20 maggio 2008

DERBY PUGLIESE, SANGRE Y ARENA

Fitto lancio di petardi e bottiglie di vetro, sassaiole in superstrada, assalti alle forze dell’ordine. Sabato, al “Via del Mare”, in occasione del derby Lecce-Bari s’è giocata un’altra becera partita, oltrechè sul campo. Di tutt’altro tono rispetto alla grande sportività che aveva contraddistinto le due compagini sul rettangolo verde dal primo all’ultimo minuto. Intendiamo sugli spalti, precisamente in curva Sud dov’erano assiepati i duemila e più pseudo-tifosi venuti dal capoluogo pugliese. Come se s’andasse in guerra, muniti di un vero e proprio arsenale e di una rabbia interna da scaricare sugli inermi spettatori degli altri settori (fra cui donne, bambini e disabili, ripetutamente avvicinati dallo scoppio di ordigni artigianali di ogni genere) e sulle forze dell’ordine.

A freddo, la polemica sui barbarici accaduti è divampata. Trapela come il piano studiato dalle due Prefetture abbia fatto cilecca dal principio, ovvero dalla partenza dei baresi dal loro ritrovo. Poche le auto della Polizia al loro seguito, pochissime quelle presenti ad ogni svincolo sulla superstrada Brindisi-Lecce. Qui, è iniziato il pomeriggio di ordinaria follia. Gli stessi ultras biancorossi poi son potuti entrare indisturbati nell’impianto leccese, senza essere sottoposti a controlli. Porte spalancate alla delinquenza, e si dice che qualcuno dei tifosi ospiti, che era sugli spalti, fosse sottoposto a Daspo o addirittura privo di biglietto d’ingresso.
Il pubblico di casa è stato setacciato dalla testa ai piedi, mentre l’unico vero settore da controllare è stato lasciato in balia dei supporters ospiti, che, non contenti degli episodi sopra citati, non hanno esitato a distruggere i bagni dello stadio e perfino ad entrare sul terreno di gioco a fine gara, aprendo anche un idrante. Anche qui, tutto per loro è filato liscio: niente Polizia, niente steward. Chi li ha visti da quelle parti?
Nelle concitate ore del lunedì dopo, ha espresso la sua indignazione anche il sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano, nel corso della riunione sulla sicurezza e l’ordine pubblica della provincia di Lecce: “Sabato scorso, purtroppo, si sono verificati comportamenti non dico di barbaria, perchè sarebbe fare un torto ai Barbari, ma di inselvatichimento” ha affermato Mantovano “questo impedirà ai tifosi baresi di compiere trasferte a Lecce per un bel pò di tempo”. La frecciata all’ipotetico piano sicurezza preparato alla vigilia: “Ci sono state delle evidenti anomalie che sono dipese da cause che in questo momento sono all’esame dell’autorità per la sicurezza di Bari e di Lecce ed anche dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, il cui dirigente l’ho sentito prima di venire al Comitato. Attualmente vi è un lavoro delle Forze di polizia teso ad individuare i responsabili delle violenze, soprattutto all’interno dello stadio, ma nei limiti in cui i mezzi tecnici lo consentiranno anche per ciò che è accaduto sulla Brindisi-Lecce”. Infine: “Sarò a Bari esattamente fra una settimana per approfondire, credo ci saranno dati più precisi, che cosa non è andata per il verso giusto. È evidente che se un numero consistenti di tifosi baresi raggiungono lo stadio di Lecce in tempi che non permettono il filtraggio e i controlli, qualcosa non ha funzionato sin dall’inizio”.

Nessun commento: