaggio, su una situazione. Ha scelto tardi che sarebbe diventato un calciatore, a dodici anni, quando molti già devono arrendersi all’idea che non potranno mai esserlo oppure quando è il corpo che ti spinge a sceglierti il ruolo. Gigi ha scelto senza influenze anche se la storia del cugino del padre una molla deve essere stata: centrocampista non sarebbe stato nessuno, dice qualcuno. Oppure no, perché quelli che l’hanno visto crescere e hanno visto gli altri ragazzi, hanno detto il contrario. Tipo Sergio Vatta, che s’è trascinato i sogni di tre generazioni di baby nazionali: “Il ragazzo più forte che abbia visto negli ultimi trenta anni”.
Senza ruolo, anche qui, senza divisioni, senza specificare che però lui giocava e gioca da numero uno. Non importa. Si gira e si torna sempre lì, alla diversità che non c’è più, alla fine del ruolo. Calciatore e basta. Piedi, mani, petto, testa. Gigi giocherebbe con la maglia identica a quella degli altri compagni, specie in Nazionale. Alla fine del Mondiale di Germania lo raccontò bene: “Ho giocato soprattutto per l’Italia, perché l’orgoglio di essere italiano lo sento sul serio. Non li sopporto quelli che dicono di non tifare per la Nazionale perché c’è questo o c’è quello. Mi stanno sulle scatole e mi fanno anche un po’ paura. Se fossimo in guerra, darei l’anima per salvare un italiano ferito, anche se fosse la persona che più mi sta antipatica al mondo”. Nazionalista, Gigi. Quello con la bandiera sulla fronte per tutto il viaggio Berlino-Roma e poi sull’autobus scoperto che portò i campioni del mondo al Circo Massimo. Applausi a lui, all’orgoglio, all’attaccamento. Perché questo era sano, mica qualche settimana prima quando l’Italia aveva già deciso che era un venduto. Due milioni di euro volati, cinquecentomila pare in una botta sola. Cioè la storia delle scommesse, nata, gonfiata e poi immediatamente sparita. Però c’è. Dentro Buffon e anche dentro chi probabilmente apposta non ha mai fatto differenza tra scommesse e calcio-scommesse. Non c’è? Dipende, perché se a 28 anni giochi diecimila euro su Arsenal-Chelsea è un conto, se le giochi su Juventus-Real Madrid e tu sei il portiere della Juve, qualcosa cambia. “Io con tutta questa faccenda ho fatto una brutta figura, lo so. Però qualcuno s’è divertito su di me”. Gigi fu convocato in Nazionale con riserva, non sicuro di giocare, non certo neanche di poter andare in Germania, con una buona parte del paese pronto a prenderlo per il nuovo Albertosi, senza pensare che alla fine di Buffon non ti ricordi un solo errore, né una papera, né un rigore procurato. La coppa ha cancellato i sospetti e le accuse, ha trasformato un’inchiesta che pareva l’inizio di un nuovo scandalo in una ragazzata. Magistrati compresi: “Quando mi sono presentato in procura, un pm mi ha detto: ‘Ma lei che ci fa qui?’”. In quei giorni strani tutti pronti a tirare fuori il ritratto del giovane a metà: “Uno tra pasticci e miracoli”, scrissero. Uno a uno gli episodi guasconi della vita di Gigi presi e documentati: quando scese in campo contro il Valencia con la maglia numero 88. La comunità ebraica protestò contro quel numero usato dai neonazisti come “versione aritmetica di Heil Hitler”. Buffon se ne uscì così: “Siccome in Italia il simbolo del carattere, piaccia o no, sono le palle, io con quel numero volevo mostrare d’averne quattro”.
Oppure la storia del mancato diploma: iscritto a ragioneria, era già un calciatore professionista. Una troupe tv andò a documentare un suo esame in terza. Bocciato. Fece la quarta da privatista, non si presentò agli esami di maturità, però puntuale alla segreteria dell’università di Parma alla facoltà di Giurisprudenza. Presentò un diploma rilasciato da una scuola romana che, interpellata per il controllo, negò: “Mai avuto il signor Buffon come studente”. La faccenda finì alla procura della Repubblica di Parma, che all’epoca non aveva il caso Parmalat, non aveva bimbi rapiti e uccisi, insomma non aveva molto da fare. Gigi ci rimase male: “Le polemiche sul numero di maglia e sul diploma sono stati due avvenimenti terribili. Il fatto poi che si siano succeduti uno dietro l’altro mi ha fatto pensare a una sorta di accanimento. Da parte mia, però, c’è sempre stata buona fede. Se poi c’è stato un errore si è trattato di un classico sbaglio di gioventù che si perdona a tutti. Perché non a me?”. Paralleli e ricordi. Qualcuno ha tirato fuori Lorenzo, il cugino del padre, il portiere del Milan anni Sessanta, uno dei primi calciatori a dominare i giornali di gossip abbracciato a splendide accompagnatrici provvisorie, che poi sì innamorò della sventola più famosa e desiderata dei suoi tempi: Edy Campagnoli, la leggendaria valletta di Mike Bongiorno in “Lascia o raddoppia?”. A Gigi gli hanno riconosciuto le analogie, tipo la storia con Alena Seredova, che oggi è madre di suo figlio e compagna ufficiale da diversi anni, quella con la quale ha posato praticamente nudo su una rivista scatenando una delle frasi più divertenti della tv sportiva recente. La disse Marcello Lippi: “L’ho incontrato solo in spiaggia a Viareggio, oh, è la prima volta che lo vedo vestito”. E però con Lorenzo tutti hanno sempre ostentato le differenze. Un po’ per sfida, un po’ per gioco, un po’ per invidia, Gigi viene considerato lo zuccone, il viziatello, e sotto sotto anche un po’ ignorante, perché non s’è preso neanche la maturità mentre quell’altro era un cazzeggione e però aveva l’aria da intellettuale: leggeva Anna Karenina, diceva di avere divorato tutto Tolstoj e che il suo libro preferito era “Radiosa aurora” di Jack London.Non è mai stato simpatico fino a quando non è retrocesso, Buffon. Juventino in questo e in molte altre cose. La fine dell’era Moggi, la coincidenza con la vittoria del Mondiale, l’obbligo di finire in B, l’hanno ridisegnato agli occhi degli altri, di chi lo aveva raccontato fino ad allora e ne aveva sempre tracciato un ritratto a due facciate: fenomenale in campo e un po’ oltraggioso fuori. Il dopo Berlino ha modificato la percezione, ha purificato le anime: sui giornali è venuto fuori il Gigi che si spende per beneficenza, che va in Africa per N’Kono e regalare un pozzo a un villaggio, che faceva il servizio civile in una comunità di recupero per drogati: “C’erano persone più sfortunate che avevano bisogno di aiuto ma anch’io ho cercato il loro aiuto perché mi hanno fatto tornare con i piedi per terra”. Anche quella storia dei cori ultrà che fino ad allora era stata usata per disprezzarlo ora cambia pelle, diventa la faccia pulita del tifo. La raccontava sempre sua sorella Guendalina: “C’è una piccola casa di fianco alla nostra villetta. Lui si chiude lì dentro, nessuno lo può disturbare, e sapete che cosa fa? Si mette a cantare i cori degli ultrà. Una volta l’ho spiato dalla finestra, mi sembrava impazzito. Saltava come un bambino, rideva. Gli ho detto: ‘Guarda che tu sei un giocatore, mica un tifoso’. Mi ha risposto che l’anima non gliela cambierà nessuno, e ha ripreso a cantare come fanno i Boys. Ogni volta che torna a casa, la scena si ripete”. Ora Gigi che passava per l’antipatico è un fenomeno da cabaret: lo imita Fiorello a Viva Radio 2, lo imitano su RadioDeejay a Sciambola. Quel tono di voce un po’ indolente, quell’atteggiamento di chi non si preoccupa mai. “Non pensarci; forse anche non pensare. Il dono dello stupore. L’arte della leggerezza”, ha scritto il Corriere della Sera. Va bene e a volte va male, come tutto. Però con Buffon un po’ di più, perché è un altro di quelli con cui è abbastanza facile comportarsi a seconda dell’esigenza. Il suo essere leggero fa comodo sempre, quando bisogna raccontare il bamboccione e quando invece si deve alleggerire la pressione con una caduta sull’infanzia, sullo spirito, sul gioco. Gigi funziona adesso che si fatica a trovare un personaggio. Qui sì è identico agli altri portieri, quelli a cui ti aggrappi quando non sai dove andare. Tra i pali c’è sempre quello con la maglia diversa. “Io vedo il bicchiere mezzo pieno”, dice adesso. E’ uno stile di vita. E’ la speranza, l’errore cancellato. E’ la mano destra, quella dello sbaglio e poi del miracolo. Il pallone aiuta sempre: uno contro uno, il rigore, la rincorsa, il tiro. Se è gol questa volta non è colpa sua, se non è gol è l’urlo, lo sfogo, la rabbia. Sono i punti che si possono quantificare: uno è suo. Vale per tutti, però.